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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘polizia’

Polizia: Serracchiani, grati per presenza continua e rassicurante

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

“Siamo grati alla Polizia di Stato per la presenza continua e rassicurante, ci stringiamo agli agenti colpiti dal coronavirus e alle loro famiglie, ci impegniamo per una sempre maggiore attenzione a un pilastro della sicurezza e delle libertà democratiche”. Lo afferma la vicepresidente del Pd Debora Serracchiani, in occasione del 168° anniversario dalla fondazione della Polizia di Stato.
“In prima linea in queste circostanze drammatiche – aggiunge Serracchiani – le donne e gli uomini della polizia continuano a difendere l’ordine e la legalità dalla criminalità comune e organizzata. La riforma del 1981 dimostra tutta la sua attualità nel momento in cui alla polizia è richiesto un alto contributo professionale”.

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Polizia penitenziaria e riforme

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

“Bonafede è molto bravo con le chiacchiere. Ma gli agenti della Polizia Penitenziaria sono stanchi delle prese in giro di M5S e Pd”. Lo dichiara il Questore della Camera Edmondo Cirielli (FdI) rispondendo alle dichiarazioni del ministro della giustizia: “Sostiene che gli agenti penitenziari non sono di serie B. Bene. Allora – aggiunge Cirielli – lo dimostri con concretezza e serietà: aumenti l’organico, migliori le condizioni economiche e sociali dei componenti del Corpo e vari una riforma complessiva che ridefinisca le funzioni e le competenze tra i dirigenti della Polizia Penitenziaria e i direttori delle carceri. E, contemporaneamente, dia la possibilità di fare carriera agli agenti di custodia in modo che possano diventare dirigenti trasferendo maggiori poteri al comandante di Polizia Penitenziaria”. Infine, il parlamentare di Fratelli d’Italia rilancia una sua storica proposta: “Bonafede sospenda la vigilanza dinamica, il cosiddetto regime delle celle aperte, introdotto dal Governo dei suoi alleati del Pd, che rappresenta la principale causa della scarsa sicurezza all’interno dei penitenziari italiani. La cancellazione della vigilanza dinamica sarebbe un primo passo verso una seria riforma dell’ordinamento penitenziaria che dovrà porre al centro la sicurezza degli agenti che, ogni giorno, subiscono minacce e violenze dai detenuti. Il ministro della giustizia passi dalle parole ai fatti” conclude Cirielli.

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Fratelli d’Italia si schiera a favore della polizia penitenziaria

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

“Pieno supporto alle iniziative di protesta del Sappe. Il ministro della giustizia Alfonso Bonafede rispettino gli agenti della Polizia Penitenziaria e ascolti le loro richieste”. Lo dichiara il Questore della Camera Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia) che si schiera al fianco di dirigenti e funzionari del primo Sindacato del Corpo, i quali sono pronti a scendere in piazza contro il nuovo provvedimento di riordino delle carriere che, tra i vari punti, prevede anche la rinomina dei dirigenti del Corpo non come vice questori e questori penitenziari, bensì con la definizione di “intendenti”. Il parlamentare di FdI condivide la posizione espressa dal Sappe, secondo cui il nuovo riordino delle carriere con le altre Forze di Polizia “deve assicurare uno sviluppo qualificato del personale verso i ruoli apicali” e che, dunque, si deve arrivare alla nomina di un “comandante della Polizia Penitenziaria che sia espressione del medesimo Corpo e della magistratura. Non mancano di certo – aggiunge Cirielli – le persone giuste per ricoprire tale incarico”. Infine la stoccata al Governo: “Con questi provvedimenti Pd e M5S continuano a mortificare i nostri uomini in divisa che ogni giorno, in strada e nelle carceri, rischiano la vita al servizio dello Stato. Bonafede si fermi. In caso contrario – conclude Cirielli – sarò in piazza al fianco degli agenti della Polizia Penitenziaria”.

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Riorganizzazione presidi polizia

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

«All’esito dell’incontro di questa mattina, con il sottosegretario agli Interni, on. Nicola Molteni, relativo alla riorganizzazione dei presidi di polizia, siamo davvero soddisfatti. Ancora una volta il Governo dimostra azioni concrete per quanto riguarda la sicurezza: non chi saranno tagli e chiusure, ma solo investimenti e potenziamenti».
È il commento di Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia, a margine della riunione in cui è stato presentato il nuovo piano di rimodulazione dei presidi della Polizia di Stato nelle città metropolitane.
«Sono state interessate città ad alto rischio – prosegue Paoloni – e si parla di 42 nuovi distretti di polizia, 9 nuovi commissariati e 5 centri polifunzionali. Si tratta di un piano che andrà certamente approfondito con tutte le nostre strutture provinciali coinvolte, ma che rispetto al precedente progetto di taglio degli uffici di polizia, sembra andare verso una implementazione degli uffici e dell’offerta di sicurezza per tutti i cittadini».

