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La sfida del personale per mettere a terra il PNRR

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Il PNRR stanzia 20 miliardi di euro per il rilancio della sanità pubblica, con interventi che puntano a rinnovare le strutture del servizio sanitario, ma soprattutto a sviluppare l’assistenza di prossimità e la digitalizzazione attraverso la realizzazione di case e ospedali di comunità, l’ammodernamento tecnologico e digitale ospedaliero, l’assistenza domiciliare, la telemedicina. Una riforma che potrebbe ridisegnare l’assetto del servizio sanitario, ma che lascia fuori una componente decisiva: il personale sanitario, già oggi oggetto di una forte carenza, che rischia di essere ulteriormente aggravata dalle nuove esigenze derivanti dalla riforma. Carenza, formazione, riorganizzazione del personale del servizio sanitaria alla luce delle riforme previste dal PNRR sono state al centro della seconda giornata della SUMMER SCHOOL 2022 – Il PNRR tra economia di guerra ed innovazione dirompente”, organizzata da Motore Sanità.Decisivo è anche l’aspetto della formazione dei professionisti, sottolinea la presidente Fnopi. “Oggi gli infermieri hanno una formazione 3+2. Il titolo abilitante è la formazione triennale. Conseguito questo titolo, gli infermieri sono tutti uguali. Abbiamo bisogno di lavorare affinché la formazione diventi più articolata, andando verso specializzazioni a orientamento clinico-assistenziale per dare una prospettiva di sviluppo della professione”, ha aggiunto Mangiacavalli, ricordando le nuove strutture territoriali, per esempio le case di comunità “non saranno una panacea: è decisivo lavorare sulla costruzione della rete, formale e informale, coinvolgendo studi dei medici di medicina generale, le farmacie – specie quelle rurali -, la specialistica ambulatoriale, il privato accreditato, il sistema socia-assistenziale”. In questo processo, anche le farmacie potranno giocare un ruolo importante, come visto già durante la pandemia.

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Nel Pnrr italiano quasi 120 miliardi per ambiente e digitalizzazione

Posted by fidest press agency su domenica, 14 agosto 2022

Con oltre 191 miliardi di euro l’Italia è il principale beneficiario dei fondi del Next generation Eu. Di queste risorse 71,8 miliardi è assegnato alla transizione ecologica mentre 48,1 miliardi alla digitalizzazione. In valori assoluti l’Italia è prima per investimenti in entrambi questi settori. Al secondo posto invece troviamo la Spagna, sia per transizione verde che per digitalizzazione. Il tema della digitalizzazione è vastissimo e abbraccia diverse missioni del piano. Un modo per orientarsi è fare riferimento alle informazioni rilasciate dal dipartimento per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale della presidenza del consiglio dei ministri (Mitd). Tale struttura infatti ha raccolto tutte le misure previste per la digitalizzazione in un’apposita sezione del proprio sito denominata Italia digitale 2026. I soggetti coinvolti nell’attuazione degli interventi sono numerosi. Ad esempio, per diverse misure relative al sistema sanitario è prevista la cotitolarità del ministero della salute. In questo articolo ci soffermeremo quindi sugli interventi di cui è responsabile esclusivamente il Mitd. In particolare, a giugno sono stati pubblicati gli esiti di diversi bandi legati all’implementazione delle reti ultraveloci. Bandi che finanzieranno interventi per circa 5 miliardi di euro. (fonte Openpolis)

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Pnrr, alle scuole 1,7 miliardi per digitalizzare 100 mila classi e dotare le secondarie dei laboratori

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2022

Gli istituti scolastici italiani avranno a breve 1,7 miliardi complessivi per digitalizzare circa 100 mila classi e dotare le secondarie dei laboratori per le esercitazioni pratiche: l’anticipazione è arrivata oggi, durante il tavolo tecnico dei referenti Pnrr delle confederazioni sindacali sull’informativa del decreto del Ministro dell’Istruzione di prossima emanazione relativo al riparto di risorse tra le istituzioni scolastiche attuativo dell’Investimento 3.2 “Scuola 4.0” della Missione 4 – Componente 1 del PNRR, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU. I tecnici della parte pubblica hanno riferito che il provvedimento verrà inserito in un prossimo decreto a firma del ministro di competenza: ma se le scuole non investiranno i finanziamenti entro il prossimo mese dicembre saranno commissariate.“Peccato – replica Marcello Pacifico, presidente Anief e Udir – che a settembre l’anno riprenderà in condizioni a dir poco precarie: mancheranno all’appello 1.800 Dsga, in pratica uno ogni quattro, un migliaio di presidi, uno su sette, con l’aggravante dei 500 presidi mancanti nelle sedi normo-dimensionate. Inoltre, continuerà a non esserci chiarezza sul riconoscimento del lavoro, mentre ancora non è stato rinnovato l’organico Covid che rimane essenziale per riprendere le lezioni con la pandemia in corso, prima ancora di innovarle”.“Come se non bastasse – ha continuato il leader sindacale – bisogna anche fare chiarezza sulle risorse destinate al personale docente e amministrativo delle scuole per la realizzazione del progetto. La verità è che il commissariamento dovrebbe scattare non per le scuole, ma verso il Ministero dell’Istruzione che in maniera incompetente continua a prendere impegni senza la revisione la dotazione degli organici. Perché – conclude il sindacalista autonomo – senza una integrazione sensibile degli organici, anche dei docenti, di cattedra comune e di sostegno, oltre che del personale Ata, i quasi due miliardi del Pnrr da assegnare alle scuole rischiano di andare persi”

