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Posts Tagged ‘politecnico’

Gilda Bojardi laureata ad honorem in Interior and Spatial Design dal Politecnico di Milano

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2022

Gilda Bojardi è stata insignita della Laurea magistrale ad honorem in Interior and Spatial Design dal Politecnico di Milano. La cerimonia si è conclusa con le motivazioni della Laurea ad honorem, lette dal professor Francesco Scullica, Coordinatore del Consiglio di corso di studio in Interior and Spatial Design. Nello specifico la laurea ad honorem in Interior and Spatial design viene conferita a Gilda Bojardi non solo perché “lo spazio” – interno ed esterno- è uno degli ambiti trattati maggiormente dalla rivista “Interni”, di cui è da molti anni direttore, e perché i tanti eventi promossi dal suo network riguardano la “cultura del progetto” con riferimento agli spazi. Ma soprattutto perché la sua visione sugli “spazi”, si allinea con quell’evoluzione dell’identità dell’Interior e Spatial design assunta nell’ambito dei corsi di studio, laurea triennale e laurea magistrale, della Scuola del Design del Politecnico dedicati a questo settore. Non solo i numeri della rivista e gli speciali hanno fornito a migliaia di studenti di interior design (e non solo) contributi, spunti, sollecitazioni, esempi significativi… ma anche, tutto il sistema degli eventi di “Interni”, per esempio quelli durante la Milano Design Week, ha permesso agli studenti di esperire (anche) il progetto degli spazi secondo una modalità empatica, e in modo complementare con l’attività didattica. L’osservazione (colta e attenta) di quanto avviene “fuori”, nella Milano allestita e di volta in volta (re)inventata durante le varie edizioni della “Design Week”, se fatta su rigorose e colte basi metodologiche e strumentali apprese “dentro”, nei vari corsi di studi dell’Ateneo e in particolare in quello in oggetto, è uno degli elementi su cui si fonda la didattica della Scuola del Design milanese, che, d’altra parte ha da sempre interagito con altri poli di interesse “esterni” (la Fiera di Milano con il Salone del Mobile e con le altre manifestazioni da lei promosse in rapporto al design e alla moda, l’ADI e l’ADI Design Museum, la Triennale con il suo Museo e le sue esposizioni, i principali poli Museali e le gallerie d’arte fino a quei luoghi “ibridi” fra dimensione commerciale-distributiva e espositivo-culturale che sono i tanti showroom di eccezione presenti a Milano). Gilda Bojardi dal 1994 è direttore responsabile della rivista Interni (Gruppo Mondadori) e di tutte le pubblicazioni del Sistema Interni: le monografie Annual (Cucina, Bagno, Contract); la Guida Design Index; le Guide FuoriSalone, il KingSize, preview alle novità del Salone del Mobile. Gilda Bojardi nel 1990 ha ideato l’Evento FuoriSalone, la famosa Design Week Milanese divenuta negli anni la Settimana del Design più importante per creatività, progetti e performance a livello internazionale. La Guida FuoriSalone, diventata un must per il popolo del Design, accompagna il pubblico alla scoperta dei luoghi e degli eventi di questa imperdibile settimana a Milano.Nel dicembre 2021 è stato pubblicato e presentato alla Triennale di Milano il volume XXX-Y 30 anni di FuoriSalone | 1990-2020 Milano Design Stories: oltre 500 pagine, più di 1000 immagini in cui si celebrano i progetti, i personaggi e gli eventi più memorabili che hanno segnato la nascita e lo sviluppo della manifestazione di Design simbolo della città di Milano. È inoltre curatrice di mostre internazionali dedicate al design (es. Beijing: 2006 al NAMOC; 2011 al National Museum of China, partner Ministry of Culture).

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I docenti del Politecnico di Torino tra i migliori del mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2022

Sono ben 128 i docenti del Politecnico inseriti nella classifica mondiale degli scienziati con livello più elevato di produttività scientifica (il 2% dei migliori al mondo) elaborata dai ricercatori dell’Università di Stanford e pubblicata nella prestigiosa rivista scientifica PLOS Biology. Si tratta di una collaborazione tra la Stanford University ed Elsevier, attraverso il database per la ricerca scientifica mondiale “Scopus”, che ha messo a disposizione insiemi di dati relativi a indicatori di citazioni standardizzate riferite a ben 8,6 milioni di ricercatori di università e centri di ricerca di tutto il mondo, secondo una metrica che considera il numero di pubblicazioni e di citazioni nelle relative aree disciplinari.Le liste, aggiornate al 2021, sono state prodotte con riferimento a 22 aree scientifiche e 176 sottocategorie, dall’astrofisica alla zoologia, secondo una classificazione del profilo dell’autore ottenuta con avanzate tecniche di machine learning intese a produrre risultati normalizzati e quindi confrontabili tra le diverse aree scientifiche.L’analisi ha prodotto una lista di 195.605 scienziati che rientrano nel top 2% di professori e ricercatori che si distinguono a livello mondiale per autorevolezza scientifica. Di questi, 128 lavorano al Politecnico di Torino, il 14.2% del personale docente.“Ancora una volta il Politecnico si conferma un ateneo di primo piano nella ricerca scientifica internazionale: i dati di questa classifica si riferiscono ai singoli ricercatori, ai quali vanno le mie congratulazioni, ma sicuramente si tratta di un risultato collettivo del nostro Ateneo, che ha favorito un ambiente dinamico e posto in essere condizioni che permettono a tutto il personale docente di dedicarsi alla ricerca ad alto livello”, commenta il Rettore Guido Saracco.

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In crescita gli iscritti ai test di ammissione al Politecnico di Torino

