Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

Posts Tagged ‘pirateria’

La pirateria nel mondo del libro

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 gennaio 2020

Si è tenuto, presso il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, il convegno organizzato da Gli Editori – l’accordo di consultazione e azione comune di AIE-Associazione Italiana Editori e FIEG-Federazione Italiana Editori Giornali – “la pirateria nel mondo del libro. danni e indispensabile contrasto”, nel corso del quale è stata presentata l’indagine IPSOS commissionata da Aie su ampiezza del fenomeno, necessario contrasto, ricadute sull’economia nazionale.Il Presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, ha lanciato un appello alle Istituzioni affinché supportino una campagna di comunicazione per la lettura di giornali e libri. I dati sulla lettura, infatti, confermano il grande interesse per l’informazione.Riffeser ha ribadito la necessità di garantire una diffusione capillare dei giornali, per raggiungere i lettori e facilitarne l’acquisto, favorendo anche la crescita degli abbonamenti. Il digitale, inoltre, significa opportunità, ma anche rischi, come le molteplici forme di utilizzo abusivo dei contenuti, dalle rassegne stampa online realizzate e diffuse senza autorizzazione, alla condivisione non autorizzata di pdf di giornali, anche attraverso piattaforme social, applicazioni telefoniche o di messaggistica. È necessario migliorare gli strumenti di tutela contro ogni forma di sfruttamento parassitario del diritto d’autore.

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La pirateria del mondo del libro vale 528 milioni, danno per il sistema Paese di 1,3 miliardi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

