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Summit sul clima in Polonia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Katowice (Polonia) In apertura del Summit sul clima (COP24) in Polonia, Greenpeace ricorda l’allarme lanciato dalla comunità scientifica: abbiamo solo dodici anni per salvare il clima del nostro Pianeta. Per questo il Summit di Katowice non può che avere obiettivi ambiziosi.Quest’anno, il Summit sul Clima arriva sulla scia di avvertimenti chiarissimi lanciati dal Panel di scienziati dell’ONU sul Clima (Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC), dall’Organizzazione Meteorologica Internazionale (WMO) e dal Piano Ambientale dell’ONU (UNEP):
– Se l’incremento delle temperature dovesse continuare al ritmo corrente, il riscaldamento climatico dovrebbe superare la soglia di 1,5°C tra il 2030 e il 2052: ciò rende assolutamente urgente il taglio delle emissioni di gas serra;
– I livelli di CO2 hanno raggiunto valori record: la stima è di 405,5 parti per milione (ppm) nel 2017: un valore che non si registrava in atmosfera negli ultimi 3/5 milioni di anni. Nel 2015 in atmosfera c’erano solo 400,1 ppm;
– Il 2018 sia avvia a essere il quarto anno più caldo di sempre: i venti anni più caldi sono stati tutti registrati negli ultimi 22 anni;
– Il rapporto “UNEP Emission Gap” rivela che i Paesi devono aumentare di cinque volte le riduzioni di emissioni di gas serra per centrare l’obiettivo 1,5°C.
A fronte di queste notizie negative ce ne sono però altre che ci danno speranze:
– L’Unione europea ha ripreso una forte leadership sul clima e ha proposto un obiettivo “emissioni zero” al 2050. Tuttavia, per restare entro 1,5°C questo obiettivo deve essere anticipato al 2040;
– I Capi di Stato di 18 Paesi europei, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, hanno firmato un appello che chiede a tutti i Paesi di rivedere i loro piani nazionali sul clima, alla luce delle ultime evidenze scientifiche;
– Governi regionali, città e aziende forniscono ai leader del Pianeta esempi sempre più forti di piani ambiziosi a difesa del clima. Ad esempio, poche settimane fa Generali Assicurazioni ha notevolmente migliorato la sua policy sul clima distanziandosi dal carbone.

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Centenario dell’indipendenza della Polonia

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

Chivasso sabato 3 novembre alla Mandria di Chivasso una serie di celebrazioni e di iniziative che rinsaldano il gemellaggio tra le città di Chivasso e di Przemysl e il legame tra la Polonia e il Canavese. Le celebrazioni, patrocinate dalla Città Metropolitana di Torino, inizieranno alle 9,30 con lo scoprimento della lapide in ricordo dei soldati polacchi ospitati al termine della Prima Guerra Mondiale nella tenuta della Mandria, la posa di una corona d’alloro in memoria dei militari e i saluti delle autorità polacche e italiane. Alle 10 nel cimitero della Mandria saranno deposti fiori alla lapide che ricorda i primi soldati polacchi deceduti a Chivasso. Altri fiori saranno deposti alle 10,45 sulla tomba dei soldati polacchi nel cimitero del capoluogo. Una corona d’alloro sarà infine deposta alle 11,15 alla lapide che ricorda i caduti polacchi in piazza Dalla Chiesa.Nella stessa piazza alle 11,30 si inaugurerà la mostra ”Da prigionieri a uomini liberi. L’Armata polacca in Italia 1918 – 1919”, allestita nei locali dell’ex biblioteca e celebrata con un annullo filatelico speciale.Alle 16 nel cimitero di Ivrea sarà deposta una corona alla tomba dei soldati polacchi, mentre in serata, alle 20, il Teatro Civico di Chivasso ospiterà il Gran concerto vocale strumentale polacco-italiano, con canti patriottici dei due paesi, arie d’opera e canti di Stanisław Moniuszko. Protagonisti del concerto saranno la soprano Dominika Zamara, il pianista Andrea Musso e la voce recitante Beata Dudek.
Il legame forte fra Torino e la sua provincia e la Polonia si rinsaldò al termine della Prima Guerra Mondiale, quando 22.000 soldati polacchi, precedentemente inquadrati nell’esercito austro-ungarico e catturati dagli italiani durante il conflitto, si arruolarono come volontari nel nuovo esercito che venne costituito per iniziativa del Comitato Nazionale Polacco. Essi trascorsero un periodo di addestramento alla Mandria di Chivasso e, nel 1919, tornarono in patria per combattere ai confini orientali prima contro gli ucraini e poi contro le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, assicurando così alla Polonia un breve periodo di indipendenza nazionale, che sarebbe però terminato tragicamente nel 1939, con le contemporanee invasioni tedesca e russa seguite allo sciagurato Patto Molotov-Ribbentrop.
A Chivasso, ad Ivrea e a Torino sono sepolte le salme di molti dei soldati che non riuscirono a sopravvivere alle malattie contratte durante la prigionia in Italia negli anni che vanno dal 1915 al 1918. La ricorrenza dell’11 novembre ricorda la riconquista della sovranità nazionale da parte dei polacchi nel 1918, al termine della Grande Guerra. La Comunità Polacca di Torino-Ognisko Polskie w Turynie si è invece costituita ufficialmente dopo la Seconda Guerra mondiale, quando alcuni ufficiali che avevano combattuto contro i nazifascisti, servendo nel corpo d’armata comandato dal generale Anders, si stabilirono a Torino per completare i loro studi, nell’impossibilità di tornare in una patria che era passata dal giogo nazista a quello sovietico.

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Il lavoro sporco di pulizia etnica della Germania e la buccia di banana polacca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

La Polonia divenne, per gli occidentali, la classica goccia d’acqua che fece traboccare il vaso della tolleranza per le politiche annessioniste della Germania Hitleriana. Spinse gli anglofrancesi a un gesto clamoroso di rivolta in opposizione a un dialogo, con i nazisti, sino allora mantenuto su livelli molto concilianti e permessivi. Vennero un ultimatum e una dichiarazione di guerra che sembravano interessare a ben pochi e meno che mai ai diretti interessati. I francesi erano tranquilli dietro la loro linea Maginot e i tedeschi, lo stesso, giacché si stava profilando una “guerra” di posizione e non di movimento. Diventava l’occasione propizia per far lavorare le diplomazie e per studiare onorevoli percorsi per ristabilire la pace in Europa.
Forse a peggiorare le cose vi concorse il patto russo-tedesco per la spartizione della Polonia. Stalin, d’altra parte, non nascondeva la sua ammirazione per Hitler nonostante che li dividesse, in modo radicale, la loro concezione ideologica e il loro modo di esprimere una presenza nel mondo esclusiva e dominante.
Una simpatia non certo ricambiata da Hitler il quale già pensava di rabbonire gli inglesi e i francesi per poi spingersi in una sorta di guerra santa contro i sovietici.
Non vi riuscì e allora cercò di piegare le resistenze anglo-francesi con una spettacolare offensiva che in poche settimane mise in ginocchio la Francia e, in pratica, annientò l’armata inglese inviata sul continente per dare il suo appoggio agli alleati francesi. Questo fu anche il trionfo di una tecnica militare innovativa, rispetto al passato. (Riccardo Alfonso)

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Il Primo ministro polacco sceglie di concentrarsi sull’economia, nonostante le domande sullo Stato di diritto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 luglio 2018

Il Primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, ha discusso mercoledì il futuro dell’Europa con i deputati e il Vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis. “La Polonia è stato uno dei primi paesi a dare il diritto di voto alle donne e siamo profondamente radicati nello Stato di diritto. Se non fosse stato per la cortina di ferro avremmo potuto essere un membro fondatore dell’Unione europea. Ora, come membro a pieno titolo, vogliamo proporre un programma costruttivo, che rispetti le identità nazionali e in cui ogni paese ha il diritto di istituire il proprio sistema giuridico, in linea con le proprie tradizioni”, ha dichiarato Morawiecki.”Il progetto europeo deve essere più aperto, perché la situazione attuale è senza precedenti, a causa di tutte le crisi che si sono accumulate”, ha proseguito Morawiecki, elencando tra queste la crisi migratoria, la Brexit e la guerra ibrida russa.
Morawiecki ha proposto una Unione sicura, con un’ambiziosa politica di coesione per proteggere i cittadini dal potere delle multinazionali e combattere le disparità. Ha poi sottolineato che la Polonia sta colmando le lacune del suo sistema di riscossione delle imposte e sta affrontando il problema dell’evasione e dell’elusione fiscale, alludendo alle colpe di un sistema giudiziario passivo che non ha funzionato correttamente in passato.I leader dei principali gruppi politici hanno interrogato Morawiecki sui cambiamenti nel sistema giudiziario polacco che minacciano lo Stato di diritto. La maggior parte dei deputati ha condannato il governo polacco per aver consolidato il proprio potere. Concordando con la posizione di Morawiecki sulla strategia di sviluppo, la sicurezza energetica e la difesa, i deputati si sono uniti nella convinzione che l’Unione europea debba essere costruita sui valori condivisi dello Stato di diritto.
I deputati hanno inoltre ricordato che la Polonia ha inventato la separazione dei poteri nella sua costituzione, prima del suo genere in Europa, e hanno affermato che costringere i giudici a ritirarsi dal servizio e metterli sotto il controllo politico non è un problema di tradizione nazionale. Hanno infine ribadito il loro sostegno ai cittadini polacchi che protestano per le strade contro tali cambiamenti.

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Polonia: messaggi antisemiti contro l’ambasciata di Israele

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 febbraio 2018

lager polonia“Negli ultimi giorni non abbiamo potuto fare a meno di notare un’ondata di commenti antisemiti che hanno raggiunto l’ambasciata attraverso tutti i canali di comunicazione. Molti di questi hanno preso di mira la persona dell’ambasciatrice Anna Azari“.Lo denuncia in un comunicato, ripreso dai media dello Stato ebraico, la stessa ambasciata israeliana a Varsavia sottolineando: “Fino ad adesso ci siamo trattenuti dal reagire, ma sentiamo che non dovremmo farlo più“.L’impennata di commenti antisemiti è legata alla crisi scaturita dall’approvazione, da parte del Senato polacco, di un controverso disegno di legge che stabilisce pene fino a tre anni di carcere per chiunque si riferisca ai campi nazisti come campi “polacchi” o accusi la Polonia di complicità con i crimini della Germania nazista. Il Senato ha approvato il progetto di legge nelle prime ore di giovedì ed è in attesa del via libera finale del presidente polacco Andrzej Duda.La legge ha causato una tempesta di critiche in Israele e una disputa diplomatica tra i due Paesi. Il ministro dei trasporti Yisrael Katz ha chiesto giovedì che il primo ministro Benjamin Netanyahu richiami l’ambasciatrice Azari. (fonte: Huffington Post) (foto: lager polonia)

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La Polonia vuole cambiare la storia: Vietato usare l’espressione «campi di sterminio polacchi»

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 febbraio 2018

lagerVietato «attribuire alla Polonia e ai suoi cittadini un qualsiasi tipo di responsabilità per i crimini commessi dai nazisti». Soprattutto: vietato «accusare la Polonia di complicità con i nazisti», o menzionare in pubblico «crimini commessi dai polacchi durante l’Olocausto».La camera bassa del Parlamento di Varsavia ha approvato un disegno di legge che prescrive fino a tre anni di carcere per chi assocerà l’aggettivo «polacchi» ai campi di sterminio nazisti, come Auschwitz, operanti nella Polonia occupata durante la Seconda guerra mondiale. In teoria, la norma sarebbe dovuta essere un «messaggio di sensibilizzazione» ai media e ai politici internazionali che «troppo spesso parlano di “campi polacchi”» senza specificare che la Polonia era «occupata dai nazisti». Un tentativo di censurare chi suggerisce che, almeno in parte, la Polonia, come diversi altri Paesi europei, sia responsabile della morte di milioni di ebrei. Peccato che la legge tenti maldestramente di cancellare una tragica evidenza, quella dei collaborazionisti, innanzitutto. In un botta e risposta su Twitter il leader del partito israeliano Yesh Atid, risponde all’ambasciata polacca con un messaggio che non lascia ombre: «Questa legge cerca di negare la complicità polacca nell’Olocausto. L’Olocausto è stato concepito in Germania, ma centinaia di migliaia di ebrei sono stati sterminati senza mai aver incontrato un soldato tedesco».Perché la legge entri in vigore serve ancora l’approvazione del Senato e del presidente. Tre gli anni di carcere previsti. La norma renderà anche illegale negare l’omicidio di circa 100.000 polacchi da parte delle Unità nell’esercito insurrezionale ucraino (Upa), mossa che potrebbe aumentare le tensioni con la vicina Ucraina.
Il partito di destra al governo Diritto e Giustizia (PiS) ha spinto la legge invocando la sofferenza dei polacchi sotto l’occupazione nazista – «c’era la pena di morte per chi aiutava gli ebrei» – e per, sostengono i critici, strizzare l’occhio all’estrema destra nazionalista del Paese.Immediata la reazione di Israele: «La legge non ha senso. La Storia non può essere cambiata, non si può negare la Shoah». Così il premier Benyamin Netanyahu ha bollato la norma in discussione in Polonia. «Ho dato ordine all’ambasciata israeliana in Polonia di incontrarsi con il primo ministro a cui esprimere – ha aggiunto il premier – la mia ferma opposizione alla legge». Ha aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri: «Chiediamo che il governo polacco la corregga prima che si vada avanti. Nessuna legge può cambiare la verità storica». Mentre il leader del partito laburista Avi Gabbay ha commentato: «Questa norma incoraggerà chi nega l’Olocausto. Ignorare la Storia non la cambia».(Fonte: La Stampa, 28 gennaio 2018) (Emanuel Baroz)

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Procedure d’infrazione contro la Repubblica ceca, l’Ungheria e la Polonia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 luglio 2017

europaNonostante i ripetuti inviti ad agire e l’avvio, lo scorso mese, di procedure di infrazione da parte della Commissione, i tre paesi continuano a violare i loro obblighi giuridici e trascurano gli impegni assunti nei confronti della Grecia, dell’Italia e di altri Stati membri.
Il 15 giugno 2017 la Commissione ha avviato procedure di infrazione contro la Repubblica ceca, l’Ungheria e la Polonia tramite l’invio di una lettera di costituzione in mora. Le risposte fornite non sono risultate soddisfacenti in quanto non indicavano che tali paesi avrebbero rapidamente iniziato le ricollocazioni nel loro territorio. Nessuno degli argomenti fatti valere — che si tratti della causa in corso contro il Consiglio, che non ha effetto sospensivo, della solidarietà mostrata con altri mezzi oppure delle difficoltà nell’effettuare i controlli di sicurezza — giustificano il mancato impegno a mettere a disposizione posti. Per questo motivo la Commissione ha deciso di passare alla fase successiva della procedura di infrazione. Le decisioni del Consiglio impongono agli Stati membri di impegnarsi a mettere a disposizione posti per la ricollocazione ogni tre mesi al fine di garantire una procedura di ricollocazione rapida e ordinata. L’Ungheria non ha ricollocato nessuno da quando è stato avviato il meccanismo di ricollocazione mentre la Polonia non ha effettuato alcuna ricollocazione né preso alcun impegno dal dicembre 2015. La Repubblica ceca, dal canto suo, non ha effettuato alcuna ricollocazione dall’agosto 2016 e non ha assunto nuovi impegni da oltre un anno.Il parere motivato costituisce la seconda fase della procedura di infrazione e consiste in una richiesta formale di conformarsi al diritto dell’UE, con l’invito agli Stati membri interessati a comunicare alla Commissione, entro un determinato periodo, le misure prese a tal fine. Poiché le decisioni del Consiglio sulla ricollocazione sono state adottate in risposta a una situazione di emergenza e alla luce dei ripetuti solleciti ai tre Stati membri, le autorità della Repubblica ceca, dell’Ungheria e della Polonia devono rispondere al parere motivato entro un mese, anziché entro il consueto termine di due mesi. Se non rispondono o se le osservazioni presentate nella risposta non sono soddisfacenti, la Commissione può decidere di passare alla fase successiva della procedura di infrazione e adire la Corte di giustizia dell’Unione europea.Con il meccanismo temporaneo di ricollocazione di emergenza, istituito nel settembre 2015 da due decisioni del Consiglio, gli Stati membri si sono impegnati a ricollocare le persone bisognose di protezione internazionale dall’Italia e dalla Grecia. La Commissione riferisce periodicamente sull’attuazione delle due decisioni del Consiglio tramite le relazioni periodiche sulla ricollocazione e il reinsediamento, che usa per chiedere di intraprendere le misure necessarie. Come indicato nell’odierna 14ª relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento, il ritmo della ricollocazione è notevolmente aumentato nel 2017 e dal novembre 2016 il numero di trasferimenti è salito a oltre 1 000 al mese, con un nuovo record di oltre 3 000 trasferimenti nel giugno 2017. Al 26 luglio il numero totale di ricollocazioni è pari a 24 676 (16 803 dalla Grecia e 7 873 dall’Italia).

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La prof.ssa Ilde Consales in Polonia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 marzo 2017

varsaviaLa professoressa Ilde Consales del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Roma tre si recherà in Polonia per un ciclo di conferenze dal 30 marzo al 7 aprile. Inizia il 30 marzo 2017 a Brno (Repubblica Ceca) dove terrà, come Visiting Professor presso la Masarykova Univerzita dalle 10:50 alle 12:20, una lezione dal titolo “Gli invariabili in diacronia nella grammaticografia italiana”. Sempre il 30 marzo 2017, dalle 17,30 alle 19 ma a Olomouc (Repubblica Ceca) come Visiting Professor terrà presso la Univerzita Palackého Olomoucidi una lezione dal titolo “Dare un nome alla guerra: polirematiche a confronto”. Il 31 marzo 2017 sarà a Opava (Repubblica Ceca) come Visiting Professor dove terrà dalle 13 alle 15, presso la Slezská Univerzita v Opavě, una lezione dal titolo “L’identità linguistica e socio-culturale del personaggio goldoniano in tre commedie”. Il 7 aprile 2017, sarà invece, a Varsavia presso la Uniwersytet Warszawski alle ore 10 dove terrà una comunicazione dal titolo “Questa è la parte, che ua incatenando, et ordinando il parlamento. Le congiunzioni nella tradizione grammaticale italiana” per il convegno Internazionale “Dal monologo al polilogo: l’Italia nel mondo. Lingue, letterature e culture in contatto”.

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Mostra “A rischio della propria vita”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 gennaio 2017

jan_karski_statue_in_tel_avivTorino martedì 31 gennaio a venerdì 17 febbraio 2017 dalle 10 alle 17 nei giorni feriali in occasione del Giorno della Memoria 2017 a Palazzo Dal Pozzo della Cisterna – sede della Città Metropolitana di Torino – è previsto l’allestimento di una mostra dedicata a Jan Karski (1914-2000), il corriere dello Stato “segreto” polacco e del Governo in esilio della Repubblica Polacca durante la Seconda Guerra Mondiale.L’inaugurazione della mostra è in programma lunedì 30 gennaio 2017 alle 18. La mostra sarà visitabile da martedì 31 gennaio a venerdì 17 febbraio 2017 dalle 10 alle 17 nei giorni feriali.La mostra è itinerante ed stata realizzata dal Museo della Storia della Polonia e dal Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Polonia. L’allestimento a Torino verrà realizzato in collaborazione con la Città Metropolitana, il Consolato Generale di Polonia a Milano, il Consolato onorario di Polonia a Torino, la Comunità Ebraica di Torino e la Comunità Polacca di Torino-Ognisko Polskie w Turynie.
Nel 1943 Jan Karski venne inviato presso i rappresentanti degli Alleati con la missione di raccontare il terrore seminato dai tedeschi in Polonia, compreso il genocidio degli ebrei. Karski fu tra i primi a informare il mondo sulla politica tedesca di sterminio sistematico degli ebrei. I suoi interlocutori, purtroppo, non compresero le dimensioni dell’immane tragedia che si stava consumando nella Polonia occupata. Il settimanale americano “Newsweek” ha inserito Jan Karski nel novero delle figure eccellenti del XX secolo, riconoscendo la missione da lui compiuta durante la guerra come una delle pietre miliari nell’etica della civiltà. Negli ultimi anni sono stati pubblicati in Italia: la prima edizione italiana del libro di Jan Karski “La mia testimonianza davanti al mondo. Storia di uno stato segreto” (Adelphi 2013) a cura e con la traduzione di Luca Bernardini; il fumetto Jan Karski “L’uomo che scoprì l’Olocausto” di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso (Rizzoli-Lizard 2014).
Alla mostra su Jan Karski è abbinata un’attività didattica seminariale, promossa dai docenti Jörg Luther dell’Università del Piemonte Orientale e Sarah Kaminski dell’Università di Torino. Tale attività si terrà nella sala Consiglieri di Palazzo Cisterna e sarà destinata agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie del Piemonte e agli studenti universitari. La mostra sarà parte integrante del progetto didattico internazionale “Memorie europee tra Ovest ed Est – elaborazioni in atto della Shoah”, che interessa in particolare la Polonia, l’Italia e anche Israele. Il seminario sarà organizzato nell’ambito della quarta edizione del Corso di Storia e Didattica della Shoah organizzato dalla Rete Universitaria. All’iniziativa collaborano i Dipartimenti di Giurisprudenza, Scienze politiche, economiche e sociali (DIGSPES) di Alessandria e di Studi Umanistici di Vercelli, il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università degli Studi di Torino, l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte, con la collaborazione dell’ISTORETO-Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza,dell’ISRAL-Istituto per la Storia della Resistenza in Provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi” e della Società Contemporanea “Giorgio Agosti”. (foto: Jan_Karski_Statue_in_Tel_Aviv)

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Mostra “A rischio della propria vita”

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

jan_karsyjan_karsy2Torino lunedì 30 gennaio 2017 alle 18 Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, sede della Città Metropolitana di Torino mostra “A rischio della propria vita”. Sarà visitabile da martedì 31 gennaio a venerdì 17 febbraio 2017 dalle 10 alle 17 nei giorni feriali. L’esposizione è composta dai 21 pannelli stampati su forex. La mostra venne realizzata dal Museo della Storia della Polonia e dal Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Polonia, in collaborazione con la Città Metropolitana, il Consolato Generale di Polonia a Milano, il Consolato onorario di Polonia a Torino, la Comunità Ebraica di Torino e la Comunità Polacca di Torino-Ognisko Polskie w Turynie.
Proseguendo nel filone inaugurato l’anno scorso, in occasione del Giorno della Memoria 2017 è previsto l’allestimento di una mostra dedicata a Jan Karski (1914-2000), il corriere dello Stato “segreto” polacco e del Governo in esilio della Repubblica Polacca durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1943 Jan Karski venne inviato presso i rappresentanti degli Alleati con la missione di raccontare del terrore seminato dai tedeschi in Polonia, ivi compreso il genocidio degli ebrei. Fu tra i primi a informare il mondo sulla politica tedesca di sterminio sistematico degli ebrei. I suoi interlocutori, purtroppo, non compresero le dimensioni dell’immane tragedia che si stava consumando nella Polonia occupata. Il settimanale americano “Newsweek” ha inserito Jan Karski nel novero delle figure eccellenti del XX secolo, riconoscendo la missione da lui compiuta durante la guerra come una delle pietre miliari nell’etica della civiltà. Negli ultimi anni sono stati pubblicati in Italia: la prima edizione italiana del libro di Jan Karski “La mia testimonianza davanti al mondo. Storia di uno stato segreto” (Adelphi 2013) a cura e con la traduzione di Luca Bernardini; il fumetto Jan Karski “L’uomo che scoprì l’Olocausto” di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso (Rizzoli-Lizard 2014).
I professori Jörg Luther dell’Università del Piemonte Orientale e Sarah Kaminski dell’Università di Torino abbinano inoltre alla mostra un’attività didattica seminariale, da tenersi nella sala Consiglieri di Palazzo Cisterna, destinata agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie del Piemonte e agli studenti universitari. La mostra sarà parte integrante del progetto didattico internazionale “Memorie europee tra Ovest ed Est – elaborazioni in atto della Shoah”, che interessa in particolare la Polonia, l’Italia e anche Israele. Il seminario sarà organizzato nell’ambito della quarta edizione del Corso di Storia e Didattica della Shoah organizzato dalla Rete Universitaria. All’iniziativa collaborano i Dipartimenti di Giurisprudenza, Scienze politiche, economiche e sociali (DIGSPES) di Alessandria e di Studi Umanistici di Vercelli, il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università degli Studi di Torino, l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte, con la collaborazione dell’ISTORETO-Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza,dell’ISRAL-Istituto per la Storia della Resistenza in Provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi” e della Società Contemporanea “Giorgio Agosti”.
Il corso si inserisce nel più ampio progetto di attività della Rete Universitaria per il Giorno della Memoria e, con il coordinamento del MIUR, si tiene in vari Atenei, con il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica di Polonia, dell’Ambasciata d’Israele in Italia e dell’UCEI-Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. La responsabilità scientifica accademica dei nodi piemontesi della Rete universitaria è dei professori Simona Forti (Università Piemonte Orientale – Vercelli), Jörg Luther (Università Piemonte Orientale – Alessandria) e Sarah Kaminski (Università di Torino). La Rete si propone di implementare e diffondere negli atenei e nelle scuole le “buone pratiche” di lotta contro ogni forma di razzismo e antisemitismo, attraverso un sentimento di cittadinanza condivisa e dello jan_karsy1sviluppo della cultura del pluralismo e della tutela dei diritti umani e civili.
Il corso seminariale inizierà giovedì 9 febbraio 2017 con una visita alla mostra allestita a Palazzo Cisterna, proseguendo con relazioni sulla didattica della Shoah, in particolare sul ruolo delle immagini e sul turismo della Shoah. Giovedì 16 febbraio è prevista una sessione mattutina di storia, filosofia e diritto, moderata dalla professoressa Krystyna Jaworska, docente di Letteratura Polacca all’Università di Torino. Sono previste relazioni su “Memoria ed identità nazionale polacca”, “Memorie intrecciate: la Polonia in Italia e l’Italia in Polonia”, “La storia e il diritto della memoria tra Polonia e Israele”. A seguire testimonianze, domande e dibattito. Nel pomeriggio la sessione sarà presieduta dal professor Corrado Martone, docente di Ebraistica all’Università di Torino. Le relazioni riguarderanno “Il nazionalismo della memoria”, “La Shoah è dell’Europa o dei Tedeschi?”, “Il turismo della memoria”. Le lezioni sono principalmente rivolte a insegnanti di scuola secondaria di I° e II° grado nonché a docenti, dottorandi e studenti universitari. I responsabili scientifici si riservano di valutare, caso per caso, l’accesso al corso di altri insegnanti e studenti e di altre persone interessate. Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato individuale di frequenza e saranno riconosciuti tre crediti formativi universitari, se presenteranno una relazione o un progetto di unità didattica concordato con i responsabili del corso. A richiesta degli insegnanti partecipanti, potranno essere organizzati incontri di follow up nelle scuole e/o presso gli istituti partecipanti. La partecipazione al corso è gratuita. Seguiranno informazioni ulteriori indirizzate alle scuole e agli studenti. (foto: Jan_karsy)

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Diritti fondamentali in Polonia: il PE esorta a seguire raccomandazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2016

poloniaI deputati hanno chiesto al governo polacco di risolvere la crisi costituzionale del Paese entro il termine di tre mesi fissato dalla Commissione il 27 luglio scorso. La soluzione dovrebbe portare a un compromesso fra tutti i partiti parlamentari ed essere in linea con le raccomandazioni della Commissione di Venezia e della Commissione europea.Nel testo della risoluzione, approvata mercoledì dal Parlamento con 510 voti favorevoli, 160 contrari e 29 astensioni, si ricorda al governo della Polonia che “l’UE si fonda sui valori … approvati dal popolo polacco con il referendum del 2003″ e che “l’azione dell’UE poggia sulla fiducia reciproca e sulla presunzione del rispetto, da parte degli Stati membri, della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali”.
Riferendosi in particolare alla Carta dei Diritti fondamentali, i deputati hanno affermato che la paralisi del Tribunale costituzionale e il rifiuto del governo polacco di pubblicare tutte le sentenze mettono “a repentaglio la democrazia, i diritti fondamentali e lo Stato di diritto in Polonia”.Sostengono inoltre la determinazione della Commissione europea nel trovare una via d’uscita alla situazione attuale, attraverso un dialogo con le autorità polacche nell’ambito del “nuovo quadro dell’UE per rafforzare lo Stato di diritto”, in vigore dal 13 gennaio. I deputati invitano le autorità polacche a collaborare con la Commissione, che ha adottato un parere sullo Stato di diritto lo scorso giugno e una raccomandazione a luglio e invitano la Commissione a monitorare l’attuazione di queste raccomandazioni da parte delle autorità polacche.Oltre alla crisi costituzionale, il Parlamento è anche preoccupato dai “recenti e rapidi sviluppi legislativi” in altri settori, in particolare per quanto riguarda:
l’indipendenza e l’imparzialità dei media del servizio pubblico;
il diritto alla libertà d’espressione;
il diritto alla privacy;
i diritti procedurali, nonché il diritto fondamentale ad un processo equo;
l’imparzialità politica dell’amministrazione, e
i diritti umani fondamentali, compresi i diritti delle donne.

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In visita agli Scavi di Pompei il presidente della Polonia Andrzej Duda

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2016

duda a pompeiSi è svolta ieri mattina agli Scavi di Pompei la visita all’area archeologica del presidente della Polonia Andrzej Duda . Il Soprintendente di Pompei, Massimo Osanna, ha accolto la coppia presidenziale, che ha rinunciato all’interprete per farsi guidare completamente alla scoperta delle opere di Mitoraj all’interno degli scavi dal prestigioso cicerone. Partendo dal Quadriportico dei Teatri, dove sono posizionate le prime opere esposte dello scultore polacco, la delegazione ha seguito il soprintendente nella domus del Quadriportico e su Via dell’Abbondanza in quella di Casca Longus, visitando due tra le più ricche abitazioni di Pompei. Una sosta per qualche intervista nelle Terme Stabiane dove tra le altre, hanno trovato dimora le sculture di Mitoraj de “I pompeiani”, fino al Foro e infine la Basilica per l’ultimo saluto alle maestose sculture. Ad accogliere il presidente Duda, assieme al Soprintendente Osanna, il sottosegretario Antimo Cesaro, e il sindaco del Comune di Pietrasanta Massimo Mallegni in rappresentanza del luogo che lo scultore Mitoraj individuò come dimora privilegiata per il suo atelier italiano. (foto: duda a pompei)

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Fiat Auto Polonia: 1,26 milioni di euro per 777 lavoratori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 dicembre 2014

fiat-polonia-120614140011_mediumUn migliaio di lavoratori sono stati licenziati nello stabilimento Fiat a Tychy, nel sud della Polonia, a causa della perdita di quote di mercato in Europa nella produzione di autovetture. Tra il 2011 e il 2012 la produzione a Tychy è scesa di almeno un terzo, colpendo sia lo stabilimento sia i suoi fornitori, in una regione dove la disoccupazione è in costante crescita dal 2011.Questa è la ventiduesima richiesta polacca di assistenza nel settore automobilistico. Il sostegno di 1,26 milioni di euro da parte del FEG contribuirà a coprire i costi per i vari corsi di formazione per aiutare i 777 lavoratori a reinserirsi nel mercato del lavoro. La domanda è stata approvata con 603 voti favorevoli, 81 contrari e 17 astensioni.

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L’intellighenzia della società civile in Polonia

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

Roma 11 gennaio 2011, alle ore 18.30 Vicolo Doria, 2 (Piazza Venezia) presso la Biblioteca del Centro di Studi dell’Accademia Polacca delle Scienze, conferenza del Prof. Grzegorz J. Kaczynski dell’Università di Catania sul tema L’intellighenzia e la ricostruzione della società civile in Polonia. Relatore Grzegorz J. Kaczynski è professore di sociologia presso l’Università di Catania e visiting professor all’Università di Stettino; già professore all’Accademia Polacca delle Scienze di Varsavia. La sua formazione sociologica è legata alla tradizione della scuola di Znaniecki in Polonia, in seguito, approfondita con le esperienze di studio alla London School of Economics, all’École Pratique des Hautes Études (Sorbona) di Parigi e all’Università “La Sapienza” di Roma.
Nel 1989 la Polonia con il movimento Solidarnosc, mediante una rivoluzione pacifica, aprì la strada per abbattere il regime comunista e costruire una società moderna, ovvero democratica e di libero mercato di tipo capitalista. L’improvviso realizzarsi di un’utopia coltivata per decenni rese tutti ottimisti e uniti. Nessuno dubitava che il passaggio dal comunismo alla democrazia, che subito fu definita nel nuovo linguaggio accademico e politico come trasformazione, sarebbe durato tanti anni rivelando dei tratti finanche paradossali. Ancora oggi, dopo vent’anni, tempo di una generazione, la realtà sociale e politica in Polonia si presenta inquietante e per certi versi preoccupante. Nella relazione l’autore cerca di evidenziare solo alcuni fattori che, a suo parere, l’hanno condizionata o perfino determinata. L’ipotesi di fondo è l’affermazione secondo cui la società polacca in trasformazione è ancora profondamente postcomunista; essa è democratica e di libero mercato ma ancora distante dal modello della società civile per il fatto di allontanarsi dall’ethos dell’intellighenzia tradizionale, ceto fondante del processo storico di costruzione della società civile in Polonia.

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Indipendenza della Polonia

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2009

Torino 7 novembre alle ore 18 al Teatro San Giuseppe via A.Doria 18, in occasione della Festa Nazionale dell’Indipendenza della Polonia, il Consolato Generale di Polonia a Milano e la Comunità Polacca di Torino organizzano a Torino un concerto di musiche di Frederic Chopin  Ad esibirsi sarà il pianista Marek Szlezer, già premiato al concorso dell’Associazione F.Chopin di Varsavia , che , nella notte dell’entrata della Polonia nell’Unione Europea (1°maggio 2004 ) , ebbe l’onore di suonare al pianoforte appartenuto a Chopin e conservato presso l’Università Jagiellonica di Cracovia. Il concerto, patrocinato dalla Provincia di Torino e dal Comune di Torino, è ad ingresso libero sino ad esaurimento dei posti (per informazioni: 338-7833067). La Comunità Polacca di Torino ha coinvolto nell’iniziativa gli Enti locali e le autorità torinesi, personalità del mondo della cultura, dell’economia e dello spettacolo.

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