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Polizia in piazza a Roma a Montecitorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

Roma giovedì 25 luglio a partire dalle ore 10 per il rinnovo del contratto e sul tema del riordino delle carriere. A promuovere il presidio in piazza Montecitorio sono Fp Cgil Polizia Penitenziaria e Silp Cgil.”Siamo costretti di nuovo a scendere in piazza – affermano le due categorie della Cgil – e lo faremo il 25 luglio a Roma. Si parla di immigrazione, di porti chiusi, di legittima difesa e di pistole elettriche. Non si parla però di risorse vere per la sicurezza, di un contratto delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa che è scaduto da quasi 200 giorni, dei correttivi a un riordino interno delle carriere per il quale il governo non ha stanziato sufficienti risorse economiche, disattendendo le aspettative dei lavoratori della forze di Polizia. Senza contare che le nuove immissioni nella Polizia previsti dai recenti bandi non garantiranno il turnover”.
Per questo Silp Cgil e Fp Cgil chiederanno al governo “risposte concrete per chi veste una divisa e ogni giorno rischia la vita. Un presidio che avrà due slogan, #contrattosubito e #riordinosìmanoncosì, e che preannuncia un autunno di mobilitazioni”.

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Polizia: Risultati relativi alla sperimentazione del taser

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

«Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini commentando i risultati relativi alla sperimentazione del taser, ha citato i dati sulle aggressioni alle Forze dell’Ordine che il Sap ha raccolto nel mese di giugno, sostenendo che con questo strumento, tutti gli interventi sarebbero stati risolti senza alcun ferito».
Così Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), in merito alla visita di Matteo Salvini a Nettuno, in occasione dell’esercitazione col taser svoltasi presso il centro nazionale di specializzazione e perfezionamento al tiro VIII Reparto Mobile.
«Solo a giugno abbiamo contato 40 episodi di violenza che hanno visto oltre 70 colleghi feriti. Il dato importante ottenuto in fase di sperimentazione del taser – prosegue – è che nell’80% dei casi, alla sola vista dello strumento, il malvivente ha desistito dal commettere violenza. Una funzione di deterrenza notevole che pone in sicurezza l’operatore e lo stesso soggetto fermato. Se il taser fosse stato dato in dotazione, non avremmo contato tutti questi feriti e non avremmo parlato di accoltellamenti. Auspichiamo – conclude – che tutti gli operatori delle Forze dell’Ordine possano quanto prima disporre di questo fondamentale strumento non letale che permette di immobilizzare il malintenzionato da una distanza di 7 metri, senza ricorrere all’arma di ordinanza».

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Scontri di Genova: il sindacato Fsp Polizia precisa

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 maggio 2019

“Dare giudizi sui fatti senza avere assoluta contezza delle dinamiche verificatesi, e soprattutto prescindendo da un preciso contesto ad altissima tensione come quello di Genova è sempre sbagliato. C’è chi ha il compito di fare le opportune verifiche e lo farà, e se alla fine dovessero emergere responsabilità chi ha sbagliato sarà chiamato a risponderne come sempre. Ma un processo e una condanna di piazza ancor prima che siano stati verificati tutti i fatti lo troviamo assurdo se non pretestuoso. L’unica cosa assolutamente certa, sempre e comunque, è che queste assurde e continue manifestazioni di violenza contro le forze di polizia che si verificano ad ogni manifestazione di piazza non dovrebbero accadere. Siamo addirittura stufi di ripetere ogni volta che il dissenso, da chiunque provenga, non può legittimare la violenza e la commissione di reati. E a Genova ne sono stati commessi eccome. Bersagliare i poliziotti con pietre bottiglie bastoni e quant’altro e tentare le consuete assurde azioni di forza violando ogni prescrizione di sicurezza è una follia. Una follia cui le forze di polizia devono mettere un argine, perché sono lì per questo. Costringere un servizio d’ordine a una carica, intervenuta peraltro dopo lunghi attacchi contro i poliziotti, è responsabilità di chi attacca, questo è lapalissiano. Che in quei concitati momenti qualcuno possa ferirsi è ben possibile, lo sappiamo bene perché gli agenti restano continuamente feriti. Chi si fa male pur non avendo esercitato alcuna violenza, ma per essersi trovato in mezzo al caos più totale scatenato dai soliti teppisti, merita tutta la solidarietà possibile. Ma non si dica che la colpa è dei poliziotti, che certamente non hanno amato trovarsi lì. Abbiamo accudito una campagna elettorale accesissima con decine e decine di servizi d’ordine estenuanti portati a termine con assoluta professionalità, le contestazioni ai poliziotti non possono trovare spazio. Siano noi a dire basta a questo tiro al bersaglio contro gli agenti. Chiediamo un pubblico ministero in strada ad ogni manifestazione; che si aprano inchiesta giudiziarie serie ogni volta che un poliziotto viene ferito, perché anche noi siamo lì per lavorare; che giornalisti e altri professionisti che seguono i servizi di ordine pubblico siano accreditati e forniti di pettorine ben visibili; che ogni operatore dei servizi di sicurezza abbia addosso la telecamera e che siano presenti operatori della scientifica in ogni varco. Tutto questo, senza se e senza ma”.Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, dopo gli scontri avvenuti ieri a Genova.

