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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘pmi’

Misure choc per salvare le Pmi e con esse l’economia italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

È questa la ricetta che Consulenti del Lavoro e Commercialisti propongono al Governo per sostenere aziende e lavoratori in un momento di grandissima difficoltà economica e sociale conseguente al forte rallentamento, prima, e allo stop della maggior parte delle attività produttive, dopo, per contenere il contagio da Coronavirus. “Il protrarsi e l’ampliamento della emergenza sanitaria”, dichiarano congiuntamente Marina Calderone e Massimo Miani, rispettivamente presidenti del Consiglio nazionale dell’ordine dei
Consulenti del Lavoro e del Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, “hanno messo in ginocchio il tessuto economico del Paese e con esso lavoratori dipendenti e professionisti. I Consigli Nazionali dei Commercialisti e dei Consulenti del Lavoro propongono la sospensione fino al 30 giugno 2020 dei termini di versamento, con rateazione dei
versamenti sospesi a partire da settembre 2020, relativamente a:
– tributi, ritenute, contributi e premi assicurativi, sia correnti che rateizzati, nonché al diritto annuale alle CCIAA;
– somme dovute, anche in forma rateale, derivanti da avvisi bonari, accertamento con adesione, mediazione tributaria, conciliazione giudiziale, acquiescenza e definizione agevolata delle sanzioni;
– entrate tributarie e non tributarie, anche degli enti locali, derivanti da cartelle di pagamento o ingiunzioni o avvisi di accertamento esecutivi, nonché relativi alla rottamazione dei ruoli e al saldo e stralcio.
Propongono inoltre le seguenti misure:
– ripristino della possibilità di compensazione dei crediti per imposte dirette maturati nel 2019 anche prima della presentazione della relativa dichiarazione;
– eliminazione della proroga di due anni dei termini di accertamento e riscossione relativi ai periodi d’imposta in scadenza nel 2020;
– sospensione fino al 30 giugno 2020 dei termini procedimentali e processuali tributari;
– sospensione fino al 30 giugno 2020 delle procedure concorsuali, cautelari ed esecutive in corso;
– estensione ai professionisti iscritti in albi di tutte le misure di sostegno fiscale, per il lavoro e per la liquidità previste dal decreto-legge n. 18/2020 (come, a titolo esemplificativo, il credito d’imposta per gli studi professionali condotti in locazione,
le indennità di sostegno al reddito, le moratorie sui mutui, ecc.). In materia di lavoro, Consulenti del Lavoro e Commercialisti ritengono inoltre essenziali le seguenti misure:
– Ammortizzatore Sociale Unico con codice unico “Covid-19” da destinare adeguatamente al numero degli aventi diritto, senza creare ingestibili graduatorie con relative esclusioni;
– destinazione dell’A.S.U. a tutti i datori di lavoro a prescindere dall’ambito di applicazione a cui sono soggetti in merito agli ammortizzatori sociali;
– semplificazione delle procedure di richiesta dell’A.S.U. con la previsione di una mera informativa sindacale, per dare cosi rapidità all’iter procedurale delle stesse;
– pagamento mensile diretto da parte dell’INPS delle somme calcolate per ogni lavoratore con bonifico bancario; per il mese di marzo pagamento di un acconto di 1000 euro generalizzato per tutti i lavoratori ricompresi in tutte le istanze presentate, con saldo al mese successivo;
– eliminazione di ogni vincolo legato all’iscrizione a Enti o Fondi, preclusivo dell’accesso al sistema di integrazione salariale;
– rinvio al 30 settembre 2020 del termine per la presentazione delle Certificazioni Uniche e Uniemens.
Soltanto interventi coraggiosi di questo tipo potranno servire a famiglie, imprese e professionisti per far fronte alla gravissima crisi finanziaria ed economica provocata dall’emergenza sanitaria in atto. Siamo certi che il Governo, in momenti difficili come questo, farà il possibile, e anche più, per non lasciarli soli.

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“Importante intervento per enti microcredito e PMI”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Nel Decreto Legge “Cura Italia”, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, sono state inserite importantissime norme che intervengo in materia sanitaria e poi, a tutela del lavoro, dell’impresa e che favoriscono l’accesso al credito delle PMI. Tra queste, l’articolo 49 prevede la garanzia gratuita per quelle PMI che accedono, per l’80%, al Fondo di Garanzia. Lo stesso vale anche per gli enti di microcredito (che siano PMI) affinché gli stessi possano acquisire, dal sistema bancario, la provvista necessaria per finanziare le PMI con operazioni di microcredito (a loro volta garantibili dal Fondo all’80% e senza valutazione). Con questa operazione di finanza etica si eleva a 40.000 euro l’importo massimo delle operazioni di microcredito e si facilita l’accesso al credito alle imprese in difficoltà. È un tema su cui stavamo lavorando nei mesi scorsi e che ha, giustamente, trovato spazio all’interno di questo provvedimento. Mentre con l’aumento del plafond del Fondo di Garanzia alle PMI (un miliardo e mezzo di euro) riusciremo, con operazioni di microcredito, a generare un effetto leva e soddisfare una platea molto più grande di Piccole e Medie Imprese che avranno bisogno di accedere al credito. Questa operazione, complessivamente, consentirebbe sostanzialmente di ammettere 70 miliardi di nuovi finanziamenti”.Lo ha scritto su Facebook il Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sen. Steni Di Piazza.

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Sostenibilità: Profili giuridici, economici e manageriali delle PMI italiane”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

A cura della Professoressa F. Massa, raccoglie i risultati di un recente studio interdisciplinare svolto da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Management e Diritto dell’Università degli Studi di Roma “Vergata”.Si tratta di uno studio particolarmente importante nella comprensione delle PMI e del loro ruolo sociale in termini ambientali e sociali, considerando la scarsità di contributi scientifici relativi alle applicazioni del “green marketing” da parte di questi attori e la poca conoscenza delle pratiche anche tra manager e policy maker. La ricerca ha analizzato un campione di 46 aziende italiane, 39 aderenti alla Global Reporting Initiative e 7 alla UNIC, utilizzando un questionario per indagare la cosiddetta “sostenibilità olistica”: la quota del fatturato che ognuna di esse investe “sostenibilità” e le loro azioni di “green marketing”. Le imprese sono poi state divise in 4 cluster sulla base delle risposte fornite. Parallelamente, i ricercatori hanno redatto delle linee guida per implementare il management di ogni gruppo di imprese individuato.
Il concetto di “sostenibilità” ha subito una evoluzione nel corso degli ultimi anni. È ben noto il ruolo che le scelte green delle aziende giocano nei comportamenti di acquisto di consumatori che sempre di più premiano attenzioni verso la salvaguardia ambientale legata ai processi di produzione. Oggi la “sostenibilità” arriva a coinvolgere non soltanto l’impatto sull’ambiente naturale delle imprese, ma anche come esse impattino le vite dei cittadini. Condizioni di lavoro, diritti umani, salute, ambiente, innovazione, istruzione, formazione e previdenza sociale sono tutti ambiti dove le PMI giocano un ruolo importante per le comunità; le stesse PMI risultano fondamentali nel raggiungimento dei 17 obiettivi della sostenibilità definiti dall’ONU per l’Agenda 2030.
È in questo quadro che i ricercatori analizzano lo stato del “Green Marketing” delle PMI Italiane: un insieme di strategie per la produzione, distribuzione e promozione di prodotti con particolare attenzione alle ricadute di questi processi a livello ecologico e sociale. Questo è spesso affiancato da un cambiamento nel management, per favorire queste strategie ed assumere un’immagine “green” in breve tempo. Tale svolta può anche essere solamente un’operazione di facciata denominata “green washing”, con minime ricadute sull’ambiente naturale e collettivo dove l’impresa si trova ad operare.Le 46 imprese del campione sono state suddivise secondo il loro grado di investimento in azioni di “green marketing” e alla loro implementazione: attenzione ai materiali utilizzati e al loro riciclo; definizione di prezzi per incentivare azioni ambientali, o scoraggiare l’acquisto di prodotti più inquinanti; collaborazione e cooperazione con gli stakeholder; comunicazione del proprio orientamento ambientale; implementazione di tattiche e strategie di green marketing.

