Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘politiche’

Economie emergenti: l’aumento dell’inflazione costringe le banche centrali a inasprire le politiche monetarie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 maggio 2021

Secondo le previsioni del FMI di aprile 2021, le economie emergenti saranno più penalizzate in maniera permanente dalla crisi attuale rispetto alle economie avanzate.Nel 2024, il PIL delle economie emergenti registrerà 4 punti percentuali in meno rispetto a quello che sarebbe stato osservato senza la crisi COVID. Per le economie avanzate, il divario sarà solamente di un punto (contro i 10% nel corso della crisi finanziaria mondiale). Molteplici ragioni spiegano questa discrepanza attesa tra la ripresa delle economie avanzate e quelle emergenti. In primo luogo, sul piano sanitario, la campagna vaccinale ha preso maggior piede nei paesi avanzati, con l’eccezione di qualche economia emergente: Emirati Arabi Uniti, Cile e, in misura minore, Turchia e Marocco, dove lo scorso 8 aprile almeno il 10% della popolazione aveva completato il ciclo di vaccinazione. A parte alcuni casi, l’acquisizione della maggior parte dei vaccini disponibili da parte di Stati Uniti ed Europa lascia poche dosi disponibili per gli altri. Tra le quattro principali aree produttrici di vaccini (Cina, Stati Uniti, Europa occidentale e India), la tentazione di attuare misure protezioniste è sempre più forte. Ad esempio, l’India ha già annunciato una chiusura temporanea dell’esportazione di vaccini allo scopo di privilegiarne la distribuzione sul territorio nazionale, dove il numero di casi è aumentato considerevolmente da inizio marzo. Oltre a queste incertezze sanitarie ancora elevate, buona parte delle economie emergenti resta ancora penalizzata dall’esposizione ai settori di attività, a lungo colpiti dalla crisi (turismo e trasporti in particolare).Quanto alle buone notizie, l’aumento dei prezzi del petrolio o delle principali materie prime agricole costituiscono una boccata di ossigeno per le economie che l’anno scorso sono state colpite dalla tendenza inversa. Le prospettive positive per i consumi americani dovrebbero alimentare forti volumi di esportazioni soprattutto per i produttori di beni di consumo.Al contrario, il peggioramento del deficit di bilancio americano favorisce fuoriuscite di capitali dai mercati emergenti, poiché le revisioni al rialzo delle prospettive di crescita del PIL americano, incoraggiano un incremento dei tassi di interesse a lungo termine negli Stati Uniti, una riduzione del divario con le sue controparti dei paesi emergenti e minor attrattiva per i mercati finanziari di quest’ultimi. Di conseguenza, questo porta a un deprezzamento delle valute emergenti, in particolare in Turchia e Brasile.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Castelli: Politiche per la famiglia e welfare aziendale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2021

“Il dato sulla presenza femminile negli organi sociali delle società quotate migliora, raggiungendo il 39% degli incarichi di amministrazione e controllo, ma resta ancora basso. Soprattutto se consideriamo che le 15 donne che ricoprono il ruolo di amministratore delegato lo fanno in società che sono rappresentative di poco più del 2% del valore totale di mercato. Questo processo, per favorire un riequilibrio di genere, è iniziato con la Legge 120/2011 e lo abbiamo fortemente rafforzato con la Legge di Bilancio per il 2020. Secondo me, ora c’è la necessità di accompagnarlo con specifiche politiche per la famiglia e di welfare aziendale che consentano, in particolare alle donne, maggiori opportunità per conciliare i diversi aspetti della vita personale e professionale. Ideando anche sistemi incentivanti per le imprese che introducono sistemi di welfare aziendali che oggi non hanno. Passa anche da questo la creazione di un nuovo modello di società che sia sempre più aperto, inclusivo e sostenibile”. Lo scrive in un post, commentando i dati del “Rapporto CONSOB sulla corporate governance delle società quotate italiane”, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

Posted in Politica/Politics, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Ripensare le politiche attive per superare la crisi e far ripartire il Paese”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

E’ una ricerca elaborata dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che sarà illustrata nel corso dell’evento “A 20 anni dal Libro Bianco del lavoro. L’attualità del pensiero di Marco Biagi nell’odierna crisi del lavoro” in ricordo del giuslavorista e del suo impegno per la riforma del mercato del lavoro italiano. Da qui la proposta dei Consulenti del Lavoro di interventi urgenti sull’occupabilità dell’offerta per recuperare i lavoratori più fragili rinforzando le politiche per il lavoro in Italia che si presentano in larga parte inadeguate a fronteggiare l’emergenza occupazionale.”Il focus sulle politiche attive per il lavoro è fondamentale per poter pensare a una ripresa organica dell’occupazione e, di conseguenza, dell’economia. Ben venga allora l’apertura del Governo Draghi a investire sull’assegno di ricollocazione purché si tenga presente che la platea dei destinatari al momento comprende solo la metà dei disoccupati involontari” afferma Marina Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e del Comitato Unitario delle Professioni, “Necessario incidere sulla qualità dell’offerta più che sull’incentivazione della domanda attraverso formazione e riqualificazione, diminuendo il divario tra posizioni ricercate e competenze disponibili”.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Operatori in attesa del carburante delle politiche fiscali, prima tappa il piano Biden