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2022

Ancora un aumento a due cifre per il numero di studenti che quest’anno hanno scelto il Politecnico di Torino per i corsi di Ingegneria, Architettura, Design e Pianificazione, confermando la crescita costante registrata negli ultimi anni per le pre-immatricolazioni: quest’anno sono 16.200 – quindi complessivamente il 10% in più rispetto alle aspiranti matricole del 2021/2022 – i ragazzi e le ragazze che hanno sostenuto a partire da marzo i test di ammissione, che si sono svolti in presenza per i candidati e le candidate comunitari/e e online per gli studenti e le studentesse non comunitari/e residenti all’estero richiedenti visto.Fra i corsi di laurea in crescita, Architettura e Ingegneria Informatica fanno registrare gli incrementi più significativi, rispettivamente +50% e +70%, a cui seguono Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale (+35%), Ingegneria Aerospaziale (+30%) e Ingegneria dell’autoveicolo (+30%). Ottimo risultato anche per il nuovo corso di laurea in Civil and environmental engineering che è stato scelto da ben 172 studenti.La qualità degli studenti e delle studentesse che hanno sostenuto il test nelle sessioni anticipate resta sempre molto elevata, infatti quasi il 30% di loro hanno raggiunto un punteggio superiore alla soglia e che ha quindi permesso loro di immatricolarsi anticipatamente. Gli iscritti ai test si contenderanno i 4.762 posti disponibili per i corsi di Ingegneria, gli 85 per il corso in Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale e i 250 per il corso di Design e comunicazione, mentre sono già stati assegnati con il test del 26 luglio scorso i 500 posti disponibili per il corso di laurea in Architettura. Questi numeri di pre-immatricolati consentiranno, quindi, di coprire tutti i posti a disposizione e garantiranno all’Ateneo di confermare il numero dei propri iscritti, considerato che tutti i corsi sono a numero programmato.Altro importante indicatore della fiducia nell’Ateneo a livello italiano, ma anche internazionale, è la provenienza geografica dei pre-immatricolati. Torna infatti ai livelli pre-Covid la percentuale degli aspiranti studenti provenienti da fuori Piemonte e dall’estero (complessivamente il 60% di tutti gli iscritti ai test).In particolare, crescono gli studenti stranieri, che ad oggi risultano 4.600 iscritti ai diversi test, contro i 2.700 dello scorso anno. I Paesi stranieri più rappresentati sono la Turchia, l’Iran, il Libano, l’India e la Cina. Per quanto riguarda invece le Regioni italiane più rappresentate, troviamo Sicilia, Puglia, Lombardia, Liguria e Lazio, con la conferma di un interesse anche da parte dei potenziali studenti lombardi che conferma una tendenza recente, evidenziata a partire dallo scorso anno.

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La School of Management Politecnico di Milano presenta l’Hydrogen Innovation Report 2022

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

La tensione sui prezzi, la guerra in Ucraina, l’incertezza sulla fornitura del gas russo hanno fatto sì che l’idrogeno – fonte “nuova” alla quale erano state affidate molte aspettative sulla lotta alle emissioni di gas climalteranti – sia un po’ uscito dal dibattito, vuoi per i pesanti investimenti necessari allo sviluppo della capacità produttiva, soprattutto per l’idrogeno “verde”, vuoi per la complessità di organizzare la filiera del trasporto e dello stoccaggio, vuoi ancora per la necessità dei policy maker di risolvere i problemi immediati di fabbisogno energetico. Tuttavia, ci sono industrie (acciaio e fonderie, chimica, ceramica, carta e vetro) e trasporti pesanti che non hanno alternative concrete all’idrogeno per decarbonizzarsi e che dovranno sostenere pesanti investimenti di transizione per affrontare sfide economiche e tecnologiche: avranno bisogno di almeno altri 70 GW di rinnovabili e 15 GW di elettrolizzatori, ma il piano italiano al momento è fermo a 5 GW di elettrolizzatori al 2030. Di questo si occupa l’Hydrogen Innovation Report 2022 redatto dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, presentato e discusso oggi insieme all’ampia compagine delle aziende partner della ricerca, che analizza le potenzialità del mercato dell’idrogeno in Italia focalizzandosi sull’utilizzo in quei settori che risultano difficilmente elettrificabili e in alcuni importanti segmenti dei trasporti, da quello pesante su gomma a quello navale, aereo e su rotaia per le tratte non ancora elettrificate.Oggi la domanda complessiva di idrogeno in Europa si attesta sulle 8,4 Mton annue: il settore della raffinazione è il principale utilizzatore con il 49% del totale, seguito dalla produzione di ammoniaca (31%) e di metanolo (5%). La produzione annua europea, invece, si aggira attorno alle 10,5 Mton e deriva prevalentemente da impianti di reforming da gas naturale (SMR) posti nei principali siti di consumo, come le raffinerie e gli impianti di produzione di ammoniaca. L’Italia è il quinto Paese europeo per consumo di idrogeno, con circa 0,6 Mton: più del 70% della domanda viene dalla raffinazione, circa il 14% dal settore dell’ammoniaca e il resto dalla rimanente industria chimica. Dal punto di vista tecnologico, per questi comparti non esistono particolari vincoli al passaggio all’idrogeno blu o verde. Ma a quali livelli di prezzo delle emissioni di anidride carbonica sarebbe equivalente adottare idrogeno blu e verde al posto dell’attuale idrogeno grigio? Nel caso dell’idrogeno blu, il costo della CO2 evitata è pari a 100 o 111 €/tonCO2, a seconda che si consideri una percentuale di cattura delle emissioni rispettivamente del 50% o 90%. Questi valori si avvicinano molto all’attuale costo della CO2 sul mercato ETS, che nei primi mesi del 2022 ha superato il valore di 90 €/tonCO2. Nel caso invece dell’idrogeno verde, il costo della CO2 evitata cresce notevolmente, arrivando fino a 900 €/tonCO2. Valori al momento “fuori scala”, nonostante la corsa del mercato del CO2 dell’ultimo anno. Tuttavia, l’introduzione dell’idrogeno e di altri carburanti di sintesi prodotti a partire da esso, come ammoniaca o metanolo, è ancora a uno stato embrionale per motivi tecnologici (efficienza di tutto il processo, dalla produzione di idrogeno al consumo finale), infrastrutturali (mancanza di un network di refilling stations nei possibili punti di consumo) ed economici (attuali costi di produzione dell’idrogeno verde). Nel trasporto pesante su gomma, le iniziative più promettenti relativamente agli e-fuels riguardano l’adozione di e-Idrogeno nelle Fuel Cell oppure di e-Diesel ed e-Metano/e-GNL negli attuali motori MCI. Nel trasporto navale si evidenzia maggior attività di ricerca per l’uso di e-Idrogeno nelle Fuel Cell oppure l’adozione di e-Diesel, e-Metano/e-GNL, e-Ammoniaca ed e-Metanolo negli attuali propulsori, o attraverso lo sviluppo di motori di nuova generazione. Il trasporto aereo vede iniziative di decarbonizzazione più limitate, almeno nel breve periodo, mentre nel medio-lungo termine si guarda con interesse all’e-Idrogeno nelle Fuel Cell e nelle turbine (insieme all’e-Jet). Infine, il trasporto su rotaia nelle tratte non ancora elettrificate, dove le iniziative si sono concentrate solo sull’adozione di e-Idrogeno in Fuel Cell.Infine, è stato valutato il potenziale di mercato legato allo sviluppo della filiera dell’idrogeno per i settori hard-to-abate in Italia, in particolare le industrie dell’acciaio, della carta, del vetro e della ceramica. L’attuale domanda annua di 0,51 Mton, legata alle raffinerie e alla produzione di ammonica, se fosse coperta da idrogeno verde si tradurrebbe in un fabbisogno addizionale di energia rinnovabile pari a circa 29,6 TWh. Nell’ipotesi di rispettare il solo vincolo di addizionalità, questo comporterebbe almeno 16,4 GW di nuova capacità rinnovabile, valore che salirebbe notevolmente nel caso si rispettasse anche il vicolo di contemporaneità. Si determinerebbe inoltre la necessità di prevedere nuova capacità di elettrolizzatori compresa tra 3,7 GW, nel caso di funzionamento a pieno carico (8.000 ore equivalenti), e circa 9 GW nel caso di funzionamento a 3.300 ore annue. Per la valutazione dei consumi di idrogeno verde legati ai settori industriali hard-to-abate che attualmente non utilizzano idrogeno, ma che potrebbero in futuro adottare l’idrogeno verde come vettore di energia termica, sono stati identificati differenti scenari di blend idrogeno verde e-gas naturale pari rispettivamente al 10%, 20% e 100% in volume. Il caso di blend al 100% – l’unico che darebbe un contributo significativo all’abbattimento delle emissioni – determinerebbe un consumo complessivo addizionale di idrogeno verde pari a circa 2 Mton/anno e consumi ulteriori di energia elettrica rinnovabile pari a circa 117 TWh, che potrebbero essere coperti da 64,9 GW di nuova capacità rinnovabile nell’ipotesi di rispettare il solo vincolo di addizionalità. A livello di elettrolizzatori, la nuova capacità necessaria per produrre questi volumi di idrogeno sarebbe compresa tra 14,6 GW, nel caso di funzionamento a pieno carico (8.000 ore equivalenti), e 35,4 GW nel caso di funzionamento a 3.300 ore annue equivalenti. (abstract)

