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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘politico’

Portare il futuro nel dibattito politico di oggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2019

C’è chi vorrebbe costruire un “muro” per bloccare le migrazioni clandestine. C’è chi specula sui commerci facendo leva sulla manodopera a buon mercato per ridurre il costo dei beni e accaparrarsi larghe fette di mercato. C’è chi continua imperterrito ad esportare armi di distruzione di massa soprattutto nelle regioni dove la mancanza di cibo e il degrado sociale avrebbero bisogno di ben altre importazioni. Nel loro insieme creano i presupposti per distruggere l’ecosistema e non vanno oltre il contingente. Con questa logica perversa si crea una terribile eredità per le generazioni future. Su cosa potranno contare i nostri figli e nipoti? Forse e solo su un cumulo di macerie. Non vi è dubbio che una grossa fetta di responsabilità ricade sulla classe politica allorché mostra la sua incapacità di programmare il futuro depurandolo dalle tante zavorre che l’appestano. Eppure quel futuro che noi vogliamo esorcizzare, ignorandolo, incalza e alla fine ci presenterà il conto e sappiamo bene che sarà molto salato, anzi amaro come il fiele. Alla fine non avremo nemmeno la possibilità di scendere a qualche compromesso. La verità più cruda è che stiamo entrando in quella che possiamo chiamare “rivoluzione tecnologica” dove le macchine intelligenti, i robot, i droni e quanto altro incominceranno a sostituire, a partire dai lavori più modesti, l’essere umano. E allora ci siamo chiesti che fine faranno i milioni di diseredati di tutto il mondo, senza un’adeguata istruzione, al cospetto di una società che tenderà sempre più a rottamarli o, nella migliore delle ipotesi, a schiavizzarli? E’ che abbiamo fondato la nostra cultura della conoscenza e del sapere sul diritto alla vita ma senza essere conseguenti all’altro diritto che è quello del vivere. Cosa abbiamo fatto dei milioni di bambini che ogni anno abbiamo garantito il diritto alla vita e poi li facciamo morire, sovente con le loro madri, di fame, di malattie e di degrado? Cosa facciamo ai milioni di poveri di tutto il mondo che pur classificandoli dei privilegiati, perché lavorano, continuano a vivere di stenti? (Riccardo Alfonso)

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Global compact: è tema politico e non etico

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

«Il 10 e 11 dicembre prossimi a Marrakech l’Assemblea Generale dell’Onu adotterà il Global Compact sulle migrazioni che sancisce un principio pericolosissimo: il diritto universale alla migrazione. Un impegno giuridicamente vincolante che rischia di compromettere definitivamente ogni politica di contrasto all’immigrazione incontrollata: non ci sarà più distinzione tra profughi e clandestini. Salvini ha dichiarato che su questo tema i parlamentari si potranno esprimere “secondo coscienza” e nessuno riuscirà a far litigare la maggioranza. Non siamo d’accordo. Dire “si” o “no” a un accordo che legittima per sempre l’immigrazione incontrollata non è questione di coscienza, ma un tema politico decisivo per qualsiasi governo. Che senso ha chiudere oggi i porti se da domani saremo giuridicamente indifesi di fronte all’invasione? Che senso ha festeggiare un timido decreto sicurezza se poi il governo di cui fai parte finisce a schierarsi con Macron, Merkel e le Ong di Soros? E noi di Fratelli d’Italia non siamo nemmeno d’accordo sul fatto che su questi temi non si debba litigare: se, dopo aver dettato la linea su tutte le misure economiche, il M5S dovesse riuscire a scardinare la politica dell’immigrazione di questo governo, si deve avere il coraggio non solo di litigare ma di porre fine a questa accozzaglia innaturale».
È quanto scrive in un intervento sul quotidiano “Il Tempo” il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
«Le Nazioni più attente alla difesa dei confini hanno annunciato l’intenzione di non sottoscrivere il Global Compact: dagli USA di Trump alle nazioni del gruppo Visegrad (Ungheria, Polonia, Rep. Ceca e Slovacchia), dalla Svizzera all’Australia. Per primi abbiamo sollecitato il governo a prendere una posizione netta contro il Global Compact ma il premier Conte e il Ministro degli Esteri Moavero hanno invece annunciato l’orientamento favorevole del governo. Soltanto dopo le nostre insistenze il Ministro Salvini ha schierato la Lega sul fronte dei contrari e ha annunciato che il governo italiano non parteciperà alla conferenza di Marrakech e per il momento non sottoscriverà il Global Compact. Di questo prendiamo atto positivamente e ci prendiamo il merito. Eppure non ci basta: Conte e Salvini dicono che su questo argomento si dovrà esprimere il Parlamento. Peccato che proprio ieri alla Camera, su un ordine del giorno di FdI, non solo i 5 Stelle ma persino i deputati della Lega abbiano votato insieme alla sinistra contro l’impegno a non firmare l’accordo. Una posizione incomprensibile che dimostra che la fregatura è dietro l’angolo: in un nuovo passaggio parlamentare i grillini potranno sommare i propri voti alle sinistre e sancire definitivamente l’orientamento favorevole a questo patto scellerato», continua Giorgia Meloni.

