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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Posts Tagged ‘policlinico’

Al Policlinico Tor Vergata parte AMOS COVID-19

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

Roma. E’ il sistema intelligente che scopre gli infetti da Coronavirus. È partita la sperimentazione presso il Dipartimento di Scienze Mediche del Policlinico Tor Vergata dell’AMOS COVID-19, un sistema ad alta tecnologia in grado di rilevare in tempo reale, anche a distanza, grazie a una termocamera per il rilevamento della febbre, una videocamera e un sensore acustico composto da un array di 16 microfoni, i parametri significativi dei sintomi da infezione COVID 19 quali la temperatura corporea, i colpi di tosse e gli starnuti.Attraverso l’utilizzo di sensori ad alta tecnologia, di acustica, ottica e termica, combinati con l’Intelligenza Artificiale, di cui è dotato, il sistema Amos Covid-19 riconosce i sintomi anche su assembramenti di persone ed è in grado di segnalare in tempo reale eventuali casi di possibili infetti COVID-19.In questo modo il sistema può essere utilizzato in spazi pubblici come ospedali, stazioni ferroviarie, aeroporti e aziende private per monitorare tutti i flussi di persone in movimento.Una innovativa tecnologia di Intelligenza Artificiale messo a punto dalla Intecs Solutions S.p.A., azienda italiana operante nel settore Aerospazio e Difesa, capace di dare l’allarme e prevenire la diffusione senza controllo del virus.

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Coronavirus: al Policlinico Tor Vergata la sperimentazione di AMOS COVID-19

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

Roma. Al via la sperimentazione presso il Dipartimento di Scienze Mediche del Policlinico Tor Vergata dell’AMOS COVID-19, un sistema ad alta tecnologia messo a punto da Intecs Solutions S.p.A., azienda italiana operante nel settore Aerospazio e Difesa.
Il sistema Amos Covid-19 grazie alla sua speciale tecnologia è in grado di rilevare in tempo reale, anche a distanza, grazie a una termocamera per il rilevamento della febbre, una videocamera e un sensore acustico composto da un array di 16 microfoni, i parametri significativi dei sintomi da infezione COVID 19 quali la temperatura corporea, i colpi di tosse e gli starnuti.Attraverso l’utilizzo di sensori ad alta tecnologia (acustica, ottica e termica) combinati con l’Intelligenza Artificiale di cui è dotato il sistema Amos Covid-19 riconosce i sintomi anche su assembramenti di persone ed è in grado di segnalare in tempo reale eventuali casi di possibili infetti COVID-19.In questo modo il sistema può essere utilizzato in spazi pubblici come ospedali, stazioni ferroviarie, aeroporti e aziende private per monitorare tutti i flussi di persone in movimento.Un sistema intelligente insomma, capace di dare l’allarme e prevenire la diffusione senza controllo del virus.

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Maxi appalto di infermieri al Policlinico Umberto 1° di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

