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Grande esposizione d’arte

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

cuccoCastellabate (SA) dal 22 luglio al 30 settembre 2017 Sale espositive del Castello Dell’Abate grande esposizione d’arte aperta gratuitamente al pubblico. La grande kermesse artistica del Premio Pio Alferano presenta quest’anno le mostre di Piero Guccione “L’armonia dell’invisibile” a cura di Giuseppe Iannaccone; di Carlo Guarienti “Finzione ambigua” a cura di Giuseppe Iannaccone; di Pino Navedoro “Di-segno e destino” a cura di Cristina Mazzantini; di Rocco Iannelli “Paesaggi cifrati” a cura di Michele Ainis; di Nicolò Morales “Mediterraneo” a cura di Giampaolo Cagnin; di Grazia Cucco “Il paradiso ritrovato” a cura di Sabrina Colle; il grande murale dello street-artist Neve dal titolo “Leucosia” a cura di Simona Capodimonti e la mostra “I Novantiani. Giovinezza della pittura. Censimento primo” a cura di Camillo Langone.
“L’armonia dell’invisibile” di Piero Guccione curata da Giuseppe Iannaccone è una mostra che racconta la natura, e soprattutto il mare. Guccione, noto per la sua riservatezza, è un poeta dotato di grande sensibilità. L’artista non dipinge la realtà, ma la sublimazione della realtà. Guccione fa un atto estremo di “sicilitudine” piantando il suo cavalletto, non davanti a ciò che la Sicilia potrebbe fornirgli in immagini varie, pittoresche e pittoriche, ma al contrario davanti a ciò che presenta di più piatto, di più immobile: la superficie del mare e le distese di terre bruciate. Sempre a cura di Giuseppe Iannaccone, la mostra di Carlo Guarienti “Finzione ambigua” viene raccontata da Vittorio Sgarbi come pittura puramente mentale. Nelle opere di Guarienti troviamo quello che la pittura metafisica aveva voluto rappresentare, fin dai propri inizi, con la ricerca di De Chirico: una dimensione essenziale, totalmente purificata, di puro pensiero, che viene a distillare e quindi a distanziare l’emotività.
mostraLa mostra di Pino Navedoro “Di-segno e destino” a cura di Cristina Mazzantini espone un’imponente sequenza di tele dedicata alla pratica della divinazione, in particolare al gioco dei Tarocchi, con figure quasi irreali, che con movenze flessuose si avvicendano e si dissolvono. Le tele restano volutamente incompiute e trasmettono il fascino del non finito.
I dipinti di Rocco Iannelli in “Paesaggi cifrati” a cura di Michele Ainis, sembrano sospesi, segni che galleggiano nel vuoto, come zattere, come atolli nell’oceano. D’altronde la leggerezza, la sottrazione di peso, costituisce la sua cifra artistica, il suo specifico linguaggio caratterizzato da numeri e simboli astratti che esprimono l’ineffabile condizione umana.
Nicolò Morales, artista ceramista di Caltagirone, maestro nell’uso dei colori, rappresenta una vera e propria sfida cromatica. Sfumature mediterranee e delicate armonie dove i colori vibrano forti e possenti dentro ad ogni opera. Nicolò Morales, la cui storia sembra uscita da una romanzo d’altri tempi, trasforma senza limiti di fantasia quella straordinaria materia che è l’argilla, donandogli accesi cromatismi la cui luce si rispecchia direttamente nel titolo della mostra: 1985-1987OLIO SU TELAcm. 84x108 - CON CORNICE cm. 105x130x7FOTO PAOLO VANDRASCH“Mediterraneo”, curata da Giampaolo Cagnin.Le opere di Grazia Cucco che compongono il nucleo della mostra “Il paradiso ritrovato”, a cura di Sabrina Colle, guidano lo spettatore in un vero e proprio mondo incantato, in un’arte che rovescia le sue carte tra realismo magico e surrealismo, tra passione e rigore formale, tra lirismo e memoria. Come sogni a occhi aperti le opere di Grazia Cucco illustrano un paradiso ritrovato, irreale e trasognato.L’opera di Danilo Pistone, in arte Neve, “Leucosia” ha il privilegio di essere il primo murale realizzato a Castellabate e di rappresentare una forma espressiva contemporanea ormai molto diffusa e amata come la street art in una località di valore storico-artistico e in uno scenario di riconosciuto fascino paesaggistico. L’artista raffigura un’affascinante sirena, ripresa nel suo ambiente naturale sott’acqua, tra i riflessi di luce che penetrano dalla superficie, mentre stringe tra le dita una perla rara.
La mostra “I Novantiani. Giovinezza della pittura. Censimento primo” a cura di Camillo Langone, è una rassegna dedicata ad una generazione, quella degli anni ’90 dello scorso secolo, una generazione di giovani che la mostra di Castellabate vuole “fotografare” sul piano del linguaggio artistico, delle poetiche e dei mezzi d’espressione utilizzati. A parte un caso isolato, tutti gli artisti che espongono in questa mostra sono nati nella prima metà del decennio e specialmente nei primi tre anni: 1990, 1991, 1992. Grazie a loro, e ai loro coetanei non presenti (i Novantiani sono l’esito di una selezione, oltre che di un censimento), la mostra vuole tentare una singolare analisi dell’arte e degli artisti e mettere in rilievo quello che potrebbe essere, e la mostra lo dirà, un denominatore comune o matrice “temporale”. Ingresso alle mostre: gratuito Orari: 9:30 – 12:30 e 16:00 – 24:00 Chiusura: lunedì. (foto: cucco, mostra)

