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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

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“Fare rete” tra le PMI”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 novembre 2019

I contratti di rete rappresentano per le imprese una vera opportunità in risposta alle esigenze di flessibilità e innovazione richieste dal mercato, con una particolare attenzione al processo di internazionalizzazione. A questo tema è dedicato il volume “I vantaggi della cooperazione: “Fare rete” tra le PMI”, pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Il testo, a cura di Assunta Cecere, disponibile gratuitamente online sul sito della Fondazione, è l’esito conclusivo della Borsa di Studio intitolata alla memoria del commercialista calabrese Liberato Passarelli, già Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Castrovillari (Cosenza), ucciso nell’esercizio della professione.Il libro, dopo un inquadramento generale sul numero delle PMI in Europa, focalizza l’attenzione sui vantaggi della cooperazione con uno sguardo al processo di internazionalizzazione, richiamando, sin da subito, le iniziative condotte dall’Unione Europea (ad esempio, Small Business Act, The Enterprise Europe Netwok, Erasmus for Young Entrepreneurs) e recepite da alcuni paesi europei, per un confronto con alcune nazioni Extra-Ue. Il tutto avvalorato dai risultati di una serie di ricerche eseguite sul mondo globalizzato. I vantaggi di fare rete, del networking strutturato, vengono ampiamente trattati nella parte centrale del lavoro. Attenzione particolare, non solo sulla distinzione tra il contratto di rete e altre forme di collaborazione come i “distretti industriali”, i “cluster”, o più semplicemente le “integrazioni”, ma anche un approfondimento sulle disposizioni normative civilistiche e fiscali che regolamentano il contratto di rete in Italia, nonché le diverse forme di contratto, ovvero rete-soggetto e rete-contratto. In conclusione, con uno sguardo al futuro, è facile ipotizzare un crescente ricorso a questa forma di collaborazione ancora poco diffusa nel nostro Paese rispetto ad altre regioni europee e non: il processo di internazionalizzazione in atto trova nel contratto di rete un valido strumento. È quanto viene trattato nell’ultima parte del documento. La cooperazione non può essere, in modo riduttivo, ricondotta alla mera attività commerciale di export, ma necessita di essere indagata secondo una valenza strategica di più ampio respiro, con l’auspicio di garantire una crescita costante delle PMI fondata su solide basi.

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Una Legge di Bilancio senza attenzione a PMI e Partite IVA

Posted by fidest press agency su sabato, 9 novembre 2019

“Abbiamo presentato gli emendamenti delle nostre associazioni ad una Legge di Bilancio senza attenzione a PMI e Partite IVA”. Lo ha dichiarato in una nota il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo DEIANA, dopo la nutrita conferenza stampa che ha avuto luogo presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica. “Noi puntiamo all’interesse reale del Paese, al suo rilancio concreto – ha continuato il Presidente DEIANA – e vedere una Legge di Bilancio non proprio coraggiosa non ci lascia indifferenti perché c’è una scarsissima attenzione per PMI e Partite IVA, la spina dorsale produttiva del Paese. E CONFASSOCIAZIONI, che conta ad oggi 502 associazioni, 820mila iscritti di cui 149mila imprese (con 4,9 dipendenti medi), deve e vuole essere azionista del Paese e pungolo per migliorare la manovra. Anche lanciando nuove iniziative come l’’Osservatorio Nazionale sulla Spending Review’ che sarà attivato nei prossimi giorni e presieduto dal Prof. Mario Basili, una persona con un CV di grandissima esperienza nel settore pubblico e su come andare a recuperare risorse laddove siano inefficienti”. Sul fronte delle Pari Opportunità, la Vice Presidente di CONFASSOCIAZIONI Federica DE PASQUALE ha evidenziato la disparità esistente tra lavoratrici dipendenti e lavoratrici con partita IVA. “Esiste una normativa per la lavoratrice dipendente – ha dichiarato la DE PASQUALE – che le permette di astenersi per tre mesi dal lavoro nel caso sia stata vittima di violenza. Diritto che vogliamo sia esteso per equità anche per le lavoratrici con Partite IVA unitamente alla costruzione di una misura di supporto i lavoratori autonomi dello spettacolo che quando perdono il lavoro non hanno ammortizzatori sociali. Senza dimenticare la rivisitazione di alcuni articoli del Codice Civile sull’amministratore immobiliare, soprattutto per quanto riguarda la gestione del contante nel conto corrente condominiale in termini di maggiore lotta all’evasione e alle truffe ai condomini”. Paolo RIGHI, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Immobiliare, ha posto l’attenzione sui numeri del settore immobiliare: “800mila i posti di lavoro persi dal 2011 ad oggi e 240mila le aziende fallite dal 2008, per un settore che rappresenta il 20% del Pil del Paese e per il quale, nell’ultima campagna elettorale, avevamo provocatoriamente chiesto un Ministero per l’Edilizia e per la Casa visto che il 75% delle famiglie italiane ha una casa e visto che l’immobile è punto di snodo tra più settori professionali e produttivi”.
“Tre gli emendamenti proposti per i quali pensiamo ci sia un rientro di gettito fiscale di almeno 60 milioni di euro – ha proseguito Gian Battista BACCARINI, Presidente della FIAIP, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionisti – e cioè favorire l’accesso alla casa, favorire la legalità e la trasparenza del mercato combattendo l’abusivismo. E infine favorire la lotta all’evasione fiscale. Il primo emendamento, rivolto agli acquirenti di prima casa, prevede la detrazione al 50% del compenso dell’agente immobiliare per entrambi i contraenti per un tetto massimo di 10.000 euro detraibili in 5 annualità. Il secondo emendamento riguarda l’equiparazione dell’IVA della fattura dell’agente immobiliare all’aliquota IVA acquisto prima casa per compravendite con un valore massimo fino a 250.000 euro. E infine il terzo emendamento vede l’obbligo da parte del notaio di inserire nell’atto pubblico non solo i dati dei contraenti ma anche i dati identificativi di coloro che sono presenti alla stipula per abbattere il problemo dell’abusivismo”. Senza dimenticare il ruolo della giustizia civile nello sviluppo e nei processi economici. Tre le direttrici di intervento a saldi invariati proposte da Carlo POLI, Membro del Comitato Scientifico della Confederazione e da Francesca CAPPELLINI, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Toscana.

