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Il film polacco “Ida” vince il Premio LUX Film 2014

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 dicembre 2014

Mercoledì a mezzogiorno il Presidente Martin-schulz ha annunciato, durante una cerimonia in Aula, il vincitore del Premio LUX per il cinema 2014 del Parlamento europeo. “Ida” è la storia di una ragazza alla ricerca della propria identità, una commovente storia personale che si sovrappone al passato doloroso dell’Europa.Ricevendo il premio dal Presidente del Parlamento europeo, il regista Pawel Pawlikowski ha detto: “Ida è un film che è riuscito a toccare il pubblico in tutta Europa. Questo dimostra che il cinema ha ancora un ruolo da svolgere nella nostra società. (…) Il Premio LUX ha istituito un nuovo premio per i cineasti europei (…) e ha anche reso possibile per migliaia di cittadini europei di unirsi insieme per vivere emozioni condivise.” Complimentandosi con il vincitore, il Presidente Schulz ha detto: “I film europei non sono girati in un qualche luogo o in un qualche momento, ma in luoghi specifici e in specifici contesti storici (…) Ci permettono di imparare qualcosa sulla nostra storia comune e sulle storie dei nostri vicini; ci forniscono un’idea di com’è realmente la vita in altri paesi, e ci aiutano a capire meglio noi stessi e i nostri vicini. Le storie raccontate dal cinema europeo ci offrono una maggiore comprensione reciproca e rafforzano il senso comune di appartenenza, superando i confini nazionali”, ha aggiunto Schulz. Silvia Costa (S&D, IT), presidente della commissione cultura e educazione, ha detto: “L’iniziativa del Parlamento europeo con il Premio LUX è unica: sottotitolare 3 film in 24 lingue, proiettarli in 28 paesi, in almeno 18 Festival, in più di 40 città europee, discutere e parlare di Europa grazie allo stesso prodotto culturale, non è mai stato fatto da nessuno.Credo inoltre che dovremmo accentuare nel Premio LUX il carattere di attenzione alle nuove generazioni di autori europei, ai giovani che raccontano i giovani, come nel caso dei finalisti di quest’anno. In questo modo il cinema può diventare uno strumento di dialogo e conoscenza e aiutare la politica a comprendere veramente l’universo giovanile, evitando stereotipi e generalizzazioni.”Il Parlamento assegna questo premio ogni anno per contribuire a promuovere quei film che trattano temi che vanno al cuore del dibattito pubblico europeo. La rosa dei tre finalisti per il 2014 comprendeva anche Class Enemy (Razredni Sovražnik), dalla Slovenia, di Rok Biček, e Girlhood (Bande de filles), dalla Francia, di Céline Sciamma. Grazie al sostegno del Parlamento europeo, i film finalisti sono stati sottotitolati in tutte le 24 lingue ufficiali dell’UE e sono stati proiettati durante i LUX Film Days in 28 Stati membri. Sono stati i deputati, con una votazione, a decretare il vincitore.

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Mostra: Sylvester Ambroziak

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2010

Trieste 16 novembre 2010 alle ore 18,30 inaugurazione della mostra di Sylvester Ambroziak alla VETRINA via Udine 2/1  Sylwester Ambroziak, classe 1964, è a pieno titolo uno degli artisti più noti e rappresentativi dell’arte contemporanea polacca. È sempre più raro vedere un artista in grado di cimentarsi sapientemente con vari materiali: legno, bronzo» plastica e gesso. Ambroziak ha iniziato a lavorare negli anni Ottanta, in un momento molto critico per la Polonia in cui le arti visive erano considerate meno nobili della letteratura, del teatro e della poesia.
L’arte di Ambroziak è figlia di questo complesso contesto storico e non è un caso se, soprattutto all’inizio della sua carriera, l’aspetto religioso ricorre frequentemente nella scelta dei soggetti. Ma nonostante l’artista tragga ispirazione da racconti biblici e vicende sacre, il modus operandi e gli esiti si distaccano fortemente dalla tradizione, incorrendo più volte nella censura. Nel 1989, in occasione della mostra organizzata dall’Accademia delle Belle Arti di Varsavia per gli studenti iscritti all’ultimo anno, venne ordinato di far sparire la scultura di Ambroziak “Le tentazioni di Sant’Antonio”, perché poco gradita al corpo docente. È evidente che i tempi non erano ancora maturi per accogliere l’originalità e le arditezze dell’artista. Analogamente “Adamo ed Èva’1 e “II sacrificio di Isacco”, scolpiti nello stesso anno, rifuggendo il bigottismo e rintanandosi nell’atavico, vennero ritenute da alcuni al limite del blasfemo. La motivazioni di questa “condanna” sono molte e inequivocabili: Le sue sono sculture monumentali, dalla presenza ingombrante per dimensioni e pathos: soggetti macrocefali, fisionomie negroidi, nudità esplicite, falli prominenti, pose poco ortodosse, reminiscenze di maschere africane e sculture polinesiane. In alcune è rìtracciabile la teatralità delle pose della Guernica di Picasso – riferimento che diviene citazione nella “Pietà” scolpita dall’artista polacco nel 1993. L’immaginario di Sylvester Ambroziak è popolato da figure ancestrali che pur sconvolgendo la nostra quiete riescono a non risultare mostruose. Le sue sculture possiedono una forza misteriosa in grado di dialogare con le nostre pulsioni più primitive riportando alla luce lembi di memoria che credevamo sepolti con le civiltà del passato. (ambriziak)

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