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Il mare risale lungo il Po

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

lago gardaMentre il lago di Garda è sceso sotto il 30% della capacità (28,8%), scatta l’emergenza per i fiumi Adige e Po nel Veneto: a segnalarlo è l’ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue).La portata dell’Adige, a Boara Pisani, oscilla fra gli 80 e 130 metri cubi al secondo, rendendo più volte insufficiente l’azione della barriera anti intrusione del cuneo salino, che viene “scavalcata” dalla marea. Anche per il Po i livelli sono preoccupanti: la portata, a Pontelagoscuro, è di ca. 550 metri cubi al secondo (a Luglio era mc./sec. 600 ca.), ma era scesa, la settimana scorsa, fino a 400 metri cubi al secondo.L’abbassamento della portata comporta la chiusura di tutte le derivazioni irrigue nel tratto compromesso dall’ingresso del mare, la cui acqua salata risale la corrente del fiume per oltre 12 chilometri. E’ una situazione, che si ripete da mesi e solo un afflusso d’acqua dolce importante potrebbe “lavare” il territorio dal sale, che ha contaminato il fiume, con le relative conseguenze per l’agricoltura, mettendo a rischio anche l’uso idropotabile..Per quanto riguarda il fiume Brenta, il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha adottato diverse misure straordinarie, come l’attivazione di pompe d’emergenza sul canale Novissimo, accordi con il Genio Civile per la regolazione delle paratoie che scaricano in laguna, pulizie idrauliche straordinarie per migliorare il deflusso d’acqua. Il Consorzio di bonifica Brenta ribadisce, inoltre, la necessità di finanziamenti per la trasformazione pluvirrigua degli impianti di irrigazione e per il rimpinguamento delle falde; i relativi progetti sono già predisposti.Dal canale L.E.B. (Lessino Euganeo Berico), che attraversa buona parte della campagna veneta dal veronese fino alla zona di Chioggia, la derivazione irrigua è massima (32 metri cubi, cioè 32.000 litri al secondo) per rispondere alla grande sete del territorio.
Con l’annuncio dell’arrivo del periodo più caldo dell’anno, crescono le preoccupazioni delle Organizzazioni Professionali Agricole soprattutto per le aree, dove non c’è un adeguato apporto irriguo (Bassa padovana, Polesine, Sud vicentino).E’ tranquilla, invece, la situazione per il bacino del fiume Piave: i bacini montani sono, infatti, al 95% del volume invasabile.“Anche la situazione veneta sollecita la politica a prendere decisioni – sottolinea Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – I Consorzi di bonifica del Veneto hanno progetti definitivi ed esecutivi di miglioramento della rete irrigua per 147 milioni di euro; ad ogni livello è ormai tempo di scelte concrete.”

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Po: ancora scoperte

Posted by fidest press agency su martedì, 25 ottobre 2016

fiume-poDal Po possibili altri rinvenimenti storici Nasce il Centro di Ricerca e Documentazione sul Delta. Chiereghin – ricercatore : “ Dal Po potrebbero arrivare ben presto altre scoperte storiche importanti . Dopo il rinvenimento delle fortificazioni militari della Grande Guerra, ma anche di quelle austriache e napoleoniche e addirittura dopo aver rintracciato una linea del telegrafo ottico “Chappe” installata per volere di Napoleone da Ancona a Venezia lungo il litorale adriatico, sto continuando le ricerche e forse arriveranno altri risultati importanti e scoperte sensazionali. Per la prima volta immagini dei ritrovamenti e documenti inediti saranno in Mostra in Italia , il 10 Dicembre presso il Museo di Taglio di Po ”. Finotti : “ Questa è l’Italia raccontata dalle guide AIGAE a ben 3 milioni e 400.000 turisti l’anno. L’Italia da Nord al Sud e viceversa , di catene montuose, laghi , coste , borghi , foreste , boschi e campagne. Noi narriamo l’Italia”. “Il Delta del Po, terra giovane, si sta rivelando ricco di storia. Nell’immaginario collettivo si sente dire spesso che il Delta è una terra giovane senza un passato. Io sto cercando di dimostrare il contrario. Non mi fermo. Dopo aver scoperto sul Delta del Po , le Fortificazioni militari della Grande Guerra ma anche quelle Austriache e Napoleoniche dopo aver rintracciato una linea del telegrafo ottico “Chappe” che per volere di Napoleone era stata installata da Ancona a Venezia lungo il litorale adriatico, vado avanti e con ogni probabilità la mia ricerca porterà ad altri risultati importanti e scoperte sensazionali ”. Lo ha dichiarato Luciano Chiereghin , ricercatore che da più di 15 anni sta conducendo intense attività di ricerche storiche sul Delta del Po.
Fino ad oggi i risultati sono stati straordinari con il ritrovamento delle Fortificazioni Militari risalenti alla Grande Guerra ma anche quelle austriache, napoleoniche e addirittura “sono riuscito a rintracciare – ha proseguito Luciano Chiereghin – una linea del telegrafo ottico “Chappe” che Napoleone fece installare da Ancona a Venezia lungo il litorale Adriatico” . E la novità c’è . Chiereghin – ricercatore : “Ho scoperto anche i fortini militari delle guerre tra la repubblica di Venezia e lo Stato Pontificio. Immagini e documenti in mostra il 10 Dicembre per la prima volta”. Mi sono concentrato sulle tante guerre avvenute tra il 1600 ed il 1700 tra la repubblica di Venezia e lo Stato Pontificio, allora confinanti – ha proseguito Luciano Chiereghin – che si contendevano i nuovi territori che il Po formava davanti alla sua foce. Ecco che con le nuove tecnologie, come immagini satellitari e la georeferenziazione e quant’altro, un po’ alla volta ho ritrovato le tracce di alcune delle fortificazioni militari usate in queste guerre. Il più interessante ritrovamento è stata la scoperta sul terreno dei due forti del 1632, “Bocchetta”, papalino, e “Donzella”, veneziano, che coincidono esattamente con la pianta di questi e, dopo aver ritrovato in loco reperti di fittili compatibili con quella data, è stato possibile stabilire con assoluta certezza da parte di alcuni esperti che le tracce da me ritrovate erano proprio esatte. Ora sto scrivendo un libro su tutto quanto ho sinteticamente descritto. La mia ricerca continua, le sorprese non mancheranno”.

