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Il cosmo magico di Leonardo da Vinci

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

cosmo magicoFirenze Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture fino al 24 settembre 2017. L’Adorazione dei Magi di Leonardo degli Uffizi torna in Galleria dopo un restauro compiuto all’Opificio delle Pietre Dure, durato cinque anni. Infatti nel novembre del 2011 la grande tavola dell’Adorazione dei Magi di Leonardo fu trasferita al laboratorio di restauro della Fortezza da Basso, dove per molti mesi fu sottoposta a numerose indagini diagnostiche, prima che, nell’ottobre 2012, venisse finalmente presa la decisione congiunta di intraprenderne il restauro.
Fra gli studiosi, dieci anni prima, quando era stato ventilato un possibile restauro, si erano accese discussioni e controversie: alcuni non erano certi che dalla superficie scura e brumosa potesse emergere qualcosa di più di quello che si poteva intravedere o, a volte, solo immaginare. Leonardo da Vinci, infatti, partendo nel 1482 da Firenze alla volta di Milano, lasciò la pittura a diversi livelli di avanzamento: alla stesura di azzurro del cielo, appena accennato, si affiancano aree quasi di solo disegno; figure più costruite e rilevate con colori scuri; immagini che si sovrappongono ad altre, cancellandole e cambiando l’intenzione precedente; zone di ricerca spaziale e volumetrica. Interpretare un’opera così non era certo facile, ma soprattutto per i restauratori non era una procedura comune confrontarsi con le idee continuamente in divenire di Leonardo, invece che con un lavoro finito.
Secondo la metodologia propria dell’Opificio, si iniziò con una fase di studio, di ricerca e di indagini diagnostiche volta a comprendere sia la costruzione materiale dell’opera, sia la natura dei suoi problemi conservativi; da questi passi preliminari scaturirono e sono andati precisandosi meglio, nel corso del restauro, anche molti nuovi significati artistici, finora per lo più misconosciuti o addirittura ignoti. La conoscenza di tutti questi elementi è stato il punto di partenza necessario per elaborare un progetto di restauro che potesse consentire anche al grande pubblico una migliore comprensione e fruizione di questo straordinario capolavoro.
Il gruppo di lavoro formatosi intorno a quest’opera, diretto da Marco Ciatti e Cecilia Frosinini, ha legato insieme i risultati delle indagini diagnostiche, la riflessione sui significati storico-artistici del capolavoro e le indicazioni sulla sua storia conservativa, per mettere a punto le linee guida del restauro. La pulitura è stata condotta in modo ineccepibile e intelligente da Roberto Bellucci e Patrizia Riitano; il risanamento del supporto ligneo è stato compiuto da Ciro Castelli e Andrea Santacesaria, con la collaborazione di Alberto Dimuccio. La pulitura è stata effettuata sui materiali non originali che col tempo si erano sovrapposti alla superficie, il cui spessore è stato solo assottigliato in maniera graduale e differenziata, a seconda delle condizioni di ogni singola area e di ogni figura. Altrettanto importante per la futura conservazione è stato il risanamento del supporto e del sistema di traverse con la predisposizione di un più adeguato funzionamento di controllo dei movimenti del legno, pur nel rispetto della struttura originale.
Ora sono più leggibili tutte le figure ed i dettagli ed è anche percepibile l’eccezionale costruzione spaziale interna alla figurazione, soprattutto nello sfondo che si apre su una visione prospettica ed atmosferica tipica di Leonardo, sinora addirittura mascherata da una vera e propria patinatura (cioè uno strato di vernice pigmentata che voleva conferire all’insieme l’aspetto di un monocromo).
In occasione della presentazione di questo prestigioso restauro al pubblico, all’Adorazione dei Magi di Leonardo sarà affiancata l’omonima pala, sempre degli Uffizi, di Filippino Lippi, commissionata nel 1496 al pittore per l’altare maggiore della chiesa di San Donato a Scopeto dai medesimi Canonici Regolari del convento di Sant’Agostino che nel 1481 avevano dato lo stesso incarico al da Vinci.
La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Eike D. Schmidt, Marco Ciatti e Daniela Parenti, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con le Gallerie degli Uffizi, l’Opificio delle Pietre Dure, gli Amici degli Uffizi e Firenze Musei. (abstract) (foto: cosmo magico)

