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Proteste contro la costruzione di due nuove piste d’atterraggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2015

People of Okinawa protesting and trying to block the planned expansion of a U.S. military at in front of Camp Schwab, Nago, Okinawa, Japan.

People of Okinawa protesting and trying to block the planned expansion of a U.S. military at in front of Camp Schwab, Nago, Okinawa, Japan.

OKINAWA, Le autorità giapponesi hanno rifiutato alla nave di Greenpeace Rainbow Warrior il permesso di unirsi alle proteste contro la costruzione di due nuove piste d’atterraggio della base militare statunitense nella baia di Henoko/Oura, un paradiso di biodiversità che ospita l’ultima popolazione di dugonghi del Giappone.La Rainbow Warrior è arrivata a Okinawa su invito di politici e attivisti locali per sostenere le proteste dei cittadini contro l’allargamento della base militare. A seguito del rifiuto delle autorità giapponesi la nave di Greenpeace resta ormeggiata a Naha, capoluogo dell’Isola di Okinawa. A bordo ci sono attivisti di numerose nazionalità, compresi due italiani.
“Nel 2005 e nel 2007 le navi di Greenpeace hanno avuto il permesso di visitare la baia di Henoko/Oura, ma questa volta il governo centrale ha deciso di rallentare in modo deliberato le procedure per impedirci di unirci ai cittadini di Okinawa e testimoniare la loro lotta contro la distruzione della baia” ha dichiarato Mike Fincken, capitano della Rainbow Warrior.Greenpeace ha recentemente presentato i risultati di ricerche effettuate nei fondali della baia, che dimostrano come a soli tre chilometri di distanza dalla base siano evidenti tracce di pascolo dei dugonghi. Al tempo stesso,

Greenpeace Japan activist holds underwater banner over coral reef at Oura Bay reading: "Save the Dugong" (English) and  "Make Henoko and Oura Bay a Marine Protected Area" (Japanese)

Greenpeace Japan activist holds underwater banner over coral reef at Oura Bay reading: “Save the Dugong” (English) and “Make Henoko and Oura Bay a Marine Protected Area” (Japanese)

Short video for social media use to explain the issue around the expansion of the US base at Henoko Bay

Short video for social media use to explain the issue around the expansion of the US base at Henoko Bay

attorno l’area di esclusione della base, sui fondali sono stati rinvenuti blocchi di cemento che hanno schiacciato i coralli. Nella baia di Henoko/Oura vivono 5.600 specie marine, di cui 262 sono in pericolo. Oltre ai dugonghi, tra le specie a rischio ci sono tre specie di tartarughe marine, varie specie di pesci pagliaccio e la più grande prateria di fanerogame marine dell’isola di Okinawa. Queste piante, simili alla posidonia del Mediterraneo, sono l’alimento del dugongo e non a caso in Giappone sono chiamate “jangusa”, che vuol dire appunto “erba dei dugonghi”.“Ovviamente, le praterie nei dintorni della base statunitense sono un habitat critico per gli ultimi dugonghi. Tutto l’ecosistema della baia rischia di collassare a meno che il governo non fermi subito la costruzione delle piste per creare piuttosto una Riserva Marina per proteggere i tesori naturali di Okinawa” commenta Kazue Komatsubara, campaigner Oceani di Greenpeace Giappone.Le proteste a Okinawa contro la base statunitense durano da 19 anni. Quasi l’80 per cento della popolazione si oppone all’allargamento della base e il governatore di Okinawa (eletto con un programma di netta opposizione al progetto) ha tentato di bloccarlo con un apposito decreto. Tuttavia, lo scorso 27 ottobre il governo ha dichiarato nulla l’opposizione del governatore di Okinawa. Questa è stata la scintilla di proteste ancora in corso: centinaia di locali, tra cui molti anziani, hanno deciso di porsi tra le ruspe e il mare che vogliono difendere.Greenpeace ha avviato le procedure per la visita della baia lo scorso 28 ottobre ma ieri le autorità hanno rifiutato il permesso. Greenpeace intende appellarsi contro questa decisione e attende risposta alla richiesta di poter fare rotta su Nago, un’altra località dell’Isola di Okinawa. (foto: pista atterraggio)

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Apertura stagione neve Gitschberg Jochtal/Maranza Valles – in Valle Isarco: La ‘giusta dimensione’