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Presentazione del Rapporto PMI di Cerved

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 ottobre 2019

Milano. Dopo 5 anni di ripresa, cala la redditività delle PMI italiane: il ritorno sull’investimento, infatti, è passato dall’11,7% del 2017 all’11% del 2018, invertendo per la prima volta un trend positivo che si era ormai consolidato. Dal punto di vista finanziario, però, le cose vanno meglio, perché le piccole e medie imprese continuano a rafforzare la propria patrimonializzazione e nel 2018 il capitale netto è cresciuto a ritmi elevati, +12%. E’ dunque un’istantanea con luci e ombre quella scattata dal Rapporto Cerved PMI, lo studio dettagliato sullo stato di salute delle PMI italiane – ogni anno ne vengono analizzate 150.000 – che verrà presentato lunedì 11 novembre dalle 9.30 a Palazzo Mezzanotte (piazza Affari 6) durante Osservitalia. Giunto alla sesta edizione e realizzato in collaborazione con Borsa Italiana ed Elite, Osservitalia è l’appuntamento annuale che Cerved dedica all’analisi e alla discussione delle principali tematiche legate all’imprenditoria italiana, quest’anno con un focus specifico sulle nuove procedure di allerta.
Bilanci, abitudini di pagamento, rischio di credito e demografia d’impresa, cioè i fattori più interessanti e significativi per comprendere come si stia evolvendo il tessuto economico italiano, verranno illustrati attraverso l’edizione più aggiornata del Rapporto Cerved PMI, con un’attenzione particolare ai cambiamenti introdotti dalle nuove procedure di allerta: che ricadute hanno avuto e avranno sulle aziende italiane, in termini di costi e benefici? Cosa bisogna fare e quanto costa adeguarsi alle nuove regole?“E’ un tema di cui si parla ancora troppo poco, ma che avrà impatti rilevanti non solo per le imprese, ma anche per i professionisti, per le banche e più in generale per il sistema economico. Ricadute, sia positive che negative, che Cerved è stata in grado di misurare – commenta Valerio Momoni, Direttore Strategy e Corporate Development di Cerved -. Dal 2005 si tenta di riformare la legge fallimentare, ma solo ora si è messo mano in modo organico all’intera disciplina. E una delle principali novità sono proprio le procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, che mirano a un’emersione precoce dei casi di crisi aziendale, così da tentare di risolverli minimizzando i danni. E’ per avere informazioni di prima mano, come è nel nostro DNA, che abbiamo chiamato a discutere di questi temi alcuni dei principali attori coinvolti nella riforma”. Prenderanno infatti la parola: Andrea Mignanelli, CEO di Cerved; Fabiano Schivardi, della Luiss University; Valerio Momoni, Direttore Strategy e Corporate Development di Cerved; Guido Romano, Responsabile Ufficio Studi di Cerved; Paolo Rinaldi, Partner dello Studio Rinaldi e membro del gruppo di lavoro sulla Riforma Rordorf del CNDCEC; Sandro Pettinato, Vicesegretario di Unioncamere che si occuperà dei nascenti Organismi di Composizione delle Crisi (OCRI); Gabriele Gori, Head of Italy Credit Risk Portfolio Analysis di Unicredit; Antonio Matonti, Direttore Area Legislativi di Confindustria; Roberto Fontana, magistrato della Procura della Repubblica di Milano e componente della Commissione ministeriale per la riforma della crisi d’impresa. Modera il giornalista Andrea Cabrini, Direttore Class CNBC.Osservitalia vuole dunque essere sempre più un punto di riferimento per tutta la comunità del business e un imperdibile momento di networking, capace di coinvolgere imprese, istituti di credito, enti assicurativi, finanziarie e società di recupero, ma anche investitori, ricercatori, giornalisti e consulenti.
Cerved è la Data-Driven Company italiana che comprende nella sua offerta sofisticate soluzioni per l’analisi e la gestione del rischio di credito e per i servizi alle imprese, forte di un enorme patrimonio informativo su milioni di attività. lI database di Cerved è infatti costituito da dati ufficiali (bilanci, visure, protesti, dati immobiliari, elenco dei soci) che vengono incrociati e arricchiti con informazioni ottenute da altre fonti: ad esempio, le esperienze di pagamenti commerciali fornite da Cerved Payline, dati “open” come gare e finanziamenti pubblici e molti altri ancora derivati da pagine web, siti aziendali e social network, analizzati attraverso tecnologie advanced analytics di ultima generazione.

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«Le pmi siano guida del cambiamento»

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

Le imprese sono le realtà verso cui le persone oggi hanno più fiducia e hanno perciò l’opportunità – e insieme la responsabilità – di guidare il cambiamento. Oscar di Montigny, manager di primo piano in Banca Mediolanum, fondatore e presidente della start-up innovativa a vocazione sociale Be Your Essence, è intervenuto oggi in una Sala Ajace completamente sold out, una platea con circa 150 giovani imprenditori arrivati a Udine per il primo incontro internazionale, “Business meets future”, a loro dedicato e organizzato dal Comitato imprenditoria giovanile della Camera di commercio di Pordenone-Udine, presieduto da Fabio Passon. Il discorso di di Montigny ha preso le mosse dall’intervento dell’altro ospite d’onore dell’evento, Sergio Arzeni, presidente Insme e già direttore all’Ocse di Parigi. Se Arzeni ha evidenziato la necessità per l’Italia di invertire la sua incapacità di attrarre e trattenere talenti invece di farli scappare e ha parlato dell’evoluzione del mondo del lavoro oggi, dove la formazione è essa stessa lavoro e va coltivata di pari passo e con costanza, di Montigny ha introdotto quattro grandi temi che stanno modificando non solo il modo di fare economia, ma le nostre vite, su cui è necessario prendere consapevolezza, soprattutto da parte degli imprenditori, per saperli gestire. «Servono aziende consapevoli – ha detto di Montigny –. I tempi sono maturi per un’economia più sana». E, in questo senso, ha confermato come tutte le più autorevoli statistiche indichino come non ci sia nessuno meglio dei privati e delle piccole e medie imprese per essere il motore del cambiamento. I driver che più lo stanno producendo sono demografia, oggi in crescita esponenziale, attenzione all’ambiente non più svincolabile dal lavoro, dall’impresa, dalla consapevolezza quotidiana, ovviamente le tecnologie, sempre più pervasive e in modi che le nostre menti non sono in grado di elaborare e prevedere, e infine anche etica, valori, comportamento, questi ultimi una sorta di sintesi di tutti i precedenti driver. Per di Montigny, due parole che descriveranno il prossimo futuro sono “innovabililty”, miscela di innovation e sustainability («hanno senso solo se concepite e coltivate insieme»), e la più tradizionale “gratitudine”, applicata però oggi al fare impresa e al mercato. Le aziende sempre più dovranno lavorare in modo che le persone che fruiscono dei loro beni o servizi siano loro grate, in senso positivo, perché la gratitudine è l’unico sentimento vero, onesto e durevole a cui il lavoro di tutti deve tendere. Tendere cioè a un’ “economia 0.0”, che ritrova il suo senso, non è la velocità a fare tutta la differenza ma l’orientamento, il fare business in modo innovativo e utile.

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Germania: PMI in calo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte SIM. Il PMI (indice che riassume le prospettive dichiarate dai direttori area acquisto) preliminare di novembre tedesco è risultato ancora in calo. La componente manifatturiera è arrivata al minimo da 32 mesi, risultando inferiore alle attese.
Leggendo i dettagli del report emerge che il calo è dovuto soprattutto ad un forte ridimensionamento delle esportazioni di beni durevoli. Dal dato pertanto emerge la possibilità che, dopo il calo del PIL del terzo trimestre (-0,2% a causa principalmente di un ridimensionamento delle esportazioni ma anche dei consumi, in base ai dati pubblicati oggi), anche il quarto trimestre possa registrare una crescita intorno allo 0%, nel qual caso la crescita 2018 si attesterebbe all’1,4%, con possibilità che nel 2019 la crescita del PIL tedesco 2019 si attesti nel range 1-1,3%. Gli operatori stanno reagendo aumentando le probabilità attribuite ad una nuova TLTRO. A testimonianza di ciò, il deprezzamento dell’euro e il rafforzamento ulteriore del BTP a 2 anni, con tasso sotto lo 0,90% e pendenza Btp 2-10 anni vicino ai 250 pb! Il dato di oggi dà effettivamente una carta in più in mano a Draghi per definire l’attuale rallentamento non temporaneo ma strutturale, al punto da cambiare la dizione sui rischi sulla crescita: non più bilanciati ma orientati al ribasso. Di conseguenza le probabilità di una Tltro già il 13 dicembre aumentano, malgrado il fatto che il governatore Visco non sarà votante nella prossima riunione. Ieri le minute della Bce hanno segnalato che alcuni membri han denunciato il fatto che potrebbero esservi tensioni sulla liquidità legate alle scadenze della Tltro precedente a metà 2020.

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Dalla finanza alternativa grandi opportunità per le PMI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Nell’ultimo biennio il mercato della finanza alternativa per le PMI è cresciuto rapidamente, sia in termini di flussi di finanziamenti sia di piccole e medie imprese che guardano con interesse a questi strumenti alternativi al credito bancario. Gli ultimi 18 mesi sono stati anche un periodo di grandi cambiamenti, con alcuni segmenti prima dominanti che hanno perso terreno e altri che hanno registrato un incremento a due cifre. Ma nonostante la forte crescita, il mercato italiano appare ancora in ritardo rispetto ai principali Paesi europei e sono poche le PMI che si affidano alla finanza alternativa per reperire capitali: appena 1.800, tralasciando le aziende individuali, l’1% delle piccole e medie imprese che potrebbero utilizzarli.
I mini-bond si sono imposti come il primo canale di finanziamento alternativo, col 51% del mercato e 1,840 miliardi di finanziamenti generati, al secondo posto il private equity e venture capital, che ha perso la prima posizione, passando al 22% del mercato. Netta anche la crescita dell’Invoice Trading, lo strumento più utilizzato in assoluto (adottato da 900 PMI), capace di guadagnare undici punti percentuali (dal 5% al 16%) e di produrre un flusso di finanziamenti quasi pari a quello dell’ultimo decennio (580,8 milioni di euro su 612,2). Ancora minoritari ma in crescita il Crowdfunding (dall’1% al 3%) e le ICO (dall’1% al 2%), marginale il Direct Lending (da 0,2% a 0,6%).
I mini-bond nell’ultimo anno e mezzo si sono imposti come il primo canale alternativo col 51% del mercato (contro il 28% del periodo 2008-2018), generando 1,840 miliardi di finanziamenti, oltre la metà dei flussi generati dal 2008 in poi. Le PMI italiane che hanno emesso mini-bond fino al 30 giugno 2018 sono state 221 (36 delle quali si sono affacciate sul mercato per la prima volta quest’anno), per un valore di 3,545 miliardi di euro suddivisi in 335 emissioni. Più di metà dei finanziamenti è stata raccolta negli ultimi 18 mesi: 1,527 miliardi nel 2017 e 313 milioni nel primo semestre del 2018.Crowdfunding – Negli ultimi mesi ha registrato un buon tasso di crescita (dall’1 al 3%) anche l’equity crowdfunding, trainato dall’estensione a tutte le PMI di questa opportunità, inizialmente riservata a startup e PMI innovative. Fino al 30 giugno 2018 erano 214 le aziende italiane che hanno provato a raccogliere capitale di rischio sulle piattaforme Internet autorizzate, assicurandosi attraverso 134 campagne chiuse con successo investimenti pari a 33,3 milioni di euro (11,6 milioni nel 2017 e 14,2 nel primo semestre del 2018).
L’ultimo biennio ha visto una crescita decisa anche dei prestiti erogati alle PMI dalle piattaforme di lending: su un totale di 60,3 milioni di euro prestati a circa 250 PMI italiane (escludendo le ditte individuali), 53,9 sono stati concessi nel periodo compreso fra il 1 gennaio 2017 e il 30 giugno 2018. Anche questo mercato è destinato a crescere, grazie all’afflusso annunciato di capitali da investitori professionali che si affiancheranno ai piccoli risparmiatori di Internet.Completa il quadro il reward-based crowdfunding. Si tratta di campagne di piccolo importo (condotte soprattutto su portali USA come Kickstarter e Indiegogo) che imprese italiane in fase di avvio hanno condotto per raccogliere denaro offrendo in cambio prodotti e ricompense non monetarie. La ricerca ha stimato in 7 milioni di euro i finanziamenti raccolti in questo modo, senza prospettive di crescita rilevante.
Invoice Trading – Netto anche l’aumento dell’Invoice Trading (cessione di una fattura commerciale in cambio di un anticipo in denaro attraverso una piattaforma online), lo strumento più utilizzato in assoluto: è stato adottato da 900 PMI e ha guadagnato negli ultimi 18 mesi undici punti percentuali (dal 5% al 16%), divenendo il terzo segmento del mercato e producendo un flusso di finanziamenti quasi pari a quello dell’ultimo decennio (580,8 milioni di euro su 612,2).
Il grande interesse cresciuto nel 2017 e nel 2018 attorno alle criptovalute e alla tecnologia blockchain ha spinto diversi imprenditori a lanciarsi nel mercato delle Initial Coin Offerings (ICOs, passate dall’1 al 2% del mercato), che raccolgono capitali su Internet offrendo in sottoscrizione token digitali e disintermediando completamente piattaforme terze e circuiti di pagamento tradizionali. La ricerca ha censito 16 ICO promosse entro giugno da team costituiti per più del 50% da italiani, per un totale di 150 milioni di euro, di cui circa 80 riconducibili a PMI italiane già esistenti o di nuova costituzione.
Private Equity e Venture Capital – L’ultimo comparto analizzato sono gli investimenti effettuati da soggetti professionali nel campo del private equity e del venture capital, che sottoscrivono capitale di rischio di imprese non quotate con l’obiettivo di contribuire alla loro crescita per poi ottenere una plusvalenza al momento dell’exit. Questo segmento ha perso la prima posizione, passando dal 59% del mercato nel periodo 2008-2018 all’attuale 22%.Benchè attivo da tempo, il mercato italiano del private equity e del venture capital è ancora sotto-dimensionato rispetto alla situazione di Regno Unito, Germania, Francia. Considerando soltanto le operazioni di early stage e di expansion, dal 2008 al giugno 2018 sono state mobilizzate risorse in Italia per 970 milioni di euro nell’early stage e 6,5 miliardi nell’expansion. Negli ultimi 18 mesi, invece, i flussi sono stati pari a 229 milioni per la prima voce (su 213 progetti) e di 568 per la seconda (per 69 aziende).
By Giancarlo Giudici, Direttore scientifico degli Osservatori Entrepreneurship & Finance della School of Management del Politecnico di Milano (testo in sintesi)

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Presentazione del Rapporto PMI di Cerved

Posted by fidest press agency su domenica, 4 novembre 2018

Milano Giovedì 15 novembre alle 9.30 a Palazzo Mezzanotte (Piazza Affari 6) presentazione del Rapporto PMI di Cerved, in collaborazione con Borsa Italiana, un’occasione di dibattito e networking sullo stato e le prospettive della nostra economia.
Sono alcune migliaia le PMI italiane, in molti casi a gestione familiare, che hanno un potenziale di crescita non pienamente sfruttato e che potrebbero beneficiare di iniezioni di capitale esterno da parte di investitori istituzionali. Vere e proprie eccellenze che Cerved ha individuato incrociando i dati di bilancio contenuti nel suo enorme database con informazioni qualitative ottenute attraverso le proprie soluzioni di marketing evoluto, mappando così un ricco patrimonio imprenditoriale.
E’ uno dei contenuti esclusivi – insieme a bilanci, abitudini di pagamento, rischio di credito e demografia d’impresa, insomma la fotografia completa del tessuto economico italiano – che verranno illustrati a Osservitalia, l’appuntamento annuale di Cerved dedicato all’analisi delle Pmi italiane e alla discussione delle principali tematiche che le riguardano, quest’anno realizzato in collaborazione con Elite Borsa Italia.)
“Qual è lo stato di salute della nostra economia, in particolare delle piccole e medie imprese? Quale potrebbe essere l’effetto di un aumento persistente degli spread sulla loro redditività? Quante e quali sono quelle che potrebbero crescere aprendo il capitale a investitori istituzionali? Attorno a queste domande ruoterà la tavola rotonda che seguirà l’illustrazione del Rapporto Cerved PMI – spiega Valerio Momoni, Marketing, Product & Business Development Director di Cerved – cui abbiamo invitato esperti e protagonisti del mercato. Chiuderà la giornata un’intervista a Corrado Passera, Presidente esecutivo di SPAXS”.
Il Rapporto Cerved PMI ogni anno analizza 150.000 piccole e medie imprese. Cerved infatti è la data-driven company italiana che comprende nella sua offerta sofisticate soluzioni per l’analisi e la gestione del rischio di credito e dispone di un enorme patrimonio di informazioni sulle imprese. In particolare, nel Rapporto sono stati utilizzati i big data e le tecnologie dei grafi – attraverso la piattaforma Graph4You, che permette di individuare e illustrare graficamente i punti di contatto più nascosti tra 45 milioni di soggetti – per definire il ruolo delle famiglie nelle strutture proprietarie e di governo delle PMI e scovare quelle con performance finanziarie eccellenti che potrebbero aprire il loro capitale, magari perché vicine al cambio generazionale. I lavori della giornata seguono questo iter:
09:30 – Benvenuto e introduzione di Gianandrea De Bernardis, CEO di Cerved
10:00 – Presentazione Rapporto Cerved PMI 2018
L’andamento delle PMI – Valerio Momoni, Direttore Marketing & Sviluppo Prodotti Cerved
L’evoluzione del rischio – Guido Romano, Responsabile Ufficio Studi Cerved
Iniezioni di capitale nelle PMI familiari ad alto potenziale di crescita – Fabiano Schivardi, Luiss e Resp. Scientifico Rapporto Cerved PMI
11:30 – Tavola rotonda “Capitalismo familiare e crescita attraverso iniezioni di capitale esterno”, con Luca Peyrano, CEO di Elite, Giampiero Mazza, Partner di CVC Capital Patners,
Luca Pretto, CEO di Pasubio, Alessandro Cozzi, CEO e Founder di WIIT, Modera Andrea Cabrini, Class CNBC.
12:30 – Intervista a Corrado Passera, Presidente Esecutivo SPAXS, a cura di Andrea Cabrini, Class CNBC

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Per le PMI opportunità di finanziamento con la Borsa

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Buone notizie per le PMI che intendono quotarsi in Borsa: la Legge di Bilancio 2018 (articolo 1, commi 89-92) ha introdotto il credito d’imposta sul 50% delle spese di consulenza relative alla quotazione sostenute tra l’1.1.2018 e il 31.12-2020. Utilizzabile esclusivamente in compensazione, tale credito è valido per tutte le tipologie di quotazione, con o senza aumento di capitale, sui mercati europei regolamentati e non. L’ammontare complessivo del credito è di 80 milioni di euro ed è stato stimato che potranno usufruire di questa agevolazione un minimo di 160 imprese nell’arco del triennio. Per ciascuna è previsto un tetto massimo di 500.000 euro.
Sono ammissibili al credito d’imposta un ampio elenco di voci:
– attività sostenute per iniziare il processo di IPO (Inital Public Offering), tra cui l’implementazione e l’adeguamento del sistema di controllo di gestione, l’assistenza dell’impresa nella redazione del piano industriale, il supporto all’impresa in tutte le fasi del percorso funzionale alla quotazione nel mercato di riferimento;
– attività svolte in fase di ammissione alla quotazione per attestare l’idoneità dell’azienda all’ammissione e permanenza sul mercato;
– azioni necessarie per collocare presso gli investitori le azioni oggetto di quotazione;
– attività finalizzate a supportare la società emittente nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche e nella conseguente preparazione di un report, incluse quelle relative allo svolgimento della due diligence finanziaria;
– assistenza della società emittente nella redazione del documento di ammissione e del prospetto o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati o per la produzione di ricerche così come definite nell’articolo 3, comma 1, numeri 34 e 35 del Regolamento UE n. 596/2014;
– attività riguardanti le questioni legali, fiscali e contrattuali (ad esempio, la definizione dell’offerta, l’analisi del prospetto informativo o documento di ammissione o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati, la due diligence legale o fiscale e gli aspetti legati al governo dell’impresa);
– comunicazione necessaria a offrire la massima visibilità dell’azienda e a divulgare l’investment case tramite interviste, comunicati stampa, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria.
Le spese possono consistere in un importo fisso pattuito in precedenza, oppure possono dipendere parzialmente dal successo della quotazione. Dovranno essere attestate dal Presidente del collegio sindacale, oppure da un Revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali, o da un professionista iscritto nell’albo dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili. Per usufruire dell’agevolazione le PMI dovranno inviare una richiesta per via telematica nel periodo compreso tra il 1° ottobre dell’anno in cui è stata ottenuta la quotazione e il 31 marzo dell’anno successivo. Il riconoscimento dell’agevolazione (con indicazione dell’importo spettante), o il rifiuto, sarà comunicato alle PMI nei 30 giorni dal termine ultimo.

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Round aperto per la Startup che aiuta Startup e PMI

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

Il 60% delle problematiche delle aziende sono legate ai risultati del marketing. Traction sviluppa soluzioni per automatizzare il marketing e le performance e avvia un proprio round di finanziamento. Il 90% delle startup non riesce a superare la fase di crescita. Nel 60% dei casi le problematiche sono riconducibili al marketing, il 50% delle soluzioni può essere automatizzato.
Sono questi i numeri dell’ecosistema delle Startup e quelli che rappresentano la mission di Traction.La maggior parte delle aziende dopo il primo round di finanziamento, si trova in grande difficoltà, non riesce a crescere e manda in fumo il budget di marketing.La soluzione risiede nell’adozione di una serie di strumenti di marketing automation e nel supporto da parte di esperti.Traction (www.tractionmanagement.it) è una realtà unica sul territorio nazionale: un progetto innovativo fondato da esperti che hanno deciso di mettere le loro capacità a servizio dei founder e delle loro iniziative imprenditoriali, sviluppando tools per supportarli nelle attività di Digital Marketing. Ad oggi soni più di 30 le aziende che hanno utilizzato Traction. I tools sviluppati ad oggi sono già 4, il migliore è Email Urgency, che incrementa il click rate delle mail commerciali del 20%.Traction ricerca ora investitori (bit.ly/invest-in-traction), smart money per accelerare il percorso di crescita dell’azienda. Il round è aperto: 300.000€ per il 16,7% di Traction, con la possibilità di assessment gratuito per tutte le aziende facenti parte del network del singolo investor. Per farlo ha chiesto il supporto di BacktoWork24 che nel suo track-record annovera solo successi e più di 20€ Milioni di euro raccolti per le aziende del network.Abbiamo deciso di coinvolgere altri soci per ottenere una maggiore copertura dell’ecosistema delle aziende innovative e supportare su scala ancor più larga la creazione delle aziende del futuro. D’altro canto, per farlo dobbiamo concentrare gli investimenti nello sviluppo di altri Tools di Marketing Automation per la creazione di una cassetta degli attrezzi utile a chiunque voglia crescere spendendo bene il budget di marketing sia nel BTB che nel BTC – afferma Pier Francesco Geraci, CEO di Traction.Traction è in campagna di crowdfunding su BacktoWork24, per tutti coloro che sono interessati ad investire è possibile ricevere ulteriori informazioni a questo LINK: bit.ly/invest-in-traction.

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Progetto EasyExport

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

Co.Mark (Gruppo Tecnoinvestimenti), azienda specializzata in servizi di Temporary Export Management, e Unioncamere annunciano che ha preso il via il progetto EasyExport nell’ambito dell’accordo siglato a novembre 2017 per offrire alle PMI italiane un sostegno concreto al loro processo di internazionalizzazione. L’iniziativa, della durata di sei mesi, coinvolge ventuno Camere di Commercio distribuite sul territorio italiano: 6 nel Nord Italia (Valdostana, Torino, Genova, Riviere della Liguria, Treviso- Belluno e Udine), 7 nel Centro (oltre all’Unione Regionale della Toscana, si tratta delle CCIAA di Bologna, Perugia, Terni, Ascoli, Fermo e Roma) e 8 nel Sud (oltre all’UR della Campania, sono Molise, Bari, Potenza, Matera, Reggio Calabria, Cagliari e Messina).Presso la Camera di commercio, i Temporary Export Specialist® (TES®) di Co.Mark favoriranno l’individuazione e l’erogazione dei servizi innovativi per l’export da affiancare ai servizi attualmente erogati dalle strutture camerali, supportandone anche le attività di comunicazione e le azioni di marketing.I TES opereranno a titolo gratuito per mezza giornata alla settimana e, contemporaneamente, formeranno gli operatori del sistema camerale trasferendo loro le conoscenze necessarie per poi poter assistere le imprese che si rivolgeranno alle CCIAA per una consulenza in tema di export.
“Stimiamo ci siano in Italia almeno 45mila imprese che hanno i numeri per esportare stabilmente ma che non lo fanno, per mancanza di competenze interne o perché non trovano soggetti che sui territori le assistono nel muovere i passi giusti” ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “Il sistema delle Camere di commercio è oggi fortemente impegnato a rafforzare la presenza all’estero delle nostre imprese, realizzando – anche attraverso progetti come EasyExport – iniziative innovative per assistere i potenziali esportatori nel loro sforzo di raggiungere i mercati esteri di interesse”.“Da oltre vent’anni affianchiamo gli imprenditori nello sviluppo della loro strategia commerciale all’estero. I risultati ottenuti ci consentono di affermare che le PMI italiane possono non solo gareggiare a testa alta nell’arena internazionale, ma anche ottenere grandi risultati e sbaragliare la concorrenza purché possano disporre delle competenze e degli strumenti idonei – commenta Massimo Lentsch, Amministratore Delegato di Co.Mark, Gruppo Tecnoinvestimenti – La nostra collaborazione con Unioncamere consentirà a un numero sempre crescente di PMI in tutta Italia di cogliere nel modo migliore le opportunità offerte dai mercati esteri.” La partnership prevede che – a progetto concluso – i professionisti di Co.Mark potranno anche continuare a operare presso le sedi camerali per un ulteriore periodo, grazie a uno specifico accordo commerciale. Infine, allo scopo di diffondere la cultura dell’internazionalizzazione tra le aziende del territorio, Co.Mark e le CCIAA organizzeranno una serie di seminari gratuiti sul tema.

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VIII edizione PIR: Capitali alternativi alla ricerca delle PMI

Posted by fidest press agency su martedì, 15 Mag 2018

Milano, mercoledì 16 maggio dalle 9,30 alle 13, Palazzo Turati Via Meravigli, 9/b VIII edizione. PIR: Capitali alternativi alla ricerca delle PMI. Ingresso libero su registrazione, si svolgerà l’incontro tra esperti del settore per analizzare queste nuove forme di investimento che se da un lato sono appetibili per processi di sburocratizzazione, alleggerimento del peso fiscale e maggiore facilità di accesso al credito, dall’altro necessitano di un repentino ammodernamento strutturale all’interno delle stesse PMI al fine di renderle maggiormente efficienti, così da crescere ed inserirsi anche nei mercati internazionali. Tra i relatori confermati, contestualmente ai vertici di LS Lexjus Sinacta Franco Casarano (presidente) e Gianluigi Serafini (managing partner), saranno presenti Angelo Tantazzi, Lea Zicchino e Davide Squarzoni, rispettivamente Presidente e Partner Prometeia SpA e Direttore Generale Prometeia Advisor SIM; Carlo Robiglio, Presidente Piccola Industria Confindustria; Fabio Pigorini, Amministratore Delegato Intermonte Sim; Barbara Lunghi, Primary Market Manager – Borsa Italiana ed Ennio Doris, Presidente Banca Mediolanum. Interverranno anche Duccio Vitali, Amministratore Delegato di Alkemy, e Alessandro Cozzi, Presidente e Amministratore Delegato di Wiit, per illustrare due case history del settore.La ricerca di Prometeia, che sarà descritta nel corso del convegno consentirà di mettere a fuoco le prospettive degli investitori in un prodotto come i PIR analizzando, sotto un profilo globale, i costi, i vantaggi e i potenziali risultati generabili da questa tipologia di operazione.

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Piano Juncker: 80 milioni di euro per le PMI italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 Mag 2017

lavori in corsoIl piano Juncker ha garantito il proprio sostegno a un accordo del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) con la Banca Popolare Pugliese (un intermediario finanziario), che prevede l’erogazione di 80 milioni di EUR in finanziamenti innovativi a piccole e medie imprese (PMI) e a piccole imprese a media capitalizzazione nell’arco dei prossimi due anni. Il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), pilastro centrale del piano Juncker, è stato un fattore determinante nel rendere possibile tale accordo di prestito.
Il Vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen, responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “Il piano di investimenti ha già dimostrato di essere un successo, e l’Italia ne è tra i principali beneficiari. Sono lieto del fatto che, che grazie all’accordo odierno, un numero ancora maggiore di piccole e medie imprese italiane otterrà accesso ai finanziamenti di cui le imprese hanno bisogno per innovare, crescere, assumere nuovo personale ed espandere le proprie attività.” In base alle previsioni più attuali (vedere qui le schede per ogni paese), il piano Juncker dovrebbe stimolare investimenti per oltre 31 miliardi di EUR in Italia, e per 183,5 miliardi di euro in tutta Europa. Un comunicato stampa integrale è disponibile qui. (foto: lavori in corso)

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Le Pmi delle costruzioni in crescita all’estero grazie a una strategia di filiera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

biancofioreIl ristagno della domanda interna non ha fermato il mercato italiano delle costruzioni. La crescita del fatturato estero delle imprese italiane tra il 2004 e 2015 è stata del 286,5%. Una performance cui hanno contribuito le pmi.
Lo evidenzia in una nota il Presidente del Comitato estero Pmi dell’Ance, Gerardo Biancofiore.“Il nostro successo ha fatto leva su una strategia di filiera”, sottolinea Biancofiore. “Abbiamo operato in sinergia con Governo ed enti preposti all’internazionalizzazione come Ice, Sace e Simest. In coordinamento con le Ambasciate. Affiancati da alcuni tra i principali istituti di credito. Ma le Pmi per crescere, come ho sottolineato anche in un incontro con il Ministro degli Esteri Angelino Alfano, hanno bisogno di un maggiore supporto del Sistema Italia sulle garanzie e fideiussioni per partecipare alle gare internazionali così come avviene in altri paesi”.Ma per il numero del Comitato internazionalizzazione delle piccole e medie imprese dell’Ance, si può fare ancora di più. “All’estero – spiega Biancofiore – gli standard produttivi ormai sono sempre attestati su alti livelli tecnologici e di qualificazione complessiva. Il vero valore aggiunto ormai è dato dal servizio. Conteranno sempre le soluzioni tecnologiche, si dovrà avere il dovuto riguardo alla componente costi, ma a diventare determinante è fin d’ora, e sarà ancora di più nel prossimo futuro, la capacità di realizzare opere in grado di durare nel tempo, sia in termini di eccellenza di esecuzione che di materiali impiegati. Per far sì che queste opere non diventino obsolete dopo qualche anno, la partita della manutenzione sarà importante almeno quanto quella della realizzazione”.Per Biancofiore, occorre fare ancora un ulteriore sforzo per assicurare azioni di sistema, che snellendo tempi ed evitando sovrapposizioni, assicurino soprattutto alle piccole aziende un affiancamento idoneo sui mercati esteri. “A parole e analisi debbono far seguito progetti e decisioni. In ballo c’è la costruzione del mondo dei prossimi decenni. I paesi che sapranno definire strategie più funzionali e lungimiranti acquisiranno il vantaggio competitivo di aver fissato nuovi standard globali. Per quanto riguarda le imprese, siamo pronti, lo è la maggior parte delle nostre realtà. Puntiamo ad accrescere ulteriormente il portafoglio ordini complessivo italiano su scala internazionale”. (foto: biancofiore)

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Nuove norme per proteggere gli investitori e aiutare le PMI ad accedere a capitali

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

capitaliIl Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le nuove norme vincolanti sulle informazioni fornite nei prospetti finanziari agli investitori, allo scopo di proteggerli, creare un mercato unico dei capitali più efficiente e facilitare l’accesso delle piccole imprese ai finanziamenti.”Il Prospetto è un esempio concreto di come costruiremo l’Unione dei capitali. Abbiamo reso il regolamento sui prospetti informativi più adatto all’ambiente attuale e sarà di beneficio per chi vuole raccogliere fondi sul mercato, ponendo fine all’eccessiva dipendenza delle piccole imprese sulla raccolta bancaria. Il nuovo prospetto potrà ridurre i costi e aumentare la leggibilità e la pertinenza delle informazioni per gli investitori, che a sua volta migliorerà la tutela degli investitori”, ha detto il relatore Petr Ježek (ALDE, CZ) nel corso del dibattito.I prospetti sono documenti obbligatori che sono pubblicati quando titoli, come azioni societarie, e titoli non azionari, come le obbligazioni, sono offerti a investitori o ammessi al trading. Tali prospetti dovranno essere a disposizione del pubblico e pubblicati sul sito internet dell’emittente o dell’intermediario finanziario.Il testo legislativo è stato adottato con 517 voti a favore, 109 contrari e 71 astensioni. Secondo le nuove norme, le informazioni contenute nel prospetto devono consentire agli investitori di valutare le attività e passività, i costi, le perdite e i diritti connessi a prodotti di investimento.I prospetti dovranno includere una sintesi chiara e accurata di sette pagine (e ulteriori pagine, in un numero compreso tra una a tre pagine extra, nel caso siano necessarie ulteriori spiegazioni su un determinato tipo di protezione), che fornisca:informazioni fondamentali per gli investitori che hanno bisogno di capire i rischi e prendere una decisione informata,informazioni sull’emittente, sui titoli, sull’offerta al pubblico e sull’ammissione alla compravendita, e un chiaro avvertimento dei rischi connessi, come ad esempio il rischio di perdere una parte o la totalità degli investimenti.La sintesi del documento dovrebbe essere un’introduzione al prospetto stesso ed essere coerente con le altre parti del documento. Uno degli obiettivi principali del mercato unico dei capitali dell’Unione, per i quali il regolamento sul prospetto rappresenta una tappa essenziale, è quello di facilitare l’accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese (PMI).Poiché le PMI di solito hanno bisogno di trovare sul mercato importi inferiori rispetto ad altri emittenti, il costo di redigere un prospetto completo potrebbe essere sproporzionatamente alto. I deputati pertanto hanno istituito pertanto un prospetto di crescita specifico, standardizzato e più semplice per le PMI e gli altri emittenti che desiderano trovare piccole somme di denaro, fino a 20 milioni di euro nel corso di un periodo di dodici mesi.Una volta approvati, i prospetti di crescita dell’Unione dovrebbero beneficiare del regime di passaporto e dovrebbero essere validi per qualsiasi offerta al pubblico in tutta l’Unione. Le nuove norme si applicheranno a partire dai 24 mesi successivi alla loro entrata in vigore.

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Andamento positivo per le pmi della meccanica e subfornitura, sempre più orientate verso la Fabbrica Digitale 4.0

Posted by fidest press agency su sabato, 25 marzo 2017

offerte mondo digitale1Un comparto vitale, che si è lasciato alle spalle la congiuntura negativa e che guarda con fiducia alle prospettive di sviluppo offerte dalla quarta rivoluzione industriale: è questa la fotografia delle imprese italiane della meccanica e subfornitura scattata dall’Osservatorio MECSPE, realizzato da Senaf in occasione di MECSPE, la manifestazione punto di riferimento per il manifatturiero 4.0, che, con 2.051 aziende presenti, si è aperta oggi a Fiere di Parma, fino al 25 marzo. Secondo l’Osservatorio MECSPE, infatti, per le pmi della meccanica e subfornitura, il 2016 si è chiuso con fatturati in crescita per quasi la metà (48,7%) e una situazione occupazionale positiva: se per il 44% il numero di addetti non è variato, è stato ben il 46,8% ad assumere nuovo personale. Positivi anche i risultati prospettati per il 2017: il 56,6% prevede un incremento del proprio fatturato e una situazione occupazionale stabile (49,8%) se non in crescita (46,2%). Una situazione che soddisfa gli imprenditori, con solo un 5% insoddisfatto e ben sei su dieci (59,9%) ampiamente appagati dall’andamento attuale della propria azienda.
Le pmi della meccanica e della subfornitura, che a oggi hanno introdotto nuove tecnologie abilitanti, hanno privilegiato soluzioni per la sicurezza informatica (30,6%), la robotica (20,7%), la meccatronica (20,1%), il cloud computing (16,5%) e la simulazione (16,2%), che saranno oggetto di ulteriori investimenti nel corso del 2017. A fine anno, perciò, la sicurezza informatica sarà presente in oltre un terzo delle aziende (35,7%), in oltre un quarto ci sarà robotica (25,8%) e meccatronica (26,4%), mentre oltre un quinto si doterà di cloud computing (23,7%) e soluzioni di simulazione (21,3%). Durante il 2017, però, sarà l’internet of things a godere degli investimenti maggiori, arrivando a registrare un +12% e a essere così presente in quasi un quarto delle imprese italiane (24,9%).

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Digitalizzazione delle PMI in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2017

sanità-digitaleRecenti dati Istat confermano che l’Italia è ancora il Paese europeo con il più alto numero di PMI, che rappresentano il 95% del totale delle unità produttive. Un’indagine Doxa per Groupon ha analizzato un campione di 900 PMI italiane, equamente diviso tra imprese che almeno una volta hanno utilizzato Groupon per promuovere la loro attività commerciale (quindi sicuramente vicine al mondo web, da qui chiamate PMI 100% Online) e imprese che invece non hanno mai collaborato (forse ugualmente digitali ma lontane dal mondo del couponing, da qui in avanti chiamate PMI).Obiettivo della ricerca è indagare la situazione attuale sulla digitalizzazione delle PMI in Italia, con anche un confronto rispetto alla stessa indagine condotta 4 anni fa.
Rispetto al 2013, il livello medio di coinvolgimento delle PMI nel digital marketing è più che raddoppiato nel 2017 (dal 27% al 58%) ed è diminuita la quota di chi non utilizza strumenti digitali (dal 44% al 24%). Diminuisce anche la percentuale di chi non ha una strategia di marketing (dal 26% al 17%) e aumenta del 20% la percentuale di chi adotta un mix di mezzi digitali e tradizionali.Attualmente la maggioranza delle PMI italiane ritiene che il web marketing giochi un ruolo importante per lo sviluppo del proprio business; la percentuale è cresciuta del 30% arrivando a quota 56% nel 2017. Il web è invece fondamentale per l’81% delle PMI 100% Online che dimostrano una maggiore familiarità con le nuove tecnologie digitali.Rimane però invariata negli anni la percentuale di piccole medie aziende che hanno un proprio sito aziendale: pari sempre e solo al 63%. Il ruolo del web sugli acquisti non è infatti completamente compreso: solo il 50% delle PMI ritengono che il web influenzi fortemente i consumatori nel processo d’acquisto di prodotti e servizi (mentre tale percezione è condivisa dal 70% delle PMI 100% Online).
E qual è la consapevolezza delle PMI rispetto al mondo mobile? Le PMI comprendono il ruolo del mobile, tanto che l’81% ha previsto l’ottimizzazione del sito per essere visto correttamente da cellulare e tablet e il 79% considera cruciale il tema della geo-localizzazione. La percentuale ovviamente cresce per le PMI 100% Online tra le quali risulta che 9 su 10 sono sensibili all’argomento. I pesi sono diversi anche di fronte alla domanda sull’aggiornamento del sito: il 60% delle PMI 100% Online aggiorna il sito almeno 1 volta al mese, contro il 44% della media generale. Le ragioni per le quali non viene aggiornato il sito sono il timore di costi troppo elevati, la convinzione che non sia così strategico per il proprio business e la consapevolezza di non essere in grado di farlo.
In generale l’indagine registra che tra i Partner Groupon (PMI 100% Online) c’è una piena consapevolezza non solo dei benefici, ma anche delle reali prospettive di sviluppo che derivano dalla presenza online di un’impresa. Consapevolezza che inizia a prendere piede anche tra gli altri imprenditori. A guidare la classifica dei benefici continua ad esserci l’arrivo di nuovi clienti (94% PMI 100% Online vs 87% PMI Online attive), seguita da una questione prettamente di immagine (90% vs 87%) e dalla volontà di andare incontro alle esigenze dei consumatori che ormai fanno tutto con lo smartphone (90% vs 84%).

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€ 10 milioni per le PMI del territorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

BariBari. A febbraio del 2015 Banca Popolare di Puglia e Basilicata (BPPB) e SACE (Gruppo Cassa depositi e prestiti) hanno finalizzato un accordo per sostenere l’internazionalizzazione delle Pmi del territorio, dove SACE opera attraverso il proprio ufficio di Bari.
“La BPPB vuole sentirsi parte proattiva nello sviluppo economico del proprio territorio – dichiara il Vice Direttore Generale Vicario di BPPB, Francesco Paolo Acito – offrendo importanti opportunità di crescita alle proprie imprese controparti che intendono approdare nei mercati esteri, anche, al fine di sviluppare ulteriormente la competitività del “made in Italy”, grazie alle garanzie di SACE e ai suoi servizi assicurativo-finanziari.”I finanziamenti, erogati da BPPB e garantiti da SACE, con un importo minimo di 100mila euro e una durata fino a 96 mesi, sono finalizzati a sostenere: gli investimenti (in Italia e all’estero), il circolante per l’approntamento del magazzino e l’esecuzione di commesse estere, e ogni altro costo connesso alle attività di export.Il ruolo di SACE non si esaurisce solo nella garanzia dei finanziamenti, ma va dall’assicurazione delle vendite dal rischio di mancato pagamento al sostegno e protezione degli investimenti esteri; dalle garanzie fideiussorie per gare e commesse all’anticipazione dei crediti vantati verso i clienti italiani ed esteri tramite il factoring e si arricchisce anche con la gamma di prodotti e servizi offerti da SIMEST, all’interno del “Polo unico per l’export e l’internazionalizzazione” del Gruppo Cdp.Sono molte le imprese pugliesi che con questo accordo hanno ottenuto finanziamenti per le loro attività internazionali. Solo negli ultimi quattro mesi del 2016 sono stati erogati finanziamenti per circa 10 milioni di euro a favore di aziende che operano in settori diversi: dalla produzione e commercializzazione di prodotti alimentari (caseari, agricoli, da forno), alla produzione di mobili e pellame destinato all’arredo, dalla progettazione e realizzazione di velivoli, alla produzione e installazione di impianti energetici. Con queste buone premesse la BPPB intende promuovere ulteriormente tali interventi, al fine di mettere a disposizione delle imprese strumenti adeguati per accrescere la loro competitività.

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Promozione dell’innovazione e politiche a supporto della competitività delle PMI

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2016

reti impresaCa’ Tron (Treviso) martedì 6 settembre a partire dalle ore 9.15 presso la sala Convivium di H-FARM in via Sile 41.23 milioni di micro, piccole e medie imprese rappresentano l’intelaiatura per la crescita economica, l’innovazione, l’occupazione e l’integrazione sociale dell’UE a 28 Paesi. La Commissione Europea, attraverso i programmi Horizon2020 e COSME, e le Regioni italiane, con il POR FESR 2014-2020, forniscono tutti gli strumenti utili a promuovere un’imprenditorialità di successo e a migliorare il contesto delle attività per le PMI, che arrivano a fornire 75 milioni di posti di lavoro.In questo contesto si inserisce l’incontro «Promozione dell’innovazione e politiche a supporto della competitività delle PMI». L’incontro, che analizza le opportunità fornite dal nuovo schema di finanziamento SME Instrument a supporto dei progetti di innovazione, vedrà coinvolte molteplici realtà: Unioncamere del Veneto, Veneto Innovazione ed ENEA nell’ambito della rete Enterprise Europe Network; H-FARM, APRE – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea e la Scuola Superiore Sant’Anna. Durante la sessione del mattino verranno spiegati il programma Horizon 2020 e le sue finalità, riportando casi di successo di aziende vincitrici dello SME Instrument e si affronterà infine il tema della gestione dell’innovazione in riferimento anche alla normativa CEN/ISO. Nel pomeriggio le aziende interessate potranno partecipare ad una sessione di screening di idee progettuali da presentare nell’ambito dello SME Instrument.

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Pmi, quale strada per la crescita?

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2016

lignano sabbiadoro (UD) Mercoledì 31 agosto alle 18.30 appuntamento all’Hotel President per il terzo incontro della rassegna di incontri su temi di attualità ed economia, Giorgio Candusso, Daniele Cescutti e Massimiliano Fabian parleranno di Pmi. Ingresso libero. Riconosciuta spina dorsale del sistema produttivo nazionale, le Pmi riflettono tutti i pregi e i difetti del Belpaese; da una parte flessibilità, creatività, fiuto imprenditoriale, dall’altra debolezza strutturale, a causa delle piccole dimensioni e della scarsa patrimonializzazione, competenze manageriali non sempre adeguate e difficoltà rappresentate dal ricambio generazionale che, spesso, ne minano la stessa sopravvivenza. Il tutto nel quadro di una eccessiva burocratizzazione e di una tassazione eccessiva. Dopo gli anni della crisi e del credit crunch, oggi per le Pmi, che devono misurarsi con una concorrenza globale, la strada è una sola: crescere. E la crescita non può prescindere da quella fondamentale “benzina” che è il credito. Per esaminare situazione attuale e prospettive delle Pmi il terzo appuntamento di “Economia sotto l’ombrellone”, la rassegna estiva organizzata da Eo Ipso (www.eoipso.it) su temi di economia e attualità. Il dibattito, moderato dal giornalista Carlo Tomaso Parmegiani, durerà circa un’ora con spazio per le domande del pubblico a seguire. Al termine ci sarà un aperitivo per permettere al pubblico di incontrare, in modo informale, i relatori del dibattito.

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“Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri”

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Mag 2016

trevisoTreviso 11 maggio 2016 ore 9 si svolgerà la 6°tappa del 2016 del Roadshow “Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri”, 33^ della serie. Treviso, città inserita in un territorio famoso per le sue eccellenze si contraddistingue per dinamicità e organizzazione economica-produttiva che le permette di organizzare e gestire al meglio un ambiente favorevole a cooperazione e sinergie. Importante sottolineare come sia fondamentale per il rilancio dell’economia nazionale saper individuare per ogni territorio le eccellenze produttive, che se ben seguite ed assistite, potranno avere successo e farsi apprezzare sui mercati internazionali, con vantaggio per l’intero sistema Paese. L’internazionalizzazione permette non soltanto di accedere a mercati molto più vasti, ma anche di approvvigionarsi di fattori produttivi a condizioni migliori e di aderire a reti informative e collaborative più lunghe, ottenendo anche per questa via ulteriori vantaggi di scala e di sinergia. Alcune aziende dell’area trevigiana, che hanno avuto modo di beneficiare dei servizi di assistenza e consulenza offerti dal sistema Paese, realizzando positivi percorsi di internazionalizzazione, hanno voluto raccontare la loro esperienza di crescita e di sviluppo sui mercati globali.
Stefania Padoan – Presidente Padoan S.r.l. azienda nata nel 1937 e specializzata nella costruzione di Serbatoi olio e gasolio per veicoli industriali. Gli ultimi 15 anni – afferma Padoan – “sono stati molto significativi per lo sviluppo e l’internazionalizzazione della nostra impresa che è passata velocemente da una dimensione artigianale a quella industriale utilizzando le tecnologie più all’avanguardia; 15 anni importanti in cui abbiamo iniziato a strutturare l’azienda per poter affrontare il processo di internazionalizzazione, che ci ha permesso di espandere la rete commerciale e distributiva in tutta Europa e nel mondo.”
Continua: “ Nel 2010 abbiamo costituito due società commerciali, la Padoan Sud America, a cui si è aggiunta la Padoan Deutschland, e poi nel 2013 è nata la Padoan Swiss. Il nostro prodotto viene distribuito in più di 30 paesi nel mondo”.
Un’altra testimonianza di successo e internazionalizzazione ci arriva da Katia Da Ros – Vice Presidente Irinox S.p.A che dichiara: “la nostra azienda, ha una vocazione all’export da sempre. Irinox è una leader nella produzione di abbattitori rapidi di temperatura e di sistemi di conservazione per il settore professionale e domestico e di quadri elettrici in acciaio inox e ha installato oltre 45.000 impianti in tutto il mondo. Nel nostro processo di internazionalizzazione ci sono stati di grande aiuto la molteplicità dei servizi che UNINDUSTRIA Treviso mette a disposizione dei suoi associati, dagli incontri di presentazione Paese ai servizi più tecnici ed operativi.Il Roadshow “Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri” è patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed è promosso e sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico. Oltre all’ICE-Agenzia, a SACE e a SIMEST, l’evento si avvale della collaborazione di Confindustria, Unioncamere e di Rete Imprese Italia.

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