L’indagine Ipsos per AIE presentata nel primo incontro de Gli Editori (AIE e FIEG): in fumo 8.800 posti di lavoro. La pirateria sottrae ogni anno al mondo del libro 528 milioni, pari al 23% del valore del mercato (escludendo scolastica ed export), 1,3 miliardi complessivi al sistema Paese e 216 milioni al fisco: persi in termini di mancata occupazione 8.800 posti di lavoro, di cui 3.600 nella filiera del libro. Per la prima volta una ricerca commissionata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) a Ipsos traccia le dimensioni del fenomeno: ogni giorno nel nostro Paese si compiono circa 300.000 atti di pirateria (293.000) ai danni del mondo del libro, 107 milioni in un anno. Il fenomeno coinvolge più di un italiano su tre sopra i 15 anni (il 36%), addirittura il 61% dei professionisti (avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti e altri) e il 90% degli studenti universitari (la sintesi è in allegato).
Per questo Gli Editori, l’accordo di consultazione e azione comune di AIE e Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG), chiede al governo di intervenire: “Sono dati drammatici che vanno al di là di qualsiasi previsione – ha dichiarato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi –. Dati che richiedono e impongono una forte azione di contrasto attraverso la repressione dei fenomeni illegali e l’educazione degli utenti, non sempre pienamente consapevoli degli effetti dei loro comportamenti; è inoltre necessario un forte sostegno alla domanda che consenta di esercitare in forma legale la richiesta di informazione e di cultura. 18App da riportare alla dotazione originale e detrazione fiscale per l’acquisto dei libri sono gli strumenti decisivi”.
“Il digitale ha portato opportunità ma anche rischi – ha osservato il presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti, richiamando l’attenzione sulle molteplici forme di utilizzo abusivo dei contenuti –: dalle rassegne stampa online realizzate e diffuse senza autorizzazione, alla condivisione non autorizzata di pdf di giornali, anche attraverso piattaforme social, applicazioni telefoniche o di messaggistica. È necessario migliorare gli strumenti di tutela contro ogni forma di sfruttamento parassitario del diritto d’autore”. Riffeser ha quindi lanciato un appello alle Istituzioni affinché “supportino una campagna di comunicazione per la lettura di giornali e libri. I dati sulla lettura, infatti, confermano il grande interesse per l’informazione, nonostante le vendite continuino a scendere. Occorre, inoltre, garantire una diffusione capillare dei giornali, per raggiungere i lettori e facilitarne l’acquisto, anche con la crescita degli abbonamenti”.
“Come governo non possiamo ignorare i dati emersi da questa ricerca e la richiesta di aiuto che viene dal settore dell’editoria – ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria Andrea Martella -. La pirateria va combattuta con la repressione dei comportamenti illegali, promuovendo l’educazione alla legalità ma anche con il sostegno a tutta la filiera, così gravemente colpita. Attraverso editoria 5.0 stiamo studiando nuovi strumenti di supporto per l’editoria periodica e quotidiana perché, come ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita all’agenzia Ansa la settimana scorsa, l’informazione primaria “costituisce un elemento decisivo per la democrazia nel nostro Paese. Questo fa comprendere le esigenze di sostegno da parte delle istituzioni”. L’impegno, coerentemente con quanto affermato dal Ministro Franceschini, è quindi quello di lavorare ad un progetto analogo anche per l’editoria libraria, a partire dalle richieste che ci vengono dal settore con particolare attenzione al sostegno alla domanda”.
Secondo la ricerca presentata dal presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli, gli italiani (popolazione sopra i 15 anni) sono consapevoli che piratare libri, e-book, accedere a banche dati è illecito e illegale (risponde affermativamente l’84% del campione di 4.000 intervistati), ma una buona fetta lo considera un comportamento poco o per niente grave (39%) e una decisa maggioranza (il 66%) ritiene poco o per nulla probabile che gli illeciti vengano scoperti e puniti.
La maggior parte degli atti di pirateria passa attraverso il web: un italiano su quattro sopra i 15 anni (il 25%) ha scaricato gratuitamente almeno una volta un ebook o audiolibro da siti o piattaforme illegali su Internet; il 17% ha ricevuto da amici/familiari almeno un ebook, l’8% ha ricevuto da amici/conoscenti almeno un libro fotocopiato, il 7% ha acquistato almeno un libro fotocopiato. L’incidenza della pirateria è particolarmente alta tra i lettori forti (lettura giornaliera o settimanale) di libri cartacei (45%), tra quelli di ebook (68%), e tra quelli di audiolibri e podcast (66%).
Ad essere danneggiati sono tutti i settori del mondo editoriale, non solo l’editoria universitaria: le vendite perse nel settore della varia (fiction e saggistica) sono pari a 29,2 milioni di copie (libri ed ebook) all’anno, per un mancato fatturato di 324 milioni di euro. Le copie perse nel settore universitario sono 4 milioni, per un fatturato di 105 milioni di euro, quelle nel settore professionale e banche dati 2,9 milioni, pari a 99 milioni di euro.

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La pirateria nel mondo del libro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

Per la prima volta un’indagine condotta su tutto il territorio nazionale alza il velo sui danni che la pirateria arreca al mondo del libro e all’economia nazionale. Sarà presentata il prossimo 22 gennaio a Roma, durante il convegno “La pirateria nel mondo del libro. Danni e indispensabile contrasto”, organizzato da Gli Editori, l’accordo di consultazione e azione comune dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG). Con questa iniziativa viene così inaugurata la collaborazione tra l’associazione degli editori di libri e quella degli editori di quotidiani e periodici su un tema fondamentale per l’intero mondo dell’industria culturale e informativa.La ricerca, condotta da Ipsos per AIE, sarà presentata dal suo presidente Nando Pagnoncelli durante una giornata di confronto che si terrà a partire dalle 11 (registrazione e welcome coffe dalle 10.30) alla Sala Spadolini del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e a cui parteciperanno i principali protagonisti del settore e interlocutori istituzionali.La ricerca fotografa l’ampiezza del fenomeno, i danni arrecati all’industria del libro nel suo complesso e ai principali settori (editoria di varia, editoria universitaria, editoria professionale), l’impatto sull’economia nazionale e i mancati introiti per il fisco. Verranno proposte iniziative per il contrasto all’illegalità e il sostegno alla domanda legale.Il programma. Dopo l’introduzione dei presidenti di AIE e FIEG, Ricardo Franco Levi e Andrea Riffeser Monti, ci sarà un saluto del sottosegretario per i beni e le attività culturali e per il turismo Anna Laura Orrico, cui seguiranno, dopo l’illustrazione della ricerca, gli interventi di Innocenzo Cipolletta (presidente Confindustria Cultura Italia), dello scrittore Giacomo Mazzariol, di Angelo Marcello Cardani (presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), di Renzo Nisi, generale di brigata e comandante del nucleo speciale beni e servizi della Guardia di Finanza. Le conclusioni saranno a cura di Andrea Martella, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria.