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Coronavirus: Nessuna misura a sostegno delle partite iva e delle Pmi in crisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Roma. “Abbiamo già espresso più volte il nostro disappunto in merito alla mancanza di attenzione da parte del Governo al mondo dei professionisti, del lavoro autonomo e delle PMI. I dati ISTAT e i problemi generati dal coronavirus in questi giorni certificano la crisi in cui versa il comparto rappresentato, in gran parte, dalla nostra Confederazione come pure la necessità di risposte immediate”. Lo ha dichiarato in una nota Federica DE PASQUALE, Vice Presidente di CONFASSOCIAZIONI.“E’ sconfortante apprendere dall’istituto di statistica – ha proseguito Federica DE PASQUALE – che a dicembre 2019 i lavoratori autonomi nel nostro Paese sono solo 5 milioni e 255 mila: mai così pochi dal 1977, un calo su base mensile di circa 16 mila unità. Questo drammatico dato diventa allarmante alla luce di una riduzione pari al 40% del numero di lavoratori con una partita IVA attiva che, negli ultimi tre anni, è passato da poco più di 8 milioni a circa 5 milioni. Senza dimenticare che il reddito medio annuo di un lavoratore con partita IVA è diminuito di circa 7 mila euro su per giù in 10 anni. Non è un caso che molti di questi lavoratori hanno subito un danno dalle politiche degli ultimi 6 anni di governo del Paese, soprattutto se parliamo di professionisti che lavorano con la PA, che subiscono costantemente i danni dello “strategico” ritardo dei pagamenti. Altro che “ricche partite IVA!”.“Un quadro desolante dove, nell’ultimo trimestre del 2019, il PIL è sceso dello 0,3% e dove registriamo un processo a ritroso che sta facendo venir meno anche quelle poche tutele che eravamo riusciti ad ottenere con la legge 81/2017 (c.d. Statuto del Lavoro Autonomo). Sono scadute – ha continuato la Vice Presidente di CONFASSOCIAZIONI – deleghe importanti che vedevano finalmente processi di equiparazione tra uomini e donne e tra professionisti e dipendenti. Occorre agire immediatamente con un piano ben strutturato su più fronti: previdenza, accesso ai servizi, agevolazioni fiscali e riforma dell’IRPEF e dell’IRES che non veda penalizzate le PMI e il mondo dei professionisti. Infine, occorre implementare tutti quei processi che possono facilitare l’utilizzo delle procedure digitali, abbattendo così la burocrazia con cui i professionisti sono costretti a convivere tutti i giorni.“ “Parlare in questi tempi di pari opportunità in ambito lavorativo non è più solo una questione di genere, ma occorre inquadrare il concetto – conclude Federica DE PASQUALE – in una logica di pari accesso al mondo del lavoro e delle tutele da parte dei lavoratori dipendenti come dei lavoratori autonomi e delle micro PMI, oggi i più danneggiati dai provvedimenti del Governo”.

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Credimi e Openjobmetis insieme per il futuro delle PMI

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Credimi, il leader europeo del finanziamento digitale alle imprese, lancia Credimi Capitale Umano, una convenzione volta a supportare la crescita delle PMI e dell’occupazione in Italia. L’iniziativa permetterà alle maggiori aziende clienti di Openjobmetis – unica agenzia per il lavoro quotata al mercato azionario (segmento Star) di Borsa Italiana e tra i principali attori del mercato del lavoro da 19 anni – di accedere ad un canale dedicato per la richiesta a Credimi di un finanziamento (naturalmente soggetto ad approvazione di Credimi) della durata di 5 anni, con tempi di erogazione rapidi (soli tre giorni), senza garanzie e senza vincoli all’utilizzo, con un’esperienza completamente digitale e perfettamente tagliata sulle esigenze delle piccole e medie imprese italiane.Questa collaborazione si inserisce nella linea d’azione di Credimi, volta ad implementare sempre maggiori soluzioni a supporto del tessuto imprenditoriale italiano, in un contesto in cui le PMI per crescere ed essere competitive hanno sempre più la necessità di assumere i migliori talenti, ma spesso faticano a trovare le finanze per farlo. Si pensi che secondo una recente ricerca della CGIA di Mestre, nel periodo 2011-2018 il credito alle imprese si è contratto di ben 252 miliardi di euro, di cui 200 miliardi per le imprese con più di 20 addetti (un taglio del 27%) e oltre 50 miliardi per quelle con meno di 20 addetti (30%).Attraverso questo progetto, Credimi valuterà ed eventualmente erogherà finanziamenti alle aziende, che si dimostreranno interessate ad accelerare la crescita della propria impresa attraverso un investimento nella risorsa più importante, il Capitale Umano.“Crediamo che per crescere ed affermarsi sul mercato, ogni impresa abbia bisogno del giusto team” afferma Ignazio Rocco, CEO e fondatore di Credimi. “Ma attrarre talenti non è sempre facile: servono, tra le altre cose, le risorse adatte. Ecco perché insieme ad Openjobmetis abbiamo voluto creare la convenzione Credimi Capitale Umano: per dare alle PMI italiane la possibilità di investire e attrarre migliori talenti, e insieme a questi sviluppare il proprio business e le proprie potenzialità.” E aggiunge: “Il capitale umano per noi è la chiave di volta del successo di ogni azienda. Anche Credimi nasce da questa certezza: per noi la ricerca delle competenze migliori è stato il primo e più importante passo nella costituzione della società. Oggi siamo una squadra che conta più di 40 risorse specializzate nelle tecnologie digitali e finanziarie, in gran parte tra i 28 e i 35 anni, tutti azionisti dell’azienda. Crediamo che ogni società debba poter avere questa opportunità.” “Siamo orgogliosi di aver stipulato la convenzione Credimi Capitale Umano, un progetto all’avanguardia che potrà dare un supporto concreto alle PMI Italiane, vero motore di questo Paese” commenta Rosario Rasizza, CEO di Openjobmetis. “Una collaborazione che ritengo strategica e che vede due realtà leader di settore, che operano come abilitatori della crescita, lavorare fianco a fianco. Finanza e risorse umane sono infatti asset fondamentali per supportare la crescita delle aziende per facilitarne la competitività, in particolar modo in questa fase storica di contrazione del credito bancario”.