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il Politecnico di Torino scopre al liceo i giovani talenti della ricerca

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2022

Tradizionalmente le università internazionali, soprattutto quelle anglosassoni, svolgono una intensa attività rivolta a scoprire e “coltivare” giovani talenti con capacità sopra la media per seguirli ancora prima che concludano le scuole superiori e per offrire loro percorsi stimolanti adattati a coltivarne interessi e potenziale.Seguendo questo esempio, è partita nel 2018 la sperimentazione di un programma per liceali, nato dalla fortunata idea del professor Francesco P. Andriulli, giovane ordinario di Campi Elettromagnetici, che ha scelto di tornare in Italia – in particolare al Politecnico di Torino – per condurre il suo progetto ERC Consolidator Grant da 2 milioni di euro “321-from Cubic To Linear complexity in computational electromagnetics” inserendo nel suo team di ricerca due studenti appena quindicenni.La ricerca del professor Andriulli si propone di semplificare la complessità dei modelli matematici nell’elettromagnetismo computazionale in modo che siano utilizzabili per moltissime tecnologie di uso quotidiano (telefoni cellulari, antenne, satelliti) arrivando fino alla rilevazione dell’attività elettrica del cervello, e ben si è prestata ad essere la base di una attività di ricerca per studenti liceali motivati. L’Ateneo torinese ha quindi proposto un progetto pilota al vicino Liceo Scientifico Statale “Galileo Ferraris”, presentandolo a studenti liceali con talenti in discipline scientifiche superiori alla media ed interessati a fare ricerca presso i laboratori del Politecnico per un pomeriggio alla settimana durante l’anno scolastico I candidati hanno seguito durante l’estate del 2019 un MOOC – Massive Open Online Courses di algebra lineare del MIT di Boston e a settembre si sono cimentati in una prova equivalente, per complessità, ad un esame universitario di algebra lineare. Due dei partecipanti, Carlo Baronio e Giulio Cosentino, allora quindicenni, lo hanno brillantemente superato impiegando la metà del tempo a disposizione e dimostrando anche di avere le basi, acquisite autonomamente, di argomenti di solito affrontati solo dai primi corsi universitari di Analisi. Ad oggi i due studenti, da pochi giorni diciottenni, hanno raggiunto capacità di ricerca paragonabili a quelle di un giovane dottorando, imparando moltissimo e acquisendo già un’ampia autonomia scientifica. Inoltre, dopo soli due anni di attività, i due liceali hanno ottenuto risultati di tale rilievo che è appena stata approvata la pubblicazione del loro primo articolo scientifico, con conseguente invito a presentare negli Stati Uniti il loro lavoro nella più prestigiosa conferenza internazionale del settore, partecipazione che è stata interamente finanziata dal Politecnico. Visti gli incoraggianti risultati ottenuti, il programma verrà riproposto e sarà allargato ad altri licei, anche su scala nazionale.

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Ottimo risultato per il Politecnico di Torino nel QS World University Rankings

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2022

E’ uno tra i più rinomati ranking internazionali pubblicato ogni anno dall’azienda britannica Quacquarelli Symonds: l’Ateneo si è infatti posizionato nel top 25% tra le migliori università al mondo, salendo dal 25,7% al 22,9%, e consolidando così il trend di crescita degli ultimi anni.Il Politecnico scala infatti di nove posizioni la classifica mondiale, passando dalla posizione 334 alla 325. Il risultato è stato conseguito nonostante l’ingresso nella graduatoria di 124 nuove istituzioni, non recensite nella scorsa edizione.Tra i principali dati positivi, si evidenzia il costante miglioramento del punteggio legato alla qualità della ricerca, Citation per Faculty: l’indicatore espresso attraverso la valorizzazione delle citazioni ricevute dalle pubblicazioni scientifiche prodotte dai ricercatori e dalle ricercatrici del Politecnico porta al collocamento dell’Ateneo al 236° posto, scalando 23 posizioni rispetto l’anno precedente.Il Politecnico inoltre scala la classifica 17 posizioni per la voce legata alla presenza di studenti stranieri, confermandone l’attrattività internazionale.Per quanto riguarda la reputazione accademica, l’Ateneo guadagna altre 10 posizioni rispetto il 2021, raggiungendo il 232° posto.“Questi risultati sono la conferma del percorso di crescita dell’Ateneo di questi anni, con un ottimo posizionamento nel panorama internazionale”, sottolinea il Rettore Guido Saracco, che prosegue: “il miglioramento del punteggio relativo alla ricerca e il costante miglioramento nella reputazione accademica rispecchiano la grande qualità dei nostri docenti e ricercatori”.

