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Il Polo Museale della Calabria al Planetario

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2018

Roma – Aula Ottagona (Planetario) delle Terme di Diocleziano Angela Acordon, direttore del Polo Museale della Calabria, è stata protagonista al ciclo di incontri Musei italiani – Sistema nazionale, organizzato dalla Direzione generale Musei del MiBACT, che si è tenuto a Roma, presso l’Aula Ottagona (Planetario) delle Terme di Diocleziano. La dottoressa Acordon ha relazionato sulla struttura che dirige che consta di sedici Sedi di straordinaria importanza (Galleria Nazionale di Cosenza, Chiesa di San Francesco d’Assisi, La Cattolica, Le Castella, Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”di Vibo Valentia, Museo Archeologico Nazionale di Crotone, Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon, Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna, Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri, Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, Museo Statale di Mileto, Museo Archeologico Nazionale di Amendolara, Museo Archeologico Lametino, Museo Archeologico di Metauros, Museo e Parco Archeologico “Archeoderi”) ed ha lasciato in esposizione nella suggestiva cornice del Platenario lo Spallaccio dalla colonia achea di Kaulonia, odierna Monasterace Marina. Spallaccio (elemento di armatura di oplita greco per proteggere la spalla destra) in bronzo con maschera gorgonica (VI secolo a.C.) dall’area del Tempio dorico di Punta Stilo. Faceva parte di un gruppo di offerte alla divinità ed è uno dei pochi esempi di tale tipo di offerte (armi di difesa e offesa) rinvenute in Magna Grecia.

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Polo Museale della Calabria: Museo Navigante

Posted by fidest press agency su domenica, 17 dicembre 2017

Capo Colonna - CrotoneGregorio AversaAnche il Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon, ha aderito al Museo Navigante che ha la finalità di valorizzare il patrimonio culturale marittimo italiano e che da gennaio 2018, con l’inizio dell’Anno del patrimonio culturale Europeo, salperà, a bordo della goletta Oloferne, e farà rotta dall’Adriatico al Tirreno, con tappe in tutte le regioni costiere, per arrivare infine a Sète (Francia) in occasione della manifestazione Escale à Sète in rappresentanza dei musei italiani.
Il Polo Museale della Calabria è rappresentato dal Museo Archeologico dell’antica Kaulon, diretto da Rossella Agostino e dal Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna – Crotone, diretto da Gregorio Aversa.
Il percorso espositivo – come specifica la dottoressa Agostino – illustra la storia della colonia magno-greca di Kaulonia dall’età di fondazione, ad opera dei crotoniati, fino ad età ellenistico-romana ed ospita anche reperti subacquei tra cui, ancore e resti di colonne lavorate da aree limitrofe all’odierno Museo situato a poca distanza dalla costa nei pressi di Punta Stilo caratterizzata dalla presenza del Faro. L’esposizione presenta per alcuni settori parziali ricostruzioni di edifici abitativi e sacri finalizzate ad una migliore lettura da parte del pubblico. Le Collezioni più importanti sono – come precisa il Goletta Olofernedirettore del Museo -: rocchi di colonne in marmo anche lavorate rinvenute nelle acque antistanti il sito dell’antica città di Kaulonia; Tetto tempio del Colle della Passoliera di età greca caratterizzato da una ricca policromia; Collezione numismatica e fra i “pezzi” più significativi l’attenta studiosa indica: manufatti bronzei, tra cui specchi, elementi di armature ed una interessante iscrizione votiva in lingua achea dall’area del tempio dorico; Mosaico pavimentale policromo con la raffigurazione di drago di età ellenistica dall’abitato.
Il museo è suddiviso in tre sezioni principali dedicate la prima (“Terra”) ai resti dell’insediamento sorto sul promontorio in età romana, la seconda (“Sacro”) al santuario di età greca sviluppatosi sullo stesso luogo e, infine, una terza (“Mare”) destinata ad illustrare le problematiche dell’archeologia subacquea, espone una parte del carico di marmi trasportati dalla nave naufragata presso Punta Scifo e databile al III sec.d.C., oltre ad altre suppellettili rinvenute durante lo scavo del relitto e oggetti prelevati da altri contesti sottomarini. Terrecotte architettoniche, vasi a figure nere, vasetti miniaturistici, bronzetti figurati attestanti la frequentazione del santuario greco e appartenenti al cd. Tesoro di Hera, formano – come afferma il direttore Aversa – le collezioni più importanti. Fra i pezzi di maggior pregio il dott. Aversa indica frammenti in marmo pario appartenenti alla decorazione del grande tempio di ordine dorico di cui, all’interno dell’attiguo Parco Archeologico, si conserva parte del basamento ed una colonna in blocchi tufacei. (foto: capo colonna, goletta oloferne, gregorio aversa)

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Il Polo Museale della Calabria al TourismA Salone internazionale dell’archeologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

castello-di-le-castellachiesa-di-s-francescoFirenze – Palazzo dei Congressi. Con un aggraziato spazio espositivo e un interessante incontro il Polo Museale della Calabria ha evidenziato al Tourisma il suo rilevante patrimonio storico, artistico, monumentale e archeologico.
Il Polo Museale della Calabria, guidato da Angela Acordon, è stato rappresentato, nel prestigioso Salone internazionale dell’archeologia di Firenze, da Rossella Agostino, Adele Bonofiglio e da Gregorio Aversa che hanno tracciato con un’attenta disamina le peculiarità delle strutture ricadenti nel Polo: i Parchi archeologici che raccontano la vita di centri coloniali quali Sibari, Capo Colonna di Crotone, Scolacium, Kaulonìa, Locri; centri i cui resti conservati dall’azione del tempo o portati alla luce con le indagini di scavo costituiscono da sempre argomenti nei manuali di archeologia dalla protostoria ad età greca e poi romana. O ancora, il Parco Archeoderi di Bova Marina che documenta significativamente anche la presenza ebraica nel versante ionico meridionale la-cattolicacalabrese. Il Museo “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, il Museo della Sibaritide, il Museo di Crotone, il Museo di Scolacium, il Museo di Locri e quello dell’antica Kaulonìa completano la narrazione dei Parchi attraverso i percorsi espositivi allestiti nelle sale che illustrano la quotidianità della vita di colonie magno-greche e municipia romani. Li affiancano Musei archeologici più piccoli, ma ricchi di manufatti e di storia: Amendolara, Lamezia, Gioia Tauro. E se il Museo di Mileto presenta al visitatore testimonianze di età medievale-normanna, edifici di culto quale, la Cattolica di Stilo e la Chiesa di San Francesco di Gerace sono architettonicamente e storicamente significative testimonianze per l’età bizantina e tardo-medievale. La fortezza di Le Castella a Isola Capo Rizzuto documenta la presenza del controllo costiero dall’antichità ad età moderna. Infine la Galleria Nazionale di Cosenza – sede centrale del Polo – ospita testimonianze pittoriche di vari periodi tra i quali, dipinti sei-settecenteschi di scuola napoletana e pittori, anche calabresi, che frequentavano la corte borbonica mantenendo rapporti con ambienti culturali di respiro europeo. (foto: Castello di Le Castella, Chiesa di S. Francesco, La Cattolica)

