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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘pil’

Pil: Istat, I trimestre 2021 +0,1%

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Secondo l’Istat, nel primo trimestre del 2021 il prodotto interno lordo (Pil), è salito dello 0,1 % rispetto al trimestre precedente e diminuito dello 0,8% in termini tendenziali.”Bene che ci sia una revisione al rialzo rispetto alle precedenti stime e che si passi, seppur in modo impercettibile, in territorio positivo. Nel primo trimestre l’Italia era ancora in lockdown, dunque scontato che il terziario trascini in basso il Pil. Non per niente a calare maggiormente sono i servizi come il commercio, alloggio e ristorazione, -2,3% il congiunturale e -7,7% il tendenziale e le attività artistiche, rispettivamente -1,7% e -12,3%. Dal lato della domanda, poi, a crollare più di ogni altra cosa è la spesa delle famiglie residenti: -1,2% e -4,2%. La scommessa è il rimbalzo che riusciremo ad avere ora, in questi settori, con le riaperture” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se alla fine del lockdown si aggiungerà anche una riforma fiscale capace di ridare capacità di spesa ai ceto meno abbienti, allora il boom potrà essere assai maggiore” conclude Dona.

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Pil: Istat, nel primo trimestre, -1,4% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 maggio 2021

Secondo l’Istat, nel primo trimestre del 2021 il Pil è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% in termini tendenziali.”Peggio del previsto! Secondo il Governo, come dichiarato dal ministro dell’Economia Daniele Franco dieci giorni fa in audizione alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, il calo avrebbe dovuto essere dell’1,2% e non dell’1,4%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In ogni caso, quello che conta davvero è il futuro, ossia la capacità che avremo di accelerare con la crescita dal termine del lockdown alla fine dell’anno. E’ questa la vera chiave di volta per uscire dalla crisi” conclude Dona.

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Pil: Istat, nel quarto trimestre in calo dell’1,9%

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

Secondo l’Istat, nel quarto trimestre del 2020 il Pil è diminuito dell’1,9% rispetto al trimestre precedente e del 6,6% nei confronti del quarto trimestre del 2019.”Il dato preoccupante è quello della spesa delle famiglie residenti che precipita, nonostante nel quarto trimestre ci siano anche le spese di Natale, del 2,7% rispetto al terzo trimestre e che crolla addirittura del 9,9% sul quarto trimestre del 2019″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Purtroppo la caduta dei consumi è la cartina di tornasole della grave crisi economica che stiamo attraversando. Poiché quelli delle famiglie, stando ai dati di oggi, rappresentano il 58,65% del Pil, è di tutta evidenza che o siamo in grado con una riforma fiscale di ridare capacità di spesa ai ceto meno abbienti o non si va da nessuna parte, visto che se gli italiani non spendono i commercianti non vendono e, di conseguenza, le imprese non producono” conclude Dona.

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Secondo l’Istat, nel 2020 il Pil in volume è sceso dell’8,9%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

“Vista la tragica situazione, non possiamo che rilevare che la caduta del Pil è in linea con le previsioni del Governo Conte II, che nella Nadef fissava il crollo a -9%. Certo si tratta di una magra consolazione, ma va detto che il ministro Gualtieri, onore al merito, non ha mai dato stime farlocche” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Resta il crollo drammatico dei consumi, il dato per noi più preoccupante, -10,9% la spesa delle famiglie residenti. E’ chiaro, infatti, che fino quando gli italiani non possono spendere non si va da nessuna parte, dato che la loro spesa rappresenta il 60% del Pil, stando ai dati di oggi il 57,44%. Per questo è prioritario ridare capacità di spesa al ceto medio e medio basso, che hanno una maggiore propensione marginale al consumo, altrimenti non ci potrà mai essere una crescita significativa” conclude Dona.