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Reti Transnazionali tra Industrie e PMI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

Bruxelles. 31 marzo / 1 Aprile 2020. L’utilizzo di Tecnologie avanzate nei nuovi sistemi di Sicurezza e Difesa sta conoscendo una fase di rapido sviluppo. Applicazioni legate ai Big Data, all’Intelligenza Artificiale, alla Cybersecurity, alla Rilevazione Satellitare, sono ormai alla base di ogni strategia militare e di intelligence.Diversi Programmi Europei finanziano queste applicazioni in ambito civile e militare, integrando i fondi a disposizione dei singoli Stati. Ai Programmi internazionali si aggiungono le richieste di Tecnologie per la Difesa, provenienti dalla Nato, dall’Occar e dall’ European Defence Agency, attraverso specifiche procedure di Procurement.Su questi temi GreenHillAdvisory promuove un Workshop a Bruxelles, in collaborazione con la Commissione Europea, dedicato alle Aziende Italiane di hightech interessate ad entrare in questo mercato estremamente competitivo.Un’occasione per conoscere i Programmi Europei di finanziamento e le fasi di Procurement in ambito Sicurezza e Difesa. Un’opportunità di networking nei confronti di tutte le Istituzioni coinvolte nei processi decisionali: Commissione Europea DG Space and Defence / DG Grow, European Defence Agency, European Space Agency, Nato, Occar, Rappresentanze Italiane presso la Ue e la Nato. (fonte: CEO, GreenHillAdvisory http://www.greenhilladvisory.com.

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Il 99% delle imprese italiane, sono PMI, hanno da 1 a 250 dipendenti

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

Tra queste, il 95% delle aziende ha meno di 10 addetti (dati Istat). Emerge quindi con forza, in questo contesto d’impresa, il ruolo dei Quadri, di fatto manager apicali, polifunzionali, che incidono nella definizione della strategia d’impresa, e la loro esigenza di conoscenza, più che di competenze. Indagare su queste figure risulta fondamentale rispetto alla verifica di fattibilità dei processi di innovazione e digitalizzazione all’interno delle medie, piccole e piccolissime imprese italiane. La ricerca Quadrifor-Doxa “INNOVAZIONE, DIGITALIZZAZIONE E COMPETENZE NELLE PMI DEL TERZIARIO” conferma la consapevolezza della necessità di implementarle (64% del campione), ma anche la consapevolezza degli ostacoli: difficoltà di reperire partner, costi elevati, carenza di informazioni su come accedere alle forme di agevolazione esistenti, burocrazia. Con altrettanta evidenza emerge una richiesta etica, per un progresso nelle organizzazioni del lavoro fondato sulle persone, e di investimenti maggiori nelle competenze tecniche, rendendo meno costoso l’accesso alla formazione. Così il Direttore di Quadrifor, Roberto Savini Zangrandi, cui ha fatto da controcanto, lo scorso 11 dicembre al dibattito sui numeri dello studio moderato dalla giornalista Monica D’Ascenzo, Vilma Scarpino, Ceo di Bva-Doxa, che conferma un esito chiaro della ricerca: la richiesta di formazione come leva di sviluppo anche per le PMI c’è, anzi aumenta, ma non ci sono le risorse per metterla in campo e non ci sono, in un vero e proprio circolo vizioso, nemmeno le competenze giuste in capo ai manager che dovrebbero individuare i profili stessi oggi necessari. Per Andrea Granelli di Kanso, alla necessaria rigenerazione delle PMI servono semplicità ed essenzialità. Le risposte ai loro bisogni devono venire da un ecosistema che aiuti l’innovazione e che produca la conoscenza necessaria. Quale conoscenza? Il mondo dell’impresa di fronte all’evoluzione digitale è impaurito e impauriti sono i manager che la guidano. Andrebbe rifondato il modo di innovare nelle imprese, “educando al” e non semplicemente “istruendo sul” digitale, che deve restare uno strumento e non il fine: l’obiettivo è creare uno stato mentale digitale, un digitale che i soggetti possano scegliere di usare o meno, e non solo imparare ad utilizzare: la tecnologia è un bene per tutti, nel suo significato più ampio, la mera alfabetizzazione digitale no. Applicando il necessario principio di precauzione che l’algoritmo e la sua non-trasparenza ci impone: imparando a conoscere le sue implicazioni e il suo impatto sociale. La sfida italiana è portare il cambiamento all’interno delle PMI, ma bilanciando tradizione e innovazione a partire dal mindset del management e delle sue soft skills: sense making, people management, intelligenza emotiva, pathos. Con una visione del futuro. Per dirla con Seneca: non esiste vento favorevole per il marinaio che non sappia dove andare.
E l’indagine come presentata da Pierluigi Richini, responsabile dell’area formazione dell’Istituto, lo conferma: si richiedono competenze di analisi dei dati (55,7%), digital marketing (39,8%), social media management (37,7%), cybersecurity (36,0%), ma anche e soprattutto di analisi e valutazione degli scenari, di gestione del lavoro in team, di rafforzamento di tutti quegli elementi di pensiero manageriale che assolvono ad un ruolo più significativo nella predisposizione al cambiamento e all’innovazione. In tale contesto il nostro sistema universitario – lo ha spiegato bene Luca Solari, docente di organizzazione aziendale all’Università di Milano e fondatore di P.A.T.H.O.S. Lab – sconta il suo essere imbrigliato nelle maglie strette e rigide delle tabelle ministeriali, che impongono insegnamenti poco moderni e sono refrattarie a sviluppare corsi sulla base dei reali contenuti di formazione necessari. Le esigenze manageriali sono così decisamente sotto-rappresentate. D’altro canto, nel mondo delle HR sembra mancare alla base un’autentica consapevolezza/conoscenza di “cosa esattamente serva per fare questo e per farlo bene”. Per il ripensamento delle PMI, un possibile modello potrebbe essere rappresentato dalle start-up, non tanto per l’idea diffusa di modello rapido di costruzione dell’impresa, ma per la loro capacità di assorbimento: nascono su una idea e attorno a quella riescono a mobilitare un network di competenze, relazioni e differenti expertise: un modello “aperto”.
I vertici di Quadrifor, la Presidente, Rosetta Raso, e la Vicepresidente, Maria Luisa Coppa, hanno evidenziato, in coda alla presentazione dei dati, l’una il ruolo centrale dell’Istituto nel campo della riflessione costante su questi temi, l’altra una riscoperta di possibilità per un impegno di nuovo strategico dei corpi intermedi nel riportare all’attenzione della politica l’importante impresa del terziario e dei suoi servizi, meritevole anch’essa di muovere verso gli scorci innovativi della formazione che si profilano all’orizzonte.

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“Fare rete” tra le PMI”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 novembre 2019

I contratti di rete rappresentano per le imprese una vera opportunità in risposta alle esigenze di flessibilità e innovazione richieste dal mercato, con una particolare attenzione al processo di internazionalizzazione. A questo tema è dedicato il volume “I vantaggi della cooperazione: “Fare rete” tra le PMI”, pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Il testo, a cura di Assunta Cecere, disponibile gratuitamente online sul sito della Fondazione, è l’esito conclusivo della Borsa di Studio intitolata alla memoria del commercialista calabrese Liberato Passarelli, già Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Castrovillari (Cosenza), ucciso nell’esercizio della professione.Il libro, dopo un inquadramento generale sul numero delle PMI in Europa, focalizza l’attenzione sui vantaggi della cooperazione con uno sguardo al processo di internazionalizzazione, richiamando, sin da subito, le iniziative condotte dall’Unione Europea (ad esempio, Small Business Act, The Enterprise Europe Netwok, Erasmus for Young Entrepreneurs) e recepite da alcuni paesi europei, per un confronto con alcune nazioni Extra-Ue. Il tutto avvalorato dai risultati di una serie di ricerche eseguite sul mondo globalizzato. I vantaggi di fare rete, del networking strutturato, vengono ampiamente trattati nella parte centrale del lavoro. Attenzione particolare, non solo sulla distinzione tra il contratto di rete e altre forme di collaborazione come i “distretti industriali”, i “cluster”, o più semplicemente le “integrazioni”, ma anche un approfondimento sulle disposizioni normative civilistiche e fiscali che regolamentano il contratto di rete in Italia, nonché le diverse forme di contratto, ovvero rete-soggetto e rete-contratto. In conclusione, con uno sguardo al futuro, è facile ipotizzare un crescente ricorso a questa forma di collaborazione ancora poco diffusa nel nostro Paese rispetto ad altre regioni europee e non: il processo di internazionalizzazione in atto trova nel contratto di rete un valido strumento. È quanto viene trattato nell’ultima parte del documento. La cooperazione non può essere, in modo riduttivo, ricondotta alla mera attività commerciale di export, ma necessita di essere indagata secondo una valenza strategica di più ampio respiro, con l’auspicio di garantire una crescita costante delle PMI fondata su solide basi.

