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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘pilastri’

Assalzoo: i cinque pilastri per rilanciare mangimistica e zootecnia

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2021

Un Piano zootecnico nazionale che consenta di favorire l’avvio di nuove attività di allevamento. È quanto chiede ASSALZOO-Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici al Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli. L’Italia sconta un deficit in termini di alimenti di origine animale (-50% carni bovine, -40% carni suine, -20% latte, -75% pesce), che è costretta a colmare attraverso le importazioni. Il progetto dovrebbe quindi incentivare le produzioni nazionali con tutti i vantaggi che ne derivano. In primo luogo, in termini di sicurezza alimentare, favorendo la produzione di materie prime nazionali, promuovendo il Made in Italy, rispondendo a una crescente domanda di prodotti 100% italiani, ma anche con riguardo al benessere animale e al rispetto dell’ambiente, per produzioni sempre più sostenibili. Il piano può rappresentare un’opportunità di rilancio e sviluppo della zootecnia con il coinvolgimento determinate della mangimistica, il cui sviluppo poggia su cinque pilastri: Sostenibilità – Per ASSALZOO è necessario incentivare progetti per il rinnovamento degli impianti mangimistici per raggiungere un più elevato grado di sostenibilità e promuovere maggiori livelli di circolarità nel circuito alimentare. L’industria mangimistica impiega e valorizza circa 9 milioni di tonnellate all’anno tra coprodotti, sottoprodotti e residui dell’industria alimentare. Un risultato importante che può essere migliorato incentivando un sistema parallelo di raccolta capillare e aumentando le potenzialità degli stabilimenti dedicati allo stoccaggio, alla gestione e al trattamento dei residui dell’industria alimentare per renderli idonei e sicuri all’impiego in mangimistica. Digitalizzazione e Infrastrutture – È questo lo strumento fondamentale per dare concreto avvio all’agricoltura di precisione, un concetto che comprende anche quello di “alimentazione animale di precisione”, un punto di vera svolta per una zootecnia sostenibile e competitiva. Ottimizzare le razioni alimentari consente di azzerare gli sprechi, di ottenere maggiore efficienza nutrizionale, qualità e sicurezza e di ridurre l’impatto ambientale, con una particolare attenzione al benessere e alla salute animale. I mangimi di precisione sono una tecnologia innovativa già in corso di sperimentazione ma che necessita di essere sviluppata sia in termini di ricerca che di realizzazione e promozione, per renderla accessibile all’interno di tutte le strutture di allevamento. Contratti di filiera – L’integrazione di filiera è una strada percorribile per incrementare i livelli produttivi e migliorarne l’efficienza. ASSALZOO è stata capofila di una iniziativa di questo genere per rilanciare la produzione di mais che si è concretizzata con la firma dell’Accordo quadro per il mais da granella di filiera italiana certificata. L’Associazione ha poi aderito a OICB -Organizzazione Interprofessionale delle Carni bovine. Sono due primi progetti che danno ragione al bisogno di mantenere un dialogo costante tra gli attori della filiera per promuovere una migliore organizzazione della produzione, che necessitano però anche di risorse pubbliche per sostenere nel modo più efficiente l’attività di queste realtà. Energie rinnovabili – Lo sviluppo futuro del settore agro-zootecnico richiede un ripensamento dell’utilizzo di materie prime idonee all’uso alimentare o mangimistico negli impianti di biogas. Serve un progetto che disincentivi questa pratica e che preveda l’impiego di materie prime alternative, dai rifiuti della ristorazione alle biomasse alle commodity non più utilizzabili nel food e nel feed. Negli ultimi tempi, inoltre, anche l’industria mangimistica sta ricevendo dai gestori di impianti di biogas richieste crescenti di “prodotti” da destinare ai biodigestori. È un’attività nuova che andrebbe regolamentata per ottimizzare la gestione delle poche risorse disponibili anche con un progetto di ricerca per la creazione di impianti dedicati alla produzione di una specifica linea di “alimenti” per biodigestori. La produzione di energia da fonti rinnovabili – non solo biogas ma anche fotovoltaico – potrebbe essere incentivata dall’istituzione di certificati verdi attraverso i quali viene riconosciuto l’impegno della filiera per il raggiungimento di un bilancio neutro in termini di emissioni nocive.Ricerca e innovazione – Progetti di ricerca pubblica e privata devono essere finanziati in maniera adeguata per poter fornire al settore primario tutti gli strumenti di cui ha bisogno. È inoltre importante che siano favorite le sperimentazioni in campo per dotare gli operatori della filiera di strumenti all’avanguardia, in grado di offrire un vantaggio competitivo e di agevolare il conseguimento di elevati standard di sostenibilità, richiesti anche dalle nuove strategie del Farm to Fork.

