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Sentirsi uguali ed esserlo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Allorchè parliamo di democrazia dobbiamo anche chiederci quali sono i suoi contenuti distintivi e come misura i suoi successi e le sue sconfitte. A mio avviso è l’uguaglianza delle condizioni, in quanto sono alla base della libertà e della dignità della persona. E ancora per assicurarne il benessere, la crescita economica, la capacità di dare senso alla propria vita e la pienezza delle loro cittadinanza contro i rischi sempre in agguato di nuove sudditanze. E’ un cammino della società che non è solo insito nella vita politica ma si connatura nella società civile facendo nascere sentimenti ed usanze virtuose. E’ una virtù che identifico in un rapporto tra le persone più franco, solidale, partecipato al cospetto degli eventi della vita e in tutte le sue sfaccettature.
Esserlo modificando il proverbio pessimistico, derivato dall’Asinaria di Plauto “homo homini lupus” in “homo homini amicus” e creandone, ovviamente, l’identikit nella fattispecie pratica, nella vita quotidiana.
Il primo passo, a mio avviso, è quello di ridurre la diseguaglianza sociale accrescendo il sistema della tutela attraverso l’assicurazione dei diritti sociali oltre che di quelli politici ed individuali. Segue il rapporto tra utilitarismo e giustizia. Come dice John Rawls, lo stesso senso comune ci spinge a credere che “ogni membro della società possieda una inviolabilità fondata sulla giustizia o, come asseriscono alcuni, sul diritto naturale nel quale il benessere di qualsiasi altro individuo non può prevalere.” E’ un agire che deve assicurare la capacità di dare espressività concreta della dignità della persona altrimenti l’idea viene lasciata necessariamente astratta.
In tutto questo si connatura la società civile che non è semplicemente un qualcosa di residuale rispetto alla politica ma rappresenta, di per sé, una realtà ricca, articolata, differenziata che comprenda, tra l’altro, mondi vitali come la famiglia, insieme a organizzazioni legate a interessi come l’impresa. Il fine ultimo è nella sua logica conclusione: “Contribuire a rafforzare istituzioni indebolite dagli imponenti cambiamenti in atto, assicurare al lavoro, nelle sue nuove forme, una nuova legittimazione, la capacità di essere criterio di cittadinanza contro i rischi di precarietà se non di povertà di fasce crescenti di popolazione, reintrodurre tensione morale nella vita politica così come in quella economica.” (Riccardo Alfonso)