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Una Legge di Bilancio senza attenzione a PMI e Partite IVA

Posted by fidest press agency su sabato, 9 novembre 2019

“Abbiamo presentato gli emendamenti delle nostre associazioni ad una Legge di Bilancio senza attenzione a PMI e Partite IVA”. Lo ha dichiarato in una nota il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo DEIANA, dopo la nutrita conferenza stampa che ha avuto luogo presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica. “Noi puntiamo all’interesse reale del Paese, al suo rilancio concreto – ha continuato il Presidente DEIANA – e vedere una Legge di Bilancio non proprio coraggiosa non ci lascia indifferenti perché c’è una scarsissima attenzione per PMI e Partite IVA, la spina dorsale produttiva del Paese. E CONFASSOCIAZIONI, che conta ad oggi 502 associazioni, 820mila iscritti di cui 149mila imprese (con 4,9 dipendenti medi), deve e vuole essere azionista del Paese e pungolo per migliorare la manovra. Anche lanciando nuove iniziative come l’’Osservatorio Nazionale sulla Spending Review’ che sarà attivato nei prossimi giorni e presieduto dal Prof. Mario Basili, una persona con un CV di grandissima esperienza nel settore pubblico e su come andare a recuperare risorse laddove siano inefficienti”. Sul fronte delle Pari Opportunità, la Vice Presidente di CONFASSOCIAZIONI Federica DE PASQUALE ha evidenziato la disparità esistente tra lavoratrici dipendenti e lavoratrici con partita IVA. “Esiste una normativa per la lavoratrice dipendente – ha dichiarato la DE PASQUALE – che le permette di astenersi per tre mesi dal lavoro nel caso sia stata vittima di violenza. Diritto che vogliamo sia esteso per equità anche per le lavoratrici con Partite IVA unitamente alla costruzione di una misura di supporto i lavoratori autonomi dello spettacolo che quando perdono il lavoro non hanno ammortizzatori sociali. Senza dimenticare la rivisitazione di alcuni articoli del Codice Civile sull’amministratore immobiliare, soprattutto per quanto riguarda la gestione del contante nel conto corrente condominiale in termini di maggiore lotta all’evasione e alle truffe ai condomini”. Paolo RIGHI, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Immobiliare, ha posto l’attenzione sui numeri del settore immobiliare: “800mila i posti di lavoro persi dal 2011 ad oggi e 240mila le aziende fallite dal 2008, per un settore che rappresenta il 20% del Pil del Paese e per il quale, nell’ultima campagna elettorale, avevamo provocatoriamente chiesto un Ministero per l’Edilizia e per la Casa visto che il 75% delle famiglie italiane ha una casa e visto che l’immobile è punto di snodo tra più settori professionali e produttivi”.
“Tre gli emendamenti proposti per i quali pensiamo ci sia un rientro di gettito fiscale di almeno 60 milioni di euro – ha proseguito Gian Battista BACCARINI, Presidente della FIAIP, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionisti – e cioè favorire l’accesso alla casa, favorire la legalità e la trasparenza del mercato combattendo l’abusivismo. E infine favorire la lotta all’evasione fiscale. Il primo emendamento, rivolto agli acquirenti di prima casa, prevede la detrazione al 50% del compenso dell’agente immobiliare per entrambi i contraenti per un tetto massimo di 10.000 euro detraibili in 5 annualità. Il secondo emendamento riguarda l’equiparazione dell’IVA della fattura dell’agente immobiliare all’aliquota IVA acquisto prima casa per compravendite con un valore massimo fino a 250.000 euro. E infine il terzo emendamento vede l’obbligo da parte del notaio di inserire nell’atto pubblico non solo i dati dei contraenti ma anche i dati identificativi di coloro che sono presenti alla stipula per abbattere il problemo dell’abusivismo”. Senza dimenticare il ruolo della giustizia civile nello sviluppo e nei processi economici. Tre le direttrici di intervento a saldi invariati proposte da Carlo POLI, Membro del Comitato Scientifico della Confederazione e da Francesca CAPPELLINI, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Toscana.

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Presentazione del Rapporto PMI di Cerved

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 ottobre 2019

Milano. Dopo 5 anni di ripresa, cala la redditività delle PMI italiane: il ritorno sull’investimento, infatti, è passato dall’11,7% del 2017 all’11% del 2018, invertendo per la prima volta un trend positivo che si era ormai consolidato. Dal punto di vista finanziario, però, le cose vanno meglio, perché le piccole e medie imprese continuano a rafforzare la propria patrimonializzazione e nel 2018 il capitale netto è cresciuto a ritmi elevati, +12%. E’ dunque un’istantanea con luci e ombre quella scattata dal Rapporto Cerved PMI, lo studio dettagliato sullo stato di salute delle PMI italiane – ogni anno ne vengono analizzate 150.000 – che verrà presentato lunedì 11 novembre dalle 9.30 a Palazzo Mezzanotte (piazza Affari 6) durante Osservitalia. Giunto alla sesta edizione e realizzato in collaborazione con Borsa Italiana ed Elite, Osservitalia è l’appuntamento annuale che Cerved dedica all’analisi e alla discussione delle principali tematiche legate all’imprenditoria italiana, quest’anno con un focus specifico sulle nuove procedure di allerta.
Bilanci, abitudini di pagamento, rischio di credito e demografia d’impresa, cioè i fattori più interessanti e significativi per comprendere come si stia evolvendo il tessuto economico italiano, verranno illustrati attraverso l’edizione più aggiornata del Rapporto Cerved PMI, con un’attenzione particolare ai cambiamenti introdotti dalle nuove procedure di allerta: che ricadute hanno avuto e avranno sulle aziende italiane, in termini di costi e benefici? Cosa bisogna fare e quanto costa adeguarsi alle nuove regole?“E’ un tema di cui si parla ancora troppo poco, ma che avrà impatti rilevanti non solo per le imprese, ma anche per i professionisti, per le banche e più in generale per il sistema economico. Ricadute, sia positive che negative, che Cerved è stata in grado di misurare – commenta Valerio Momoni, Direttore Strategy e Corporate Development di Cerved -. Dal 2005 si tenta di riformare la legge fallimentare, ma solo ora si è messo mano in modo organico all’intera disciplina. E una delle principali novità sono proprio le procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, che mirano a un’emersione precoce dei casi di crisi aziendale, così da tentare di risolverli minimizzando i danni. E’ per avere informazioni di prima mano, come è nel nostro DNA, che abbiamo chiamato a discutere di questi temi alcuni dei principali attori coinvolti nella riforma”. Prenderanno infatti la parola: Andrea Mignanelli, CEO di Cerved; Fabiano Schivardi, della Luiss University; Valerio Momoni, Direttore Strategy e Corporate Development di Cerved; Guido Romano, Responsabile Ufficio Studi di Cerved; Paolo Rinaldi, Partner dello Studio Rinaldi e membro del gruppo di lavoro sulla Riforma Rordorf del CNDCEC; Sandro Pettinato, Vicesegretario di Unioncamere che si occuperà dei nascenti Organismi di Composizione delle Crisi (OCRI); Gabriele Gori, Head of Italy Credit Risk Portfolio Analysis di Unicredit; Antonio Matonti, Direttore Area Legislativi di Confindustria; Roberto Fontana, magistrato della Procura della Repubblica di Milano e componente della Commissione ministeriale per la riforma della crisi d’impresa. Modera il giornalista Andrea Cabrini, Direttore Class CNBC.Osservitalia vuole dunque essere sempre più un punto di riferimento per tutta la comunità del business e un imperdibile momento di networking, capace di coinvolgere imprese, istituti di credito, enti assicurativi, finanziarie e società di recupero, ma anche investitori, ricercatori, giornalisti e consulenti.
Cerved è la Data-Driven Company italiana che comprende nella sua offerta sofisticate soluzioni per l’analisi e la gestione del rischio di credito e per i servizi alle imprese, forte di un enorme patrimonio informativo su milioni di attività. lI database di Cerved è infatti costituito da dati ufficiali (bilanci, visure, protesti, dati immobiliari, elenco dei soci) che vengono incrociati e arricchiti con informazioni ottenute da altre fonti: ad esempio, le esperienze di pagamenti commerciali fornite da Cerved Payline, dati “open” come gare e finanziamenti pubblici e molti altri ancora derivati da pagine web, siti aziendali e social network, analizzati attraverso tecnologie advanced analytics di ultima generazione.