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Polizia e intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 maggio 2019

Utilizzando un rivelatore installato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, gli scienziati della collaborazione XENON1T hanno osservato un processo estremamente raro, la cosiddetta doppia cattura elettronica dell’isotopo 124 dello Xenon. L’evento in questione è un decadimento in cui l’isotopo 124 dell’atomo di Xenon (54 protoni e 70 neutroni) decade nell’isotopo 124 dell’atomo di Tellurio (52 protoni e 72 neutroni) emettendo due neutrini ed energia. Poiché il processo comporta lo scambio di due bosoni W, i mediatori delle interazioni deboli, il tempo di vita medio è inversamente proporzionale al quadrato della costante di accoppiamento debole (una quantità estremamente piccola) e dunque risulta essere estremamente grande. I ricercatori sono stati in grado di osservare un numero consistente di eventi di questo tipo grazie alla grande quantità di Xenon contenuto nel rivelatore (1,5 tonnellate racchiuse in un cilindro di 1 metro di altezza e 1 metro di diametro) e alla sua elevata sensibilità. Il tempo di vita media che hanno misurato è pari a 1,8 x 1022 anni, circa mille miliardi di volte la vita dell’Universo. La misura restituisce informazioni sulla struttura nucleare e apre la strada alla ricerca di un altro processo raro, la doppia cattura elettronica senza neutrini, che permetterebbe di capire se i neutrini sono particelle di Majorana. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature che gli ha dedicato la copertina. Nell’immagine: assemblaggio della gabbia elettrostatica (fonte: scienza in rete a cura di Chiara Sabelli)

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Polizia: Taser, prolungata la sperimentazione

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

“Sono anni che attendiamo dotazioni che ci consentano maggiore efficienza e sicurezza, anni che sentiamo di sperimentazioni, lunghe, infinite, anni dopo cui, ancora, non tutti i Poliziotti hanno a disposizione neppure un banale spray antiaggressione, anni dopo cui, finalmente, si è passati a considerare la possibilità di darci finalmente i taser, è stata avviata la sperimentazione, e adesso che è finita che si fa? Si prolunga la sperimentazione! Sembra davvero una presa in giro. Di certo è un’inutile perdita di tempo quasi come se non si volesse dotare le Forze dell’ordine di ciò che gli serve per lavorare meglio, più efficacemente, più in sicurezza. In Cina stanno sperimentando un sistema di armi non letali basato su tecnologia radar e microonde per le operazioni antiterrorismo e di sicurezza, e noi ancora a sperimentare strumenti che sono già obsoleti. E’ ridicolo”.
Duro commento di Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, alla notizia che la sperimentazione del Taser per le forze di polizia sarà prorogata per altri tre mesi. Sarebbe questa la possibile scelta su cui si sta lavorando al Ministero in vista della scadenza dei primi 6 mesi di utilizzo della pistola elettrica nelle 13 città in cui è partita la sperimentazione (Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia, Brindisi e Genova).“I primi sei mesi di utilizzo dei taser in sperimentazione ha dato ottimi frutti – aggiunge Mazzetti –. Proprio dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza hanno confermato che lo strumento si è rivelato fino a oggi un ottimo deterrente, e difatti nella maggior parte dei casi è stato sufficiente solo mostrarlo per far desistere lo scalmanato o il delinquente di turno. Ma allora una volta di più non si comprende a cosa serva continuare a sperimentare qualcosa che funziona benissimo, e questo mentre, ovviamente, gli operatori della sicurezza continuano a subire aggressioni e danni di ogni genere affrontando spesso con grande difficoltà ed enormi rischi situazioni che si potrebbero risolvere in poco tempo e in sicurezza”.

