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Cos’è la polmonite chimica

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

Quella che hanno contratto i 16 cittadini statunitensi è probabilmente una cosiddetta polmonite ‘chimica’, una infiammazione dei polmoni che segue all’inalazione di sostanze chimiche come gas inalati sul luogo di lavoro, pesticidi e fertilizzanti per l’agricoltura diffusi nell’aria dei campi ma può essere causata anche dall’inalazione del fumo scaturito dalla prossimità di un incendio. E, per la proprietà transitiva, anche per qualsiasi sostanza non controllata come additivi, alimenti, aromi o stupefacenti diluiti e poi inseriti nella sigaretta elettronica per cercare nuovi sapori o sballo. Non è molto diverso da quello che avviene nei fumatori di crack, solo che i dati epidemiologici sul consumo di sostanze illegali non arrivano all’attenzione dei pronto soccorso se non in casi gravissimi. Al momento la maggior parte dei casi sembrano simili ma i Center for Control of Disease (CDC) procedono con cautela e si riservano di verificare se si tratti o meno della stessa sindrome. Ciò che ha destato allarme è il fatto che la diffusione dei casi sia stata improvvisa e con una rapida escalation, con i primi pazienti registrati il 28 giugno in Wisconsin e Illinois.
I sintomi di questo tipo di polmonite sono del tutto analoghi a quelli di una forma batterica: dolore al petto, tosse, fiato corto e febbre a cui si possono aggiungere sintomi aspecifici come senso di affaticamento, perdita di appetito e nausea. Nelle forme più lievi sono sufficienti pochi giorni di riposo e la totale astensione dal fumo per apprezzare una regressione dei sintomi, associati a dosi di corticosteroidi per diminuire l’infiammazione locale, mentre nelle forme più gravi è necessario l’uso di ossigeno sino alla ventilazione meccanica. “Non ci sono segnalazioni di polmoniti o problemi di tossicità nei soggetti che utilizzano aromi e liquidi con nicotina del mercato legale. Si tratta infatti di prodotti soggetti ad una severa legislazione, creati in laboratori caratterizzati dalle più restrittive norme di Good Manufactoring Practice e soggetti a controlli di qualità” dichiara Massimiliano Mancini, Ceo di FlavourArt, azienda made in Italy leader nella produzione di liquidi per la sigaretta elettronica. Nel frattempo i rappresentanti dell’industria della sigaretta elettronica incolpano il mercato nero dei liquidi che rifornisce a basso prezzo prodotti pericolosi che contengono droghe illegali e sono spacciati per strada. Tanto che Gregory Conley dell’American Vaping Association ha ribadito in una dichiarazione la sicurezza dei liquidi a base di nicotina venduti nel mercato regolare.
In Italia ANAFE, l’associazione di categoria che riunisce i produttori di sigarette elettronico e prodotti di consumo ha dichiarato: “La morte dell’uomo, al di là degli aspetti ancora da chiarire, non si può certo attribuire all’utilizzo della sigaretta elettronica. In questo caso, infatti, ad essere stato fatale è con ogni probabilità l’uso di marijuana, peraltro proveniente dal mercato illegale. L’uso che in questo caso ne è stato fatto non è di certo riconducibile ad un normale e, soprattutto, consapevole utilizzo del device”.

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UNICEF / OMS: un nuovo piano per affrontare polmonite e diarrea che potrebbe salvare 2 milioni di bambini ogni anno

