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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

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Scuola: Riforma PNRR, cambia il testo su formazione e reclutamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2022

Accolte le richieste di Anief su ammissione precari con 36 mesi a corsi abilitanti e di specializzazione su sostegno, riconoscimento 24 Cfu nei nuovi percorsi e titolo Itp per i concorsi, remissione alla contrattazione dei criteri per assegno aggiuntivo, salvaguardia carta docenti e posti di potenziamento. Manca accordo su reclutamento e gestione del transitorio. Il sindacato annuncia reclami in Europa e ricorsi in tribunale.

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Pnrr: Fp Cgil: confronto con istituzioni Italia e Spagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Roma 22 giugno Palazzo Mattei in via Caetani dalle ore 9 alle ore 17.30 iniziativa su Ngeu per Pa. La progettazione in Italia, Spagna, Francia e Portogallo nell’ambito della innovazione organizzativa e digitale della Pa: riforme, partecipazione sindacale, qualità del lavoro e dei servizi pubblici’. Un’iniziativa che vedrà la partecipazione di sindacati spagnoli, portoghesi, francesi e della federazione europea dei servizi pubblici, della Cgil, insieme a un confronto con le istituzioni italiane e spagnole, ovvero il Ministero della Pubblica Amministrazione e il Ministero de Politica Terrritorial e Función Pública. Una importante occasione di confronto sulle riforme nazionali di innovazione della pubblica amministrazione e la partecipazione sindacale in relazione ai fondi di Next generation eu. La giornata si articolerà in due momenti, la mattina sarà dedicata alle programmazioni nazionali a confronto tra proposte e innovazione, dal punto di vista della qualità del lavoro e dei servizi, con la partecipazione di: José Abraão (segretario generale Sintap, Portogallo), Julio Lacuerda (segretario Generale Ugt Fesp, Spagna), Julien Morcrette (segretario nazionale Cfdt Interco, Francia), Juana Olmeda (segretaria generale Ccoo Fsc, Spagna), Natacha Pommet (segretaria generale Cgt services publics, Francia), Pablo Sánchez Centellas (segretariato Epsu, Federazione Europea dei sindacati dei servizi pubblici) e Serena Sorrentino (segretaria generale Fp Cgil, Italia).Nel pomeriggio ci sarà un confronto con le istituzioni nazionali e interverranno il capo di Gabinetto del Ministero della Pubblica Amministrazione, Marcella Panucci, e la Segretaria di Stato della Funzione Pubblica Spagna, Lidia Sánchez Milán. I lavori saranno conclusi dalla segretaria confederale della Cgil Nazionale, Tania Scacchetti. La giornata è inserita tra gli eventi principali delle celebrazioni del sindacato Europeo Epsu per la giornata internazionale dei servizi pubblici.

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PNRR: al via, per primo, il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Nasce il più grande player italiano del settore. Un parterre d’eccezione pubblico-privato che conta complessivamente cinquanta attori distribuiti su tutto il territorio nazionale. Un investimento di 394milioni di euro per i primi 3 anni (2023-2025). 696 ricercatori dedicati e 574 quelli neoassunti. Sono questi i numeri che indicano la portata di un progetto che nasce con l’ambizione di essere uno strumento reale per la crescita e lo sviluppo del settore della mobilità.Il Centro nasce con una chiara missione: accompagnare la transizione green e digitale in una ottica sostenibile, garantendo la transizione industriale del comparto e accompagnando le istituzioni locali a implementare soluzioni moderne, sostenibili e inclusive nelle città e nelle regioni del Paese.Il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile è infatti una risposta concreta ai bisogni di crescita di un settore chiave per l’economia che da solo, si stima, raggiungerà un valore complessivo di 220 miliardi di euro nel 2030, assorbendo il 12% della forza lavoro. In questo contesto, si inseriscono le istituzioni comunitarie che spingono per il raggiungimento di una nuova mobilità sostenibile secondo le indicazioni del Green New Deal.Sempre più rilevanti sono i temi legati alla decarbonizzazione, alla decongestione delle reti di trasporto, alla mobilità autonoma connessa e smart, alla sicurezza dei veicoli e delle infrastrutture, all’accessibilità, all’inserimento nel mercato di nuove professionalità e competenze. Il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile risponde a queste esigenze supportando e stimolando la domanda e l’offerta di ricerca, innovazione tecnologica, formazione e competenze.Saranno cinque i vettori del progetto, ovvero le aree e gli ambiti tecnologici di maggiore interesse: mobilità aerea; veicoli stradali sostenibili; trasporto per vie d’acqua; trasporto ferroviario; veicoli leggeri e mobilità attiva. Il Centro Nazionale si occuperà di rendere il sistema della mobilità più “green” nel suo complesso e più “digitale” nella sua gestione, attraverso soluzioni leggere e sistemi di propulsione elettrica e a idrogeno; sistemi digitali per la riduzione degli incidenti; soluzioni più efficaci per il trasporto pubblico e la logistica; un nuovo modello di mobilità, come servizio, accessibile e inclusiva. Il Centro sarà strutturato secondo l’impostazione Hub&Spoke, ovvero con un punto centrale a Milano e 14 nodi distribuiti in modo capillare da Nord a Sud, a garanzia di quel riequilibro territoriale alla base delle iniziative indicate dal PNRR e grande obiettivo di modernizzazione del Paese.I soggetti coinvolti sono:Politecnico di Milano, Cnr, Politecnico di Torino, Politecnico di Bari, Università di Bergamo, Università di Parma, Università di Torino, Università di Palermo, Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Cagliari, Università di Roma La Sapienza, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università di Salerno, Università Napoli Parthenope, Università del Salento, Università di Padova, Università di Pisa Enti di ricerca aderenti: Università Bicocca, Università di Brescia, Università di Cassino e del Lazio Meridionale, Università di Firenze, Università di Genova, Università di Reggio Calabria, Università Politecnica delle Marche. Fondatori: A2A, Almaviva, Angel Holding, Autostrade, Eni, Ferrari, Fincantieri, Fnm, Fs, Intesa Sanpaolo, Iveco Group, Leonardo, Pirelli, Poste Italiane, UnipolSai, Snam e partecipanti: Accenture, Atos, Avio Aero, Brembo, Hitachi, Teoresi Group, Thales Alenia Space (Jv Thales 67% e Leonardo 33%), Stellantis – crf

