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Posts Tagged ‘polveri sottili’

Qualità dell’aria: polveri sottili (PM10) e tutela della salute pubblica

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

inquinamento-atmosfericoBruxelles. La Commissione europea esorta l’Italia ad adottare azioni appropriate contro l’emissione di PM10 al fine di garantire una buona qualità dell’aria e salvaguardare la salute pubblica, dal momento che tale paese non è ancora riuscito a risolvere il problema dei livelli persistentemente elevati di polveri sottili (PM10), che rappresentano un grave rischio per la salute pubblica.In Italia l’inquinamento da PM10 è causato principalmente da emissioni connesse al consumo di energia elettrica e al riscaldamento, ai trasporti, all’industria e all’agricoltura.Ogni anno l’inquinamento da polveri sottili provoca nel paese più di 66 000 morti premature, rendendo l’Italia lo Stato membro più colpito in termini di mortalità connessa al particolato, secondo le stime dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA).Si tratta di un ultimo avvertimento riguardante 30 zone di qualità dell’aria in tutto il territorio italiano in cui dal 1° gennaio 2005, data dell’entrata in vigore dei valori limite giornalieri di polveri sottili in sospensione (PM10), si sono registrati dei superamenti. Una precedente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (cfr. sentenza della Corte di giustizia del 19 dicembre 2012, C-68/11) aveva già ritenuto l’Italia responsabile della violazione della legislazione UE pertinente

marcia per il clima1

Rome Italy, 29th November 2015To coincide with the Paris United Nations Climate summit this weekend an similar marches being held across the world, ten of thousands have taken to the streets of Rome to demand action on Climate change

per gli anni 2006 e 2007.Per quanto riguarda il valore limite giornaliero, le 30 zone interessate sono situate nelle seguenti regioni: Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Lazio e Sicilia. L’avvertimento si riferisce inoltre ai superamenti del valore limite annuale in 9 zone: Venezia-Treviso, Vicenza, Milano, Brescia, due zone della Pianura padana lombarda, Torino e Valle del Sacco (Lazio).In caso di superamento dei valori limite, gli Stati membri sono tenuti ad adottare e attuare piani per la qualità dell’aria che stabiliscano misure atte a porvi rimedio nel più breve tempo possibile. Le misure legislative e amministrative finora adottate dall’Italia non sono bastate a risolvere il problema. La decisione odierna fa seguito a un’ulteriore lettera di costituzione in mora inviata all’Italia nel giugno 2016. Se l’Italia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell’UE.
Le polveri sottili, note anche come “PM10”, sono presenti nelle emissioni connesse al consumo di energia e al riscaldamento, ai trasporti, all’industria e all’agricoltura. Il PM10 può provocare asma, problemi cardiovascolari e cancro ai polmoni, causando un numero di morti premature superiore al numero annuale di decessi per incidenti stradali.
La normativa UE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa (direttiva 2008/50/CE) impone agli Stati membri di limitare l’esposizione dei cittadini a questo tipo di particolato e stabilisce valori limite per l’esposizione riguardanti sia la concentrazione annua (40 μg/m3), che quella giornaliera (50 μg/m3), da non superare più di 35 volte per anno civile. Nonostante l’obbligo per gli Stati membri di garantire una qualità dell’aria soddisfacente per i loro cittadini, sono ancora molte le zone in cui le concentrazioni di PM10 continuano a rappresentare un problema.
La Commissione ha ora avviato procedure di infrazione per livelli eccessivi di particolato PM10 nei confronti di 16 Stati membri (Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) e in due di questi casi (Bulgaria e Polonia) è stata adita la Corte di giustizia dell’Unione europea. La Commissione ha inoltre intrapreso un’azione legale riguardante l’NO2 nei confronti di 12 Stati membri, attualmente oggetto di procedure d’infrazione, segnatamente l’Austria, il Belgio, la Danimarca, la Francia, la Germania, l’Italia, la Polonia, il Portogallo, il Regno Unito, la Repubblica ceca, la Spagna e l’Ungheria.