Con Delibera 1177 del 19/12/2019 il Direttore Generale Panella, supportato dal Direttore Sanitario Dr. Romano e dal Direttore Amministrativo Dr.ssa Bensa, hanno avviato le procedure di esternalizzazione dell’assistenza infermieristica e di supporto al più importante Policlinico Universitario Pubblico del centro Italia, il tutto al modico prezzo di 16 milioni 150.000 Euro all’anno (più iva) per la durata di 3 anni. In particolare sarà appaltato alle cooperative l’assistenza nelle medicine (immunologia, gastroenterologia, pneumologia, ematologia), nel dipartimento di neuroscienze (neurologia e neurochirurgia), in urologia, ortopedia e nel percorso chirurgico intraoperatorio.Preoccupa l’atteggiamento della Direzione Generale del Policlinico – dichiara il Coordinamento USB Sanità di Roma e Lazio – perché, mentre Regione e Governo si orientano verso una soluzione del precariato in sanità, che comporterebbe anche il recupero del personale esternalizzato alle ditte e cooperative che da anni sopperisce alle carenze di personale ed al blocco delle assunzioni, il Direttore Panella ripropone un percorso di esternalizzazione, in piena autonomia dalla Regione e già saggiamente censurato dal TAR nel 2018.L’operazione del Dr. Panella non ha eguali, se si esclude una mossa simile ma di minor impatto della ASL Roma 2 che ha dato in gestione esterna solo i 2 reparti a pagamento, non solo perché imponente dal punto di vista economico ma anche perché sottintende due ulteriori mostruosità organizzative: l’intermediazione di manodopera, già censurata dal TAR Lazio nel 2018, e l’ipotesi che tale manovra possa favorire la “cessione del ramo d’azienda”, intervenendo così su alcune unità produttive già dotate di autonomia economica e gestionale.Una manovra pericolosa che riconferma l’intento di alcuni amministratori pubblici di privatizzare il Servizio Sanitario Nazionale non più attraverso la convenzione con i privati (già ampiamente utilizzata nel Lazio) ma attraverso l’ingresso dei privati direttamente nel pubblico proprio in quei gangli del servizio che più sono indispensabili alla cura delle persone – dichiara ancora USB Sanità. Chi in questi giorni si rivolge al sistema pubblico non vuole certo che l’attuale emergenza COVIN19 sia affrontata con personale precario, flessibile, esternalizzato, ad ore… Chiediamo un intervento urgente del Presidente Zingaretti a garanzia di un servizio sanitario regionale pubblico e di qualità ed a tutela della salute dei cittadini di Roma e del Lazio – conclude USB – perché i nostri ospedali non siano più gestiti dai profittatori delle cooperative, che utilizzano personale spesso sottopagato, sfruttato e scarsamente tutelato in termini di sicurezza.

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Il Policlinico di Milano all’avanguardia nella gestione multidisciplinare del tumore al polmone