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«Le pmi siano guida del cambiamento»

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

Le imprese sono le realtà verso cui le persone oggi hanno più fiducia e hanno perciò l’opportunità – e insieme la responsabilità – di guidare il cambiamento. Oscar di Montigny, manager di primo piano in Banca Mediolanum, fondatore e presidente della start-up innovativa a vocazione sociale Be Your Essence, è intervenuto oggi in una Sala Ajace completamente sold out, una platea con circa 150 giovani imprenditori arrivati a Udine per il primo incontro internazionale, “Business meets future”, a loro dedicato e organizzato dal Comitato imprenditoria giovanile della Camera di commercio di Pordenone-Udine, presieduto da Fabio Passon. Il discorso di di Montigny ha preso le mosse dall’intervento dell’altro ospite d’onore dell’evento, Sergio Arzeni, presidente Insme e già direttore all’Ocse di Parigi. Se Arzeni ha evidenziato la necessità per l’Italia di invertire la sua incapacità di attrarre e trattenere talenti invece di farli scappare e ha parlato dell’evoluzione del mondo del lavoro oggi, dove la formazione è essa stessa lavoro e va coltivata di pari passo e con costanza, di Montigny ha introdotto quattro grandi temi che stanno modificando non solo il modo di fare economia, ma le nostre vite, su cui è necessario prendere consapevolezza, soprattutto da parte degli imprenditori, per saperli gestire. «Servono aziende consapevoli – ha detto di Montigny –. I tempi sono maturi per un’economia più sana». E, in questo senso, ha confermato come tutte le più autorevoli statistiche indichino come non ci sia nessuno meglio dei privati e delle piccole e medie imprese per essere il motore del cambiamento. I driver che più lo stanno producendo sono demografia, oggi in crescita esponenziale, attenzione all’ambiente non più svincolabile dal lavoro, dall’impresa, dalla consapevolezza quotidiana, ovviamente le tecnologie, sempre più pervasive e in modi che le nostre menti non sono in grado di elaborare e prevedere, e infine anche etica, valori, comportamento, questi ultimi una sorta di sintesi di tutti i precedenti driver. Per di Montigny, due parole che descriveranno il prossimo futuro sono “innovabililty”, miscela di innovation e sustainability («hanno senso solo se concepite e coltivate insieme»), e la più tradizionale “gratitudine”, applicata però oggi al fare impresa e al mercato. Le aziende sempre più dovranno lavorare in modo che le persone che fruiscono dei loro beni o servizi siano loro grate, in senso positivo, perché la gratitudine è l’unico sentimento vero, onesto e durevole a cui il lavoro di tutti deve tendere. Tendere cioè a un’ “economia 0.0”, che ritrova il suo senso, non è la velocità a fare tutta la differenza ma l’orientamento, il fare business in modo innovativo e utile.

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Germania: PMI in calo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte SIM. Il PMI (indice che riassume le prospettive dichiarate dai direttori area acquisto) preliminare di novembre tedesco è risultato ancora in calo. La componente manifatturiera è arrivata al minimo da 32 mesi, risultando inferiore alle attese.
Leggendo i dettagli del report emerge che il calo è dovuto soprattutto ad un forte ridimensionamento delle esportazioni di beni durevoli. Dal dato pertanto emerge la possibilità che, dopo il calo del PIL del terzo trimestre (-0,2% a causa principalmente di un ridimensionamento delle esportazioni ma anche dei consumi, in base ai dati pubblicati oggi), anche il quarto trimestre possa registrare una crescita intorno allo 0%, nel qual caso la crescita 2018 si attesterebbe all’1,4%, con possibilità che nel 2019 la crescita del PIL tedesco 2019 si attesti nel range 1-1,3%. Gli operatori stanno reagendo aumentando le probabilità attribuite ad una nuova TLTRO. A testimonianza di ciò, il deprezzamento dell’euro e il rafforzamento ulteriore del BTP a 2 anni, con tasso sotto lo 0,90% e pendenza Btp 2-10 anni vicino ai 250 pb! Il dato di oggi dà effettivamente una carta in più in mano a Draghi per definire l’attuale rallentamento non temporaneo ma strutturale, al punto da cambiare la dizione sui rischi sulla crescita: non più bilanciati ma orientati al ribasso. Di conseguenza le probabilità di una Tltro già il 13 dicembre aumentano, malgrado il fatto che il governatore Visco non sarà votante nella prossima riunione. Ieri le minute della Bce hanno segnalato che alcuni membri han denunciato il fatto che potrebbero esservi tensioni sulla liquidità legate alle scadenze della Tltro precedente a metà 2020.