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Polveri sottili nella Calotta polare

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2011

Ancona. Per far conoscere a un pubblico vasto e non specializzato le grandi capacità scientifiche dei ricercatori dell’Ateneo, sulla Home Page dell’Università Politecnica delle Marche è presentato il “Lavoro scientifico della settimana” (www.univpm.it): una segnalazione in evidenza di alcuni tra i più significativi lavori pubblicati da prestigiose riviste scientifiche internazionali, frutto degli studi e delle ricerche in corso nei laboratori dell’Ateneo. Questa settimana è presentata la ricerca dal titolo “Determinazione gravimetrica diretta della concentrazione in massa di aerosol – polveri sottili – nell’Antartide centrale”, che porta la firma di Anna Annibaldi , Cristina Truzzi, Silvia Illuminati e Giuseppe Scarponi, uscita su Analytical Chemistry, 2011, n° 83 (1), pagg. 143-151, Dicembre 2010.A proposito di polveri sottili, mentre nelle nostre città si stanno superando ampiamente i valori “soglia” fissati dalla normativa (e si attuano pesanti limitazioni al traffico), esce su una prestigiosa rivista internazionale una pubblicazione dell’Università Politecnica delle Marche sul contenuto di queste particelle in Antartide.  Lo studio è stato condotto presso la base italo-francese “Concordia”, che si trova a 3250 metri sul livello del mare e a 1000 km dalla costa. I prelievi sono stati effettuati durante l’estate australe ad una temperatura media di circa -30º C. Le misure sono state effettuate mediante gravimetria (pesata differenziale dei filtri di raccolta dell’aerosol) in camera climatica (temperatura 15±0.5º C, umidità relativa 2.0±1.0%). I risultati mostrano che la concentrazione di aerosol è dell’ordine di 0.1 µg/m3, circa 1/10 di quella relativa alle aree costiere antartiche e 500 volte inferiore rispetto al limite giornaliero europeo di 50 µg/m3.

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Padova: Inquinamento da polveri sottili

Posted by fidest press agency su domenica, 28 marzo 2010

Maria Grazia Lucchiari, delegata Aduc per Padova ci informa: “C’è un decreto ministeriale che tutela la protezione della salute dall’inquinamento da polveri sottili, Pm10, che dal 2005, anno in cui è entrato in vigore, viene sistematicamente violato. Una disposizione che impone obblighi precisi a Sindaci e presidenti di Regione, la quale stabilisce che il valore limite di 50 ug/mc non è da superare per più di 35 volte l’anno. A Padova nel 2005 ci sarebbero stati ben 159 i giorni di superamento dei valori limite; nel 2006 176; nel 2007 111; nel 2008 90; nel 2009 102. Siamo al 27 di marzo e l’aria di Padova ha visto già 54 superamenti del limite della legge. Per questo abbiamo deciso di rivolgerci alla Procura della Repubblica di Padova per chiedere con un esposto che vengano individuate le responsabilità di una situazione definita da numerosi studi scientifici di allarme sanitario. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha stimato una media di 8.220 morti l’anno gli effetti a lungo termine delle concentrazioni di Pm10 superiori ai 20 ug/mc. Nel mese di febbraio l’Agenzia Regionale per l’Ambiente del Veneto ha denunciato alla Procura di Verona, che ha aperto una inchiesta, il 36esimo sforamento del tetto massimo di Pm10 consentito dall’inizio dell’anno. A Firenze nei giorni scorsi, nel corso del processo per l’inquinamento atmosferico da polveri sottili, il pubblico ministero Giulio Monferini al termine della sua requisitoria ha chiesto una condanna a 8 mesi di reclusione per il presidente della Regione Toscana Claudio Martini e per l’ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici. Inoltre chiederemo al Sindaco e all’assessore all’Ambiente di Padova di avviare una indagine per conoscere quanti sono gli accessi al Pronto soccorso negli ospedali quando in città si registrano picchi acuti di inquinamento. Così come è avvenuto per 15 giorni consecutivi nel mese di novembre ’09; per 9 giorni consecutivi in dicembre ’09; per 20 giorni consecutivi a gennaio 2010. L’ultimo picco di inquinamento acuto si è registrato per 11 giorni, dal 12 al 22 marzo, in cui la media giornaliera di polveri respirata, bambini e anziani compresi, è di 92,36 50 ug/mc. Importanti studi scientifici hanno stabilito che l’aumento di mortalita’ cardiovascolare si manifesta entro i 4 giorni successivi al picco di inquinamento. L’aumento di mortalita’ per cause respiratorie si protrae per almeno 10 giorni. Per ogni aumento di 10 microgrammi di polveri sottili concentrate nell’aria, cresce del 3 per cento il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini. Nell’esposto presentato rileviamo che, nonostante la legge e il piano regionale prevedano in caso di inquinamento acuto misure emergenziali di tutela della salute pubblica, l’amministrazione comunale non ha ritenuto di informare le fasce sensibili della popolazione sui pericoli derivanti dall’esposizione del Pm10.”

