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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘poliziotti’

Manovra: Taglio delle pensioni ai poliziotti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“E’ ridicolo chi va sul palco con la felpa della Polizia, poi scende e umilia le forze dell’ordine, la loro storia tagliando le pensioni dei poliziotti nella Manovra di bilancio”. Lo scrive in un comunicato il senatore del Pd, Bruno Astorre.
“Come denuncia il Silp Cgil, con il maxiemendamento alla legge di bilancio si bloccano gli adeguamenti dei pensionati dal 2019 e quindi le pensioni di tutti gli operatori delle forze di polizia. Una scelta vergognosa che è un vero e proprio schiaffo a chi ha dedicato una vita allo Stato e ha rischiato spesso la vita, e adesso si trova di fatto con una nuova tassa imposta da Di Maio e Salvini, che la mattina indossa la felpa e il pomeriggio mette le ganasce alla vita di migliaia di uomini ai quali – conclude Astorre – va sempre il ringraziamento per quanto hanno fatto al servizio delle nostre comunità”.

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Ferisce due poliziotti, condannato a 15 mesi ma è latitante

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 ottobre 2018

Un senegalese di 20 anni, salì a bordo del treno che percorre la tratta Cremona – Treviglio, sprovvisto di titolo di viaggio. Raggiunto dal capotreno, il giovane si rifiutò di mostrare i documenti rendendo necessario l’intervento di una pattuglia della Polfer di Milano. Il senegalese reagì aggredendo gli agenti che riportarono ferite giudicate guaribili in 10 e 15 giorni. Arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale è stato sottoposto ad obbligo di firma per poi far perdere le proprie tracce dopo qualche tempo. Ieri la condanna in rito abbreviato, a 15 mesi di reclusione, ma il soggetto è irreperibile.
«E’ stato condannato ma non è reperibile. Il lavoro dei miei colleghi è stato vanificato». Così Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), commenta la vicenda.
«Sfruttando quelli che sono i “regimi agevolati” delle misure cautelari, questa persona si è resa latitante ancora prima di espiare la pena. Occorre certezza ed effettività della pena. Per questo motivo – prosegue Paoloni – nella proposta di garanzie funzionali avanzata dal Sap, chiediamo un inasprimento delle pene per i reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, sia perché chi aggredisce un poliziotto in quel momento sta aggredendo lo Stato; sia perché la consapevolezza di pene severe svolge anche una funzione dissuasiva dal commettere determinati reati, poiché si andrebbe incontro ad una immediata applicazione». (n.r. Da tempo, purtroppo, riceviamo notizie di violenze nei confronti di poliziotti e non solo. Questo clima è favorito, per lo più, dalla lentezza dei processi che per un iter discutibile di garantismo si prolungano oltre misura. Da un nostro studio avevamo suggerito di giudicare per direttissima, coloro che sono colti in flagranza di reato, in modo tale che la sentenza fosse emanata nel giro di pochi giorni dal fatto e resa esecutiva).

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Addestramento dei poliziotti all’utilizzo del taser

Posted by fidest press agency su domenica, 26 agosto 2018

“Esprimere soddisfazione alla notizia dell’avvio dell’addestramento dei poliziotti all’utilizzo del taser non è abbastanza. Bisogna certamente aggiungere che era ora. Troppi morti e feriti abbiamo dovuto contare per poter cominciare a intravedere la possibilità di avere una dotazione che stia a metà strada fra l’uso della viva forza fisica e la pistola di ordinanza. Ma bisogna anche aggiungere che le notizie odierne non ci bastano, perché i tempi e le modalità di utilizzo di questo importante strumento deterrente potrebbero anche penalizzarci ancora, e quindi restiamo nuovamente ‘alla finestra’ per seguire ogni passo avanti nel senso di una seria e convinta predisposizione di modalità operative che ci agevolino veramente, e non che ci creino ulteriori problemi, rischi e grattacapi, di cui i poliziotti italiani non hanno certamente bisogno”. Così Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia, Federazione Sindacale di Polizia, a proposito dell’avvio della sperimentazione del taser, la pistola ad impulsi elettrici per gli agenti di polizia. Da lunedì, infatti, partiranno i corsi di formazione per 35 agenti di alcune questure italiane.“Accanto alla notizia dell’avvio della necessaria formazione per l’uso del taser – aggiunge Mazzetti – quel che ci preme certamente di più è conoscere quali saranno, dettagliatamente, le tecniche e i protocolli per il suo utilizzo. Anzitutto attendiamo di sapere se, come paventato in passato, l’uso della pistola a impulsi elettrici sarà sottoposto a tutta una serie di condizioni talmente complesse da renderlo, come al solito, un mezzo che è meglio non toccare. E soprattutto aspettiamo la conferma che tecniche e protocolli saranno uniformi per tutti i Corpi di polizia, perché non si crei un caos anche e soprattutto in sede giudiziaria. Non vorremmo mai, insomma, che questo diventi uno strumento che finisca per ritorcersi contro i poliziotti piuttosto che agevolarne il lavoro, e non sarebbe certamente la prima volta. Auspichiamo dunque coerenza e che si abbandoni ogni ipocrisia nella predisposizione di nuovi strumenti operativi davvero utili, – conclude il leader dell’Fsp -, ribadendo la nostra massima soddisfazione per un progresso che certamente è stato fatto nell’adozione di uno strumento che chiediamo da tempo immemore”.

