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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘pompei’

Mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Pompei dal 10 maggio al 5 agosto 2019, presso la Palestra Grande degli scavi di Pompei (portico ovest). Monili dell’area cicladica e pompeiana sono messi a confronto in un elegante percorso di stili e di civiltà, che trova nella vanità e nell’ostentazione della ricchezza un punto di comunione. Gemme, collane, fibule, orecchini, anelli ed armille in oro, argento, bronzo, con inserti in materiali preziosi e semipreziosi (avorio, pietre, paste vitree, corallo, perle ecc.), provenienti da Delos e dalle altre Cicladi saranno esposti accanto a gioielli rinvenuti a Pompei, ma anche in altri siti campani (Longola, Sarno, Paestum, Oplontis, Terzigno ed Ercolano).Il progetto espositivo, che ha l’obiettivo di mettere a paragone le due fiorenti aree del Mediterraneo, Delos e Pompei, da sempre centro di scambio e punto di incontro di culture e religioni, nasce nell’ambito della collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei e l’Eforia delle Cicladi, finalizzata alla più ampia realizzazione di programmi comuni di studio, ricerca, promozione e ampliamento della conoscenza reciproca delle relative realtà archeologiche.La mostra sarà presentata alla stampa il 9 maggio alle ore 12,00 alla presenza del Direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei, Alfonsina Russo e dei curatori Massimo Osanna, che ha promosso la mostra nel corso del suo mandato da Direttore Generale del Parco e l’Eforo delle Cicladi, Dimitrios Athanasoulis.

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Pompei: il giorno dell’eruzione del Vesuvio

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 agosto 2018

Il 24 agosto del 79 d.C. è la data in cui, dall’esito di un’analisi filologica di un passo della lettera di Plinio il Giovane a Tacito, si colloca convenzionalmente l’eruzione del Vesuvio che portò alla devastazione di tutta l’area circumvesuviana.
Per ricordare quel fatidico giorno, i social network del parco archeologico di Pompei hanno fatto rivivere ai propri utenti i terribili istanti dell’eruzione, attraverso una sequenza di immagini fortemente evocative ed il racconto di Plinio il Giovane contenuto nelle sue famose epistole.
I canali social del Parco, in continua crescita di numeri ed interazione, rappresentano la piattaforma principale per la promozione e la quotidiana comunicazione di notizie e curiosità che riguardano Pompei e i siti vesuviani di Oplontis, Stabiae e Boscoreale, luoghi che oggi, a centinaia di anni dalla loro scoperta, ancora riservano importantissime novità grazie ai recenti e sensazionali rinvenimenti che continuano ad affiorare dai lapilli di quella tragica eruzione. (fonte: www.pompeiisites.org)

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L’affresco di un Priapo emerge dagli scavi della Regio V

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

affresco di un PriapoPompei (Napoli) Una dimora di pregio su via del Vesuvio con stanze elegantemente decorate e all’ingresso un Priapo affrescato, in atto di pesare il membro su una bilancia, sono emersi nel corso dei lavori di riprofilatura dei versanti della Regio V che affacciano sulla via di Vesuvio, nell’ambito del cantiere dei nuovi scavi. Le operazioni in corso rientrano nel più ampio intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo, che delimitano i 22 ettari di area non scavata di Pompei, previsto dal Grande Progetto Pompei e che interesserà circa 3 km di fronti . La figura di Priapo, a Pompei ben conosciuto per la raffigurazione che campeggia all’ingresso della casa dei Vettii, oggi appare per la seconda volta in questa domus poco distante. Dio della mitologia greca e romana, era secondo buona parte delle fonti, figlio di Afrodite e di Dionisio. (Leggende minori lo vogliono invece figlio di Afrodite e di Ermes o Ares, o Adone o Zeus). Era, gelosa del rapporto adulterino di Zeus con Afrodite, si vendicò con Priapo e gli diede un aspetto grottesco, con enormi organi genitali.Il fallo, così spesso raffigurato in affreschi e mosaici dell’epoca, era ritenuto origine della vita, e per gli antichi romani un simbolo apotropaico, utilizzato contro il malocchio o per auspicare fertilità, benessere, buon commercio e ricchezza.Non è un caso, difatti, che poco oltre un altro fallo in tufo grigio dipinto è emerso, lungo la strada, su una parete del vicolo dei balconi.
La domus lungo via del Vesuvio che sta venendo alla luce, sta rivelando oltre all’affresco del Priapo posto all’ingresso (fauces), anche diversi ambienti dalla decorazione pregiata, tra i quali una parete con un volto di donna entro un clipeo e una stanza da letto (cubicolo) decorata con una raffinatissima cornice superiore e con due quadretti (pinakes) nella parte mediana, l’ uno con paesaggio marino, l’altro con una natura morta, affiancati da animaletti miniaturistici.Sempre lungo la via del Vesuvio, procedendo verso sud è stata, invece, messa in luce la parte superiore di una fontana/ninfeo, con la facciata rivolta verso l’interno dell’insula, dove probabilmente si apriva un giardino. La superficie finora esposta (parte superiore delle colonne, parte superiore della nicchia e frontone) è rivestita di tessere vitree e conchiglie, che formano complessi motivi decorativi. Al di sopra di una delle colonne è raffigurato un volatile. (foto: affresco di un Priapo copyright beni culturali pompei)

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Pompei: nuovi scavi e ricerche