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2018

Milano. Un approccio multidisciplinare e multi-patologia per garantire una corretta gestione del tumore al polmone. È quanto accade al Policlinico di Milano, struttura d’avanguardia nel trattamento di questa neoplasia. L’ospedale gestisce oltre 500 casi di tumore al polmone l’anno di cui 200 chirurgici, e tutti gli iter per la diagnosi e l’impostazione della terapia si realizzano entro 1 mese dalla prima visita, che si può ottenere in soli 7 giorni.
Il tumore del polmone colpisce a livello globale oltre 2 milioni di persone[1], attestandosi come prima causa di morte per gli uomini e terza per le donne, dopo il tumore al seno e al colon. In Italia nel 2017 si sono contati 28mila nuovi casi negli uomini e 13mila nelle donne. Si conferma così come la terza patologia tumorale più frequentemente diagnosticata tra gli uomini (15%) dopo la prostata e il colon, la terza per le donne (6%) dopo mammella e colon, mentre in termini di decessi risulta ancora al primo posto fra i pazienti di sesso maschile (26%). Tabagismo, inquinamento atmosferico e esposizione a cancerogeni professionali sono i principali fattori di rischio. Tra i cancerogeni legati al lavoro, nel 2016 in Italia figuravano ancora l’amianto (181.500 decessi) e la silice cristallina (48.000), responsabili anche di 3.500 decessi per asbestosi (malattia polmonare cronica conseguente all’inalazione di fibre di asbesto) e 10.400 per silicosi (pneumoconiosi causata dall’inalazione di polvere contenente biossido di silicio)[4]. Per quanto concerne l’inquinamento atmosferico, invece, tra i fattori di rischio primari soprattutto per i non fumatori, la Pianura Padana detiene il triste primato di territorio più inquinato d’Europa. Secondo gli ultimi dati OCSE, infatti, quanto a polveri sottili i milanesi sarebbero fra i più esposti a livello nazionale, con Piemonte e Lombardia che superano praticamente tutto il resto del continente.In termini di prevenzione, gli esperti internazionali concordano nel definire essenziali la completa astensione dal fumo e la diagnosi precoce, ovvero la scoperta del tumore quando ancora di dimensioni ridotte. Due elementi che agevolano la gestione chirurgica e/o terapeutica, migliorando di conseguenza la prognosi e la qualità di vita dell’individuo. Per questo, presso il Policlinico di Milano è disponibile un vero e proprio percorso, a cui collabora anche uno specifico ambulatorio, per assistere nella disassuefazione dal fumo, mentre pneumologi e chirurghi toracici si prendono cura del paziente a 360 gradi. Un approccio multidisciplinare, infatti, tramite un percorso definito presso la medesima struttura, consente di ottimizzare i tempi di cura con una conseguente gestione più efficace della patologia.