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Dall’icona a Malevich

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2011

Firenze  8 febbraio – 30 aprile 2011  Galleria d’Arte Moderna, Andito degli Angiolini, Palazzo Pitti, Capolavori dal Museo Russo di San Pietroburgo  La mostra è  promossa dal Ministero della Cultura della Federazione Russa con il Museo Russo di San Pietroburgo e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Italiano con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, ed è stata realizzata con il contributo dello sponsor unico Morgan Stanley. L’Andito degli Angiolini ospiterà una selezione di 40 dipinti provenienti dal prestigioso Museo Russo, un numero dimensionato agli spazi non vasti ma seducenti di questi ambienti lorenesi, e scelto in modo da offrire un affascinante florilegio del percorso dell’arte russa dall’epoca delle icone fino alle avanguardie del primo Novecento. Fu il Settecento l’epoca in cui l’arte russa inaugurò e maturò uno stile “moderno”. Al riguardo la mostra include due dipinti dell’inizio del Settecento, nei quali si evidenzia il graduale distacco dalla tradizione pittorica delle icone e l’apertura alla tipologia figurativa europea: Ivan Nikitin, Ritratto di un atamano e Roman Nikitin, Ritratto della baronessa M. Stroganova. Altre opere in mostra, del Settecento e della prima metà dell’Ottocento, di artisti diversi come Orest Kiprenskij, Karl Brjullov, Silvestr Shchedrin, Fedor Alekseev testimoniano non solo come i pittori russi avessero fatto propria  l’arte dei vicini maestri europei, ma anche come fossero in grado di esprimere un proprio stile personale.   I rapporti dei maestri russi con l’Italia nella prima metà del XIX secolo erano così intensi che alcuni finirono per sposare donne italiane (Kiprenskij, Lapchenko), mentre altri trovarono in questo paese gli amici più cari (Karl Brjullov visse e morì a nei pressi di Roma, in casa del politico e diplomatico Tittoni, dove rimase parte della sua eredità).
Gli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo costituirono un’epoca di pluralità di stili, indirizzi, tendenze e individualità creative, in sintonia con quanto andava avvenendo nella pittura europea. Proponendo gli esempi di tre soli pittori Mikhail Nesterov, Valentin Serov e Mikhail Vrubel, si possono cogliere le sfaccettature presenti nell’arte russa nel periodo precedente l’avanguardia.
I dipinti di Goncharova e Malevich, della fine degli anni ‘20 e dell’inizio degli anni ‘30, e di Pavel Filonov sono solo una piccola parte della ricca varietà di opere dell’avanguardia russa presente nelle collezioni del Museo Russo.
Attualmente la principale sede espositiva del museo si trova nel cuore di San Pietroburgo nel palazzo Mikhajlovskij, costruito da Carlo Rossi negli anni 1819-1825, e nella cosiddetta ala di Benois sulla riva del canale Griboedov. Gli spazi del Museo Russo comprendono anche il Giardino d’Estate con il Palazzo di Pietro il Grande e la sua casetta. Il Museo Russo organizza ogni anno dalle 25 alle 40 mostre  nei propri spazi espositivi e all’estero.
Morgan Stanley è una società leader quale fornitrice di attività finanziarie nel contesto internazionale. Più di 1.300 uffici in 42 paesi del mondo offrono una vasta gamma di servizi come investment banking, governo dei titoli, gestione degli investimenti e wealth management verso importanti corporazioni, istituti pubblici e clienti privati. Per ulteriori informazioni vi invitiamo di consultare il sito http://www.morganstanley.com.

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“Caravaggio: La bottega del genio”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2010

Roma, 22 dicembre 2010 – 29 maggio 2011 Palazzo Venezia – Sale del ‘400 (piano terra) Via del Plebiscito 118 Conferenza stampa: martedì 21 dicembre, sala altoviti, ore 12.30. Il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, diretta da Rossella Vodret, presenta una mostra del tutto inedita e in forma sperimentale e didattica per ricostruire la bottega di Caravaggio nelle cosiddette “Sale Quattrocentesche” di Palazzo Venezia. La mostra, dal titolo “Caravaggio. La Bottega del Genio”, ideata da Rossella Vodret e curata da Claudio Falcucci, è organizzata dalla società Munus e ha come main sponsor Banca Etruria. L’idea nasce dal fatto che, nonostante l’imponente bibliografia su Caravaggio, la sua tecnica esecutiva – cioè in che modo Caravaggio realizzava i suoi splendidi capolavori – è ancora un mistero, oggetto ancora oggi di studi approfonditi e specialistici. Per cercare di capire meglio i suoi processi creativi ed entrare nei meccanismi delle sue composizioni e del suo singolare approccio alla realizzazione delle sue opere di sconvolgente modernità, sarà presentata nelle “Sale Quattrocentesche” un’ipotesi di allestimento dello studio di Caravaggio negli anni romani. Alla mostra sarà abbinato un ciclo di conferenze, che si svolgeranno tra gennaio e febbraio, a Palazzo Venezia, con cadenza settimanale, ideato da Rossella Vodret e curato da Marco Cardinali e da Maria Beatrice De Ruggieri. In esso, i curatori della mostra e i membri del comitato di studio avranno modo di spiegare e illustrare i processi creativi e tecnici di Caravaggio. Nell’iniziativa della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma rivivrà la sperimentazione ottica del grande artista lombardo e prenderà forma il suo modo di osservare la realtà, nella speranza di poter così afferrare con qualche certezza in più le motivazioni più profonde del suo “GENIO”. (caravaggio)

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