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Posts Tagged ‘pillola’

La pillola quattro in uno è efficace nel trattare l’ipertensione

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

Medico prescrive pilloleDa un piccolo ma significativo studio clinico pubblicato su The Lancet e coordinato da Clara Chow del George Institute di Sydney in Australia, emerge l’efficacia di una nuova pillola antipertensiva quattro in uno a dosaggi ultra bassi. La maggior parte dei pazienti affetti da ipertensione riceve un singolo farmaco a dosaggio normale, che tuttavia serve a controllare i valori pressori solo la metà del tempo. In questo studio pilota invece, la somministrazione di quattro farmaci a dosi molto basse raggruppati in un’unica compressa ha permesso un buon controllo della pressione sanguigna in tutti i partecipanti. «Ridurre al minimo gli effetti collaterali è di estrema importanza nelle terapie antipertensive, che debbono essere proseguite per molto tempo, e i dosaggi molto bassi utilizzati con la pillola quattro in uno diminuiscono il rischio di eventi avversi» scrivono gli autori, sottolineando tuttavia che servono ulteriori studi di verifica. «Sappiamo che la pressione alta è un fattore di rischio per ictus, diabete e infarto, e sappiamo anche che la necessità di uno stretto controllo pressorio per prevenire la comparsa di eventi cardio- e cerebrovascolari acuti è stata ampiamente dimostrata» riprende la cardiologa, aggiungendo che i risultati di questo studio potrebbero aprire la strada a nuove opzioni di trattamento, più efficaci e meno costose a livello globale. Per verificarne l’efficacia e la tollerabilità, i ricercatori australiani hanno somministrato la “quadripillola”, ossia una singola capsula contenente quattro farmaci antipertensivi a un quarto del loro normale dosaggio, oppure placebo, a 18 pazienti per quattro settimane, invertendo i trattamenti in ciascun partecipante nelle quattro settimane successive. E i risultati parlano chiaro: nelle quattro settimane di trattamento attivo i livelli pressori sono scesi sotto i valori soglia di 140/90 mmHg in tutti i pazienti, mentre la stessa cosa è accaduta solo nel 33% dei soggetti trattati con placebo. «Il prossimo passo sarà quello di verificare se questi risultati potranno essere ripetuti su casistiche più ampie e mantenuta anche a lungo termine» conclude Chow. Lancet. 2017. doi: 10.1016/S0140-6736(17)30260-X (fonte: cardiologia33)

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Curare una malattia genetica con una pillola

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

Pharmacist giving pill bottle to customer

Parma. Lo studio sulla genesi delle malattie genetiche negli ultimi anni ha aperto le porte a nuove terapie impensabili fino a qualche decennio fa, quando ipotizzare di trattare una malattia genetica con un farmaco per via orale avrebbe fatto per lo meno sorridere.
Alcune di queste malattie genetiche presentano alterazioni per cui la sostanza che viene prodotta alterata dall’organismo in realtà può ancora essere utilizzata dall’organismo con l’aiuto di farmaci. Ne è l’esempio lo studio condotto a livello mondiale sulla malattia di Fabry, pubblicato sull’autorevole New England Journal of Medicine, a cui ha partecipato il prof. Claudio Feliciani, docente del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Parma e Direttore della Clinica Dermatologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.La malattia di Fabry è caratterizzata dall’alterata formazione di un enzima che serve alle cellule per eliminare scorie cellulari. Queste scorie (ceramidi) si accumulano nelle cellule determinando danni irreversibili a carico dei reni, del cuore e del sistema nervoso. La malattia di Fabry è una malattia relativamente rara che colpisce circa 1 persona su 60.000 con esordio lento e subdolo, tanto che spesso la diagnosi viene posta con circa 10 anni di ritardo.Finora si è riusciti a ricostruire in laboratorio l’enzima, per cui i pazienti vengono infusi in ospedale, dove ricevono una quantità di enzima in endovena utile per due settimane. Lo studio condotto in multicentrica mondiale ha dimostrato che un farmaco orale simile a uno zucchero ha proprietà “chaperoniche”, ovvero, legandosi all’enzima non funzionante, lo riabilita a espletare le proprie funzioni di “spazzino” endocellulare.