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Ricerca anti-tumorale del politecnico di Torino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2022

Il progetto AI CUrES (AI to predict Cancer metastasis using Ultra-Echo-Sono imaging) – sviluppato dalla professoressa Valentina Cauda del Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT al Politecnico di Torino – mira a proporre nuove metodologie per la diagnosi precoce delle metastasi tumorali, acquisendo nuove conoscenze nella fase iniziale della loro formazione con un approccio in tempo reale e possibilmente predittivo, che può essere decisivo per il futuro dei pazienti oncologici.Grazie al carattere particolarmente innovativo e al grande impatto potenziale di questo progetto, la professoressa Cauda è stata selezionata tra i 55 progetti beneficiari del contributo ERC PoC-2022 da parte dello European Research Council della Commissione Europea. la sovvenzione è finalizzata alla realizzazione di “Proof of Concept”, cioè prototipi dimostrativi per esplorare il potenziale commerciale o sociale dei progetti di ricerca di frontiera. AI CUrES è stato selezionato tra 96 progetti presentati da ricercatori e ricercatrici ERC di tutta Europa e prevede un finanziamento di 150 mila euro, parte del programma di ricerca e innovazione Horizon Europe dell’Unione Europea. Le metastasi sono la principale causa di morte delle malattie tumorali e costituiscono ancora oggi un’emergenza clinica irrisolta, che richiederebbe un intervento tempestivo sia in termini di diagnosi precoce sia di terapie preventive da attuare quanto prima, non solo contro il tumore primario, ma soprattutto nei primi stadi di formazione delle metastasi. La metastasi è il risultato di un complesso meccanismo, ancora oggi oggetto di molti studi, che vede la circolazione di materiale biologico, in particolare vescicole extracellulari (EVs), dal sito del tumore primario verso altri tessuti.

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Il Politecnico di Torino rivoluziona la laurea magistrale in ingegneria delle telecomunicazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 22 Maggio 2022

La nuova laurea magistrale in Communications Engineering è stata presentata agli studenti e alle studentesse del Politecnico – ma anche al mondo delle imprese, che è sempre alla ricerca di laureati e laureate con le competenze e le motivazioni adeguate alle mutate esigenze del mercato – nell’incontro “The New Era of Communications Engineering: trends and opportunities in media, mobile networks and space”. L’evento è stato introdotto dal Professor Paolo Giaccone, coordinatore del corso, che ha presentato le novità contenute del percorso formativo, in particolare l’approccio didattico basato su project-based learning. Tale approccio è peculiare all’interno del panorama dell’offerta didattica del Politecnico, che conferma negli ultimi anni altissimi tassi di occupazione e retribuzioni superiori alle medie nazionali per i laureati e le laureate del settore. Per quanto riguarda il settore produttivo locale, sono intervenuti l’ingegner Gino Alberico, Direttore del Settore Ricerca e Sviluppo RAI, l’ingegner Gabriele Elia, Direttore della Divisione Tecnologie delle Comunicazioni e Standardizzazione di Tim, e l’ingegner Gianmarco Reverberi, Direttore dell’Unità di Software e Telecomunicazioni di ARGOTEC, che hanno dialogato con gli studenti e confermato l’importanza dell’iniziativa dalla prospettiva di aziende leader nel settore. Il professor Giaccone ha spiegato in apertura: “Con questa laurea il Politecnico vuole rispondere alla domanda sempre crescente di competenze nel settore delle telecomunicazioni, un settore che sarà centrale per il rilancio dell’economia dopo le recenti crisi e per affrontare le sfide globali, quali quelle relative ai cambiamenti climatici”.

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Il Politecnico di Torino ottiene un eccellente risultato nel “QS World Ranking by Subject 2022”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2022

L’autorevole classifica prende in considerazione oltre 1500 atenei e istituzioni scientifiche, analizzando i singoli ambiti disciplinari. L’ateneo registra infatti un importante miglioramento nell’area dell’Ingegneria passando dalla 39° alla 33° posizione al mondo, a testimonianza dell’ottima reputazione internazionale per la ricerca svolta dall’Ateneo. A livello delle singole discipline, spicca il miglioramento di Chemical Engineering (balzo di 18 posizioni) e le progressioni in Civil & Structural Engineering ed Electrical & Electronic Engineering. L’Ateneo ottiene un grande riconoscimento anche nei settori legati all’architettura, grazie all’avanzamento nelle discipline Architecture/Built environment (28° al mondo, +6 posizioni) e Art & Design (top 50 mondiale).Per costruire questa classifica, QS valuta la reputazione in ambito accademico e in ambito industriale, il numero di citazioni delle pubblicazioni scientifiche, il grado di internazionalizzazione della produzione scientifica, oltre ad alcuni indici bibliometrici tra i quali l’H-index.“Il costante miglioramento in tutti i nostri ambiti disciplinari che ci contraddistingue da diversi anni è testimonianza della capacità dell’Ateneo di crescere, abbracciando tutti gli ambiti nell’Ingegneria e nell’Architettura”, sottolinea il Rettore Guido Saracco, che prosegue: “L’Ateneo deve essere infatti un importante riferimento nel contesto-socio economico e, per ottenere ciò, deve rappresentare un motore di sviluppo scientifico, culturale e formativo in tutte le discipline che rappresenta”.

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Politecnico di Milano: “Digital Content on Tour”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2021

Milano Venerdì 24 settembre | 9.30 – 11.30. L’Osservatorio Digital Content del Politecnico di Milano presenta “Digital Content on Tour”, un percorso di 3 eventi in live streaming per rimanere aggiornati sull’evoluzione del mercato dei contenuti digitali.Il Convegno di presentazione dei risultati 2021 della Ricerca “Digital Audio: Music, Podcast & Audiobook” dell’Osservatorio Digital Content presenta in dettaglio una fotografia del mercato italiano dei contenuti digitali audio – musica, podcast e audiolibri – con l’obiettivo di delinearne l’evoluzione.Il settore musicale è il più maturo a livello di digitalizzazione: lo streaming continua a trainare la crescita ed è diventato dal 2017 la principale fonte di ricavo. Definiti i modelli di business e di filiera, oggi l’industry si trova ad affrontare oggi nuove sfide tecnologiche. Al contrario, i contenuti podcast e audiolibri stanno vivendo un momento di forte sviluppo ma necessitano una chiara e strutturata definizione di modelli di crescita sostenibili. Il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2021 dell’Osservatorio Digital Content, con focus Digital Audio, è l’occasione per rispondere criticamente alle seguenti domande: • In che direzione e attraverso quali strategie sta evolvendo la filiera del contenuto digitale nel settore del Digital Audio? • Qual è il comportamento del consumatore di contenuti digitali in Italia con focus su Digital Audio? Quali sono le ragioni di acquisto e le modalità di fruizione del contenuto? • Quanto vale il mercato di contenuti digitali audio in Italia? • Quali sono le principali direttrici di innovazione nel mercato dei contenuti digitali audio? • Quali sono le opportunità e criticità dettate dalle nuove tecnologie digitali nel mercato di contenuti digitali audio? Il convegno sarà fruibile in streaming gratuitamente.