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Unc: pessima notizia fine deflazione vista caduta Pil

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2021

“Pessima notizia! Molto male che l’Italia non sia più in deflazione, vista la caduta del Pil nel IV trimestre 2020 del 2% sul trimestre precedente. A fronte di un crollo della domanda di tale portata i prezzi dovevano scendere. La deflazione avrebbe contribuito a frenare il calo dei consumi e a contenere la riduzione del potere d’acquisto dovuta alla flessione del reddito disponibile delle famiglie. Negativo per la casalinga di Voghera anche il rialzo del carrello della spesa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +0,2% significa un aumento della spesa annua contenuto, appena di 17 euro, ma il carrello della spesa a +0,7% incide sugli acquisti di tutti i giorni, che segnano un rincaro di 80 euro” prosegue Dona.”Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il rialzo per le compere quotidiane è di 72 euro, per una famiglia media è di 60 euro” conclude Dona.

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Istat: Pil, IV trimestre 2020 -2%, anno -6,6%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2021

Secondo l’Istat, nel quarto trimestre del 2020 il Pil è sceso del 2% sul trimestre precedente e del 6,6% su base annua.”Un crollo drammatico, anche se scontato e previsto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il problema non è il Pil del 2020, che si conferma in flessione più o meno del 9%, -8,8%, lievemente meglio di quanto previsto dal Governo, quanto quello del 2021. La previsione di una crescita per quest’anno pari al 6% è ormai una chimera. Con il tonfo del reddito disponibile delle famiglie, difficilmente i consumi potranno decollare anche una volta finita la pandemia. Insomma, la ripresa ci sarà, ma sarà più lenta e graduale. Ecco perché nel 2021 il Pil ovviamente crescerà, ma molto meno delle attese, anche per l’effetto di trascinamento sui primi mesi del 2021 della flessione registrata oggi dall’Istat” conclude Dona.

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Istat, prevista contrazione Pil 2020 8,9%, +4% nel 2021

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2020

Secondo l’Istat, per l’Italia si prevede una marcata contrazione del Pil nel 2020 (-8,9%) e una ripresa parziale nel 2021 (+4,0%).”Vista la situazione e le premesse, si tratta di una stima positiva per l’Italia, con certo una contrazione del Pil nel quarto trimestre, ma limitata, visto il -8,9% finale del 2020″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ovviamente tutto dipende dal nuovo Dpcm e da come andranno i consumi di Natale ed il fatturato delle aziende in quest’ultimo mese strategico per molti settori, dal turismo al commercio. Un’incognita non da poco” conclude Dona.

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Pil: Istat, +15,9% nel terzo trimestre 2020

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2020

Secondo l’Istat, il Pil italiano nel terzo trimestre del 2020 è salito del 15,9% rispetto al trimestre precedente.”Peggiorano le stime dell’Istat rispetto a quelle diffuse un mese fa. Un fatto che sarebbe poco importante, visto che si superano comunque abbondantemente le previsioni del ministro Gualtieri di un rialzo, nel terzo trimestre, superiore al 13,5% e che si tratta di uno scostamento minimo di 0,2 punti percentuali, se non fosse per il fatto che indicano già un peggioramento negli ultimi dati giunti all’Istat” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La preoccupazione, visto il nuovo lockdown iniziato con il Dpcm del 3 novembre, è che non sia più così scontato avere a fine anno una caduta del Pil ad una sola cifra, se il nuovo Dpcm non consentirà un allentamento anche minimo delle misure restrittive e una riapertura delle attività almeno sotto Natale” conclude Dona.

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Pil: Istat, +16,1% nel terzo trimestre

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Secondo l’Istat, il Pil italiano nel terzo trimestre del 2020 è salito del 16,1% rispetto al trimestre precedente.”Bene, ottima notizia e ottimo rimbalzo. Si va persino oltre la previsioni del ministro Gualtieri, secondo il quale il terzo trimestre il Pil congiunturale si sarebbe chiuso con un rialzo superiore al 13,5%. In effetti è superiore, ma di gran lunga” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Smentite, per fortuna, le stime più pessimistiche, come quelle dell’Upb e di Bankitalia, di un Pil intorno al 12%. Ora avremo quasi certamente una caduta del Pil a fine anno ad una sola cifra, come ha sempre previsto il Governo. Unico rischio è quello di un nuovo lockdown, che potrebbe far riprecipitare il Paese nel baratro” conclude Dona.