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2021

A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte SIM. Negli ultimi giorni, utilizzando una metafora mutuata dal mondo dei moti, i mercati azionari globali hanno dato segnali di “battere in testa” con conseguente aumento delle volatilità. Proviamo a fare una rapida diagnosi di quale potrebbe essere il malumore di fondo prima di ipotizzare una continuazione del movimento rialzista delle prime settimane dell’anno. Cina: stanno arrivando segnali di lockdown diffusi con sensibile decremento dei flussi di spostamenti, al punto che il governo del paese ha invitato i cittadini a contenere al minimo gli spostamenti in vista del Capodanno (o Spring Festival, come è chiamato dai cinesi) di metà febbraio. Sono così emersi primi sintomi di rallentamento in primo rappresentati dal calo di alcuni metalli industriali (rame, minerale di ferro et cetera) oltre che dal rallentamento del tasso di utilizzo delle raffinerie, molto importanti per la domanda di petrolio (la Cina è il primo importatore globale)
A queste indicazioni aggiungo le alterne vicende sul fronte vaccini/mutazione virus che contribuiscono ad alimentare prese di profitto, soprattutto a fine mese. Da queste indicazioni emerge come gli operatori siano alla ricerca di nuove fonti di liquidità, una volta preso atto dei seguenti fattori: Dalle banche centrali per ora non vi sarà un’accelerazione del ritmo di iniezioni di liquidità Il contributo alla crescita dal lato cinese potrebbe arrestarsi per qualche settimana, sfruttando la settimana di festività di metà febbraio per frenare temporaneamente le attività/spostamenti al fine di contenere i contagi ai primi segni di insorgenza.
Dal fronte buyback Us non sono arrivate per notizie di significativo incremento a parte il caso del comparto bancario Us che di recente ha avuto il via libera in tal senso. Rimane allora il protagonista del 2021: le politiche fiscali. Su questo punto è importante il timing e, più in particolare, quanto tempo occorrerà a Biden per far passare al Congresso il preannunciato piano di 1900Mld$. Il leader democratico al Senato ha dichiarato che la prossima settimana il piano sarà in discussione al Senato stesso, con l’obiettivo di portare avanti con o senza il contributo dei repubblicani. Il che equivarrebbe ad optare per la procedura di approvazione più celere della “riconciliazione di bilancio”, che avrebbe però come effetto collaterale una partenza dell’amministrazione Biden non in senso collaborativo con l’opposizione. (abstract)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Fino al 15 dicembre all’Università di Parma le Lezioni Aperte di Politiche Sociali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

Parma. Queste lezioni universitarie sono “aperte” secondo diverse accezioni. Primo, sono lezioni “aperte” nel senso che in aula stanno insieme docenti universitari e studenti con persone che stanno vivendo in prima persona i problemi di cui si parla e con servizi, movimenti e associazioni che se ne occupano, con lo scopo di confrontare visioni che emergono da condizioni e punti di vista diversi. Non si tratta di sola “testimonianza”: le lezioni sono precedute da un lavoro di preparazione che prevede incontri e approfondimenti prima dell’incontro con gli studenti, in modo da maturare e rendere visibili visioni plurali intorno al medesimo oggetto di analisi. Secondo, sono lezioni che trattano di problemi “aperti”, cioè esplorano categorie e realtà dell’“emergente sociale”, vale a dire fenomeni che si ritengono difficili da concepire con le categorie dei decenni passati, qualcosa che socio-logicamente è “già” e al tempo stesso “non ancora”. Terzo, sono aperte perché i destinatari non sono solo gli studenti ma tutti i cittadini interessati, caldamente invitati a partecipare. Le Lezioni si svolgeranno a distanza su piattaforma Teams: è sufficiente connettersi ai link indicati sul sito web di Ateneo. L’iscrizione degli studenti del corso di Politiche Sociali è automatica; l’iscrizione di cittadini e operatori interessati non è obbligatoria ma è gradita scrivendo agli indirizzi

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Effetto Covid sulle politiche retributive del primo semestre 2020

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

Quasi 7,5 milioni di mensilità CIG erogate per oltre 3 milioni di lavoratori e brusca frenata della crescita delle retribuzioni per tutti gli inquadramenti dopo un trend positivo di cinque anni. Questo quanto rileva il 28° Rapporto sulle Retribuzioni di ODM Consulting, società di consulenza HR di Gi Group, che indaga l’evoluzione delle retribuzioni in Italia nel 2019 e nel primo semestre 2020.Nel periodo marzo-maggio 2020 la produzione industriale è calata del 29,9% rispetto al trimestre precedente, e se a maggio l’indice di produzione è in crescita rispetto ad aprile (+42%) è comunque ancora inferiore rispetto a gennaio, periodo pre-covid, (-20%).Le imprese interessate dalle misure introdotte dal lockdown, che hanno sospeso le attività fino a maggio sono il 45% del totale, il 22,5% ha ripreso le attività prima di maggio, mentre il 32,5% sono sempre rimaste attive.Oltre all’occupazione, cala anche la disoccupazione, ma non è un segnale positivo per il mercato: ciò è principalmente dovuto alla riduzione del numero di quanti cercano attivamente lavoro, scoraggiati dal momento di crisi, che non rientrano più nel novero dei disoccupati, ma degli inattivi.Per fronteggiare l’emergenza il Governo, con il Decreto Cura Italia, ha introdotto diversi strumenti di integrazione salariale, tra cui Cassa Integrazione Guadagni (CIG) ordinaria, assegni di Fondi di Solidarietà e Fondo di Integrazione Salariale (FIS) e la CIG in deroga, ossia la cosiddetta CIG-Covid.Partendo dai dati forniti dall’INPS, abbiamo rilevato che la riduzione sulla retribuzione netta mensile media è pari al 33%. Se si considera però il totale della popolazione lavorativa, quindi anche coloro che hanno continuato a percepire l’intera retribuzione, la riduzione media risulta 90 Euro al mese, pari al 5,7% di retribuzione netta mensile in meno.Per i Quadri la riduzione è del 11,1%, corrispondente a circa 350 Euro in meno, mentre nel caso degli Impiegati la riduzione è pari al 6,3%, corrispondente a poco più di 100 Euro. Infine, per gli Operai la riduzione è del 5,6%, pari a circa 80 Euro in meno. Il ricorso a questa misura da parte delle imprese varia a seconda della dimensione e della collocazione territoriale: è molto diffusa nelle medie imprese (circa il 70%) e ci sono circa 10 punti percentuali di differenza tra l’area con la più bassa quota di imprese in CIG-Covid, il Nord-Est, e quella con la quota più alta, ossia il Mezzogiorno. “Una possibile spiegazione di questa differente distribuzione territoriale – conclude Quarti – riguarda la composizione settoriale, con le imprese del Mezzogiorno maggiormente colpite dal lockdown in quanto appartenenti a settori come il commercio al dettaglio non alimentare, la ristorazione e il settore turistico che sono stati più colpiti dalle restrizioni introdotte dal Governo per combattere la diffusione dell’epidemia.” Se il 2019 conclude un quinquennio di crescita della retribuzione totale e delle sue componenti fissa e variabile, nei primi mesi del 2020 si evidenzia invece una brusca frenata della crescita delle retribuzioni, che rimangono sostanzialmente sui livelli misurati nel 2019.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Politiche monetarie del terzo tipo: dobbiamo cambiare i portafogli finanziari?

