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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘plastic tax’

Fisco: Governo lavora per rimodulare plastic tax

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Il viceministro Misiani sui lavori del Milleproroghe ha annunciato la ripresa di un confronto con gli operatori del settore sulla sugar e la plastic tax, per spazi di miglioramento e la rimodulazione delle imposte.”Bene, ma non basta. Al di là del fatto che il confronto il Governo dovrebbe farlo anche con le associazioni di consumatori, che rappresentano quelli che la tassa la pagheranno, il punto è se intendono cambiare il gettito della plastic tax e le norme di riferimento della Legge di Bilancio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Perché se invece la rimodulazione di cui parla l’on. Misiani consisterà solo in uno spostamento di 2 o 3 mesi dell’entrata in vigore della tassa, magari da luglio a ottobre per equipararla alla sugar tax, allora sarebbe solo un’operazione di facciata. Insomma, se il gettito previsto per la plastic tax resta per il 2021 pari a 521,1 milioni, le famiglie continueranno a pagare 20 euro in più per fare la spesa” conclude Dona.

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Manovra: governo dimezza plastic tax, esclusa riciclata

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Il Governo propone di dimezzare plastic tax, escludendo dall’imposta la plastica riciclata, oltre a quella compostabile. Gli incassi vengono ridotti così di 767 milioni nel 2020 (da 1,1 miliardi).”Un passo avanti, ma non basta. Se finalmente sono escluse anche le plastiche riciclabili al 100%, come il Pet, e non sono più tassate le acque minerali si tratta di un miglioramento, che riteniamo, però, insufficiente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Anche con la riduzione di gettito a 767 mln ci sarebbe un aggravio annuo a famiglia pari a 30 euro. Decisamente troppo, viste le difficoltà in cui versano gli italiani. Nel 2021 sarebbe ancora peggio” conclude Dona.

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Manovra: Misiani, modifiche profonde plastic tax

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2019

Antonio Misiani, viceministro all’economia, ha dichiarato che saranno ripensate profondamente alcune misure come quella sulla plastica monouso. “Bene, ottima notizia. Ma la plastic tax va eliminata del tutto. Servono incentivi, non disincentivi, almeno fino a che non sarà dato modo alle aziende di riconvertire i propri processi produttivi e non vi saranno validi sostituti per i consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Considerato il gettito previsto dal Governo, 1.079,5 mln nel 2020 e 2.191,9 nel 2021, la mera traslazione in avanti dell’imposta di consumo, non considerando, quindi, la diversa elasticità delle curve di domanda, variabile a seconda del bene, è pari a 42 euro nel 2020 e 86 euro nel 2021. Una stangata che, per come è ideata ora la tassa, non porterebbe alcun beneficio all’ambiente ma solo un danno al portafoglio delle famiglie” conclude Dona.

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UNC: no alla plastic tax, ma no a speculazioni sui prezzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

Per Confindustria, la plastic tax determina un aumento medio pari al 10% del prezzo di prodotti di larghissimo consumo, con un impatto sulla spesa delle famiglie stimabile in circa 109 euro annui.”No alla plastic tax. Siamo assolutamente contrari e confermiamo le preoccupazioni di Confindustria sul rischio di indebolire la domanda interna. Per questo chiediamo la soppressione dell’art. 79 della manovra” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Sia chiaro, però, che diciamo anche no alle speculazioni sui prezzi. Infatti, se prendiamo per buoni i dati contenuti nella Nota tecnica della Legge di Bilancio, allora il gettito previsto dal Mef è di 1.079,5 mln nel 2020 e 2.191,9 nel 2021, peraltro non considerando nel 2021 le riduzioni di Irap e Imposte indirette, che porterebbero il gettito 2021 a 1.781,5. Ebbene, la mera traslazione in avanti dell’imposta di consumo, considerato che in Italia ci sono 25 mln e 494 mila famiglie, è pari a 42 euro nel 2020 e 86 euro nel 2021″ prosegue Dona.”Qualunque importo superiore, quindi, come i 109 euro stimati da Confindustria, implica o stime sballate da parte del Mef o un ricarico sui consumatori finali superiore alla mera traslazione dell’imposta di consumo, ossia speculazioni sui prezzi, che ovviamente considereremmo inaccettabili” conclude Dona.

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