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Lotta alla pirateria che colpisce l’audiovisivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 settembre 2019

“Esprimo soddisfazione per il successo dell’operazione contro la pirateria che colpisce l’audiovisivo. Una buona notizia per il Paese e per chi lavora ed investe nell’industria creativa.” Così il Presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, ha commentato la notizia del maxi-sequestro della Guardia di Finanza della piattaforma illegale Xstream Codes, “l’accesso a prodotti tutelati dal diritto d’autore, senza pagarne i relativi diritti, oltre a costituire un reato, danneggia le aziende di settore e la società tutta.” “Da tempo, la Federazione Italiana Editori Giornali è impegnata in azioni di contrasto all’illecita diffusione dei contenuti editoriali, che oggi avviene soprattutto attraverso le piattaforme social e le applicazioni telefoniche o di messaggistica istantanea. Fra tutte – ha ricordato Riffeser – spicca Telegram, dove quotidianamente, attraverso chat e canali cui accedono decine di migliaia di utenti, vengono diffusi articoli e intere pubblicazioni. Dopo le istanze di attivazione del Regolamento Agcom da parte della Fieg, numerosi editori hanno trasmesso apposita denuncia anche alla Polizia postale e alle Procure della Repubblica. Auspichiamo che anche a tutela dei prodotti editoriali vengano tempestivamente intraprese azioni incisive come quella di ieri.” “I contenuti di qualità prodotti grazie all’investimento di ingenti risorse, economiche e professionali, da parte delle imprese editoriali non possono essere sfruttati liberamente né fruiti al di fuori di ogni contesto di legalità, se non a rischio di sanzioni” – conclude Riffeser Monti – “Confidiamo, pertanto, in un deciso intervento delle autorità amministrative e giudiziarie per la tutela del prodotto editoriale e dell’industria dell’informazione, per garantire libertà di stampa e pluralismo informativo, pilastri fondamentali della democrazia.”

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No alla Pirateria, Sì alla Legalità

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

Faenza dal 23 al 25 settembre Supersound a In seguito alla manifestazione “La Notte nella Rete” e soprattutto in seguito alla delibera che una volta approvata permetterà ad AgCom la possibilità di avere ampio margine di azione per esercitare il diritto d’autore, il coordinamento di etichette indipendenti italiane AudioCoop che riunisce oltre 150 marchi della discografia indies, esprime il suo disappunto nei confronti della delibera cosiddetta “ammazza internet”. La paura di avere un controllore che possa, senza passare attraverso alcun sistema giudiziario, rendere un determinato sito irraggiungibile (e di conseguenza cancellarlo) per la presenza di materiale audiovisivo protetto dal diritto d’autore è uno degli elementi sui quali Audiocoop intende sollevare una riflessione. E’ giusto rimuovere file affinchè le piattaforme per la diffusione che operano su internet rispecchino criteri di legalità e soprattutto dimostrino attenzione alla tutela degli artisti, ma il rischio (e il sospetto) è che con questo decreto si cerchi un alibi per chiudere i siti dai contenuti “scomodi”, ovviando alla necessità di una valutazione giudiziaria di un organo competente. E’ inoltre necessario che i grandi e “cari” provider, le società di telecomunicazioni e i produttori di tecnologie digitali si impegnino a versare una quota degli abbonamenti riscossi proprio all’industria culturale e musicale del nostro paese, a tutela dei contenuti che loro stessi veicolano e la cui produzione spesso non risulta tutelata. Insomma AudioCoop aderisce all’appello di autori ed editori e continua a dire No alla Pirateria e Sì alla Legalità, senza dimenticare però che il sottile confine tra tutela e censura a volte è molto labile e in questo caso sembra decisamente sorpassato ed è proprio su questo tema che AudioCoop organizzerà un dibattito a Faenza. http://www.audiocoop.it