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I tre pilastri del futuro: giovedì 8 ottobre la proposta di USB per Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2020

Roma alle 17 di giovedì 8 ottobre 2020, Residence occupato, via Tiburtina 1064 l’Unione Sindacale di Base avanza la sua proposta per Roma, fondata su tre pilastri che dovranno reggere l’azione politico-sociale dei prossimi anni, sia per chi agisce dentro la società, tra i lavoratori, nei quartieri, tra gli abitanti e sia per chi assume funzioni di governo: la centralità delle periferie; il rafforzamento dell’intervento pubblico con un massiccio piano di assunzioni ed internalizzazioni; un’efficace lotta alle disuguaglianze sociali.Su queste direttrici è possibile costruire un programma per i prossimi anni che non solo stabilisca come utilizzare i fondi che arriveranno per fronteggiare la crisi del Covid-19 ma indichi anche quali devono essere le finalità di una riforma istituzionale che riconosca compiutamente a Roma il ruolo e i poteri specifici di Capitale. Chi vuole riproporre il vecchio modo di gestire la città, le alleanze ed i patti con i poteri forti che hanno condizionato la sua storia, non si riconoscerà in questa proposta.Tantomeno chi soffia sul fuoco della xenofobia per scaricare la rabbia che è cresciuta tanto in questi anni. Ma c’è forse un pezzo di città che sente l’esigenza del riscatto e che è disposta a misurarsi con la nostra proposta. Sono state invitate le forze sociali e politiche della città.

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Autostrada A4 e A28: Lavori in corso

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2011

Sull’autostrada A4, tra l’allacciamento della A57 con la A4 e il casello di San Donà di Piave all’altezza del vecchio svincolo di Quarto d’Altino, saranno realizzati dei lavori di rinforzo delle banchine laterali all’autostrada attraverso l’inserimento di palancole (pannelli agganciati l’uno all’altro che vengono infissi in profondità nel terreno) parallelamente al bordo strada. I lavori verranno eseguiti per portare a termine l’ultima fase di demolizione del vecchio cavalcavia smantellato il mese scorso, ovvero la demolizione delle fondamenta dei pilastri. I lavori di palancolatura saranno eseguiti dalle 21.00 alle ore 6.00: in direzione Trieste durante la notte tra lunedì 9 e martedì 10 e, in direzione Venezia, nella notte tra martedì 10 e mercoledì 11 maggio. Per l’esecuzione dell’intervento sarà chiuso, per circa 100 metri, un tratto della corsia di marcia: il traffico scorrerà solo sulla corsia di sorpasso. Per quanto riguarda le manutenzioni, proseguono su tutta la rete autostradale le attività di controllo sui cavalcavia, ponti e manufatti. In particolare, da lunedì 9 e fino a venerdì 13 maggio, ci saranno ancora cantieri operativi in A28, per eseguire gli ultimi accertamenti e per eseguire interventi sui giunti dei ponti che attraversano l’autostrada. I lavori interesseranno in particolare i ponti sul fiume Reghena tra Sesto al Reghena e lo svicolo di Villotta in entrambe le direzioni; sul fiume Sile tra Villotta e Azzano X° in direzione Conegliano; sul Rio Becus tra l’uscita di Pordenone/centro commerciale e Pordenone sud in entrambe le direzioni, il sottovia del Valloncello e il ponte sul Rio Repolle in direzione Conegliano tra Pordenone sud e Porcia; il viadotto sulla rotatoria di Pordenone sud in direzione Conegliano. Per l’esecuzione degli interventi, che saranno eseguiti di giorno, saranno chiuse alternativamente le corsie di marcia e sorpasso.

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Anno giudiziario e mediazione civile