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In grande aumento gli studenti che scelgono Architettura al Politecnico di Torino

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

Torino. Il Politecnico di Torino è il primo Ateneo in Italia a dare il via oggi alle selezioni per l’accesso al Corso di laurea in Architettura: il Politecnico ha infatti deciso di sfruttare la possibilità di anticipare i test di ammissione al 27 luglio, primo giorno utile stabilito dal Ministero dell’Università e della Ricerca, offrendo la possibilità alle aspiranti matricole di concretizzare la propria scelta del percorso universitario già prima della pausa estiva, in modo da renderla più consapevole e da riuscire a programmare meglio il proprio futuro all’università.Una scelta molto apprezzata dai futuri studenti, che hanno confermato il trend di crescita dell’attrattività registrato dal Politecnico lo scorso anno, con un sensibile aumento degli iscritti ai test di ammissione: +22,7% rispetto all’anno scorso.Le domande di iscrizione all’Anno Accademico 2021/22 sono state addirittura il doppio rispetto ai posti disponibili, precisamente 1093 di cui 388 per il test in inglese, a fronte di 500 posti disponibili; nel 2020 le domande erano state 891 di cui 216 per il test in inglese.Particolarmente interessante l’aumento delle iscrizioni di studenti stranieri (+44% rispetto all’anno scorso), favoriti da un’offerta formativa che prevede sia per la laurea di primo livello che per le tre lauree magistrali percorsi erogati completamente in lingua inglese: Turchia, Iran e Cina sono i Paesi più rappresentati tra gli iscritti al test. Per il secondo anno consecutivo, infine, il Politecnico di Torino ha gestito il test – erogato esclusivamente in remoto come previsto dalla normativa sanitaria – internamente, avvalendosi delle competenze del proprio personale docente e tecnico amministrativo.

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Il Politecnico di Torino e la lotta alle discriminazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

Valorizzazione della diversità e non-discriminazione: è lo stesso Codice Etico del Politecnico di Torino ad affermare i principi della dignità e del rispetto degli altri, ribadendo il diritto di tutti “a essere trattati con eguale rispetto e considerazione e a non essere discriminati in ragione di condizioni personali e sociali”. Una forte spinta all’integrazione e all’inclusione, che si ritrova anche nel Piano Strategico Polito4Impact e che ha visto l’Ateneo impegnato in numerose iniziative volte alla riduzione delle diseguaglianze e alla sensibilizzazione di tutti – studenti, docenti e personale – su queste tematiche, sempre più all’ordine del giorno anche del dibattito pubblico e politico.Per offrire un’occasione di discussione con chi di tematiche di genere e inclusione della comunità LGBTQI+, il Politecnico ha quindi proposto un momento di incontro, con la partecipazione dell’onorevole Alessandro Zan, promotore del Disegno di Legge per prevenire e contrastare la discriminazione e la violenza basate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità. Una sensibilizzazione che l’Ateneo vuole intendere ad ampio raggio, a partire dal linguaggio inclusivo fino a porre l’accento sulla consapevolezza e sul riconoscimento della discriminazione, per mettere in luce molestie e comportamenti non rispettosi della libertà altrui. Un momento di confronto – con Alessandro Battaglia, Presidente del Coordinamento Torino Pride, Marinella Belluati, sociologa dell’Università degli Studi di Torino e Arianna Enrichens, Consigliera di Fiducia del Politecnico di Torino, moderati da Tatiana Mazali, sociologa e docente del Dipartimento Interateneo di Scienze Progetto e Politiche del Territorio – che si inserisce in un percorso che ha già dato vita a numerose azioni e iniziative: dal patrocinio al Torino Pride a partire dal 2016, fino ad ottobre del 2020 quando è stato presentato il primo Bilancio di Genere del Politecnico, che ha fotografato la situazione dal punto di vista delle pari opportunità, dell’uguaglianza di genere e delle possibilità di studio e carriera per le donne.

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Le iniziative del Politecnico di Torino per affrontare la complessità del nostro tempo

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

È una novità nel panorama dell’università italiana il nuovo corso curriculare dal nome evocativo – Grandi Sfide – che il Politecnico di Torino proporrà per il prossimo anno accademico come formazione obbligatoria per tutti gli studenti di Ingegneria: sei “grandi sfide”, cioè sei importanti sfide della contemporaneità, ciascuna articolata in 4 direzioni diverse, per un totale di 24 corsi da circa 150 studenti ciascuno, co-insegnati da altrettante coppie di docenti, uno con impostazione tecnica e uno proveniente dal mondo delle scienze umane e sociali, con un’introduzione generale del noto filosofo della scienza Telmo Pievani. Così, per citare qualche esempio, un sociologo come Filippo Barbera accompagnerà le lezioni della professoressa dell’Ateneo Massimiliana Carello sul tema della mobilità elettrica, oppure un antropologo, come Adriano Favole, approfondirà insieme a Giuliana Mattiazzo, Vice Rettrice del Politecnico, docente e imprenditrice, il tema della transizione verde basata sullo sfruttamento di una risorsa fondamentale del nostro Paese, il mare. Il sociologo della tecnica Alvise Mattozzi, che recentemente ha preso servizio proprio al Politecnico, affiancherà il docente dell’Ateneo Marco Diana nel corso dedicato alla mobilità sostenibile. E ancora: l’ex presidente INAPP (istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche) Stefano Sacchi, scienziato politico da poco al Politecnico, presenterà il tema degli algoritmi nel loro rapporto con la democrazia insieme alla professoressa di informatica Tania Cerquitelli, mentre al vincitore del prestigioso riconoscimento della Commissione Europea ERC e Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture Francesco Laio si accompagnerà la psicologa dell’Università degli Studi di Torino Irene Ronga su un tema di attualità come “Climate crisis and cognitive bias”. Anche la filosofia entrerà a pieno titolo tra le discipline di interesse per un futuro ingegnere, con il filosofo Massimo Cuono che presenterà aspetti legati alla politica nel suo rapporto con la tecnica, insieme al Vice Rettore e co-fondatore del Centro Nexa su Internet e Società del Politecnico Juan Carlos De Martin. Sono solo alcune delle proposte del catalogo di 24 insegnamenti articolati in 6 filoni tematici che coinvolgerà come corso curriculare obbligatorio circa 3.600 studenti al secondo anno di tutti i corsi di Laurea triennali in Ingegneria, a partire dall’anno accademico 2021/22. I corsi saranno aperti anche, su base volontaria, agli studenti di Design, Architettura e pianificazione Territoriale interessati, e agli studenti di filosofia dell’Università di Torino.