«Il nostro ospedale organizza i servizi sanitari e sociosanitari necessari al paziente in relazione alle patologie croniche di cui soffre. Supporta il cittadino programmando le prestazioni che devono essere erogate, emettendo le prescrizioni, fissando gli appuntamenti e verificando i referti – spiega Luigi Santambrogio, Direttore della Chirurgia Toracica e Trapianto di Polmone del Policlinico di Milano – inoltre, disponiamo di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per il paziente oncologico toracico, pensato proprio per una sua gestione tramite un’equipe composta da un chirurgo toracico, uno pneumologo, un medico nucleare, un oncologo, un radioterapista e un anatomo-patologo. Il percorso diagnostico-terapeutico del paziente affetto da nodulo polmonare è solitamente così strutturato: PET total body e ago aspirato (TAC o Eco guidato) ove necessari, valutazione funzionale respiratoria (spirometria, visita pneumologica, eventuale scintigrafia polmonare, valutazione fisioterapica respiratoria), valutazione oncologica e chirurgica toracica, eventuale intervento chirurgico attraverso le più moderne tecniche mininvasive. Queste, rispetto alla toracotomia tradizionale (che comunque si rende necessaria nei casi più complessi), permettono di eseguire resezioni polmonari maggiori quali lobectomie o pneumonectomie attraverso un’unica incisione toracica di 4-5cm di lunghezza senza divaricazione traumatica dello spazio intercostale, garantendo al paziente un decorso post-operatorio migliore in termini sia fisici (minor dolore, ripresa più veloce delle normali attività quotidiane) che psicologici».In caso di sospetta neoplasia polmonare, il primo specialista interpellato è il chirurgo, che valuta le caratteristiche della lesione riscontrata nel paziente e decide se procedere con ulteriori accertamenti, condivisi e discussi nell’ambito delle riunioni multidisciplinari del Percorso dedicato sul tumore del polmone. Lo pneumologo resta una figura di prim’ordine, soprattutto nella fase di valutazione funzionale preoperatoria, che viene completata da un team di fisioterapisti respiratori, al Policlinico parte integrante del reparto di chirurgia toracica. Disciplina anche al centro di un master dedicato promosso dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con l’ospedale.
«Essendo il nostro un Centro Trapianti di Polmone ad alto flusso – continua il professore – i fisioterapisti sono formati per affrontare le situazioni più delicate, sia in termini di preparazione all’intervento sia di corretta e veloce ripresa di una funzione respiratoria e muscolare ottimale. Questo, vale anche per le equipe anestesiologico-rianimatorie, abituate a gestire gli interventi più complessi, come il trapianto polmonare».Conclude: «Oggi, la tendenza è quella di procedere con terapie target, ovvero mirate sul tipo di tumore e, soprattutto, sul paziente. Al Policlinico, innanzitutto, eseguiamo la cosiddetta biopsia liquida, un esame che da un tradizionale prelievo permette di indagare nel sangue le cellule tumorali circolanti che indicano se è presente una neoplasia, magari molto piccola e quindi non rilevabile mediante diagnostica tradizionale. Inoltre, grazie alla collaborazione con la Genetica Molecolare dell’ospedale, è possibile procedere con il mapping genetico, che permette lo sviluppo di terapie personalizzate. In quanto Istituto di Ricerca, infatti, i pazienti del Policlinico possono essere inseriti in programmi di ricerca che puntano sulla totale personalizzazione delle cure».