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2011

Grandi titoli sulla crisi della giustizia italiana all’inaugurazione dell’anno giudiziario e tutti  aventi lo stesso tema: “la giustizia è ormai al collasso; alto numero di prescrizioni; processi lenti” e chi ne ha più ne metta, ma tutti gli intervenuti, concordano  sul fatto che  l’unico sistema valido ed efficiente  per combattere questo stato di cose è il neo istituto giuridico della mediazione civile. La relazione di sintesi del  Primo Presidente della Corte di Cassazione in materia di mediazione civile, oltre che dare valore al neo istituto, è andato ben oltre, quando ha affermato che  “uno dei pilastri su cui si fonda il nuovo istituto  è la previsione  dell’obbligatorietà della mediazione per chi intenda introdurre una controversia rientrante tra quelle previste dalla legge”.
In questo contesto anche il Presidente  dell’Organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato, dell’A.N.P.A.R. si inserisce per dire la sua.
Dice Pecoraro:  il messaggio venuto fuori dalle varie relazioni ed interventi è  chiaro  per tutti: “senza resistenze corporative” (Alfano), “bisogna passare ai fatti” (Palamara), dunque  andare avanti senza tentennamenti al fine di cominciare a costruire “quel pilastro”  dell’obbligatorietà della mediazione  per chi intende  introdurre  una controversie (Lupo).
Il consenso sull’obbligatorietà  si è fatto largo  nei confronti di tutti , gli unici  che esprimono pareri negativi  sono solo i “vertici” dell’O.U.A.  dove alcuni componenti  pur di salvaguardare  interessi personalistici,  si sono avventurati a parlare ai propri colleghi in modo  elementare della  mediazione, dopo essere stati in silenzio, bugiardi  e scettici per oltre un decennio. Migliaia e migliaia di mediatori professionali  iscritti  all’Organismo che rappresento – continua Pecoraro- sono stufi di essere offesi da chi va in giro  parlando di “mediamediazione”, a tal proposito il nostro comitato scientifico-giuridico, sta valutando se  esistono gli estremi per intentare una “class action” nei confronti  di chi  ha deluso e ferito l’orgoglio  di essere professionisti della mediazione coniando ! un temine  di disistima, che  può influire non poco nei confronti di chi  si appresta a risolvere  una  controversia,  attraverso un organismo di conciliazione  – che nel designare un  mediatore professionale  fortemente competente – deve convincere le parti di non trovarsi di fronte ad un “mediamediatore”. Il no già deciso a queste offese  viene dalla categoria  di giovani avvocati che non ci stanno ad essere qualificati “mediavvocati”, solo perché hanno arricchito il loro bagaglio culturale e professionale acquisendo la qualifica di mediatore professionale,in modo da avere  delle opportunità  lavorative in più.
Questa è gente – continua Pecoraro – abituata a diffondere zizzanie per il solo scopo personalistico, hanno detto cose diverse da quello che pensavano ai loro iscritti ed ora sono alla resa dei conti. Adesso, chi glielo dice a quegli avvocati  con anzianità di iscrizione all’albo di 15 anni  – che  fino a Novembre potevano acquisire la qualifica di conciliatore specializzato a semplice domanda –  di frequentare un corso obbligatorio di 50 ore, per non essere fuori dal mercato del  lavoro professionale?  Non è forse questo il motivo per cui chiedono il rinvio dell’obbligatorietà!
Gli organismi di conciliazione esistenti hanno offerto  la loro disponibilità a dialogare da tempo con gli ordini degli avvocati ma i signori ai vertici dell’O.U.A.   l’hanno sempre rifiutata a differenza del C.N.F.  e delle associazioni  autonome dei giovani avvocati  che hanno contribuito e non poco  alla divulgazione della mediazione civile e commerciale. Solo, oggi  con l’apertura dell’anno giudiziario,  dove dalle relazioni dei vari Presidenti  si apprende  della bontà della legge sulla mediazione civile,  hanno cominciato  a chinare il capo  per dire che la mediazione obbligatoria  è una cosa buona ma che  vogliono tempo per  “formare gli avvocati”. Se le stime non sono errate: sono oltre centomila i mediatori professionali  pronti a deflazionare   le cause civili e commerciali da venire e quelle già pendenti, ma, secondo Pecoraro, gli organismi esistenti, non sono sufficienti per tutte le materie obbligatorie  per cui sarebbe opportuno che il ministro Alfano  dettassse una scaletta di effettiva entrata in vigore alle  materie il cui  esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.  Il  20 marzo 2011 potrebbero prendere i! l  via dell’obbligatorietà, per esempio, le seguenti materie: condominio, locazione, comodato, risarcimento del danno derivante dalla  circolazione dei veicoli e natanti,  la responsabilità medica, contratti assicurativi, bancari,  controversie  che i cittadini hanno già affidato alla mediazione a partire dall’entrata in vigore del D. Leg.vo 28/2010,  l’altra metà dovrebbe entrare poi in vigore al massimo dal 20 settembre 2011, magari estendendo l’obbligatorietà anche per altri diritti disponibili,  proprio in considerazione della complessità della materia che richiederebbe almeno un altro poco di monitoraggio, pur essendo molte di queste controversie risolte egregiamente  ancor prima del periodo della citata obbligatorietà.(A. Bove)

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“If you speak fashion, you speak Italian”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