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

A Pompei proseguono le attività di ricerca e di studio condotte in collaborazione con università italiane e straniere in città e nel suburbio. Dal Foro Triangolare al Tempio di Esculapio, dalle fulloniche della Regio VI alla Necropoli di Porta Sarno, dalle botteghe di via dell’abbondanza nell’Insula VII, alla Casa del Leone presso l’Insula Occidentalis sono diverse le campagne di studio condotte dal Parco archeologico in collaborazione con l’Università Federico II o le concessioni come quelle dell’Università degli Studi di Genova, l’ École Française de Rome e l’Università di Rouen, la Universidad Europea de Valencia sotto la supervisione del Parco, nonché l’attività di scavo presso il sito di Civita Giuliana con il supporto della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
Le indagini di scavo del 2017 avevano portato alla luce due tratti murari posti in prossimità della Schola (tomba a esedra): il primo, una porzione di muro in grandi blocchi di tufo, rinvenuto dal Maiuri, l’altro un muro in opera incerta. Le indagini hanno analizzato il rapporto tra i due tratti murari rintracciati, per chiarirne la cronologia e contribuire a definire lo sviluppo delle mura urbane in questo tratto e la loro strutturazione nel corso del tempo. E’ molto probabile che questo settore del Foro Triangolare fosse interessato tra III e II secolo a.C. dalla presenza di un imponente sistema difensivo costituito da una struttura a doppia cortina e nucleo interno.Nell’ambito dello stesso progetto è stato condotto e concluso lo scavo al Tempio di Esculapio (Asclepio in greco), posto nel Quartiere dei Teatri, all’incrocio tra via di Stabia e la cosiddetta via del Tempio di Iside, allo scopo di riesaminare la struttura dell’edificio per ricostruirne le fasi edilizie, dalla sua costruzione all’eruzione del 79 d.C.
L’evoluzione delle installazioni produttive e le produzioni tessili e dell’antica Pompei, sono, invece, oggetto del programma di ricerca “Spazi urbani di produzione e storia delle tecniche a Pompei e Delo” condotto dall’ École Française de Rome e dall’Università di Rouen sulle fulloniche e su una bottega della Regio VI, con l’obiettivo di comprendere il funzionamento dell’economia urbana attraverso le attività produttive di due città antiche.
Presso la necropoli di Porta Sarno, invece, durante uno scavo di emergenza del 1998-99 furono scoperte alcune tombe sannitiche e due recinti funerari romani. Quest’estate si è avviata la prima campagna del progetto di studio e indagine scientifica , oggetto della convenzione con il Colegio de Doctores y Licenciados de Valencia, la Universidad Europea de Valencia e l’Institut Valencià de restauració I Conservació sotto la direzione di R. Albiach e L. Alapont, finalizzata al restauro dei monumenti funerari e alla documentazione fotogrammetrica e planimetrica della necropoli.Gli scavi archeologici in alcune botteghe di Via dell’Abbondanza (in corrispondenza della Regio VII, Insula 14,) condotti dall’Università degli studi di Genova (coordinamento equipe universitaria prof. Silvia Pallecchi), hanno permesso il recupero di varie tipologie di materiali (ceramica, intonaci, metalli, reperti faunistici, malacofauna, monete, carporesti), utili per la comprensione di questi spazi e della loro articolazione in un periodo compreso tra il II sec. a.C. ed il 79 d.C. Lo studio, attualmente in corso, dei reperti qui ritrovati è preziosa fonte di informazione sugli aspetti della vita quotidiana, degli usi e costumi degli abitanti di Pompei.Presso l’Insula Occidentalis, un nuovo tratto del peristilio della Casa del Leone (VI 17, 25), è emerso nel corso delle recenti indagini condotte dal Parco, in collaborazione con l’ Università di Napoli Federico II, (coordinatore dell’equipe universitaria Prof. Luigi Cicala). L’area del peristilio, posta su uno dei terrazzamenti inferiori del complesso abitativo era, difatti, stata reinterrata dopo gli scavi borbonici. Oggi lo studio di tali ambienti e’ fondamentale, anche in funzione del progetto di musealizzazione del soprastante Laboratorio di Ricerche Applicate.Nel suburbio settentrionale dell’antica Pompei, in località Civita Giuliana, infine, il Parco Archeologico di Pompei ha ripreso gli scavi nell’area di una grande villa rustica oggetto di cunicoli clandestini intercettati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Gli scavi negli scorsi mesi hanno portato in luce cinque ambienti pertinenti al quartiere servile della villa. E’ stato possibile realizzare i calchi di due letti e per la prima volta, il calco integro di un cavallo, rinvenuto con gli elementi della bardatura nella stalla di fronte a una mangiatoia. L’intervento, da poco avviato in un’ottica di tutela del territorio, mira a completare lo scavo della stalla dove è stato rinvenuto l’equino, riportando in luce tutto l’ambiente e le murature perimetrali.

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Pompei: la necropoli di Porta Stabia