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

A marzo di quest’anno è stato tradotto un libro estremamente interessante per avere un inquadramento storico della fase che stiamo vivendo. Si intitola “I principi per capire le grandi crisi del debito” di Ray Dalio. Dalio non è un accademico, come Rogoff e Reinhart. L’architettura concettuale che ha sviluppato per comprendere l’economia è molto pragmatica: tanto buonsenso, poca matematica. La sua storia come investitore e imprenditore nel settore della finanza parla per lui.
Come Rogoff, Dalio è appassionato di storia. Uno dei principi cardine del suo approccio agli investimenti è questo: ciò che accade oggi, in forme diverse, è sicuramente già successo diverse altre volte nella storia, solo che potrebbe essere accaduto quando nessuno di noi era in vita o quantomeno operava in finanza.
Nel libro di Ray Dalio si descrivono, con un elevato livello di dettaglio, alcuni esempi storici di crisi legate all’ultima fase del ciclo del debito di lungo termine compreso quella che ha incluso “la grande depressione” e che ha visto il suo punto di culmine il 9 Marzo 1933 quando il Congresso USA approvò l’Emergency Banking Act con il quale si permise alla FED di emettere dollari garantiti da asset bancari anziché da oro. Tutti i fenomeni hanno una loro certa ciclicità, il problema è che quando i cicli durano di più della vita media delle persone (almeno quella lavorativa) è molto difficile riconoscerli anche perché si declinano in modi sempre nuovi legati alle specificità dell’epoca. E’ evidente, ad esempio, che tutta la tecnologia dell’epoca moderna porta con sé delle particolarità che non potevano essere presenti nei casi simili del passato.
L’economia tende ad avere dei cicli naturali di qualche anno collegati essenzialmente alla disponibilità di credito. Quando il ciclo del debito di lungo termine è ancora nelle fasi gestibili, esistono fluttuazioni più di breve termine, cioè di qualche anno (tipicamente 3-5 anni), che le banche centrali tendono ad orientare abbassando o innalzando i tassi d’interesse.
Quando siamo nelle prime fasi del ciclo del debito di lungo termine, ogni volta che si completa un ciclo più breve, ci si trova con un debito complessivo leggermente inferiore al momento di picco del ciclo del debito di breve termine, ma comunque superiore rispetto all’inizio dello stesso ciclo di breve. Le politiche monetarie di primo tipo sono sostanzialmente legate al controllo dei tassi d’interesse. Sono politiche estremamente efficaci, solo che devono esserci le condizioni giuste.Quando non c’è più spazio per tagliare i tassi, le banche centrali iniziano a “stampare moneta” comprando asset finanziari, tipicamente obbligazioni governative, ma poi si fanno prendere la mano e comprano un po’ di tutto (comprese obbligazioni di aziende poco solvibili e azioni).
Alla lunga, continuare a comprare titoli sui mercati non ha quasi più effetti come stimolo all’economia. Gli acquisti sui mercati rimangono molto efficaci per prevenire o controllare le crisi dei mercati finanziari (come abbiamo visto anche nell’ultima crisi), ma lo scollamento che si genera fra mercati finanziari ed economia reale alla lunga diventa insostenibile. E’ ciò che è accaduto ad esempio negli USA nel 1937-38 e ciò che sta accadendo attualmente con gli ultimi QE.
Quando comprare asset finanziari non è più funzionale, le banche centrali ed i governi si convincono che l’unico modo per far ripartire l’economia è mettere direttamente soldi nelle tasche delle persone, specialmente quelle che hanno pochi o nessun risparmio.Ci sono moltissimi modi diversi per farlo ed in genere si usano combinazioni di varie tecniche. Il modo più tradizionale si ispira al new deal roosveltiano che risollevò gli USA dalla grande depressione. In sostanza si tratta di spendere a deficit per finanziare attività nell’economia reale, possibilmente investimenti utili nel lungo termine. I modi per applicare queste politiche monetarie sono limitate solo dalla fantasia, si possono tutte far rientrare sostanzialmente in due categorie:
• le banche centrali mettono direttamente soldi in tasca ai cittadini (chiamato anche “helicopter money”);
• i governi spendono direttamente o indirettamente attraverso incentivi fiscali.
Alla fine bisognerà comunque trovare una qualche forma per far scomparire l’enorme debito nominale che si viene a creare.
La forma più graduale per far “sparire” il debito è generare un livello di inflazione controllato, ma sostenuto, nell’ordine del 3-5% per diversi anni, mantenendo, possibilmente, tassi d’interesse nominali bassi (possibilmente inferiori all’inflazione stessa).
Ci sono però forme anche più veloci e senza effetti a catena diretti nell’economia come la creazione di grandi “bad bank” o l’acquisto del debito da parte delle banche centrali e la successiva cancellazione. Sono forme “moderne” di giubileo del debito.
Conseguenze sui portafogli finanziari
Per quanto a mio avviso improbabile, potrebbe anche essere che le cose continuino a “vivacchiare” per qualche anno senza decisioni drastiche.
In tutti gli scenari, la considerazione che possiamo trarre a seguito dei comportamenti delle banche centrali e dei governi in risposta alla crisi innescata dai problemi sanitari mondiali, è che le obbligazioni a tasso fisso governative (o comunque con alti rating) hanno di fatto dismesso completamente il ruolo che storicamente hanno avuto per decenni nei portafogli. Nessuno impedisce, tecnicamente, di vedere il decennale tedesco scambiare a rendimenti del -2% all’anno. Ma la storia del ciclo del debito di lungo termine sta ormai puntando verso uno scenario opposto. L’ipotesi di una ripresa dell’inflazione nei prossimi lustri è ormai chiaramente auspicata dalle banche centrali. Continuare a mantenere questo genere di obbligazioni in portafoglio è un rischio che non ha senso correre. Il tema di cosa fare della componente obbligazionaria dei portafogli non è certo nuovo. Ci sono enormi spazi di soluzione al problema dei portafogli finanziari, ma non risiedono nei mercati finanziari, bensì nella consapevolezza degli investitori. La gestione della componente volatile del portafoglio necessita di tanta consapevolezza per non generare problemi, ma i prossimi lustri nei mercati finanziari potrebbero generare problemi ancora maggiori agli investitori inconsapevoli che ritengono di avere portafogli prudenti perché sono pieni di obbligazioni. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio in sintesi, fonte: https://www.aduc.it/editoriale/politiche+monetarie+terzo+tipo+dobbiamo+cambiare_31669.php)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Politiche: tutto cambiare per nulla cambiare