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La Galleria del Vento del Politecnico di Milano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

E’ un luogo unico nel suo genere. Struttura dal nome semplice, quasi giocoso, questo edificio del Campus Bovisa è in realtà un enorme laboratorio, il più grande in Europa, in cui si studia l’andamento del vento intorno ai corpi dalle più svariate forme e dimensioni. Come si legge su Genio & Impresa (genioeimpresa.it), il magazine online di Assolombarda, attraversando le varie stanze della Galleria è possibile assistere a simulazioni di raffiche di varia intensità, fino a 200 chilometri orari, e la loro interazione con elicotteri, ponti ed edifici, oppure con oggetti più piccoli e comuni, come il casco di un ciclista o di uno sciatore. Una sperimentazione continua, che ha come fine ultimo la realizzazione di mezzi ed infrastrutture efficienti, prestanti e sicuri. “La Galleria è luogo di ricerca di base per gli studenti e i ricercatori del Politecnico, ma anche di ricerca applicata e di servizio verso il nostro tessuto economico”, afferma Marco Belloli, direttore scientifico della Galleria dal 2001, anno della sua nascita, e custode del laboratorio insieme al responsabile tecnico Luca Ronchi. Molte grandi, medie e piccole imprese italiane, infatti, si sono affidate proprio alla Galleria del Vento per testare l’efficacia dei prodotti, affittando l’impianto per i giorni necessari alle prove. Un vero e proprio “noleggio del vento”, che nel corso degli anni ha interessato settori di varia natura: velivoli e costruzioni in primis, ma anche impianti fotovoltaici, tracker per pannelli solari, geomembrane usate come coperture e società di ingegneria strutturale. Con un occhio di riguardo per la sostenibilità: “Lavoriamo sull’efficienza energetica degli edifici o dei velivoli con il bando Ue Clean Sky, nel settore delle energie rinnovabili e dei pannelli fotovoltaici, oppure con le grandi navi da cargo che, grazie ad una rete di vele, consumano e inquinano di meno”. Ma che aspetto ha esattamente una galleria del vento? La struttura si presenta come un gigantesco tubo all’interno del quale passa l’aria che soffia nelle camere di prova; una più grande, in cui si testano gli effetti del vento su oggetti statici, e una più piccola, in cui si provano macchine che si muovono nell’aria ferma. Un impianto che si regge su una tecnologia raffinatissima, ma che a nulla servirebbe senza il fattore umano: nella Galleria del Vento scienza e ingegneria incontrano le eccellenze del sistema produttivo e nessuno esclude l’altro. Lo conferma il direttore Belloli: “Gli artigiani che costruiscono i modelli in scala e collaborano con noi da tanti anni sono una risorsa preziosissima perché senza di loro tutti i nostri studi non sarebbero possibili”. All’esterno dell’edificio ci sono poi due cabine di comando, i modelli di alcune strutture architettoniche che hanno fatto la fama di Milano, come il quartiere City Life e il Palazzo Italia di Expo 2015, treni ad alta velocità, navi e una vera e propria “wall of fame” con le firme di tutti gli atleti che hanno utilizzato le attrezzature testate dalla Galleria. Giusto per citarne alcuni: Alex Zanardi ed Elia Viviani. Al momento alla Galleria del Vento sono tanti i progetti sul tavolo e altrettanti i sogni da realizzare. Uno su tutti? La costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.

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Consorzio DAFNE conferma il suo supporto agli Osservatori del Politecnico di Milano

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 Maggio 2020

Il Consorzio DAFNE – Community B2B no profit costituita nel 1991, composta da Aziende Healthcare, Distributori Intermedi, Depositari e Concessionari, che abbraccia oggi l’intero ecosistema della salute, umana e animale – lavorando con tutti gli attori della filiera healthcare per sviluppare soluzioni digitali innovative a supporto dei processi e delle relazioni di business, ha deciso per il 2020 di aderire ad alcuni Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.
In particolare, il supporto di quest’anno del Consorzio DAFNE va ai seguenti sei: Agenda Digitale, Contract Logistics “Gino Marchet”, Digital B2b, Innovazione Digitale in Sanità, Smart Agrifood, Supply Chain Finance, Il Consorzio attraverso l’adesione a questi Osservatori vuole continuare a contribuire concretamente alla ricerca, rimarcando l’importanza e la necessità di tavoli di lavoro congiunti e orientati a favorire la conoscenza e la diffusione del digitale, in diversi ambiti. Con la stessa e forte convinzione che ormai oltre dieci anni fa aveva spinto il Consorzio DAFNE a promuovere insieme alle principali associazioni rappresentanti di filiera – Ediel per la filiera Elettrodomestici ed Elettronica di Consumo, GS1 Italy per la filiera Largo Consumo e Metel per la filiera del Materiale Elettrico – l’Osservatorio Digital B2b, allo scopo di riuscire a meglio comprendere le opportunità della digitalizzazione dei processi B2b e promuoverne la diffusione in Italia.
Novità di quest’anno è la specifica collaborazione con l’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” – che da quasi dieci anni studia l’evoluzione del mercato italiano dell’outsourcing delle attività logistiche e del quale Daniele Marazzi, Consigliere Delegato del Consorzio DAFNE, è membro dell’Advisory Board – nella definizione di uno stream di ricerca dedicato alla filiera Healthcare.
Consorzio DAFNE quest’anno collaborerà alla costituzione di un Healthcare Expert Group – in seno all’Osservatorio, che sarà formalizzato nelle prossime settimane e coinvolgerà rappresentanti di tutti gli attori del settore – e alla realizzazione di un’analisi per la quantificazione dei flussi logistici nella filiera healthcare.
I risultati dell’analisi, che è già stata attivata, saranno presentati in occasione del Convegno nazionale dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet”, previsto per il 10 novembre 2020, all’interno di una sessione pomeridiana dedicata.