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Al Policlinico Gemelli di Roma eseguito con successo il primo impianto italiano della nuova valvola biologica Avalus™

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

ospedale gemelliRoma. Eseguito con successo presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma il primo impianto italiano con procedura mininvasiva della nuova valvola biologica Avalus™ di Medtronic. L’intervento è stato condotto dal cardiochirurgo Massimo Massetti, direttore dell’Area cardiovascolare del Policlinico A. Gemelli e professore ordinario di Cardiochirurgia all’Università Cattolica su una paziente settantenne affetta da stenosi valvolare aortica. Si tratta di una patologia isolata, di carattere senile degenerativo, molto comune nei Paesi Occidentali e una delle più frequenti in Italia: la fascia di età a rischio di stenosi valvolare aortica è quella superiore ai 65 anni.Se non adeguatamente trattata, la malattia è causa di morte nel 50% degli individui a distanza di 3 anni dall’inizio dei sintomi. Provoca calcificazioni estese che costituiscono un ostacolo alla normale fuoriuscita del sangue dal cuore, portando il ventricolo sinistro ad aumentare la propria pressione di spinta. Come conseguenza diretta si ha un’ipertrofia (ingrossamento) del muscolo cardiaco. Se il restringimento della valvola è lieve, si manifesta con un soffio al cuore. Quando la stenosi è severa – cioè in fase avanzata – il soggetto accusa fame d’aria (dispnea), dolore al petto (angina pectoris) e sincope (svenimento improvviso).«La paziente necessitava della sostituzione urgente della valvola aortica – spiega il professor Massetti, ordinario di Cardiochirurgia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Direttore dell’Area Cardiovascolare e dell’UOC di Cardiochirurgia della Fondazione Policlinico A. Gemelli -. Dopo una stratificazione del rischio (processo che valuta gli oggettivi rischi di un intervento a cuore aperto rispetto a quelli della malattia) abbiamo avviato il programma di chirurgia valvolare mininvasiva con la valvola Avalus™. La paziente è stata operata nella sala ibrida del Gemelli a dicembre con una degenza complessiva di quattro giorni dopo l’intervento e una riabilitazione di circa due settimane. L’intervento è perfettamente riuscito; l’impianto non è stato seguito da complicanze e la protesi ha dimostrato i vantaggi previsti con un miglioramento della funzione cardiaca e delle condizioni generali della paziente».Data l’età media dei pazienti sempre più alta, è ormai preferibile ricorrere all’impianto di protesi biologiche al posto di quelle meccaniche che necessitano di una terapia anticoagulante a vita dopo l’intervento. Anche se la durata delle valvole biologiche si attesta intorno ai 10-15 anni con la successiva necessità di sostituirle, grazie alle bioprotesi di ultima generazione è possibile reintervenire tramite tecniche percutanee, piuttosto che sottoporre il paziente a una nuova operazione di sostituzione della valvola deteriorata.La nuova valvola biologica Avalus™, in pericardio bovino, sintetizza tutti i benefici ottenuti negli anni con le bioprotesi già in uso, le più impiantate nell’ambito della chirurgia valvolare. Continua il professor Massetti: «è composta da foglietti valvolari in pericardio montati su un supporto semi flessibile che ne garantisce il funzionamento favorendone il posizionamento. Ha numerosi vantaggi: un trattamento del materiale biologico, cioè del pericardio, che ne facilita la longevità, un profilo basso e un anello di sutura avanzato (la parte che permette di fissare la valvola a livello del cuore con fili di sutura in grado di saldarla prontamente). Il tessuto artificiale dell’anello, inoltre, favorisce la cicatrizzazione rendendo la valvola ancor più compatibile con l’apparato circolatorio. Un impianto più semplice e più “biocompatibile” rispetto al passato. Infine, permette una migliore gestione del paziente qualora il rimanifestarsi della patologia richieda un nuovo intervento chirurgico o transcatetere».Le prime protesi biologiche risalgono agli anni ’70 e venivano prodotte con tessuti dello stesso paziente. In seguito, si è passati a quelle provenienti da tessuti di suino, fino alle valvole in pericardio bovino o equino. Si tratta di animali altamente controllati, allevati appositamente per questo utilizzo. Oggi, ne beneficiano la maggior parte dei pazienti, in quanto in grado di garantire ottime prestazioni, preservando la qualità di vita.La anziana donna operata con successo al Gemelli di Roma grazie alla chirurgia valvolare mininvasiva ibrida, ha oggi una cicatrice finale di appena 3 cm. Un trauma chirurgico molto limitato, non paragonabile a quello della chirurgia tradizionale, di circa 25 cm.