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Nicola Tanzi è il presidente nazionale del Movimento sindacale autonomo di Polizia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Ne dà notizia in una nota il Mosap.Il dottor Tanzi, ex segretario generale del Sap e già commissario Rs presso il Ministero dell’Interno, ha vissuto una lunga carriera nella Polizia di Stato, ricevendo encomi e lodi per l’attività svolta a contrasto della criminalità, ed è stato il promotore della modifica della legge 121/81, che impediva ai poliziotti in pensione di svolgere attività sindacale.”Un pezzo di storia della Polizia si è unito al Mosap – spiega il segretario generale del sindacato, Fabio Conestà -. I benefici della sua attività sindacale sono sotto gli occhi di tutti: dal riordino delle carriere ai contratti dei poliziotti”. ”Il Mosap è l’unico sindacato indipendente che può tutelare e garantire i diritti dei poliziotti, come avveniva tempo fa nel Sap. Questo è l’unico motivo del mio ritorno nel sindacato!”, sottolinea Tanzi, commendatore al merito della Repubblica Italiana.

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IRVIN D. YALOM, Chiamerò la polizia

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

«Avevo quindici anni. Ero scappato da una colonna di prigionieri che i nazisti stavano portando dal ghetto alla stazione, per deportarli, ed ero riuscito a tornare a Budapest, dove vivevo fingendomi cristiano grazie a documenti d’identità falsi. Tutti i membri della mia famiglia erano stati già arrestati e deportati».
«Mi sta capitando qualcosa di serio… Il passato sta erompendo… Le mie due vite, la notte e il giorno, si stanno unendo. Ho bisogno di parlare». Con queste parole il vecchio compagno di studi di Irvin D. Yalom, Bob Berger, lancia all’amico una richiesta di aiuto.
Da troppi anni, infatti, Bob vive due vite: una diurna come cardiochirurgo affabile, scrupoloso e infaticabile, e una notturna, quando i brandelli di orribili ricordi si fanno largo nei suoi sogni. Yalom sa che è giunto il momento di accompagnare l’amico fin dentro il suo incubo. Nei loro cinquant’anni di amicizia, Bob Berger non ha mai rivelato ad anima viva il suo passato di rifugiato di guerra sopravvissuto all’Olocausto, arrivato fino a Boston da solo, come profugo, all’età di diciassette anni, dopo essere sfuggito ai nazisti fingendosi cristiano. Ora è giunto il momento di affrontare i propri demoni.
Insieme, Yalom e Berger interpretano i frammenti di una storia che, per essere esorcizzata e finalmente dimenticata, va affrontata in tutti i suoi più intimi risvolti psicologici.
Chiamerò la polizia è una potente esplorazione dei temi cari a Yalom – memoria, paura, amore e guarigione – e, al contempo, un libro forte, intenso, capace di trasmettere con vertiginosa drammaticità la tragedia della ShoahTraduzione dall’inglese di Serena Prina Euro 12,0080 pagine. Neri pozza editore.

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IRVIN D. YALOM: Chiamerò la polizia

Posted by fidest press agency su domenica, 30 dicembre 2018

«Sta succedendo qualcosa di terribile… il passato sta tornando… le mie due vite, notte e giorno, si sovrappongono. Devo parlarti». Con queste parole, sussurrate al telefono, il vecchio compagno di studi di Irvin D. Yalom, Bob Berger, lancia all’amico una richiesta di aiuto. Nei loro cinquant’anni di amicizia, Bob Berger non ha mai rivelato ad anima viva quello che gli è accaduto, in quella che sembra ormai un’altra vita. Ora, finalmente, si trova costretto a farlo. In Chiamerò la polizia, Berger racconta a Yalom l’angoscia di un passato lacerato dalla guerra: fingendo di essere un cristiano, Berger sopravvisse all’Olocausto. Ma dopo una vita segnata da espiazione e repressione, un pericoloso incontro ha risvegliato i dolorosi ricordi di quegli anni. Insieme, Berger e Yalom interpretano i frammenti di una storia che, per essere esorcizzata e finalmente dimenticata, va affrontata in tutti i suoi più intimi risvolti psicologici.
Chiamerò la polizia è una potente esplorazione dei temi cari a Yalom – memoria, paura, amore e guarigione – e uno sguardo lucido e compassionevole sulla vita dell’uomo stesso. Traduzione dall’inglese di Serena Prina Euro 12,00 80 pagine. Neri pozza editore.