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Lavoro: Mura (Pd), fondi Pnrr sono ultima spiaggia per il Paese

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Maggio 2022

“I prossimi mesi saranno determinanti: dobbiamo agire guardando sia alla crisi che ci pone alcune scelte nell’immediato, come sui salari, e allo stesso tempo a non perdere la prospettiva dei fondi del Pnrr, che sono probabilmente l’ultima spiaggia per mettere il Paese nelle condizioni di competere con chi è più avanti e di traguardare gli obiettivi in termini di occupazione di giovani e donne”. Lo ha detto la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) partecipando all’incontro “La sfida del lavoro che cambia” organizzato dal Pd della Toscana. “Impresa e lavoro nel lungo periodo devono andare nella stessa direzione – ha spiegato la parlamentare – oppure si rischia di avere poca produttività e scarse retribuzioni. Bisogna incastrare tutti i protagonisti della svolta che abbiamo di fronte, i decisori politici nazionali e locali, il mondo dell’imprenditoria, quello del lavoro, e la carta da giocare in questa sfida del cambiamento – ha indicato – è la formazione”. Mura ha parlato di “una formazione come strumento per collegare domanda e offerta a partire dall’orientamento” ma anche di “una formazione permanente, dalla culla alla pensione, perché migliorare le proprie competenze è anche un modo per difendere il lavoro che si ha” e ha sottolineato che “rispetto a un’innovazione che può cancellare posti di lavoro, questa è l’ulteriore argomentazione a favore della formazione del lavoratore, che per crescere in carriera deve formarsi tutta la vita”.

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Colombi (Uilpa). Evitare di osservare la P.A. solo con gli occhiali del PNRR

