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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

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Gli inibitori di pompa protonica

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2019

Dall’inglese proton pump inhibitors, PPI, sono tra i farmaci più utilizzati al mondo. Vengono largamente impiegati per il trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo e, data la loro capacità di ridurre efficacemente la secrezione acida dello stomaco, vengono anche utilizzati in molte altre condizioni acido-correlate, come la terapia eradicante l’infezione da Helicobacter pylori, la prevenzione e guarigione dell’ulcera peptica, la gastroprotezione nei pazienti ad alto rischio che assumono aspirina, farmaci anti-infiammatori non-steroidei e anti-aggreganti. Inoltre, dati recenti suggeriscono che la terapia PPI ad alte dosi può ridurre la displasia e prevenire lo sviluppo dell’adenocarcinoma esofageo nei pazienti con esofago di Barrett. Vista la grande utilità dei PPI, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha inserito l’omeprazolo (il capostipite di questi farmaci) nell’elenco dei farmaci essenziali. Siccome la secrezione acida torna rapidamente (nell’arco di 12-24 ore) a livelli fisiologici dopo l’interruzione della terapia, i PPI sono spesso usati in cronico, in particolare nei pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo e nella dispepsia acido-correlata, patologie che colpiscono più del 25 per cento della popolazione mondiale (in Italia circa il 30 per cento). Visto l’ampio utilizzo di questa classe di farmaci, è importante assicurarsi che siano sicuri e fornire ai pazienti (e ai medici che li prescrivono) tutte le rassicurazioni al riguardo. Di recente sono state sollevate preoccupazioni riguardo ad un potenziale danno della terapia con PPI a lungo termine. Diversi studi osservazionali hanno infatti suggerito un’associazione tra i PPI e il rischio di polmonite, l’osteoporosi, le infezioni intestinali, eventi cerebrovascolari, l’insufficienza renale cronica, e la demenza. Altri studi offrono tuttavia una visione più equilibrata circa i pro e dei contro dell’utilizzo di questi farmaci.
Sul numero di Settembre 2019 di Gastroenterology, sono stati pubblicati i dati di sicurezza relativi allo studio Compass, uno studio in doppio cieco, randomizzato, e controllato con placebo, condotto su 17.598 soggetti con malattia cardiovascolare stabile e malattia arteriosa periferica, finalizzato alla valutazione della prevenzione del danno cardiovascolare secondaria dall’assunzione di rivaroxaban (unanticoagulate orale) e aspirina, in associazione a pantoprazolo o placebo. I dati di outcome precedentemente pubblicati di questo studio, avevano evidenziato come rivaroxaban e aspirina fossero in grado di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari negativi nei tre anni successivi alla randomizzazione, mentre i dati di sicurezza adesso pubblicati hanno riscontrato come gli eventi avversi a lungo termine sono stati simili tra i pazienti che hanno assunto pantoprazolo rispetto ai pazienti che hanno assunto placebo; con la possibile eccezione delle infezioni enteriche, che sono state leggermente più frequenti nel gruppo che assumeva pantoprazolo. Da questo studio, che ha il vantaggio di essere scientificamente molto solido e robusto, si evince come gli inibitori della pompa protonica non sono associati a nessuno danno a lungo termine (lo studio ha avuto una durata di tre anni), tranne forse alcune forme di infezioni intestinali (le infezioni da Clostridium difficile), sebbene tale affermazione richieda maggiori conferme prima di essere considerata definitiva. Quindi, è probabile che i benefici legati all’assunzione di questi farmaci superino di gran lunga i rischi legati alla loro assunzione a condizione che vengano utilizzati ove clinicamente indicato e per indicazioni approvate. Inoltre, è importante sottolineare come l’allarmismo legato ad alcuni articoli spesso debba essere bilanciato da articoli che più attentamente pesino i rischi e benefici delle terapie, sulla base delle evidenze scientifiche più solide. Secondo il presidente della Sige professor Domenico Alvaro “…”.