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Pirati/Palagiano (Idv): Governo per contrasto alla criminalità

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2009

“Dopo il nuovo attacco ai danni del mercantile italiano Jolly Smeraldo, credo sia arrivato il momento per le istituzioni di reagire, di intraprendere una concreta azione per tutelare gli equipaggi italiani da tali atti criminali”. Lo dichiara Antonio Palagiano, Capogruppo dell’Italia dei Valori in Commissione Affari sociali. “L’Italia è il Paese del continente europeo più bagnato dal mare e la sua flotta commerciale e del turismo da crociera è una tra le prime al mondo. Migliaia di cittadini italiani – continua Palagiano – lavorano come personale qualificato su petroliere, portacontainer e transatlantici. Pertanto l’Italia è, con i suoi oltre duemila passaggi annuali al largo delle coste somale, uno dei Paesi più esposti agli attacchi”. “Non possiamo affidare le vite e l’incolumità degli equipaggi italiani alle singole o sporadiche iniziative di qualche armatore previdente – prosegue il dipietrista –  è ora che il Governo italiano, che si dichiara così sensibile alla questione sicurezza,  intraprenda un’azione concreta di contrasto alle organizzazioni criminali che sottendono questo tipo di episodi, ad esempio promuovendo un’iniziativa presso l’ONU che autorizzi il contingente militare internazionale, che sorveglia una così vasta area di mare, a bloccare le navi d’appoggio e ad attaccarle per catturare i predoni”. “Questa situazione – conclude il deputato dell’Idv – è diventata drammatica ed urgente. Non è il caso di aspettare il rimpatrio dei primi morti per reagire”.

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Pirateria al largo della Somalia

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2009

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) critica duramente il dibattito politico attualmente in corso in Germania che ipotizza un maggiore e più duro intervento militare contro la pirateria al largo delle coste della Somalia. Secondo l’APM la “diplomazia dei cannoni” non farà altro che aumentare la spirale di violenza in corso nel paese africano e a lungo termine non contribuirà affatto a eliminare la pirateria. Solo un attivo impegno per la stabilizzazione del paese e l’effettiva riduzione della povertà e miseria della popolazione che dal 1991 subisce tutte le conseguenze della guerra e del caos in cui è sprofondato il paese possono contenere e a lungo termine eliminare la base per la pirateria.L’attuale situazione somala è lo specchio del fallimento politico europeo e statunitense nel paese africano. La politica dell’Unione Europea (UE) e degli Stati Uniti ha contribuito al rafforzamento delle frange islamiche radicali ed è responsabile della disintegrazione del paese. L’intervento militare etiope in Somalia del dicembre 2006, sostenuto dagli USA, ha di fatto rafforzato e compattato le corti islamiche. Le truppe etiopi hanno occupato la Somalia per due anni e fino al loro ritiro nel gennaio 2009 si sono rese responsabili di innumerevoli violazioni dei diritti umani. Ciò nonostante l’Europa ha puntato in Somalia su un governo di transizione sostenuto dall’Etiopia, profondamente odiato dalla popolazione locale e senza alcun potere effettivo nel paese.Inutilmente molte organizzazioni per i diritti umani chiedono da anni un radicale cambiamento nella politica europea per la Somalia. Il fallimento internazionale in Somalia mette in evidenza la completa mancanza di prospettive dell’impegno europeo in Africa occidentale. Nel caso della Somalia, l’UE ha chiesto e sostenuto troppo tardi e con troppo poca convinzione un governo di transizione allargato che includesse i rappresentanti di tutti i clan del paese. Per stabilizzare a lungo termine il paese, non bastano i soli aiuti umanitari.

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