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Inaugurazione anno accademico Università campus bio-medico di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2015

warwick_campus_2_largeuniversità campuss bio-medico di RomaRoma 11 novembre alle ore 9.30 presso l’Aula Magna dell’Ateneo (Via Alvaro del Portillo, 21 , zona Trigoria) Inaugurazione anno accademico.
La cerimonia accademica, sarà aperta dal Presidente dell’Università, Dott. Felice Barela, cui seguirà la relazione di apertura del Rettore, Prof. Andrea Onetti Muda.Interverrà il Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin, che premierà il ricercatore UCBM Giovanni Di Pino, vincitore del prestigioso ERC-Starting Grant, uno dei più competitivi a livello europeo, con un progetto sulla mano robotica. Il progetto ha l’obiettivo di permettere agli amputati di avere un arto che sia percepito come proprio.
Alle ore 12, presso la Cappella del Policlinico Universitario, sarà celebrata una Santa Messa presieduta da S.Em. Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano.

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CS – Energia e ICT: il Politecnico di Torino partner del prestigioso Siebel Energy Institute in California

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2015

redwood cityRedwood City (California). La crescente domanda di energia e la necessità di ridurre l’impatto ambientale che la sua produzione e consumo comportano hanno portato negli ultimi anni la comunità scientifica, ma anche il mondo industriale, a focalizzarsi sul ruolo chiave che le tecnologie ICT possono giocare nell’avviare un processo di trasformazione strutturale di tutte le fasi del ciclo energetico, dalla generazione fino all’accumulo, al trasporto, alla distribuzione, alla vendita e, soprattutto, al consumo intelligente di energia. Per promuovere una rete internazionale e di altissimo livello tra soggetti che si occupano di ricerca in questo settore si è insediato ieri in California il Siebel Energy Institute, un consorzio che vede il Politecnico di Torino partner di 7 tra i più prestigiosi centri di ricerca sui temi della smart energy: Carnegie Mellon University, École Polytechnique, Massachusetts Institute of Technology, Princeton University, University of California at Berkeley, University of Illinois at Urbana-Champaign, and University of Tokyo. “Abbiamo creato il Siebel Energy Institute per stimolare le migliori menti negli ambiti dell’ingegneria e della computer science a lavorare in modo collaborativo nel settore della smart energy”, ha dichiarato Thomas M. Siebel, fondatore e presidente del centro, finanziato con circa 10 milioni di dollari dalla Thomas and Stacey Siebel Foundation. In occasione dell’inaugurazione dell’Istituto, sono stati annunciati i primi 24 premi di ricerca, per un valore complessivo di circa 1 milione di dollari. Il Politecnico è coordinatore o partner di 4 dei progetti premiati, con proposte per l’analisi e la previsione dei consumi di energia a scala locale e globale, la distribuzione elettrica, ma anche l’efficienza energetica degli edifici:
• Robust Optimization for Local and Global Energy Management – partner Giuseppe Carlo Calafiore, Dipartimento di Automatica e Informatica – Politecnico di Torino (premio di 50.000 dollari)
• Improving Reliability and Efficiency of Electrical Distribution Infrastructures (REEDING) – coordinator Gian Paolo Cimellaro, Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica – Politecnico di Torino (premio di 25.000 dollari)
• NICO: Nature Inspired Control Optimization. A smart logic based in natural entropy generation minimization for multi-scaled controls of heating and cooling of buildings – Partner Gian Vincenzo Fracastoro, Umberto Lucia and Marco Simonetti, Dipartimento Energia – Politecnico di Torino (premio di 25.000 dollari)
• Data Analytics to Assess Energy Efficiency Opportunities in Commercial Buildings – Carlo Novara, Dipartimento di Automatica e Informatica – Politecnico di Torino (premio di 25.000 dollari)
Questi primi finanziamenti serviranno per sviluppare progetti più strutturati, che a loro volta concorreranno per nuovi e più consistenti finanziamenti in una seconda fase di attività. “Questi premi sono da intendersi come catalizzatori per ricerche che potranno aprire nuovi orizzonti nei sistemi energetici”, spiega il Prof. S. Shankar Sastry, direttore del centro e preside della scuola di Ingegneria della University of California at Berkeley.L’Istituto si propone inoltre di rafforzare ulteriormente il legame tra gli enti di ricerca coinvolti anche nel settore della formazione, istituendo una rete tra le Scuole di Dottorato che vedrà anche il finanziamento di borse di studio e progetti comuni.“Per il Politecnico, essere parte del Siebel Energy Institute è una grande opportunità”, commenta il Rettore Marco Gilli, in California per l’inaugurazione del centro: “Siamo infatti onorati di condividere con istituti di prim’ordine a livello mondiale questa sfida per la smart energy, tematica di ricerca che richiede di sviluppare un approccio interdisciplinare, che integri competenze avanzate nell’ambito delle Scienze e Tecnologie dell’Informazione (Big data, Machine learning, Internet of Things) e dei Sistemi energetici. L’Istituto sarà supportato da un Advisory Board, che include già alcune aziende leader nel settore dell’energia e che si auspica di estendere ai principali partner industriali degli Atenei membri del consorzio. Ne risulterà una prestigiosa rete internazionale con partner accademici e industriali all’interno della quale sarà possibile promuovere e sviluppare qualificati progetti di ricerca collaborativa, confrontarsi costantemente con i migliori ricercatori al mondo in questo settore emergente ed insieme valorizzare le nostre strutture di ricerca e trasferimento tecnologico, in primis il costituendo Energy Center del Politecnico. Ringrazio la Prof.ssa Michela Meo, che il Board del Siebel Energy Institute ha designato referente del programma e Campus Director del nostro Ateneo e il Dr. Mauro Poggio, che da UC Berkeley ha seguito il processo di costituzione dell’Istituto. Esprimo inoltre la mia gratitudine per il prezioso supporto fornito dal Consolato italiano a San Francisco, ed in particolare dal Console Generale Mauro Battocchi e dall’Addetto scientifico Massimo Maresca”.

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Accordo As Roma – Policlinico universitario campus bio-medico