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2015

pistaNon sono molte le stazioni sciistiche della ‘giusta’ dimensione, dove la magia invernale, la tranquillità, lo spettacolo naturale si coniugano perfettamente con il tasso tecnico, i servizi di livello per famiglie e più sportivi, e la varietà di proposte (anche gastronomiche). E magari con prezzi ragionevoli. Questo succede a Maranza-Valles, nell’Area vacanze ‘Sci & malghe’ Rio Pusteria, in Valle Isarco (Alto Adige) – non distante da Bressanone, all’incrocio con la Val Pusteria – che apre la stagione il 5 dicembre 2015 (fino al 3 aprile 2016). Qui sono diventati 51 i km di piste percorribili, grazie anche alla piena fruibilità e alle migliorie di una pista la scorsa stagione aperta solo in fase di rodaggio. Si tratta della Schwandt, sul versante di Valles, 1,2 km nel bosco, che scende con pendenza fra 20% e 30% dalla cima della cabinovia Schillingbahn fino alla stazione intermedia. É una pista di media difficoltà, che da quest’anno è più larga e dolce, permettendo a tutti di completare il carosello sciistico fra il versante di Valles (Jochtal) e quello di Maranza (Gitschberg). Così Maranza Valles / Gitschberg Jochtal è ora l’area più grande della Valle Isarco (insieme alla Plose di Bressanone essa compone l’area ‘Valle Isarco’ del Dolomiti Superski: giornaliero 35, 39, 43 euro; skipass 6 giorni 181, 199, 226 euro a seconda dei periodi; bambini gratis fino a 8 anni se accompagnati da adulto pagante).La conformazione del comprensorio garantisce un soleggiamento fantastico anche nel solitamente ombroso mese di dicembre, grazie alla felice esposizione e all’apertura della montagna, e offre una vista strepitosa verso il sud sulla conca di Bressanone e sulla Val Pusteria. Alla stazione a monte della seggiovia Gitschberg a Maranza, sul monte Gitschberg a quota 2510 m, si abbraccia con lo sguardo un orizzonte di 500 vette alpine, indicate su una piattaforma esplicativa circolare posta sulla cima, raggiungibile a piedi con una salita di pochi metri: dalle Alpi della Zillertal, dello Stubai e delle Alpi Venoste a tutte le Dolomiti.Il comprensorio è grande quanto basta, per poter ‘girovagare’ da una valle all’altra con gli sci, ma anche piccola quanto basta per potersi ritrovare con tutta la famiglia durante la giornata. Ovviamente in una baita panoramica, da quella rivisitata in chiave contemporanea, come lo Jochtal Bergrestaurant sopra Valles, edificio energeticamente sostenibile riaperto lo scorso anno, oppure baite più nascoste e tradizionali.
Anche dal punto di vista delle famiglie la stazione sciistica è considerata al top in Alto Adige per quanto riguarda l’approccio ai bambini, in particolare a Valles con il Bambino Club da 3 a 4 anni, e con lo Yeti Club, da 5 a 12 anni, e i 4 ‘tappeti magici’ (mobili) a Valles e i 2 a Maranza. (foto: pista)

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Le condizioni di crisi, sulla A4

Posted by fidest press agency su sabato, 7 agosto 2010

Sono da ritenersi strutturali. “Le code dei giorni scorsi, dimostrano che l’A28 sarà un’arteria determinante per il bypass – ricorda l’assessore ai trasporti e vice-Commissario Riccardo Riccardi, ma da sola non sufficiente. Sicuramente si dovrebbe individuare anche una modalità di applicazione del divieto del pesante che consenta, di concerto con la polizia stradale, di adottare misure flessibili di regolamentazione dei flussi di traffico pesante. In tal senso, ho gia’ chiesto ad Autovie Venete di studiare il problema. Infine la barriera del Lisert, altra vera criticita’. Lì si sono spostate le code di Villabona e lì bisogna intervenire in due fasi: a breve con un possibile aumento di piste (è in fase di studio una soluzione praticabile) in uscita, mentre sul medio/lungo termine bisognerà lavorare su una diversa strutturazione della barriera”.

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Da Roma a San Candido

Posted by fidest press agency su martedì, 19 gennaio 2010

Fino al 21 marzo, Trenitalia in collaborazione con il Consorzio Turistico Alta Pusteria mette a disposizione speciali collegamenti per raggiungere le piste altoatesine in modo ecologico, divertente ed economico Da Roma a San Candido in treno e ritorno, per passare qualche giorno sulla neve in modo ecologico, divertente ed economico dimenticandosi di traffico e problemi di guida! Anche per la stagione invernale 2009/10, Trenitalia, in collaborazione con il Consorzio Turistico Alta Pusteria, mette a disposizione degli appassionati dello sci che da Roma desiderano raggiungere comodamente le piste altoatesine, i treni della neve, speciali collegamenti con partenza da Roma Tiburtina alle 21.57 tutti i venerdì nel periodo 8 gennaio-5 febbraio 2010 e il venerdì e il sabato dal 12 febbraio al 20 marzo 2010. (san candido)

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