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

Il dibattito che alcuni partiti politici stanno affrontando, mettendolo in mostra nelle casse di risonanza dei media, sa, per molti versi, del surreale. Prima di tutto perché sono per lo più argomenti vecchi che con una certa nonchalance sono contrabbandati per nuovi di zecca ad uso e consumo della memoria corta degli italiani. La verità è che da alcuni lustri il Paese si è adagiato sui successi del passato se non regredendo. Penso alle tante battaglie civili e sindacali per i diritti dei lavoratori che sono stati vanificati da qualche anno a questa parte per rincorrere le varie multinazionali che notoriamente emigrano dove riescono ad ottenere più lauti profitti e si sa lo fanno, soprattutto, sulla pelle dei loro dipendenti. Oggi, per giunta, siamo stati “ingabbiati” da regole europee che in nome della stabilità finanziaria dei conti pubblici non ci permettono di crescere come dovremmo e per giunta ci costringono a fare il “lavoro sporco” trasformando l’Italia nel più grande campo profughi d’Europa. Tutto questo per non parlare dei nostri mali endemici quali la giustizia, la scuola, il sistema creditizio e via di questo passo. Sono tali e tanti i nostri problemi sul tappeto che ci vien spontaneo chiederci il perché i tanti soloni che oggi pontificano essendo stati al governo del paese non vi abbiano già provveduto invece di lasciar incancrenire le tante situazioni emergenti. Oggi, forse, potremmo imboccare una strada virtuosa votando chi non è compromesso con il passato incestuoso e offrendogli un’apertura di credito sul nostro futuro. Lo dobbiamo ai nostri figli e nipoti che vanno ramenghi per il mondo a caccia di un lavoro onorevole e chi langue in Italia tra mille difficoltà. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Porti aperti e politiche migratorie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2020

“Il Governo Conte sta mettendo in pericolo la salute delle nostre Forze di Polizia, impegnate a fronteggiare l’emergenza sbarchi in Calabria e Sicilia. E’davvero una vergogna”. Lo dichiara, in una nota, il Questore della Camera e presidente della Direzione nazionale di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli: “Per colpa della politica dei porti aperti messa in atto da Pd e M5S, nonostante il Covid-19 sia ancora in circolazione, le nostre donne e i nostri uomini in divisa rischiano di essere contagiati da chi arriva illegalmente in Italia pagando gli scafisti. E, di conseguenza, temono a loro volta di trasmettere il virus a colleghi e familiari. E’ una situazione di una gravità inaudita. Per questo – aggiunge Cirielli – vorrei sapere dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgerse se il Governo sta tutelando l’incolumità delle nostre Forze dell’Ordine oppure è impegnato solo a salvaguardare quella degli extracomunitari e degli scafisti. Se fosse stato attuato il blocco navale che Fratelli d’Italia con la sua leader Giorgia Meloni chiede da anni, oggi potremmo garantire una maggiore sicurezza per tutti mettendo fine ad un business, quello dell’immigrazione clandestina, che non conosce crisi” conclude Cirielli.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Politiche attive e formazione