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Antibiotici e inibitori di pompa, possibili interazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

heart electrocardiogrammIl trattamento combinato con l’antibiotico ceftriaxone e l’inibitore della pompa protonica lansoprazolo può portare a un aumento del rischio di aritmie indotte da farmaci, secondo i risultati di uno studio pubblicato sul Journal of American College of Cardiology. Gli autori, coordinati da Nick Tatonetti, professore associato di informatica biomedica alla Columbia University di New York, utilizzando un algoritmo combinato che prevedeva l’analisi degli eventi avversi da farmaci e delle cartelle cliniche elettroniche dei pazienti, supportato dalla successiva conferma mediante analisi di laboratorio, hanno scoperto che i pazienti trattati con entrambi i farmaci avevano un significativo aumento della frequenza della sindrome del QT lungo (Lqts), una condizione potenzialmente fatale, rispetto a quelli che avevano ricevuto solo l’uno o l’altro dei due medicinali. Per arrivare a questa conclusioni, il team di ricerca ha analizzato un database di 1,8 milioni di segnalazioni di eventi avversi raccolti dalla US Food and Drug Administration con un algoritmo simile a quelli usati da aziende come Google e Facebook per indirizzare agli utenti pubblicità personalizzate. Così facendo i ricercatori hanno scoperto l’associazione tra ceftriaxone, lansoprazolo e Lqts in entrambi i generi: il Qt lungo variava da una media di 12 millisecondi negli uomini e 9 millesecondi nelle donne. Da un’ulteriore stratificazione per etnia è emerso che l’effetto era maggiore negli uomini bianchi e nelle donne nere, con un prolungamento medio di 12 millisecondi in entrambi i gruppi. «Presi singolarmente, entrambi i farmaci soddisfano ampiamente i requisiti normativi di sicurezza per l’approvazione, ma data la misura in cui sono stati in grado di bloccare il canale hERG, sarebbe improbabile che venissero approvati in associazione» commenta Tatonetti, spiegando che la principale causa della Lqts è appunto una disfunzione del canale hERG, indispensabile per la normale attività elettrica del muscolo cardiaco, che resta aperto per troppo poco tempo. «L’interazione tra ceftriaxone e lansoprazolo necessita di ulteriori approfondimenti» concludono gli autori. (fonte: farmacista33) (foto: cuore stilizzato)

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Diabete bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2013

Fig. 2 The pancreas. 1. pancreatic head. 4. pa...

 

