Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘pil’

I dati pubblicati dall’Istat sull’andamento del Pil

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 agosto 2019

“E’ relativo all’ultimo trimestre aprile-giugno, segnano un meno 0,1%. L’economia italiana è ancora piantata a terra. Senza Investimenti e diminuzione della pressione fiscale non c’è sviluppo. Ma Il taglio delle tasse non c’è stato, la tassa piatta è rimasta un annuncio, l’aumento dell’Iva e delle accise è alle porte, la mancata crescita sviluppa un buco di altri miliardi e il tutto fa saltare in aria le coperture finanziarie dello Stato. Conti alla mano la maggioranza deve reperire oltre 20 miliardi di euro se vuole evitare l’aumento dell’Iva, tra i 10 e 15 per la tassa piatta e altri 6 miliardi per l’abolizione del bollo auto ipotizzata dai 5 Stelle mentre la crescita è sotto zero e fa galoppare gli interessi passivi sul debito pubblico. C’è sempre più bisogno di cambiare il governo del cambiamento”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Pil: Istat rivede, primo trimestre +0,1%, annuo -0,1%

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

L’Istat rivede al ribasso le stime diffuse a fine aprile: il Pil italiano nel primo trimestre del 2019 è salito dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti mentre è calato dello 0,1% su base annua.”Pessima notizia! Anche se viene confermata l’uscita dalla recessione tecnica, la previsione del Governo di avere una crescita a fine anno dello 0,2% diventa meno credibile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Considerato che la Commissione Ue sta già contestando i nostri conti, non poteva esserci notizia peggiore. Ora aumenta il rischio di una manovra correttiva, magari sotto forma di eliminazione del bonus di 80 euro e della riduzione delle detrazioni fiscali, fintamente compensate da una pseudo flat tax” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Aumento insolvenze per il rallentamento della crescita del PIL

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 Mag 2019

A fronte del rallentamento della crescita del PIL a livello globale, dal 3,2% registrato nel 2018 al 2,7% di quest’anno, si prevede un aumento del 2% nel livello di insolvenze. Le aziende dell’area Asia Pacifico, in quanto parte integrante delle catene di fornitura globali, devono necessariamente valutare in maniera approfondita il rischio d’insolvenza dei clienti cui vendono a credito. Si tratta di un valutazioni complesse, che richiedono un approccio più strategico al credit management, soprattutto da parte di chi è presente con successo sui mercati esteri, come le aziende del Made in Italy.I Paesi dell’Asia Pacifico continuano a essere il principale motore di crescita per l’economia mondiale. Sebbene la domanda interna resti robusta solida, molteplici rischi sembrano offuscare le prospettive di crescita nella regione. Il rallentamento della crescita commerciale in molti Paesi spinge le aziende dell’Asia Pacifico ad aumentare il ricorso al credito commerciale nei rapporti commerciali tra imprese (B2B) per restare competitive e guadagnare quote di mercato.E’ quanto emerge dai risultati del sondaggio condotto da Atradius nella regione dell’Asia Pacifico, riportati nell’ultima edizione del Barometro Atradius dei comportamenti di pagamento tra aziende in Asia Pacifico appena pubblicato.Nella regione, il valore delle vendite a credito sul totale delle transazioni commerciali tra imprese passa dal 48,1% dello scorso anno al 55,5% nel 2019. L’incremento maggiore in Australia dove si è arrivati al 71,5% rispetto al 47,7% registrato nel 2018.In generale, vendere a credito implica la possibilità di non essere pagati alla scadenza originaria della fattura. In Asia Pacifico, il 29,8% del valore totale delle fatture emesse dalle aziende della regione viene pagato in ritardo. Questa percentuale raggiunge il massimo in India (39,0%) ed il minimo in Giappone (13,2%).Valutare la solvibilità dell’acquirente, prima di vendere a credito, è essenziale per rendere più sicuro il processo di vendita a dilazione. Le aziende intervistate di Singapore (53%) e Cina (51%) sono le più propense a farlo. La costituzione di riserve contro i cattivi pagatori, nel caso i crediti si trasformino in inesigibili, viene fatta dal 41% delle aziende intervistate a Taiwan e Indonesia, a fronte del 33% registrato a livello regionale.Per evitare carenze di liquidità causate dala mancato rispetto delle tempistiche di pagamento dei clienti, il 41% delle aziende intervistate in Asia Pacifico ha dovuto a sua volta ritardare il pagamneto delle fatture ai propri fornitori. Questo sembra una pratica maggiormente diffusa per le aziende in India (51%) e Indonesia (46%). In definitiva, una media del 2,1% del valore totale delle vendite B2B a credito da parte degli intervistati (in aumento rispetto all’1,9% dello scorso anno) è diventato inesigibile. Questo suggerisce che le imprese fanno più fatica ad incassare i crediti rispetto all’anno scorso.In media, il 31% delle aziende intervistate in Asia Pacifico prevede un peggioramento dei comportamenti di pagamento dei propri clienti e un aumento delle fatture scadute da lungo tempo (oltre 90 giorni di ritardo). Le più preoccupate sono le aziende indiane (52%) seguite da quelle indonesiane (35%).Per proteggere la propria attività dal rischio di credito commerciale, il 42% delle aziende intervistate nella regione ha dichiarato che aumenterà il ricorso all’assicurazione del credito. Questa percentuale sale al 51% in Cina e Hong Kong, seguite dall’Australia con il 47%.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nuovo taglio Ue a Pil Italia, +0,1% nel 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 Mag 2019