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Pillola e tumore al cervello

Posted by fidest press agency su martedì, 27 gennaio 2015

cervello“Non creiamo allarmismi”. Questo in estrema sintesi il commento del professor Annibale Volpe, past president della Società Italiana della Contraccezione (SIC), alla notizia, rilanciata in questi giorni dai media italiani, secondo la quale i contraccettivi ormonali – in particolare il progestinico – provocherebbero il glioma, un rarissimo tumore del cervello.
“Anzitutto, come ammettono gli stessi ricercatori danesi che hanno condotto lo studio, il campione di circa 300 donne non è sufficientemente rappresentativo” continua il professor Volpe “e, in particolare, vengono prese in considerazione solamente quelle donne che hanno sviluppato il glioma”. Specifica: “Chiariamo inoltre che questo tipo di cancro colpisce una donna su 20mila, mentre quello all’ovaio – sul quale l’effetto protettivo della pillola è peraltro comprovato – una su 76”.“Secondo un autorevole studio del British Royal College of General Practitioners, pubblicato nel 2010 sul British Medical Journal la contraccezione ormonale ridurrebbe in realtà la probabilità di tumore al cervello, incluso di tumore all’ipofisi”, aggiunge il past president della SIC. “In questo caso sono state studiate centinaia di migliaia di donne – delle quali due terzi assumevano la pillola – per oltre 35 anni: è chiaro che si tratti di dati statisticamente più rilevanti”.“Quando si parla di contraccezione ormonale” mette in guardia il professor Volpe “dobbiamo prestare la massima attenzione: un’informazione incompleta o sensazionalistica non ci aiuta ad allinearci con gli altri Paesi europei e mantiene l’Italia tra i fanalini di coda con una percentuale di assunzione della pillola inferiore a quella di altri Paesi”. Conclude: “Gli estroprogestinici – oggi ne esistono alcuni di ultima generazione “naturali”, a base di estradiolo, l’ormone prodotto fisiologicamente dalla donna – hanno effetti molto positivi sulla salute della donna, oltre a evitare gravidanze indesiderate anche tra le giovanissime. Ma troppo spesso finiscono in secondo piano, e ci si dimentica che secondo recenti studi la pillola sarebbe in grado di evitare 45 tumori ogni 10mila donne”.

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Pillola e mestruazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 gennaio 2015

Annibale VolpeL’assenza o la riduzione del sanguinamento che si verifica quando si assume la pillola non è affatto un problema. Anzi. Da molti punti di vista, può essere considerato un fenomeno vantaggioso per la salute della donna. Questo il focus de “La mestruazione e la sua modulazione con la contraccezione ormonale con estroprogestinici”, il nuovo position paper della Società Italiana della Contraccezione (SIC).“Dobbiamo spiegare in maniera chiara e univoca alle donne che la mestruazione fisiologica non ha nulla a che vedere con la finta mestruazione in corso di contraccezione ormonale”, spiega il professor Annibale Volpe, past president della SIC. “In sintesi” fa eco il professor Angelo Cagnacci, U.O. Ostetricia e Ginecologia Policlinico Modena e autore del documento “avere il ciclo mestruale “naturale” significa solamente stare bene da un punto di vista riproduttivo, ma non ha nessun vantaggio reale per la donna”.Prosegue il professor Cagnacci: “In realtà il corpo della donna non è abituato ad avere così tanti flussi mestruali: una volta si facevano più figli con conseguenti minori indici negativi legati al ciclo, quali – solo per citarne alcuni – emicrania ed endometriosi”. “Inoltre non bisogna dimenticare che gli estroprogestinici hanno anche un potere protettivo nei confronti dei tumori all’ovaio: la riduzione del reflusso di sangue all’interno dell’addome ottenuta attraverso la sospensione delle mestruazioni e la riduzione delle conseguenti ferite ovariche provocate delle continue ovulazioni grazie alla pillola, sono presupposti fondamentali per una marcata riduzione del rischio di tumore ovarico”.“Inoltre, i benefici sono anche di natura psicologica” puntualizza l’autore del position paper: “Secondo recenti studi, ben un terzo delle donne in età fertile rinuncerebbe volentieri al ciclo mestruale per evitare impedimenti, dolori e fastidi di varia natura”. “É assolutamente comprensibile” prosegue il professor Volpe “se consideriamo che secondo un recente studio svedese il gentil sesso trascorre ben 7 anni della vita alle prese con le mestruazioni”. “Un tempo infinito” commenta il past president della SIC “che può impattare non solamente sulla salute della donna, ma anche sui bilanci familiari – assorbenti, analgesici, ecc – e sui costi del Sistema Sanitario Nazionale – assenze dal lavoro”.“Ci appelliamo dunque ai ginecologi” concludono i due membri della SIC “affinché rassicurino le pazienti e spieghino loro i possibili vantaggi che derivano dal mancato sanguinamento in corso di contraccezione ormonale. Un guadagno sicuro in termini di salute e l’abbattimento di un tabù – quello legato alla “purificazione mestruale” – che è ormai tempo di abbattere”.