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

Recenti indagini archeologiche presso la necropoli di Porta Stabia, forniscono nuovi elementi utili a comprendere la complessa articolazione spaziale di quest’ area di Pompei, che presto sarà restituita alla pubblica fruizione. Lungo la via Stabiana, immediatamente fuori l’omonima porta di accesso alla città antica, in un’area adiacente alla tomba monumentale di Gnaeus Alleius Nigidius Maius, portata alla luce lo scorso anno, sono stati avviati alla fine del 2017 interventi di restauro e valorizzazione di altre due monumenti funebri.Si tratta di due tombe a camera denominate “Tomba A” e “Tomba B” già scavate nel 2001 e ubicate in uno spazio delimitato da un marciapiede e da muretto in opera reticolata parzialmente rivestito di intonaco.Le attività di scavo sono state finalizzate a rimettere in luce e a documentare il percorso stradale.Il basolato stradale infatti era interamente ricoperto da uno spesso strato di accumulo alluvionale che ha restituito una grande quantità di reperti ceramici, in vetro come unguentari e pedine ma anche un anello d’oro con teste di serpente affrontate e con occhi in pasta vitrea.La rimozione di questo strato di accumulo rivelò a sud della tomba A una struttura muraria non finita, di forma sub-quadrata. Queste evidenze sono verosimilmente pertinenti ad una terza tomba rimasta incompleta a seguito dell’abbandono del cantiere, come indicherebbero i blocchi di tufo e lava rinvenuti nelle immediate vicinanze e pronti per essere impiegati nella costruzione, ed anche un cumulo di schegge di lava e blocchetti.La tomba B, di forma rettangolare, è costituita da due filari di blocchi parallelepipedi di calcare bianco; la tomba aveva probabilmente un coronamento a forma di ara.L’interno, intonacato, presenta su tre lati nicchie di forma rettangolare, mentre sul quarto si accede alla camera. Al momento degli interventi di restauro all’interno della camera sepolcrale, che si presentava in condizioni di elevato degrado, si scoprì che solo quattro delle nove urne fittili murate nelle due banchine lungo i lati della camera erano state precedentemente svuotate, probabilmente durante le esplorazioni ottocentesche che portarono alla spoliazione del rivestimento calcareo della parte superiore della tomba e all’asportazione delle urne di vetro nelle nicchie. Delle 5 urne non precedentemente svuotate, due hanno restituito le ceneri dei defunti, mentre altre due contenevano i resti dell’ustrinum (rogo funebre) quali balsamari in vetro deformati dal calore, e in un caso una moneta posta come obolo carontis. I resti antropologici sono attualmente in corso di studio da parte di H. Duday. Alcune urne conservavano il coperchio posto a chiusura ma in posizione capovolta. Sul pavimento in cocciopesto è stato ritrovato anche un condotto fittile per le libagioni in onore dei defunti che avevano luogo durante le varie festività; il condotto era chiuso da un elemento in marmo.
La tomba A è una struttura di forma quasi quadrata costituita da un alto basamento di blocchi parallelepipedi in tufo grigio uniti tra loro da grappe metalliche (almeno sul lato settentrionale), su cui poggiava la copertura, costituita da una serie di piccoli gradini di terra, pietre laviche, schegge di calcare e malta, di cui almeno quello inferiore era ricoperto da lastrine rettangolari di marmo bianco, alcune delle quali ancora conservate in situ. All’interno della camera sepolcrale vi sono delle nicchie ricavate sui tre lati del muro in laterizio. Al momento dello scavo condotto nel 2001 si rinvennero due urne cinerarie in vetro con coperchio; la tomba conteneva inoltre due colombe in vetro soffiato e una brocca di piccole dimensioni. L’accesso alla tomba è situato sul lato meridionale ed è chiuso da una porta in calcare sulla quale sono leggibili due tituli picti. La porta presenta all’esterno un anello in ferro e un sistema di chiusura sulla parte interna in bronzo, e cardini in bronzo. La porta era chiusa al momento dello scavo ed è stata aperta per i lavori di restauro, mostrando il perfetto funzionamento, a 2000 anni di distanza, del sistema di chiusura romano. Sulla parte superiore della porta è presente un’iscrizione, un titulus pictus, che riporta “Iarinus Expectato / ambaliter unique sal(utem) / Habito sal(utem)” “Iarinus saluta Expectato, amico per sempre; saluti a Habito”. Sopra il nome di Habito qualcuno disegnò un fallo.

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Ricerca su “La Rosa Antica di Pompei”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

Boscoreale (NA) Mercoledì 6 giugno 2018, alle ore 17, nel giardino di Villa Silvana, saranno presentati i risultati della ricerca su “La Rosa Antica di Pompei”.La ricerca è finalizzata alla costituzione di una rosa riconducibile al genotipo/fenotipo più diffuso a Pompei e in Campania in epoca romana. Ed è fondata su indagini di archeobotanica su specie antiche coltivate nell’area pompeiana, oltre che su un’ accurata analisi genica e di comparazione tra le varietà e le specie di rose rinvenute e conservate presso gli Orti botanici, i cimiteri monumentali campani e negli erbari antichi italiani.Il progetto è stato promosso e finanziato dall’associazione “La Rosa Antica di Pompei”, che ha messo a disposizione gli spazi del roseto di Villa Silvana a Boscorelae, per la coltura delle giovani piantine di rose. L’Associazione cura tra l’altro, su autorizzazione del Parco archeologico di Pompei (dott. Michele Borgongino), la piantumazione delle rose antiche in alcuni giardini di domus pompeiane, come la Casa del Fauno, la Casa di Loreio Tiburtino e la Casa del Profumiere.L’evento sarà introdotto dal Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Prof. Massimo Osanna, dal Direttore del Dipartimento Di Agraria, Prof. Matteo Lorito, oltre che dal Prof. Luigi Frusciante Docente di Genetica Agraria e Gaetano Di Pasquale Ricercatore di Botanica Applicata all’archeologia, entrambi autori della ricerca.
Al termine degli interventi seguirà un concerto di musica classica degli “Amici del ‘700 Napoletano” (musiche di Pergolesi, Bach, Mozart e classici napoletani). La manifestazione è organizzata nell’ambito della IV Festa della Rosa, divenuto ormai un appuntamento consueto per Villa Silvana.
La coltivazione della rosa nell’antica Pompei aveva raggiunto raffinatezze degne delle attuali tecniche agronomiche e anche la produzione di essenze e profumi, ad essa collegata, aveva raggiunto sofisticati livelli tra i profumieri pompeiani. In Campania, in particolare nelle zone di Pompei, Paestum e Capua, la produzione e la lavorazione della rosa erano destinate ad un mercato più ampio della sola penisola italiana, affermandosi come attività di gran pregio sulle sponde dell’intero Mediterraneo antico.