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Unc: debito nel 2022 sarà il 153,4% del Pil

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri pensa di poter arrivare ad una riduzione dell’Irpef di un certo rilievo a partire dal 2022.”A parte il fatto che non si capisce come si possa pensare ad una riforma fiscale già a partire dal 2022, con un debito che ha già raggiunto i 2.578,9 mld e che è destinato ulteriormente ad impennarsi, e che tra 2 anni, secondo le stime dello stesso Governo, sarà comunque al 153,4% del Pil, senza contare che non si sa per quanto tempo andrà avanti la pacchia della Bce che ci acquista titoli di Stato a profusione, resta da capire perché tutti i politici vogliono sempre ridurre l’unica imposta progressiva rimasta, la sola che rispetta l’art. 53 della Costituzione, invece di quelle invisibili che paghiamo senza rendercene conto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non sarebbe meglio abbassare l’Iva, o le imposte su luce e gas che, aggiungendo gli oneri, incidono per il 35,1% della bolletta elettrica, pari, per una famiglia tipo, a 170,2 euro su 485 euro e per il 45,69% di quella del gas, pari a 445,5 euro su 975, per un totale di 615,7 euro all’anno? Oppure quelle sui carburanti dove, tra accise e Iva, paghiamo, secondo gli ultimi dati Mise, il 70,5% di imposte per la benzina ed il 67% per il gasolio auto?” conclude Dona.

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Gualtieri: Pil sarà peggio di -8%, ma non tanto

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha dichiarato che la stima del Pil per il 2020 sarà peggiore del -8% stimato in precedenza dal Governo.”Bene, ci fa piacere che con sano realismo il ministro prenda atto della situazione e non nasconda la polvere sotto il tappeto. Meglio un bagno di umiltà che l’irresponsabile incoscienza di negare l’evidenza dei fatti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Lo avevamo detto lunedì che l’obiettivo dell’8% non era più raggiungibile, dopo che l’Istat aveva peggiorato le stime del Pil del secondo trimestre, passando per il congiunturale da -12,4% a -12,8% e per il tendenziale da -17,3% a – 17,7%” prosegue Dona.”Non sono tanto gli 0,4 punti percentuali di differenza rispetto alla precedente stima a preoccuparci, quanto l’entità del rimbalzo che il Paese riuscirà ad avere nel terzo e nel quarto trimestre. Il nostro timore è che il rimbalzo sarà inferiore alle attese e questo indipendentemente dal rischio di un nefasto ritorno al lockdown. La speranza era che i beni durevoli, dalle auto agli elettrodomestici, non acquistati da marzo a giugno, fossero acquistati prima della fine dell’anno. In parte questo avverrà, ma le famiglie sono troppo in difficoltà, e quindi i consumi non potranno decollare come si sperava, nonostante i vari incentivi e bonus previsti” conclude Dona.

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Pil. Istat: I trimestre 2020 -5,3%

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Secondo l’Istat, nel secondo trimestre del 2020 il prodotto interno lordo (Pil) è diminuito del 12,8% rispetto al trimestre precedente e del 17,7% in termini tendenziali.”Crollo drammatico. Il peggioramento delle stime dell’Istat rispetto a quelle diffuse il 31 luglio rende ancora più difficile l’obiettivo del ministro Gualtieri di contenere a -8% l’impatto dello shock della pandemia sul Pil di quest’anno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il calo dell’8,7% dei consumi finali nazionali e, soprattutto, la caduta dell’11,3% della spesa delle famiglie residenti assume risvolti catastrofici per la nostra economia. Inutile dire che, dato che i consumi delle famiglie rappresentano il 60% del Pil, la chiave di volta per risollevare il Paese è ridare capacità di spesa a chi ha avuto una caduta del proprio reddito disponibile” conclude Dona.

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Pil: Istat, I trimestre 2020 -5,3%

Posted by fidest press agency su domenica, 31 maggio 2020

Secondo l’Istat, nel primo trimestre del 2020 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), è diminuito del 5,3% rispetto al trimestre precedente e del 5,4% in termini tendenziali.”Crollo drammatico, ancora peggiore rispetto alle stime iniziali, ma in linea con le previsioni del Governo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Considerato che i negozi sono stati chiusi solo dal 12 marzo, mentre le attività produttive sono state sospese solo a partire dal 23 marzo, ed entro il 25 marzo, in pratica una settimana su 4, si tratta di una caduta incredibile, come dice l’Istat di portata eccezionale. Ricordiamo, però, che nel Def era stimato un crollo ancora superiore, del 5,5 per cento” conclude Dona.