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2012

La AS Roma ha sottoscritto una convenzione con il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico a supporto dello Staff Medico della Società, per attività sanitarie della prima squadra, del settore giovanile e del personale del club. L’accordo, che non ha vincoli di esclusività per le parti, riguarda visite specialistiche, esami diagnostici e di laboratorio. Un team multispecialistico dedicato risponderà a tutte le esigenze dei giallorossi in campo sanitario. Oltre all’attività assistenziale c’è anche la volontà di sperimentare protocolli di cura volti ad arricchire gli attuali programmi di recupero degli atleti.“Il valore legato allo stato di salute dei giocatori – ha dichiarato Paolo Sormani, Direttore Amministrativo del Campus Bio-Medico– è la migliore riprova della credibilità del nostro Policlinico Universitario. Questa convenzione è un certificato di qualità di cui siamo orgogliosi”.Struttura Ospedaliera all’avanguardia, inaugurata nel 2008, il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico è ubicato a Trigoria, non lontano dai campi di allenamento del Centro sportivo “Fulvio Bernardini”. Ubicato al centro del campus universitario, il Policlinico copre con ventisei aree specialistiche tutti i principali ambiti di cura. Tra i più recenti programmi di sviluppo ha introdotto in ambito chirurgico l’utilizzo di tecnologia robotica.
“Questa convenzione – ha spiegato l’amministratore delegato dell’AS Roma, Claudio Fenucci – si affianca al rapporto esistente con il Policlinico Gemelli dell’Università Cattolica e completa, sia sotto il profilo professionale che sotto l’aspetto logistico, le strutture a supporto dell’attività sanitaria dello Staff medico del nostro club”.

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Questione policlinico Caserta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

“Come da accordi presi in occasione del question time sulla questione Policlinico di Caserta, oggi ho avuto un incontro col Ministro alla salute Fazio in merito alla questione del costruendo policlinico” lo dichiara in una nota l’on. Americo Porfidia di Noi Sud “Ringrazio il Ministro – aggiunge Porfidia – per la grande sensibilità ed attenzione dimostrata nei confronti della problematica del Policlinico di Caserta, i cui lavori sono ormai bloccati da anni. Ha ribadito la sua piena volontà di operarsi, senza venir meno alle proprie responsabilità, al fine di sbrogliare la situazione e riprendere i lavori: l’opera in cantiere – si è convenuto nell’incontro – è cosa troppo importante e di elevato interesse pubblico che merita una soluzione virtuosa. In particolare – rende noto Porfidia – il Ministro mi ha comunicato di avere sollecitato la stazione appaltante, ossia la Seconda università di Napoli nella persona del rettore Prof. Rossi a convocare la conferenza dei servizi o ad appaltare la ripresa dei lavori.” L’on. Porfidia si impegna nei confronti dei cittadini della provincia di Caserta a continuare l’attività di sensibilizzazione presso gli enti della conferenza dei servizi, perché “non è possibile che la città di Caserta debba essere sfigurata da un mostro di cemento armato senz’anima.” “Altro mio obiettivo – conclude il deputato campano – è che la zona interessata dalla struttura in costruzione sia liberata quanto prima da siti inquinati o inquinanti per rendere possibile lo svolgimento delle future attività sanitarie e didattiche in un ambiente salubre e non nocivo”

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Lavori policlinico di Caserta

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2010

“A più di dieci anni di distanza dall’accordo di programma per la costruzione del Policlinico di Caserta l’opera è incompiuta e non sappiamo quale ne sarà il destino. Chiediamo ai Ministri competenti di fare luce sulla situazione attuale e prospettive future” lo rende noto l’on. Americo Porfidia di Noi Sud “L’accordo di programma – aggiunge il deputato campano – risale al marzo del 1999 e la prima pietra è stata depositata tra il giubilo delle autorità locali nel febbraio 2005. La data presunta di fine lavori era stata indicata nel 28 dicembre 2008. Ricordiamo che l’opera è di primaria importanza per la programmazione sanitaria ed universitaria della provincia di Caserta, permettendo altresì la delocalizzazione di centinaia di posti letto dal centro storico di Napoli. In particolare l’area interessata è di 250.965 metri quadri, dei quali più di 45mila di superficie coperta e 205mila di spazi liberi per circa 1900 posti auto, per un costo complessivo di 206,5 milioni di euro, finanziati per due terzi dalla Regione Campania e dal Ministero della Salute e per un terzo da quello dell’Università e della Ricerca scientifica. Nell’Aprile del 2009 la Immobilgi Federici Stirling, la ditta vincitrice dell’appalto, è stata colpita da un’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Napoli, un provvedimento a seguito del quale la Sun ha revocato l’appalto. I lavori si sono bloccati e non sono stati più ripresi da alcuno. Ai Ministri interrogati – conclude Porfidia – chiediamo se siano a conoscenza della situazione complessiva e se non ritengano opportuno assumere iniziative, per quanto di competenza, al fine di trovare una soluzione alle problematiche segnalate, anche in considerazione delle notevoli risorse economiche già impegnate dallo Stato ed, in particolare, dai Ministeri della salute e dell’istruzione, dell’università e della ricerca, e dell’attuale commissariamento della sanità campana.” (foto policlinico di caserta)