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A Pompei si scava

Posted by fidest press agency su domenica, 26 novembre 2017

repertiPompei. Siamo solo all’inizio di questa avventura e già iniziano ad emergere reperti intatti che aggiungono elementi nuovi alla lettura della storia dell’antica città.Presso la Schola Armaturarum, ormai simbolo di rinascita per Pompei, dove è in corso il restauro degli affreschi originali salvatisi dal bombardamento del 1943, dallo scorso luglio è stato avviato anche lo scavo degli ambienti retrostanti, mai prima indagati.Un deposito di anfore, al momento formato da quattordici reperti immersi nel lapillo, è stato riportato alla luce. Si tratta di uno dei tre ambienti individuati alle spalle della parte di struttura più nota della Schola Armatorarum.Le anfore rinvenute intatte, dovevano contenere olio, vino e salse di pesce: un’anfora presenta iscrizioni dipinte in cui si leggono numeri, a indicare i quantitativi, e, verosimilmente, il prodotto contenuto. L’uso come deposito dell’ambiente è confermato dai graffiti visibili su una delle pareti dell’ambiente, che ribadiscono l’attività di stoccaggio.Al termine dello scavo, previsto per il mese di dicembre, le anfore saranno ricollocate in situ nell’ambito del più ampio progetto di valorizzazione del “museo diffuso” che Anforeil Parco archeologico sta adottando in più aree degli scavi per ri-contestualizzare i reperti nei luoghi di provenienza.
Fino ad ora l’unico ambiente, portato alla luce nel 1915 da Vittorio Spinazzola, era stato quello ben conosciuto che affacciava su via dell’Abbondanza. Il suo carattere pubblico militare fu fin dall’inizio chiaro per via delle grandi dimensioni e della sua decorazione ( i trofei all’ingresso e le figure alate e armate che decorano le pareti). Tuttavia la sua esatta destinazione, deposito di armi o scuola di formazione della gioventù pompeiana, continua a non essere certa. Lo scavo di questi altri ambienti, che rientra nel cantiere “Scavi e ricerche”, ha come obiettivo proprio quello di chiarire tali aspetti.L’esplorazione della struttura completa della Schola non è il solo intervento del genere previsto a Pompei. In corso è anche il grande cantiere di scavo nella Regio V, il cosiddetto “cuneo” (un’area di oltre 1000m2 nella zona posta tra la casa delle Nozze d’Argento e gli edifici alla sinistra del vicolo di Lucrezio Frontone), dal quale ci si aspetta di portare in luce ulteriori strutture e reperti di ambienti privati e pubblici. In quest’area (sul pianoro delle regiones IV e V), inoltre, sarà previsto l’allestimento di un laboratorio di studio archeologico dei reperti che verranno alla luce e un deposito per la loro conservazione temporanea. (foto: reperti, anfore)

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Area archeologica di Pompei

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

area archeologicaCon l’avvio del cantiere di messa in sicurezza dei fronti di scavo, ovvero di tutta quella porzione di terreno che circonda l’area non scavata di Pompei, di circa 22 ettari, e con la ripresa dei cantieri della Regio I, II e III precedentemente bloccati a causa di un ricorso al TAR, entro il 2019 l’area archeologica di Pompei sarà interamente consolidata. Oltre due chilometri di muri antichi saranno oggetto di messa in sicurezza, mentre l’area non scavata alle spalle dei fronti di scavo, nelle Regiones I-III-IV-V-IX, sarà oggetto di intervento di mitigazione del rischio idrogeologico, che assicurando un adeguato drenaggio del suolo consentirà di ridurre la spinta del terreno sui muri antichi, problema particolarmente insistente nel periodo delle piogge.Tra gli interventi in programma il grande cantiere prevederà anche un vero e proprio scavo nella Regio V, il cosiddetto “cuneo” (un’area di oltre 1000m2 nella zona posta tra la casa delle Nozze d’Argento e gli edifici alla sinistra del vicolo di Lucrezio Frontone), che nella condizione attuale costituisce un elemento di debolezza del pianoro dal punto di vista idrogeologico. Lo scavo porterà in luce strutture e reperti di ambienti privati e pubblici che contribuiranno ad arricchire la conoscenza del sito e lo stato di avanzamento della ricerca archeologica. A tal scopo sul pianoro delle regiones IV e V, dove è in corso l’allestimento dell’ area logistica, è in programma anche l’installazione di un laboratorio di studio archeologico dei reperti che saranno rinvenuti e un deposito per la loro conservazione temporanea. “Si tratta del più grande intervento nell’area non scavata di Pompei, dal dopoguerra – dichiara Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei. – Finora si era sempre proceduto per piccoli interventi di tamponamento sui fronti di scavo, nei punti più critici. Adesso si procederà in maniera radicale al consolidamento dei fronti e a risolvere il problema dell’acqua che si accumula nei terreni esercitando pressione sulle pareti e sulle facciate delle domus portati alla luce, che hanno finito per costituire una sorta di argine di contenimento dei terreni che impregnati di acqua piovana vi esercitavano pressione esponendoli al pericolo di cedimento.” L’intervento, che rientra nel Grande Progetto Pompei durerà circa due anni. I lavori procederanno per sottocantieri al fine di continuare a garantire la fruibilità del sito. Periodicamente verranno forniti aggiornamenti sull’avanzamento dei lavori.