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Generici, in aumento la vendita della pillola

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2012

Nell’ultimo anno c’é stato un incremento del 20% nei consumi della pillola generica. È uno dei dati emersi dalla ricerca presentata ieri a Milano da Onda (Osservatorio nazionale salute donna).
Se si fa invece il confronto su base mensile, tra marzo 2012 e 2011, l’aumento sale al 29%. Numeri destinati a crescere con l’arrivo questo mese di pillole equivalenti di ultima generazione a base di drospirenone. A marzo 2012 le donne che usano la pillola genetica sono state il 12%. Come evidenzia l’indagine condotta su 600 donne tra i 18 e 40 anni, la pillola resta ancora la prima scelta come contraccettivo e per controllare irregolarità e dolori mestruali. Tuttavia per 1 su 5 l’acquisto della pillola è un problema economico, tanto che il 94% è favorevole al passaggio a un contraccettivo generico. La pillola generica è accolta con favore soprattutto dalle più giovani (46%), mentre sono più restie le donne adulte (38%), che la sceglierebbero solo se consigliata dal medico o dal ginecologo. Ma sono queste ultime (82%) che apprezzerebbero di più una confezione da 3 o 6 mesi (rispetto alle giovani, 31%). Il 42% delle donne ha un rapporto di grande fedeltà con la propria pillola a basso dosaggio (77%), che spesso è lei stessa a richiedere al medico (51%), e in genere sono tutte soddisfatte del proprio anticoncezionale. Solo una su tre ne teme gli effetti collaterali a lungo termine tanto da pensare alla sospensione, a fronte di 1 donna su 10 preoccupata più per l’inefficacia in caso di scorretta assunzione. (fonte farmacista33)

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Parlamentari pro vita: pillola 5 giorni dopo è abortiva

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2012

L’associazione parlamentare “Intergruppo per il valore della vita”, formato da 85 esponenti di tutti i gruppi politici, denuncia le potenzialità abortive della pillola dei cinque giorni dopo da poche settimane in commercio anche in Italia. E annuncia, in una conferenza stampa bipartisan promossa ieri dal senatore del Pdl Stefano De Lillo, un’interrogazione al ministro Balduzzi e un esposto all’Antitrust. Il farmaco, sostengono i parlamentari del gruppo, è in contrasto con la legislazione italiana vigente: «È in contrasto, infatti, con la legge 194, che è a tutela della maternità» ha spiegato De Lillo «ed è in contrasto con la legge 405 sui consultori e a tutela del prodotto del concepimento». Secondo il senatore la pillola «è in vendita come contraccettivo di emergenza ma in realtà questa pillola è potenzialmente abortiva poiché impedisce all’eventuale embrione di annidarsi in utero e agisce, in pratica, uccidendolo. Chiediamo quindi al ministro della Salute Balduzzi che venga data a tutte le donne una conoscenza esatta del meccanismo di funzionamento di tale farmaco; un anticoncezionale deve infatti intervenire prima del concepimento mentre i dati dimostrano che ulipistral può intervenire anche a concepimento avvenuto». De Lillo ha quindi annunciato la presentazione di un esposto all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato «affinché venga data una corretta informazione alle donne che voles sero utilizzare tale farmaco». L’esposto ha reso noto De Lillo è stato presentato dall’avvocato Gian Franco Amato, presidente dell’associazione “Scienza e Vita” di Grosseto.(fonte farmacista33)

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Tempi duri per i maschi lombardi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2011