Confortanti notizie al Congresso Mondiale di Endocrinologia Pediatrica che si è svolto a Milano a settembre: il sistema di infusione ad ansa chiusa con rilevatore wireless di glicemia noto con il termine di ‘pancreas artificiale’ ha mostrato la sua efficacia e sicurezza anche nella popolazione pediatrica così come riportato da uno studio di Moshe Phillip et al pubblicato sul New England Journal of Medicine (1) e discusso al meeting.Lo studio collegato al Progetto DREAM (Diabetes Wireless Artificial Pancreas Consortium) ha evidenziato un risultato estremamente promettente, specialmente perché la notte è il momento di maggior rischio per le crisi ipoglicemiche che possono verificarsi e non vengono identificate. Questo nuovo approccio permette di controllare gli episodi di ipoglicemia notturna e permetterà in futuro, grazie all’utilizzo h24 liberare i bambini diabetici dalla terapia con iniezioni.“Il 75% dei casi di convulsioni notturne sono legate al calo di zuccheri durante la notte a questa causa è attribuito il 6% dei decessi tra i diabetici al di sotto dei 40 anni. Lo studio ha preso in considerazione 56 bambini e ragazzi con una storia di malattia di almeno 1 anno, in diversi campi per diabetici allo scopo di verificare anche la possibilità di utilizzare un dispositivo tecnologicamente raffinato anche in contesto extraospedaliero e di ‘real-life’” spiega il Professor Francesco Chiarelli, Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Chieti e Presidente della Società Europea di Endocrinologia Pediatrica (ESPE) “In Italia la diffusione del sistema di infusione ad ansa chiusa potrebbe rappresentare per i 12mila piccoli pazienti affetti di diabete di tipo 1 la svolta terapeutica e un netto miglioramento nella qualità di vita e il 90% dei genitori intervistati nell’ambito della ricerca ha dichiarato che si sentirebbe più sicuro applicando questo sistema durante la notte”.“In Italia l’epidemiologia del diabete di tipo 1 presenta un quadro che vede il trend in netta crescita: i casi infatti sono aumentati di dieci volte negli ultimi 30 anni rispetto alle tre volte dei casi negli adulti” spiega Chiarelli “Peculiare anche la distribuzione regionale, con il picco in Sardegna (35-40 casi ogni 100mila bambini per anno), a cui seguono Liguria e Lombardia (con 10-15 casi ogni 100mila bambini per anno) mentre le altre Regioni tra cui Campania, Abruzzo e Molise si assestano su una media di 6 casi ogni 100mila bambini per anno. In Europa invece il primato negativo è della Finlandia con una media di 60-80 casi ogni 100mila bambini per anno.Una patologia complessa che solo se ben controllata permette una vita normale. “E’ necessario un alto livello di collaborazione da parte della famiglia e del bambino dato che il ‘gold standard’ di terapia prevede comunque misurazioni costanti e 4 infusioni di insulina al giorno. C’è da dire che in Italia il SSN garantisce una assistenza di buon livello e che una una indagine europea pubblicata su Diabetes Care ci ha messi davanti alla Gran Bretagna per qualità delle cure. L’obiettivo in termini di ricerca è però quello di affrancare i bambini dal disagio delle infusioni quotidiane. Siamo sulla buona strada: esistono già pompe da infusione che possono essere impostate per un rilascio programmato di insulina. Il dispositivo viene applicato all’altezza dell’addome con un accesso sottocutaneo. Ma negli ultimi anni il sistema si è evoluto affiancando all’infusore un sensore capace di rilevare il livello di glucosio nel sangue in maniera automatica, comunicarlo wireless alla pompa ad ansa chiusa che a quel punto rilascia o blocca l’insulina a seconda delle reali necessità dell’organismo. Come dimostrato dallo studio di Phillip, questo sistema che funziona alla stregua di un ‘pancreas artificiale’ è particolarmente prezioso durante la notte quando un eventuale evento di ipoglicemia non è riconosciuto e, nei bambini sino a 3-4 anni può provocare anche danni in quanto il cervello non può rimanere per troppo tempo senza zuccheri, i suoi nutrienti fondamentali. Il Progetto DREAM quindi si è posto l’obiettivo di verificare l’efficacia e la sicurezza del dispositivo in un campione (n.56: 31 maschi e 25 femmine) di ragazzi tra i 10 e i 18 anni reclutati nei campi diabete di 3 paesi: Israele, Germania e Slovenia.
Ecco i risultati: Il sistema ad ansa chiusa che associa una pompa ad infusione ad un sensore per la rilevazione del glucosio opera grazie ad un algoritmo computerizzato che in caso di necessità ordina all’infusore il rilascio della giusta quantità di insulina necessaria in quel momento.Allo stesso gruppo in modo randomizzato un giorno è stata somministrata la terapia con microinfusore tradizionale e un altro giorno quella con ‘pancreas artificiale’. La notte in cui era usato il PA si è verificato un significativo decremento degli episodi di ipoglicemia (livelli inferiori a 63 mg per dl e il periodo in cui il livello di glicemia raggiungeva valori inferiori a 60 mg/dl (con P=0.003 a favore del dispositivo con sensore di rilevazione rispetto a P=0.02).
“L’analisi del secondo end point ha mostrato un miglioramento significativo nel controllo della glicemia e le dosi totali di insulina durante la notte sono state maggiori per rispondere all’iperglicemia” spiega l’endocrinologo pediatra “Il pancreas artificiale non ha permesso che la glicemia salisse oltre 180 mg/dl contro i 28 minuti in cui si è verificata nel gruppo di controllo. Allo stesso modo la notte in cui era attivo il PA la glicemia è stata alta solo per 146 minuti nel gruppo con sensore contro i 233 minuti nel gruppo di controllo”. NEJM 368;9 824-833 Moshe Philip. et al – Nocturnal Glucose Control with an artificial pancreas at a diabetes camp

 

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Manovra sui carburanti

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2011

Franco Ferrari Aggradi, Presidente di Assopetroli-Assoenergia, in merito alla bozza di manovra in cui è prevista all’art. 7 comma 4, la liberalizzazione dei carburanti attraverso l’eliminazione, per igestori, dell’esclusivita’ sui contratti di rifornimento nei confronti dei rivenditori e dei proprietari degli impianti, che giunge a distanza di pochi mesi dall’approvazione dell’art. 28 contenuto nella manovra di agosto e che non ha potuto dispiegare i propri effetti positivi, afferma che “La norma non solo e’ scritta male perche’ fa riferimento a non precistate <<violazioni di norma imperativa di legge>> che non esistono, ma e’ devastante per il settore, per i consumatori e per gli operatori in particolare per gli indipendenti fautori del fenomeno delle pompe bianche, oltre ad essere manifestamente incostituzionale perche’ “scipperebbe”, nella peggiore tradizione degli espropri senza corrispettivo attuati dai regimi totalitari, i proprietari dei loro impianti di distribuzione che gia’ li concedono gratis ai gestori in cambio di un contratto in esclusiva per il rifornimento del carburante. Contratto che – ricorda Ferrari Aggradi – e’ obbligatorio e l’unico previsto dalla legge 32/98. I proprietari degli impianti non potranno piu’ assicurare la qualita’ del prodotto servito alla pompa dai gestori restandone comunque responsabili. Il pericolo per i cittadini quindi e’ che non solo non ci sara’ nessun effetto in termini di riduzione del prezzo alla pompa, ma questi non potranno piu’ essere certi della qualita’ della benzina con cui riforniranno i loro mezzi di trasporto rischiando – se gli va bene – il blocco del motore nell’eventualita’ venga loro venduto del carburante scadente o impuro. Inoltre – prosegue Ferrari Aggradi – nella bozza di decreto si impedisce di fatto ogni modifica contrattuale tra le parti per mitigare la portata deflagrante di una norma sballata. Insomma siamo all’ennesimo tentativo di esproprio forzato che rischia di far chiudere bottega a migliaia di piccole e medie aziende che operano nella commercializzazione dei carburanti con pesantissimi effetti sull’occupazione. Da un Governo tecnico – conclude Ferrari Aggradi – ci saremmo aspettati ben altro: la revisione delle accise ad esempio che è l’unica via percorribile per incidere effettivamente sul costo finale dei carburanti e l’unica forma capace di garantire al consumatore finale un effettivo calo del prezzo alla pompa. Ci auguriamo quindi che il Governo, riveda la propria posizione al fine di non danneggiare ulteriormente un settore – quello della distribuzione dei carburanti – gia’ pesantemente colpito dalla Robin Tax, anche questa una norma incostituzionale figlia di una politica energetica incapace di guardare oltre l’immediata necessita’ di fare cassa”.

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Petrolio: per le riduzioni alla pompa

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

Quando il petrolio sale assistiamo a immediati e tempestivi aumenti alla pompa, ma quando il petrolio scende ci viene detto dai petrolieri che non c’è un collegamento diretto tra il petrolio e il prezzo dei carburanti alla pompa e quindi niente riduzioni. È il rituale giustificativo per nascondere comportamenti speculativi. È indispensabile – sottolinea il segretario generale Adiconsum – una maggiore concorrenza nel settore dei carburanti. Le timide proposte presenti nel decreto carburanti sono rimaste sul tavolo del Presidente del Consiglio in attesa della firma. L’unico consiglio che ci sentiamo di dare a chi deve fare il pieno in periodo di vacanze è il ricorso al self-service o a fare il pieno nelle ore di chiusura del distributore dove si può beneficiare di qualche sconto. Adiconsum invita inoltre gli automobilisti che dispongono dell’iPhone di scaricare dall’App Store di Apple l’applicazione “prezzibenzina.it” che consente di conoscere il prezzo dei carburanti dei distributori presenti in zona e come raggiungerli. Adiconsum ricorda inoltre che gli stessi automobilisti possono segnalare i prezzi dei distributori sia attraverso l’iPhone che attraverso il sito http://www.prezzibenzina.it Adiconsum ci tiene a precisare che PrezziBenzina.it è un servizio gratuito ed è frutto di un progetto collaborativo Adiconsum-PrezziBenzina.it

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Aumenti alla pompa dei carburanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2010

Contro ogni legge economica, il prezzo dei carburanti alla pompa continua ad aumentare. Nonostante il calo dei consumi dei carburanti, che sta mettendo a rischio tra l’altro l’occupazione nelle raffinerie, il prezzo del petrolio resta attestato sugli 80 dollari, un importo giustificato in passato da un costo del petrolio di oltre 120 dollari al barile. Vero è che il riferimento per i carburanti è il c.d. brent, ma a questo punto occorre chiedersi chi è che stabilisce questo prezzo e se nello stabilire questo prezzo non ci sia di fatto un cartello delle varie compagnie petrolifere. Infatti con il calo dei consumi e con un prezzo sostanzialmente invariato del petrolio i prezzi alla pompa sarebbero dovuti scendere, ma così non è, contro ogni legge di mercato. Per questo Adiconsum chiede all’Antitrust di aprire un dossier poiché non può essere accettato come oggettivo il riferimento del brent. Ogni compagnia attua, infatti, una politica di acquisti in funzione dei bisogni e dei prezzi di mercato. Prendendo per buono il riferimento del brent sarebbe come dire che le compagnie fanno giornalmente gli acquisti indipendentemente dal prezzo internazionale. Adiconsum ritiene, quindi, che ci siano tutti i presupposti di un cartello a danno dei consumatori. In aggiunta a ciò, è importante che i provvedimenti preannunciati dal Ministero dello Sviluppo economico siano attuati. In particolare il  potenziamento dei self service, l’ampliamento degli orari di apertura e della vendita dei prodotti non oil, incremento del numero dei distributori presso la GDO.

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Carburanti e prezzi alla pompa

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2010

Nell’incontro Consumatori-Governo-Petrolieri, il Sottosegretario Saglia ha sottolineato che i provvedimenti proposti dal Governo sono finalizzati a recuperare i 3-4 centesimi d maggior costo dei carburanti italiani rispetto a quelli venduti in  Europa. Fra le proposte annunciate dal Sottosegretario: la variazione settimanale e non più giornaliera dei prezzi alla pompa l’aumento dei self-service e degli orari di servizio, almeno per i distributori non oil la razionalizzazione della rete con più distributori gpl e metano la razionalizzazione (riduzione) di benzina e gasolio (oggi 24.700, 2500 rispetto al 2300). Adiconsum ha apprezzato le proposte chiedendo che diventino immediatamente provvedimenti. Inoltre ha riproposto l’esigenza di una maggiore informazione facendo rispettare l’esposizione dei prezzi sui totem e promuovendo un servizio di ricezione dei prezzi sugli apparecchi satellitari (tom tom). Inoltre, Adiconsum ha riproposto una normativa contro le royalty pagate sui carburanti in autostrada sviluppando una maggiore concorrenza anche attraverso un potenziamento delle pompe bianche e dei distributori presso la GDO.
I consumatori hanno inoltre richiesto un monitoraggio per contrastare le eventuali speculazioni sui tempi di adeguamento.

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La benzina continua ad aumentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2010

Nell’incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico del 17 dicembre u.s. avanzammo al Governo proposte che, se accolte, consentirebbero una riduzione del prezzo della benzina di 10 centesimi, una maggiore trasparenza e concorrenza e un freno alle speculazioni. Nell’incontro il viceministro Saglia annunciava che il Governo aveva all’esame un provvedimento all’esame del Governo e che sarebbero state recepite anche alcune proposte dei consumatori. Tra le altre, Adiconsum aveva in particolare avanzato le seguenti proposte: • variazione periodica e non giornaliera del prezzo alla pompa • aumento dei distributori indipendenti • ampliamento degli orari si servizio. Che ne è stato, si chiede Adiconsum, dell’annunciato provvedimento del Governo?