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Dalla finanza alternativa grandi opportunità per le PMI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Nell’ultimo biennio il mercato della finanza alternativa per le PMI è cresciuto rapidamente, sia in termini di flussi di finanziamenti sia di piccole e medie imprese che guardano con interesse a questi strumenti alternativi al credito bancario. Gli ultimi 18 mesi sono stati anche un periodo di grandi cambiamenti, con alcuni segmenti prima dominanti che hanno perso terreno e altri che hanno registrato un incremento a due cifre. Ma nonostante la forte crescita, il mercato italiano appare ancora in ritardo rispetto ai principali Paesi europei e sono poche le PMI che si affidano alla finanza alternativa per reperire capitali: appena 1.800, tralasciando le aziende individuali, l’1% delle piccole e medie imprese che potrebbero utilizzarli.
I mini-bond si sono imposti come il primo canale di finanziamento alternativo, col 51% del mercato e 1,840 miliardi di finanziamenti generati, al secondo posto il private equity e venture capital, che ha perso la prima posizione, passando al 22% del mercato. Netta anche la crescita dell’Invoice Trading, lo strumento più utilizzato in assoluto (adottato da 900 PMI), capace di guadagnare undici punti percentuali (dal 5% al 16%) e di produrre un flusso di finanziamenti quasi pari a quello dell’ultimo decennio (580,8 milioni di euro su 612,2). Ancora minoritari ma in crescita il Crowdfunding (dall’1% al 3%) e le ICO (dall’1% al 2%), marginale il Direct Lending (da 0,2% a 0,6%).
I mini-bond nell’ultimo anno e mezzo si sono imposti come il primo canale alternativo col 51% del mercato (contro il 28% del periodo 2008-2018), generando 1,840 miliardi di finanziamenti, oltre la metà dei flussi generati dal 2008 in poi. Le PMI italiane che hanno emesso mini-bond fino al 30 giugno 2018 sono state 221 (36 delle quali si sono affacciate sul mercato per la prima volta quest’anno), per un valore di 3,545 miliardi di euro suddivisi in 335 emissioni. Più di metà dei finanziamenti è stata raccolta negli ultimi 18 mesi: 1,527 miliardi nel 2017 e 313 milioni nel primo semestre del 2018.Crowdfunding – Negli ultimi mesi ha registrato un buon tasso di crescita (dall’1 al 3%) anche l’equity crowdfunding, trainato dall’estensione a tutte le PMI di questa opportunità, inizialmente riservata a startup e PMI innovative. Fino al 30 giugno 2018 erano 214 le aziende italiane che hanno provato a raccogliere capitale di rischio sulle piattaforme Internet autorizzate, assicurandosi attraverso 134 campagne chiuse con successo investimenti pari a 33,3 milioni di euro (11,6 milioni nel 2017 e 14,2 nel primo semestre del 2018).
L’ultimo biennio ha visto una crescita decisa anche dei prestiti erogati alle PMI dalle piattaforme di lending: su un totale di 60,3 milioni di euro prestati a circa 250 PMI italiane (escludendo le ditte individuali), 53,9 sono stati concessi nel periodo compreso fra il 1 gennaio 2017 e il 30 giugno 2018. Anche questo mercato è destinato a crescere, grazie all’afflusso annunciato di capitali da investitori professionali che si affiancheranno ai piccoli risparmiatori di Internet.Completa il quadro il reward-based crowdfunding. Si tratta di campagne di piccolo importo (condotte soprattutto su portali USA come Kickstarter e Indiegogo) che imprese italiane in fase di avvio hanno condotto per raccogliere denaro offrendo in cambio prodotti e ricompense non monetarie. La ricerca ha stimato in 7 milioni di euro i finanziamenti raccolti in questo modo, senza prospettive di crescita rilevante.
Invoice Trading – Netto anche l’aumento dell’Invoice Trading (cessione di una fattura commerciale in cambio di un anticipo in denaro attraverso una piattaforma online), lo strumento più utilizzato in assoluto: è stato adottato da 900 PMI e ha guadagnato negli ultimi 18 mesi undici punti percentuali (dal 5% al 16%), divenendo il terzo segmento del mercato e producendo un flusso di finanziamenti quasi pari a quello dell’ultimo decennio (580,8 milioni di euro su 612,2).
Il grande interesse cresciuto nel 2017 e nel 2018 attorno alle criptovalute e alla tecnologia blockchain ha spinto diversi imprenditori a lanciarsi nel mercato delle Initial Coin Offerings (ICOs, passate dall’1 al 2% del mercato), che raccolgono capitali su Internet offrendo in sottoscrizione token digitali e disintermediando completamente piattaforme terze e circuiti di pagamento tradizionali. La ricerca ha censito 16 ICO promosse entro giugno da team costituiti per più del 50% da italiani, per un totale di 150 milioni di euro, di cui circa 80 riconducibili a PMI italiane già esistenti o di nuova costituzione.
Private Equity e Venture Capital – L’ultimo comparto analizzato sono gli investimenti effettuati da soggetti professionali nel campo del private equity e del venture capital, che sottoscrivono capitale di rischio di imprese non quotate con l’obiettivo di contribuire alla loro crescita per poi ottenere una plusvalenza al momento dell’exit. Questo segmento ha perso la prima posizione, passando dal 59% del mercato nel periodo 2008-2018 all’attuale 22%.Benchè attivo da tempo, il mercato italiano del private equity e del venture capital è ancora sotto-dimensionato rispetto alla situazione di Regno Unito, Germania, Francia. Considerando soltanto le operazioni di early stage e di expansion, dal 2008 al giugno 2018 sono state mobilizzate risorse in Italia per 970 milioni di euro nell’early stage e 6,5 miliardi nell’expansion. Negli ultimi 18 mesi, invece, i flussi sono stati pari a 229 milioni per la prima voce (su 213 progetti) e di 568 per la seconda (per 69 aziende).
By Giancarlo Giudici, Direttore scientifico degli Osservatori Entrepreneurship & Finance della School of Management del Politecnico di Milano (testo in sintesi)

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Presentazione del Rapporto PMI di Cerved

Posted by fidest press agency su domenica, 4 novembre 2018

Milano Giovedì 15 novembre alle 9.30 a Palazzo Mezzanotte (Piazza Affari 6) presentazione del Rapporto PMI di Cerved, in collaborazione con Borsa Italiana, un’occasione di dibattito e networking sullo stato e le prospettive della nostra economia.
Sono alcune migliaia le PMI italiane, in molti casi a gestione familiare, che hanno un potenziale di crescita non pienamente sfruttato e che potrebbero beneficiare di iniezioni di capitale esterno da parte di investitori istituzionali. Vere e proprie eccellenze che Cerved ha individuato incrociando i dati di bilancio contenuti nel suo enorme database con informazioni qualitative ottenute attraverso le proprie soluzioni di marketing evoluto, mappando così un ricco patrimonio imprenditoriale.
E’ uno dei contenuti esclusivi – insieme a bilanci, abitudini di pagamento, rischio di credito e demografia d’impresa, insomma la fotografia completa del tessuto economico italiano – che verranno illustrati a Osservitalia, l’appuntamento annuale di Cerved dedicato all’analisi delle Pmi italiane e alla discussione delle principali tematiche che le riguardano, quest’anno realizzato in collaborazione con Elite Borsa Italia.)
“Qual è lo stato di salute della nostra economia, in particolare delle piccole e medie imprese? Quale potrebbe essere l’effetto di un aumento persistente degli spread sulla loro redditività? Quante e quali sono quelle che potrebbero crescere aprendo il capitale a investitori istituzionali? Attorno a queste domande ruoterà la tavola rotonda che seguirà l’illustrazione del Rapporto Cerved PMI – spiega Valerio Momoni, Marketing, Product & Business Development Director di Cerved – cui abbiamo invitato esperti e protagonisti del mercato. Chiuderà la giornata un’intervista a Corrado Passera, Presidente esecutivo di SPAXS”.
Il Rapporto Cerved PMI ogni anno analizza 150.000 piccole e medie imprese. Cerved infatti è la data-driven company italiana che comprende nella sua offerta sofisticate soluzioni per l’analisi e la gestione del rischio di credito e dispone di un enorme patrimonio di informazioni sulle imprese. In particolare, nel Rapporto sono stati utilizzati i big data e le tecnologie dei grafi – attraverso la piattaforma Graph4You, che permette di individuare e illustrare graficamente i punti di contatto più nascosti tra 45 milioni di soggetti – per definire il ruolo delle famiglie nelle strutture proprietarie e di governo delle PMI e scovare quelle con performance finanziarie eccellenti che potrebbero aprire il loro capitale, magari perché vicine al cambio generazionale. I lavori della giornata seguono questo iter:
09:30 – Benvenuto e introduzione di Gianandrea De Bernardis, CEO di Cerved
10:00 – Presentazione Rapporto Cerved PMI 2018
L’andamento delle PMI – Valerio Momoni, Direttore Marketing & Sviluppo Prodotti Cerved
L’evoluzione del rischio – Guido Romano, Responsabile Ufficio Studi Cerved
Iniezioni di capitale nelle PMI familiari ad alto potenziale di crescita – Fabiano Schivardi, Luiss e Resp. Scientifico Rapporto Cerved PMI
11:30 – Tavola rotonda “Capitalismo familiare e crescita attraverso iniezioni di capitale esterno”, con Luca Peyrano, CEO di Elite, Giampiero Mazza, Partner di CVC Capital Patners,
Luca Pretto, CEO di Pasubio, Alessandro Cozzi, CEO e Founder di WIIT, Modera Andrea Cabrini, Class CNBC.
12:30 – Intervista a Corrado Passera, Presidente Esecutivo SPAXS, a cura di Andrea Cabrini, Class CNBC

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Per le PMI opportunità di finanziamento con la Borsa

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Buone notizie per le PMI che intendono quotarsi in Borsa: la Legge di Bilancio 2018 (articolo 1, commi 89-92) ha introdotto il credito d’imposta sul 50% delle spese di consulenza relative alla quotazione sostenute tra l’1.1.2018 e il 31.12-2020. Utilizzabile esclusivamente in compensazione, tale credito è valido per tutte le tipologie di quotazione, con o senza aumento di capitale, sui mercati europei regolamentati e non. L’ammontare complessivo del credito è di 80 milioni di euro ed è stato stimato che potranno usufruire di questa agevolazione un minimo di 160 imprese nell’arco del triennio. Per ciascuna è previsto un tetto massimo di 500.000 euro.
Sono ammissibili al credito d’imposta un ampio elenco di voci:
– attività sostenute per iniziare il processo di IPO (Inital Public Offering), tra cui l’implementazione e l’adeguamento del sistema di controllo di gestione, l’assistenza dell’impresa nella redazione del piano industriale, il supporto all’impresa in tutte le fasi del percorso funzionale alla quotazione nel mercato di riferimento;
– attività svolte in fase di ammissione alla quotazione per attestare l’idoneità dell’azienda all’ammissione e permanenza sul mercato;
– azioni necessarie per collocare presso gli investitori le azioni oggetto di quotazione;
– attività finalizzate a supportare la società emittente nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche e nella conseguente preparazione di un report, incluse quelle relative allo svolgimento della due diligence finanziaria;
– assistenza della società emittente nella redazione del documento di ammissione e del prospetto o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati o per la produzione di ricerche così come definite nell’articolo 3, comma 1, numeri 34 e 35 del Regolamento UE n. 596/2014;
– attività riguardanti le questioni legali, fiscali e contrattuali (ad esempio, la definizione dell’offerta, l’analisi del prospetto informativo o documento di ammissione o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati, la due diligence legale o fiscale e gli aspetti legati al governo dell’impresa);
– comunicazione necessaria a offrire la massima visibilità dell’azienda e a divulgare l’investment case tramite interviste, comunicati stampa, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria.
Le spese possono consistere in un importo fisso pattuito in precedenza, oppure possono dipendere parzialmente dal successo della quotazione. Dovranno essere attestate dal Presidente del collegio sindacale, oppure da un Revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali, o da un professionista iscritto nell’albo dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili. Per usufruire dell’agevolazione le PMI dovranno inviare una richiesta per via telematica nel periodo compreso tra il 1° ottobre dell’anno in cui è stata ottenuta la quotazione e il 31 marzo dell’anno successivo. Il riconoscimento dell’agevolazione (con indicazione dell’importo spettante), o il rifiuto, sarà comunicato alle PMI nei 30 giorni dal termine ultimo.

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Round aperto per la Startup che aiuta Startup e PMI

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

Il 60% delle problematiche delle aziende sono legate ai risultati del marketing. Traction sviluppa soluzioni per automatizzare il marketing e le performance e avvia un proprio round di finanziamento. Il 90% delle startup non riesce a superare la fase di crescita. Nel 60% dei casi le problematiche sono riconducibili al marketing, il 50% delle soluzioni può essere automatizzato.
Sono questi i numeri dell’ecosistema delle Startup e quelli che rappresentano la mission di Traction.La maggior parte delle aziende dopo il primo round di finanziamento, si trova in grande difficoltà, non riesce a crescere e manda in fumo il budget di marketing.La soluzione risiede nell’adozione di una serie di strumenti di marketing automation e nel supporto da parte di esperti.Traction (www.tractionmanagement.it) è una realtà unica sul territorio nazionale: un progetto innovativo fondato da esperti che hanno deciso di mettere le loro capacità a servizio dei founder e delle loro iniziative imprenditoriali, sviluppando tools per supportarli nelle attività di Digital Marketing. Ad oggi soni più di 30 le aziende che hanno utilizzato Traction. I tools sviluppati ad oggi sono già 4, il migliore è Email Urgency, che incrementa il click rate delle mail commerciali del 20%.Traction ricerca ora investitori (bit.ly/invest-in-traction), smart money per accelerare il percorso di crescita dell’azienda. Il round è aperto: 300.000€ per il 16,7% di Traction, con la possibilità di assessment gratuito per tutte le aziende facenti parte del network del singolo investor. Per farlo ha chiesto il supporto di BacktoWork24 che nel suo track-record annovera solo successi e più di 20€ Milioni di euro raccolti per le aziende del network.Abbiamo deciso di coinvolgere altri soci per ottenere una maggiore copertura dell’ecosistema delle aziende innovative e supportare su scala ancor più larga la creazione delle aziende del futuro. D’altro canto, per farlo dobbiamo concentrare gli investimenti nello sviluppo di altri Tools di Marketing Automation per la creazione di una cassetta degli attrezzi utile a chiunque voglia crescere spendendo bene il budget di marketing sia nel BTB che nel BTC – afferma Pier Francesco Geraci, CEO di Traction.Traction è in campagna di crowdfunding su BacktoWork24, per tutti coloro che sono interessati ad investire è possibile ricevere ulteriori informazioni a questo LINK: bit.ly/invest-in-traction.

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Progetto EasyExport

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

Co.Mark (Gruppo Tecnoinvestimenti), azienda specializzata in servizi di Temporary Export Management, e Unioncamere annunciano che ha preso il via il progetto EasyExport nell’ambito dell’accordo siglato a novembre 2017 per offrire alle PMI italiane un sostegno concreto al loro processo di internazionalizzazione. L’iniziativa, della durata di sei mesi, coinvolge ventuno Camere di Commercio distribuite sul territorio italiano: 6 nel Nord Italia (Valdostana, Torino, Genova, Riviere della Liguria, Treviso- Belluno e Udine), 7 nel Centro (oltre all’Unione Regionale della Toscana, si tratta delle CCIAA di Bologna, Perugia, Terni, Ascoli, Fermo e Roma) e 8 nel Sud (oltre all’UR della Campania, sono Molise, Bari, Potenza, Matera, Reggio Calabria, Cagliari e Messina).Presso la Camera di commercio, i Temporary Export Specialist® (TES®) di Co.Mark favoriranno l’individuazione e l’erogazione dei servizi innovativi per l’export da affiancare ai servizi attualmente erogati dalle strutture camerali, supportandone anche le attività di comunicazione e le azioni di marketing.I TES opereranno a titolo gratuito per mezza giornata alla settimana e, contemporaneamente, formeranno gli operatori del sistema camerale trasferendo loro le conoscenze necessarie per poi poter assistere le imprese che si rivolgeranno alle CCIAA per una consulenza in tema di export.
“Stimiamo ci siano in Italia almeno 45mila imprese che hanno i numeri per esportare stabilmente ma che non lo fanno, per mancanza di competenze interne o perché non trovano soggetti che sui territori le assistono nel muovere i passi giusti” ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “Il sistema delle Camere di commercio è oggi fortemente impegnato a rafforzare la presenza all’estero delle nostre imprese, realizzando – anche attraverso progetti come EasyExport – iniziative innovative per assistere i potenziali esportatori nel loro sforzo di raggiungere i mercati esteri di interesse”.“Da oltre vent’anni affianchiamo gli imprenditori nello sviluppo della loro strategia commerciale all’estero. I risultati ottenuti ci consentono di affermare che le PMI italiane possono non solo gareggiare a testa alta nell’arena internazionale, ma anche ottenere grandi risultati e sbaragliare la concorrenza purché possano disporre delle competenze e degli strumenti idonei – commenta Massimo Lentsch, Amministratore Delegato di Co.Mark, Gruppo Tecnoinvestimenti – La nostra collaborazione con Unioncamere consentirà a un numero sempre crescente di PMI in tutta Italia di cogliere nel modo migliore le opportunità offerte dai mercati esteri.” La partnership prevede che – a progetto concluso – i professionisti di Co.Mark potranno anche continuare a operare presso le sedi camerali per un ulteriore periodo, grazie a uno specifico accordo commerciale. Infine, allo scopo di diffondere la cultura dell’internazionalizzazione tra le aziende del territorio, Co.Mark e le CCIAA organizzeranno una serie di seminari gratuiti sul tema.

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VIII edizione PIR: Capitali alternativi alla ricerca delle PMI

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Milano, mercoledì 16 maggio dalle 9,30 alle 13, Palazzo Turati Via Meravigli, 9/b VIII edizione. PIR: Capitali alternativi alla ricerca delle PMI. Ingresso libero su registrazione, si svolgerà l’incontro tra esperti del settore per analizzare queste nuove forme di investimento che se da un lato sono appetibili per processi di sburocratizzazione, alleggerimento del peso fiscale e maggiore facilità di accesso al credito, dall’altro necessitano di un repentino ammodernamento strutturale all’interno delle stesse PMI al fine di renderle maggiormente efficienti, così da crescere ed inserirsi anche nei mercati internazionali. Tra i relatori confermati, contestualmente ai vertici di LS Lexjus Sinacta Franco Casarano (presidente) e Gianluigi Serafini (managing partner), saranno presenti Angelo Tantazzi, Lea Zicchino e Davide Squarzoni, rispettivamente Presidente e Partner Prometeia SpA e Direttore Generale Prometeia Advisor SIM; Carlo Robiglio, Presidente Piccola Industria Confindustria; Fabio Pigorini, Amministratore Delegato Intermonte Sim; Barbara Lunghi, Primary Market Manager – Borsa Italiana ed Ennio Doris, Presidente Banca Mediolanum. Interverranno anche Duccio Vitali, Amministratore Delegato di Alkemy, e Alessandro Cozzi, Presidente e Amministratore Delegato di Wiit, per illustrare due case history del settore.La ricerca di Prometeia, che sarà descritta nel corso del convegno consentirà di mettere a fuoco le prospettive degli investitori in un prodotto come i PIR analizzando, sotto un profilo globale, i costi, i vantaggi e i potenziali risultati generabili da questa tipologia di operazione.

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Piano Juncker: 80 milioni di euro per le PMI italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

lavori in corsoIl piano Juncker ha garantito il proprio sostegno a un accordo del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) con la Banca Popolare Pugliese (un intermediario finanziario), che prevede l’erogazione di 80 milioni di EUR in finanziamenti innovativi a piccole e medie imprese (PMI) e a piccole imprese a media capitalizzazione nell’arco dei prossimi due anni. Il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), pilastro centrale del piano Juncker, è stato un fattore determinante nel rendere possibile tale accordo di prestito.
Il Vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen, responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “Il piano di investimenti ha già dimostrato di essere un successo, e l’Italia ne è tra i principali beneficiari. Sono lieto del fatto che, che grazie all’accordo odierno, un numero ancora maggiore di piccole e medie imprese italiane otterrà accesso ai finanziamenti di cui le imprese hanno bisogno per innovare, crescere, assumere nuovo personale ed espandere le proprie attività.” In base alle previsioni più attuali (vedere qui le schede per ogni paese), il piano Juncker dovrebbe stimolare investimenti per oltre 31 miliardi di EUR in Italia, e per 183,5 miliardi di euro in tutta Europa. Un comunicato stampa integrale è disponibile qui. (foto: lavori in corso)

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Le Pmi delle costruzioni in crescita all’estero grazie a una strategia di filiera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

biancofioreIl ristagno della domanda interna non ha fermato il mercato italiano delle costruzioni. La crescita del fatturato estero delle imprese italiane tra il 2004 e 2015 è stata del 286,5%. Una performance cui hanno contribuito le pmi.
Lo evidenzia in una nota il Presidente del Comitato estero Pmi dell’Ance, Gerardo Biancofiore.“Il nostro successo ha fatto leva su una strategia di filiera”, sottolinea Biancofiore. “Abbiamo operato in sinergia con Governo ed enti preposti all’internazionalizzazione come Ice, Sace e Simest. In coordinamento con le Ambasciate. Affiancati da alcuni tra i principali istituti di credito. Ma le Pmi per crescere, come ho sottolineato anche in un incontro con il Ministro degli Esteri Angelino Alfano, hanno bisogno di un maggiore supporto del Sistema Italia sulle garanzie e fideiussioni per partecipare alle gare internazionali così come avviene in altri paesi”.Ma per il numero del Comitato internazionalizzazione delle piccole e medie imprese dell’Ance, si può fare ancora di più. “All’estero – spiega Biancofiore – gli standard produttivi ormai sono sempre attestati su alti livelli tecnologici e di qualificazione complessiva. Il vero valore aggiunto ormai è dato dal servizio. Conteranno sempre le soluzioni tecnologiche, si dovrà avere il dovuto riguardo alla componente costi, ma a diventare determinante è fin d’ora, e sarà ancora di più nel prossimo futuro, la capacità di realizzare opere in grado di durare nel tempo, sia in termini di eccellenza di esecuzione che di materiali impiegati. Per far sì che queste opere non diventino obsolete dopo qualche anno, la partita della manutenzione sarà importante almeno quanto quella della realizzazione”.Per Biancofiore, occorre fare ancora un ulteriore sforzo per assicurare azioni di sistema, che snellendo tempi ed evitando sovrapposizioni, assicurino soprattutto alle piccole aziende un affiancamento idoneo sui mercati esteri. “A parole e analisi debbono far seguito progetti e decisioni. In ballo c’è la costruzione del mondo dei prossimi decenni. I paesi che sapranno definire strategie più funzionali e lungimiranti acquisiranno il vantaggio competitivo di aver fissato nuovi standard globali. Per quanto riguarda le imprese, siamo pronti, lo è la maggior parte delle nostre realtà. Puntiamo ad accrescere ulteriormente il portafoglio ordini complessivo italiano su scala internazionale”. (foto: biancofiore)

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