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Il ministro Salvini a San Luca: “Servono uomini, mezzi e risorse per contrastare la ‘ndrangheta”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

San Luca. Ci sarà anche una delegazione del Fsp Polizia di Stato ad accogliere oggi a San Luca il ministro dell’interno Matteo Salvini, che presiederà il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica in una villa confiscata alla ‘ndrangheta. “Accogliamo con soddisfazione la visita di Salvini a San Luca nel giorno di Ferragosto – spiega il vice presidente nazionale Fsp Franco Maccari, in Calabria per una serie di manifestazioni cui prende parte il Sindacato di Polizia – e riteniamo che quello del ministro sia un messaggio dirompente contro la criminalità organizzata. Auspichiamo che non sia una semplice passerella, ma che in maniera concreta il ministro annunci il suo programma per la sicurezza in Calabria, dando priorità nella sua agenda alle esigenze di una regione difficile e che richiede un potenziamento dell’apparato sicurezza in ogni sua articolazione, con risorse, uomini e mezzi. A San Luca bisogna riportare lo Stato e la democrazia, per questo guardiamo con attenzione anche a chi si sta proponendo la sua candidatura a sindaco, come Klaus Davi. Si tratta di una candidatura di grande impatto mediatico, che serve a riaccendere i riflettori sulla necessità di ricostruire nelle realtà più difficili del territorio il senso delle istituzioni e della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Ricordo che per la stessa ragione lo scorso anno avevamo sostenuto la proposta del giudice De Grazia che aveva lanciato la candidatura a sindaco di San Luca del nostro segretario nazionale Giuseppe Brugnano”. “Ci aspettiamo che domani a San Luca il ministro Salvini dica qual è il suo programma per la Calabria”, aggiunge il segretario nazionale Giuseppe Brugnano. “Auspichiamo che San Luca – dice ancora Brugnano – da epicentro del potere della ‘ndrangheta, possa diventare il simbolo di una inversione di rotta nelle politiche per la sicurezza del territorio. In questi anni le Forze dell’Ordine e la Magistratura hanno ottenuto successi straordinari contro la criminalità organizzata, ma è una lotta che continua ad essere impari. Per contrastare l’organizzazione criminale più potente, ricca e pervasiva del mondo servono uomini, mezzi e risorse. Consegneremo al ministro Salvini un elenco di 10 presidi della Polizia di Stato in Calabria da potenziare con priorità assoluta. Innanzitutto, proprio perché partiamo da San Luca, bisogna rafforzare i commissariati della fascia ionica reggina (Locri, Bovalino e Siderno); la questura di Reggio Calabria; i commissariati della Piana che si affacciano sul porto di Gioia Tauro; e ancora l’entroterra Vibonese (come il commissariato di Serra San Bruno che ha il personale ridotto al lumicino); il commissariato di Catanzaro Lido, che a fronte di un organico di 40 unità previsto da un decreto ministeriale può contare sulla disponibilità di meno di 20 agenti; il commissariato di Lamezia Terme, un presidio di frontiera che deve essere supportato con ogni strumento per il suo ruolo nevralgico in una realtà a forte densità criminale; la questura di Crotone, in forte sofferenza per l’emergenza sbarchi e la presenza di un grande centro di accoglienza per gli immigrati; la Questura di Cosenza che primeggia per l’avanzata età media del personale; il Commissariato di Rossano; infine la richiesta che avanziamo da tempo per l’istituzione di un reparto mobile o almeno di una sede distaccata a Catanzaro, la città capoluogo in cui più frequentemente si concentrano le manifestazioni legate all’emergenza lavorativa e al disagio sociale. Chiediamo al ministro Salvini di valutare con attenzione le nostre proposte, nella speranza che possa dare risposta anche in breve tempo ad una Calabria che ha riposto grande fiducia in lui, tanto da eleggerlo al Parlamento”.