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Incredibile indagine per sequestro di persona a carico di polizia che trattiene clandestini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

“E’ inaccettabile che le leggi italiane possano consentire ad un pubblico ministero, nel caso quello della Procura di Trieste, di tenere sotto indagine 7 poliziotti per 6 anni con l’incredibile accusa di sequestro di persona, solamente perché gli agenti hanno applicato la legge trattenendo clandestini su cui pendeva un decreto di espulsione”: è quanto dichiara il Questore della Camera dei Deputati, Edmondo Cirielli, responsabile Giustizia di Fratelli di Italia, annunciando un’interrogazione al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede“Credo che il ministro abbia il dovere di verificare se quel pubblico ministero nell’esercizio delle sue funzioni abbia agito realmente nell’ambito delle sue competenze, atteso l’indubbia e grave danno per gli appartenenti alla polizia erroneamente coinvolti” conclude Cirielli.

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Il Ministro dell’Interno vuole le telecamere sulle divise dei poliziotti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato il suo parere contrario al numero identificativo sul casco dei poliziotti, poiché “già bersaglio dei delinquenti anche senza numero in testa”. Ha invece, espresso parere favorevole per la dotazione di bodycam, ovvero telecamere sulle divise, quali strumento di trasparenza per documentare le attività di Polizia, così come previsto al punto 23 del contratto di governo.
«Da un contratto di governo che nella parte dedicata alla sicurezza, riprende esattamente quelle che da anni sono le battaglie del Sap, non potevamo aspettarci di meglio – commenta subito Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) – E’ da circa tre anni che si stanno sperimentando in quattro città. Ci auguriamo che con l’impulso del Ministro si passi immediatamente alla fase esecutiva. Le telecamere sono uno strumento di garanzia per tutti, sono un vero e proprio mezzo di verità, mentre il codice identificativo ormai superato e inefficace – spiega Paoloni – porta al mattatoio le forze dell’ordine esponendole a facili strumentalizzazioni e anche a situazioni di pericolo, laddove dovesse finire nelle mani di chi, come è capitato con il sito ‘caccia allo sbirro’ nel deep web, colleziona informazioni sui poliziotti per mettere in atto rappresaglie. Non possiamo che esprimere soddisfazione. Non abbiamo nulla da temere e queste telecamere le abbiamo fortemente volute – e conclude – chi non le vuole e insiste sugli identificativi, è perché ha altri interessi. Non bisogna schedare i poliziotti. Qui, va schedato chi delinque e che la maggior parte delle volte trova escamotage per restare impunito».

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Cordoglio per la morte di due poliziotti delle volanti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

polizia“L’intera Polizia di Stato è piombata in un profondo dolore per la scomparsa dei colleghi Pietro Pezzi e Nicoletta Missiroli, coinvolti in un incidente stradale durante un’operazione di servizio sulle Volanti sul litorale di Ravenna”. E’ quanto afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “E’ una tragedia che colpisce tutti noi – aggiunge Pianese – e che deve servire a far riflettere su quanto sia rischioso e duro il lavoro di chi, tra mille difficoltà, veste una divisa per garantire la sicurezza dei cittadini e fare rispettare le leggi. Donne e uomini che mettono in campo la loro professionalità, il loro spirito di sacrificio, la volontà di mettersi al servizio degli altri. Come la collega Missiroli, una vita spesa per la Polizia, che per l’ennesima volta ha dato la sua disponibilità al turno di notte per consentire alla pattuglia di uscire in servizio. Non è il momento di polemiche, ma sarebbe bello che, prima di attaccare le forze dell’ordine in ogni occasione, si pensasse al sacrificio silenzioso e quotidiano di chi ogni giorno scende in strada senza sapere se tornerà dalla propria famiglia. Ai familiari dei due Poliziotti, e ai colleghi che hanno condiviso il lavoro con questi eccezionali servitori dello Stato, esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza”.

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Torino, poliziotti feriti nel cuore della movida

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

polizia“Ancora poliziotti feriti nello svolgimento del proprio dovere e per un normale servizio di controllo, stavolta nella zona della movida cittadina a Torino. Ogni benedetto servizio che andiamo a svolgere in tutto il Paese ci mette di fronte a vere e proprie azioni di guerriglia che ormai sono assolutamente sistematiche. E’ sempre più brutalmente evidente che affrontiamo continuamente dei veri buchi neri di legalità, che creano incidenti e pericoli al limite dell’incredibile. Abbiamo letto che alcuni osano lamentarsi del fatto che i Poliziotti del Reparto mobile si recano nelle piazze e nelle strade per garantire ordine e sicurezza. Ma perché invece non chiedersi come mai ciò sia necessario? Invece che indignarsi del fatto che ci rechiamo a svolgere questi servizi pronti a tutto, ben consci dei pericoli che oggigiorno si annidano anche in situazioni apparentemente normali, bisognerebbe riflettere. Indignarsi dovrebbe essere lecito solo in riferimento al fatto che la normale vita notturna cittadina nel periodo estivo sia evidentemente messa a rischio da potenziali comportamenti criminali che, infatti, si sono prontamente concretizzati ieri sera. A farne le spese, al solito, donne e uomini in divisa che svolgono solo e unicamente il proprio lavoro, e lo fanno per la difesa ed il bene dei cittadini i quali non devono certamente lamentarsi se li vedono in giro, ma piuttosto dovrebbero farlo non vedendoli, considerato che tanti soggetti così facili alla delinquenza si aggirano nelle nostre città. Opporsi a un normale controllo non ha alcun senso, a meno che non si abbia qualcosa da nascondere o non si soffra di insostenibile avversione per le Forze dell’Ordine. Quanto a noi, è sempre più evidente che abbiamo bisogno di ulteriori e maggiori tutele, in tutti i sensi e in tutti i settori, per affrontare la violenza dilagante che ci vede bersagli continui di delinquenti cui lo Stato deve rispondere con severità”. Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo quanto avvenuto a Torino, in piazza Santa Giulia, nel cuore della movida cittadina, dove ieri notte si sono verificati scontri tra agenti di polizia e attivisti dei centri sociali con il ferimento di 4 Poliziotti, e in particolare con un commissario donna presa a pugni.

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Poliziotti colpiti a colpi di spranga

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

maccari-cie-kr5Palermo “Esprimiamo la nostra solidarietà ai due poliziotti delle Volanti aggrediti a colpi di spranga a Palermo da un extracomunitario durante un intervento per furto”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, che prosegue: “I due colleghi, un uomo e una donna,sono stati colpiti con incredibile violenza dall’uomo, senza potersi difendere. Continuiamo a denunciare inutilmente che gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine sono costretti ad affrontare a mani nude i continui episodi di violenza che si verificano ogni giorno in tutto il Paese. La pistola d’ordinanza è totalmente inutile, se non addirittura pericolosa, quando si tratta di affrontare balordi e delinquenti di ogni risma. Avere a disposizione un dispositivo non letale come un taser o uno spray urticante avrebbe forse consentito ai due colleghi di Palermo di poter operare in sicurezza, difendendosi senza pregiudicare la propria incolumità e quella dell’aggressore. Dopo anni e anni di sperimentazione, non è più possibile che la burocrazia abbia la meglio sulla sicurezza di chi ogni giorno è in strada a contrastare la delinquenza. Siamo stanchi di andare al massacro. Siamo stanchi di dovere accompagnare ogni giorno i nostri colleghi in ospedale, spesso aggrediti da extracomunitari violenti, mentre la politica propaganda una visione romantica e buonista del fenomeno immigrazione, e mentre i cittadini perdono il diritto di vivere serenamente nelle proprie città e sono costretti a restare chiusi in casa per evitare aggressioni, furti ed ogni altro genere di pericolo. Ai nostri colleghi di Palermo – conclude Maccari – rivolgiamo gli auguri di pronta guarigione”.

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Poliziotti feriti in servizio

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 agosto 2016

polizia e immigrati

“Il lavoro dei Poliziotti italiani sta diventando ogni giorno di più una lotta impari contro un crimine ed un degrado sociale che non ci risparmiano ma, anzi, fanno ancor più vittime di un tempo, quando persino il ‘malvivente’ comune aveva una qualche remora ad inferire su chi portava la divisa. Oggi, invece, si moltiplicano i nostri feriti, i nostri morti, eppure noi siamo completamente senza tutele indispensabili, come un numero di uomini sufficiente, strumenti di lavoro appropriati, dotazioni minime ma efficaci, coperture legali, protocolli operativi, garanzie per la nostra salute.
Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo una giornata di “ordinaria follia” che ha visto il consueto corposo numero di Poliziotti rimasti feriti in servizio, “e comunque – spiega Maccari – esposti ad eventi i cui rischi si sarebbero potuti evitare con estrema facilità se solo i colleghi avessero potuto contare su pochi, economici e basilari strumenti”.Ben 5 i Poliziotti rimasti feriti a Firenze, dove un 34enne marocchino sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria ha dato in escandescenze all’interno degli uffici perché non voleva restare ad aspettare il suo turno per la firma, ha quindi cominciato ad insultare gli Agenti scagliandosi poi contro di loro e colpendoli a calci e pugni con tale violenza da causare loro lesioni importanti.
A Milano, invece, un furto in abitazione si è trasformato poi in un’aggressione contro i Poliziotti intervenuti, dopo che uno dei ladri, un cileno di 32 anni, fuggendo si è ferito ad un labbro ed a quel punto ha cominciato a infierire sugli Agenti, colpendone uno con un cacciavite usato come un coltello e sputando loro addosso sangue.
Non meno pericolosa un’altra vicenda verificatasi a Milano, dove un albanese di 27 anni pluripregiudicato, ritenuto appartenente ad una banda internazionale di ladri d’auto di pregio, fuggendo ai Carabinieri che lo inseguivano, prima ha esploso al loro indirizzo quattro colpi da una pistola rubata e poi, per un errore fatale, dopo essere inciampato si è sparato al mento morendo sul colpo.
“Ci piace sottolineare – rimarca Maccari – come i colleghi di Milano si siano trovati nell’assurda situazione di provare terrore a rispondere al fuoco nonostante il fuggitivo avesse sparato loro addosso. E lo facciamo certamente non felici di questo, perchè avere un’arma di servizio dovrà pure avere un senso, specialmente se si considera che un delinquente che spara può colpire chiunque e che rispondere può dover essere una necessità, al di là delle vergognose campagne di criminalizzazione che subiamo. E non a caso abbiamo lanciato il dibattito attraverso l’hashtag #voicosafareste”.
“Non parliamo poi – conclude il Segretario Generale del Coisp – dell’ignominioso atteggiamento di chi osa puntare il dito contro di noi criticando continuamente il nostro operato quando nessuno è in grado di alzare quello stesso dito per darci almeno strumenti alternativi di lavoro, che non ci impongano di dover scegliere fra la pistola, le mani o il soccombere. Ancora aspettiamo uno squallidissimo e poverissimo spray antiaggressione che certamente ci eviterebbe nel 70 per cento dei casi contatti pericolosissimi con chi ci vuole aggredire. Ancora aspettiamo taser, protocolli operativi chiari, norme che ci garantiscano, e tutele legali che non possiamo neppure sognare. L’unica cosa che non ci manca mai sono i feriti, i morti, e le vigliacche continue critiche di chi non si è mai trovato con un cacciavite infilato nel corpo”.

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Immigrazione e proteste istituzionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2015

polizia“Bene la protesta dei prefetti e dei poliziotti: loro ricevono ordini sbagliati che arrivano dal governo, Renzi e Alfano. Il trasferimento del prefetto di Treviso è una vergogna”. E’ quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli nell’intervista a Intelligonews puntando il dito contro il caso di Casale San Nicola: “Il prefetto di Roma – ha osservato Rampelli ha agito da impiegato del Catasto”. “La sanzione comminata al prefetto di Treviso è una vergogna – ha aggiunto- Semmai andrebbe premiato in quanto si è messo nella condizione di quelle istituzioni che devono dialogare coi cittadini che pagano le tasse e che non possono trovarsi dalla sera alla mattina un centro di accoglienza per immigrati senza la giusta e trasparente informazione che la democrazia non solo prevede, ma impone. Il modo in cui lo Stato agisce sui territori colpendo i cittadini corrisponde a un comportamento antidemocratico. Contesto con forza la decisione di Alfano: andrebbero trasferiti i prefetti che non si fanno carico di dialogare coi cittadini per trovare soluzioni condivise. E non faccio esempi che potrei fare…».A Casale San Nicola, prosegue Rampelli ” non c’è stata condivisione con i residenti e il prefetto in questo caso ha fatto l’impiegato del Catasto, nel senso che si è limitato a dire: c’è un bando per l’accoglienza che devo rendere esecutivo, e lo ha fatto come se non esistesse da tre mesi un presidio permanente di residenti preoccupati per la loro sicurezza, come se nel quartiere ci fosse l’illuminazione primaria, la rete fognaria e un sistema di trasporto pubblico efficiente; come se le strade non fossero pressochè sterrate”. “Alle forze dell’ordine – ha aggiunto – va la nostra solidarietà, non siamo disponibili ad avallare guerre tra poveri. Detto questo, non abbiamo condiviso l’ordine di caricare i manifestanti che protestavano in maniera pacifica per evitare l’insediamento dei migranti nel centro di accoglienza. E pensiamo che chi ha dato quell’ordine sia un irresponsabile. Ricordo poi che un dirigente di FdI della zona è stato illegittimamente arrestato al punto che il giorno successivo al processo per direttissima non è stato convalidato il fermo. L’impressione è che qualcuno dovendo alimentare il business dell’accoglienza tenti di compiere forzature portando all’esasperazione la gente. Ai residenti di Casale San Nicola dico di continuare a esercitare il diritto alla protesta sempre e solo in modo pacifico, senza farsi strumentalizzare ma senza mollare di un centimetro rispetto a chi li ha fatti passare sui media come violenti, razzisti e intolleranti. Temo che questa immagine di criminalizzazione sia utile al sistema per forzare la mano sulle politiche di accoglienza”. “I prefetti facciano bene a protestare, così come fanno bene a protestare i sindacati di Polizia. Prefetti e poliziotti si trovano a ricevere degli ordini che arrivano dal governo, da Renzi e Alfano, e che noi contestiamo perché qualcuno ci deve spiegare come mai nel giorno dell’inaugurazione di Expo Milano è stata messa a ferro e fuoco dai no global e non c’è stata tutta questa corsa agli arresti e invece a Casale San Nicola dove hanno manifestato cento esponenti di famiglie normalissime che vivono lì, sono scattate cariche e due arresti. Ci sono ordini diversi a seconda delle città e delle situazioni?”

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Sicurezza: militari e poliziotti

Posted by fidest press agency su domenica, 22 febbraio 2015

DSC_0023Nel cotesto delle polemiche seguite alle violenze dei tifosi olandesi che hanno ridotto ad un letamaio, il centro storico di Roma, sino a danneggiare la “barcaccia”, il capolavoro del Bernini, che tutto il mondo ci invidia, il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha annunciato l’assegnazione, per l’apparato di sicurezza della Capitale, di 500 militari. Indubbiamente, tenendo conto del personale dei mezzi a disposizione, le Forze di Polizia stanno facendo ogni possibile sforzo per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica nella Capitale. C’è da tener presente che a Roma, gli obiettivi sensibili, sono un numero indefinibile e che le opera d’arte, veri capolavori unici, a “cielo aperto”, sono innumerevoli ed a questo va aggiunto che a Roma, quotidianamente, vi sono manifestazioni e proteste, di tutti i tipi, che richiedono, ovviamente, la presenza delle Forze di Polizia. A questo va aggiunto il contrasto alla micro e macro criminalità, che in una città come Roma, con milioni di turisti che vi transitano ogni anno, rende indispensabile un aumento degli organi delle Forze di Polizia, di almeno il 40% . Certo, l’assegnazione di 500 militari, è utile e positivo, ma ci vuole ben altro, dal momento che se si considera la turnazione, i riposi settimanali, le malattie ecc. , la disponibilità quotidiana, nei vari turni di servizio, veramente esigua e, c’è poi da sperare che attenuatasi l’emergenza, questi militari non siano ritirati. – così ha dichiarato il Presidente Nazionale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.), Antonio de L IETO – Certo, è sin troppo facile scaricare ogni responsabilità, per le cose che non vanno per il verso giusto, sul Prefetto, sul Questore, sui Funzionari, forse anche sul più giovane piantone. C’è da sottolineare la carenza di personale e di mezzi, la politica della “lesina” posta in essere, da anni, nei confronti delle Forze di Polizia. Ben pochi pensano al lavoro del personale dei Reparti Mobili – ha continuato de Lieto – sempre in prima linea per assicurare l’ordine e la sicurezza pubblica che, forse, meriterebbero la riconoscenza e la solidarietà dell’interro Paese. Certo, è facile, seduti davanti la TV, criticare, se si ritiene che la Polizia è intervenuta con eccessiva o poca energia, ma chi critica forse, dovrebbe tener presente le condizioni in cui gli uomini e le donne delle Forze di Polizia, sono chiamati a fare il loro dovere e certamente, le critiche si tramuterebbero in un plauso. Non si può certamente ridurre gli organici – ha concluso de Lieto – assumendo meno operatori di Polizia, di quelli che vengono collocati in pensione: è necessario aumentare gli organici, anche con l’assunzione dei tanti giovani idonei e “non ammessi “.

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Giustizia: disabili, militari e poliziotti il 17 aprile in protesta davanti il Consiglio di Stato

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2012

(GrNet.it) Crescono di giorno in giorno le adesioni alla manifestazione di poliziotti, militari e disabili prevista per il prossimo 17 aprile a Roma. Con lo slogan “non siamo cittadini di serie B”, si contesteranno le decisioni della quarta Sezione del Consiglio di Stato che penalizzano i cittadini in uniforme che assistono parenti disabili e, più in generale, si stigmatizzerà la forte stretta giuridica impressa dalla Giustizia amministrativa ai diritti di militari e poliziotti. Di particolare significato simbolico è l’adesione formulata dall’European Organisation of Military Associations (EUROMIL ), l’organizzazione fondata nel 1972 che raccoglie 42 associazioni e sindacati militari di 27 paesi europei. L’EUROMIL, da tempo, ha messo in agenda il caso Italia, manifestando preoccupazione ed attenzione per la condizione dei diritti dei miliari italiani.
Particolare significato ha pure l’adesione del Movimento Italiano Disabili (MID), che ha anche pubblicizzato la manifestazione tramite la propria radio web, intervistando l’avvocato Giorgio Carta, organizzatore della manifestazione insieme a GrNet.it. Francesco Ferrara, Presidente del MID, ha dichiarato che «numerosi sono i casi di dipendenti del settore pubblico a cui è stata negata la possibilità di un “avvicinamento-sostegno” ad un loro prossimo congiunto. Negare aiuto a chi è bisognoso di cure e sostentamento fisico e psicologico giustificando tale diniego con una pseudoburocrazia del sistema-lavoro non è da Paese civile. Per questo motivo abbiamo risposto positivamente all’invito dell’ avv. Giorgio Carta garantendo la nostra partecipazione alla manifestazione – Il 17 aprile davanti al Consiglio di Stato sentiranno anche la nostra voce,la voce del MID affinché Nè i militari tantomeno i loro congiunti disabili siano trattati da cittadini di serie B».
Parteciperanno attivamente alla manifestazione anche il Partito Popolare Sicurezza e Difesa e il sindacato COISP della Polizia di Stato. «E’ uno scandalo che i cittadini in uniforme siano trattati, a seconda della convenienza, ora come normali impiegati dello Stato – specie quando si tratta di penalizzarli sotto l’aspetto retributivo-previdenziale – oppure come lavoratori “specifici” quando si tratta di negare loro quei diritti sacrosanti che sono di normale fruizione da parte dei “normali” lavoratori, come il diritto ad assistere un congiunto disabile, vergognosamente negato dal Consiglio di Stato. Questo gioco al massaco deve finire». E’ quanto dichiara Giuseppe Paradiso, Segretario nazionale del PPSD che sottolinea: «E’ ridicolo che appena il 5% delle sentenze emesse dai giudici di palazzo Spada siano favorevoli ai ricorrenti quando questi indossano l’uniforme. Siamo dinnanzi ad una vera e propria discriminazione». «In buona sostanza, i Poliziotti, i Carabinieri, i Finanzieri, Penitenziari, Militari, Vigili del Fuoco, non valgono un accidenti ed i loro figli disabili valgono ancora meno! Ebbene, poiché tutto ciò, che rappresenta soltanto l’apice di una serie illimitata di sentenze volte a negare diritti che ad altri vengono ampiamente riconosciuti, costituisce un’offesa per tutti gli uomini e le donne in divisa e per i loro familiari, costretti a vedersi negata finanche un’assistenza in caso di disabilità grave, il 17 aprile p.v., saremo anche noi del COISP, davanti al Consiglio di Stato per reclamare i diritti dei propri iscritti e di tutti i poliziotti in generale. Invitiamo tutti a partecipare».

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La svendita dei Poliziotti

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2011

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Image by nulla via Flickr

“Quel che è accaduto a Roma non è una novità, ma vorremmo tanto che questa volta servisse a far sì che in futuro non si verifichino ancora situazioni di tale leggerezza e azzardo. Questa è ormai storia quotidiana, colleghi feriti e sfiniti, dotazioni di servizio distrutte e non rimpiazzate, e dall’altra parte, in cambio, che accade? Semplice quanto incredibile: tagli, tagli, tagli. Uomini e donne in divisa costretti a turni e servizi che a momenti non riescono più a coprire, e in risposta solo tagli, tagli tagli”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene così all’indomani della manifestazione degli indignati che si è tenuta a Roma, dove centinaia di teppisti si sono mescolati alla folla scatenando per ore una vera e propria guerriglia urbana che ha messo a dura prova le Forze dell’Ordine. I danni: sono incalcolabili, la città è gravemente ferita e lo sono, anche, decine di tutori dell’ordine. “Il nostro primo pensiero va a loro – aggiunge Maccari -. Colleghi mandati per la strada in condizioni che tutti hanno potuto vedere, a svolgere servizi a cui non si possono certamente opporre o sottrarre, a rischiare la vita (credo che a nessuno sia sfuggito lo sgomento provato ieri fino a che non si è capito che gli occupanti della camionetta incendiata dai facinorosi erano scesi, e che comunque chiunque avrebbe avuto paura a scappare in mezzo a tanti pazzi inferociti armati di spranghe e quant’altro…) per quei quattro soldi che il governo getta loro a fine mese come briciole… Un governo che risponde a tutto questocon un’infamità dietro l’altra e che da soli pochi giorni ormai ha partorito l’ennesima indecente trovata con una bozza del Ddl stabilità che prevede nel biennio 2012-2013 una sforbiciata di 60 milioni di euro per le missioni di ordine pubblico e sicurezza del ministero dell’Interno”.
“E’ necessario far rendere conto a tutti – incalza il Segretario del Coisp – che da subito, già per la manifestazione di oggi, avremo difficoltà oggettive a fronteggiare l’ordine pubblico, per la mancanza anche degli scudi dei reparti mobili che sono stati distrutti ieri, e che non è possibile cambiare per ovvi motivi di portafoglio, o più semplicemente per la mancanza della benzina nei mezzi. Bisogna che tutti sappiano che con il taglio delle missioni ci viene imposto di andare dove ci mandano (perché, lo ribadiamo, noi non possiamo rifiutarci di andare in missione) ma senza che ci siano i soldi necessari e quindi obbligandoci pure ad anticipare le spese… E’ così…”.

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Poliziotti golpisti?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2011

Polizia di Stato officer school

Image via Wikipedia

E’ quanto paventa un giornale nazionale riprendendo la provocazione contenuta in un comunicato del sindacato Coisp della polizia dove, nel criticare gli smodati privilegi della casta dei politici, si leggeva la frase “viene voglia di venire sotto Palazzo Madama e Montecitorio, magari il giorno di ferragosto, e spararvici all’interno i nuovi lacrimogeni in dotazione…” (il seguente riferimento allo “sgombero” di un buon ristorante non lasciava dubbi circa il tenore dell’affermazione!), è stata bollata come progetto di golpe o minaccia, generando una reazione a catena che ha indotto anche altri organi di informazione ad occuparsi in vario modo dell’annosa e seria faccenda. “C’è da restare a bocca aperta – aggiunge Maccari -, ma in Italia ha più seguito semplicemente chi la spara più grossa! Parliamo e scriviamo seriamente di questioni importanti tutti i giorni, argomentando con motivazioni fondate ed equilibrate le critiche severe e durissime che rivolgiamo ai nostri politici e governanti, e quasi mai la cosa suscita le giuste e sacrosante discussioni. Decidiamo di fare la prova con piccolo e malcelato fuoco d’artificio e, dopo solo un mese, qualcuno ci scopre come i sovversivi più pericolosi d’Italia. E’ davvero troppo prevedibile come passo falso da parte dei nostri detrattori. Il Coisp oramai da tempo si è fatto conoscere bene da tutti come un interlocutore serio e coscienzioso, libero ed indipendente, responsabile ed equilibrato. Il confronto con la politica e con altre realtà della vita pubblica e sociale italiana ci vede sempre più spesso coinvolti, e le nostre iniziative, anche clamorose ma sempre estremamente rispettose delle regole di cui noi Poliziotti siamo i garanti, ci hanno portato al centro della ribalta nazionale. E davvero dovremmo meravigliarci, adesso, che qualcuno tenti di farci passare come i brutti e cattivi della situazione, come quelli che vogliono sovvertire l’ordine democratico, come quelli di cui avere paura? Suvvia… siamo seri”. “La riflessione che invece si impone – afferma ancora il Segretario del Coisp -, specialmente alla luce del nostro piccolo esperimento, è un’altra: ma veramente qualcuno pensa che siamo tutti senza cervello? Non può essere altrimenti, perché solo se gli italiani vengono ritenuti un popolo di senza cervello si può pensare che nessuno si accorga del fatto che non suscitano altrettanto scandalo, tanto quanto un’ironica e lapalissiana esagerazione di un Sindacato di Polizia, le esternazioni serissime di ben altri esponenti delle Istituzioni italiane. A partire dal vilipendio alla bandiera in cui si esibisce un Europarlamentare della Lega, che vuole usare il tricolore per difendere il balcone dalla cacca dei piccioni, passando per un Ministro che apostrofa i Poliziotti Servitori dello Stato come ‘panzoni’ e buona parte dei cittadini italiani meno fortunati come “la parte peggiore del Paese”, e poi attraverso la diffamazione e la calunnia da parte di un Parlamentare nei confronti di un intero Corpo giudiziario accusato di collusioni con la mafia, fino al tripudio di un Presidente del Consiglio che, evviva evviva, apostrofa l’Italia come Paese di merda! Che poesia, che stile! Questi sono solo alcuni degli esempi possibili che avremmo potuto fare, esempi di semplici dichiarazioni, perché volutamente tralasciamo, in questa sede, i fatti concludenti con i quali ci viene dimostrato tutti i giorni che degli uomini e delle donne della Polizia di Stato non importa proprio nulla a chi di dovere. Esempi che però – conclude Maccari -, già bastano per dire che in realtà, a ben vedere, da cotanti maestri noi piccoli sovversivi di provincia abbiamo solo da imparare, e che se l’informazione vuole veramente preoccuparsi delle insidie che corre questo Paese e del baratro in cui rischiamo di sprofondare definitivamente senza possibilità di risalire, allora deve guardare decisamente da un’altra parte. Perché gli idioti che scrivono sono quelli che si ispirano a ben altri modelli, modelli di civiltà, di senso dell’onore e del dovere, di coraggio e di spirito di sacrificio, modelli che per l’enormità del loro valore, troppo spesso sono stati spazzati via, magari da tonnellate di tritolo. Gli idioti che scrivono sono quelli che ancora, nonostante tutto, scendono nelle strade a prendersi pallottole nel petto nel peggiore dei casi e bottigliate in faccia nel migliore, per tenere in piedi questa nostra democrazia”.

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Il cuore e il sangue del Presidente

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2011

“Se il cuore del premier gronda di sangue in senso figurato, noi purtroppo di sangue vero ne abbiamo visto grondare tanto e purtroppo sempre innocente, versato per costruire ciò che oggi chiamiamo democrazia e per continuare a difenderla questa democrazia dagli attacchi scellerati non di nemici armati, ma di gente che era chiamata a Governare”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, non tarda a commentare il provvedimento con il quale il Governo ha varato una manovra anti-crisi “Ancora una volta – dice Maccari – la politica è autoreferenziale, salva se stessa dal sacrificio e immola gli altri sull’altare di una crisi che non è arrivata dal basso. Questa è la crisi dell’alta finanza, della politica speculativa degli Stati, non è la crisi del pubblico impiego e dei lavoratori. Sapevamo di dover fare dei sacrifici e non ci saremmo tirati indietro, abituati come siamo alla prima linea. Ma ancora una volta impera l’irrazionalità. Snellire la pubblica amministrazione non significa fare dei lavoratori degli schiavi, ma potenziare le eccellenze per risolvere le criticità. Ecco perché invece di continuare ad assistere al proliferare di Forze di Polizia, forse era necessario potenziare quelle legittimate a dirsi tali, esistenti nel nome di un assetto organico che avrebbe trasformato il risparmio in un investimento”.
“Ma tanti cervelli insieme – conclude il Segretario Generale del Coisp – non sono riusciti a partorire un ragionamento così semplice. E allora non resteremo inermi a guardare Nerone che suona mentre Roma brucia. Noi non rinunceremo a nulla di ciò che abbiamo conquistato con sacrificio e professionalità. Abbiamo imparato che il nostro amico non è armato di pistole, ma come il peggiore dei vigliacchi, continua a pugnalarci alle spalle!”.

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Le sagome dei poliziotti al matrimonio di Brunetta

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

Maccari: “Le nostre sagome con i poliziotti pugnalati alle spalle sono finite nel suo album fotografico di nozze, si ricorderà di noi per sempre…” “Renato e Titti hanno detto sì. E noi testimoni non invitati rimarremo per sempre con le nostre stilizzate sagome nel cuore e nella mente dei novelli sposi, augurandoci che nei sogni di Renato emergano più spesso quei poliziotti pugnalati dalla sua, speriamo breve, molto bassa azione politica”. – Lo sostiene un ironico Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – dopo la goliardica iniziativa assunta dagli arditi Poliziotti del Coisp Campano concretizzatesi con un corteo di motorini e vespette che trasportavano le sagome dei poliziotti pugnalati dal suo Governo che hanno sfilato davanti la neo coppia ed agli invitati stupefatti e atterriti. – “I preparativi del matrimonio di sua altezza il Ministro – dice Maccari – purtroppo non lo hanno distratto dal suo sport preferito: la persecuzione ad oltranza dei “panzuti” poliziotti contro i quali si scaglia riproponendo per l’ennesima volta la ghigliottina dei primi dieci giorni di malattia per le Forze di Polizia. Sembra assurdo – conclude il leader del Coisp – ma questa iniziativa nasce incubata nei preparativi matrimoniali, e successiva alle mazzate che i nostri colleghi hanno subito in Val di Susa e che ne hanno portato 200 in ospedale. Gradiremmo che dopo il viaggio di nozze il Ministro, accompagnato dalla first lady Titti, faccia quantomeno un visitina ai nostri colleghi negli ospedali piemontesi, sicuri che avranno superato i dieci giorni di degenza. Magari per spiegargli i motivi della sua elevatissima azione politica”.

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Ricomincio da te

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2011

Di Alfredo Sasso La Napoli del futuro raccontata dai bambini Prefazione di Gianpaolo Necco. Lo sguardo dei bambini su Napoli. Ingenuo, lucido, a tratti ironico e feroce. Dalle novanta interviste che l’associazione 2033 Progetto Sud ha fatto agli alunni della quinta elementare di un istituto di San Giovanni a Teduccio, alla periferia della città, affiorano in una chiave inedita i problemi del Sud e anche le speranze della prossima generazione. Lavoro per i genitori, più verde, vie senza rifiuti, più poliziotti per le strade sono le richieste più urgenti che emergono sia dai disegni sia dai temi scritti. I bambini ci guardano e ci giudicano, ma soprattutto aspettano risposte alle loro domande e soluzioni ai loro problemi. Pagine 86 (82+1/4) Euro 8,00 Codice 12277X EAN 978-88-425-4614-6

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I poliziotti vanno a nozze “con i fichi secchi”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

Il Sindacato di Polizia COISP, è caustico contro quei politici che nelle ultime ore improvvisamente si sono accorti che anche a Roma esiste un problema sicurezza. Un problema, quello della sicurezza, troppo spesso usato esclusivamente in campagna elettorale, per poi rinunciare a qualsiasi investimento per rendere il più possibile funzionali le Forze di Polizia. Il COISP, è particolarmente critico verso quei politici come il Sindaco di Roma che prima si sperticano a dire che nella loro città non esiste la Mafia, la Ndrangheta e la Camorra e poi improvvisamente, e solo quando i fatti di cronaca rendono indifendibile quella posizione, si rivolgono al Questore e al Prefetto per chiedere spiegazioni. Il COISP è stanco di quest’anacronistico modo di vedere il problema sicurezza da parte della politica, i politici, soprattutto quelli che sono autorevoli esponenti della maggioranza che sostiene l’attuale Governo, s’impegnino a reperire risorse umane ed economiche per consentire alla Polizia di Stato di funzionare a pieno regime. Il Sindaco di Roma Alemanno, invece di chiedere risposte agli inquirenti che, sono abituati a darle a prescindere dalle dichiarazioni del politico di turno, si preoccupi di mettere in atto idonee strategie sociali ed economiche, queste di sua competenza, necessarie a contrastare l’attacco delle organizzazioni criminali al tessuto sociale ed economico. Il COISP infine, lancia l’invito al Sindaco Alemanno d’iniziare a parlare dei problemi connessi alla presenza delle grandi organizzazioni criminali a Roma, perché la cortesia maggiore che si può fare a queste organizzazioni è di far finta che non ci siano, pertanto On. le Alemanno, inizi a dire che organizzazioni come la mafia la camorra e la ndrangheta ci sono anche a Roma, questo è il primo modo per combatterle. Concludendo, ci sembra veramente inopportuno fare dichiarazioni roboanti quando evidentemente si sconosce che a Roma, come più volte denunciato dal COISP, mancano 1850 poliziotti e tutti i commissariati di polizia di Roma e provincia lamentano carenze d’organico tra il 40% ed il 60%, i politici in particolare quelli che sostengono l’attuale Governo si dovrebbero preoccupare di questo, poi a fare i poliziotti ci pensano con grande professionalità i poliziotti romani, quelli veri, che con grande sacrificio e nonostante le carenze di strumenti e di uomini quotidianamente difendono i cittadini della Capitale.

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Napoli: I poliziotti e l’emergenza rifiuti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2011

“Basta divisioni e incertezze, non c’è un solo attimo da perdere: la situazione a Napoli dovuta all’emergenza rifiuti sta per andare completamente fuori controllo ed i Poliziotti sono troppo esposti perché possiamo continuare a tollerare bracci di ferro all’interno della maggioranza di governo. Bisogna intervenire subito adeguatamente, poiché i colleghi sono i primi a fare le spese di un disastro senza fine”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene a proposito del grave stato di cose creatosi nella città partenopea dove i cumuli di centinaia di migliaia di tonnellate di spazzatura lungo ogni strada hanno dato vita ad un allarme senza precedenti, dal momento che, anche a causa delle temperature estive, sono enormi ormai i rischi per la salute dei cittadini, oltre che i disagi dovuti a puzzo e sporcizia. Il neo sindaco Luigi de Magistris ha disposto con propria ordinanza la raccolta dei rifiuti 24 ore al giorno e la scorta delle Forze dell’Ordine ai mezzi delle società impegnate nella pulizia del territorio. Circa 300 i Poliziotti coinvolti nelle attività, cui “il Coisp – aggiunge Maccari – rivolge immediatamente il suo pensiero, come sempre accade per i colleghi cui viene letteralmente scaricata la gestione del ‘lavoro sporco’. La situazione che si è creata a Napoli è oramai anche di ordine e sicurezza pubblica, dal momenti che non è raro assistere a scene di vera e propria guerriglia urbana per le strade, e sappiamo che i Poliziotti devono come sempre fare il proprio dovere. Ma ciò non significa che non debbano essere tutelati e messi nelle condizioni di maggior sicurezza ed efficienza, prima di tutto sotto il profilo sanitario. Poi sotto il profilo della giusta retribuzione del lavoro titanico che stanno svolgendo con turni massacranti e attività debilitanti. E, non ultimo, sotto il profilo della previsione di un intervento serio, drastico e risolutivo, perché non si può certo pensare che possano andare avanti a lungo così. Ed è in questo senso che battiamo i pugni sui tavoli istituzionali perché si smetta con tutte le sciocchezze di cui stiamo sentendo parlare e si passi ai fatti”. Il Segretario del Coisp si riferisce con questo al fatto che i Presidente del Consiglio ha convocato un Consiglio dei ministri ad hoc per la prossima settimana con all’ordine del giorno l’approvazione di un decreto sui rifiuti che sblocchi la situazione napoletana invocando la collaborazione delle altre ragioni, incontrando la reazione “inconsulta” della Lega, e di Calderoni in particolare, che, riportano tutti gli organi di stampa “non intende permettere che il Nord venga invaso dai rifiuti napoletani”, annunciando che “voleranno le sedie” qualora Berlusconi volesse replicare lo schema adottato in passato di ripartire la spazzatura tra le regioni. I leghisti vorrebbero piuttosto che Berlusconi dichiari lo stato d’emergenza, ma per lui sarebbe difficile ammettere che dopo tre anni dal suo intervento non è cambiato nulla e che a Napoli è ancora emergenza!

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Profughi ospitati in residence poliziotti

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2011

Milano. “E’ davvero incredibile pensare di potere ospitare centinaia di profughi nella stessa struttura in cui alloggiano oltre 600 agenti di polizia. Eppure è quanto si è verificato alle porte di Milano: quattrocento immigrati hanno trovato sistemazione nel residence Ripamonti, a fare da nuovi vicini di pianerottolo agli agenti di polizia, che perciò si trovano a svolgere un servizio di ordine pubblico non retribuito anche nelle ore di riposo”. Lo afferma Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia. “L’incomprensibile decisione del Viminale – spiega Maccari – pone dei seri problemi di sicurezza per i colleghi milanesi. Non esiste infatti una netta separazione tra la parte dell’edificio destinata ai profughi e quella destinata al personale di Polizia: una promiscuità che causa continui stati di tensione tra gli immigrati e ciò rappresenta non solo un enorme disagio, ma anche un pericolo continuo per i poliziotti, che di fatto restano in servizio 24 ore su 24, e non si vedono garantito il diritto sacrosanto a trascorrere in serenità e sicurezza le ore di riposo. Le ragioni elettoralistiche continuano a prevalere rispetto al buonsenso. Il Governo continua a scaricare le decisioni ‘scomode’ sulle spalle dei poliziotti, approfittando del loro senso del dovere fino a calpestarne i diritti più elementari e a metterne a rischio la stessa incolumità”.<

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