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Le polveri sottili di Roma sollevano una polemica

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2009

Roma “Sono i numeri che smentiscono l’assessore Zaratti. A oggi i superamenti delle polveri sottili sono 392, esattamente il 50% in meno rispetto ai 784 superamenti del 2007. I blocchi per i veicoli più inquinanti invece sono stati 26, quasi un terzo rispetto ai 72 blocchi del passato. Dati che testimoniano in maniera chiara l’inefficacia dei provvedimenti emergenziali adottati in passato. Provvedimenti tampone, come le targhe alterne, che hanno dato come unico risultato quello di limitare la libertà di circolazione dei cittadini. Il Comune, invece, sta lavorando a stretto contatto con il Ministero dell’Ambiente per studiare un pacchetto di provvedimenti strutturali per incidere concretamente sul problema dell’inquinamento atmosferico che rappresenta una nostra priorità. Anche giovedì scorso c’è stato un incontro molto positivo tra i nostri tecnici e quelli del Ministero dell’Ambiente. Incontro dal quale è emerso anche che la Regione Lazio è una delle poche regioni italiane che non ha neanche attivato le procedure necessarie per attingere al finanziamento del Ministero dell’Ambiente, di oltre un milione di euro, per l’installazione di filtri retrofit sul parco mezzi delle società che svolgono una funzione di pubblica utilità. Un tipico esempio di intervento strutturale che evidentemente la Regione Lazio non ritiene importante”.  “Questa amministrazione sta attuando e realizzando una lunga serie di provvedimenti strutturali a breve, medio e lungo periodo che consentono di affrontare il problema strutturalmente: potenziamento del trasporto pubblico, realizzazione di nuove linee della metro, estensione del car sharing e del bike sharing, installazione sui bus di speciali filtri che aspirano le polveri sottili, aumento della frequenza del lavaggio delle strade, acquisto di 724 nuovi mezzi Ama a minor impatto ambientale, ampliamento delle pedonalizzazioni, sviluppo e incentivo della mobilità elettrica con una nuova rete di ricarica e con l’adozione dell’ecososta all’interno delle strisce blu, rinnovo della flotta Atac, realizzazione del piano quadro della ciclabilità, rinnovo flotta del Servizio Giardini, sostituzione dei jumbo bus del centro a favore di mezzi a basso impatto ambientale, approvazione in Giunta Comunale, lo scorso 3 novembre, del nuovo Regolamento Edilizio che inciderà in maniera determinante sul risparmio energetico”. – lo comunica in una nota l’assessore all’Ambiente Fabio de Lillo.

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Smog a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2009

“La situazione relativa all’inquinamento atmosferico è sotto controllo e decisamente migliore rispetto agli anni passati – spiega l’assessore all’Ambiente Fabio De Lillo – Ci troviamo in un periodo particolare, caratterizzato da condizioni di stabilità atmosferica favorevoli al ristagno degli inquinanti negli strati bassi dell’atmosfera. Una situazione che, a quanto ci dicono i nostri tecnici, presumibilmente si protrarrà ancora per alcuni giorni.  A ogni modo il numero di superamenti relativi alle polveri sottili negli ultimi tempi si è notevolmente abbassato. I numeri parlano chiaro, al di là di alcune interpretazioni allarmistiche.  A oggi la centralina con il maggior numero di superamenti è Francia che ha raggiunto quota 55. La stessa centralina, nello stesso periodo (1 gennaio – 23 novembre) del 2006 aveva fatto registrare ben 115 superamenti. Nel 2008, invece, il record negativo è andato alla centralina Tiburtina con 81 sforamenti.  Se si guarda al dato complessivo, rispetto al 2007, abbiamo avuto il 42% di superamenti in meno di polveri sottili. Anche per quanto riguarda i blocchi dei veicoli più inquinanti i dati sono molto significativi: a oggi è stato necessario ricorrere 22 volte allo stop per i veicoli più inquinanti, rispetto alle 30 volte del 2008, alle 45 del 2007 fino ad arrivare ai 72 blocchi del 2006. Dati che testimoniano l’inefficacia dei provvedimenti emergenziali adottati in passato. La giunta Alemanno, invece, sta portando avanti importanti provvedimenti strutturali di breve, medio e lungo termine, come dimostra il piano strategico della mobilità sostenibile che abbiamo presentato. Il potenziamento del trasporto pubblico, la realizzazione di nuove linee della metropolitana, l’estensione del bike sharing e del car sharing, l’installazione di un filtro aspira polveri sottili sui bus, l’aumento di frequenza del lavaggio delle strade, l’acquisto di 724 nuovi mezzi Ama a minor impatto ambientale, lo sviluppo della mobilità elettrica tramite una nuova rete di ricarica, la realizzazione del piano quadro della ciclabilità, l’ampliamento delle pedonalizzazioni, il rinnovo della flotta Atac, la sostituzione dei jumbo bus del centro storico a favore di mezzi a basso impatto ambientale: sono tutte misure di contrasto all’inquinamento atmosferico.  Da gennaio 2010, inoltre, verrà adottato il provvedimento di limitazione all’interno dell’anello ferroviario per i ciclomotori e motoveicoli a 2, 3, 4 ruote dotati di motore a 4 tempi Euro 0”.

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Stop circolazione veicoli più inquinanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2009

Roma 3 ottobre dalle 7.30 alle 20.30 non potranno circolare all’interno della fascia verde cittadina tutti i veicoli più inquinanti. Il divieto riguarda: autoveicoli (compresi mezzi commerciali) a benzina e diesel “euro 0”;  motoveicoli e ciclomotori a due tempi “euro 0”;  autoveicoli (compresi mezzi commerciali) diesel “euro 1” e “euro 2”; minicar diesel e benzina “euro 0”; minicar diesel “euro 1”. Come previsto dal piano di intervento operativo comunale per contenere i livelli delle polveri sottili è stata decisa la limitazione della circolazione sulla base dei dati forniti questa mattina da Arpa Lazio che hanno evidenziato livelli di pm10 superiori ai limiti imposti (50 microgrammi per metrocubo) nelle stazioni Cipro, Fermi, Francia, Magna Grecia, Tiburtina. Il provvedimento è stato deciso anche sulla base delle previsioni meteorologiche che risultano favorevoli al ristagno degli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera.

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Troppe polveri fini (PM10) nell’aria che respiriamo

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2009

La maggior parte della popolazione respira di continuo concentrazioni tossiche di polveri fini. La causa principale delle elevate immissioni di PM10 nelle città fortemente inquinate è il traffico. Gas di scarico non trattati dei motori diesel sono particolarmente pericolosi. Le polveri fini (PM10) che penetrano nei polmoni con un diametro inferiore a un millesimo di millimetro sono considerate componenti particolarmente tossiche dell’aria inquinata che respiriamo. Mentre la polvere grossolana è trattenuta dal naso, quella sospesa invisibile può penetrare nelle ramificazioni più fini dei polmoni. Le PM10 indeboliscono il sistema pulente delle vie respiratorie, producono localmente delle infiammazioni e sottopongono a continuo stress il sistema immunitario di gruppi particolarmente a rischio: bambini, malati, persone anziane. Persone sensibili come gli asmatici i cui bronchi si contraggono più velocemente a ogni possibile irritazione, avvertono una frequente mancanza di respiro già in seguito a piccoli sforzi. Con un carico eccessivo di PM10, una persona inala a ogni respiro milioni di particelle di polveri fini. A questa continua sollecitazione reagiscono non solo i gruppi particolarmente a rischio, ma anche adulti sani. L’esposizione alle PM10 può portare a tosse, aumento delle infezioni alle vie respiratorie superiori e inferiori, bronchiti, casi di asma, raffreddore del fieno, malattie al sistema circolatorio cardiaco e tumori. Con questo il componente del Dipartimento Tematico “tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA segnala la necessità della riduzione delle sostanze inquinanti generate da motori diesel ed informa sulle possibilità tecniche di trattamento dei gasi di scarico. I motori diesel sprovvisti di filtri per gas di scarico sono tra le più temibili fonti di emissione di questo impalpabile, quanto pericoloso pulviscolo. Nel corso degli ultimi anni si sono registrati grandi progressi nel trattamento dei gas di scarico prodotti da motori diesel. Per tutti i campi d’applicazione sono oggi a disposizione dei filtri per particolato efficaci, in grado di ridurre di oltre il 99% le emissioni delle polveri fini particolarmente pericolose. Ciò consente di migliorare sensibilmente e a costi sopportabili la prestazione ecologica del trasporto ed un filtro dura circa quanto la vita stessa del veicolo su cui è montato. I filtri antiparticolato installati in particolare sui motori diesel delle macchine da cantiere, sui camion e sugli autobus sono strumenti di sofisticata tecnologia. I gas di scarico vengono convogliati attraverso un filtro rivestito che trattiene le particelle nocive. I veicoli e le macchine possono essere adeguati anche dopo l’acquisto. È una necessità, avvertita soprattutto là dove le emissioni da motori diesel caricano eccessivamente l’ambiente con particelle di fuliggine pericolose, per esempio su strade incassate mal ventilate dove si concentrano asili nido, edifici scolastici e pubblici come nel caso di Lecce dove i genitori degli alunni di una scuola hanno ottenuto per questi motivi la chiusura della strada adiacente l’edificio scolastico. Di conseguenza anche le polveri fini contenute nei gas di scarico generati dalla combustione di diesel devono essere ridotte massicciamente.  Pertanto, il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA al pericolo riconosciuto reagisce auspicando un inasprimento dell’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico chiedendo il divieto di circolazione nei centri urbani dei veicoli pesanti sprovvisti di FILTRI che causano, ogni anno, centinaia di morti premature con costi sanitari per milioni di euro.

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Stop circolazione veicoli più inquinanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2009

Roma dalle 7.30 alle 20.30 di sabato 11 aprile, non potranno circolare all’interno della fascia verde cittadina tutti i  veicoli più inquinanti. Il divieto riguarda: autoveicoli (compresi mezzi commerciali) a benzina e diesel “euro 0”;  motoveicoli e ciclomotori a due tempi “euro 0”;  autoveicoli (compresi mezzi commerciali) diesel “euro 1” e “euro 2”; minicar diesel e benzina “euro 0”; minicar diesel “euro 1”. Come previsto dal piano di intervento operativo comunale  per contenere i livelli delle polveri sottili è stata decisa la limitazione della circolazione sulla base dei dati forniti questa  mattina da Arpa Lazio che hanno evidenziato livelli di pm10 superiori ai limiti imposti (50 microgrammi per metrocubo) nelle stazioni Tiburtina e Fermi. Il provvedimento è stato deciso anche sulla base delle previsioni meteorologiche che risultano favorevoli al ristagno degli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera.

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I rifiuti e la regione Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2009

Dichiarazione di Adriana Spera responsabile enti locali della segreteria romana del PRC-SE: “Le notizie  pubblicate oggi dal settimanale l’Espresso non fanno che confermare le preoccupazioni da noi sempre espresse rispetto all’utilizzo degli impianti di incenerimento dei rifiuti, impropriamente quanto pomposamente denominati termovalorizzatori o gassificatori. La sostanza non cambia: alti costi di realizzazione e di gestione, ma, soprattutto, alti costi sanitari per curare le malattie indotte dalle polveri sottili ricche di diossina ed altri elementi fortemente patogeni. Occorre potenziare la raccolta differenziata per la quale la Regione Lazio darà quest’anno un finanziamento ridotto da 5,5 a 1,3 milioni (fonte bilancio Comune di Roma). La scelta del sito di Albano, come abbiamo più volte ribadito e come sostengono i cittadini, va ad aggravare una situazione ambientale già fortemente compromessa. L’unica unica ragione per cui si è proceduto alla sua scelta è la costituzione – mai discussa dal consiglio comunale di Roma – di una società ad hoc tra Ama e il proprietario del sito. Un’altra scelta volta a perseguire la via di un unico monopolista privato nella gestione dei rifiuti nel Lazio. Ci auguriamo che la Magistratura al più presto apra un inchiesta sulla correttezza di tale scelta. Per noi la priorità è garantire il diritto alla salute dei cittadini e non il diritto al profitto ai soliti noti”.

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