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Premio Pio Alferano 2017

Posted by fidest press agency su martedì, 4 luglio 2017

premio pio alferanoCastellabate (SA) dalle ore 21:00 del prossimo 22 luglio presso il Castello dell’Abate di Castellabate (SA) si incontreranno sul palcoscenico, chiamati a dialogare dal giornalista Rai Nicola Porro, conduttore della serata, il regista Pupi Avati, la giornalista Livia Azzariti, lo scrittore Paolo Crepet, l’artista Piero Guccione, il sindaco di Firenze Dario Nardella, il generale dei Carabinieri Giovanni Nistri, il presidente di FareAmbiente Vincenzo Pepe, l’editore Franco Maria Ricci, gli imprenditori Antonio Longo e Corrado Del Verme, l’attore Ricki Tognazzi, l’attrice Simona Izzo e lo chef Gianfranco Vissani. Ospite della serata è Tony Renis mentre, un Premio speciale del Comune di Castellabate sarà consegnato a Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice. Ad accogliere i premiati ci sarà anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi, Direttore Artistico della Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, promotrice del Premio, della serata e di tutte le iniziative collaterali che fanno del Premio uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’estate italiana. Al termine delle premiazioni si aprirà una vera e maratona dell’arte, otto inaugurazioni per otto mostre allestite a Castellabate per questa edizione del Premio. La piccola città si trasforma in un museo a cielo aperto e ospita, nell’ordine, la mostra di Piero Guccione “L’armonia dell’invisibile” a cura di Giuseppe Iannaccone; la mostra di Carlo Guarienti “Finzione ambigua” a cura di Giuseppe Iannaccone, la mostra di Pino Navedoro “Di-Segni e Vanità” a cura di Cristina Mazzantini; la mostra di Rocco Iannelli “Paesaggi cifrati” a cura di a cura di Michele Ainis; la mostra di Nicolò Morales “Mediterraneo” a cura di Giampaolo Cagnin; la mostra di Grazia Cucco “Realismo onirico” a cura di Sabrina Colle; il grande murales della street-artist Neve, dal titolo “Leucosia” a cura di Simona Capodimonti e la mostra “I Novantiani. Giovinezza della pittura. Censimento primo” a cura di Camillo Langone.
Il Premio Pio Alferano, della Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, è nato per onorare la memoria del Generale Alferano, che negli anni Settanta ebbe un ruolo determinante al Comando del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, quando sotto la sua guida e grazie alla sua abilità investigativa furono ritrovate opere d’arte illecitamente sottratte e dal valore inestimabile.
Come dichiarato da Santino Carta, Presidente della Fondazione e ideatore del Premio: “Il Premio oggi rappresenta l’impegno costante di portare all’attenzione del pubblico quei valori imprescindibili di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico, di cui l’Italia è senz’altro il paese più ricco al mondo. Fra i premiati di questa edizione vi è il sindaco di Firenze, Dario Nardella. Questa menzione è nata per elogiare il primo cittadino del capoluogo toscano che ha voluto un significativo progetto per la gestione e risoluzione dei tanti e gravosi problemi ambientali e culturali provocati dall’ingente flusso di visitatori che gravitano in una capitale mondiale del turismo quale è Firenze. L’esempio di Firenze, che pone al centro la tutela del patrimonio e il benessere dei cittadini, ci auguriamo divenga un vero e proprio modello. Come per tutte le edizioni abbiamo molti premiati illustri e abbiamo creato un considerevole circuito espositivo, il nostro Premio vuole essere sinonimo di arte e di cultura, di ambiente e di tutela, ciò per cui è nato”. (foto: premio pio alferano)