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La nuova tomba monumentale di Porta Stabia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 luglio 2017

basso rilievoParticolare del bassorilievoPompei realizzata poco prima dell’eruzione (motivo per cui si conserva in maniera eccezionale), rivela nuovi rilevanti dati sulla storia degli ultimi decenni di Pompei.
Si tratta di una iscrizione sepolcrale nella forma delle res gestae (ovvero recante la descrizione delle imprese realizzate in vita). Le iscrizioni sepolcrali, notoriamente, contengono il nome del defunto, possono o meno indicare l’età, la condizione sociale e la carriera o altre notizie biografiche. Per i magistrati la citazione delle attività svolte si riassume nel cursus honorum (la carriera pubblica); altri riferimenti sono piuttosto rari. Nel nostro caso invece viene fatto l’elogio del defunto, cosa che a Pompei non ha confronti. Sono ricordate azioni ed attività realizzate in occasione di momenti importanti della biografia del defunto: l’assunzione della toga virile e le nozze. Eventi celebrati con atti di munificenza: banchetto pubblico, elargizioni di danaro in argento; di monete ai magistrati delle associazioni, e soprattutto grandiosi giochi con combattimenti tra gladiatori e con bestie feroci. Pratica diffusa tra i possidenti per acquisire prestigio e promuovere la propria carriera politica. Non è un caso che, come l’iscrizione riporta, il defunto abbia poi rivestito la G:BassorilievoBlocco1_2_Unione Layout1 (1)carica di duoviro. Grazie alla citazione di eventi topici della vita del defunto apprendiamo dati importantissimi sulla storia pompeiana anche con riferimenti al famoso episodio narrato da Tacito, Ann. XIV, 17, avvenuto a Pompei nel 59 d.C., quando durante uno spettacolo gladiatorio scoppiò nell’anfiteatro una rissa che degenerò in uno scontro armato. L’evento richiamò l’attenzione dell’imperatore Nerone che da Roma incaricò il senato di indagare sul fatto. A seguito delle indagini dei consoli, come riporta Tacito, ai Pompeiani fu vietato di organizzare altre manifestazioni gladiatorie per 10 anni; le associazioni illegali furono sciolte; l’organizzatore dei giochi, l’ex senatore di Roma Livineio Regulo, e quanti avevano istigato il fatto furono esiliati. Fin qui il passo di Tacito che però non è esplicito sulla sorte dei duoviri, asserendo solo, in maniera generica, che tutti quelli coinvolti furono banditi. Nella nostra iscrizione, che completa le informazioni di Tacito, si fa riferimento per la prima volta all’esilio che avrebbe colpito addirittura i due sommi magistrati in carica, ossia i duoviri della città. L’iscrizione fornisce dunque dati inediti su un momento importante della storia politica e istituzionale di Pompei, restituendo lo scenario di un torbido intrigo solo adombrato da Tacito. (foto: elaborazione fotogrammetrica, Particolare del bassorilievo)

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La storia di Pompei prima del 79 d.C. ricostruita attraverso gli ex-voto

Posted by fidest press agency su domenica, 2 luglio 2017

pompei repertipompei reperti2Un capitolo inedito della storia di Pompei prima del 79 d.C. ricostruita attraverso le offerte votive ritrovate nei santuari. Oggetti provenienti da tutto il Mediterraneo, tra cui armi, vasellame con iscrizioni etrusche ,gioielli offerti come voto per i momenti più salienti della vita: il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta, il matrimonio, il primo figlio, l’iniziazione alle armi.Oggetti ben conosciuti alla storia, ma restituiti numerosi dai recenti scavi condotti nelle aree sacre di Pompei (Santuario di Apollo, di Atena e Ercole, Capitolium) e in tantissimi ritrovati intatti, in particolare dal Santuario extraurbano del Fondo Iozzino dove sono stati ritrovati così come al momento della loro deposizione e pertinenti ad un lungo periodo che va dal VI secolo almeno fino all’inizio del I secolo a.C.Il Santuario, posta al centro della città moderna un tempo cava di estrazione del lapillo di proprietà Iozzino, fu indagata a più riprese a partire dal 1960 e dal 2014 ha visto l’avvio di una ricerca approfondita e continuativa.Le indagini recenti si sono concentrate nello spazio tra i due recinti sacri e hanno portato alla luce un piano di frequentazione riferibile al VI secolo a.C. in cui sono stati ritrovate tantissime armi in bronzo e ferro e vasellame ceramico soprattutto in bucchero, deposto intenzionalmente: brocchette, kantharoi o scodelle. Tra le armi: corte spade, una ventina di punte di lancia in ferro a volte con immanicatura in pompei reperti1pompei reperti3bronzo, cuspidi di giavellotto, uno scettro in ferro, rarissimo per l’Italia meridionale, un grande scudo in bronzo con la fascia interna decorata nella quale si infilava il braccio.L’aspetto più eclatante dei ritrovamenti riferibili all’età arcaica è costituito dalla notevole quantità di vasellame in bucchero con iscrizioni graffite in lingua etrusca che rappresenta il più grande corpus di iscrizioni etrusche fino ad ora rinvenuto in un unico contesto in Italia meridionale. Il vasellame in bucchero era utilizzato per sacrifici che prevedevano l’offerta alle divinità di vino rosso e bianco, o infusi d’erbe.
Le iscrizioni erano poste sulla vasca e sul piede di scodelle e di vasi da banchetto che, dopo l’uso, venivano deposti capovolti sul suolo.
Queste iscrizioni rivelano i nomi degli offerenti, etruschi che provenivano anche dalla Toscana, e della divinità a cui era dedicato il santuario, il dio “apa” “padre”, forse Giove Meilichios. Accanto a queste iscrizioni ci sono anche numerosissimi segni graffiti come croci, stelle a cinque punte, asterischi, alberelli. Insieme a queste offerte sono stati rinvenuti anche gioielli come anelli in argento o oro con pietre decorate e vasellame proveniente da tutto il Mediterraneo antico: ceramica a vernice nera dall’Attica, vasi per profumi da Corinto, contenitori per unguenti configurati a gamba dal mondo ionico e coppe etrusco- corinzie. (foto: pompei reperti)