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2022

Ai detrattori della Pubblica Amministrazione consigliamo di leggere il “Rapporto sui livelli e sulla qualità dei servizi offerti dalle pubbliche amministrazioni ai cittadini e alle imprese” presentato al CNEL il 22 aprile scorso. Potrebbero così rendersi conto sia della complessità dei settori nei quali spazia l’attività dei dipendenti dello Stato sia di quanto è ampia la gamma di competenze richieste per operare al servizio della società del terzo millennio. Alla presentazione del Rapporto del CNEL, realizzato da un folto gruppo di tecnici, esperti, accademici e rappresentanti di parte amministrativa ha partecipato anche il Ministro Brunetta. Tale documento ha il merito di smentire una lunga serie di stereotipi sui dipendenti pubblici perché a occupare la scena è il lavoro nella sua dimensione di produttore di rendimenti misurabili in rapporto al benessere di famiglie e imprese. Se è vero che in questi ultimi tempi l’attenzione della politica verso la P.A. si è risvegliata sotto la pressione della pandemia e della mole di attività connesse all’attuazione del PNRR, è altrettanto vero che la stessa P.A. trova la sua ragion d’essere a prescindere dal PNRR. Dunque, è a monte di eventi contingenti che va sviluppato il ragionamento su ciò che oggi la P.A. italiana è (o potrebbe essere) in grado di offrire rispetto alle istanze, alle aspettative e alle emergenze del Paese. Ciò che va scongiurato è l’errore di osservare la P.A. di oggi e quella del futuro inforcando gli occhiali del PNRR, perché in tal modo si rischia di deformare la prospettiva dei problemi e delle soluzioni. Occorre invece pensare alla macchina amministrativa pubblica come una struttura che agisce a 360 gradi nella società e incide in modo determinante sullo sviluppo economico e sulla qualità della vita dei cittadini. Mai come oggi la P.A. è un’organizzazione dinamica, dotata di capacità innovativa e di un patrimonio di competenze interne immenso, sebbene impoverito dalle folli politiche neoliberiste perseguite negli ultimi decenni da governi di tutti i colori politici. Proprio leggendo il Rapporto sulla qualità dei servizi pubblici del CNEL si comprende meglio l’insensatezza di trasferire risorse e servizi pubblici ai privati. Uno Stato che disinveste nel lavoro pubblico disinveste nel proprio futuro. Sia dal Rapporto del CNEL sia dagli interventi degli ospiti durante la presentazione sembrerebbe di trovarci di fronte a un’inversione di tendenza. A noi piacerebbe davvero pensarlo. Per questo abbiamo ascoltato con interesse le parole del Ministro Brunetta. Parole che hanno un suono molto diverso da quelle di qualche anno fa. Eppure, qualcosa ancora non torna. E qualcosa non torna perché il capitale umano della P.A. non si fabbrica semplicemente aumentando il numero dei laureati o cambiando le regole dei concorsi. È un patrimonio che va costruito pazientemente e produce effetti in tempi non sempre facili da prevedere, comunque a valle di un percorso di programmazione, selezione e formazione professionale che può durare diversi anni. Diamo atto al Ministro di aver riportato d’attualità il tema del ricambio generazionale nella P.A. e quello della formazione. Ma non riusciamo davvero a comprendere come si possa immaginare il consolidamento e lo sviluppo della macchina pubblica con un’ondata da un milione di posti di lavoro a termine entro il 2026. Evidentemente sono gli occhiali del PNRR a deformare la prospettiva. Siamo chiari: il futuro della P.A. va oltre il PNRR e il precariato non è la strada giusta. La qualità del lavoro, pubblico o privato che sia, non è mai migliorata e non può migliorare grazie ai rapporti a termine, perché i precari sono costretti a lavorare in una condizione psicologica e giuridica che non favorisce il loro inserimento nei cicli produttivi né la loro crescita professionale: non hanno il tempo di acquisire le competenze necessarie per svolgere le funzioni di cui hanno bisogno le strutture in cui operano e quasi sempre vengono esclusi dalla formazione perché le amministrazioni preferiscono investire su chi garantisce la continuità operativa. Per chiudere, mi auguro che nella prossima edizione del Rapporto ci sia spazio anche per un contributo delle organizzazioni sindacali. Sono convinto che nessuno meglio delle lavoratrici e dei lavoratori della P.A. sia in grado di cogliere l’andamento della qualità dei servizi pubblici, visto che conoscono dall’interno le dinamiche di funzionamento e vivono in prima persona le criticità. Sarebbe un modo per arricchire il dibattito. Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione.

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PNRR: il governo non sa più che pesci prendere e arruola pensionati