La Commissione Ue taglia le stime di crescita dell’Italia. Il Pil si attesterà nel 2019 a +0,1% e nel 2020 a +0,7%.”Quello che troviamo preoccupante, non è tanto la stima del Pil, in linea con quella degli altri previsori, quanto l’analisi sulla spesa dei consumatori, che tenderanno a risparmiare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori”I consumi delle famiglie rappresentano il 60% del Pil. Se, quindi, restano al palo, non potremo mai uscire dalla crisi. Ecco perché la politica economica del Governo dovrebbe mirare a rilanciare la capacità di spesa delle famiglie, non di tutte, ma solo di quel 50% meno benestante che fatica ad arrivare a fine mese” prosegue Dona.”No, quindi, alla flat tax. Se si aiutano anche le famiglie più abbienti, infatti, il rialzo del loro reddito disponibile non andrà in consumi ma in risparmi.
Secondo i dati di Bankitalia, la propensione marginale al consumo dell’ultimo quintile è la metà rispetto al primo quintile, ossia rispetto ai più poveri. Aiutare chi ha più bisogno, insomma, non è solo un fatto di equità, ma anche una necessità economica” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Istat: Pil, IV trimestre 2018 -0,1%

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Secondo l’Istat, nel quarto trimestre del 2018 il Pil è sceso dello 0,1% sul trimestre precedente.”Bene, ma non c’è da stare allegri!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche se poteva andare peggio ed essere confermata la stima precedente a -0,2%, la crescita stimata per il 2019 dal Governo resta difficile da raggiungere, nonostante la variazione acquisita per il 2019 salga da -0,2% a -0,1%. Insomma, i due miliardi accantonati dal Governo per il possibile peggioramento del ciclo economico difficilmente potranno bastare” prosegue Dona.”Prima il Governo ammette il problema e cambia rotta, rilanciando consumi e investimenti, più ridurremo il rischio di una stangata a fine anno” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Ue verso taglio stime Pil Italia, 0,2% nel 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