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Policlinico Roma senza medici e posti letto

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2010

“Il Pronto Soccorso del Policlinico Universitario di Roma, ma non è l’unico, sta collassando. Nei singoli reparti il personale medico è ridotto al lumicino: non si riesce a tenere il passo con l’emergenza”. Così l’On. Domenico Scilipoti (IDV) sul grave problema dei posti letto e dei malati ivi parcheggiati in attesa di una sistemazione relativa alla patologia  patita. “Come se ciò non bastasse, in diversi ospedali si riscontrano purtroppo anche  episodi di cattivo comportamento da parte del personale medico e paramedico nei confronti di pazienti e familiari”. Continua il deputato di Italia dei Valori : “Si torni alla medicina come servizio e solidarietà verso i più deboli e gli indifesi, e non come produttività aziendale, come qualcuno predica da tempo. Sarebbe opportuno – conclude l’On. Dott. Scilipoti (IDV) – fare degli accertamenti a campione e a sorpresa per verificare il comportamento e l’organizzazione dei policlinici sul territorio nazionale”.

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Ritardi sugli ampliamenti del Policlinico a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2009

“Il cosiddetto metodo italiano, con i soliti grandi programmi e progetti, aspettative enormi, cospicui finanziamenti che si esauriscono ben presto in futili studi di fattibilità e altre consulenze a pagamento, non tarda mai ad arrivare”. Questo è stato il commento di Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio del movimento Italia dei Diritti, riguardo la mancata ristrutturazione del complesso del Policlinico Umberto I, che come predisposto dal governatore Marrazzo, sarebbe dovuto partire già nel febbraio 2006. Il rettore della Sapienza Luigi Frati addossa le colpe a Ubaldo Montaguti, direttore generale della struttura sanitaria, che per due volte negli anni passati ha presentato progetti e costi senza avviare i lavori né richiedere i nulla osta. “Nulla di nuovo sul fronte occidentale, come evoca il titolo di un famoso romanzo – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – semmai sembra esistere una assoluta identità di situazioni tra i cosiddetti poveri di entrambi i lati dell’oceano. Servirebbe, allora, che iniziasse a suonare la campana, – conclude Marinelli – per citare la filmografia, e mandare a casa gli artefici di questo intollerabile servizio amministrativo”.

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Il policlinico di Abano trasloca

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2009

La Direzione Generale del Policlinico di Abano Terme, presidio ospedaliero dell’Ulss 16, hareso noto che dal 7 aprile gli ambulatori di Ginecologia, Oculistica, Dermatologia, Urologia, Elettromiografia, Ortopedia in libera professione finora ospitati nella palazzina ex Bingo di via Galvani riapriranno nei locali dell’ex Distretto socio-sanitario dell’Ulss 16 in via Martiri d’Ungheria.  La nuova soluzione logistica, su 400 metri quadrati complessivi, consente un’ottimizzazione degli spazi e una maggiore fruibilità: il trasferimento rientra in un progetto di riqualificazione e ampliamento strutturale, nell’ottica di un miglioramento dei servizi offerti all’utenza.  L’attività ambulatoriale riprenderà con gli orari consueti, le prestazioni continueranno ad essere erogate tramite prenotazione da effettuare al Cup (Centro di prenotazione) del Policlinico in piazza Colombo.

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