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CNA Lombardia: “PIL regionale in picchiata”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 maggio 2020

Secondo i dati elaborati dal Centro Studi Sintesi per CNA Lombardia, gli effetti del Covid-19 sulle economie del Paesi europei si fanno sentire sensibilmente: il PIL nazionale del primo trimestre 2020 segna un calo del 4,8% rispetto al primo trimestre 2019. Le previsioni per l’intero 2020 oscillano tra il – 8% del recente Documento di Economia e Finanza e il -9.5% stimato dalla Commissione Europea.Molte le preoccupazioni in particolare sul fronte dell’economia del turismo, specialmente alle soglie del trimestre più caldo. La delegata di CNA Lombardia al Tavolo Turismo di Regione Lombardia, Eleonora Rigotti, ricorda che “con 39 milioni di presenze, la Lombardia è una delle principali Regioni italiane per movimento turistico.” La dinamica del turismo in Lombardia ha segni particolari, con un 60% di presenze straniere e una concentrazione dei movimenti tra giugno e settembre (il 45% sul totale).“Non possiamo sottovalutare questa filiera”, aggiunge Eleonora Rigotti, “60 mila imprese, 270 mila addetti, il 7,5% del PIL regionale: in questa quantità c’è la qualità, e dobbiamo preservarla”.I dati di CNA Lombardia raccontano una situazione in bilico, nella quale la gestione dei prossimi mesi sarà cruciale sia dal punto di vista delle politiche economiche sia sul terreno del contenimento del Covid 19. Con il lockdown, intanto, le imprese del turismo hanno già perso il 15% del fatturato annuo.
Si rischia un calo complessivo del PIL del comparto turistico lombardo pari al 67% nel 2020.Il Segretario regionale di CNA Lombardia, Stefano Binda, si dice convinto che serva “un’azione coordinata e massiccia tra Governo e Regione Lombardia per un piano di rilancio, di stimolo della domanda interna, di attrazione degli investimenti. Regione Lombardia si sta muovendo con un’azione di stimolo delle opere pubbliche negli enti locali, per i quali sono stati stanziati 400 milioni. Per noi è la direzione giusta, ma va rafforzata, diffusa, consolidata, partecipata dalla filiera delle micro e piccole imprese delle costruzioni e dell’impiantistica, autentico snodo di una rete capillare di opportunità di lavoro” “Da questa crisi”, conclude il Presidente Daniele Parolo, “possiamo uscire solo se la viviamo come un’opportunità per ridefinire il nostro futuro.”

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Andamento del Pil in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

Secondo l’Istat, nel primo trimestre del 2020 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), è diminuito del 4,7% rispetto al trimestre precedente e del 4,8% in termini tendenziali.”Dato in linea con le principali previsioni. Certo, considerato che i negozi sono stati chiusi solo dal 12 marzo, mentre le attività produttive sono state sospese solo a partire dal 23 marzo, ed entro il 25 marzo, in pratica una settimana su 4, si tratta di un crollo incredibile, come dice l’Istat di entità eccezionale. Ricordiamo, però, che secondo l’Upb sarebbe stato di circa il 5%, mentre nel Def era stimato un crollo ancora superiore, del 5,5 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Pil: Istat, -0,3% nel quarto trimestre

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

Secondo l’Istat, il Pil italiano nel quarto trimestre del 2019 è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, confermando la stima precedente.”Il Paese è in recessione tecnica anche senza l’effetto Coronavirus. E’ questa l’amara lettura del dato Istat di oggi. Anche nel I trimestre 2020, infatti, diventa arduo ipotizzare una variazione congiunturale positiva, visto che partiamo nel 2020 con un Pil già negativo, con una variazione acquisita dello 0,2%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Preoccupa, poi, il calo dello 0,2% della spesa delle famiglie residenti” prosegue Dona. “Ecco perché i 3,6 miliardi stanziati dal Governo per affrontare l’emergenza Coronavirus sono irrisori e non possono certo bastare per dare quella scossa che serve alla nostra economia” conclude Dona.