Secondo l’Ansa, la Commissione Ue si appresterebbe a rivedere le stime di crescita dell’Italia per il 2019, tagliandole allo 0,2%.”Se fosse così, sarebbe una doccia fredda per il Governo. Dopo il +0,6% di Bankitalia e Fmi, ora si scende addirittura a +0,2%, ossia ad un passo da un 2019 in recessione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ del tutto evidente che la stima del Governo di avere una crescita dell’1% per fine anno, è palesemente sballata. Ad attestarlo basterebbe il dato ufficiale Istat del IV trimestre, in base al quale la variazione acquisita per il 2019 è pari a -0,2%. Quindi il 1% stimato dal Governo, anche mantenendo il previsto impatto sul Pil dovuto alle misure contenute in manovra, pari a 0,4 punti percentuali, diventa, bene che vada, come minimo +0,8%” prosegue Dona.”Prima il Governo ne prende atto, rivedendo le stime e cercando nuove misure per incrementare la crescita, meglio è. Altrimenti, se finge che vada tutta bene, ci troveremo a fine anno con un rapporto deficit su Pil superiore al 2,04% concordato con l’Ue e a quale punto sarà inevitabile una manovra correttiva, con l’aumento dell’Iva” conclude Dona.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pil: Montanino (CsC), Reddito non aiuterà, servono cantieri in tutto il Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) Pensare che le misure ‘bandiera’ della Manovra possano spingere la crescita verso l’1% nel 2019 “è un atto eroico”. Andrea Montanino, capo economista di Confindustria, dopo l’ingresso dell’Italia in recessione, stima che l’aumento del Pil quest’anno sia più vicino allo zero. “Non sono fiducioso”, dice all’agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor, sull’impatto di Reddito di cittadinanza e ‘quota 100’ in chiave “espansiva”; mentre si dovrebbero subito “aprire cantieri in tutto il Paese” per rimetterlo in pista. “Nessuno va in recessione come noi – afferma – perché è vero che c’è un rallentamento in Europa e nel mondo, ma attenzione a dire che tutto dipende da quello, perché in Italia stiamo ampiamente peggio. Per raggiungere l’1% nel 2019 dovremmo crescere dello 0,5% già nel primo trimestre, ed è poco probabile”. La domanda interna “pesa moltissimo”, spiega, ma “la dimensione dei consumi è di mille miliardi l’anno, nella Manovra ci sono 11 miliardi per le misure principali, non sembra un numero significativo. Il Reddito ha un meccanismo complesso e prima che arrivi nelle tasche dei beneficiari ci vorrà del tempo, quindi non impatterà sulla prima parte dell’anno. In più abbiamo stimato che questa spesa riguarderà per una fetta significativa beni a basso valore aggiunto, quindi spesso importati”. Per quanto riguarda il Tfs, è probabile che non si trasformi in consumi, piuttosto in risparmio”. Invece “sbloccare le infrastrutture aiuterebbe moltissimo, anche il lavoro, le risorse ci sono”, dice.Montanino è meno preoccupato per i conti pubblici: “Siamo ampiamente sotto il 3% e questo è positivo. Non credo che si prospetti una manovra bis. Ma sarà importante la Legge di bilancio 2020 che parte già da 23 miliardi di clausole Iva da sterilizzare”. (fonte: Esclusive Radiocor – ilsole24ore.com)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Istat Pil: stime Governo da rifare

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Secondo l’Istat, nel terzo trimestre del 2018 il Pil, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,7% nei confronti del terzo trimestre del 2017.”Di male in peggio! E’ evidente che la stima del Governo di avere una crescita nel 2018 pari all’1,2% è ormai un miraggio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Di conseguenza va rivista anche la stima di avere nel 2019 un Pil a +1,5%, visto che, quand’anche considerassimo valido l’impatto sul Pil dovuto alle misure contenute nella Legge di Bilancio, è chiaro che, partendo da un dato inferiore per il 2018, i conti non possono tornare” prosegue Dona.”A questo punto, quindi, vanno rivisti anche i rapporti tra deficit e Pil e tra debito e Pil che, alla luce dei dati di oggi, risultano sbagliati” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pil: Istat, fermo in terzo trimestre, su anno +0,8%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 ottobre 2018

