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Posts Tagged ‘polacchi’

Scienziati polacchi scoprono la prima mummia incinta

Posted by fidest press agency su sabato, 1 maggio 2021

Un archeologo ha scoperto ai raggi X ciò che sembrava familiare ad una donna incinta: un piccolo piede. Gli investigatori in seguito hanno determinato che un feto era nel corpo della donna morta, che si credeva avesse un’età compresa tra i 20 ei 30 anni. Il feto avrebbe avuto tra le 26 e le 30 settimane quando la donna è morta. Perché il feto non è stato rimosso durante la mummificazione non è ancora noto. Uno dei ricercatori coinvolti ha avanzato l’ipotesi che potrebbe essere un tentativo di nascondere la gravidanza. Un’altra possibile spiegazione potrebbe essere un collegamento alla fede e alla rinascita nell’aldilà. Il team di ricerca parla di una scoperta unica. “Non siamo stati in grado di trovare casi comparabili. Ciò significa che la ‘nostra’ mamma è l’unica al mondo in cui è stato diagnosticato un feto “.La mummia è stata portata in Polonia nel XIX secolo ed è esposta in un museo a Varsavia. Inizialmente, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si pensava che fossero i resti di un sacerdote maschio che visse nel primo secolo prima o dopo Cristo. Gli scienziati ora tengono conto del fatto che il corpo è molto più vecchio. Non sono ancora chiare esattamente le cause della morte. I ricercatori sperano di poterlo scoprire.

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Il lavoro sporco di pulizia etnica della Germania e la buccia di banana polacca

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 dicembre 2019

La Polonia divenne, per gli occidentali, la classica goccia d’acqua che fece traboccare il vaso della tolleranza per le politiche annessioniste della Germania Hitleriana. Spinse gli anglofrancesi a un gesto clamoroso di rivolta in opposizione a un dialogo, con i nazisti, sino allora mantenuto su livelli molto concilianti e permessivi. Vennero ad un ultimatum e ad una dichiarazione di guerra che sembravano interessare a ben pochi e meno che mai ai diretti interessati. I francesi erano tranquilli dietro la loro linea Maginot e i tedeschi, lo stesso, giacché si stava profilando una “guerra” di posizione e non di movimento. Diventava l’occasione propizia per far lavorare le diplomazie e per studiare onorevoli percorsi per ristabilire la pace in Europa.
Forse a peggiorare le cose vi concorse il patto russo-tedesco per la spartizione della Polonia. Stalin, d’altra parte, non nascondeva la sua ammirazione per Hitler nonostante che li dividesse, in modo radicale, la loro concezione ideologica e il loro modo di esprimere una presenza nel mondo esclusiva e dominante.
Una simpatia non certo ricambiata da Hitler il quale già pensava di rabbonire gli inglesi e i francesi per poi spingersi in una sorta di guerra santa contro i sovietici.
Non vi riuscì e allora cercò di piegare le resistenze anglo-francesi con una spettacolare offensiva che in poche settimane mise in ginocchio la Francia e, in pratica, annientò l’armata inglese inviata sul continente per dare il suo appoggio agli alleati francesi. Questo fu anche il trionfo di una tecnica militare innovativa, rispetto al passato. (Riccardo Alfonso)

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Il 2° Corpo d’Armata polacco in Italia 1943-1947