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Secondo l’Istat, nel 2019 il Pil in volume è aumentato dello 0,3%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

“Bene, meglio del previsto. Sia per il Pil che per il rapporto debito/Pil i dati sono superiori alle attese e alle stime dello stesso Governo. Nella Nadef il debito/Pil 2019 era al 135,7, in netto peggioramento rispetto al 134,8% del 2018, mentre ora resta stabile, mentre il Pil è il triplo rispetto al +0,1% calcolato dal Governo. Questo consentirà maggiori margini di manovra con la Commissione Ue” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Purtroppo, è una magra consolazione, visto che per avere una crescita peggiore bisogna tornare al 2014. Inoltre la spesa delle famiglie residenti, che rappresenta il 60% del Pil, è sempre al palo, con un insignificante +0,4%. Fino a che non sarà ridata capacità di spesa al ceto medio, non ci potrà essere una crescita significativa nel Paese” prosegue Dona.”Infine, resta invariato il problema della bassa crescita del 2020 ed il fatto che scontiamo un Pil in calo a fine 2019 che fa partire il Pil 2020, stando all’ultimo dato utile Istat, con un -0,2%” conclude Dona.

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Istruzione e ricerca: Investimenti in calo, Anief chiede alla ministra Dadone l’1% progressivo del PIL

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

Il comparto Istruzione e Ricerca vive in estrema emergenza: servono decisioni programmatiche d’investimento, rispetto al Prodotto interno lordo, in palese controtendenza col passato, anche recente. A chiederlo alla ministra della Pubblica Amministrazione è stata la delegazione del sindacato autonomo, durante la prosecuzione del confronto del Governo e del Parlamento con le Parti Sociali. Tra le criticità espresse da Marcello Pacifico, presidente Anief, all’on. Fabiana Dadone c’è quella di “un comparto che sta attraversando un vero e proprio svilimento. I tentativi di intervento del Parlamento nelle passate e nell’attuale legislatura non sono risultati né efficaci né risolutivi. La possibilità di cambiare subito strada è a portata di mano ed è quella di agire già in primavera, proprio attraverso il Documento di economia e finanza applicato alla Legge di Bilancio 2021”.Il momento è topico: c’è l’urgenza di assegnare almeno l’1% progressivo del PIL nel prossimo triennio ai settori istruzione, università e ricerca, in modo da garantire l’effettiva attuazione di uno sviluppo concreto che riporti l’Istruzione, l’Università e la Ricerca Scientifica a livelli di eccellenza sempre più lontani dalla realtà: lo ha chiesto la delegazione Anief alla parte pubblica, nel corso dell’incontro a Palazzo Vidoni con la titolare della Funzione Pubblica sul Memorandum d’intesa in materia di lavoro pubblico.“Occorre assolutamente cambiare la politica sugli investimenti – ha detto Marcello Pacifico, leader dell’Anief –, mentre ad oggi ci ritroviamo con la spesa pubblica per l’Istruzione rispetto al Pil in perenne calo fino al 2035: lo dice l’ultimo Def, con una riduzione progressiva.

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Il Coronavirus potrebbe costare al Pil cinese almeno 500 miliardi di yuan