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Teatro Grande di Pompei: Orestea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

oresteaPompei 22, 23, 24, 25 giugno 2017  ore 20.30 Unica trilogia ad essere sopravvissuta fino ai giorni nostri, l’Orestea di Eschilo racconta una storia suddivisa in tre episodi, le cui radici affondano nella tradizione mitica dell’antica Grecia: l’assassinio di Agamennone da parte della moglie Clitemnestra, la vendetta del loro figlio Oreste che uccide la madre, la persecuzione del matricida da parte delle Erinni e la sua assoluzione finale ad opera del tribunale dell’Areopago.
Con questo imponente allestimento che si divide in due parti – Agamannone e Coefore/Eumenidi – Luca De Fusco affronta la tragedia classica secondo le caratteristiche del teatro greco che univa parola, canto, danza. Uno spettacolo “in musica”, la cui partitura è curata da Ran Bagno. Sul tappeto sonoro preciso ed avvolgente del compositore israeliano si muovono le sensuali e misteriose coreografie di Noa Wertheim, direttrice della Vertigo Dance Company.ORESTEA Agamennone | Coefore e Eumenidi di Eschilo traduzione Monica Centanni regia Luca De Fusco. (foto: orestea)

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Teatro Grande di Pompei: Fedra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

fedraPompei 22, 23 luglio 2017 | ore 20.30 «Fedra, è la tragedia della passione umana», spiega il regista Carlo Cerciello in una sua nota, «la tragedia di una donna che per amore non esita a ribellarsi alle convenzioni sociali ed etiche della società di cui si sente ‘privilegiata’ prigioniera. Sposa di un marito che non esita a tradirla e del quale si sente effettivamente ed affettivamente vedova, Fedra identifica nel mondo del figliastro Ippolito un miraggio di libertà e di passione che è disposta a pagare con la vita. In Fedra si confondono e si sovrappongono le due figure parentali di Teseo padre e di Ippolito figlio, che Seneca strategicamente non fa mai incontrare tra loro, fino ad operare una sostituzione nel cuore della donna tra lo sposo e il figliastro…La natura è l’ulteriore protagonista di questa tragedia. Una natura affascinante e crudele a cui tanto Ippolito che Fedra aspireranno invano. Il loro desiderio di vivere secondo le leggi della natura, infatti, si tramuterà per i nostri sfortunati eroi in ”agire contro natura”. Sarà così anche per Teseo, che causerà, per contrappasso al suo “innaturale” ritorno dal regno dei morti, lutto e distruzione nella sua stessa famiglia».FEDRA di Seneca traduzione Maurizio Bettini. regia Carlo Cerciello (foto. fedra)

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Al via Pompeii Theatrum Mundi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

pompeiPompei Dal 22 giugno al 23 luglio 2017 al Teatro Grande di Pompei la prima edizione della rassegna di drammaturgia antica Pompeii Theatrum Mundi. «Dal 2014 – dichiara Massimo Osanna, direttore generale del parco archeologico di Pompei, le scene del Teatro Grande sono state restituite al pubblico internazionale, dove la nuova rassegna del Teatro Stabile di Napoli si inserisce in modo naturale. Nel celebrare e far rivivere al pubblico l’unicità e la sacralità di questi luoghi, Pompei ancora una volta si profila come laboratorio di arte e cultura, palcoscenico del mondo aperto alla tradizione e all’innovazione». «Lo Stabile da me diretto – annota pompei1Luca De Fusco – propone un progetto di drammaturgia antica, scelta tanto importante quanto naturale. Testi di Eschilo, Sofocle, Euripide, Seneca saranno rappresentati nel luogo in cui, con tutta probabilità, furono messi in scena già in epoca romana. Un luogo non neutro ma fortemente caratterizzato e pieno di fascino, esso stesso elemento della narrazione teatrale. In questo luogo riportiamo il teatro di prosa con una manifestazione che ci auguriamo susciti l’attenzione e il gradimento del pubblico, per sedici serate da trascorrere in uno dei maggiori palcoscenici della storia dell’umanità». «Cinque capolavori – sottolinea il direttore De Fusco – tesi a privilegiare ed esaltare il rapporto tra contenitore e contenuto, tra spazio scenico e narrazione teatrale, che la straordinaria location di Pompei consente e garantisce come poche altre al mondo». (pompei)