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2013

Un nuovo Piano d’Azione mondiale lanciato oggi dall’UNICEF e dall’OMS può salvare ogni anno 2 milioni di bambini da morti per polmonite e diarrea, due delle malattie killer per i bambini sotto i cinque anni di età. Nel 90% dei casi, queste morti avvengono nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale.Il Piano d’Azione Mondiale Integrato per la Prevenzione e il Controllo della Polmonite e della Diarrea richiede una maggiore integrazione degli sforzi per prevenire e curare queste due malattie, stabilire obiettivi ambiziosi per ridurre il tasso di mortalità ed aumentare i livelli di accesso ad interventi salva vita dei bambini.
«Troppo spesso, le strategie per contrastare la polmonite e la diarrea sono condotte in parallelo, senza sinergie”, ha dichiarato Elizabeth Mason, Direttore per il Programma della Salute Materna, neonatale, infantile e giovanile dell’OMS. Ma come dimostrano paesi come Bangladesh, Cambogia, Etiopia, Malawi, Pakistan e Tanzania, integrare sempre più strettamente queste strategie ha senso sia dal punto di vista sanitario che economico».Molti fattori contribuiscono ad entrambe le malattie, per cui nessun intervento singolo può efficacemente prevenire, curare o controllare la polmonite o lo diarrea. Tuttavia, come i paesi più ricchi hanno dimostrato, ci sono degli elementi chiave per ridurre il numero di infezioni e morti causati da entrambe le malattie. Per esempio, una buona nutrizione e un ambiente pulito aiutano a proteggere i bambini da polmonite e diarrea. Si stanno testando nuovi vaccini per proteggere i bambini da entrambe le malattie. Un buon accesso ai servizi sanitari e i farmaci giusti possono garantire che i bambini ricevano le cure necessarie. Ma molti degli sforzi che si realizzano nei Paesi a basso e medio reddito per contrastare la polmonite e la diarrea devono ancora fare tesoro di questi elementi comuni.«È un problema di equità. I bambini poveri nei paesi a basso reddito sono più esposti al rischio di morire a causa di polmonite o diarrea, ma sono anche quelli che hanno meno possibilità di accedere agli interventi di cui necessitano”, ha detto Mickey Chopra, Responsabile per i programmi sanitari dell’UNICEF.
“Sappiamo cosa occorre fare. Se, nei 75 Paesi con il più alto tasso di mortalità applicassimo all’intera popolazione la stessa copertura di interventi di base dei quali godono il 20% delle famiglie più ricche, potremmo prevenire la morte di 2 milioni di bambini già dal 2015, la data finale degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio”, ha detto Chopra.
Il nuovo Piano d’Azione UNICEF/OMS stabilisce obiettivi globali chiari da raggiungere entro il 2025: riduzione del 75% dell’incidenza di polmonite acuta e diarrea rispetto ai livelli del 2010 tra i bambini sotto i 5 anni di età, e l’eliminazione virtuale delle morti causate da entrambe le malattie nella stessa fascia di età. Il piano punta anche a una riduzione del 40% nel numero di bambini sotto i 5 anni che soffrono di malnutrizione cronica. Gli obiettivi del Piano di Azione sono significativamente più elevati rispetto agli attuali livelli di cura. Ad esempio, esso richiede che il 90% della popolazione infantile mondiale abbia accesso ad antibiotici contro la polmonite e ai sali per la reidratazione orale contro la diarrea, rispetto ai livelli attuali (rispettivamente del 31 e del 35%). Come obiettivo intermedio, almeno metà di tutti i neonati sotto i 6 mesi dovrebbero essere allattati esclusivamente al seno, rispetto al livello attuale del 39% (dato 2012). Tutti i bambini dovrebbero avere accesso a servizi igienici adeguati e ad acqua potabile sicura, che oggi sono garantiti rispettivamente al 63% e all’89% della popolazione infantile globale.Inoltre, il Piano prevede che si continui a lavorare sui progressi già realizzati in quei Paesi che hanno introdotto nuovi vaccini contro il pneumococco e il rotavirus, in modo da raggiungere il 90% della copertura vaccinale contro questi patogeni entro la data fissata.

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12° Congresso Nazionale Società Italiana di Infettivologia Pediatrica