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Teatro: Sono Pasolini

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

giovanna mariniRoma 27 ottobre – 1 novembre Teatro India in Prima Nazionale Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi). Una drammaturgia cantata con Enrico Frattaroli, che legge I giovani infelici, e il Coro Favorito della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, che mette in canto le poesie della Nuova Gioventù, produzione del Teatro di Roma.Lo spettacolo è uno dei tasselli del progetto IL TEATRO DI ROMA PER PASOLINI che si compone di sette titoli. L’inedita partita di pallone Pier Paolo! di Giorgio Barberio Corsetti “giocata” nel campo di Pietralata a Roma (31 ottobre e 1 novembre), una produzione Fattore K. Si continua al Teatro India con La stanza della tortura ispirato a Salò/Sade con Francesca Benedetti (4/7 marzo); Il vantone, ovvero la traduzione in romanesco di Pasolini del Miles di Plauto, diretto da Federico Vigorito, con Ninetto Davoli (8/13 marzo); Dopo Pasolini, in rito in roulotte per sei spettatori, proposta del Teatro delle Ariette (17/22 maggio). Mentre al Teatro Argentina Federico Tiezzi firma la regia del Calderón, che Pasolini ambienta nella Spagna franchista durante gli anni del regime (20 aprile/8 maggio). L’ultima creazione di ricci/forte, PPP Ultimo inventario prima di liquidazione, chiude la stagione dell’Argentina (14/16 giugno). L’anno pasoliniano si completerà nell’ottobre 2016 con la messa in scena di Ragazzi di vita diretta da Massimo Popolizio con uno folto gruppo di giovani interpreti.
Oltre ai sette titoli in programma, continuano gli omaggi del TEATRO DI ROMA PER PASOLINI con l’evento speciale il 2 novembre al Teatro Argentina con Testimone carnale, una serata a cura di Dacia Maraini, Antonio Calbi e gruppo pasoliniFrancesco Siciliano. Una maratona di letture da Petrolio, frammenti del suo ultimo romanzo incompiuto, interpretati da 22 artisti: Urbano Barberini, Giorgio Barberio Corsetti, Bernardo Bertolucci, Francesca Benedetti, Paolo Bonacelli, Ascanio Celestini, Ninetto Davoli, Giuliana De Sio, Piera Degli Esposti, Iaia Forte, Massimo Foschi, Dario Franceschini, Lino Guanciale, Monica Guerritore, Roberto Herlitzka, Roberto Latini, Lorenzo Lavia, Luigi Lo Cascio, Antonio Piovanelli, Massimo Popolizio, Francesco Siciliano, Carla Tatò.Continuano gli omaggi all’Argentina con l’Atelier per Pasolini Aubade, “cantata della Dopostoria” di Carla Tatò e Carlo Quartucci (2 novembre); e la video-opera Pier Paolo Poeta delle Ceneri, ripresa live dello spettacolo del 2012 di Irma Immacolata Palazzo e Gianni Borgna (1/15/29 dicembre). Mentre gli spazi esterni del Teatro India accolgono l’intervento di street art dell’artista Frederico Draw che realizzerà un’opera murale dedicata a Pasolini (inaugurazione 1 novembre). Inoltre, l’intera area esterna di India sarà intitolata Paesaggio Pasolini, in sintonia col gasometro, il fiume, il canneto, le rovine, la fabbrica.Infine, il sogno di un’idea: un Treno Corsaro, un convoglio vero e proprio che attraverserà la dorsale della penisola, dal Friuli nativo a Matera, la città scolpita del suo celebre Vangelo. Una “drammaturgia viaggiante” a tappe realizzata dal Teatro di Roma con il CSS di Udine. «E’ il progetto cui più teniamo ma anche il più ardito e complesso – dichiara il direttore Antonio Calbi – Ci piace considerarlo un sogno da concretizzare. Nasce dal viaggio che Pasolini fece seguendo il periplo delle coste italiane nel 1956. E noi vorremmo ripercorrere l’Italia, dai paesaggi arsi del Friuli ai calanchi della Lucania, con il suo spirito, attraverso i suoi occhi». (foto: giovanna marini, gruppo pasolini)

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Casina: l’eterna attualità di Plauto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

Chiasso 3 dicembre 2010, ore 20.30 Cinema Teatro. Secondo appuntamento con il grande teatro classico al Cinema Teatro di Chiasso, con la commedia latina di Tito Maccio Plauto. Casina è l’ultima opera di Plauto, la più bella, quella che scrisse poco prima di morire, dopo cinquant’anni di successi. Narra di una trovatella adottata da una ricca coppia. A causa delle sue origini, Casina non potrà che essere una serva… ma è una ragazza bellissima, che farà perdere la testa a fratelli, patrigni e amici di famiglia, creando storie di infedeltà coniugale e rivalità tra genitori e figli e rivelando un Plauto assolutamente moderno. Riscritta da Marina Thovez e da lei interpretata con Mario Zucca, questa meravigliosa storia classica rivive in modo originale, attraverso i due attori che entrano ed escono dai sette personaggi che interpretano. Se chiedessimo a chiunque perché Plauto abbia ritratto le debolezze dell’uomo con tanta ricchezza, con così spietata fantasia, sicuramente ci sentiremmo rispondere: “perché era un grande poeta”. Giusto. Ma se lo chiedessimo a Plauto stesso, probabilmente risponderebbe: “perché fa ridere!”   Adattamento e regia di Marina Thovez con Mario Zucca e Marina Thovez scene di Nicola Rubertelli  Lo spettacolo è una produzione Ludus in fabula (casina)

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