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Pompei: fondi UE per un fiore all’occhiello del patrimonio europeo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 aprile 2017

pompei dove il tempo si è fermatoBruxelles. La Commissione investe quasi 50 milioni di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale nel proseguimento dei lavori di conservazione e restauro di questo sito simbolo dell’archeologia italiana. Si prevede che dopo il completamento dei lavori di restauro cofinanziati dalla politica di coesione dell’UE l’antica città romana di Pompei, classificata come patrimonio mondiale dell’UNESCO, accoglierà quasi 200 000 turisti in più ogni anno.La Commissaria per la Politica regionale Corina Creţu, che ha visitato il progetto in febbraio, ha dichiarato: “A Pompei restauriamo e preserviamo le opere d’arte del passato, ma in realtà lo facciamo per il nostro futuro, perché i nostri nipoti possano godere di questo sito unico al mondo, parte della storia e dell’identità culturale che abbiamo in comune. In più, così facendo diamo il nostro contributo allo sviluppo economico della Campania, promuovendo il turismo e l’imprenditorialità”.
Il pacchetto di investimenti di 50 milioni di euro finanzia sia il consolidamento delle strutture e degli antichi edifici del sito archeologico per ripristinarne il carattere urbano sia la realizzazione di un sistema di canalizzazione e drenaggio delle acque e di altre opere di restauro e miglioramento, nonché la formazione del personale.
ContestoL’UE ha iniziato a sostenere opere di restauro a Pompei nel periodo finanziario 2000-2006, e ha adottato il “grande progetto Pompei”, finanziandolo complessivamente con 105 milioni di euro, nel periodo 2007-2013. La decisione odierna consentirà che il progetto venga completato con i fondi del periodo 2014-2020.I lavori di scavo del sito archeologico di Pompei, appartenente al patrimonio UNESCO, proseguono con varia intensità dal 1748. L’esposizione e tecniche di scavo inadeguate con il passare del tempo hanno deteriorato il sito. Questo progetto ha lo scopo di arrestare e invertire il processo di deterioramento, riunendo nel contempo i vari settori in una singola area scavata. Con il sostegno dei fondi UE, nel 2016 il sito è stato anche reso accessibile alle sedie a rotelle.

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A Pompei un grande ritorno per celebrare la festa della donna

Posted by fidest press agency su martedì, 7 marzo 2017

venere in bikiniPompei 8 marzo 2017 La bella statua della Venere in bikini, oggi conservata al Museo archeologico di Napoli (MANN), ritorna per un giorno nel suo luogo di originaria collocazione e ritrovamento, la domus omonima che dal pregiato manufatto prese nome.
Un’iniziativa fortemente voluta dalla Soprintendenza Pompei in accordo con il MANN, che oltre a ribadire il forte legame che lega oggi le due Istituzioni, ne rammenta anche il diretto e storico collegamento dall’epoca borbonica.
La fama dell’abitazione è dunque legata alla scoperta della statuetta raffigurante Venere che si scioglie il sandalo, caratterizzata dal disegno del tessuto a ricamo dorato in corrispondenza del seno e del pube (il bikini). Venne ritrovata in un armadio di uno degli ambienti della casa (il tablino), dove era stata riposta duranti i lavori di risistemazione della domus a seguito del terremoto del 62 d.C., assieme ad altre suppellettili domestiche e oggetti preziosi tra cui bracciali in oro e monete. Quasi certamente la statua era utilizzata come ornamento, posta su un piedistallo collocato dietro l’impluvio (vasca ornamentale al centro dell’atrio). Le allusioni erotiche intraviste nel gesto della Venere ne hanno poi determinato la futura collocazione nel Gabinetto segreto del Museo archeologico, custode di reperti a tema erotico, dove fu trasferita a seguito del ritrovamento. Tale iconografia della divinità, che ricorre altre due volte a Pompei, sembra aver origine in ambiente greco –orientale nel tardo III sec a.C. e la sua fortuna è documentata da un numero consistente di statuette ritrovate in molti centri dell’Oriente ellenistico e dell’Egitto.
L’immagine di Venere, dea per eccellenza della bellezza, vuole essere in questa giornata un vero e proprio elogio alla figura femminile che, all’interno di questa domus si esprime anche nei diversi quadretti mitologici e non solo dei vari ambienti, che raffigurano donne e soprattutto dee: Diana e Atteone, Onfale e Ercole,Tisbe e Piramo, una ninfa che esce da uno specchio d’acqua in un giardino fiorito, ma anche tondi con volti femminili.La dimora, di modeste dimensioni, frutto della divisione di una precedente proprietà, avvenuta probabilmente nel I sec. a.C., e riportata alla luce all’inizio del ‘900 (1913- 1952-54), comprende un atrio con un giardino nella parte posteriore. Tutte le pitture presenti nella casa appartengono alla fase decorativa di IV Stile.
Omaggio alle donne con ingresso gratuito anche nei siti archeologici di Oplontis, Boscoreale e Stabiae nella giornata dell’8 marzo. (venere in bikini)

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Ham Radio Show: in mostra a Pompei