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Mettere le imprese, soprattutto quelle piccole e piccolissime, nella condizione di poter ripartire, dopo la sospensione delle attività produttive per il diffondersi del Covid-19, attraverso strumenti di politica passiva, come gli ammortizzatori sociali, ma anche di politica attiva del lavoro, che favoriscano nuova produttività aziendale e garantiscano i livelli occupazionali. Fondamentale in questo contesto è l’apporto dei Consulenti del Lavoro, che insieme alle parti sociali e datoriali, possono aiutare lo Stato a migliorare il mercato del lavoro, favorendone la crescita. É il messaggio emerso nel corso della videoconferenza organizzata dalla Fondazione Consulenti per il Lavoro lo scorso 26 maggio per discutere degli strumenti messi in campo dalla Commissione Europea per fronteggiare l’occupazione durante l’emergenza sanitaria ed economica.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Difendere l’agricoltura dalle speculazioni politiche

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

In un momento che richiede unità a tutto il Paese, Confeuro esprime il suo apprezzamento per lo sforzo della ministra Teresa Bellanova a difesa della nostra agricoltura e del made in Italy – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Condanniamo, invece, quanti prendono spunto dalle gravi difficoltà legate all’emergenza coronavirus per rilanciare battaglie di parte, che in questo momento possono solo destabilizzare il mercato e mettere le nostre produzioni ancora più a rischio.
La nostra Confederazione sindacale è chiamata a svolgere un ruolo di costruttiva vigilanza nei confronti dell’operato del Governo e dei suo ministri – prosegue Tiso. In questi mesi, abbiamo espresso apprezzamenti e critiche verso i provvedimenti dell’esecutivo per il rilancio di un’agricoltura che sta affrontando passaggi cruciali come la definizione della nuova Pac e la sfida del Green New Deal. Non è tuttavia ammissibile sfruttare questa delicata congiuntura per dividere le forze politiche e alimentare nuove polemiche.L’industria agroalimentare italiana ha ora bisogno di essere protetta con tutti gli strumenti a disposizione sui mercati europei e mondiali. La concorrenza sleale a cui assistiamo in questi giorni, con la richiesta di certificazioni per i prodotti provenienti dal nostro Paese, deve essere contrastata ribadendo che il made in Italy è sicuro e la sua qualità come sempre garantita. Per rispondere all’emergenza, positiva è la proposta del ministero delle Politiche agricole di garantire liquidità alle imprese anticipando i contributi comunitari. Servono misure concrete per rispondere alla tempesta in corso, non polemiche gratuite che hanno l’unico scopo di guadagnare consenso.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

USA 2020: Tracce storico-politiche e istituzionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Roma La Fondazione Italia USA organizza a Roma venerdì 28 febbraio 2020 alle ore 16:30, presso la Camera dei Deputati, Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, Via del Seminario 76, un dibattito di presentazione del libro di Mauro della Porta Raffo sul tema “USA 2020. Tracce storico-politiche e istituzionali”.L’incontro sarà moderato da Giampiero Gramaglia, consigliere per la comunicazione della Fondazione Italia USA, interverranno i giornalisti Giorgio Dell’Arti, Antonio Di Bella, Cesare Lanza, Enrico Mentana. Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, è uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente”, “I signori della Casa Bianca”, “Americana”, “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016”, “Le Cinquantuno Americhe”. (fonte: Mercurpress)

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le politiche della Apple a vantaggio di consumatori e l’economia in generale

Posted by fidest press agency su sabato, 25 gennaio 2020

E’ notorio che il presidente Usa Donald Trump sta usando tutti i mezzi possibili e immaginabili per impedire che alcune primarie aziende Usa che operano in Unione Europea debbano pagare le tasse al pari degli altri. E un po’ ci sta riuscendo.
Si tratta essenzialmente di quelle aziende note con l’acronimo GAFA (Google, Apple, Facebook e Amazon) che, nei Paesi europei in cui operano, sembra che arrivino a pagare imposte anche minori di aziende “locali” che hanno dimensione microscopiche rispetto a loro.
Questa è una fotografia della realtà. Nello specifico affrontiamo un caso particolare: i caricatori dei telefonini. L’Ue intende approvare una normativa per la standardizzazione di questi dispositivi. La Apple oggi ha fatto sapere: ”Riteniamo che una regolamentazione sulla standardizzazione dei connettori installati in tutti i tipi di smartphone soffocherebbe l’innovazione invece di incoraggiarla, e danneggerebbe i consumatori in Europa e l’economia in generale”. E’ evidente che quando l’azienda di Cupertino parla di danni ai consumatori europei, intende che questi ultimi, poverini, dovrebbero essere costretti a risparmiare un sacco di soldi non dovendo più spendere il doppio o il triplo per acquistare i caricatori della Apple, e quindi (secondo loro) essere privati della loro tecnologia che ne risentirebbe in qualità dovendo standardizzarsi. Nel contempo, è altrettanto evidente che quando la Apple parla di danni all’economia in generale, per “economia” intende quella che ha origine dalle sue aziende e ritorno sulle stesse aziende… il resto (sempre secondo loro) gira intorno al loro business. Si tratta di una concezione dell’economia che fa finta di ignorare il significato della parola stessa. Economia: che presume un impegno non debordante, non oneroso oltre le normali possibilità, per realizzare qualcosa. Una cosa è economica quando costa poco e non ritiene grandi sforzi per essere realizzata. Etc.Quella di Apple è una sorta di “economia dell’odio”, dove il consumatore, invece di trarre profitto dall’economia, è quasi costretto alla sottomissione al denaro del presunto genio, sottomissione indotta anche dalle istituzioni che (il caso Trump è esplicito) indicano come dovere di un americano avere all’estero agevolazioni fiscali che in patria non se lo sognerebbe neanche. Auspichiamo che queste valutazioni siano prese in considerazione da chi, in Unione Europea, sta operando per la standardizzazione dei caricatori al fine di ridurre costi e rifiuti.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Istat, Cavallaro (CISAL): “Basta con le politiche «lacrime e sangue»”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 novembre 2019