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Benzina: intollerabile variazione dei prezzi alla pompa

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2009

La borsa delle materie prime varia ogni giorno, siano esse prodotti agricoli o minerari, ma tutto ciò non ha come conseguenza una variazione dei prezzi giornalieri al consumo. A nessuna impresa industriale è consentito variare i prezzi quotidianamente.  Fanno eccezione le compagnie petrolifere. Con questo malcostume realizzano due obiettivi: 1.  impedire una reale concorrenza. Nessun consumatore è in grado di sapere ogni giorno qual è la compagnia più conveniente. Le continue variazioni annullano di fatto l’effetto concorrenza 2.  incidere negativamente sull’inflazione. Molti prodotti a valle si adeguano, quindi, alle variazioni in alto dei carburanti, ma non si adeguano allorquando le variazioni sono negative (v. trasporti) La proposta di Adiconsum è semplice: vincolare le compagnie petrolifere a variare il prezzo alla pompa per un periodo predeterminato (es. 3 mesi). È evidente che ogni compagnia attua la propria variazione per i 3 mesi successivi. Nessuna interferenza, quindi, da parte dello Stato, ma una decisione in autonomia della compagnia. Una proposta, quella di Adiconsum, che non viola le regole comunitarie, tanto che è già in atto per elettricità e gas. Per i consumatori avrebbe un grande vantaggio: conoscere la compagnia più conveniente. Inoltre questo meccanismo eviterebbe le consuete speculazioni che si realizzano alla vigilia dei grandi esodi. Del tutto insignificante, stante l’attuale meccanismo di variazione dei prezzi giornalieri, risulta la decisione del Ministero dello sviluppo economico (inserita nella legge sviluppo) di rilevare giornalmente le variazioni dei carburanti. Adiconsum sollecita il presidente dell’Antitrust, Catricalà, ad aprire un’inchiesta in merito.

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Sciopero dei benzinai

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2009

Appello al Governo a risolvere il contenzioso con i gestori e al Garante degli scioperi, Antonio Martone, a far rispettare il servizio minimo garantito Il petrolio scende a 64 dollari, ma alla pompa la benzina sale I consumatori hanno già richiesto, in un incontro con il sottosegretario Saglia,  misure per evitare il ripetersi di speculazioni sui prezzi delle benzine, ma ad oggi nessun provvedimento è stato preso. Due, in particolare, le misure da adottare per evitare comportamenti speculativi: •l’assunzione da parte delle compagnie petrolifere di norme trasparenti sull’adeguamento delle variazioni del prezzo alla pompa rispetto al prezzo del petrolio, sia quando il prezzo di quest’ultimo sale sia quando scende; • l’assunzione delle variazioni periodiche del prezzo dei carburanti, così come già avviene per l’elettricità e il gas, e non più giornaliere (per attenuarne l’impatto sull’inflazione). In merito allo sciopero dei benzinai, motivato dal non rispetto degli impegni assunti dal Governo, Adiconsum denuncia lo scandalo delle royalty che i consumatori pagano sulla benzina e sugli acquisti negli autogrill. È assurdo che il gestore abbia un compenso di 4 cent/litro e sullo stesso litro la società autostrade possa beneficiare di royalty fino a 20 cent. È assurdo, perché le autostrade sono un servizio pubblico gestito in concessione dalle società autostrade. Basterebbe ridurre quindi il peso di queste royalty per rispondere positivamente alle richieste dei gestori.  Adiconsum rivolge anche un appello al Garante degli scioperi, Antonio Martone, perché nei giorni di sciopero proclamati dai gestori venga garantito il servizio minimo, così come previsto dalla legge e perché il non rispetto degli impegni assunti dal Governo non ricada tutto sui consumatori.

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