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Scontri tra Polizia e Antagonisti: accuse al Questore

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Livorno. «La sicurezza non ha ‘colori politici’. Quando i comportamenti sono illegittimi, sono illegittimi e basta a prescindere da qualsivoglia ideologia» è questo il commento del Deputato della Lega Gianni Tonelli, in merito alle critiche mosse al nuovo Questore di Livorno Lorenzo Suraci, relativamente agli scontri tra antagonisti e Polizia di Stato, avvenuti la scorsa notte. La Polizia è intervenuta per la rimozione di uno striscione, alla quale gli antagonisti (circa 100) hanno risposto con una sassaiola ferendo cinque poliziotti.
«Nessun errore da parte del Questore, la Polizia ha fatto il proprio dovere. Lo ha fatto durante i Governi Monti, Renzi, Gentiloni e continuerà a farlo durante questo Governo. La Polizia è intervenuta per rimuovere uno striscione affisso abusivamente, al di là del suo contenuto. Queste strumentalizzazioni – prosegue l’on. Tonelli – sono ridicole e provengono da quella sinistra oramai troppo lontana dagli interessi degli italiani e che cerca di riconquistare consensi in tutti i modi possibili, aizzando così le frange più estreme ad atteggiamenti violenti. Prendersela con il Questore – conclude – è un gesto ridicolo oltre che vile. Se c’è un gesto da condannare, è l’atto delinquenziale di chi ha pensato bene di lanciare sassi contro i poliziotti mandandone cinque in ospedale».

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Rapinatore ucciso a Brindisi, indagati i due poliziotti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

«Non è un Paese normale quello in cui due appartenenti alle Forze dell’Ordine devono essere indagati per potersi tutelare, solo per aver fatto il proprio dovere». E’ questo il duro commento di Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), in merito all’ipotesi di reato di omicidio colposo che pende sui due poliziotti che, due notti fa a Brindisi, sono intervenuti per un assalto ad uno sportello bancomat, durante il quale uno dei rapinatori è rimasto ucciso.
«Lo chiamano ‘atto dovuto’ utile a conferire gli incarichi per autopsia e perizia balistica. Se si è convinti della bontà dell’operato dei colleghi, non è accettabile che siano indagati. In questo caso – continua Paoloni – dovrebbe essere lo Stato a partecipare al procedimento penale per garantire i propri appartenenti, senza obbligare i poliziotti a sborsare di tasca propria migliaia di euro per spese legali e peritali. I colleghi non erano in giro a zonzo per la città. Erano in volante, a rischiare la propria incolumità, per la sicurezza dei cittadini. Senza garanzie funzionali adeguate, non esistono forze dell’ordine efficaci. Purtroppo – conclude Paoloni – il messaggio che passa è ben chiaro: se ti va bene ti paghi l’avvocato, se ti va male ci lasci le penne. Ancora una volta le telecamere sarebbero state utili per dirimere ogni controversia, in quanto l’accaduto sarebbe stato documentato».

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Nigeriano scippa donna e picchia polizia che gli spara. Agente indagato

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 luglio 2018

Ennesima aggressione nei confronti delle Forze dell’Ordine avvenuta qualche giorno fa a Foggia. Un cittadino nigeriano di 27 anni ha tentato di scippare la borsetta ad una donna in pieno centro. Intervenuta sul posto una volante della Questura di Foggia, alla vista degli agenti il 27enne si è scagliato contro di loro, sottraendo lo sfollagente con il quale ha colpito ripetutamente i poliziotti cercando anche di sottrargli la pistola. Lo spray urticante non è riuscito a calmare la furia del 27enne che è stato ferito ad una gamba da un colpo di pistola esploso da uno dei due agenti che, nonostante tutto, cercavano di proteggere lo straniero dalla ferocia della folla che voleva linciarlo in difesa degli operatori.
Per il 27enne è stato emesso un decreto di espulsione con revoca del permesso di soggiorno e il poliziotto che ha sparato si è visto notificare un’informazione di garanzia.
«Lo chiamano ‘atto dovuto’ e intanto inizi a pensare come pagarti l’avvocato – commenta Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) – i colleghi sono stati ripetutamente colpiti dallo straniero che ha anche cercato di sottrarre loro la pistola di ordinanza. Avrebbe potuto commettere una strage, poteva scapparci il morto. Con il taser tutto ciò non sarebbe avvenuto, il nigeriano sarebbe stato immobilizzato a debita distanza. Intanto – prosegue Paoloni – il collega adesso è indagato e se dovrà affrontare un processo, dovrà anticipare spese legali vedendosi bloccare per l’intera durata del procedimento, avanzamenti di carriera e riconoscimenti premiali, sperando di non essere trasferito chissà dove. Ci auguriamo sia fatta chiarezza quanto prima. Gli operatori su strada hanno bisogno di maggiori tutele sia dal punto di vista dell’operatività che da quello logistico. C’è bisogno del taser e di dotazioni idonee come giubbotti antiproiettile sotto camicia o guanti anti taglio. Questi ultimi come Sap, li abbiamo donati ai colleghi in più occasioni. I cittadini si fidano della Polizia – conclude – la sicurezza dei cittadini dipende anche da quella degli operatori».

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La polizia merita rispetto e considerazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

Rilanciamo la lettera aperta pervenutaci e indirizzata al dottor Gino Strada, medico fondatore della ONG Emergency. “Ho appreso dalla trasmissione “Mezz’ora in più” in onda su Rai Tre, che ha utilizzato in senso dispregiativo, il termine “sbirri”. Non è la prima volta che Lei utilizza con livore la parola ‘sbirro’ e di questo sono profondamente dispiaciuto. Vorrei ricordarle, innanzitutto, che con questa espressione offensiva, colpisce e svilisce la funzione istituzionale delle Forze dell’Ordine. Si, perché quando si utilizzano determinati appellativi, si colpiscono inevitabilmente quegli uomini e donne in divisa (che Lei dovrebbe conoscere bene), impegnati da anni in Sicilia a fornire aiuti umanitari durante gli sbarchi. Dottor Gino Strada, noi siamo orgogliosi di essere sbirri e la brava gente è orgogliosa di noi, perché svolgiamo il nostro lavoro con rischio, dedizione, umanità, ogni giorno per garantire una convivenza civile a tutti i cittadini nel rispetto della legge e dei valori democratici e soprattutto, senza guardare al colore politico del Governo in carica, né il colore della pelle di chi stiamo aiutando. Siamo orgogliosi di aver potuto contribuire con il nostro lavoro durante le operazioni di sbarco, rischiando spesso il contagio perché muniti esclusivamente di mascherine anti alito. Siamo orgogliosi di aver tenuto in braccio quei bambini appena scesi dai gommoni e con il terrore stampato in volto e aver dato loro un po’ di calore umano, un abbraccio paterno; una carezza ai loro genitori rassicurandoli che il peggio era passato e che erano in salvo. Questi sono gli ‘sbirri’, dottor Strada. E noi siamo fieri di esserlo. (Stefano Paoloni Segretario Generale Sindacato Autonomo di Polizia (Sap)

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Agente di polizia picchiato in treno da migrante

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2018

“Un Paese che diventa ostaggio di migranti violenti e dediti a delinquere rischia la deriva. Si moltiplicano gli episodi in cui questi ospiti sgraditi trasformano la loro permanenza in Italia in un’organizzata applicazione di soprusi e atti di delinquenza verso gli onesti cittadini del bel Paese. L’episodio di Lecco, dove un agente di polizia su un treno è stato selvaggiamente picchiato da in gruppo di nigeriani per aver difeso il capotreno che aveva avuto l’ardire di chiedere ad uno di essi il titolo di viaggio, è intollerabile”. Lo afferma, in una nota, Roberto Novelli, deputato di Forza Italia. “Il degrado, l’arrendevolezza e anche la sottomissione verso chi in Italia arriva per importare delinquenza e violenza – prosegue – è oramai un fatto conclamato. Non ci si illuda che derubricando episodi come questo a marginali e statisticamente non rilevanti si eviterà una sempre più diffusa insicurezza e paura nelle nostre città. Il Governo – prosegue – che verrà anche su questo tema dovrà dare risposte importanti e non di facciata. Abbiamo bisogno di ringiovanire e aumentare il numero delle nostre forze dell’ordine, dandogli una maggior dignità rispetto al lavoro che svolgono, che sembra si stia perdendo”. “A riguardo – annuncia Novelli – presenterò un’interrogazione al ministro dell’interno per conoscere con esattezza i più recenti numeri sugli atti di violenza od azioni criminose messe in atto da richiedenti asilo ed immigrati con un raffronto percentuale tra presenza numerica e reati commessi ed inoltre una mappa completa sulle carenze di organico delle forze dell’ordine su base provinciale. Non abbiamo bisogno – conclude – di un Paese militarizzato bensì di un Paese dove la legalità venga fatta rispettare, le punizioni per chi delinque siano certe e severe e di forze dell’ordine in numero sufficiente, con strumentazioni adeguate e moderne e con una riconosciuta autorità ed autorevolezza nello svolgimento del delicato e fondamentale compito a cui sono preposte”. (Ufficio Stampa Gruppo Forza Italia)

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“A Napoli si combatte una guerra quotidiana che fa decine di vittime”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

“Non c’è giorno in cui non si spari nelle strade, non c’è giorno in cui i poliziotti non mettano a rischio la propria vita. Quanto estrapolato da poche brevi immagini deve essere accertato nei modi previsti, e non accettiamo processi sommari nei confronti di chi giornalmente mette la propria stessa vita al servizio dei cittadini per difenderli da un’aggressione criminale sempre più cruenta. Non accettiamo processi sommari, e neppure le immancabili reprimende dettate più dalla volontà di schierarsi dalla parte della ‘critica a prescindere’ che dalla conoscenza dei fatti e della realtà in cui essi avvengono. Non si può prescindere dall’accertare cosa sia realmente accaduto, in maniera compiuta, per avere una ricostruzione completa che consenta una valutazione dei fatti; non si può prescindere dalla reale e profonda conoscenza del contesto sociale in cui si svolge l’attività di donne e uomini che quando vanno in strada sanno perfettamente di potersi trovare di fronte a qualsiasi cosa, a pericoli che per i più sarebbero inimmaginabili, a situazioni che solo all’apparenza sembrano banali e persino innocue ma che, la storia ce lo insegna, arrivano ad avere conseguenze tragiche e gravissime. E’ bene ricordare che a poche ore di distanza dal momento in cui volava un inopportuno schiaffo contro un soggetto che era appena scappato all’alt fregandosene di avere di fronte dei Poliziotti, in una delle vie centrali della città, invasa da centinaia di persone inermi, sono stati esplosi ben sette colpi di arma da fuoco forse addirittura per una banale questione di viabilità. Questa è Napoli, ed è perfettamente inutile fingere che si tratti di una città in cui le comuni regole civili e legali, le più condivise convenzioni sociali, il più ovvio buonsenso appartengano ai più. E’ una delle città più importanti d’Italia, e aggiungiamo anche una delle più belle e con maggiori potenzialità, ma è ancora letteralmente schiacciata da una vera e propria barbarie che dilaga nei comportamenti criminali e antisociali che mettono a dura prova tutti, primariamente gli Appartenenti alle Forze dell’ordine che combattono giornalmente, e sono pochi, sguarniti, senza mezzi adeguati, con un’età troppo elevata, senza tutele, senza supporti, ma a cui si chiedono quotidianamente veri miracoli”.
Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito delle polemiche seguite al breve video messo in rete che mostra pochi concitati momenti in cui una pattuglia del Nibbio inveisce con un giovane appena fermato ma precedentemente scappato all’alt.

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Cortei: il Coisp duro su Amnesty

Posted by fidest press agency su domenica, 25 febbraio 2018

“La giornata di ieri è stata l’ennesima prova della granitica professionalità degli appartenenti alle Forze dell’ordine che, con indefesso senso del dovere, hanno consentito che libertà e democrazia non subissero alcun genere di compressione nonostante i chiari segnali di minaccia lanciati in queste settimane dai professionisti del disordine che covano un chiaro progetto teso a turbare ordine e sicurezza pubblici. Sul piano operativo è stata dunque una giornata impeccabile, turbata solo dall’atteggiamento urticante e ipocrita di chi ancora prende irresponsabilmente e sfacciatamente le parti di gentaglia senza scrupoli, senza alcun senso civico, che non prova alcuna remora a violare la legge mettendo a rischio la nostra incolumità e la sicurezza di tutti. Ecco perché invitiamo gli osservatori di Amnesty, se proprio vogliono riprendere qualche violazione dei diritti umani, a immortalare i criminali che lanciano bombe carta piene di schegge ai Poliziotti”. Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, all’indomani di una straordinaria giornata di lavoro che ieri ha visto svolgersi senza significativi incidenti ben 119 manifestazioni in 30 province, che hanno impegnato circa 5.000 unità delle Forze dell’ordine. Cortei e sfilate si sono svolti da Milano a Palermo, passando per l’assai impegnativo pomeriggio romano con la Capitale letteralmente ostaggio di diverse manifestazioni che hanno comportato misure di sicurezza delle grandi occasioni. In questo contesto, in cui la tensione era alle stelle per via delle diverse gravissime aggressioni subite dalle Forze di Polizia nei giorni precedenti, i media hanno diffuso la notizia che Amnesty International ha deciso di inviare suoi osservatori al corteo Anpi per registrare quelle da loro ritenute violazioni dei diritti umani negli interventi delle Forze dell’ordine in caso di incidenti o scontri con manifestanti o infiltrati.
Per Pianese: “c’è chi non esita a soffiare sul fuoco dell’odio verso le Forze dell’ordine. E’ sconcertante, specie se paragonato al senso del dovere che ancora ci porta diligentemente in strada a svolgere il servizio al paese nonostante le certe conseguenze che dobbiamo subire ingiustamente”.

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