“I dati Istat relativi al calo della produzione industriale in Italia, non possono che accrescere la nostra preoccupazione verso il mondo del lavoro e delle famiglie, sempre più in affanno. Al tempo stesso, non possono che rafforzare la convinzione che bisogna porre, una volta per tutte, un argine alle politiche “lacrime e sangue” fatte di misure fortemente restrittive, finalizzate – sulla carta – a ridurre il debito pubblico ma che, di fatto, comprimono la domanda interna”.“Il calo degli investimenti pubblici e privati ed il contenimento di salari e pensioni sono tra le cause principali di difficoltà che, nel nostro Paese, perdurano da troppo tempo”.“Occorre pensare a nuove condizioni affinché le imprese italiane recuperino competitività, anche mediante incentivi che favoriscano innovazione e sistemi produttivi sempre più sostenibili, aumentando la spesa d’investimenti pubblici in ricerca e infrastrutture e facendo crescere il potere di acquisto delle famiglie”.Lo ha dichiarato Francesco Cavallaro, Segretario Generale della CISAL.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Spazio alla politica fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

A cura di Andrea Delitala, Head of Investment Advisory, Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Draghi ha ribadito anche le ragioni del nuovo Qe da 20 miliardi al mese annunciato a settembre e la convinzione che con “una politica fiscale gli obiettivi di politica monetaria saranno ruggini prima con minori effetti collaterali”.Le prospettive aperte da questo scenario sono inedite con implicazioni importanti per i mercati: le analizzeremo dopo aver inquadrato la situazione globale sul fronte macro.La comprensione del ciclo attuale appare complessa a causa della coesistenza nel mercato di elementi segnaletici della recessione, come l’inversione della curva dei rendimenti e altri più costruttivi, come l’andamento degli indici azionari.Tuttavia, nonostante il crollo della manifattura globale che proietta un’ombra scura sulle prospettive macro, Pictet AM conferma la sua posizione relativamente costruttiva rispetto ai timori di una recessione. Una posizione suffragata innanzitutto dal leading indicator proprietario costruito su circa 40 dati macroeconomici, dal quale è rilevabile uno spiraglio di ottimismo nell’andamento congiunturale.
Ma le ragioni che inducono a confermare una posizione più ottimista del mercato sono diverse:
la prima è che la componente salariale ha segnato negli Usa una crescita del 3%, ovvero dell’1,5% al netto dell’inflazione; anche in Europa i salari sono cresciuti in termini nominali e l’inflazione non sta erodendo la capacità di acquisto;
L’effetto collaterale principale di questa dinamica è la robustezza dei consumi, che rappresentano il 70% del PIL e che dipendono dal reddito disponibile e dalla capacità reale di spesa;
La produttività sta tenendo il passo con la crescita dei salari reali e pertanto l’incremento della capacità di spesa non si sta traducendo in detrimento dei profitti aziendali;
Escludiamo infine la possibilità che uno shock petrolifero possa demolire la solidità dei consumi, in maniera simile a quanto accadeva negli anni Settanta. Lo dimostrano le vicende recenti dell’Arabia Saudita dove l’attacco che ha colpito metà della capacità produttiva del greggio del Paese è stato riassorbito, dal punto di vista dei prezzi, nel giro di due settimane.
Cosa ci attende in futuro? Riteniamo che la Fed abbia concluso la propria manovra espansiva, contrariamente al mercato che sconta all’80% un nuovo taglio entro fine anno e altri due nel 2020. Inoltre, con le ultime decisioni della BCE, la politica monetaria testa la soglia inferiore oltre la quale gli effetti negativi rischiano di sopravanzare quelli positivi. Ricordiamo che la Banca Centrale Europea ha ridotto i tassi di deposito a -0,5% e inaugurato una nuova fase di acquisti tarata esattamente poco sotto i livelli ai quali sarebbe stato necessario ritoccare tutte le regole di ingaggio (cioè il capital key, la quota di acquisti per Paese) e la quota di acquisti di singole emissioni (33%). Una sorta di canto del cigno della politica monetaria, tanto che Mario Draghi in modo molto esplicito ha dichiarato la necessità di avviare misure di politica fiscale. D’altronde il metabolismo del tessuto produttivo si è abbassato sia in America sia in Europa: un contesto in cui si riduce lo spazio di manovra e gli strumenti monetari tradizionalmente utilizzati per stimolare le economie. Il meccanismo dello stimolo non funziona efficacemente con i tassi negativi, ragionando in termini attuariali, le famiglie tendono a risparmiare di più per avere la stessa cifra in futuro, e dunque l’effetto di reddito diventa prevalente sull’effetto di sostituzione. Se sembra evidente che lo spazio della politica monetaria sia destinato a diminuire, resta da capire se e dove esista uno spazio per avviare una politica fiscale, che ha il potenziale di far aumentare la crescita ma anche di far salire i tassi. La risposta si ottiene osservando il rapporto tra tassi di crescita dell’economia e tassi di interesse. Ogni volta che i primi sono superiori ai secondi esiste uno spazio di manovra per la politica fiscale, nella forma di misure di taglio fiscale o aumento della spesa pubblica; e questo spazio di manovra esiste anche in quei Paesi altamente indebitati in cui avere tassi di crescita superiori ai tassi di interesse innesca una dinamica virtuosa.Nei Paesi sviluppati c’è dunque spazio per la politica fiscale in Germania, Svizzera, Regno Unito, Svezia, Olanda; probabilmente anche in Francia, Giappone e Norvegia. Nei Paesi emergenti il quadro è ancora più incoraggiante perché non esiste un’area dove non sia possibile attivare una politica monetaria o una fiscale di stimolo (e c’è spazio per entrambe in Russia, Indonesia, Messico)”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le politiche dell’UE offrano maggiore sostegno alla pastorizia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Il Comitato europeo delle regioni, su iniziativa di Jacques Blanc (FR/PPE), sindaco di La Canourgue, ha adottato all’unanimità il parere sulla pastorizia nella sessione plenaria di ottobre. “Il mantenimento dell’attività pastorizia è essenziale per conservare l’agricoltura in tutti i territori allo scopo di preservare un tessuto rurale dinamico, ma anche per conseguire i nostri obiettivi ambientali e climatici”, sottolineano i leader delle amministrazioni locali. Il mantenimento dell’attività pastorizia consente inoltre di sviluppare il turismo nelle zone rurali e di combattere gli incendi e le valanghe. È pertanto indispensabile che non solo la politica agricola comune (PAC) ma anche le politiche ambientali e sociali tengano maggiormente conto delle attività legate alla pastorizia.”L’attuale PAC favorisce i pascoli seminati e il pascolo grasso rispetto alla gariga, alla macchia o alle aree boschive di montagna, il che mette a rischio l’allevamento in molte regioni. È urgente riorientare il sostegno della PAC verso l’allevamento estensivo e riconoscere le superfici adibite a pascolo con una componente lignea come superfici di produzione agricola ammissibili ai diritti all’aiuto nell’ambito del regime di pagamento di base”, ha sottolineato Jacques Blanc. Il CdR chiede che l’indicazione “latte, formaggio e carne di pascolo” sia riservata ai prodotti che garantiscano che l’alimentazione degli animali proviene per oltre l’80 % dai pascoli nei limiti consentiti dalla stagione di pascolo.
In molti paesi europei in cui le popolazioni di grandi carnivori sono in aumento, le attività legate alla pastorizia sono a forte rischio. Infatti, le perdite provocate dai grandi predatori sono molto significative e in crescita. Il CdR chiede alla Commissione di valutare la necessità di rivedere la direttiva Habitat in base alla prossima relazione sullo stato della natura nel 2020, tenendo conto dei risultati del piano d’azione per la natura, i cittadini e l’economia e dello stato di conservazione delle diverse specie e dei differenti habitat. Chiede inoltre che la strategia a favore della biodiversità si basi su un nuovo fondo specifico per la conservazione delle specie. “Tale fondo dovrebbe coprire il risarcimento dei danni causati dai grandi carnivori, il cui costo è in forte aumento, e assicurare la protezione del bestiame, impegnando potenzialmente una parte sempre più importante del FEASR, il cui bilancio si sta tuttavia riducendo significativamente”, ha precisato Jacques Blanc.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Politiche per creare nuovi posti di lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