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Premio Pio Alferano 2016 e mostra “Genius loci”

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

genius lociCastello dell’Abate, Castellabate (SA) 23 luglio – 31 agosto 2016 Inaugurazione: 23 luglio 2016 dopo la Cerimonia del Premio Pio Alferano 2016 Fiorello Primi, Presidente dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”, Renata Cristina Mazzantini, Architetto e Vittorio Sgarbi raccontano nel catalogo della mostra “Genius loci”, che si terrà negli spazi espositivi del Castello dell’Abate dal 23 luglio al 31 agosto 2016, cos’è quello spirito, antico e radicato, che rende un luogo unico ed irripetibile.
L’occasione è la rassegna allestita nell’ambito delle iniziative speciali del Premio Pio Alferano, evento giunto quest’anno alla sua quinta edizione che vedrà riconosciute, secondo quanto deciso dal Consiglio della Fondazione, sette personalità e un Comune italiano, per essersi particolarmente distinte nella promozione della cultura, nel rispetto della natura e per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni.Dopo la premiazione, condotta da Nicola Porro, dove verranno premiati la Città di Castelsardo, con il suo Sindaco Franco Cuccureddu; Michele Ainis, giurista e costituzionalista; Bianca Berlinguer, giornalista e direttrice del TG3; Pasquale d’Amicis, Generale dei Carabinieri; Arnauld Brejon de Lavergnée, storico dell’arte; Moni Ovadia, attore e cantante; Giuseppe Pagano, imprenditore cilentano e Tony Renis, cantante e produttore, si aprirà una finestra sul paesaggio italiano, inteso nel suo senso pittorico e poetico più ampio.L’evento espositivo narra di quel genius loci che nell’antica Roma veniva considerato al pari di una divinità. L’Italia è molto bella, viene da dire e lo sappiamo, ma una debita concettualizzazione del paesaggio si svela completamente solo attraverso una lettura storico-psicologica dei luoghi.Senza il paesaggio, afferma Vittorio Sgarbi, l’Italia non sarebbe lo stesso paese. premio pio alferanoIl paesaggio culturale italiano è una completa espressione della civiltà e, nel suo insieme, è anche opera d’arte.Sulla base di queste riflessioni, la mostra che si presenta a Castellabate è stata pensata, anche, nella speranza di rafforzare, nell’immaginario collettivo e nella coscienza individuale, il rispetto del Genius loci.
La mostra vede un percorso espositivo composto da venti opere, un numero determinato dal concorso indetto dalla Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, che desiderava raccogliere venti testimonianze, una per ciascuna regione italiana. Agli artisti selezionati è stato chiesto di reinterpretare secondo il proprio stile, la propria poetica e un linguaggio personale, uno spaccato delle bellezze dei luoghi, dei paesaggi e dei volti che costituiscono il nostro patrimonio ambientale e culturale.
Gli artisti selezionati sono: Massimiliano Alioto, Andrea Barin, Ubaldo Bartolini, Gotthard Bonell, Mariano Chelo, Antonella Cinelli, Vania Comoretti, Vanni Cuoghi, Domenico Dell’Osso, Antonio Finelli, Alex Folla, Marco Jaccond, Enrico Lombardi, Matteo Massagrande, Giuseppe Modica, Tommaso Ottieri, Mauro Reggio, Alessandro Russo, Desiderio Sanzi, Piero Vignozzi.