Secondo l’Istat, nel terzo trimestre del 2018 il prodotto interno lordo (Pil) è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, nei dati preliminari corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati. Il tasso tendenziale di crescita è pari allo 0,8%.”E’ di tutta evidenza che la nostra economia sta pesantemente rallentando e che la stima del Governo contenuta nel Def, di avere una crescita nel 2018 pari all’1,2% è ormai, purtroppo, una chimera” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Di conseguenza salta anche la stima di avere nel 2019 un Pil a +1,5% e tutte le previsioni in rapporto al Pil, ossia deficit e debito, sia per il 2018 che per il 2019″ prosegue Dona.
“Insomma, il Governo deve rifare tutti i calcoli, visto che le stime del Def sono, alla luce dei dati di oggi palesemente sballate” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pil: Istat rialza stime, in 2017 +1,6%

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

Secondo l’Istat, nel 2017 il Pil italiano è cresciuto dell’1,6%, in rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto alla precedente stima.”Una buona notizia il rialzo del Pil, decisamente attenuata, però, sia dal peggioramento del rapporto deficit/Pil, 2,4 contro il 2,3% precedente, che dal peggioramento del potere d’acquisto delle famiglie, che scende da +0,6% della stima di aprile a +0,5%. Se a questo si aggiunge che il potere d’acquisto è più che dimezzato rispetto allo scorso anno, quando era all’1,2%, ecco che non c’è da stare allegri rispetto al futuro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Positivo, invece, il rialzo della spesa delle famiglie per consumi finali, che passa dal 2,5% stimato in precedenza a +2,6%”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pil: Istat, in II trimestre crescita rallenta

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 settembre 2018

Secondo l’Istat, nel secondo trimestre dell’anno l’economia italiana è cresciuta dello 0,2%, confermando il rallentamento rispetto al primo trimestre, quando il Pil aveva registrato un rialzo dello 0,3%.”Preoccupante il rallentamento della crescita, in controtendenza rispetto agli altri Paesi Ocse” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“In particolare, è allarmante il dato della spesa delle famiglie che, su base congiunturale, scende dal +0,5% del I trimestre al +0,1% del II trimestre” prosegue Dona.”Per questo invitiamo il Governo a ridare capacità spesa a chi fatica ad arrivare alla fine del mese, non solo per un fatto di equità, ma perché hanno una maggiore propensione marginale al consumo” conclude Dona.

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Conti pubblici: “L’Eurostat ci consegna due notizie. Una cattiva ed una buona”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Quella cattiva ci dice che il salvataggio delle banche venete ha pesato sia sul deficit che sul debito italiano. L’impatto sul deficit delle operazioni Veneto Banca e Popolare di Vicenza è stato, infatti, di 4,7 miliardi (pari all’intervento di cassa a favore di Intesa San Paolo), vale a dire tra lo 0,2 e lo 0,3% del rapporto deficit/Pil (considerando il valore del Pil 2017, calcolato dall’Istat il primo marzo a 1.716.238 milioni di euro).
Per quanto riguarda il debito, invece, va considerato sia l’intervento diretto per cassa dello Stato pari a 4,8 miliardi (3,5 miliardi a copertura del fabbisogno di capitale generatosi in capo a Intesa San Paolo in seguito all’acquisizione della ‘parte buona’ delle attività delle due banche, e 1,3 miliardi per la ristrutturazione aziendale sostenuta dalla stessa Intesa per rispettare le regole sugli aiuti di Stato), sia la garanzia di massimo 6,4 miliardi concessa a Intesa San Paolo sul credito vantato nei confronti delle Banche in liquidazione per lo sbilancio di cessione.Questi numeri certificano un’oggettiva difficoltà per i conti pubblici italiani ed espongono il nostro Paese al rischio di una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea.
La notizia buona è, però, che questo deficit rappresenta una opportunità, per i nostri risparmiatori e investitori truffati, assai più che un problema (anche perché non entra nel deficit strutturale, essendo una tantum).Una opportunità perché sancisce che, se venderemo Npl per più di 8,2 miliardi e se Intesa escuterà garanzie entro i prossimi 3 anni per meno dei 3,4 miliardi stimati, ogni euro di miglioramento potrà essere iscritto a conto economico come sopravvenienza attiva e per pari importo accantonato al fondo di ristoro degli azionisti, oggi di appena 100 milioni.
Serve una politica che anzitutto capisca le opportunità per i cittadini invece che i problemi per le statistiche d’uscita di un pessimo governo e un pessimo ministro dell’Economia. Ma soprattutto serve una politica che, compreso tutto questo, non permetta gestioni speculative degli Npl, che sono il tesoretto degli azionisti, e sia un po’ più tonica di giugno 2017 nel rapporto con Banca Intesa.Serve una moral suasion volta a far comprendere che una banca che va alla grande (e ne siamo felici) può anche non attivare proprio tutte le garanzie che potrebbe, se gli spazi che lascia vanno a risparmiatori e imprese che se la passano male”.Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, deputato di Forza Italia, già vice presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario italiano.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Per Ocse Italia maglia nera per spesa pubblica istruzione e Neet