Impala maschi

Image by CorradoMos @*** via Flickr

Sono oltre 250.000, infatti, quelli che soffrono di disfunzione erettile. Le cause? Il 40% indica lo stress e ritmi troppo frenetici, mentre il 25% indica l’insicurezza e l’inadeguatezza di fronte a donne sempre più esigenti. Per non vedere sminuita la propria virilità, un maschio su due si è affidato almeno una volta ad aiuti farmacologici. Un segreto del quale solo il 4% delle partner è a conoscenza. Tra i rimedi più usati c’è la “mentina dell’amore”, il vardenafil orodispersibile, l’unica che si scioglie in bocca senz’acqua e che associa praticità e discrezione. I dati emergono da un’indagine nazionale, da cui prende spunto l’evento “Benessere sessuale. Libertà di amare sempre”, che vede la provincia di Milano in primo piano con un incontro di approfondimento rivolto ai farmacisti. Tra i protagonisti il dott. Danilo Centrella, dell’Unità Operativa di Urologia presso l’Ospedale di Gallarate (Varese). “Nell’ultimo decennio stiamo assistendo a una graduale presa di coscienza da parte degli uomini sull’importanza della loro salute sessuale – afferma -. Si abbassa anche l’età media di chi ha problemi: il 15% ha meno di 40 anni. Molto importante è capire che le problematiche alla base di questi fastidi sono profondamente cambiate – continua Centrella –. Per questo cerchiamo innanzitutto di rassicurare i nostri pazienti, consigliando loro i rimedi farmacologici più validi, ma al tempo stesso pratici e adatti alle loro necessità. L’uomo di oggi è alla ricerca di un supporto discreto ma efficace, come il nuovo vardenafil, il primo ed unico farmaco di questa classe che si scioglie in bocca e rappresenta la più innovativa terapia oggi disponibile per la disfunzione erettile”. Un problema in costante crescita in regione, a causa di stili di vita sempre più scorretti, primo fra tutti il fumo: secondo i dati dell’Assessorato alla Salute del Comune di Milano (2010), il capoluogo lombardo è la città in cui si fuma di più, soprattutto fra i giovani.La decima tappa dell’iniziativa “Benessere sessuale. Libertà di amare sempre” si svolgerà questa sera alle 19.30 presso Villa Torretta a Sesto San Giovanni e vedrà l’intervento della prof.ssa Chiara Simonelli, psicosessuologa dell’Università “Sapienza” di Roma, della dott.ssa Samuela Malesani, Azienda Speciale Farmaceutica di Bresso e sarà moderata dal dott. Carlo Gargiulo, opinionista scientifico.“La salute sessuale è una componente determinante del benessere complessivo individuale e di coppia – spiega la prof.ssa Simonelli -, ma i maschi italiani spesso la trascurano e rifiutano di affrontare alcuni disturbi per non mettere in discussione la propria autostima e l’immagine di sé. Si tratta di un problema trasversale a tutte le generazioni: nei giovani il confronto con i coetanei diventa serrato ed esplicitamente competitivo e spesso non si sentono all’altezza. L’uomo maturo oggi fatica a rispondere alle aspettative di una partner che lo vuole sempre più ‘perfetto’, impegnato in casa e macho a letto. Nella terza età poi il calo di desiderio e le problematiche cardiovascolari minacciano la funzionalità erettile e le prestazioni, fattori che generano preoccupazione e ansia e influiscono negativamente sulla salute sessuale della coppia”. Di fronte a queste defaillance spesso l’uomo va in crisi, con importanti riflessi sul suo benessere psicologico e sull’autostima. “Gli alleati del maschio sono l’urologo, l’andrologo, i medici di famiglia e noi farmacisti – conclude la dott.ssa Malesani –, figure professionali che rappresentano un importante punto di riferimento per aiutare il maschio ad affrontare e risolvere i suoi problemi sessuali. I disturbi non vanno banalizzati ma affrontati con l’aiuto di uno specialista. In particolare è importante sapere che esistono rimedi efficaci e al tempo stesso discreti come il nuovo vardenafil, che consente grande libertà e flessibilità. Come ha dimostrato anche un recente sondaggio, ben il 35% degli uomini lombardi ha indicato che per sentirsi più libero necessita di un farmaco che sia in primo luogo pratico e discreto, fermo restando ovviamente l’efficacia del rimedio”. Disponibile nelle farmacie italiane da aprile, la ‘mentina dell’amore’ ha conquistato il maschio italiano e ha conosciuto un vero e proprio boom nelle vendite in questi primi mesi, che ha posizionato l’Italia al primo posto in Europa di questa particolare classifica, seguita da Spagna e Germania.

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Pillola del giorno dopo

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2011

La tenace lotta di chi ha una visione confessionale dell’individuo e del mercato ha oggi registrato un punto a proprio vantaggio: il Comitato nazionale di bioetica (Cnb), sollecitato, ha espresso un parere favorevole per il diritto all’obiezione di coscienza di quei farmacisti che non intendono vendere la pillola del giorno dopo. Non ci interessa disquisire, come ha fatto il Cnb, se si tratti di embrione, zigote o che altro, lo lasciamo a chi crede di dover fare cosa pubblica dei propri convincimenti ideologici. A noi interessa il diritto dell’individuo a disporre del proprio corpo e delle proprie scelte quando queste ultime, non ledono altri individui e il codice. E non ci sembra che l’uso della pillola del giorno leda qualcuno. Ma, nel contempo, comprendiamo chi si possa sentire leso nella propria ideologia e, per questo, non lo fustighiamo o marginalizziamo impedendogli di vivere e manifestarsi. Per questo non siamo contrari a che un farmacista possa decidere di vendere o meno un farmaco in base alla propria coscienza, ma solo se questo non significhi limitazione di fatto del diritto di chi questo farmaco intende acquistarlo e utilizzarlo. Gia’ oggi, che l’obiezione di coscienza dei farmacisti non e’ prevista, reprerire la pillola del giorno dopo e’ un’impresa e per questo ci immaginiamo cosa potrebbesuccedere domani con l’istituzionalizzazione di questo diritto del farmacista. Perche’ questo non accada c’e’ solo un metodo: la pillola del giorno dopo deve essere venduta liberamente, senza ricetta medica e anche al di fuori delle farmacie, cosi’ come avviene per i farmaci generici. Pericoloso? Bah!! In Francia e’ anni che e’ cosi’ e non ci sembra che i nostri vicini d’Oltralpe ne abbiano risentito. Anzi.S cosi’ non fosse, ci ritroveremmo di fronte all’ennesimo tentativo di imporre con la violenza della legge il proprio convincimento ideologico a chi la pensa in modo diverso. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Fda approva pillola dei “5 giorni dopo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

La Food and drug administration (Fda) ha approvato ulipristal acetato (Ella), farmaco per la contraccezione d’emergenza dei “5 giorni dopo”. l’Ente ha specificato che l’approvazione è esclusiva per l’impiego dietro presentazione di ricetta medica e che il farmaco essere assunto entro 120 ore dopo un rapporto sessuale non protetto o dopo il fallimento di un altro metodo anticoncezionale. Non deve essere considerato un sistema contraccettivo di routine. Il farmaco è prodotto da Laboratoire Hra Pharma e distribuito negli Stati Uniti da Watson Pharma ed è disponibile in Europa dal maggio 2009 sotto il nome di EllaOne, «la sua sicurezza ed efficacia» spiega una nota Fda «sono state dimostrate in due trial clinici di fase III. Gli eventi avversi più frequenti durante gli studi sono stati mal di testa, nausea, dolore addominale, dolore durante il ciclo, senso di affaticamento». (fonte farmacista33)

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Per l’uso della pillola abortiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2010

Dimissioni anticipate sconsigliate, accertamento della comprensione linguistica nelle donne straniere, divieto della Ru486 per le minorenni senza il consenso dei genitori: sono alcuni dei punti contenuti nelle linee di indirizzo elaborate dalla commissione del Ministero della Salute sul metodo farmacologico RU 486 e sulle modalità per la raccolta dei dati utili al monitoraggio del suo impiego, presentate il 20 luglio 2010. Le linee di indirizzo intendono uniformare i livelli di sicurezza nell’impiego del farmaco a livello nazionale, anche attraverso l’adozione di protocolli comuni, prevedendo, inoltre, una esaustiva informazione alla donna sulle tecniche di interruzione volontaria di gravidanza di tipo medico e chirurgico, sui relativi rischi e le possibili complicanze, per definire, conseguentemente, percorsi assistenziali omogenei. La procedura di interruzione volontaria di gravidanza farmacologica si articola in diverse fasi, con estrema variabilità circa i tempi e le modalità con cui viene completata. I criteri di ammissione della donna al trattamento si basano su: datazione ecografica – età gestazionale entro 35 giorni; – documento/certificato di richiesta Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG); – consenso informato, debitamente compilato e sottoscritto; – disponibilità al ricovero ordinario fino a completamento della procedura; – disponibilità ad effettuare il controllo a distanza, entro 14-21 giorni dalla dimissione. Devono quindi essere presi in considerazione criteri clinici, da affidare alla valutazione del singolo medico (p. es. problemi psicologici a sottoporsi ad intervento chirurgico, allergie a farmaci anestetici, difficoltà anatomiche), e criteri non clinici (in primo luogo la garanzia che la donna abbia chiaramente compreso il percorso e la possibilità che vi aderisca compiutamente). È fortemente sconsigliata la dimissione volontaria contro il parere dei medici prima del completamento di tutta la procedura, perché in tal caso l’aborto potrebbe avvenire fuori dall’ospedale e comportare rischi anche seri per la salute della donna.