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Milano Arch Week Marathon

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 Maggio 2020

Milano Arch Week Sabato 16 maggio 2020 ore 11.00–13.00 e 15.00–19.00. E’ la settimana dedicata all’architettura, alle trasformazioni urbane e al futuro delle città con la direzione artistica di Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, e il contributo scientifico del Politecnico di Milano e del suo Rettore Ferruccio Resta – giunge alla sua quarta edizione. La manifestazione, parte del palinsesto di YesMilano, è promossa dal Comune di Milano, dal Politecnico di Milano e da Triennale Milano, in collaborazione con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.La situazione di emergenza sanitaria e le conseguenti misure adottate dai governi di tutto il mondo hanno portato a un ripensamento del formato della manifestazione. Sabato 16 maggio 2020 è in programma la Milano Arch Week Marathon, una giornata di lecture e di live che si svolgerà completamente online. La grande rilevanza dei temi che da sempre sono al centro di Milano Arch Week rispetto alle riflessioni e al dibattito pubblico in corso ha spinto le istituzioni che promuovono la manifestazione a sfruttare i canali digital per mantenere l’appuntamento di maggio. Il programma di Milano Arch Week prevede un secondo appuntamento a settembre 2020 le cui modalità di svolgimento sono in fase di definizione.In questo momento così complesso, la Milano Arch Week Marathon sarà dedicata alla città di Milano, alle sfide che sta affrontando e a quelle che dovrà affrontare nel prossimo futuro, coinvolgendo i grandi protagonisti dell’architettura internazionale che hanno progettato alcuni dei luoghi più emblematici della città negli ultimi anni. Il loro sguardo, che unisce un’esperienza su scala mondiale alla conoscenza diretta della realtà milanese, può senz’altro offrire un contributo importante al confronto in corso.I relatori internazionali che parteciperanno alla Milano Arch Week Marathon sono: Petra Blaisse (Parco Biblioteca degli Alberi); Peter Eisenman (Residenze Carlo Erba); Bjarke Ingels (la nuova CityLife, attualmente in corso di progettazione); Rem Koolhaas (Fondazione Prada); Daniel Libeskind (CityLife); Patrik Schumacher – Zaha Hadid Architects (City Life); Kazuyo Sejima – SANAA (Campus Bocconi). Questi grandi architetti racconteranno il loro rapporto con Milano, il progetto che qui hanno realizzato e proporranno spunti e riflessioni per immaginare e progettare la Milano del futuro, dopo questo profondo trauma.Verranno coinvolti anche i progettisti e gli studi selezionati per il public program dell’Urban Center, in coordinamento con l’Assessorato a Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano e con la partecipazione dell’Assessore Pierfrancesco Maran e di Lorenza Baroncelli, Direttore artistico di Triennale Milano. Suddivisi in tavoli tematici, presenteranno le loro ricerche evidenziando il contributo che possono offrire rispetto alle sfide che Milano dovrà fronteggiare nel medio-lungo periodoInoltre, una serie di interventi – coordinati da Ilaria Valente, Preside della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle costruzioni – riguarderanno la Milano della ricostruzione del dopoguerra e vedranno coinvolti i docenti del Politecnico di Milano Giulio M. Barazzetta, Orsina Simona Pierini, Luigi Spinelli, Cino Zucchi e il fotografo Giovanni Hänninen.Fondazione G. Feltrinelli, nell’ambito della maratona del 16 maggio, darà voce ad alcuni citymaker attivi nei quartieri di Milano: realtà e soggetti impegnati in progetti che rigenerano i luoghi, curano il tessuto sociale e costruiscono o “ri-costruiscono” la città. Un’anticipazione della rassegna About a City, intitolata A human place, prevista a settembre 2020.Primo evento interamente online tra le “week” del palinsesto YesMilano, la Milano Arch Week Marathon si svolgerà il 16 maggio e sarà trasmessa sulle pagine Facebook di Milano Arch Week e Triennale Milano e sul canale YouTube di Triennale Milano.I Partner Istituzionali Eni e Lavazza e il Partner Tecnico ATM sostengono Triennale Milano anche per la Milano Arch Week Marathon.

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Nuovi vertici al MIP Politecnico di Milano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 gennaio 2020

Il MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business da gennaio ha un nuovo vertice. Il Presidente è Vittorio Chiesa, 59 anni, professore ordinario di Strategy al Politecnico di Milano, mentre è stato nominato Dean Federico Frattini, 39 anni, professore ordinario di Strategic management and Innovation nello stesso Ateneo.
Il MIP è una Business School riconosciuta e accreditata a livello internazionale che da 40 anni forma sia laureati ed executive interessati a sviluppare la propria carriera manageriale, in azienda o nella pubblica amministrazione, sia imprese che intendono innovare i profili e le competenze di manager e professional. Insieme al Dipartimento di Ingegneria Gestionale compone la School of Management del Politecnico di Milano, la cui mission è “avere un impatto sulla società attraverso la creazione e la condivisione di conoscenza nel punto di incontro tra ingegneria, management ed economia”.“La particolarità del MIP consiste nel combinare la formazione su temi di management, economia e finanza con modelli e competenze di stampo ingegneristico – conferma Vittorio Chiesa – così da formare manager capaci di gestire il business e affrontare processi decisionali con approccio analitico. Questa peculiarità, unita a una grande spinta verso l’internazionalizzazione e all’attenzione nell’innovare i formati utilizzati per erogare i corsi, ci consente di dare risposte adeguate ai profondi cambiamenti in atto nel mercato”.“Il MIP ha avviato da anni un processo di digitalizzazione che lo ha portato a lanciare con successo il primo MBA in Italia erogato in modalità smart learning – aggiunge Federico Frattini -. Questa rivoluzione oggi permea tutta la nostra offerta formativa, sia per gli individui che per le aziende, perché gli strumenti digitali consentono la massima libertà di fruizione dei contenuti educativi senza alterarne l’efficacia. Ma l’elemento tecnologico non è solo ‘forma’, è anche ‘sostanza’ dei nostri corsi, perché crediamo che oggi un buon manager debba essere prima di tutto un esperto nella gestione dell’innovazione, con grande sensibilità ai temi del digitale”.Nato nel 1979 come Master in Ingegneria della Produzione, poi trasformatosi nel 1986 in un Consorzio tra il Politecnico di Milano, varie istituzioni e aziende di spicco, oggi il MIP è una Società Consortile per azioni senza scopo di lucro in grado di integrare il know-how accademico con una forte esperienza professionale, derivata dal legame con il mondo imprenditoriale e della consulenza.Grazie allo stretto contatto con le aziende, infatti, la Scuola ha uno sguardo privilegiato sul mondo del lavoro e riesce a sviluppare programmi e servizi in linea con le esigenze del mercato. Oltre al Politecnico di Milano e Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, le imprese che ne fanno parte ad oggi sono: Ansaldo Energia, Banca Mediolanum, BIP Business Integration Partners, Bticino, Carrefour, Danieli & C. Officine Meccaniche, Edison, ENI Corporate University, Marelli Europe, Fondazione Cav. Lav. Carlo Pesenti, IBM Italia, Italgas, Italtel, Luxottica, Microsoft Italia, OTB, Pirelli & C, SIA, Snam, TIM, Vodafone, Whirlpool.