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

pilL’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha fatto sapere che sul fronte dei soldi investiti per la Conoscenza tra il 2000 e il 2014 c’è stato addirittura un calo di spesa del 9%. Inoltre, nello stesso periodo l’Italia ha dedicato il 4% del suo Pil all’istruzione (contro il 5,2% della media Ocse), con una riduzione del 7%. Come se non bastasse, il nostro Paese registra appena il 18% di laureati, contro il 37% della media nella zona Ocse: il dato più basso dopo quello del Messico. Come “ciliegina sulla torta”, abbiamo pure il record di giovani che non studiano né lavorano. L’Anief aggiunge che l’Italia è l’unico Paese dell’Ocse che dal 1995 non ha potenziato la spesa per studente nella scuola primaria e secondaria a dispetto di un aumento in media del 62% degli altri. La tendenza al risparmio è storia vecchia: l’Italia già nel 2000 spendeva il 2,8% in meno della sua spesa pubblica rispetto alla media OCSE (Italia 9,8% – Ocse 12,6%). Dieci anni fa, la nostra Penisola era sempre all’ultimo posto.Marcello Pacifico (Cisal-Anief): In Italia ci sono province dove più del 40% di giovani abbandona la scuola prima del tempo, perché si continua a pensare che gli incrementi per la formazione giovanile rappresentano un costo e non un investimento. Addirittura, siamo arrivati ad alzare le barriere nelle Università pubbliche. Bene ha fatto il Tar del Lazio a bocciare il numero chiuso per le facoltà umanistiche alla Statale di Milano. Ora, invece di accrescere di almeno un punto percentuale la spesa per l’istruzione, come ha da tempo chiesto il sindacato assieme a tutta l’opinione, scopriamo addirittura che la spesa per tutto il ciclo formativo fino all’Università è scesa del 9% in pochi anni. È inutile ricordare ai nostri governanti che formare il capitale umano significa credere nella capacità evolutiva e lavorativa umana: lo sanno bene, ma remare contro questo obiettivo è una precisa scelta, che va oltre il risparmio dei soldi pubblici, sposandosi evidentemente con la necessità di tenere basso il livello culturale di quello che una volta chiamavano il Bel Paese.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’amara lezione del debito pubblico della Grecia