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La civiltà della violenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

Nel dibattito politico si sta ora insinuando un’altra variabile che avremmo preferito volentieri fare a meno: la violenza, le sevizie, le torture. Molti si sorprendono di doverle nuovamente riesumare in quelle popolazioni che più delle altre sembrano aver acquistato quel tanto di civiltà giuridica da aborrirle e, ove si verificassero, da perseguirle con il massimo rigore. La verità è che in queste circostanze vale il detto evangelico: chi non ha peccato lanci per primo la pietra. Un attento osservatore dei comportamenti umani ci disse tempo addietro che la civiltà del progresso è ben lungi dal portarci anche l’abolizione delle violenze private e pubbliche. Esse, semmai, si possono affinare, con le torture psicologiche, con l’annientamento della personalità e per finire al mobbing. Siamo tutti, in un modo o nell’altro, vittime e carnefici nei confronti dei nostri simili e se non riusciamo a superare questo marchio che ci viene impresso dalla nascita in poi ben difficilmente ci sarà possibile diventare esseri umani nel senso civile ed etico della parola. Ecco perché queste torture così ben documentate fotograficamente che ci pervengono dalle carceri irachene, le violenze e le distruzioni in Siria dopo circa sei anni di guerra civile, e le violazioni delle libertà civili in Turchia, in Venezuela e in molti altri paesi non ci sorprendono più di tanto. Né ci suona altrettanto sorprendente lo stupore di chi oggi cerca di ammantare il tutto con un’alta dose di perbenismo propagandistico. E’ l’ipocrisia del sistema, delle persone e della stessa informazione che conosciamo bene e che oggi recita la sua parte come quella di tutti gli altri, del resto. Quante volte Amnesty International ed altri movimenti affini hanno denunciato soprusi e violenze un po’ ovunque nel mondo dentro e fuori le carceri, dentro e fuori i regimi autoritari, e quante altre volte le abbiamo accolte con una certa indifferenza, per non dire fastidio? E’ questo, dunque il prezzo, che dobbiamo continuare a pagare nonostante teniamo a definirci civili, democratici e rispettosi delle opinioni altrui? E finché andiamo avanti con queste spirali di violenze che nessuno sembra voler spezzare seriamente, la nostra civiltà continua a procedere con passo malfermo verso il suo futuro. E se in quel futuro continuerà ad esservi il male, le tecnologie potranno solo renderlo peggiore e perverso. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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La legge elettorale è ancora al centro del dibattito politico e parlamentare

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

corte costituzionale“Aspettiamo le motivazioni della Corte Costituzionale e poi, a partire dalle motivazioni, inizierà il lavoro della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio. Un lavoro serio, attento, preciso e puntuale, per arrivare, come ci ha chiesto il presidente della Repubblica, ad una legge elettorale che sia omogenea tra Camera e Senato e che sia applicabile in funzione della governabilità del nostro Paese. Perché pensare di andare alle elezioni per non avere un governo, per non avere una maggioranza ed avere invece il caos, mi sembra masochismo”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Aspettare le motivazioni è cosa seria e giusta, nel frattempo ovviamente si può riflettere. Noi pensiamo che in un sistema tripolare sia necessaria la premialità di governo alla coalizione e non alla lista, per questa ragione riteniamo che l’apertura di Franceschini sia condivisibile e che sia un’apertura sulla quale si può lavorare per cercare il massimo del consenso politico parlamentare, come ha chiesto il presidente Mattarella. Per questa ragione stiamo riflettendo anche noi per una nostra proposta di legge su base proporzionale, con il premio alla coalizione e con l’omogeneizzazione tra Camera e Senato”.

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Matteo Renzi, un uomo politico che dice una cosa e fa, regolarmente e scientificamente, l’esatto contrario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

gianoIn questi oltre mille giorni abbiamo imparato a conoscere la sua non morale, la sua non etica, la sua insopportabile arroganza, il suo imbroglio permanente, il suo prendere in giro gli italiani e il Paese intero”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“La schiforma per antonomasia, quella della Costituzione, è stata spazzata via e rigettata con forza da un voto popolare con pochi precedenti nella storia repubblicana. Circa il settanta per cento del corpo elettorale si è recato alle urne per dirgli, con quasi il 60% dei voti, con decisione e determinazione No. E Renzi che fa? La solita ammuina, annuncia le dimissioni immediate, poi se le fa congelare dal Colle e infine, a quanto si apprende da ambienti parlamentari, starebbe tramando per avere un reincarico dal capo dello Stato e ripartire con un Renzi bis come se nulla fosse accaduto. Una roba incredibile, inaccettabile, un comportamento anti democratico e contro il volere del popolo sovrano. Vi proponiamo una breve raccolta di alcune dichiarazioni rilasciate dal premier dimissionario negli ultimi dodici mesi. 29 dicembre 2015 (Conferenza stampa di fine anno): ‘E’ del tutto evidente che se perdo il referendum costituzionale considero fallita la mia esperienza in politica’. 4 maggio 2016 (Rtl 102.5): ‘E’ evidente che se si perde il referendum io vado a casa, non posso essere come i vecchi politici di una volta che si mettono la colla alla poltrona’. 11 maggio 2016 (Radio Capital): ‘Se non passa il referendum la mia carriera politica finisce. Vado a fare altro’. 12 maggio 2016 (Porta a Porta): ‘Se perdo il referendum mi dimetto il giorno dopo e torno a fare il libero cittadino’. 22 maggio 2016 (Intervista al Messaggero): ‘Io non sono come gli altri. Io se perdo vado a casa perché non resto se gli italiani bocciano la riforma più importante del mio mandato’. 1 giugno 2016 (Virus): ‘Io voglio vincere il referendum. Se lo perdo troveranno un altro premier e un altro segretario’. 5 dicembre 2016 (Conferenza stampa dopo la vittoria del No al referendum) ‘Ho perso e a saltare è la mia poltrona. L’esperienza del governo è finita e nel pomeriggio salgo al Colle per dimettermi. Volevo tagliare le poltrone della politica e alla fine è saltata la mia’.Cosa farà adesso Renzi? Lo scopriremo nelle prossime ore, certamente nulla di quanto affermato fino all’altro ieri”.