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La School of Management del Politecnico di Milano sempre tra le migliori del mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Milano Maggiori probabilità di accedere al mondo del lavoro, ritorno sull’investimento e rapporto qualità-prezzo ottimi, grande attenzione alle diversità. Sono questi i “plus” che ancora una volta posizionano la School of Management del Politecnico di Milano tra le migliori del mondo. A sancirlo è il QS World University Rankings by Program 2020, la classifica internazionale dei master, che vede eccellere la Scuola con i master specialistici in Management, Business Analytics, Finance e Marketing e l’MBA Full Time. L’edizione 2020 appena rilasciata ha analizzato quasi 700 corsi di oltre 400 Business School e Università distribuite in più di 50 Paesi.
La School of Management del Politecnico di Milano si colloca sempre nella parte alta dei rankings. La prestazione migliore a livello globale è di nuovo quella dell’International Master in Project Management (iMPM), che ha ottenuto valutazioni superiori alla media in “Value for money”, o rapporto qualità-prezzo, “Employability”, cioè le chance che i suoi studenti hanno di accedere al mercato del lavoro e “Thought Leadership”.
Molto buona anche la performance dell’MBA Full Time, che nel ranking dedicato ai Global MBA si è classificato al 33simo posto tra i programmi europei presi in esame, risultando assai competitivo per “Employability” e “Diversity”, ossia la percentuale di donne e di stranieri sia tra gli studenti che all’interno della faculty.
“La nostra reputazione nel mondo e in Europa si mantiene salda – commenta Andrea Sianesi, Dean di MIP Politecnico di Milano – dimostrando la correttezza delle scelte che abbiamo operato, prime fra tutte il processo di internazionalizzazione e la grande attenzione alla ‘diversity’ in ogni sua forma”.
La School of Management del Politecnico di Milano – che è composta dal Dipartimento di Ingegneria Gestionale e dal MIP, la Business School dell’Ateneo milanese – è presente nelle classifiche anche con i Master in Business Analytics (BABD), in Finance (MIFRIM) e in Marketing (IM4).

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I master Executive MBA della School of Management del Politecnico di Milano tra i primi 50 nel mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Ottima reputazione presso le aziende, che si trasforma per lo studente in reali opportunità di accelerare la carriera in termini sia di posizione che di stipendio; eccellente livello del corpo docente e dell’aula; concrete politiche di pari opportunità. Sono alcuni dei fattori distintivi che hanno permesso agli Executive MBA della School of Management del Politecnico di Milano di scalare di ben 10 posizioni in un anno il QS Global EMBA Rankings 2019, attestandosi tra i primi 50 programmi al mondo.
La classifica, giunta alla sua seconda edizione, identifica infatti i 134 (erano 119 nel 2018) migliori master MBA per executive a livello globale. A livello europeo, invece, il ranking ne prende in considerazione 55 (erano 49) e su questi la Scuola sale dal 26° al 23° posto.Il QS Global EMBA Rankings 2019 valuta vari aspetti dei programmi EMBA, guardandoli con gli occhi degli studenti. Non considera solo gli effetti sulla carriera, certamente fondamentali, e la buona fama di cui gode la scuola presso gli imprenditori, ma anche la composizione della classe, in termini di diversità e di esperienza professionale.
“Guadagnare 10 posizioni in un solo anno è il segnale inequivocabile che stiamo rispondendo in maniera adeguata non solo alle esigenze dei nostri studenti executive ma anche a quelle delle aziende, che infatti hanno di noi un’opinione sempre più alta – commenta Federico Frattini, Direttore dei Programmi MBA ed Executive MBA -. Lo sforzo profuso nell’innovare i nostri prodotti, in termini di contenuti ma anche di fruibilità attraverso un uso sempre più diffuso del digital learning, si sta dunque dimostrando vincente”.

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Inaugurata la “Casa solare” del Politecnico in gara alla Solar Decathlon China 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 7 agosto 2018

Torino. In tre settimane hanno costruito una casa vera, pronta per essere abitata e per di più con caratteristiche di autonomia energetica e sostenibilità uniche: sono i 17 studenti di ingegneria e architettura del Politecnico di Torino che hanno lavorato insieme ai loro colleghi della South China University of Technology (SCUT) di Guangzhou per costruire la “casa solare” che competerà alla Solar Decathlon China 2018. Con la cerimonia inaugurale di oggi a Dezhou (provincia dello Shandong) si è aperto ufficialmente questo contest internazionale di Architettura nel quale competono 21 progetti delle principali scuole di architettura mondiali.
I numeri dei visitatori attesi per l’esposizione dei progetti – che si trasformerà, al termine dell’evento, in un quartiere modello – sono notevoli: circa 2 milioni di visitatori in loco e 100 milioni di contatti web previsti. Durante il mese di agosto le giornate di visita libera si alterneranno alle prove di efficienza cui gli edifici saranno sottoposti, le quali determineranno nel loro complesso – insieme ad un giudizio sulla qualità architettonica delle realizzazioni – la graduatoria finale.Si tratta di uno dei più importanti concorsi internazionali di architettura, riservato a team congiunti di docenti e studenti delle principali scuole di architettura a livello globale. Nato negli Stati Uniti d’America, ad oggi conta altre 5 edizioni parallele in Africa, Cina, Europa, America Latina/Caraibi e Medio Oriente. Il contest prevede la progettazione e la costruzione di una residenza monofamiliare innovativa ad alte prestazioni energetiche, alimentata ad energia solare, che verrà quindi sottoposta ad una serie di test di performance, che contribuiranno alla composizione della graduatoria finale.Dopo aver concluso la fase di progettazione prevista dall’organizzazione del contest e aver avviato lo scorso aprile la costruzione preliminare dell’edificio presso il Campus di SCUT a Guangzhou, il team ha quindi completato la costruzione nella sua collocazione definitiva.
Il Politecnico partecipa al contest con una squadra coordinata dai professori Mauro Berta, Michele Bonino, Orio De Paoli, Enrico Fabrizio, Francesca Frassoldati, Marco Filippi, Matteo Robiglio, Valentina Serra, Edoardo Bruno. Il progetto ha potuto contare su una numerosa presenza di sponsor tecnici e sulla collaborazione con il Consolato Generale di Canton e l’Ambasciata d’Italia in Cina.“La conclusione di questa sfida – al di là di quelli che saranno gli esiti del concorso, che mi auguro positivi – è già di per sé un risultato significativo”, commenta Mauro Berta, coordinatore del Team: “Il contest ha infatti contribuito a consolidare ulteriormente il legame di collaborazione con la South China University of Technology e, in più, unitamente ad altre occasioni di ricerca operativa che si sono concretizzate recentemente (il progetto per il Big Air di Pechino 2022 con la Tsinghua University, e la vittoria al concorso per la riqualificazione della Pearl River Piano Factory di Guangzhou con SCUT) costituisce un segno della presenza del Politecnico in Cina come aggregatore di competenze qualificate; infine, dal punto di vista didattico, questo lavoro ha costituito per gli studenti coinvolti un’esperienza straordinaria di lavoro interdisciplinare”.

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