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 aprile 2022

Così come i nonni servono per sopperire alle carenze del Welfare State italiano, allo stesso modo i pensionati sono richiamati in servizio per riparare i danni fatti da governi e politici di tutti i colori nei confronti della Pubblica Amministrazione da oltre vent’anni a questa parte. Poco prima delle vacanze pasquali abbiamo infatti appreso dalla stampa che, fino al 31 dicembre 2026, le amministrazioni dello Stato titolari di interventi previsti dal PNRR potranno avvalersi di consulenti pubblici e privati in pensione. Il perché di questa decisione è presto detto: le iniziative promosse dal Governo per la realizzazione del PNRR non stanno funzionando come dovrebbero, a iniziare dai concorsi sprint. E allora ancora una volta la politica cerca di mettere pezze agli errori che essa stessa a commesso. C’è da chiedersi: quest’altra trovata funzionerà? Riusciremo a presentare per tempo i progetti per i quali abbiamo ricevuto cospicui finanziamenti dall’Europa? Finanziamenti, che è bene non dimenticare mai, sono sottoposti a ben 500 condizionalità, mirano a precarizzare il lavoro pubblico e a privatizzare i servizi dello Stato e in larga misura andranno restituiti costituendo una pesante ipoteca per le giovani generazioni. restiamo sul nostro tema con altre domande: qual è la spesa prevista per questo esercito di consulenti? È stato fatto un bilancio costi-benefici? Come sarà garantita la trasparenza? Siamo davvero sicuri che i titoli presentati corrispondono all’effettiva capacità del candidato? Quali protezioni sono messe in atto per ripararsi dall’italico clientelismo? Quali provvedimenti saranno presi per eventuali progetti che non dovessero essere approvati? È chiaro che l’arruolamento dei pensionati dichiara il panico in cui si trova il “governo dei migliori”. Non sanno più che pesci prendere e inventano soluzioni piene di incognite. Per l’ennesima volta calano le decisioni dall’alto senza consultare i lavoratori, le organizzazioni sindacali e senza fare la cosa più semplice di tutte: una ricognizione per verificare la mappa delle professionalità interne alla Pubblica Amministrazione e non utilizzate. Si sarebbero accorti di quante energie sopite dispone lo Stato e probabilmente non ci sarebbe stato bisogno di ricorre ai pensionati. Ma per fare queste semplici mosse occorrerebbero dei politici che conoscono la Pubblica Amministrazione. Invece si limitano a governarla: male come hanno fatto fino a adesso e stanno continuando a fare. Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione. (n.r. Possiamo aggiungere che la colpa dei politici è senza appello. Trent’anni fa abbiamo impegnato alcuni dirigenti della P.A. per un progetto di riforma della P.A. ma la risposta è stata quella di dirci che era apprezzabile ma irrealizzabile in quanto mancava la volontà politica. Non è, quindi, questione di uomini ma il tutto deriva dall’insipenza e l’incompetenza di chi ci guida congiunta alla presunzione di sapere ciò che non sanno.)

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PNRR: fattore determinante per la crescita innovativa, il Fintech volano di sviluppo

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

“Il fatto che esistano poche Fintech non dà dinamismo all’intero settore finanziario e all’innovazione nel nostro Paese. Occorre invece fare sistema e porsi all’attenzione dell’Europa, come per esempio fanno i Paesi scandinavi con tutte le soluzioni di instant payment che hanno trovato un filone di innovazione in termini di Fintech e hanno moltiplicato il valore del settore.” È il commento di Elio Catania, Presidente di Quid Informatica S.p.A., – società operativa nello sviluppo di piattaforme digitali per mercato dei servizi finanziari, sulla ricerca Equita ‘The FinTech revolution’, presentata ieri nell’ambito della Fintech Investor Conference –. “Questa analisi ci fa capire quanto il Fintech sia indietro in Italia, ma quanto sia importante il ruolo che può giocare l’allargamento dell’ecosistema legato alle Fintech, in un quadro normativo paritetiche, e alle dimensioni dell’innovazione che si porta dietro.In poche parole, significa lavorare sulle infrastrutture, sulle competenze, innestare più reattività e velocità nel sistema complessivo della finanza e dei pagamenti e una vicinanza alle esigenze del sistema produttivo.Lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni determinerà, sempre più, una radicale rivoluzione macroeconomica del sistema finanziario mondiale, creando nel settore nuove competenze e figure professionali, nonché nuovi modelli operativi e di business rispetto a quelli attuali. È un’opportunità per l’intera industria economico-finanziaria. Stiamo assistendo ad una propagazione sempre più veloce delle innovazioni tecnologiche, e al ripensamento dei tradizionali business model adottati nei vari settori stimolato dalle Fintech.È necessario ora un impegno corale affinchè tutte le energie vengano messe a terra, per colmare il gap che ci distanzia tutt’ora dal resto d’Europa, stimabile in spese R&D che puntino al 3% del Pil dall’1,5 attuale, e al 6,5% di Pil (dal 4,5%) negli investimenti in digitale. Il PNRR rappresenta un fattore determinante con ingenti risorse destinate proprio al digitale, intorno ai 50 Miliardi, in tutte le sue forme di trasversalità. È però altresì importante che l’offerta da parte degli attori del digitale in Italia cambi e sia adeguata, sappia quindi interpretare le istanze delle imprese. Quid Informatica è un modello di riferimento, da questo punto di vista, conosce i processi delle imprese, le affianca nel definire i percorsi di evoluzione, costruisce con i propri clienti un partenariato di lungo periodo basato sulla fiducia e sul mantenimento degli impegni presi. Qualità e velocità di realizzazione sono le parole chiave nella fase attuale della digitalizzazione.” Conclude Elio Catania.

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Commercio: Mura (Pd), servono politiche attive e nuovo Pnrr

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2022

“Il settore della ristorazione deve essere riammesso al sistema degli ammortizzatori sociali ma la prospettiva sono le politiche attive. Avremo dinanzi dei mesi complicati e perdere la clientela che arriva dalla Russia è un problema ulteriore. Servirà un altro Pnrr”. Lo ha detto oggi a Roma la presidente della commissione Lavoro della Camera dei Deputati Romina Mura, alla conferenza stampa di presentazione del Rapporto ristorazione 2021 curato dall’ufficio studi di Fipe-Confcommercio, presente Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe-Confcommercio. Evidenziando che “il nostro Paese per decenni ha rinunciato a investire sulle politiche industriali e sulle politiche di filiera, mentre il covid ha ampliato le fragilità del sistema”, la parlamentare ha spiegato che “ci sono territori in cui gli ammortizzatori sociali sono diventati il reddito, e questo ha dilapidato competenze e anche dignità umana. Fruire delle politiche passive senza possibilità di ricollocazione ha influito molto anche sulla competitività” e dunque “le politiche attive sono la prospettiva. Con il Pnrr stiamo tentando di invertire la rotta ma – ha ribadito riferendosi alle conseguenze della guerra in Ucraina – a livello europeo servirà un altro Pnrr e anche prorogare la sospensione del patto di stabilità e crescita”

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“La preoccupazione più importante è legata a come gli enti locali potranno accedere ai fondi del Pnrr”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2022

Abbiamo motivo di temere che le centinaia di miliardi di euro che arriveranno, se non tempestivamente impiegate, aumenteranno il divario tra Regioni e Comuni più ‘connessi’ e quelli meno. Ci sono profili professionali adeguati in seno agli enti locali in grado di rispondere ai requisiti di quei bandi? Basti pensare al piano Borghi che è una punta di diamante della proposta del Beni Culturali. Mi chiedo come un piccolo Comune di 500 anime abbia la forza di rispondere alla complessità di quel bando. Non vorrei che alla fine il Pnrr andasse ad aumentare le differenze tra Comuni ricchi e Comuni poveri, dove la ricchezza è data dalle informazioni e dalle competenze che si posseggono. È quindi necessario garantire l’accesso a tutti i Comuni in particolare quelli meno dotati di organico con un sistema di accompagnamento di cui il Governo deve farsi carico che non lasci nessuno indietro. Si inneschino subito processi sussidiari per fornire ai piccoli comuni strumenti adeguati”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia partecipando alla giornata di studi “Il PNRR, scelte di sistema per la ripartenza. Scenari e valutazioni sugli strumenti operativi. Strategie selettive ed elementi di Geopolitica”, organizzata dalla General Consulting coordinata dall’avv. Giuseppe Cavuoti.

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Parlamento: Di Muccio “veloce su Pnrr ma lento su legge elettorale e riforma regolamenti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 dicembre 2021

“Il Parlamento, con l’avvento di Draghi, è occupato ad eseguire il mandato conferito formalmente al Governo ma di fatto affidato alla specifica persona del presidente del Consiglio. La locomotiva parlamentare che va a tutto vapore quanto a provvedimenti di attuazione del ‘Piano di rinascita’ e alle misure di contrasto della pandemia appare ferma riguardo a due adempimenti specifici: regolamenti parlamentari e legge elettorale”. È quanto scrive Pietro di Muccio, direttore emerito del Senato della Repubblica, nel suo editoriale in uscita domani sul quotidiano online beemagazine.it, rivista del Gruppo The Skill.“Una legge elettorale in vigore c’è, dunque non è indispensabile intervenire, sebbene i partiti a sprazzi dicano di volerla modificare in un senso o nell’altro. L’amputazione dei deputati e dei senatori ha reso indispensabile una legge elettorale che rimetta nelle mani degli elettori la selezione dei parlamentari. Il loro ridotto numero impone un rafforzamento del legame tra elettori ed eletti per poter continuare a parlare seriamente di democrazia parlamentare conforme all’aureo principio del ‘governo rappresentativo’ – commenta Di Muccio – Più grave è l’inadempimento parlamentare concernente la riforma dei Regolamenti parlamentari, senza i quali Camera e Senato non potranno funzionare a dovere. La riluttanza dimostrata e il ritardo accumulato sono riprovevoli, poiché il buon andamento dei lavori parlamentari è interesse dei rappresentanti quanto dei rappresentati. Sarebbe perciò benefico che, all’elaborazione delle norme da parte di senatori e deputati, potessero concorrere con contributi autonomi, anche gli studiosi a vario titolo della materia”, conclude Di Muccio. (n.r. Va precisato che gli adempimenti sui regolamenti parlamentari e la legge elettorale sono più di competenza parlamentare e non del governo. In tempi in cui si lamenta, a buon diritto, l’attivismo del governo a scapito del parlamento nei casi riguardanti l’attuazione del “piano rinascita” sarebbe inopportuno trasbordare in iniziative governative di altro genere anche se le considerassimo legittime)

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Pnrr, in arrivo 18 miliardi e sei riforme per la Scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2021

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, in conferenza stampa, ha specificato che sono previsti oltre 5 miliardi pronti per novembre: “Il governo ha riposto la scuola al centro di questo nostro Paese in trasformazione. Il nostro cammino ha due componenti, riforme e investimenti. Poi il ministro annuncia bandi per 5 miliardi a mense, palestre, nidi-infanzia, didattica, edifici e sicurezza. Sei riforme da adottare entro il 2022, le prime: istituti professionali, orientamento al lavoro, riorganizzazione sistema”. Sui docenti ha detto: “Bisogna rendergli dignità”.Il ministro ha anche detto che è giunta l’ora di cambiare il reclutamento: “per quanto riguarda la scuola primaria c’è già una laurea abilitante, ma in generale per il reclutamento stiamo lavorando mettendo grande enfasi sulle competenze, che poi sono quelle pedagogiche del mestiere. Ciò significa selezione basata non solo su competenze strettamente disciplinari ma anche su competenze provenienti dal tirocinio”. Secondo quanto riporta la rivista Orizzonte Scuola, per il PNNR sono previste tre tipologie di riforma che devono considerarsi, allo stesso tempo, parte integrante del Piano nazionale ed elemento facilitatore per la sua attuazione. Le riforme orizzontali o di contesto, d’interesse traversale a tutte le Missioni del Piano, sono interventi strutturali volti a migliorare l’equità, l’efficienza e la competitività e, di conseguenza, il clima economico del Paese. Il Piano ne individua due: la riforma della PA e la riforma del sistema giudiziario. Entrambe sono articolate in diversi obiettivi da realizzare entro il 2026.A queste si aggiungono le riforme abilitanti, ovvero gli interventi funzionali a garantire l’attuazione del Piano e in generale a rimuovere gli ostacoli amministrativi, regolatori e procedurali; tali riforme includono la legge sulla concorrenza, la legge delega sulla corruzione, il federalismo fiscale (da attuare entro marzo 2026) e la riduzione dei tempi di pagamento della PA (entro il 2021) e del tax gap (entro il 2022).Inoltre, è previsto un certo numero di riforme settoriali basate su modifiche normative in specifici ambiti o attività economiche per migliorarne il quadro regolatorio.Tra questi interventi rientrano: la riduzione degli ostacoli alla diffusione dell’idrogeno, le misure contro il dissesto idrogeologico, la sicurezza dei ponti, il piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso e quello per la gestione dei rifiuti, la strategia nazionale per l’economia circolare ed i criteri ambientali per gli eventi culturali.A tali misure si aggiunge il pacchetto di riforme dell’istruzione che riguarda, in particolare, sia le modalità di reclutamento dei docenti sia il sistema degli istituti tecnici e professionali e dell’università, con particolare attenzione alle classi di laurea e ai corsi di dottorato. Al fine di un più rapido inserimento dei laureati nel mercato del lavoro, è in corso di approvazione definitiva un disegno di legge che semplifica le modalità di accesso all’esercizio di alcune professioni regolamentate.A tale riforma deve poi collegarsi quella che sarà adottata in materia di classi di laurea.

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PNRR: sfide e opportunità per il sistema Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Giovedì 29 aprile a partire dalle 9:00 si terrà in forma digitale l’evento RECOVERY PLAN, PNRR: sfide e opportunità per il sistema Italia, organizzato dal Sole 24 Ore e Radio 24, nel corso del quale si discuterà del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con il quale sono in arrivo i fondi europei che permetteranno di attuare il programma Next Generation EU a livello nazionale. Articolato in 6 macro-missioni, il programma è lo strumento per la ripartenza dell’Italia e per realizzare le riforme che consentiranno di accelerare sul fronte dell’innovazione e della digitalizzazione. Un’opportunità per le nostre imprese, che giocheranno un ruolo centrale nel processo di sviluppo e di rilancio del nostro sistema economico: spetterà a loro governare il processo di transizione verso un Paese più sostenibile, digitale ed inclusivo.Intervengono, tra gli altri, Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione, Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili; Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna; Antonio Decaro, Presidente Anci e sindaco di Bari; Giovanni Brugnoli, Vicepresidente per il Capitale Umano Confindustria; Fabrizia Lapecorella, Direttore Generale delle Finanze, MEF; Maurizio Stirpe, Vicepresidente per il Lavoro e le Relazioni Industriali Confindustria. L’evento è gratuito previa iscrizione su https://virtualevent.ilsole24ore.com/recovery-plan/

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Def. Calandrini (FdI): senza PNRR documento vago, timido ed incolore

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

“Il Def è vuoto, mancano PNR e PNRR. Le speranze di ripresa dell’economia italiana sono affidate alla campagna vaccinale, tuttavia sempre nel Def non si escludono nuove restrizioni, che questa volta non sarebbero più sostenute da interventi del governo che vorrebbe che il dl Sostegni bis sia ultimo del suo genere. Per questo FdI chiede che l’apertura delle attività in sicurezza non sia più rimandata. Contestiamo, a tal proposito, l’affermazione del Def in cui riporta che il sistema economico ha raggiunto una forma di coesistenza con il virus, e si legge anche le misure restrittive appaiono meno nocive per le attività economiche. Parole gravi, perché se l’economia si fosse adattata al virus non avremmo tante manifestazioni di piazza in cui tanti operatori chiedono di poter lavorare. Secondo il Def nel 2023 il Pil tornerà a livelli pre crisi, ma non si tratta di una vittoria in quanto il Pil del 2019 era comunque più basso di quello precedente l’altra crisi del 2008. Dal documento emerge, inoltre, che nell’anno della pandemia è cresciuta la pressione fiscale, più delle previsioni. Auspichiamo, perciò, che possa calare, come indicato, nei prossimi anni. Infine, nel Def è annunciata la riforma fiscale, di cui ignoriamo le linee guida, mentre assumerebbe particolare importanza la riforma della pubblica amministrazione per una migliore gestione dei fondi che arriveranno dall’Europa, ma anche di questa ancora non sappiamo nulla. In definitiva, siamo in presenza di un documento che si affida a PNRR e dl Sostegni bis, entrambi dai contenuti ancora sconosciuti: questa assenza rende il documento di economia e finanza vago, timido ed incolore”. Lo ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini, relatore di minoranza sul Def.

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PNRR occasione di rilancio per il settore agro-zootecnico

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2021

Rendere più efficiente l’attività zootecnica, migliorando le performance ambientali e la competitività. L’industria mangimistica punta a rinnovare il suo sistema produttivo nell’ottica di uno sviluppo economico sostenibile ed etico.Per avere mangimi ancora più sani e di qualità, sicuri, ottenuti in modo ancora più sostenibile con nuove materie prime e ampliando l’adesione a criteri di economia circolare, è necessario ammodernare i mangimifici. «Occorre favorire e accompagnare l’investimento privato con risorse per adeguare le unità produttive alla richiesta di standard più elevati anche in termini di sicurezza ed efficienza complessiva. I nostri imprenditori e gli allevatori sono pronti a investire per nuovi allevamenti con il più elevato livello di biosicurezza, di contenuto tecnologico e valore ambientale», sottolinea Veronesi.Favorire la ripresa produttiva di materie prime. L’Italia dipende dall’estero per soddisfare il suo fabbisogno di materie prime agricole; ad esempio importa cereali per il 60% e carni suine per il 40%. ASSALZOO, oltre a segnalare a più riprese questa situazione, si è impegnata a contrastare la condizione di non autosufficienza del Paese promuovendo la firma dell’Accordo quadro sul mais da granella di filiera italiana. «Dobbiamo favorire l’aumento delle produzioni di cereali e proteine vegetali e compensare gli agricoltori – con semplici certificati verdi – anche per il sequestro del carbonio, per la migliore fertilità dei suoli, per la prevenzione dei rischi idrogeologici e la cura dell’ambiente», ricorda Veronesi.La condizione di subalternità ai mercati esteri è emersa con ancora più forza nei mesi dell’emergenza sanitaria non solo in relazione alle commodities agricole ma anche agli additivi per mangimi, oggi quasi del tutto prodotti in Cina. È dunque necessario un progetto per stimolare la produzione italiana ed europea di questi input fondamentali per l’industria dei mangimi e quindi per la zootecnia nazionale.Ricerca – ASSALZOO crede da sempre nel valore della ricerca, pubblica e privata, dello sviluppo e dell’innovazione. Non ci potrà essere un completo rilancio del settore primario senza investimenti in ricerca scientifica da trasferire nei mangimifici, in campo e negli allevamenti. Accanto a questi servono programmi di formazione dei giovani e degli operatori della filiera sul benessere animale, la riduzione dell’impatto ambientale e le moderne pratiche agronomiche e zootecniche.La chiusura del canale Horeca ha sospeso i consumi fuori casa, solo in parte compensati, per alcune filiere, da un aumento della spesa domestica e dalla tenuta dell’export. Il settore agro-alimentare-zootecnico italiano ha bisogno di uscire da questo stato quanto prima. Una volta che la pandemia avrà allentato la sua morsa, sarà necessario rilanciare i consumi sia sul mercato interno sia su quello internazionale, proteggendo il Made in Italy da accordi commerciali che favoriscono l’ingresso di beni prodotti a costi inferiori e senza rispettare elevati standard o con etichettature nutrizionali ingannevoli. «Chiediamo di promuovere i nostri prodotti sui mercati internazionali facendo leva sulla loro qualità e sulla capacità delle nostre aziende di servire i diversi mercati, senza dilapidare le risorse con progetti poco significativi e chiediamo l’impegno delle istituzioni ad aprire nuovi mercati, come quello cinese», conclude Veronesi.
ASSALZOO sosterrà infine quei progetti rivolti a scuole, famiglie e opinion leader per promuovere l’importanza della Dieta mediterranea, un regime alimentare vario e bilanciato, depositario di valori, cultura e tradizione, che non esclude il consumo di prodotti di origine animale.