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2012

Firenze, 22-23 e 24 marzo Palazzo degli Affari. Si apre oggi, nella splendida cornice di Palazzo degli Affari di Firenze, la dodicesima edizione del Congresso Nazionale di Infettivologia Pediatrica, un’occasione unica di confronto tra Pediatri, Infettivologi, Microbiologi, Immunologi e Allergologi sulle acquisizioni più recenti in infettivologia pediatrica, sui problemi e sul futuro dell’antibioticoterapia, sulle novità relative alle vaccinazioni, sul trattamento dell’otite media acuta, sulla nuova emergenza della tubercolosi, su immunità e allergie e numerosi altri temi d’attualità pediatrica. Il termine dei lavori è previsto per sabato 24 marzo.
Ad inaugurare il congresso, organizzato dalla Società Italiana di infettivologia Pediatrica (SITIP), sarà la Presidente, Professoressa Susanna Esposito – Direttore della UOC Pediatria 1 Clinica, presso la Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano – con una relazione dal titolo: “L’infettivologia pediatrica nel 2012: le acquisizioni più significative”.Di estrema importanza i temi che verranno sviluppati nel corso della sua relazione:
Influenza: una malattia che già da qualche anno suscita notevole interesse e dibattiti e per la quale si sono prese decisioni spesso controverse sia in tema di profilassi, che di terapia. Dopo l’esperienza della recente pandemia, molte autorità sanitarie hanno esteso sistematicamente l’uso del vaccino anche ai bambini sani, ma nonostante ciò continua a non esistere un consenso unanime su questa posizione e soprattutto sull’età in cui somministrare la vaccinazione universale. I dati di maggior rilievo, pubblicati nel 2011 (Vesikari et al. New Engl J Med 2011; 365: 1406-1416), sono quelli relativi all’efficacia, alla sicurezza e alla tollerabilità del vaccino antinfluenzale, adiuvato con MF59. Inoltre, a seguito dell’autorizzazione dell’EMA (European Medicine Agency) si è arrivati anche in Europa alla registrazione del vaccino antinfluenzale a virus vivo attenuato, per la fascia di età 2-18 anni. Tutti questi nuovi dati evidenziano come vi siano nuovi preparati a disposizione, di grande immunogenicità ed efficacia, particolarmente indicati nei primi anni di vita, durante i quali la risposta immunitaria è solitamente ridotta.
Morbillo: un secondo approfondimento riguarda il morbillo e le numerose epidemie che si sono verificate nel 2011 in diverse Regioni Italiane e in numerosi Paesi Europei. In particolare, si è osservato come l’età media di insorgenza della malattia abbia riguardato i soggetti in età adolescenziale, quelli non vaccinati in precedenza o quelli vaccinati con un’unica dose. In seguito a ciò, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha creato una Commissione che controllerà in tutta Europa i programmi di prevenzione, somministrando sistematicamente due dosi di vaccino per i nuovi nati e vaccinando gli adolescenti e gli adulti suscettibili, così da poter eradicare morbillo e rosolia entro il 2015.
Tubercolosi: negli ultimi anni è stata riscontrata una riemergenza della tubercolosi (TB) nei paesi industrializzati, dove ormai la malattia ha raggiunto la soglia del 5% di tutte le patologie infettive. L’incremento è stato attribuito sia alla comparsa di ceppi multiresistenti ai farmaci antitubercolari, sia ai flussi migratori provenienti da paesi con elevata incidenza di tubercolosi. L’aumento del numero dei casi ha determinato lo sviluppo di un’elevata soglia di attenzione rispetto ai fattori di rischio e all’impiego di nuove tecniche diagnostiche.

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Federanziani, aumentano rischi di polmonite severa

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

Ogni anno 6 mila italiani muoiono di polmonite, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità. Ma la paura è che “proprio quest’anno, con l’aumento dei casi di influenza” dovuto alla pandemia da virus A/H1N1, “gli anziani sono più esposti alla malattia”. A lanciare l’allarme è Federanziani, in occasione della Giornata mondiale della polmonite che si è celebrata giori fa. L’associazione invita le Istituzioni a ricorrere alla vaccinazione anti-pneumococco “massicciamente”, per scongiurare un’impennata di decessi. In Italia – ricorda Federanziani in una nota – secondo i dati delle schede di dimissione ospedaliera pubblicati sul sito del ministero della Salute, nel 2007 ci sono stati circa 120 mila ricoveri per polmonite. Ma a questo dato andrebbero aggiunti tutti i casi di polmonite per i quali non è stato disposto il ricovero, di cui ad oggi non esiste alcuna stima nazionale. E quest’anno i timori legati all’infezione aumentano: “La polmonite, infatti – ricorda Roberto Messina, presidente di Federanziani – in molti casi insorge proprio come complicanza dell’influenza”. Anche Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano, sottolinea come “tra tutti i casi di polmonite ben il 70% sia costituito da polmoniti secondarie, cioè da casi che insorgono come conseguenza di un’altra infezione”. In particolare, “nell’ambito delle polmoniti secondarie nel 95% dei casi il responsabile dell’infezione primaria è un batterio: lo pneumococco”. “Contro la polmonite da pneumococco – continua Messina – le armi a disposizione sono due: il vaccino e la terapia antibiotica mirata. Esiste però l’inconveniente che in una percentuale del 15-20% dei casi non si guarisce perché si è sviluppata una resistenza all’antibiotico somministrato”, avverte il presidente di Federanziani. Pertanto, invita l’associazione, è importante ricordare le linee guida dell’Oms secondo cui è fondamentale disporre di vaccini per la prevenzione della polmonite, che siano più efficaci delle alternative terapeutiche attualmente disponibili. Anche i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani hanno segnalato che, tra maggio e agosto di quest’anno, lo pneumococco è stato il batterio più riscontrato nei casi di decesso da infezione batterica subentrata all’influenza A. E qualcosa di analogo si è verificato nella pandemia Spagnola degli anni 1918-19, ricorda Federanziani: lo pneumococco è risultato il batterio responsabile del maggior numero di polmoniti mortali. In conclusione, dunque, “occorre che i decisori politici prendano atto di tutto ciò e utilizzino la vaccinazione preventiva massicciamente per porre fine a questa ‘mietitura’ di vite”.

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