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Progetto restauro

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

Roma 5 aprile 2011 alle ore 11.00 Via del Quirinale 30  Presso l’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica presentazione del progetto di restauro della Galleria di Alessandro VII Chigi nel Palazzo del Quirinale. Obiettivo dei lavori è riscoprire le pitture di Pietro da Cortona e dei suoi discepoli obliterate dagli interventi francesi tra il 1812 e il 1814, con la convinzione di riportare alla luce una delle più grandiose pagine del barocco romano. Il restauro, la cui conclusione è prevista entro agosto 2011, è condotto dalla Soprintendenza Storico Artistica per il Polo Museale di Roma, d’intesa con il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, e si avvale del supporto della Fondazione Bracco, in particolare per i lavori nella Sala degli Ambasciatori. Alla conferenza stampa interverranno:
• Donato Marra, Segretario Generale della Presidenza della Repubblica
• Elio Berarducci, Direttore dell’Ufficio della Segreteria Generaledella Presidenza della Repubblica
• Louis Godart, Consigliere per la Conservazione del Patrimonio artistico del Presidente della Repubblica
• Diana Bracco, Presidente della Fondazione Bracco
• Rossella Vodret, Soprintendente Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma

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The Murals of India

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2009

Rome 16 luglio-11 ottobre 2009  Embassy of India- Museo Nazionale d’Arte Orientale Vernissage: martedì 14 luglio ore 11,00 Inaugurazione: sabato 16 luglio ore 17,30 Ajanta e oltre: la pittura murale indiana  Fotografie di Benoy K. Belh  Il 16 luglio 2009 il Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’, in collaborazione con l’Ambasciata Indiana a Roma, inaugura la mostra fotografica “The Murals of India  – Ajanta e oltre: la pittura murale indiana”, 50 scatti di Benoy K.Belh  che ritraggono alcune tra le pitture parietali più belle della tradizione artistica indiana.  Le più antiche pitture murali del subcontinente risalgono al II secolo a. C. con i dipinti di epoca satavahana rinvenuti ad Ajanta. Verso la fine del V secolo d. C. quest’arte conobbe un periodo di grande fioritura nello stesso sito, durante l’epoca vakataka. Ma, a parte Ajanta, la maggior parte dei resti pittorici, spesso nascosti nei recessi di grotte e templi, resta ancora oggi poco conosciuta.
La mostra fotografica di Benoy Behl, che ha già riscosso notevole successo all’estero, ha il pregio di documentare per la prima volta nel loro sviluppo cronologico le pitture che decorano le pareti di  grotte e templi buddhistì e hindu  da tutto il territorio indiano, un patrimonio artistico in molti casi difficilmente accessibile al grande pubblico e permettendo di comprendere l’evoluzione stilistica e tecnica, di valutare la sensibilità estetica indiana ed apprezzare il genio di chi produsse tali capolavori.  Le fotografie presenti in mostra includono scatti di dipinti parietali presenti nelle grotte di Ajanta, in Maharashtra, che raffigurano scene delle vite precedenti del Buddha databili al II sec. a.C. e al V sec. d.C; immagini shivaite dal tempio Kailasanatha di Kancipuram  e dal tempio Brhadishvara in Tamil Nadu – rispettivamente del VII sec. e del 1000 d. C.;  soggetti buddhisti da monasteri del Ladakh e dell’Himachal Pradesh databili tra l’XI e il XIII secolo; storie tratte dal grande poema epico Ramayana dal Mattancheri Palace di Kochi, in Kerala, del XVI-XVII sec. e soggetti di corte o scene tratte dal ciclo krishnaita da palazzi del Rajasthan (XVII-XVIII secolo).

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