Il discorso è rivolto soprattutto per i giovani e per favorire la nascita di nuove imprese e politiche a favore dell’ambiente per invertire la tendenza verso la catastrofe ambientale del pianeta, le scommesse su economia del riciclo e mobilità green, una PA finalmente sburocratizzata, rapida ed efficiente, processi di formazione centrate sui nuovi saperi e sui lavori di domani.Queste alcune delle priorità che io vedo per la crescita del nostro paese; facile farne una lista, più difficile metterle in atto.C’è però un elemento unificante che rende la loro attuazione non certo facile ma sicuramente possibile: l’innovazione tecnologica.
Siamo alle soglie di una rivoluzione, innescata dallo sviluppo combinato di nuove tecnologie nel settore ICT: 5G, Intelligenza Artificiale e blockchain stanno già producendo effetti in tutti i settori economici e nella vita dei cittadini. Ma sarà la loro combinazione a dare il via ad un nuovo salto tecnologico che favorirà nuove opportunità di sviluppo.La rete capillare 5G ha caratteristiche quali la bassa latenza, la larghezza di banda e la capacità di gestire milioni di apparati per km2, grazie alle quali saranno realizzati servizi ad oggi solo immaginabili; gli algoritmi basati sull’intelligenza artificiale consentiranno di gestire e sfruttare la grande quantità di dati prodotta dall’Internet delle cose (IoT); la sicurezza in termini di integrità e proprietà dei dati sarà garantita dalla blockchain. Queste tecnologie sono in grado di rivoluzionare ogni aspetto economico e sociale e favorire uno sviluppo sostenibile, a patto però che non siano vissute come politiche settoriali. (By Antonello Giacomelli PD, Vicepresidente commissione vigilanza Rai e componente IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni – fonte agenda digitale)

Posted in Politica/Politics, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Governo è cambiato, e allora cambino anche le politiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2019

Oggi presentiamo l’ennesima storia di disperazione che evidenzia le contraddizioni più evidenti del nostro Paese. A denunciare è Maria Rondine, commessa Coop:”Buongiorno Francesco sono Maria, ti volevo far sapere cosa mi è successo. Ieri mio zio 88enne si sente male, chiamiamo il 118, vengono lo visitano ma ci dicono che è meglio non portarlo al pronto soccorso perché sono pieni e aspetterebbe per delle ore su una barella. Ci consigliano di chiamare un centro analisi per fargli fare le analisi a domicilio. Io ieri dalle 17 chiamo tutti i centri analisi a pagamento per chiedere questo servizio. Ebbene o sono già chiusi o chi è aperto mi dice che la domenica non fanno questo servizio!!! Passo la notte in bianco vicino a mio zio perché per me è un padre e stamattina alle sei sono già in viaggio per andare a lavorare, perché la pizza e le rosette oggi non devono mancare.«Storie come quella di Maria sono all’ordine del giorno – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – e ci raccontano di una sanità allo sbando, di veri e propri calvari nei Pronto Soccorso dei nostri nosocomi e di una carenza di organico strutturale e pericolosa per le nostre vite. Mentre la possibilità di fare shopping sembra essere l’unico “servizio” che non ci deve mai mancare. Sulla pelle di chi quel servizio per nulla essenziale lo presidia senza sosta.»«Lunedì il nuovo Governo chiederà la fiducia in Parlamento – prosegue il rappresentante sindacale – e noi vogliamo sapere come intende affrontare questa questione, che è stata snobbata nonostante le promesse dal passato Governo giallo verde. Ci aspettiamo dai nuovi Ministri Speranza e Catalfo una vera e propria inversione di rotta, che ci garantisca i servizi davvero essenziali e di pubblica utilità e riconsegni ai lavoratori del commercio una porzione di vita per curare i propri affetti e vivere una vita dignitosa ».«Noi certo non smetteremo di lottare, qualsiasi sia il colore del Governo, perché un paese che non riparte dal welfare e dal lavoro ha già perso.» – conclude Iacovone.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sud: politiche Pd e M5S hanno aggravato divario

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

“Il rapporto Svimez fotografa una situazione disastrosa per il Mezzogiorno soprattutto per quanto riguarda le imprese e i giovani. In particolare quello che risalta è il progressivo aggravarsi del divario tra Nord e Sud a conferma che le politiche economiche del governo Renzi e quelle dei governatori Pd hanno prodotto il costante impoverimento delle regioni meridionali. Dinanzi a questa situazione difficile risalta ancora di più l’inadeguatezza del M5S e delle sue ricette economiche che puntano soltanto ad aumentare la spesa corrente ma non quella per investimenti. E chiaramente nemmeno l’Autonomia differenziata, che tanto sta a cuore alla Lega, può essere la soluzione che anzi rischia di aumentare il divario e di penalizzare proprio il Mezzogiorno. FdI continua a ribadire che al Sud non serve l’elemosina di Stato, come il reddito di cittadinanza, quanto piuttosto la possibilità di competere ad armi pari con il Nord”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Servono con urgenza nuove politiche e investimenti per aiutare i giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Secondo un nuovo rapporto pubblicato oggi dal Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), c’è urgente bisogno di politiche e investimenti efficaci perché i paesi più poveri del mondo possano offrire un futuro a centinaia di milioni di giovani emarginati, che vivono nelle aree rurali.
Il Rapporto sullo Sviluppo Rurale 2019 – Creare opportunità per i giovani delle aree rurali – rivela che circa 500 milioni di giovani, più o meno la metà della popolazione giovanile dei paesi in via di sviluppo, vivono nelle aree rurali. Questa cifra aumenta fino a 780 milioni, se si includono le aree semirurali e le periferie urbane. Questi giovani sono destinati alla povertà e alla diseguaglianza e sono svantaggiati da una serie di ostacoli, tra cui mancanza di istruzione e formazione, accesso limitato a terra e credito, scarsa disponibilità di risorse e collegamenti limitati ai social network.
Secondo il rapporto, la situazione è particolarmente preoccupante nell’Africa subsahariana, la cui popolazione rurale giovanile è destinata ad aumentare dai 105 milioni del 2015 a 174 milioni entro il 2050: un incremento del 70 per cento, in paesi che spesso non hanno i mezzi per affrontare le sfide che si profilano al loro orizzonte. “Se non si interviene, si rischia di creare una generazione perduta di giovani senza speranza e senza prospettive, il che comporterebbe un rischio maggiore di migrazioni forzate per ragioni economiche e di fragilità”, ha dichiarato il presidente dell’IFAD, Gilbert F. Houngbo. “Ma con le giuste politiche e investimenti adeguati, questi giovani possono stimolare la crescita economica nelle aree rurali e migliorare la vita delle loro comunità.”Il rapporto rivela che, dei giovani che vivono nelle aree rurali o semirurali e nelle periferie urbane, il 67 per cento risiede in aree con un forte potenziale agricolo ma, in molti casi, con possibilità limitate di accedere ai mercati.Il rapporto evidenzia come, garantendo loro maggiore accesso a corsi di formazione, mercati, servizi finanziari e tecnologie, i giovani delle aree rurali potrebbero diventare più produttivi, connessi e in grado di prendere in mano il proprio futuro.
Ma i responsabili delle politiche pubbliche devono agire in fretta per scongiurare crisi molto peggiori, avverte il rapporto, segnalando i molteplici impatti del cambiamento climatico sull’agricoltura e la necessità di cogliere le opportunità offerte da una rivoluzione digitale che va diffondendosi nei paesi in via di sviluppo, unita alle crescenti aspirazioni ed esigenze dei giovani stessi.In particolare, il rapporto sottolinea la necessità di inserire le politiche mirate ai giovani in una strategia di trasformazione rurale più ampia e di non promuoverle come iniziative isolate.“La combinazione di una politica di sviluppo rurale incisiva e su vasta scala con una chiara politica di inclusione dei giovani è il modo più efficace per aiutare milioni di giovani nel mondo”, ha dichiarato Paul Winters, vicepresidente associato dell’IFAD.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »