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Due dita sul polso per “sentire” il ritmo del cuore

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

In occasione della Settimana globale della fibrillazione atriale http://www.heartrhythmalliance.org/afa/uk/af-aware-week (19 – 24 novembre) tutto il mondo si sta muovendo, per lanciare campagne di sensibilizzazione efficaci ma nessuno ancora ha pensato di coinvolgere i bambini, perchè abbiano cura della salute dei propri genitori e dei nonni. Lo sta facendo ALT, Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus, con ChYP, Check Your Pulse: una campagna capillare che insegna ai bambini a “sentire” il ritmo del cuore con un gesto semplice: due dita sul polso, al posto giusto, al momento giusto.La fibrillazione atriale è un’aritmia, un disordine nel ritmo del cuore, che provoca sintomi come mancanza di respiro, stanchezza profonda, senso di vertigine, sensazione di un frullo nel petto, ma altrettanto spesso dà sintomi sfumati o che non vengono affatto percepiti. Questa aritmia provoca ictus cerebrale: un evento devastante che può rubare la vita o distruggere la qualità della vita di chi ne soffre e della sua famiglia.ChYP parla alle nuove generazioni con un linguaggio immediato, coinvolgente, efficace, fatto di suoni e immagini. Grazie alla collaborazione degli allievi del Corso triennale di Pubblicità e Cinema d’Impresa, con la direzione artistica di Maurizio Nichetti, della sede Lombardia del CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia, e dei ragazzi della Sezione Percussioni della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, ALT ha realizzato il video, in due versioni, italiano e inglese, che aiuta a riconoscere la fibrillazione atriale. IL VIDEO nato grazie al contributo della Fondazione Cariplo e il sostegno del Fondo in memoria di Maria e Guido Marsigliesi, è patrocinato da Pubblicità Progresso.Partecipano alla campagna, in classe con ALT per conoscere i meccanismi di funzionamento del cuore e della circolazione del sangue, gli studenti dai 9 ai 12 anni di due scuole di Milano, l’Istituto Santa Gemma e The British School of Milan – Sir James Henderson.«Sono 2 milioni gli italiani e 10 milioni gli europei che soffrono di fibrillazione atriale – sottolinea Lidia Rota Vender, specialista in Ematologia e Malattie cardiovascolari da Trombosi e Presidente di ALT – Onlus, spiegando – Un gesto semplice come due dita sul polso permette di riconoscere una fibrillazione subdola, che non dà segni di sé, che non viene sospettata perché troppo pochi sanno che cosa sia e come riconoscerla per tempo, non necessariamente con esami diagnostici reiterati e costosi, ma a anche volte solo con due dita sul polso”.

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Open Day “Chirurgia della Mano e del Polso”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

open day.pngRoma 17 febbraio presso il Rome American Hospital, si svolgerà dalle 9.00 alle 16.30 presso gli ambulatori dell’ospedale – in via Emilio Longoni, 81 l’Open Day “Chirurgia della Mano e del Polso”, un’iniziativa di screening gratuiti promossa dalla Fondazione HealthCare and Research Onlus in collaborazione con l’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica di Milano. La giornata è rivolta ad adulti e bambini che avranno l’opportunità di informarsi e ricevere un consulto sullo stato di salute dell’arto superiore (prenotazioni allo 06.2255777).
Il professor Giorgio Pajardi, direttore dell’U.O.C. di Chirurgia della Mano dell’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica, Università di Milano e consulente presso il Rome American Hospital, e la sua equipe eseguiranno un check up completo della mano e del polso. Particolare attenzione sarà rivolta a quelle categorie, come sportivi e musicisti, nelle quali la mano viene utilizzata in condizioni definibili “estreme”. Lo scopo è individuare precocemente la presenza di eventuali patologie e fornire consigli su come prevenirle e riconoscerle.“Per noi specialisti della mano, la tempestività è fondamentale; una diagnosi precoce, infatti ci permette di procedere con trattamenti il più possibile mininvasivi e, di conseguenza, di restituire all’individuo la piena funzionalità dell’arto nel minor tempo possibile­ – spiega il professor Pajardi -. Il successo ottenuto dalla Giornata negli ultimi due anni, ci ha fatto comprendere la reale necessità dei cittadini romani di conoscere meglio l’organo mano. Perciò, abbiamo deciso di organizzare nuovamente un open day dedicato, un momento d’informazione e sensibilizzazione aperto a tutti”.Dopo la visita, un terapista della mano spiegherà, grazie ad alcune semplici tecniche di mobilizzazione quotidiana della mano, come evitare l’invecchiamento articolare, una delle cause di patologie come il dito a scatto, la malattia di Dupuytren, la sindrome del tunnel carpale e la rizoartrosi. Condizioni per la cura delle quali, oggi, gli specialisti hanno a disposizione diversi trattamenti mininvasivi e, in alcuni casi, non chirurgici. “Il De Quervain e il dito a scatto, ad esempio, sono infiammazioni dei tendini che, tendenzialmente, danno un buon riscontro nella cura non chirurgica – spiegano le dottoresse Galla Bonanni e Laura Frontero, rispettivamente terapista della mano e assistente del professor Pajardi presso il Rome American Hospital -. In base alla patologia si confezionano su misura tutori di scarico, statici progressivi o dinamici, su indicazione del chirurgo. Ognuno di questi, presenta caratteristiche differenti e, a seconda della prescrizione, devono essere indossati il giorno, la notte o in abbinamento. Nel caso della malattia di Dupuytren, invece, subito dopo il trattamento si procede con il confezionamento di un tutore detto statico, modificato di volta in volta durante le sedute di fisioterapia”.

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Traumi al polso: i segnali da non trascurare

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2015

traumi polsoA volte basta una caduta in bici, o a piedi, mentre si va a fare la spesa. La mano, appoggiata a terra per parare l’urto, mal sopporta il peso del corpo e il polso ne paga le conseguenze. Sono tante le donne, soprattutto dopo la menopausa (periodo in cui le ossa sono più fragili e a rischio osteoporosi) a fratturarsi questa regione del corpo in seguito a una banale caduta. “Per questo è meglio sempre farsi visitare al pronto soccorso non appena si manifestano gonfiore o dolore – spiega la dottoressa Simona Odella, medico specializzato in chirurgia della mano e del polso dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini -. Anche se si muove, il polso potrebbe essere rotto, quindi è necessario non trascurare alcuni sintomi. Tra questi si può manifestare una irregolarità irregolarità del profilo del polso dovuta alla frattura del radio, accentuata dal gonfiore, chiamata ‘deformità a dorso di forchetta’”. “Il consiglio non è correre immediatamente al pronto soccorso – aggiunge Odella – . Se capita di farsi male di notte e la vascolarizzazione e la sensibilità sono valide, si può aspettare fino al mattino successivo. Dall’altra parte però, se si aspetta troppo tempo senza farsi visitare, si rischiano limitazioni nel movimento e persistenza del dolore”.In ospedale si procede all’adeguato trattamento, che può essere conservativo (quindi il gesso), oppure chirurgico (intervento al polso).“Dopo aver messo il gesso la mattina successiva è necessario tornare all’ospedale per un controllo del circolo sanguigno. Nel caso in cui si verifichino gonfiori, formicolii o scarsa vascolarizzazione, il gesso viene fissurato per ridurre la pressione e mantenere una buona circolazione” commenta la dottoressa.Dopo l’intervento è fondamentale la rieducazione funzionale con il fisioterapista, dopo un’adeguata visita con il medico fisiatra. A volte però possono subentrare successive complicanze e algodistrofia (molto dolore, gonfiore e arrossamento). “Per questo è sempre necessario seguire il paziente dopo il trauma o l’intervento, al fine di evitare le cosiddette complicanze”, precisa Simona Odella. Questo argomento sarà proprio il tema cardine del convegno “The wrist days – le complicanze dei traumi del polso. Prevenzione e trattamento”, in programma all’Istituto Pini il 21 e 22 maggio. Medici ortopedici, fisiatri e fisioterapisti faranno il punto e si confronteranno sulle tecniche per evitare le complicanze e per trovare linee guida condivise, e con l’obiettivo di riconoscere queste complicazioni a carico del polso in modo tempestivo.

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