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

Così come in tutto il mondo si cercano le risorse per contenere i costi del nuovo focolaio di Coronavirus, molte aziende stanno iniziando a valutarne gli effetti economici. È ancora presto, ma l’esperienza cinese degli ultimi 20 anni in termini di epidemie possono dare un’idea di cosa possa significare quest’ultimo focolaio per l’economia di Pechino.
Tra le epidemie del passato – influenza aviaria, influenza suina e SARS – solo la SARS del 2002-2003 sembra davvero paragonabile. Finora, sembra essere meno letale per i pazienti colpiti, con un tasso di mortalità del 2%-3% contro quello della SARS pari al 6,6%. Tuttavia, il Coronavirus sembra essere molto più contagioso: il numero di casi è già di otto volte superiore al numero di casi segnalati durante l’intero periodo di epidemia della SARS, e il numero di decessi ha superato quelli dovuti alla SARS. In termini finanziari, la differenza maggiore tra l’epidemia in corso e la SARS è la dimensione dell’economia cinese, che nel 2003 ammontava a 13,74 trilioni di yuan (RMB). La SARS ha ridotto il PIL della Cina di quasi l’1% (o circa 100 miliardi di RMB). Nel 2003, tuttavia, la Cina rappresentava solo il 4% del PIL globale. Con quasi 100 trilioni di RMB oggi, l’economia cinese è sette volte più grande, costituisce più del 16% del PIL globale e svolge un ruolo di importanza critica in molte supply chain globali.Sebbene abbia un peso inferiore rispetto alla SARS in termini di percentuale sul PIL del Paese, le stime attuali relative al Coronavirus evidenziano un impatto economico pari a una riduzione del PIL cinese dello 0,2%-0,5%, che potrebbe costare circa 500 miliardi di yuan.
È ancora presto per sapere se queste prime stime si riveleranno troppo ottimistiche, ma un confronto con la SARS offre ancora una volta uno scenario di riferimento per ipotizzare cosa aspettarsi (e in cosa può differire) questo focolaio.Le differenze tra il Coronavirus e la SARS potrebbero portare tuttavia a conseguenze economiche più gravi. In primis, incide su questo fattore il tasso di contagio del Coronavirus, la cui epidemia è esplosa del durante il periodo del Capodanno cinese, momento in cui la maggior parte della popolazione cinese si sposta. Inoltre, le industrie più colpite allora dalla SARS – tra cui quella dei servizi – rappresentano ora una fetta maggiore dell’economia cinese: 54%, contro il 42% del 2003. Ci sono, tuttavia, delle differenze con la situazione di allora che potrebbero invece contribuire a mitigare il danno economico. La Cina di oggi è una potenza legata ad Internet e all’e-commerce. Molte delle persone che lavorano con la rete potranno continuare a farlo anche a distanza, compensando almeno in parte le perdite di produttività.
Le ferie forzate e le sfide dei processi produttivi e distributivi, sia per quanto riguarda le materie prime che i prodotti finiti, potrebbero causare anche un rallentamento a breve termine dell’industria manifatturiera, anche se la portata varierà da industria a industria. Ad esempio, nelle nostre analisi, iniziamo a vedere i primi segnali che suggeriscono come l’attività di settori legati alle sostanze chimiche sia in calo del 15%-20% nel complesso.Ci aspettiamo anche un calo a breve termine delle esportazioni, con un effetto domino globale. Bank of China International stima che l’impatto a breve termine sulle esportazioni costerà 30 miliardi dollari. Questo potrebbe anche accelerare la diversificazione di molte multinazionali che oggi utilizzano la Cina come base di approvvigionamento e di produzione. Le cinque regole d’oro di Bain & Company Sebbene sia ancora presto per avere visibilità sull’effettivo costo – in termini umani e finanziari – della crisi del Coronavirus, le aziende possono già iniziare a minimizzarne gli effetti seguendo, in questo periodo difficile di emergenza sanitaria, cinque regole d’oro. Roberto Prioreschi, managing director di Bain & Company in Italia, sottolinea che “l’esperienza di Bain e le analisi della società dimostrano che, in tempi incerti, un approccio attendista è spesso la mossa più dannosa per le aziende. Quelle che reagiranno nell’immediato, invece, se la caveranno meglio non solo durante la crisi, ma saranno meglio posizionate anche durante la successiva fase di ripresa”.

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Istat Pil: Italia in recessione, Pil -0,339%

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 gennaio 2020

Secondo l’Istat, il Pil italiano nel quarto trimestre del 2019 è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.”L’Italia in recessione. Anche se per essere in recessione tecnica si deve registrare una variazione congiunturale negativa per due trimestri consecutivi, il calo è così consistente che diventa difficile immaginare una sorte diversa per il nostro Paese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Anche perché, il -0,3% congiunturale, togliendo i primi arrotondamenti, è in realtà pari a -0,339%, con ben 1.460 milioni in meno rispetto al terzo trimestre. Va meglio per il dato tendenziale, +0,012%” conclude Dona.

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