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Governo. La Pietra (FdI): senza Draghi nessun rischio per PNRR

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2022

“Il rischio di perdere i fondi del PNRR se Draghi dovesse dimettersi è la solita bufala della sinistra. Ormai le procedure sono avviate e incanalate in un percorso stabilito, confermato peraltro dallo stesso Draghi.Il vero rischio, piuttosto, è esattamente il contrario: è la continuità di cui sono legate i fondi sono essenziali e una maggioranza arcobaleno dove tutto è il contrario di tutto non garantisce di certo le condizioni per fare riforme serie e strutturalmente necessarie al paese.Inoltre il fatto che nello stesso ministero, ministri, viceministri e sottosegretari la pensino in maniera totalmente opposta fra loro, non facilita di certo l’attuazione dei progetti, ne sono prova i tanti decreti attuativi incagliati all’interno dei ministeri. Insomma, ogni scusa è buona per non votare e per non avere un governo serio che possa fare le riforme. Saremo noiosi o analfabeti, come qualcuno sostiene, ma prima o poi le urne si apriranno e vedremo quale sarà il giudizio degli elettori”. Lo dichiara in una nota il senatore di Fratelli d’ Italia Patrizio La Pietra.

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Pnrr, Forum Terzo Settore: “Occorrono occasioni di reale partecipazione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

“Il Pnrr è la grande opportunità, vista l’entità delle risorse, di riprogrammare il futuro del nostro Paese e superare quei gap che ci fanno guardare al futuro con preoccupazione. A cominciare dalle disuguaglianze e dalle molte carenze strutturali. Come Forum Terzo Settore crediamo che la co-programmazione e la co-progettazione potranno dare nuove opportunità di integrare risorse pubbliche e private. Mancano però reali occasioni di partecipazione: l’integrazione tra le azioni e i soggetti stenta a partire, pensiamo ad esempio alla modalità con cui vengono costruiti i bandi, che a volte non prevede la co-programmazione e co-progettazione. Riscontriamo inoltre la tendenza ad attivare finanziamenti “a pioggia” e poco mirati. Non ci possiamo però permettere di non cogliere l’occasione delle risorse del Pnrr per cambiare. Dobbiamo investire sulla giustizia ambientale e sociale per il futuro del nostro Paese”. Così Vanessa Pallucchi, Portavoce del Forum Nazionale Terzo Settore, intervenuta oggi nella terza e ultima giornata della seconda edizione della Summer School di Cantieri ViceVersa – Network finanziari per il Terzo Settore. Un evento che ha visto confronti e tavoli di lavoro con numerosi ospiti, promosso dal Forum Nazionale Terzo settore e dal Forum per la Finanza Sostenibile. Gli appuntamenti si sono svolti dal 6 luglio all’8 luglio presso l’Nh Hotel di Parma. “Stiamo facendo incontri con Ministeri e altri soggetti istituzionali per accrescere la consapevolezza delle opportunità offerte dall’amministrazione condivisa. C’è a volte – aggiunge Pallucchi – un problema di tempi stretti, che purtroppo non vanno d’accordo con la qualità. Nel Terzo settore proviamo sempre di più a lavorare in una dinamica di rete, come stiamo facendo per affrontare l’emergenza Ucraina. Dobbiamo costruire una piattaforma di corpi intermedi che possano facilitare il processo d’incontro tra i tanti bisogni delle comunità e le opportunità di cambiamento”. La fase attuale sta anche cambiando alcune valutazioni, a livello pubblico, sul Piano nazionale di ripresa resilienza. Servirà attenzione: “Temiamo che il Pnrr produca molta struttura materiale e poco modello organizzativo di cambiamento. C’è ad esempio la sfida della tassonomia sociale, che è molto complessa e richiede un’abitudine a leggere i processi in corso e le relative ricadute. La riforma del Terzo settore potrebbe aiutare in questo senso per migliorare l’efficacia delle organizzazioni nel fornire risposte sui territori. Oggi – conclude la portavoce – discutiamo di Pnrr dopo la pandemia e durante una guerra: questo rende necessario un cambio di visuale, un approccio più lungimirante che stabilisca anche nuove e giuste priorità”.

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“Il Sud Italia è una questione europea e deve ripartire con l’aiuto del Pnrr”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2022

Napoli. “ll Pil pro capite del Sud è solo il 55% di quello del Nord e solo il 28% delle imprese italiane è collocata nel Mezzogiorno. Per questo vanno create le condizioni perché sia conveniente, per il capitale privato e soprattutto per gli investimenti esteri, investire in questa zona, affinchè le attuali presenze industriali, possano crescere di dimensione, internazionalizzarsi ed esportare di più.” Lo dichiara il Senatore Vincenzo Presutto Vicepresidente vicario del gruppo Insieme per il futuro e membro della Commissione di Bilancio. Presutto continua: “Il Sud, ad esempio, produce il 50% dell’energia pulita italiana ed è il candidato naturale per un grande hub di rinnovabili, e con l’esplosione dei noli marittimi e dei costi degli approvvigionamenti di materie prime le rotte mediterranee e dunque i nostri porti e le interconnessioni ferroviarie e stradali sono ancora essenziali”. Il Senatore conclude: “Senza una ripresa del Sud, l’Italia non ce la farà a riprendere un cammino stabile di crescita, ed in un’Europa in via di deindustrializzazione il Mezzogiorno rischia di essere un’occasione perduta anche per l’Unione. Il Pnrr è poi lo strumento indispensabile e l’unica soluzione che dovrà essere applicata in tempi brevi, non solo per dotare il Sud di una rete connessa di infrastrutture e modernizzare in ambito economico il nostro Paese, ma per migliorare la qualità della vita dei cittadini e colmare le differenze socio economiche con il Nord”

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Revisione PNRR

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2022

Roma. “Il Parlamento ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia che impegna il Governo, ai sensi dell’articolo 21 del regolamento che ha creato il fondo comune europeo con cui è finanziato il PNRR, ad adottare, con urgenza, le iniziative di competenza volte alla revisione del PNRR coinvolgendo attivamente il Parlamento, garantendo l’inclusione dei settori ad oggi esclusi come lo spettacolo dal vivo e la danza e intensificando l’azione verso i settori come il settore della siderurgia, lo sport e l’editoria, cosí come da premesse”. L’ordine del giorno inoltre impegna “a garantire, nell’ambito dei progetti di cui alla Missione 1 sulla Transizione Digitale, la massima attenzione alla sicurezza cibernetica, anche tramite l’istituzione di un sistema di prequalificazione che consenta di creare una “White List” di operatori in possesso di adeguati requisiti di sicurezza e affidabilità che possano successivamente partecipare alle gare nell’ambito digitale”. Infine il testo impegna “ad adottare qualsiasi iniziativa di competenza volta a garantire, nell’ambito della revisione del PNRR e delle rispettive risorse, l’introduzione di meccanismi di incentivo alla domanda di cultura, sport e innovazione, quali la detrazione dei consumi culturali, la detrazione dei consumi sportivi, l’abbattimento dell’IVA al 4% sui prodotti culturali, l’assegnazione di maggiori risorse ai “voucher banda larga”, incentivi fiscali all’adozione della mobilitá elettrica”. Ora il governo traduca questo indirizzo in azione politica.” Così dichiara il deputato Federico Mollicone, responsabile Cultura e Innovazione di Fratelli d’Italia.

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PNRR: al via l’Ecosistema dell’Innovazione per digitalizzazione e sostenibilità nel nord ovest

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2022

È stata finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca la proposta, presentata dal Politecnico di Torino insieme a una rete di 24 partner pubblici e privati, “NODES-Nord Ovest Digitale E Sostenibile”, progetto selezionato nell’ambito degli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che porterà 110 milioni di euro sul territorio di Piemonte, Valle d’Aosta e sulle province più occidentali della Lombardia, Como, Varese e Pavia e 15 milioni di euro per attività di ricerca e bandi a cascata a favore delle regioni del Sud del Paese. L’obiettivo è la costituzione di uno degli 11 Ecosistemi dell’Innovazione che il Ministero ha individuato al fine di supportare la crescita sostenibile e inclusiva dei territori di riferimento in quella che viene identificata come la doppia transizione (digitale ed ecologica). I soggetti attuatori (che costituiranno il cosiddetto Hub a cui spetta il coordinamento gestionale) sono tutte università pubbliche: Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Università del Piemonte Orientale, Università degli Studi dell’Insubria, Università degli Studi di Pavia e Università della Valle D’Aosta, tra le quali sarà costituita una Società consortile a responsabilità limitata (Scarl). Gli stessi Atenei, unitamente all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, si potranno avvalere (in qualità di Spoke) della collaborazione di soggetti affiliati per la realizzazione delle attività di ricerca di propria competenza. In totale i soggetti che compongono l’ecosistema sono 24: 8 Atenei, 6 Poli di Innovazione, 5 Centri di ricerca di riferimento, 3 Incubatori e 1 Acceleratore, 1 Competenze Center. Del budget complessivo del progetto, poi, circa 54 milioni di euro saranno impiegati in “bandi a cascata” aperti anche a realtà imprenditoriali, moltiplicando quindi il numero di attori coinvolti e le competenze messe a sistema. Il progetto si propone poi di sostenere l’innovazione su traiettorie tecnologiche a elevato potenziale per sviluppare da un lato nuovi prodotti e processi nelle PMI esistenti, stimolando processi di valorizzazione della ricerca e di trasferimento tecnologico e aumentandone la competitività anche a livello internazionale e dall’altro favorire la nascita di start-up e spin-off «Deep Tech» nei settori individuati, attraendo risorse economiche aggiuntive da fondi di Venture Capital.

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Scuola: Riforma PNRR, cambia il testo su formazione e reclutamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2022

Accolte le richieste di Anief su ammissione precari con 36 mesi a corsi abilitanti e di specializzazione su sostegno, riconoscimento 24 Cfu nei nuovi percorsi e titolo Itp per i concorsi, remissione alla contrattazione dei criteri per assegno aggiuntivo, salvaguardia carta docenti e posti di potenziamento. Manca accordo su reclutamento e gestione del transitorio. Il sindacato annuncia reclami in Europa e ricorsi in tribunale.

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Pnrr: Fp Cgil: confronto con istituzioni Italia e Spagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Roma 22 giugno Palazzo Mattei in via Caetani dalle ore 9 alle ore 17.30 iniziativa su Ngeu per Pa. La progettazione in Italia, Spagna, Francia e Portogallo nell’ambito della innovazione organizzativa e digitale della Pa: riforme, partecipazione sindacale, qualità del lavoro e dei servizi pubblici’. Un’iniziativa che vedrà la partecipazione di sindacati spagnoli, portoghesi, francesi e della federazione europea dei servizi pubblici, della Cgil, insieme a un confronto con le istituzioni italiane e spagnole, ovvero il Ministero della Pubblica Amministrazione e il Ministero de Politica Terrritorial e Función Pública. Una importante occasione di confronto sulle riforme nazionali di innovazione della pubblica amministrazione e la partecipazione sindacale in relazione ai fondi di Next generation eu. La giornata si articolerà in due momenti, la mattina sarà dedicata alle programmazioni nazionali a confronto tra proposte e innovazione, dal punto di vista della qualità del lavoro e dei servizi, con la partecipazione di: José Abraão (segretario generale Sintap, Portogallo), Julio Lacuerda (segretario Generale Ugt Fesp, Spagna), Julien Morcrette (segretario nazionale Cfdt Interco, Francia), Juana Olmeda (segretaria generale Ccoo Fsc, Spagna), Natacha Pommet (segretaria generale Cgt services publics, Francia), Pablo Sánchez Centellas (segretariato Epsu, Federazione Europea dei sindacati dei servizi pubblici) e Serena Sorrentino (segretaria generale Fp Cgil, Italia).Nel pomeriggio ci sarà un confronto con le istituzioni nazionali e interverranno il capo di Gabinetto del Ministero della Pubblica Amministrazione, Marcella Panucci, e la Segretaria di Stato della Funzione Pubblica Spagna, Lidia Sánchez Milán. I lavori saranno conclusi dalla segretaria confederale della Cgil Nazionale, Tania Scacchetti. La giornata è inserita tra gli eventi principali delle celebrazioni del sindacato Europeo Epsu per la giornata internazionale dei servizi pubblici.

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PNRR: al via, per primo, il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Nasce il più grande player italiano del settore. Un parterre d’eccezione pubblico-privato che conta complessivamente cinquanta attori distribuiti su tutto il territorio nazionale. Un investimento di 394milioni di euro per i primi 3 anni (2023-2025). 696 ricercatori dedicati e 574 quelli neoassunti. Sono questi i numeri che indicano la portata di un progetto che nasce con l’ambizione di essere uno strumento reale per la crescita e lo sviluppo del settore della mobilità.Il Centro nasce con una chiara missione: accompagnare la transizione green e digitale in una ottica sostenibile, garantendo la transizione industriale del comparto e accompagnando le istituzioni locali a implementare soluzioni moderne, sostenibili e inclusive nelle città e nelle regioni del Paese.Il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile è infatti una risposta concreta ai bisogni di crescita di un settore chiave per l’economia che da solo, si stima, raggiungerà un valore complessivo di 220 miliardi di euro nel 2030, assorbendo il 12% della forza lavoro. In questo contesto, si inseriscono le istituzioni comunitarie che spingono per il raggiungimento di una nuova mobilità sostenibile secondo le indicazioni del Green New Deal.Sempre più rilevanti sono i temi legati alla decarbonizzazione, alla decongestione delle reti di trasporto, alla mobilità autonoma connessa e smart, alla sicurezza dei veicoli e delle infrastrutture, all’accessibilità, all’inserimento nel mercato di nuove professionalità e competenze. Il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile risponde a queste esigenze supportando e stimolando la domanda e l’offerta di ricerca, innovazione tecnologica, formazione e competenze.Saranno cinque i vettori del progetto, ovvero le aree e gli ambiti tecnologici di maggiore interesse: mobilità aerea; veicoli stradali sostenibili; trasporto per vie d’acqua; trasporto ferroviario; veicoli leggeri e mobilità attiva. Il Centro Nazionale si occuperà di rendere il sistema della mobilità più “green” nel suo complesso e più “digitale” nella sua gestione, attraverso soluzioni leggere e sistemi di propulsione elettrica e a idrogeno; sistemi digitali per la riduzione degli incidenti; soluzioni più efficaci per il trasporto pubblico e la logistica; un nuovo modello di mobilità, come servizio, accessibile e inclusiva. Il Centro sarà strutturato secondo l’impostazione Hub&Spoke, ovvero con un punto centrale a Milano e 14 nodi distribuiti in modo capillare da Nord a Sud, a garanzia di quel riequilibro territoriale alla base delle iniziative indicate dal PNRR e grande obiettivo di modernizzazione del Paese.I soggetti coinvolti sono:Politecnico di Milano, Cnr, Politecnico di Torino, Politecnico di Bari, Università di Bergamo, Università di Parma, Università di Torino, Università di Palermo, Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Cagliari, Università di Roma La Sapienza, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università di Salerno, Università Napoli Parthenope, Università del Salento, Università di Padova, Università di Pisa Enti di ricerca aderenti: Università Bicocca, Università di Brescia, Università di Cassino e del Lazio Meridionale, Università di Firenze, Università di Genova, Università di Reggio Calabria, Università Politecnica delle Marche. Fondatori: A2A, Almaviva, Angel Holding, Autostrade, Eni, Ferrari, Fincantieri, Fnm, Fs, Intesa Sanpaolo, Iveco Group, Leonardo, Pirelli, Poste Italiane, UnipolSai, Snam e partecipanti: Accenture, Atos, Avio Aero, Brembo, Hitachi, Teoresi Group, Thales Alenia Space (Jv Thales 67% e Leonardo 33%), Stellantis – crf

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Lavoro: Mura (Pd), fondi Pnrr sono ultima spiaggia per il Paese

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Maggio 2022

“I prossimi mesi saranno determinanti: dobbiamo agire guardando sia alla crisi che ci pone alcune scelte nell’immediato, come sui salari, e allo stesso tempo a non perdere la prospettiva dei fondi del Pnrr, che sono probabilmente l’ultima spiaggia per mettere il Paese nelle condizioni di competere con chi è più avanti e di traguardare gli obiettivi in termini di occupazione di giovani e donne”. Lo ha detto la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) partecipando all’incontro “La sfida del lavoro che cambia” organizzato dal Pd della Toscana. “Impresa e lavoro nel lungo periodo devono andare nella stessa direzione – ha spiegato la parlamentare – oppure si rischia di avere poca produttività e scarse retribuzioni. Bisogna incastrare tutti i protagonisti della svolta che abbiamo di fronte, i decisori politici nazionali e locali, il mondo dell’imprenditoria, quello del lavoro, e la carta da giocare in questa sfida del cambiamento – ha indicato – è la formazione”. Mura ha parlato di “una formazione come strumento per collegare domanda e offerta a partire dall’orientamento” ma anche di “una formazione permanente, dalla culla alla pensione, perché migliorare le proprie competenze è anche un modo per difendere il lavoro che si ha” e ha sottolineato che “rispetto a un’innovazione che può cancellare posti di lavoro, questa è l’ulteriore argomentazione a favore della formazione del lavoratore, che per crescere in carriera deve formarsi tutta la vita”.

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Colombi (Uilpa). Evitare di osservare la P.A. solo con gli occhiali del PNRR

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2022

Ai detrattori della Pubblica Amministrazione consigliamo di leggere il “Rapporto sui livelli e sulla qualità dei servizi offerti dalle pubbliche amministrazioni ai cittadini e alle imprese” presentato al CNEL il 22 aprile scorso. Potrebbero così rendersi conto sia della complessità dei settori nei quali spazia l’attività dei dipendenti dello Stato sia di quanto è ampia la gamma di competenze richieste per operare al servizio della società del terzo millennio. Alla presentazione del Rapporto del CNEL, realizzato da un folto gruppo di tecnici, esperti, accademici e rappresentanti di parte amministrativa ha partecipato anche il Ministro Brunetta. Tale documento ha il merito di smentire una lunga serie di stereotipi sui dipendenti pubblici perché a occupare la scena è il lavoro nella sua dimensione di produttore di rendimenti misurabili in rapporto al benessere di famiglie e imprese. Se è vero che in questi ultimi tempi l’attenzione della politica verso la P.A. si è risvegliata sotto la pressione della pandemia e della mole di attività connesse all’attuazione del PNRR, è altrettanto vero che la stessa P.A. trova la sua ragion d’essere a prescindere dal PNRR. Dunque, è a monte di eventi contingenti che va sviluppato il ragionamento su ciò che oggi la P.A. italiana è (o potrebbe essere) in grado di offrire rispetto alle istanze, alle aspettative e alle emergenze del Paese. Ciò che va scongiurato è l’errore di osservare la P.A. di oggi e quella del futuro inforcando gli occhiali del PNRR, perché in tal modo si rischia di deformare la prospettiva dei problemi e delle soluzioni. Occorre invece pensare alla macchina amministrativa pubblica come una struttura che agisce a 360 gradi nella società e incide in modo determinante sullo sviluppo economico e sulla qualità della vita dei cittadini. Mai come oggi la P.A. è un’organizzazione dinamica, dotata di capacità innovativa e di un patrimonio di competenze interne immenso, sebbene impoverito dalle folli politiche neoliberiste perseguite negli ultimi decenni da governi di tutti i colori politici. Proprio leggendo il Rapporto sulla qualità dei servizi pubblici del CNEL si comprende meglio l’insensatezza di trasferire risorse e servizi pubblici ai privati. Uno Stato che disinveste nel lavoro pubblico disinveste nel proprio futuro. Sia dal Rapporto del CNEL sia dagli interventi degli ospiti durante la presentazione sembrerebbe di trovarci di fronte a un’inversione di tendenza. A noi piacerebbe davvero pensarlo. Per questo abbiamo ascoltato con interesse le parole del Ministro Brunetta. Parole che hanno un suono molto diverso da quelle di qualche anno fa. Eppure, qualcosa ancora non torna. E qualcosa non torna perché il capitale umano della P.A. non si fabbrica semplicemente aumentando il numero dei laureati o cambiando le regole dei concorsi. È un patrimonio che va costruito pazientemente e produce effetti in tempi non sempre facili da prevedere, comunque a valle di un percorso di programmazione, selezione e formazione professionale che può durare diversi anni. Diamo atto al Ministro di aver riportato d’attualità il tema del ricambio generazionale nella P.A. e quello della formazione. Ma non riusciamo davvero a comprendere come si possa immaginare il consolidamento e lo sviluppo della macchina pubblica con un’ondata da un milione di posti di lavoro a termine entro il 2026. Evidentemente sono gli occhiali del PNRR a deformare la prospettiva. Siamo chiari: il futuro della P.A. va oltre il PNRR e il precariato non è la strada giusta. La qualità del lavoro, pubblico o privato che sia, non è mai migliorata e non può migliorare grazie ai rapporti a termine, perché i precari sono costretti a lavorare in una condizione psicologica e giuridica che non favorisce il loro inserimento nei cicli produttivi né la loro crescita professionale: non hanno il tempo di acquisire le competenze necessarie per svolgere le funzioni di cui hanno bisogno le strutture in cui operano e quasi sempre vengono esclusi dalla formazione perché le amministrazioni preferiscono investire su chi garantisce la continuità operativa. Per chiudere, mi auguro che nella prossima edizione del Rapporto ci sia spazio anche per un contributo delle organizzazioni sindacali. Sono convinto che nessuno meglio delle lavoratrici e dei lavoratori della P.A. sia in grado di cogliere l’andamento della qualità dei servizi pubblici, visto che conoscono dall’interno le dinamiche di funzionamento e vivono in prima persona le criticità. Sarebbe un modo per arricchire il dibattito. Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione.

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PNRR: il governo non sa più che pesci prendere e arruola pensionati

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 aprile 2022

Così come i nonni servono per sopperire alle carenze del Welfare State italiano, allo stesso modo i pensionati sono richiamati in servizio per riparare i danni fatti da governi e politici di tutti i colori nei confronti della Pubblica Amministrazione da oltre vent’anni a questa parte. Poco prima delle vacanze pasquali abbiamo infatti appreso dalla stampa che, fino al 31 dicembre 2026, le amministrazioni dello Stato titolari di interventi previsti dal PNRR potranno avvalersi di consulenti pubblici e privati in pensione. Il perché di questa decisione è presto detto: le iniziative promosse dal Governo per la realizzazione del PNRR non stanno funzionando come dovrebbero, a iniziare dai concorsi sprint. E allora ancora una volta la politica cerca di mettere pezze agli errori che essa stessa a commesso. C’è da chiedersi: quest’altra trovata funzionerà? Riusciremo a presentare per tempo i progetti per i quali abbiamo ricevuto cospicui finanziamenti dall’Europa? Finanziamenti, che è bene non dimenticare mai, sono sottoposti a ben 500 condizionalità, mirano a precarizzare il lavoro pubblico e a privatizzare i servizi dello Stato e in larga misura andranno restituiti costituendo una pesante ipoteca per le giovani generazioni. restiamo sul nostro tema con altre domande: qual è la spesa prevista per questo esercito di consulenti? È stato fatto un bilancio costi-benefici? Come sarà garantita la trasparenza? Siamo davvero sicuri che i titoli presentati corrispondono all’effettiva capacità del candidato? Quali protezioni sono messe in atto per ripararsi dall’italico clientelismo? Quali provvedimenti saranno presi per eventuali progetti che non dovessero essere approvati? È chiaro che l’arruolamento dei pensionati dichiara il panico in cui si trova il “governo dei migliori”. Non sanno più che pesci prendere e inventano soluzioni piene di incognite. Per l’ennesima volta calano le decisioni dall’alto senza consultare i lavoratori, le organizzazioni sindacali e senza fare la cosa più semplice di tutte: una ricognizione per verificare la mappa delle professionalità interne alla Pubblica Amministrazione e non utilizzate. Si sarebbero accorti di quante energie sopite dispone lo Stato e probabilmente non ci sarebbe stato bisogno di ricorre ai pensionati. Ma per fare queste semplici mosse occorrerebbero dei politici che conoscono la Pubblica Amministrazione. Invece si limitano a governarla: male come hanno fatto fino a adesso e stanno continuando a fare. Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione. (n.r. Possiamo aggiungere che la colpa dei politici è senza appello. Trent’anni fa abbiamo impegnato alcuni dirigenti della P.A. per un progetto di riforma della P.A. ma la risposta è stata quella di dirci che era apprezzabile ma irrealizzabile in quanto mancava la volontà politica. Non è, quindi, questione di uomini ma il tutto deriva dall’insipenza e l’incompetenza di chi ci guida congiunta alla presunzione di sapere ciò che non sanno.)

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PNRR: fattore determinante per la crescita innovativa, il Fintech volano di sviluppo

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

“Il fatto che esistano poche Fintech non dà dinamismo all’intero settore finanziario e all’innovazione nel nostro Paese. Occorre invece fare sistema e porsi all’attenzione dell’Europa, come per esempio fanno i Paesi scandinavi con tutte le soluzioni di instant payment che hanno trovato un filone di innovazione in termini di Fintech e hanno moltiplicato il valore del settore.” È il commento di Elio Catania, Presidente di Quid Informatica S.p.A., – società operativa nello sviluppo di piattaforme digitali per mercato dei servizi finanziari, sulla ricerca Equita ‘The FinTech revolution’, presentata ieri nell’ambito della Fintech Investor Conference –. “Questa analisi ci fa capire quanto il Fintech sia indietro in Italia, ma quanto sia importante il ruolo che può giocare l’allargamento dell’ecosistema legato alle Fintech, in un quadro normativo paritetiche, e alle dimensioni dell’innovazione che si porta dietro.In poche parole, significa lavorare sulle infrastrutture, sulle competenze, innestare più reattività e velocità nel sistema complessivo della finanza e dei pagamenti e una vicinanza alle esigenze del sistema produttivo.Lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni determinerà, sempre più, una radicale rivoluzione macroeconomica del sistema finanziario mondiale, creando nel settore nuove competenze e figure professionali, nonché nuovi modelli operativi e di business rispetto a quelli attuali. È un’opportunità per l’intera industria economico-finanziaria. Stiamo assistendo ad una propagazione sempre più veloce delle innovazioni tecnologiche, e al ripensamento dei tradizionali business model adottati nei vari settori stimolato dalle Fintech.È necessario ora un impegno corale affinchè tutte le energie vengano messe a terra, per colmare il gap che ci distanzia tutt’ora dal resto d’Europa, stimabile in spese R&D che puntino al 3% del Pil dall’1,5 attuale, e al 6,5% di Pil (dal 4,5%) negli investimenti in digitale. Il PNRR rappresenta un fattore determinante con ingenti risorse destinate proprio al digitale, intorno ai 50 Miliardi, in tutte le sue forme di trasversalità. È però altresì importante che l’offerta da parte degli attori del digitale in Italia cambi e sia adeguata, sappia quindi interpretare le istanze delle imprese. Quid Informatica è un modello di riferimento, da questo punto di vista, conosce i processi delle imprese, le affianca nel definire i percorsi di evoluzione, costruisce con i propri clienti un partenariato di lungo periodo basato sulla fiducia e sul mantenimento degli impegni presi. Qualità e velocità di realizzazione sono le parole chiave nella fase attuale della digitalizzazione.” Conclude Elio Catania.

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Commercio: Mura (Pd), servono politiche attive e nuovo Pnrr

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2022

“Il settore della ristorazione deve essere riammesso al sistema degli ammortizzatori sociali ma la prospettiva sono le politiche attive. Avremo dinanzi dei mesi complicati e perdere la clientela che arriva dalla Russia è un problema ulteriore. Servirà un altro Pnrr”. Lo ha detto oggi a Roma la presidente della commissione Lavoro della Camera dei Deputati Romina Mura, alla conferenza stampa di presentazione del Rapporto ristorazione 2021 curato dall’ufficio studi di Fipe-Confcommercio, presente Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe-Confcommercio. Evidenziando che “il nostro Paese per decenni ha rinunciato a investire sulle politiche industriali e sulle politiche di filiera, mentre il covid ha ampliato le fragilità del sistema”, la parlamentare ha spiegato che “ci sono territori in cui gli ammortizzatori sociali sono diventati il reddito, e questo ha dilapidato competenze e anche dignità umana. Fruire delle politiche passive senza possibilità di ricollocazione ha influito molto anche sulla competitività” e dunque “le politiche attive sono la prospettiva. Con il Pnrr stiamo tentando di invertire la rotta ma – ha ribadito riferendosi alle conseguenze della guerra in Ucraina – a livello europeo servirà un altro Pnrr e anche prorogare la sospensione del patto di stabilità e crescita”

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“La preoccupazione più importante è legata a come gli enti locali potranno accedere ai fondi del Pnrr”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2022

Abbiamo motivo di temere che le centinaia di miliardi di euro che arriveranno, se non tempestivamente impiegate, aumenteranno il divario tra Regioni e Comuni più ‘connessi’ e quelli meno. Ci sono profili professionali adeguati in seno agli enti locali in grado di rispondere ai requisiti di quei bandi? Basti pensare al piano Borghi che è una punta di diamante della proposta del Beni Culturali. Mi chiedo come un piccolo Comune di 500 anime abbia la forza di rispondere alla complessità di quel bando. Non vorrei che alla fine il Pnrr andasse ad aumentare le differenze tra Comuni ricchi e Comuni poveri, dove la ricchezza è data dalle informazioni e dalle competenze che si posseggono. È quindi necessario garantire l’accesso a tutti i Comuni in particolare quelli meno dotati di organico con un sistema di accompagnamento di cui il Governo deve farsi carico che non lasci nessuno indietro. Si inneschino subito processi sussidiari per fornire ai piccoli comuni strumenti adeguati”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia partecipando alla giornata di studi “Il PNRR, scelte di sistema per la ripartenza. Scenari e valutazioni sugli strumenti operativi. Strategie selettive ed elementi di Geopolitica”, organizzata dalla General Consulting coordinata dall’avv. Giuseppe Cavuoti.

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Parlamento: Di Muccio “veloce su Pnrr ma lento su legge elettorale e riforma regolamenti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 dicembre 2021

“Il Parlamento, con l’avvento di Draghi, è occupato ad eseguire il mandato conferito formalmente al Governo ma di fatto affidato alla specifica persona del presidente del Consiglio. La locomotiva parlamentare che va a tutto vapore quanto a provvedimenti di attuazione del ‘Piano di rinascita’ e alle misure di contrasto della pandemia appare ferma riguardo a due adempimenti specifici: regolamenti parlamentari e legge elettorale”. È quanto scrive Pietro di Muccio, direttore emerito del Senato della Repubblica, nel suo editoriale in uscita domani sul quotidiano online beemagazine.it, rivista del Gruppo The Skill.“Una legge elettorale in vigore c’è, dunque non è indispensabile intervenire, sebbene i partiti a sprazzi dicano di volerla modificare in un senso o nell’altro. L’amputazione dei deputati e dei senatori ha reso indispensabile una legge elettorale che rimetta nelle mani degli elettori la selezione dei parlamentari. Il loro ridotto numero impone un rafforzamento del legame tra elettori ed eletti per poter continuare a parlare seriamente di democrazia parlamentare conforme all’aureo principio del ‘governo rappresentativo’ – commenta Di Muccio – Più grave è l’inadempimento parlamentare concernente la riforma dei Regolamenti parlamentari, senza i quali Camera e Senato non potranno funzionare a dovere. La riluttanza dimostrata e il ritardo accumulato sono riprovevoli, poiché il buon andamento dei lavori parlamentari è interesse dei rappresentanti quanto dei rappresentati. Sarebbe perciò benefico che, all’elaborazione delle norme da parte di senatori e deputati, potessero concorrere con contributi autonomi, anche gli studiosi a vario titolo della materia”, conclude Di Muccio. (n.r. Va precisato che gli adempimenti sui regolamenti parlamentari e la legge elettorale sono più di competenza parlamentare e non del governo. In tempi in cui si lamenta, a buon diritto, l’attivismo del governo a scapito del parlamento nei casi riguardanti l’attuazione del “piano rinascita” sarebbe inopportuno trasbordare in iniziative governative di altro genere anche se le considerassimo legittime)

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Pnrr, in arrivo 18 miliardi e sei riforme per la Scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2021

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, in conferenza stampa, ha specificato che sono previsti oltre 5 miliardi pronti per novembre: “Il governo ha riposto la scuola al centro di questo nostro Paese in trasformazione. Il nostro cammino ha due componenti, riforme e investimenti. Poi il ministro annuncia bandi per 5 miliardi a mense, palestre, nidi-infanzia, didattica, edifici e sicurezza. Sei riforme da adottare entro il 2022, le prime: istituti professionali, orientamento al lavoro, riorganizzazione sistema”. Sui docenti ha detto: “Bisogna rendergli dignità”.Il ministro ha anche detto che è giunta l’ora di cambiare il reclutamento: “per quanto riguarda la scuola primaria c’è già una laurea abilitante, ma in generale per il reclutamento stiamo lavorando mettendo grande enfasi sulle competenze, che poi sono quelle pedagogiche del mestiere. Ciò significa selezione basata non solo su competenze strettamente disciplinari ma anche su competenze provenienti dal tirocinio”. Secondo quanto riporta la rivista Orizzonte Scuola, per il PNNR sono previste tre tipologie di riforma che devono considerarsi, allo stesso tempo, parte integrante del Piano nazionale ed elemento facilitatore per la sua attuazione. Le riforme orizzontali o di contesto, d’interesse traversale a tutte le Missioni del Piano, sono interventi strutturali volti a migliorare l’equità, l’efficienza e la competitività e, di conseguenza, il clima economico del Paese. Il Piano ne individua due: la riforma della PA e la riforma del sistema giudiziario. Entrambe sono articolate in diversi obiettivi da realizzare entro il 2026.A queste si aggiungono le riforme abilitanti, ovvero gli interventi funzionali a garantire l’attuazione del Piano e in generale a rimuovere gli ostacoli amministrativi, regolatori e procedurali; tali riforme includono la legge sulla concorrenza, la legge delega sulla corruzione, il federalismo fiscale (da attuare entro marzo 2026) e la riduzione dei tempi di pagamento della PA (entro il 2021) e del tax gap (entro il 2022).Inoltre, è previsto un certo numero di riforme settoriali basate su modifiche normative in specifici ambiti o attività economiche per migliorarne il quadro regolatorio.Tra questi interventi rientrano: la riduzione degli ostacoli alla diffusione dell’idrogeno, le misure contro il dissesto idrogeologico, la sicurezza dei ponti, il piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso e quello per la gestione dei rifiuti, la strategia nazionale per l’economia circolare ed i criteri ambientali per gli eventi culturali.A tali misure si aggiunge il pacchetto di riforme dell’istruzione che riguarda, in particolare, sia le modalità di reclutamento dei docenti sia il sistema degli istituti tecnici e professionali e dell’università, con particolare attenzione alle classi di laurea e ai corsi di dottorato. Al fine di un più rapido inserimento dei laureati nel mercato del lavoro, è in corso di approvazione definitiva un disegno di legge che semplifica le modalità di accesso all’esercizio di alcune professioni regolamentate.A tale riforma deve poi collegarsi quella che sarà adottata in materia di classi di laurea.

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PNRR: sfide e opportunità per il sistema Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Giovedì 29 aprile a partire dalle 9:00 si terrà in forma digitale l’evento RECOVERY PLAN, PNRR: sfide e opportunità per il sistema Italia, organizzato dal Sole 24 Ore e Radio 24, nel corso del quale si discuterà del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con il quale sono in arrivo i fondi europei che permetteranno di attuare il programma Next Generation EU a livello nazionale. Articolato in 6 macro-missioni, il programma è lo strumento per la ripartenza dell’Italia e per realizzare le riforme che consentiranno di accelerare sul fronte dell’innovazione e della digitalizzazione. Un’opportunità per le nostre imprese, che giocheranno un ruolo centrale nel processo di sviluppo e di rilancio del nostro sistema economico: spetterà a loro governare il processo di transizione verso un Paese più sostenibile, digitale ed inclusivo.Intervengono, tra gli altri, Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione, Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili; Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna; Antonio Decaro, Presidente Anci e sindaco di Bari; Giovanni Brugnoli, Vicepresidente per il Capitale Umano Confindustria; Fabrizia Lapecorella, Direttore Generale delle Finanze, MEF; Maurizio Stirpe, Vicepresidente per il Lavoro e le Relazioni Industriali Confindustria. L’evento è gratuito previa iscrizione su https://virtualevent.ilsole24ore.com/recovery-plan/

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