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Il PNRR fallisce sui trasporti

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Le città, l’elettrificazione dei trasporti e la sicurezza stradale non sono una priorità per il PNRR approvato dal Consiglio dei Ministri. Nonostante la crisi di Governo, il piano sarà discusso in Parlamento nei prossimi giorni. Solo 7,5 miliardi di euro per la mobilità urbana e regionale, contro i 29 miliardi necessari, nessuna voce specifica sullo sviluppo di un’adeguata rete di ricarica elettrica nazionale ad uso pubblico, nessun investimento per la riconversione industriale del comparto trasporti, briciole per la sicurezza stradale.A lanciare l’allarme sono le principali associazioni ambientaliste Kyoto Club, Transport & Environment, Legambiente, Cittadini per l’Aria, Greenpeace Italia e WWf Italia, secondo cui il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza contiene, tra le altre, tre importanti criticità a cui è necessario far fronte: l’elettrificazione dei trasporti, le città e la mobilità urbana, gli investimenti sulle reti e la sicurezza delle persone sulle strade.
Su un pacchetto da 200 miliardi, non un euro viene stanziato per la necessaria riconversione del settore produttivo automobilistico. I veicoli elettrici sono destinati a passare da nicchia a tecnologia predominante nel giro di pochi anni. I principali paesi europei stanno investendo in modo massivo nella creazione della catena di valore della mobilità elettrica, e molti hanno già indicato una data di fine vendita delle auto a combustione interna.Inoltre, il testo trascura la questione cruciale dello sviluppo di una adeguata rete di ricarica elettrica nazionale ad uso pubblico per servire i 6 milioni di veicoli elettrici previsti entro il 2030 dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima. Il Parlamento deve affrontare questo tema con un serio investimento dedicato al fine di raggiungere i nostri obiettivi climatici per il 2030. In secondo luogo, il Recovery Plan risulta troppo sbilanciato verso gli investimenti sulle grandi opere extraurbane, come l’alta velocità, quando serve dare centralità al potenziamento della mobilità su ferro regionale, locale e del trasporto urbano. Nel documento brilla la scarsità degli investimenti per le metropolitane e tramvie, la carenza di investimenti per le ferrovie suburbane, le briciole dedicate alla mobilità ciclabile. Inoltre, nel PNRR sono previsti 7,5 miliardi per gli investimenti per la mobilità di tutte le città italiane e sono davvero insufficienti per dare una svolta e migliorare il trasporto locale, e per il rinnovo parco rotabile. Anche gli obiettivi riguardanti la costruzione delle reti ciclabili urbane non sono in linea con i PUMS delle principali città italiane, molto più ambiziosi rispetto al PNRR. Inoltre si prevedono ancora sussidi alle tecnologie fossili – in particolare agli autobus a gas – mentre gli investimenti per la cura del ferro sono davvero minimi (sarebbe sostituito solo il 3% dei treni regionali). Infine, per la sicurezza stradale sono previsti fondi minimi, quasi inesistenti. Per le città e la moderazione del traffico non c’è nemmeno un richiamo nel PNRR. Per la sicurezza sulle strade vi sono solo le briciole con 1,6 miliardi, nonostante la dura lezione del crollo del Ponte Morandi. E poi c’è da restare colpiti che di queste scarse risorse ben 1,15 miliardi siano destinate alla messa in sicurezza della sola autostrada A24-25 (a cui dovrebbe provvedere il concessionario) mentre ad Anas per la sua rete solo 0,45 miliardi.
Come organizzazioni ambientaliste ci auguriamo che il Parlamento italiano sappia rimediare alle macro-criticità sottolineate, e chiediamo di essere consultate nelle Commissioni parlamentari preposte.

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