Se parli di moda, parli sicuramente di Italia. E’ questo il titolo della grande campagna avviata da ICE, Istituto nazionale per il Commercio Estero, per rilanciare e sostenere la moda italiana negli USA.  Il sistema-moda infatti, uno dei pilastri dell’economia del nostro paese, ha dovuto fare i conti con la crisi globale registrando, dopo anni di crescita ininterrotta, settori in difficoltà e imprese in affanno. Da qui, la richiesta delle aziende italiane di interventi concreti a sostegno di comparti strategici quali l’abbigliamento maschile e femminile, gli accessori, i gioielli e, globalmente, il “Made in Italy” che tutto il  mondo ci invidia.  Proprio per questo la campagna di comunicazione “If you speak fashion, you speak Italian“ punta anche in termini creativi a ricordare ai consumatori USA i molteplici aspetti del fascino dell’Italia. Ambasciatrice di tanta bellezza è infatti la top model Eva Riccobono, fotografata nei luoghi più magici ed evocativi di Roma.  Le prime iniziative concrete del progetto ICE hanno puntato a stimolare gli acquisti, con due missioni di dettaglianti indipendenti USA in Italia.  Parallelamente alle missioni dei buyer statunitensi, il progetto ICE comprende anche una partnerhsip con il gruppo editoriale Hearst che ha pubblicato servizi interamente dedicati agli accessori e ai gioielli italiani sulle testate Harper’s Bazar Runway Report e Town & Country.  A questi seguiranno, nel gennaio e febbraio 2010, altri numeri speciali dedicati agli accessori italiani su USA Esquire, Harper’s Bazar e Marie Claire, con servizi fotografici interamente realizzati a Firenze e Roma.  Le missioni dei buyer indipendenti proseguiranno anche nei primi mesi del 2010. Delegazioni di  prestigiosi compratori USA del settore abbigliamento-uomo saranno infatti ospiti di ICE a Pitti Immagine Uomo e, successivamente, alle sfilate della moda milanese. In quelle occasioni sono anche previsti incontri con i giornalisti italiani.

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I quattro pilastri dell’ipnosi

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

(acorep.com) I quattro pilastri dell’ipnosi sono Franz Mesmer che ha scoperto l’influenza ipnotica dell’energia, Sigmund Freud che dell’ipnosi ha dato un’interpretazione psicoanalitica gettando le basi dell’ipnosi quale dialogo verbale, Milton Erickson che fu il primo a vedere l’inconscio come qualcosa di completamente distinto e separato dalla mente conscia e Stefano Benemeglio che ha scoperto la «comunicazione analogica non verbale» quale strumento che permette di comunicare con la sfera emotiva della persona attraverso segni e gesti. Nel XVIII Secolo fu Franz Mesmer il primo a riuscire a curare i suoi pazienti a colpi di suggestione, tra luci soffuse e musiche, poi a metà del XIX Secolo l’inglese James Braid fu il primo ad utilizzare il termine «ipnosi» per indicare l’induzione di trance, pur non sapendone spiegare come e perché funzionasse. Se Sigmund Freud ha scoperto l’inconscio, Stefano Benemeglio ha scoperto come comunicare con l’inconscio attraverso un dialogo relazionale in cui l’ipnosi diventa comunicazione e la comunicazione diventa ipnosi. Così dopo Erickson la continua ricerca di Stefano Benemeglio sul comportamento umano e sulla comunicazione ha dimostrato come toccamenti, gesti, segni, suoni, rumori o variazioni della postura siano messaggi strutturati secondo un codice definito «analogico» molto simile a quell’insieme di principi che Sigmund Freud identificò nella produzione dei sogni. A differenza dell’ipnosi tradizionale, quella dinamica ideata da Stefano Benemeglio (www.ipnosibenemeglio.com) esclude le suggestioni verbali ed usa invece la «comunicazione analogica non verbale» che permette di comunicare con la sfera emotiva della persona e in questo modo di arrivare rapidamente allo stato ipnotico. Il metodo di Stefano Benemeglio esclude quindi la parola e fa di un segno e di un gesto un potente strumento di comunicazione profonda che consente di vincere i comportamenti negativi, limitare lo stress, dimagrire oppure smettere di fumare senza rischio di ingrassare e senza vivere la sindrome di astinenza. Per saperne di più è possibile visitare i siti web: http://www.accademianalogica.com oppure http://www.ipnosibenemeglio.com

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Libertà informazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2009

Massimo Donati, parlamentare dell’Idv scrive: “Oggi una maggioranza irresponsabile e cinica sta per approvare una legge vergognosa, una legge che getta due macigni contro due pilastri del nostro Stato democratico. Il primo è il macigno contro la libertà di stampa, quel poco, quei brandelli di libertà di stampa che ancora nel nostro Paese esistevano. Con l’approvazione del provvedimento in esame i reati che riguardano la politica, la finanza, l’industria, i reati insomma dei ricchi, dei forti, dei prepotenti e degli arroganti non potranno più nemmeno essere conosciuti dagli italiani..”

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