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Il PD di Philadelphia e il Think-tank politico renziano

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 dicembre 2014

FiladelfiaMilano. 19 Dicembre, alle ore 18 italiane (alle ore 12 per la Costa Orientale degli Stati Uniti) presso la sede del Consiglio Regionale della Lombardia, in via Fabio Filzi 22, a Milano. Un collegamento Skype sarà effettuato per permettere la partecipazione di ospiti dagli Stati Uniti. Un convegno internazionale sull’Accordo Trans Atlantico di Partnership Commerciale ed Industriale -TTIP- e sulle elezioni del COMITES sarà organizzato dal PD di Philadelphia e dal Coordinamento Territoriale di Milano del Think-tank di elaborazione politica vicino al Premier italiano Matteo Renzi LITALIAINTESTA. Pasquale Nestico, Segretario del PD di Philadelphia, Anthony Colavita, Presidente del PD di Philadelphia, e Matteo Cazzulani, Coordinatore de LITALIAINTESTA di Milano, parteciperanno all’evento da Philadelphia. L’On. Patrizia Toia, europarlamentare PD, l’On. Paolo Cova, parlamentare del PD, e Carlo Borghetti, consigliere regionale del PD della Lombardia, parteciperanno all’evento da Milano. Daniele Marconcini, il Vicepresidente de LITALIAINTESTA, e Giuseppe Taverna, Vice Coordinatore de LITALIAINTESTA di Milano, modereranno l’evento.

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Santanchè e la “pitonessa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2013

Paolo Santanchè (chirurgo plastico, ex marito Daniela Santanchè) a La Zanzara su Radio 24: “Pitonessa? E’ un soprannome che deriva da una vecchia barzelletta che non si può raccontare perché siamo in fascia protetta. Era l’unica barzelletta che lei raccontava sempre quando stavamo insieme, anche perché se ne ricordava poche”. Questa la rivelazione di Paolo Santanchè, ex marito di Daniela Santanchè, chirurgo plastico, a La Zanzara su Radio 24. Ma qual è la barzelletta, chiedono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo?: “Quella del coniglio e della pitonessa, fatevela raccontare da lei, è carina. Poi Santanchè dice: “Ci siamo conosciuti quando lei venne da me per rifarsi il naso. Aveva 21 anni. Continuare a portare il mio nome è stata una concessione fatta in sede di divorzio perchè all’epoca nel mondo del jetset era conosciuta come mia moglie, e io sono un chirurgo abbastanza conosciuto. Lei sostenne che avrebbe avuto un danno se non gli avessi concesso il cognome, perchè nessuno la conosceva con il suo cognome. Ormai non ci penso più, non è un problema assillante, ma è una cosa stravagante e incoerente per una sostenitrice delle donne non portare il suo cognome. Io sono un amante della coerenza che è una virtù in via di estinzione e questa cosa qui non riesco a capirla. Ma io sono un uomo all’antica e ho una parola sola. Abbiamo fatto un accordo e non ritorno sui miei passi”. “Leggo che lei si vanta di avermi portato un sacco di clienti – dice Paolo Santanchè – ma per fortuna mi sono arrivati da soli. Certo, lei faceva pubbliche relazioni ma quando l’ho conosciuta ero già un chirurgo plastico molto noto perchè ero uno dei pochi che faceva la liposuzione”. “Con me Daniela si è rifatta solo il naso – dice ancora Paolo Santanchè- il resto non lo so. Difficile capire da una foto, bisogna vedere i particolari. Può darsi che abbia fatto qualche punturina, l’hanno fatto tutti. Ma non so, non la vedo da tanti anni. Quando io decido di tagliare, taglio”. Ma lei affiderebbe alla Santanchè l’amministrazione di un condominio?: “Io non darei da amministrare nulla a nessun politico, non conosco un politico a cui affiderei qualcosa, non ci sono persone affidabili. E’ una tragica verità. Non conosco nessun politico che sia una persona affidabile. Però Daniela mi sembra in grado di guidare Forza Italia. Alfano? Un personaggio insignificante. Con Berlusconi lei è stata incoerente, prima contro e poi pasdaran? Sì, a me piacciono altri politici, ma solo i cretini non cambiano idea”

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Scontro politico sui farmaci di fascia C

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

«Basta a provvedimenti sui farmaci di fascia C» a dichiararlo ieri nel corso dell’incontro con la politica organizzato a Roma da Federfarma il segretario del Pdl Angelino Alfano. Una frase che non è andata a giù al presidente della Federazione nazionale farmacia non convenzionata Giuseppe Scioscia. «Scorretto, disinformato e profondamente irrispettoso» ha detto riferendosi ad Alfano, aggiungendo come frasi a effetto e ad alto sapore elettorale non fanno che «generare confusion e: una cosa, infatti, è la pianta organica, altro è bloccare definitivamente il processo di liberalizzazione dei farmaci di fascia C. Forse Alfano dimentica» conclude Scioscia «che le parafarmacie sono oggi in Italia 4500, danno lavoro a 9mila persone e consentono ai cittadini un reale risparmio sui farmaci che pagano di tasca propria». La fascia C è stata al centro degli interventi di due altri esponenti politici, nel corso dell’evento romano, Antonio Ingroia di Rivoluzione Civile e Oscar Giannino di Fare per Fermare il Declino. Per il primo «non è giusto che un pensionato paghi un farmaco quanto lo paga un miliardario. Alcuni medicinali di fascia C sono già gratuiti per alcune categorie e noi riteniamo che vada estesa la gratuità anche a pensionati, disoccupati e chi ha un salario minimo come lavoratore». Giannino, invece, più genericamente parla di «un dibattito da fare ser iamente anche con le farmacie sui farmaci di fascia C e su come costruire un’offerta che non disconosca le loro caratteristiche di presidio sanitario territoriale». Lo stesso Giannino, peraltro, in una lettera inviata ai titolari di parafarmacia e pubblicata sul loro sito specifica di credere «che si debba arrivare alla logica conclusione, liberalizzando integralmente i farmaci di fascia C e consentendone la vendita in tutti gli esercizi che siano presidiati da un farmacista laureato. La concorrenza» continua Giannino «che ha funzionato coi farmaci da banco, funzionerà anche con le specialità soggette a prescrizione».

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Il controllo politico di internet in Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 Mag 2012

Arriva in libreria il saggio di Consuelo Cannas, Il controllo politico di internet in Cina, Edizioni Ex Libris, pp. 80, euro 9,90 (ISBN 978-88-96867-05-1) Internet ha subito svelato, fin dalla nascita, tutte le sue potenzialità. Molte le democrazie che sono cambiate grazie alla Rete e attualmente le dittature faticano a controllare i sempre più numerosi blog di cittadini che richiedono un cambiamento. In questo contesto si inserisce la Cina che, dal modesto inizio di 2.000 naviganti, ora ne conta più di 100 milioni. Costretta dall’arrivo della new economy ad aprirsi al mondo esterno, la Repubblica popolare non ha voluto però concedere ai cinesi la piena libertà e così il Governo ha ingaggiato una vera propria guerra cibernetica fatta di censure, controlli, restrizioni e arresti per mantenere lo status quo della nazione. Fino a quando la Cina riuscirà a bloccare il rilevante numero di blogger che chiedono libertà e democrazia? Sarà dunque proprio grazie alla Rete se ci si avvierà verso questo sbocco? Quesiti a cui questo libro cercherà di dare una risposta, compiendo un’analisi della situazione cinese e delle sue contraddizioni.Da sempre appassionata di cultura cinese, Consuelo Cannas si è laureata a “La Sapienza” di Roma discutendo la tesi dal titolo “Il controllo politico di Internet in Cina”. Ha vissuto per lavoro nel continente asiatico, operando tra Pechino e Singapore, e lì ha potuto constatare come, con il passare del tempo, la politica cinese si sia fatta sempre più impermeabile grazie all’isolazionismo applicato dal governo, che vuole a tutti i costi impedire le contaminazioni esterne, salvo rare eccezioni, per mantenere il proprio status quo. http://www.exlibris.in

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“Igino Giordani: da Montecitorio al Mondo”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2011

Chiara Lubich, smiling, surrounded by other sm...

Image via Wikipedia

Roma 14 giugno 2011 – ore 14.30-15.45 Sala della Lupa – Palazzo Montecitorio Convegno promosso dalla Presidenza della Camera l’evento vuole ricordare la figura di Igino Giordani (1884-1980), ricca personalità del Novecento, deputato alla Camera del Parlamento Italiano dal 1946 al 1953, scrittore, giornalista, ecumenista e patrologo, che ha lasciato tracce profonde ed ha aperto prospettive profetiche a livello culturale, politico, ecclesiale, sociale. I lavori saranno presieduti dal Presidente della Camera Gianfranco Fini.
Il prof. Alberto Lo Presti, Direttore del Centro Igino Giordani, presenterà la figura politica e l’azione parlamentare di Igino Giordani. La Presidente del Movimento dei focolari, Maria Voce, traccerà l’apporto di Giordani al Movimento, di cui è considerato confondatore, e il profondo rapporto che lo ha legato a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento (1920-2008). A riprova dell’influsso che il pensiero e l’azione di Giordani continuano ad avere, una serie di testimonianze chiuderanno il convegno. Tra le altre, quelle dell’on. Park Sang-don, deputato dell’Assemblea nazionale della Corea del Sud (contributo in video) e di alcuni giovani, italiani e di altri Paesi. Interverranno infine il sen. Giacomo Santini (PdL) e l’on. Letizia De Torre (PD) del Movimento politico per l’unità. Il Convegno sarà trasmesso in diretta sulla webtv della Camera dei Deputati http://webtv.camera.it/portal/portal/default/default

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Lezione sul cattolicesimo sociale e politico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 aprile 2011

Perugia 9 aprile 2011 (ore 10:30) Palazzo Gallenga convegno nell’Ateneo su Giorgio Spitella dove fu rettore per dodici anni. A ricordarne la figura e l’operato saranno Giovanni Paciullo, Vittoria Garibaldi, Emilio Colombo e Pierferdinando Casini. A Stefania Giannini, che dal 2004 ricopre lo stesso incarico che fu di Spitella sino al ’94, il compito di ricevere i convenuti. A dieci anni dalla scomparsa di Giorgio Spitella, per cinquant’anni testimone autorevole dell’impegno cattolico in politica, l’Università per Stranieri di Perugia organizza un incontro pubblico per commemorarne figura di politico, di rettore e di uomo. Il lungo impegno pubblico di Spitella, umbro di Foligno, inizia nel 1956 come segretario provinciale della Democrazia Cristiana di Perugia, ma è preceduto da un’appassionata esperienza di militanza nella Gioventù Italiana dell’Azione Cattolica umbra. Sono gli anni dei “baschi verdi”, ‘divisa’ dei giovani che avvertono profondamente e in prima persona il senso della chiamata ai doveri civili e religiosi e che percepiscono la necessità di testimoniarne la valenza anche in campo politico. Giorgio Spitella è tra questi, partecipando con impegno ed entusiasmo alle tante iniziative che la Gioventù Cattolica anima in quel decennio. Dal patrimonio ideale e spirituale di quella stagione Spitella eredita un’inesauribile energia politica, che gli sarà di supporto per tutta la successiva esperienza parlamentare, governativa e accademica.Nel 1976 è eletto senatore, riconfermato quattro volte fino al 1987, facendo parte delle Commissioni Istruzione Pubblica, Beni Culturali, Affari Esteri, dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea occidentale (UEO). E’ inoltre sottosegretario ai Beni Culturali e Ambientali durante il terzo, quarto e quinto governo Andreotti. Nel 1982 è eletto Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, che nei dodici anni della sua reggenza amplia e consolida in modo significativo il ruolo di istituzione protagonista della politica estera culturale italiana.

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Il ruolo politico e sociale della donna

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2011

Milano 11 marzo 2011 Sala Pirelli, Palazzo delle Stelline, Corso Magenta, 59. Tavola rotonda: ore 14.30 – 17.30 –  Parlamento europeo Proiezioni film e documentari: Ore 18.00 – 22.00 – Cinema Gnomo  Via Lanzone 30, MilanoLa giornata inizia alla sede del Parlamento europeo a Milano con una tavola rotonda tra eurodeputate, elette locali e regionali, giornaliste, artiste, personalità del mondo della cultura e cittadini per discutere del “Ruolo politico, sociale e culturale della donna nell’Unione europea del futuro”. Continua poi al cinema Gnomo con la presentazione, cui parteciperanno le registe, di 2 documentari ” 1514 Le nuvole non si fermano” di Carlotta Piccinini e “Avoir toute ma tête” di Alessia del Bianco e Nicola Gencarelli per la sezione “Diritti umani e Set di guerra” che toccano anche le tematiche dell’Anno europeo del Volontariato. Si conclude con la proiezione del film vincitore del PREMIO LUX 2010 del Parlamento europeo “Die fremde”. Questi gli eventi organizzati dall’Ufficio a Milano del Parlamento europeo nell’ambito di “Sguardi Altrove 2011” Dal racconto sulla vita di un popolo, il Sahrawi, in esilio da 35 anni alle storie di vita di giovani senegalesi, escluse dal sistema scolastico e da una promessa di futuro migliore per giungere alla storia di Umay, giovane tedesca di origine turca che fugge da un matrimonio combinato opprimente e si imbatte nel conflitto della famiglia tra amore per la figlia e rispetto delle tradizioni. Tante storie di sofferenza e oppressione ma anche ribellione e rivincita per farci riflettere sulla condizione ancora insostenibile della donna in troppe parti del mondo, per dare una voce e un volto alle migliaia di donne che ogni giorno contribuiscono, ciascuna come e dove può, al rispetto dei diritti umani e al dialogo quale strumento di pace. Solo una maggiore partecipazione e presenza a livello politico e decisionale, l’eliminazione di discriminazioni di genere e la realizzazione di programmi che rispondano ai bisogni e alle aspirazioni delle donne sapranno garantire processi di sviluppo sostenibile poiché nessun paese può ormai sottrarsi alle conseguenze di una crisi globale che CHIEDE la valorizzazione ottimale delle sua risorsa più preziosa, la donna. (Maria Grazia Cavenaghi-Smith,  Direttrice Ufficio a Milano del Parlamento europeo)

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Il caso Ruby e l’intreccio politico

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Dopo il polverone sollevato dal presunto intervento per interposta persona del Presidente del consiglio  presso la Questura di Milano per raccomandare il rilascio di una minorenne marocchina, accusata di furto, che si dice abbia frequentato l’abitazione di Arcore del premier, sono venute le dichiarazioni ufficiali. Per il ministro degli interni Maroni: “dal mio punto di vista i rapporti mi confermano che in Questura si sono comportati applicando tutte le regole, le norme e la prassi, quindi, nulla da eccepire”. A sua volta Gianfranco Fini aupisca “che la vicenda Ruby non sia accaduta così come è stata raccontata, perché altrimenti non sarebbe più una questione soltanto privata”. Per Altero Matteoli ministro delle Infrastrutture e trasporti persino il cauto commento di Fini diventa motivo di polemica: “Vedo che di argomenti ne ha pochi”, E di rimbalzo un’altra battuta proviene da Maurizio Lupi: “se fossi nel presidente Fini ripenserei a quanto gravi sono, per la democrazia del paese, le parole pronunciate stamattina sull’interdizione che Fli farà alle leggi a favore del premier”, Per Jole Santelli diventano una “noia questi novelli Savonarola sempre pronti ad emettere giudizi sulla morale altrui e generalmente altrettanto permissivi nei confronti propri e dei propri amici”. Renao Brunetta, invece, va sul pragmatico: “Bando all’ipocrisia. Berlusconi avrà tanti difetti, ma ha più pregi che difetti. Il Paese lo conosce e lo ha votato”.  L’opportunista Francesco Storace (La Destra), a sua volta, non si fa mancare l’occasione per lanciare l’ennesimo strale a Fini: “Spiace che Fini sia imbarazzato per Ruby. Noi siamo imbarazzati per lui. Ha svenduto roba non sua al cognato e ancora parla…”. E via di questo passo. E noi non possiamo dimenticare a questo punto che il sistema Italia vacilla e che si avverte da tempo un forte squilibrio tra i temi reali e quelli che danno solo spettacolo da baraccone. Possibile che gli italiani che hanno votato Berlusconi non se ne sono accorti? Seguito qui (A.R.)

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Parlamento: è solo un tribunale politico?

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

“Ancora una volta questo Parlamento ha dimostrato la sua doppia morale: severità con i nemici e benevolenza con gli amici. Noi dell’Italia dei Valori, abbiamo una sola morale: la giustizia è uguale per tutti” così Pierfelice Zazzera, deputato di IDV, commenta la concessione della sindacabilità votata oggi dal Parlamento, in merito alle sue affermazioni nei confronti del sottosegretario Mantovano. “Oggi, il Parlamento, ridotto ormai ad un Tribunale politico, ha difeso il presidente Berlusconi nonostante abbia gravemente offeso Antonio Di Pietro con parole false e infamanti, ed ha negato l’uso delle intercettazioni nel caso Cosentino. Noi dell’Italia dei Valori ci ribelliamo a questa logica di casta privilegiata, che abusa della garanzia dell’immunità solo per sfuggire alla giustizia ordinaria, e per tutelare i propri membri da reati gravi e infamanti per le istituzioni” spiega Zazzera. “Per questo, oggi, ho annunciato la volontà di sottrarmi a questa giustizia politica spogliandomi dell’immunità, per affrontare serenamente il processo come un comune cittadino. Noi dell’IDV abbiamo profonda fiducia nella magistratura, e non abbiamo certo bisogno di arrivare a modificare la Costituzione per evitare i processi ordinari” conclude Zazzera.

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Regione Sicilia e il trasformismo politico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

“Alla luce delle dichiarazioni rilasciate in Aula dal Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, non ci resta che prendere atto della distanza che ci separa dal governo che è appena nato”.  Lo dichiara il parlamentare nazionale del Pdl, Dore Misuraca . “Sono molto preoccupato” aggiunge Misuraca “perché il Lombardo quater si configura come governo ‘contro’ piuttosto che a favore degli interessi reali della Sicilia”.   “Questo esecutivo” aggiunge il parlamentare del Pdl “stimolerà una serie di forti risentimenti politici. L’accordo di Lombardo con il Pd rende esplicita, infatti, la vocazione al trasformismo politico. In queste ore ha preso forma una giunta a forte trazione Pd, quindi, un ribaltone politico che condurrà in modo surrettizio al governo della Regione alcune forze politiche fortemente penalizzate dal voto popolare del 2008. Si profila, di fatto, la nascita di un governo che elude le regole della democrazia”. “Sono queste” conclude Misuraca “le motivazioni politiche per le quali il mio gruppo non ha voluto partecipare alla maggioranza e non ha, quindi,  alcun rappresentante in questa giunta”.

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Chi deciderà o chi dovrebbe decidere?

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

Il caos politico nel quale è piombata la nazione, impone un  quesito: “Chi deciderà ?”  Viene offerta una soluzione che non è frutto di un dibattito nella sede naturale di ogni democrazia, e cioè il Parlamento, bensì di una scelta architettata, dopo una lunga serie di contraddizioni, sempre dal medesimo presidente del consiglio, convinto di essere l’amministratore delegato dell’azienda Italia; una scelta imposta come scontata, come se si trattasse di una tombola con esito previsto, quella tombola che ha già estratto l’ambo, il terno, la quaterna e la cinquina, tutto assegnato al medesimo giocatore che si è accaparrato le cartelle.  Ora si attende solo la tombola con la conferma di una leadership senza leader, che, però, pretende decidere per tutti, in nome e per conto di un  “bene per gli italiani” che è stato il viatico della più pesante presa per i fondelli esercitata da un governo in carica da 150 anni a questa parte. Così si attende l’esito scontato, senza neanche riflettere  e far riflettere su “chi dovrebbe decidere”; si tratta di contrastare  il metodo di “acquisizione di potere”, opponendogli  un auspicabile “spirito di servizio”, specie in un momento storico ed economico di emergenza. Il metodo di potere ha già steso i suoi tentacoli accaparrandosi posizioni determinanti al solo scopo di dilatare se stesso.  Per materializzare la speranza occorre fare chiarezza,  rendendosi  conto che la possibile alternativa soffre di una eccessiva parcellizzazione e non tenta nemmeno la ricerca di un comune denominatore in grado di generare una base solidale su cui edificare  la propria credibilità.   Eppure tale base esiste, ma non viene esplorata, privilegiando l’antitesi ideologica alla sintesi costruttiva; la base consiste in una medesima tradizione solidaristica, pur se ispirata da differenti (ma non contrastanti) ideologie: la tradizione cattolica e la tradizione socialista entrambe tenute insieme dalla reciproca vocazione democratica. Non può esserci spazio né per il fondamentalismo dei teocon alla Binetti o Magdi Allam, né per il radicalismo libertario alla Bonino, o le fantasmagoriche voluttà di Bossi, espresse a pernacchie e dito medio elevato nel suo cielo;  questi estremi sono destinati ad ostacolarsi a vicenda senza mai raggiungere un punto propositivo. Così il nome “selezionato tra i più affidabili”, di colui, cioè, che dovrebbe decidere, come viene auspicato, non può sortire che dalla tradizione solidaristica in grado di superare le divergenze dialettiche in nome del più urgente spirito di servizio, per non cadere, o ricadere, nell’attuale trappola del potere fine a se stesso. (Rosario Amico Roxas)

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Cossiga persona di grande spessore politico

Posted by fidest press agency su martedì, 17 agosto 2010

<<Per molti giovani è sempre stato un esempio da seguire, dalla rettitudine nei ruoli istituzionali rivestiti al modo di concepire la politica nel nostro Paese.  La morte del presidente emerito della Repubblica Cossiga rattrista  e l’unica speranza è che la sua lungimiranza possa essere portata avanti da altri>>. Lo afferma in una nota Carmelo Lentino,  segretario nazionale di Giovani Insieme e consigliere del Forum Nazionale dei Giovani con delega alla cultura, riforme e attività legislative, in merito alla scomparsa del Presidente emerito della Repubblica . << E’ stato il più giovane al Viminale a soli 48 anni e il più giovane Presidente della Repubblica a soli 57 anni. Un segnale importante che non può essere dimenticato. L’alto profilo di Cossiga – continuo Lentino –  deve rimanere un esempio per tutti noi>>

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Obama e la fine del suo capitale politico

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2010

Solo il ventidue percento dei californiani approva il lavoro di Arnold Schwarzenegger, il governatore del Golden State. Nel caso del presidente Barack Obama il quarantaquattro percento degli americani gli dà voti favorevoli.  Il contrasto dovrebbe far sorridere Obama ma solo qualche mese fa il suo tasso di approvazione era del sessantasette percento. Qualcosa non funziona dunque per il presidente degli Usa oltre che per il governatore della California.  Nel caso del secondo si tratta di un’anatra zoppicante dato che il suo mandato finirà a novembre. Per il residente della Casa Bianca si tratta di un’altra storia dato che è solo al secondo anno del suo mandato. Il calo di popolarità di Obama non riflette i suoi risultati legislativi. Nonostante la forte opposizione del Partito Repubblicano il presidente è riuscito a fare approvare importanti disegni di legge. A cominciare dallo stimolo all’economia di 862 miliardi di dollari. C’è poi stata la riforma sulla sanità e più recentemente la riforma finanziaria che dovrebbe evitare le crisi economiche regolando Wall Street e proteggendo i consumatori. Tutti questi successi legislativi sono dovuti al presidente Obama ma naturalmente anche al Partito Democratico che in grande misura ha votato favorevolmente. I voti repubblicani a questi sforzi legislativi si possono contare sulle dita di una mano. In linea generale il Partito Repubblicano si è dimostrato compatto nel suo tentativo di deragliare la politica legislativa di Obama.  Il calo di approvazione del presidente statunitense si deve quasi esclusivamente all’economia. Nonostante alcuni segnali di ripresa il numero di posti di lavoro non è ancora aumentato sufficientemente per ridurre la disoccupazione. Lo stimolo all’economia approvato l’anno scorso ha avuto degli effetti positivi. La maggior parte degli analisti credono che lo stimolo abbia salvato tre milioni di posti di lavoro. Ma è molto probabile che la misura dello stimolo sia stata insufficiente. Sono di questo avviso non pochi economisti tra i quali Paul Krugman, vincitore del Premio Nobel per l’economia l’anno scorso. Le elezioni di midterm che si terranno fra quattro mesi non sembrano dunque favorevoli ad Obama ed il Partito Democratico. Dato che non si tratta di un’elezione presidenziale il numero di partecipanti sarà più basso del solito. Solo questa ragione già favorisce il Partito Repubblicano dato che i membri del Gop si recano alle urne più regolarmente dei loro avversari. L’economia traballante aggiungerà ai problemi del partito di Obama. Ciononostante si tratta di elezioni locali ognuna delle quali ha le sue caratteristiche nonostante le ramificazioni nazionali. Se i repubblicani dovessero riottenere la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti e al Senato si tratterebbe ovviamente di grossi grattacapi per Obama dato che la sua agenda politica sarebbe ancor più bloccata. Obama deve dunque sperare che l’economia si riprenda al più presto perché gli elettori spesso votano la situazione delle loro tasche. Durante incertezze economiche gli elettori cambiano direzione perché hanno poca pazienza specialmente nel mondo attuale. Obama potrebbe naturalmente giocare la carta di Ronald Reagan per cercare di spiegare le difficoltà economiche come il risultato di una politica con radici nell’amministrazione precedente. Ecco esattamente cosa fece Reagan nel 1982 quando il gipper dovette fare fronte ad una crisi economica subito dopo la sua elezione. Nel caso attuale Obama avrebbe tutte le ragioni per additare alle radici dei problemi nel passato considerando ciò che ha ereditato da George Bush: due guerre e un’economia all’orlo del precipizio. Obama potrebbe insistere su questo punto: ci sono voluti parecchi anni per sprofondare in questa crisi economica e ce ne vorranno parecchi per uscirne. Cambiare rotta per ritornare al clima politico del passato caratterizzato da tasse più basse per i ricchi non farebbe che peggiorare la situazione. Alla fine però Obama dovrà conquistarsi più capitale politico da sé stesso indicando i suoi successi invece dei fallimenti del suo predecessore. (Domenico Maceri)

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“In bocca al lupo a Renata Polverini”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2009

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro della giunta di Radicali Italiani “Voglio fare un sincero in bocca al lupo a Renata Polverini candidata per il Pdl alla presidenza della Regione Lazio. Come segretaria dell’Ugl ha saputo portare avanti alcune politiche riformatrici che negli anni hanno ben connotato il suo mandato sindacale, inoltre la Polverini è stata sempre presente ai vari congressi radicali confermando un’attenzione, non da tutti, verso le nostre idee e la nostra storia. Renata Polverini è una candidata di sicuro spessore politico e culturale, peccato che lasci un vuoto, difficilmente colmabile, all’interno della sua organizzazione sindacale. Spero che con la sua storia e con le sue idee riesca a rendere più laico e più europeo il suo schieramento politico proprio partendo dal Lazio. In bocca al lupo Renata!”

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La strage di Kabul

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

In riferimento alla strage degli italiani a Kabul, Guido Barbera, presidente del Cipsi – coordinamento di 42 Ong e associazioni di solidarietà internazionale – ha dichiarato: “Innanzitutto esprimiamo la nostra vicinanza, solidarietà e cordoglio ai familiari dei soldati italiani vittime della strage, ai feriti e a tutti i civili coinvolti, compresi quelli colpiti la scorsa settimana da un bombardamento della Nato. Ma non possiamo tacere. Il problema è politico: qual è il ruolo e la politica internazionale dell’Italia, dell’Europa, degli Usa, della Nato, nello scenario afghano? E’ necessario fare un’analisi storica e politica di cosa è accaduto in Afghanistan, soprattutto negli ultimi otto anni di guerra, e del disastro che è stato provocato; attraverso un dibattito in Parlamento, decisioni del Governo, un conferenza che porti a un accordo della comunità internazionale. Non è solo con i militari che si potrà risolvere la situazione afghana. Non si risolvono i conflitti con la forza, ma con il dialogo. Noi associazioni del Cipsi e della società civile crediamo che sia necessario invertire la tendenza delle scelte di politica internazionale in Afghanistan. La risposta è incrementare in modo decisivo la cooperazione internazionale nel paese, per contribuire al processo di pace: che siano visibili interventi e relazioni solidali, scuole, salute, istruzione, alimentazione e difesa dei diritti di tutti. Sono l’antidoto alla guerra e al terrorismo. Condanniamo la violenza sui civili.  Rivolgendoci ai ministri e ai parlamentari che continuano a ripetere che i problemi dell’Afghanistan, dell’Africa, delle guerre e dell’immigrazione si risolvono con la cooperazione, diciamo di essere coerenti, di dar seguito alle promesse con impegni reali sia a livello di finanziamenti che di risorse e di strumenti. Per questi motivi aderiamo all’iniziativa della Tavola della Pace del 3 ottobre. Perché pace e informazione sono due beni fondamentali a rischio. Perché senza un’informazione di pace non c’è neanche una politica di pace.

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