Posted by fidest press agency su martedì, 4 luglio 2017

cartina-grecia-centrale-atticaSette anni dopo l’inizio dei salvataggi finanziari, la Grecia sembra messa peggio di prima. Nel 2000 il mercato aveva smesso di finanziare il debito pubblico greco. Allora i Paesi della zona euro, con vari accordi bilaterali, concessero crediti per 52,9 miliardi.
Nel 2012 si comprese che non era sufficiente. L’European Financial Stability Facility (EFSF), la struttura europea per l’aiuto finanziario ai Paesi europei in difficoltà, appena creata, varò perciò un secondo programma di aiuti finanziari pari a 141,8 miliardi di euro. Neanche questo bastò. Nel 2015 l’European Stability Mechanism, il Meccanismo europeo di stabilità che è succeduto all’EFSF, ha varato un nuovo, il terzo, programma di salvataggio di 86 miliardi di euro in cambio di riforme strutturali, intese come politiche di massiccia austerità. Ogni mese, dopo avere controllato se i tagli al bilancio sono stati fatti e dopo che il governo greco dichiara la sua intenzione di continuare con simili politiche, si negozia con Atene il versamento di una parte del sostegno finanziario. Il prossimo luglio, per esempio, serviranno 7,3 miliardi per coprire i debiti e gli interessi in scadenza e per evitare il default dello Stato.
Di conseguenza, dei 340 miliardi di euro di debito pubblico greco, la metà è nelle mani dell’EFSF e dell’ESM.La colpa è soltanto di Atene? Sono state tutte valide le politiche di aiuto e di austerità imposte? Oppure il cosiddetto Meccanismo europeo di stabilità è stato la ricetta sbagliata? Si ricordi che alla fine del 2010 il debito pubblico greco era pari al 148% del Pil che era di circa 220 miliardi di euro. La disoccupazione era del 12,5% e il 27,6% dei greci viveva sotto la soglia di povertà. Gli ultimi dati dicono che il debito pubblico è salito al 183% del Pil, che nel frattempo si è ridotto a 186,5 miliardi di euro. La disoccupazione sarebbe intorno al 26% e la percentuale di poveri avrebbe raggiunto il 34,6% dell’intera popolazione. Dalla recessione iniziale, aggravata dal consolidamento fiscale e dalle politiche di austerità, si è arrivati alla depressione economica. Nel frattempo i contributi dell’Unione europea sono serviti soprattutto per pagare gli interessi sul debito dovuti alle banche e, in parte, a garantire il traballante sostegno sociale. Che cosa deve ancora succedere perché Bruxelles, Berlino e anche Atene capiscano che una tale politica fallimentare non può continuare? Da parte sua, il Fmi non dà risposte concrete, ma si limita soltanto a stimare che entro il 2060 il debito pubblico della Grecia potrebbe essere pari al 260% del Pil. L’assurdo, però, sta nel fatto che, nonostante il bilancio statale rimpicciolisca, l’austerità ha determinato un avanzo primario di circa 3,5 miliardi di euro! Se non si conta il pagamento del servizio sul debito, Atene avrebbe più entrate che uscite! In questo modo, secondo noi, la Grecia non può uscire dalla crisi, anzi, si sta scavando una fossa più profonda. Per finanziare il suo debito pubblico è costretta a pagare il 6% d’interesse, pari a circa 18 miliardi di euro l’anno. Ciò nonostante che il tasso d’interesse della Bce sia vicino a zero! E’ una vera e propria beffa.
Si rammenti inoltre che nel frattempo la Bce è intervenuta a sostegno delle banche europee, in primis di quelle tedesche e francesi, acquistando le obbligazioni del governo greco in loro possesso. Secondo il Financial Times, Francoforte avrebbe speso 40 miliardi di euro per comprare dalle banche titoli greci con un valore facciale di 55. Ha fatto un favore alle banche poiché sul mercato il prezzo di tali obbligazioni sarebbe stato molto inferiore. E’ una spirale senza fondo, ma non infinita nel tempo. Potrebbe essere “fermata” dall’eventuale default sovrano della Grecia, con inevitabili contagi sistemici per il resto dell’Europa, o, come auspicabile, dalla decisione europea di affrontare l’emergenza del debito e il rilancio dell’economia, ma senza imporre il fardello dell’austerità. Ci sembra inevitabile la cancellazione e/o il congelamento di parte del debito. Il resto dovrebbe essere ripagato attraverso l’aumento delle risorse derivanti dalle nuove politiche di sviluppo e non con gli avanzi primari di bilancio, come purtroppo accade oggi. La Grecia, come l’Italia, ha risorse importanti, a partire dal turismo e dalla cultura Necessita però, di sviluppare anche le sue manifatture, le nuove tecnologie, la ricerca. Al riguardo riteniamo molto importante per la Grecia, ma anche per l’Europa intera, la partecipazione fattiva alla realizzazione dei progetti e delle infrastrutture legate alla Nuova Via della Seta. Il porto del Pireo è stato già venduto a investitori cinesi che, sembra, vogliano trasformarlo in un importante hub.
Se, però, il Pireo fosse soltanto un porto di transito, sarebbe una svendita degli interessi greci e di quelli europei. Se diventasse, invece, la leva di uno sviluppo tecnologico e industriale allora potrebbe essere il volano di un’effettiva crescita dell’economia greca. L’Italia non può essere indifferente, deve attivarsi perché il nodo Grecia sia sciolto positivamente. E’ nell’interesse del nostro Paese, che è il fulcro naturale di tutte le politiche economiche e di sviluppo del Mediterraneo e anche dell’Africa.(Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Bce: Pil Eurozona +1,9%

Posted by fidest press agency su domenica, 25 giugno 2017

Bce taglia stima inflazione Eurozona 2014 a 0,7%

(FILE) A file photo dated 17 February 2014 showing the glass facade of the new building of the European Central Bank, ECB, (R) in the last light of the day in Frankfurt Main, Germany. ANSA/BORIS ROESSLER

Nell’Eurozona gli esperti dell’Eurosistema prevedono una crescita annuale del PIL, in termini reali, dell’1,9 per cento nel 2017. “Questo vuol dire che se anche l’Italia confermasse la previsione del FMI, +1,3% nel 2017, che ha suscitato l’entusiasmo del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che ha parlato di lancio spaziale, il nostro Paese sarebbe comunque, tanto per cambiare, l’ultima ruota del carro dell’Eurozona” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Tra le ragioni c’è sicuramente la questione irrisolta del Mezzogiorno, che secondo i dati Istat di oggi, nel 2016 registrerà un incremento del Pil dello 0,9%, contro un +1,2% del Nord –Est. Inoltre, si registra una preoccupante disparità territoriale anche nel Centro, che si ferma addirittura a +0,7, con un crollo dell’1,9% in agricoltura che invece prende il volo nel Nord Est, con un +4,5 per cento. Un’Italia troppo diversa che richiederebbe politiche più mirate” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pil: Istat, segnali ancora positivi, ma in decelerazione

Posted by fidest press agency su sabato, 6 Mag 2017

istatSecondo la nota mensile di aprile resa nota oggi dall’Istat, l’indicatore anticipatore rimane positivo ma evidenzia una decelerazione.
“Traducendo il linguaggio ufficiale dell’Istat, vuol dire che le cose invece di migliorare stanno peggiorando. Anche gli indicatori che restano positivi, infatti, registrano un rallentamento rispetto all’inizio dell’anno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“La nota ci dice che la crescita della spesa per consumi delle famiglie ha subito una frenata, la crescita dell’occupazione è risultata più moderata, il volume delle vendite al dettaglio ha registrato una diminuzione, l’inflazione, che riduce il potere d’acquisto delle famiglie, ha evidenziato un significativo rimbalzo e anche se il clima di fiducia dei consumatori rimane stabile, diminuisce il clima economico. Solo il fatturato e gli ordinativi dell’industria registrano variazioni positive” prosegue Dona.
“Insomma, saremo usciti tecnicamente dalla recessione, ma le cose vanno decisamente male” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Eurostat: debito Italia 2016 a 132,6%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

pilEurostat ha confermato che l’Italia, con un debito al 132,6% del Pil, ha il secondo debito pubblico più alto d’Europa dopo la Grecia, al 179%.”Non è una novità che l’Italia sia la peggiore in Europa dopo la Grecia. La cosa grave, però, è che in questi ultimi anni il nostro Paese non ha saputo approfittare della politica monetaria della Bce e del quantitative easing per abbattere il debito pubblico, vera catena al collo per la nostra economia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Tra poco il QE finirà ed il rischio di un futuro innalzamento dei tassi di interesse e, conseguentemente, dell’onere del debito pubblico renderà ancora più difficile il risanamento dei conti, in realtà mai iniziato. Continuiamo a comportarci come le cicale, invece che come le formiche” ha concluso Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il rapporto deficit/Pil dell’Italia si è attestato al 2,4%

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 aprile 2017

pilE’ un risultato disastroso, che fa lievitare ulteriormente il già colossale debito pubblico italiano, soprattutto se confrontato con il valore obiettivo che il governo Renzi aveva messo per iscritto nel Documento di Economia e Finanza 2014. Inizialmente, il deficit del 2016 avrebbe dovuto essere pari all’1,5% del Pil. Successivamente, a causa delle mance e mancette che Renzi ha voluto distribuire a destra e a manca per comprarsi il consenso elettorale, il governo è stato costretto a rivedere il dato al rialzo di anno in anno.Così facendo, nei mille giorni di Renzi si è arrivati a un rapporto deficit/Pil del 2,4% nel 2016, quasi un punto percentuale al di sopra degli obiettivi concordati con la Commissione Europea. La quale, avendo perso la pazienza con un ministro dell’Economia che continua a raccontare favole e a non rispettare gli impegni, è pronta ad aprire una formale procedura di infrazione contro l’Italia per debito eccessivo. E il 2017 non sarà migliore…”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Università e corruzione

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2016

raffaele cantone“Fa più notizia che mai oggi il fatto che i migliori dei nostri giovani scelgano la via dell’estero davanti al deserto di opportunità che il Paese offre loro. Non c’è meritocrazia e l’intervento di Cantone  mostrava, al di là di ogni ragionevole dubbio, la stretta relazione tra corruzione e Accademia. Non ci sono posti di lavoro per loro: finito l’effetto del Job Act, non ci sono processi di reale innovazione, il PIL non cresce o cresce assai meno del previsto. Renzi tuona contro l’Europa, semplicemente perché non è riuscito ad ottenere quel che voleva o riteneva giusto, grida al suo e al nostro fallimento di adulti davanti alle nuove generazioni”. Lo dichiara l’on. di Area popolare, Paola Binetti.”Eppure i giovani che vanno all’estero lo fanno con un progetto molto chiaro: andare per tornare. Andare per imparare, per mettersi alla prova e confrontarsi con i loro coetanei, ma anche per mettersi al servizio del Paese al loro ritorno e su questo occorre investire in una positiva campagna di rinnovamento di tante formule sclerotiche con cui è organizzato un Paese ancora schiavo di un familismo raccomandatorio. Mentre diciamo no alle vere politiche per la famiglia – spiega Binetti – tolleriamo una prassi di raccomandazioni e di privilegi che esclude i migliori, colpevoli di non avere sponsor sufficientemente potenti. Ed è da lì che dobbiamo ricominciare: capire come farli tornare e non solo come non farli partire”.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Confindustria lima stime Pil, +0,7% 2016

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2016

pilConfindustria ha limato ancora al ribasso le stime sulla crescita: nel 2016 il Pil è visto al +0,7% (era +0,8%) e nel 2017 al +0,5% (era +0,6%). “Confindustria conferma la nostra tesi, ossia che nel 2016 si torna agli zero virgola e che persino l’ipotesi di una crescita dell’1%, in cui ora spera il Governo, è un miraggio, se non arrivano un III ed un IV trimestre a dir poco miracolosi” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Non solo, quindi, come ha ormai dovuto ammettere lo stesso Padoan, la crescita ipotizzata dal Governo nel Def di aprile di avere per fine anno un incremento tendenziale dell’1,2% andrà ora pesantemente rivista, ma il rischio è che, a differenza di quanto detto dal Premier, non ci sarà alcun miglioramento rispetto al 2015, quando l’Italia aveva avuto una crescita dello 0,8%. Si torna, quindi, a peggiorare” prosegue Dona.”Il dato di oggi dimostra che, se si vuole rilanciare la crescita, non è tagliando l’Ires che si può raggiungere l’obiettivo. Fino a che i consumi delle famiglie crescono di un misero 0,1% in termini congiunturali, ultimo dato Istat, non si va da nessuna parte, considerato che rappresentano il 60% del Pil. Per questo nella prossima legge di stabilità bisogna aiutare le famiglie e non le imprese, per la semplice ragione che fino a che le famiglie non acquistano, le imprese non vendono” conclude Dona.” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »