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Posts Tagged ‘polmonari’

Salute, boom di infiammazioni polmonari dovute al Covid

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

L’emergenza sanitaria legata al Covid ha nuovamente posto i riflettori sulle infezioni polmonari, una delle patologie più frequenti causate dall’innesto di virus e batteri, in grado di arrecare danni spesso permanenti alle vie respiratorie. Uno scenario allarmante ingigantito proprio dall’epidemia in corso: basti pensare che secondo una recente ricerca del Columbia Asia Hospital pubblicata su The Hindu, i casi di polmonite acuta dovuti al Covid sono aumentati dell’80% rispetto allo scorso anno. Un quadro condiviso anche in Italia dove, secondo un report dell’Istituto Superiore di Sanità che ha indagato su oltre 5mila decessi legati al Covid, è stato riscontrato come l’80,5% del totale presentasse sintomi di infezioni polmonari. Ma quale può essere, secondo gli esperti, un valido rimedio nella riabilitazione da polmonite? Una recente indagine condotta dai ricercatori Michael R. Hamblin, Principal Investigator al Wellman Center for Photomedicine del Massachusetts General Hospital, e Reza Fekrazad, capo del Lasers Research Center in Medical Sciences alla AJA University of Medical Science di Theran, pubblicata sulla National Library of Medicine, ha evidenziato come la fotobiomodulazione prodotta dalla laserterapia, in particolar modo le lunghezze d’onda nel range 650mm – 830mm a emissione continua, generi effetti ottimali sul recupero da infezioni polmonari e sia una possibile soluzione per prevenirle. Tra i benefici indotti dalla laserterapia vanno annoverati la riduzione dell’edema polmonare e dell’afflusso di neutrofili, la rigenerazione dei tessuti e una migliore ossigenazione per tutti gli organi correlati. “Le evidenze scientifiche citate nell’articolo hanno avvalorato l’efficacia degli effetti di modulazione della risposta di infiammatoria e di biostimolazione per conto della laserterapia – ha spiegato il dott. Ingmar Angeletti, fisioterapista presso il Rihabilita Medical Center di Alzano Lombardo (BG) – In particolare si è resa fondamentale in alcuni nostri pazienti con nevriti post Covid e lesioni dello SPE (sciatico popliteo esterno) a seguito di stress traumatici durante le fasi di allettamento nei reparti di terapia intensiva. Sono stati trattati con la Theal Therapy e con le due lunghezze d’onda citate, con modalità stocastica e antinfiammatoria, utilizzando un controllo termico a 36 gradi e ottenendo significative riduzioni del dolore neuropatico. Inoltre mi auguro, considerando la recente ricerca pubblicata sulla National Library of Medicine, che Theal Therapy possa diventare lo standard operativo dei protocolli ospedalieri per la modulazione della risposta infiammatoria”. Ma l’infiammazione polmonare non è la sola problematica più diffusa tra i pazienti ricoverati di Covid e che finiscono in terapia intensiva. Secondo una ricerca americana pubblicata dalla World Health Organization su Science Daily al primo posto vi è la perdita dell’olfatto e del gusto che provoca nel 65% dei pazienti uno stato confusionale e un senso di disorientamento. A seguire vi sono le lesioni da pressione che interessano cute e tessuti sottostanti, dovute alla pressione esercitata dalle intubazioni, come naso, fronte e zone sacrali, e il deficit del sistema nervoso periferico e centrale. I “guariti” mostrano anche segni di astenia, problematiche muscolo-scheletriche e sintomi da disturbo neuropsicologico. Per questo motivo diventa fondamentale un processo di riabilitazione attento e graduale che possa consentire il pieno recupero funzionale.

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Scoperto un nuovo meccanismo alla base dello sviluppo dei tumori polmonari

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 aprile 2017

tumore polmoneRoma. I risultati dello studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Oncogene hanno svelato un nuovo meccanismo attraverso il quale le cellule staminali dei tumori polmonari si propagano. Coordinato da Rita Mancini del Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare della Facoltà di Medicina e Psicologia Sapienza Università di Roma, lo studio è stato condotto in collaborazione con varie istituzioni di rilievo tra cui l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena ed è sostenuto da AIRC.Negli ultimi anni si è sempre più accreditata la visione dei tumori come una popolazione eterogenea di cellule organizzate secondo una precisa gerarchia, alla sommità della quale si trova un sottogruppo di cellule cosiddette “staminali” tumorali che ne alimenta continuamente la crescita. Numerose sono le evidenze che indicano come queste cellule siano quelle più resistenti all’azione dei farmaci e pertanto siano responsabili delle metastasi e delle recidive della malattia dopo le terapie. Colpire i meccanismi che controllano la vitalità delle cellule staminali tumorali è quindi uno degli obiettivi principali della ricerca oncologica, perché questo permetterebbe di eradicare alla base la crescita dei tumori.“Da tempo il nostro laboratorio si occupa del metabolismo degli acidi grassi insaturi ed in particolare di un enzima chiamato SCD1 che ne determina la sintesi – spiega Rita Mancini – In questo lavoro, attraverso lo studio di cellule staminali tumorali di polmone isolate direttamente dai versamenti pleurici di alcuni pazienti, mettiamo in evidenza come SCD1 agisca attivando a cascata due vie metaboliche chiave nelle cellule tumorali. Si tratta di quella della beta-catenina e successivamente di quella che coinvolge due proteine note per la loro capacità di controllare la crescita cellulare a livello del nucleo, chiamate YAP e TAZ”. “ In altre parole questo nuovo studio – continua Rita Mancini– rafforza l’importanza di SCD1 come uno dei principali promotori della crescita delle staminali tumorali polmonari. Inoltre abbiamo sufficienti elementi per ritenere che il ruolo chiave di SCD1 si estenda alle cellule staminali di altri tipi di tumori”.“La potenziale ricaduta terapeutica dei nostri risultati – afferma Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, e uno dei principali collaboratori dello studio – è la possibilità di bloccare la crescita delle cellule staminali mediante l’uso di piccole molecole capaci di inibire l’attività enzimatica di SCD1 che dovrebbero essere capaci di stabilire sinergie con le attuali terapie. Questo è quanto abbiamo verificato nei nostri studi su cellule tumorali in provetta e che stiamo attualmente riproducendo in modelli più complessi di crescita tumorale”. La cosa molto interessante è che inibitori di SCD1 sono già disponibili per l’uso nell’uomo. “Pertanto il prossimo passo – conclude Ciliberto – potrà essere la possibilità di trasferire questa possibilità terapeutica nei pazienti, in linea con il nostro approccio di ricerca traslazionale che parte dal paziente, passa attraverso il laboratorio, per poi ritornare nel paziente”.Le altre istituzioni che hanno collaborato allo studio sono l’Istituto Pascale di Napoli, la Facoltà di Medicina e Farmacia della Sapienza, le Università degli Studi Federico II e SUN in Campania, l’Università di Trieste e l’Università di Leicester in UK.

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Malattie polmonari croniche

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2010

Quello delle malattie croniche polmonari è un binomio sempre più diffuso all’interno della popolazione italiana: per fare solo un esempio, ben il 4,8% delle donne e il 4,2% degli uomini italiani soffre di bronchite cronica. E, dato ancora più importante, quello della cronicità delle malattie è, in generale, un fatto che non riguarda più solo la terza età (che resta comunque il target primo di riferimento, con oltre il 60% dei colpiti): di questo tipo di patologie soffrono infatti 7,6 milioni di italiani tra i 6 e i 44 anni e, tra questi, 2 milioni tra i 6 e i 24 anni (fonte: Prima conferenza italiana sull’accesso alle cure nelle malattie croniche, 2010). Se a questo si aggiunge il fatto che il 17 novembre è stato insignito del titolo di Giornata Mondiale della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) e che il Forum Internazionale delle Società Respiratorie (Firs) ha decretato il 2010 “Anno del Polmone” a livello mondiale, è chiaro il tema delle malattie polmonari sia sempre più oggetto di attenzione e si stia chiedendo alla popolazione una sempre maggiore consapevolezza aull’argomento. In associazione alle terapie farmacologiche e in periodi di quiescenza sintomatologica, le cure termali con acque sulfureo salsobromoiodiche come quelle di Terme di Sirmione forniscono un valido aiuto. “L’acqua sulfurea salsobromoiodica esercita a livello delle mucose dall’apparato respiratorio un’azione anti-infiammatoria, antisettica, immunostimolante, eutrofica, mucolitica e muco-regolatrice” aggiunge il dott. Boschi. Grazie alle azioni di questa acqua termale si ha quindi un rallentamento del degrado della malattia cronica e, quindi, un miglioramento delle condizioni di vita. Inoltre, Terme di Sirmione propone protocolli integrativi e richiami, comprensivi di ventilazioni polmonari, cure inalatorie ed eventualmente sedute di fisiochinesiterapia respiratoria, nell’ottica di amplificare al massimo i benefici delle cure termali, sia nel breve che nel medio-lungo periodo, sia a livello curativo che preventivo.
Fumo e inquinamento atmosferico sono i principali fattori che concorrono al moltiplicarsi delle malattie croniche delle basse vie respiratorie.  Il fumo, in particolare, è il primo nemico per lo sviluppo della BPCO, malattia per cui non esiste terapia risolutiva. Un adeguata azione preventiva è quindi di assoluta importanza, per diminuire il più possibile i fattori di rischio che concorrono allo sviluppo di questo tipo di patologie.

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