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La pillola e la sessualità

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2010

L’Aja La pillola giova alla donna e alla coppia: l’80% delle italiane è convinta che grazie a questo contraccettivo la sua vita sessuale sia migliorata. Ed è d’accordo anche la larga maggioranza di chi non l’ha mai utilizzata nel passato per paura degli ormoni (31%), perché il partner era contrario (27%) o per motivi religiosi (19%). Oggi una su due è pentita di questa scelta e l’81% è convinta che le nuove formulazioni siano sicure, da consigliare alle figlie. I dati dimostrano che sempre più donne le scelgono anche per risolvere fastidiosi problemi femminili. Fra le giovanissime si registra in Italia, come già negli USA, un boom di Yaz, efficace nel contrastare acne e cellulite e nel curare la sindrome premestruale. Molto amata pure la bio-pillola Klaira, usata a tutte le età e addirittura per un 2% dalle donne dopo i 50. La pillola è dunque considerata un prezioso alleato della salute fisica e sessuale, rispettivamente dal 78% e dal 57% di utilizzatrici e non. Sono i risultati del sondaggio condotto nella prima metà di maggio 2010 dal progetto “Scegli tu” della Società Italiana di Ginecologia e Ostericia (SIGO), presentati al Congresso Europeo della Contraccezione dell’Aja. All’Aja si celebrano i 50 anni della pillola, sbarcata negli USA il 9 maggio 1960, ma in Italia si è dovuto attendere il 1971 per poterla utilizzare liberamente: prima la contraccezione era proibita dall’art. 553 del Codice Penale. I dati presentati dagli oltre 3.000 esperti internazionali riuniti all’Aja dimostrano che in larga parte del mondo la contraccezione resta però un bisogno negletto: 80 milioni di donne subiscono gravidanze indesiderate ogni anno, 20 milioni rischiano l’aborto e 68.000 muoiono a causa delle complicazioni di questo intervento. Il ricorso alla pillola è estremamente diversificato anche nel Vecchio Continente e va dai livelli record dell’Olanda (circa il 50% delle donne la usa) al nostro “misero” 16,3%. “In compenso siamo al sesto posto in Europa per consumo di contraccezione di emergenza – afferma la Graziottin – 381.000 confezioni utilizzate nel 2008, con una prima inversione di tendenza nel 2009. Una situazione grave, da affrontare con decisione.

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Avvio Ru486 in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2010

“Le dichiarazioni rilasciate dalla prima donna che ha sperimentato su se stessa gli effetti della pillola abortiva sottolineano quanto sia estremamente importante essere informati sulle conseguenze della scelta di questo metodo abortivo”. Queste le prime parole della responsabile per le Pari Opportunità dell’Italia dei Diritti Patrizia Lusi all’indomani dell’avvio in Italia, in una clinica di Bari, della Ru486 e in seguito all’intervista rilasciata dalla cosiddetta ‘paziente zero’, la prima italiana che ha usufruito di questo nuovo procedimento per interrompere la gravidanza. “In ogni caso – chiarisce l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – è opportuno rilevare che si tratta di un farmaco le cui controindicazioni  non sono ancora del tutto state accertate dal punto di vista medico e scientifico per cui sarebbe opportuno seguire attentamente le prescrizioni indicate dalle strutture ospedaliere. Sul piano etico la scelta di utilizzare o meno
questo metodo si ritiene debba essere lasciata alla valutazione personale atteso che comunque si tratta di un’interruzione di gravidanza che dovrebbe essere fatta solo in circostanze estremamente pericolose per la salute della mamma e per quella del bambino. Per cui pillola abortiva sì ma in primo luogo sotto controllo medico, secondo, con la dovuta e opportuna attenzione all’assistenza psicologica che le strutture ospedaliere pubbliche e i consultori dovrebbero prestare a chi decide di operare questa  scelta”. Con una vena critica sul peso dei condizionamenti degli esponenti ecclesiastici nelle scelte personali e politiche, la Lusi così conclude: “Dal punto di vista religioso, lo stato italiano è uno stato laico ed è opportuno che la Chiesa ne rispetti la natura intervenendo con consigli e/o suggerimenti sulle questioni etiche o morali senza però influenzare il percorso legislativo fatto dal parlamento italiano, composto da deputati cattolici e non, nel pieno rispetto della Costituzione”.

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A proposito della pillola Ru486

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2010

In merito alle recenti polemiche sulla commercializzazione della pillola Ru486, il responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it), Corrado Stillo ha dichiarato: “Le parole arroganti dei neo Presidenti del Piemonte e del Veneto sull’uso della pillola Ru486 non entrano nel merito del diritto alla salute delle donne e del pieno rispetto della Legge 194. I due governatori dovrebbero sapere che l’Italia è uno Stato con leggi ben definite, e la 194, in quanto legge dello Stato, deve essere applicata obbligatoriamente in tutte le regioni italiane. Non vorremmo dover pensare che la eventuale non applicazione sia da intendersi come un attacco all’Istituzione del neonato Ministero della Salute ed al neo Ministro Fazio, garante dell’applicazione 194 in tutta la nazione. Ben ha fatto il Ministro Fazio a rivolgere prontamente l’invito alle Regioni ad attenersi alle indicazioni del Consiglio Superiore di Sanità, che prevedono, nel rispetto della legge 194, che la pillola Ru486 venga data in ricovero ordinario fino all’avvenuto aborto, annunciando, inoltre, l’istituzione di un tavolo per le linee guida ed il monitoraggio della Ru486. Chiediamo che le Regioni si dotino immediatamente di un Libro Bianco sull’applicazione della Legge 194, per espletare le proprie funzioni e competenze.  È necessario prevenire l’interruzione della gravidanza, attivare servizi per la prevenzione e finanziare un programma territoriale che eviti la necessità di ricorrere alla Ru486.  La valorizzazione della legge 194, ed in particolare dell’importanza della prevenzione, andrebbe posta in cima alle dichiarazioni dei decisori politici.  Il dramma dell’aborto, in tutte le sue espressioni, merita maggiore rispetto da parte di tutti. La tutela della vita umana non dovrebbe essere uno strumento di ricerca di consensi elettorali, ma un principio a cui nessuno dovrebbe mai venir meno”.

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Contraccezione d’emergenza, indice di fallimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2009

“Ottima l’idea di utilizzare gli SMS: ma per educare alla prevenzione, non per chiedere la contraccezione di emergenza – questo il suggerimento di Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), in merito alla vicenda della sperimentazione in atto in alcune scuole inglesi rivolta a fornire pillole del giorno dopo a ragazzine di 11 anni, previa richiesta con un messaggino -. Il nostro Paese è certamente diverso per cultura e tradizioni dal Regno Unito, dove è in corso un vero e proprio boom di gravidanze nelle minorenni. Ma non possiamo ignorare il campanello d’allarme di oltre 50.000 confezioni di “pillole del giorno dopo” in più vendute nell’ultimo anno: più di 370.000 in totale, il 55% delle quali utilizzate da ragazze con meno di 20 anni. Guardiamo al caso inglese non per giudicare, ma per riflettere su uno scenario che si potrebbe presentare a breve anche in Italia. La contraccezione di emergenza è indubbiamente espressione di un disagio, a carico soprattutto delle fasce più vulnerabili della popolazione. Il segnale di una mancata strategia preventiva di informazione ed educazione. È invece proprio questa la strada che come SIGO abbiamo deciso di percorrere, attraverso il nostro progetto “Scegli Tu” (www.sceglitu.it) dedicato espressamente alla sessualità consapevole. Siamo fermamente convinti che vada studiata una via “made in Italy” per diffondere questo messaggio con canali, linguaggi e partner adeguati alla nostra realtà: in primo luogo famiglia, scuola e Istituzioni.  L’esempio di quanto avviene in Paesi vicini a noi dovrebbe spronare non solo noi professionisti ma anche il Governo, a mettere in atto per tempo percorsi di tutela nei confronti dei nostri giovani”.

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