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Il Delta del Po restituisce reperti della Prima Guerra Mondiale

Posted by fidest press agency su martedì, 11 ottobre 2016

repertiDalle onde del mare emersi come fossero cetacei , i resti di fortificazioni militari , denominati “batterie” che la sabbia per molti anni ha custodito, quasi per far dimenticare quel triste evento. Oggi invece è possibile vederli perché il moto ondoso li ha fatti riemergere sullo scanno di Bonelli, a Porto Tolle, comune di 9000 abitanti in provincia di Rovigo in Veneto”. Lo ha annunciato Isabella Finotti, Guida Ambientale Escursionistica e Consigliere Nazionale dell’Associazione Italiana Guide Escursionistiche Ambientali , riconosciuta dal MISE.Non solo “batterie” ma veri fortini ritrovati su antiche spiagge.”Dalle dune vive, alle dune fossili, entrambi testimonianze di un territorio in continua evoluzione – ha proseguito Finotti – ed ecco che sotto le chiome dei pini, come dei fantasmi abbiamo ritrovato i fortini, liberati da radici che li imbrigliavano, ora sono lì a ricordarci dell’ultimo conflitto mondiale. In questo caso su antiche spiagge oggi arretrate, a poca distanza dall’ antica tenuta degli Estensi a Mesola. Il tutto nelle verdi risaie . Con le Guide Ambientali Escursionistiche , figure professionali in grado di raccontare il territorio in tutte le sue caratteristiche , dalla geologia alla storia , è possibile recarsi in questi luoghi , vederli , conoscerli e capire la nostra storia. Lo scorrere lento del fiume, il fruscio del canneto ed il vento che accarezza le sue fronde, lo sciacquio dell’onda che si infrange sulla sabbia e lo stridio dei gabbiani. Là dove l’acqua non è acqua e la terra non è terra, senza confini. Il blu del martin pescatore, l’arcobaleno dei gruccioni,1000 battiti d’ali. Una barca, il pescatore, un’isola, bellissima, dove il mare ha restituito antiche testimonianze dunque della Grande Guerra, nel cuore del Parco Regionale del Veneto Delta del Po. Potremo percorrere un itinerario che ci condurrà alla scoperta di un delta decisamente alternativo, particolare. Si perché il viaggio è sempre scoperta. Passato e presente. Il delta è anche questo”. (foto: reperti)