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Firenze Mercoledì 8 Maggio 2019 ore 17:00 Caffè Astra al Duomo Via de’ Cerretani 56r. Incontro con Sergio Sammicheli. Dal maggio del ’44 all’aprile del ’45 alcune decine di migliaia di soldati polacchi, con grande valore combatterono i Tedeschi e successivamente presero Ancona e Bologna.Questi uomini erano per la maggior parte ex prigionieri dei gulag di Stalin e quando il 22 giugno del ’41 la Germania attaccò l’URSS ebbero la possibilità, sotto il comando del Generale Wladyslaw Anders, di ricostituire un embrione del nuovo esercito polacco che avrebbe dovuto combattere i tedeschi accanto ai Russi.Attraverso mille difficoltà e mille peripezie questi soldati dall’Iran si recarono in Persia e dalla Persia, attraverso l’Iraq, in Palestina dove diventarono il 2° Corpo d’Armata Polacco, per arrivare, infine, in Egitto.Da lì nel dicembre del ’43 e nei primi mesi del ’44 sbarcarono in Puglia e furono inquadrati nella 8^ Armata Britannica sotto il comando del Generale Leese.E’ un’epopea memorabile con una serie di componenti psicologiche, politiche ed umane veramente affascinanti ed ancor’oggi molto poco conosciute.
Il Prof. Sergio Sammicheli è nato e vive tutt’ora sui colli tra il Valdarno fiorentino e Greve. Laureato presso l’Università di Firenze e Filosofia. Prima di dedicarsi all’insegnamento ha goduto di esperienza di studio all’estero per oltre 6 anni in paesi di lingua inglese. Successivamente si è specializzato in Filosofia della Storia presso l’Università di Ginevra. E’ poi diventato insegnante di Storia e Filosofia nei Licei, l’ultimo dei quali è stato il Piero Gobetti di Firenze. Già da diversi anni in pensione, è oggi Membro del Consiglio Direttivo del Circolo Culturale Fanin di Figline Valdarno e svolge l’attività di consulente per alcune biblioteche pubbliche.

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Fronte europeo per il Kosovo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2014

kosovoUna delegazione composta da quindici membri del Fronte Europeo per il Kosovo è partita stamani da Roma alla volta di Varsavia. Nella capitale polacca – in data sabato 15/02 – avrà luogo la manifestazione internazionale “Kosowo jest Serbskie”, promossa ed organizzata dagli Autonomi Nazionalisti Polacchi a sostegno delle minoranze serbe presenti nella regione del Kosovo e Metochia.L’appuntamento internazionale “Kosowo jest Serbskie” – giunto ormai alla sua terza edizione – quest’anno vedrà presente per la prima volta anche la delegazione romana del Fronte Europeo per il Kosovo. Ad aspettare i volontari della Capitale a Varsavia un’ulteriore delegazione del Fronte, proveniente dalla Repubblica Ceca, con cui dal 16 al 21/10/2013 i volontari romani sono stati impegnati in un’importante missione umanitaria nelle enclave serbe del Kosovo.

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Gli scrittori polacchi a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2010

Roma, 23 novembre 2010, alle ore 18.30 presso la Biblioteca del Centro di Studi dell’Accademia Polacca delle Scienze,  vicolo Doria, 2 (Piazza Venezia) Relatore Prof. Krzysztof Żaboklicki – ordinario di letteratura italiana (emerito) dell’Universita’ di Varsavia. Dal 1991 al 2004 direttore dell’Accademia Polacca di Roma, dal 1997 al 2001 presidente dell’Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell’Arte in Roma. Collaboratore di varie riviste specializzate, autore di una decina di volumi, in polacco e in italiano, relativi alla letteratura italiana e ai rapporti letterari italo-polacchi attraverso i secoli, compresa un’ampia “Storia della letteratura italiana” in polacco (Varsavia, 2008). Traduttore di Machiavelli, ma soprattutto di scrittori italiani contemporanei, tra cui Umberto Eco.
Negli ultimi decenni dell’Ottocento e all’inizio del Novecento, quando la Polonia rimane ancora sotto il dominio straniero, i migliori scrittori polacchi si recano volentieri all’estero anche per sentirsi più liberi. L’Italia, per ovvi motivi, è una delle loro mete preferite. Ciò riguarda in particolar modo Maria Konopnicka (1842-1910), “molto probabilmente la più importante figura della poesia polacca nell’epoca positivista” (L. Bernardini nell’ottima “Storia della letteratura polacca” a cura di Luigi Marinelli, Einaudi 2004, p. 317), la quale venne a Roma ben tre volte negli anni 1892-1907. Visitarono la capitale della nuova Italia anche altri due eminenti scrittori polacchi dell’epoca, Henryk Sienkiewicz e Stefan Żeromski. Nell’ intervento verranno passate in rassegna le opere di questi tre autori – in primo luogo quelle della Konopnicka, il cui centenario della morte cade nell’anno corrente – ambientate a Roma o comunque relative alla Città Eterna.

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