In quanto vero e proprio concorso, sempre il 23 di luglio, la Giuria della Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, designerà l’opera vincitrice di questa edizione. Quale anticipazione alla visione della mostra, il critico e storico dell’arte, Vittorio Sgarbi si sofferma, nel suo testo in catalogo, su alcuni interessanti aspetti.
Un compito non facile, certamente, quello di selezionare un solo artista per ogni regione, viste le infinite bellezze del Bel Paese e le altrettante infinite suggestioni che gli artisti possono restituire fra paesaggi, volti e atmosfere, però scelti con rigore, scrupolo e passione le venti opere che compongono la rassegna illustrano paesaggi, vedute di un borghi, di campagne, collina e scorci paesistici, necessariamente filtrate attraverso lo stile, la poetica, il linguaggio di ogni artista. Ne emerge una pittura viva, straordinariamente energica e vivificante che racconta le bellezze d’Italia, ma non sempre, e non solo. Come sempre avviene quando si ha a che fare con la buona pittura, e non con la banale ripetizione oleografica o con il descrittivismo della pittura “da bancarella”, vi sono vittorio sgarbiesempi di rielaborazione ironica, slanci di grande lirismo, momenti ludici e ironici, e anche dissacrazioni. La pittura esprime da sempre tutto e il contrario di tutto, e non ci si può aspettare una facile rassegna di paesaggi educati e un po’ stereotipati, se si ha il coraggio di scegliere artisti veri, e non semplici illustratori. Il genere del paesaggio è forma e visione poetica, è riflessione esistenziale e dichiarazione di appartenenza, è sentimento, luce, colore. Lo sguardo di ogni pittore nel raccontare il luogo dove ha visto il suo cielo, il sentimento della propria origine, diverso in ogni artista ,contiene il debito formativo con chi l’ha preceduto e la propria rielaborazione poetica, al di là della visione del paesaggio che lo circonda.
Ma non ci sono solo paesaggi e vedute, in mostra. Alcuni artisti hanno affrontato il tema dell’identità regionale attraverso il ritratto. Che si tratti di un autoritratto simbolico, del ritratto di persone che, con la geografia del loro volto, “rappresentano” il luogo da cui provengono, o di personaggi storici che hanno caratterizzato con la loro presenza la terra in cui sono nati e hanno operato, è comunque notevole che, anche nei volti o nei corpi si possa trovare il carattere di un luogo. Motivo comune è la riaffermazione della identità territoriale, senza retoriche o campanilismi. Ed è anche riflessione culturale e filosofica, riscoperta delle tradizioni e dei “segni” locali, sentimento poetico dei luoghi. Questa mostra ne dà testimonianze eloquenti.
Il catalogo di “Genius loci” è accompagnato dai testi di Vittorio Sgarbi, Fiorello Primi e Renata Cristina Mazzantini .
Il Premio Pio Alferano e le attività espositive per esso prodotte sono promossi dalla Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, con il patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Palazzo Chigi Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Comune di Castellabate, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Associazione “I Borghi più belli d’Italia”.
Il Castello dell’Abate resterà aperto nei seguenti orari: dal lunedì alla domenica, 9.30-12.30, 18.30-24.00. (foto: genius loci)

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Premio Pio Alferano 2016

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2016

premio pio alferanoCastello dell’Abate, Castellabate (SA) Sabato 23 luglio 2016, a Castellabate, avrà luogo la quinta edizione del Premio Pio Alferano, organizzata dalla Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, in collaborazione con il Comune di Castellabate (SA).La serata, condotta dal giornalista Nicola Porro, avrà inizio a partire dalle ore 21,30 con la consegna, da parte di Vittorio Sgarbi, direttore artistico della Fondazione, del Premio Pio Alferano 2016. La cerimonia si svolgerà alla presenza di Costabile Spinelli, Sindaco di Castellabate, Jean Savio e Giorgio Cancellieri, Presidenti Onorari della Fondazione.
Ogni anno la Fondazione conferisce il Premio a personalità che, in ambiti diversi, si sono impegnate a valorizzare e tutelare l’arte, la cultura, la tradizione e l’ambiente, nel rispetto della bellezza intesa come valore estetico, morale e sociale. Quest’anno il premio sarà rappresentato simbolicamente dalla scultura Il ritorno del maestro Antonio Nocera e con esso saranno insignite, secondo quanto deciso dal Consiglio della Fondazione, le sette personalità e il Comune italiano prescelti per l’edizione 2016.
Seguirà l’inaugurazione delle due esposizioni allestite all’interno delle sale del Castello dell’Abate, visitabili sino al 31 agosto 2016:
· Nella mostra “Genius loci” vengono esposte le opere del concorso indetto dalla Fondazione.
20 artisti, uno per ciascuna regione, sono stati selezionati per reinterpretare a seconda del proprio stile, della propria poetica e del proprio linguaggio, uno spaccato delle bellezze dei luoghi, dei paesaggi e dei volti che costituiscono il nostro patrimonio ambientale e culturale.
I partecipanti sono: Massimiliano Alioto, Andrea Barin, Ubaldo Bartolini, Gotthard Bonell, Mariano Chelo, Antonella Cinelli, Vania Comoretti, Vanni Cuoghi, Domenico Dell’Osso, Antonio Finelli, Alex Folla, Marco Jaccond, Enrico Lombardi, Matteo Massagrande, Giuseppe Modica, Tommaso Ottieri, Mauro Reggio, Alessandro Russo, Desiderio Sanzi, Piero Vignozzi.
Il catalogo di “Genius loci” contiene i testi di Vittorio Sgarbi, Fiorello Primi presidente dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia” e l’architetta Renata Cristina Mazzantini .
· La mostra “Oltre il limite” a cura di Sabrina Colle, è un omaggio alla figura di Vittorio Sgarbi. L’insieme delle opere, 74 per la precisione eseguite da 56 artisti, testimoniano il rapporto del critico con l’arte e con gli artisti, buona parte di esse rappresentano Sgarbi e le persone a lui più care, le sue attitudini e i suoi modi di dire, mentre altre, facenti parte della sua collezione, documentano il suo legame personale con artisti importanti.
È un percorso attraverso la vita, gli affetti e le vicissitudini di un personaggio dei nostri tempi che si rivela, nonostante la grande esposizione mediatica, nella sua dimensione più intima.
Gli artisti in mostra sono: Agostino Arrivabene, Giorgio Balboni, Giuseppe Bergomi, Bertozzi & Casoni, Botero, Maurizio Bottoni, Brancaleone Cugusi da Romana, Sandra Brunetti, Aurelio Bulzatti, Dante Carpigiani, Tullio Cattaneo, Antonio Ciccone, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis, Aron Demetz, Filippo Dobrilla, Giuseppe Ducrot, Franco Dugo, Emmanuele Facchiano Santagata, Andrea Facchini, Roberto Ferri, Lino Frongia, Anna Gardu, Giovanni Gasparro, Rinaldo Geleng, Cristina Ghergo, Sante Ghinassi, Carmelo Giallo, Gaetano Giuffrè, Carlo Guarienti, Cesare Inzerillo, Alessandro Kokocinski, Marco Lodola- Giovanna Fra, Raimondo Lorenzetti, Riccardo Mannelli, Adelchi Riccardo Mantovani, Andrea Martinelli, Fatima Messana, Nicolò Morales, Stefano Mosena, Pino Navedoro, Antonio Nocera, Rocco Normanno, Gaetano Pesce, Tullio Pericoli, Antonio Pasquale Prima, Enrico Robusti, Livio Scarpella, Luigi Serafini, Giampaolo Talani, Ivan Theimer, Natalia Tsarkova –Alexander Sergeeff, Wainer Vaccari, Luciano Ventrone, Giancarlo Vitali, Helmut Newton.
Il catalogo di “Oltre il limite” contiene l’introduzione del Presidente della Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, Santino Carta, i testi di Vittorio Sgarbi, Sabrina Colle e Camillo Langone.
Il Castello dell’Abate resterà aperto nei seguenti orari: dal lunedì alla domenica, 9.30-12.30, 18.30-24.00. (foto: premio pio alferano)

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