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Un Po di Ferragosto

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2016

ferragostoLunedì 15 agosto, l’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR), rinnova la tradizione di Ferragosto lungo il Fiume, con il Gran Pranzo e Cena a buffet all’Hosteria del Maiale e uno speciale menu stellato. Nel Mondo Piccolo raccontato da Giovannino Guareschi, le persone non si ammassavano ai caselli delle autostrade per raggiungere, dopo ore di fila, un metro quadrato di spiaggia. Al contrario, chi aveva la fortuna di respirare l’aria del Grande Fiume, amava i grandi spazi che sembravano fatti apposta per accogliere e trascinare i profumi e i suoni dei giorni di festa, come quello di Ferragosto, quando le aie e i cortili diventavano grandi sale da pranzo in cui ritrovarsi a brindare e a combattere, con l’allegria e i sapori, l’afa agguerrita dell’estate più feroce. Esperti in materia di tradizione, i Fratelli Spigaroli hanno incanalato – a proposito d’acqua e di fiumi – tutta la loro passione per l’arte culinaria dei luoghi in cui sono cresciuti nelle cucine e nei locali dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR), dove mettono in scena, giorno dopo giorno, il ritorno di quei rituali che si consumano e vengono consumati con gran piacere del palato intorno alla tavola. Ripercorrendo i passi di chi ha già camminato lungo le rive del Grande Fiume, il Gran Pranzo e la Cena a Buffet di Ferragosto all’Hosteria del Maiale sono la rievocazione di un’usanza mai del tutto dimenticata, che per secoli ha rappresentato un momento di ritrovo. Il menu speciale, concepito da Massimo Spigaroli per lunedì 15 agosto, si apre con una serie di antipasti tradizionali, tra i quali non possono mancare Il Culatello dell’Antica Corte, la coppa lunga della Bassa, lo strolghino di Culatello, il salame gentile, la spalla cotta calda di maiale nero con torta fritta, i coni di verdure fritte dell’orto, i bottoncini da pagliaccio, le polpettine, le alucce di faraona panate, le focacce e i pani speciali fatti con il grano di casa. Sempre attingendo alla tradizione, si prosegue con la pasta antica con piccole verdure dell’orto e crosticine di parmigiano, le salsicce, gli arrosti e le patate, le insalate dell’orto e i dolci caserecci. Ovvero, i budini, le crostate, la crema al mascarpone, la crema bruciata, i mix di frutta ed il gelato artigianale. In abbinamento verranno proposti i vini dell’Antica Corte Pallavicina. Il Gran Pranzo a Buffet di Ferragosto è proposto al prezzo di 53 euro a persona, inclusivo di Acqua, caffè ed infusi di bacche.
Ma non è tutto. Per chi ancora non è partito ma anche per quanti sono già tornati, il vulcanico Chef stellato Massimo Spigaroli ha immaginato anche un menu speciale, per festeggiare in compagnia il giorno più caldo dell’anno, all’interno della splendida sala vetrata. Dopo la visita delle antiche cantine di stagionatura del Culatello, si inizia con un aperitivo tipico nell’aia con Culatello di Zibello, coppa lunga della Bassa, strolghino di Culatello, salame gentile, spalla cotta di maiale nero con torta fritta, coni di verdure fritte del nostro orto, bottoncini da pagliaccio, polpettine, alucce di faraona panate, focacce e pani speciali fatti con il nostro grano. Si prosegue poi a tavola con la terrina di melanzane, pomodori, zucchine con i loro fiori e balsamico tradizionale, gli gnocchi ripieni di ortaggi e gamberi in ristretto di pomodori, il maialetto nero di Parma, piccole melanzane e pesche arrostite, il buffet di dolci, la frutta, i gelati e i sorbetti, il caffè, gli infusi e la frutta sotto spirito. Il prezzo è di 70 euro a persona, vini esclusi. (foto: ferragosto)

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Il Po e il nucleare

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Il Po? Per il Governo è solo un posto buono per aprirci centrali nucleari”. Così il segretario provinciale del Partito Democratico Roberto Garbi ha commentato le ultime dichiarazioni del leghista Castelli e del ministro Romani, i quali hanno proposto di costruire una centrale a Viadana, il secondo, o meglio di riaprire quella di Caorso il primo. “Questo è il rispetto che hanno per il nostro fiume e per il territorio”. “Qualche sentore l’avevamo già avuto un po’ di tempo fa – spiega Garbi – quando il Governo di centrodestra era riuscito con un gioco di prestigio al contrario a far sparire 180 milioni di euro già stanziati per il Po. Poi se a qualcuno fosse rimasto qualche dubbio in questi giorni sono arrivate le dichiarazioni del ministro Romani, che vorrebbe piazzare una centrale nucleare a Viadana, e oggi di Castelli”. “Quest’ultimo – conclude Garbi – ha anche qualche problema con la geografia: visto che si è parlato di costruirla in Lombardia, lui propone di realizzarla a Caorso. Che è in Emilia, ma è lo stesso, tanto per il leghista è come se fosse in Lombardia. Intanto è nella nostra regione. Sulla soglia della food valley italiana: davvero un investimento coerente, rispettoso del territorio e del lavoro di tutti gli agricoltori della nostra area”.

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