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

ham-radio-showham-radio-show1Pompei Sabato 25 e domenica 26 febbraio, nell’area espositiva di via Plinio (di fronte alla pineta degli Scavi), si svolgerà la XV edizione di “Ham Radio Show, la mostra-mercato del Radioamatore, dell’Elettroni-ca e dell’Informatica”. L’elemento centrale dell’evento fieristico è rappresentato, come sempre, dall’esposizione degli ultimi ritrovati tecnologici: computer, smartphone, tablet, tv, stampanti 3D, home theater, digitale terrestre e satellitare, foto-videocamere, droni e tutti gli accessori connessi a questi moderni dispositivi, il tutto a prezzi interessanti. Ham Radio Show rappresenta anche una buona occasione per chi è caccia di affari e vuole puntare all’usato di qualità. Da visitare è anche la sezione “vintage” di Ham Radio Show, che consente di ammirare dei veri “gioielli” del passato e di riscoprire la tecnologia che ha fatto parte della nostra vita quotidiana solo fino a qualche decennio fa (radio ham-radio-show2d’epoca, giradischi, telefoni a disco, ecc.). La mostra-mercato è promossa e organizzata dall’Associazione Radioamatori Italiani (Ari) di Pompei. Pertanto è presente un’apposita sezione che raccoglie tutto ciò che riguarda gli appassionati di radiocomunicazioni amatoriali: apparecchiature per telecomunicazioni, radio rice-trasmittenti e tanto altro. La mostra torna a Pompei proprio nell’anno in cui la locale sezione Ari festeggia trent’anni di attività. Nata nel giugno del 1987 con lo di scopo di riunire e rappresentare i radioamatori di Pompei e dell’area vesuviana, essa svolge attività di studio, di sperimentazione, educative e sociali connesse al servizio di radioamatore. Tra gli obiettivi c’è anche la promozione dell’utilità sociale dei radioamatori, mediante lo sviluppo delle attività di telecomunicazione a supporto della Protezione Civile e della tutela del territorio in generale. (foto: Ham Radio Show)

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Pompei: Riapertura di parte della Casa dei Vettii

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 dicembre 2016

pompei dove il tempo si è fermatoPompei 23 dicembre ore 15,30.Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, e il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, inaugureranno venerdì 23 dicembre alle 15:30 la riapertura di parte della Casa dei Vettii e la messa in sicurezza dell’intera Regio VI agli Scavi di Pompei, realizzate nell’ambito del Grande Progetto Pompei di cui verrà presentato lo stato di avanzamento complessivo. Contestualmente saranno illustrati i numeri straordinari realizzati quest’anno dagli Scavi di Pompei e verrà presentato il piano per la videosorveglianza del sito.

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Tesori che Pompei restituisce alla fruizione

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2016

lucrezio-frontonelucrezioPompei Il piccolo Lupanare, la casa di Obellio Firmo, la casa di Marco Lucrezio Frontone ma anche lo scavo inedito di un ambiente totalmente occultato dal terreno. Sono gli altri tesori che Pompei restituisce alla fruizione, al termine del grande lavoro di completamento degli interventi di messa in sicurezza delle Regiones V e IX realizzati nell’ambito del Grande Progetto Pompei dalla Soprintendenza e dalla Direzione Generale del GPP con le risorse POIn 2007-2013 e PON 2014-2020. Un’area di 50mila metri quadrati, che si estendeva tra il centro e il confine settentrionale della città antica, ora interamente percorribile.
I lavori della messa in sicurezza hanno interessato le murature (integrazione di lacune e mancanze, stilatura dei giunti, revisione delle creste murarie, manutenzione o sostituzione di piattabande), gli apparati decorativi (pulizia, consolidamento, piccole integrazioni, sostituzione di materiali non idonei di vecchi restauri), oltre a prevedere interventi su strade e marciapiedi, cancelli e coperture, consentendo piccolo-lupanareanche di conoscere e documentare dettagli finora ignoti delle aree interessate.
In particolare tra le novità di questo grande cantiere, vi è la messa in luce di due edifici vicini, ma distinti: una domus e un impianto commerciale adibito in epoche diverse all’attività prima di panificio (pistrinum) e in una seconda fase di lavanderia (Fullonica).
Gli interventi strutturali sulle murature più compromesse hanno, invece, consentito la rimozione di puntellature che impedivano l’accesso a strade e case finora irraggiungibili, e finalmente resi accessibili gli edifici del piccolo lupanare (Regio IX, insula 5, 16), custode di un’altra serie di affreschi erotici in uno degli ambienti, la maestosa Casa di Obellio Firmo ( Regio IX insula 14 civico 4) aperta sul decumano di Via di Nola e la casa di Marco Lucrezio Frontone (Regio V) completata con il restauro dell’ambiente triclinare, con lo splendido affresco che raffigura l’uccisione di Neottolemo da parte di Oreste. (foto: lucrezio frontone, lucrezio, obellio, Piccolo Lupanare, Regio)

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Scavi di Pompei: Continua il progetto di musealizzazione diffusa

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2016

scavi pompeiPompei Lunedì 1 agosto alle ore 11,30 (Piazza Anfiteatro) il Direttore Generale Massimo Osanna, assieme ai funzionari responsabili di area e degli allestimenti, accompagneranno la stampa e illustreranno la ratio dei progetti e la nuova riproposizione degli ambienti che vedono in esposizioni reperti originali. Prosegue, quindi, il progetto di musealizzazione diffusa agli scavi di Pompei, già avviata lo scorso aprile con positivo riscontro del pubblico, con la riproposizione degli arredi dei cubicola (stanze da letto) della Villa Imperiale. Questa volta il progetto si estende alla Fullonica di Stephanus (l’antica lavanderia) con il riallestimento della cucina sul modello di quello adottato un secolo prima dall’allora Soprintendente Vittorio Spinazzola (1916) e ben testimoniato dalla documentazione fotografica d’archivio. E alla Palestra grande dove trovano esposizione permanente i reperti organici, già prima nella mostra “Mito e Natura” da poco conclusasi e qui integrati da una ulteriore sezione di reperti naturalistici provenienti da Moregine. (foto: scavi pompei)

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Campania by Night: Archeologia sotto le Stelle

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2016

pompei dove il tempo si è fermatoPompei Giovedì 21 luglio alle ore 20 presso la Palestra Grande degli scavi di Pompei presentazione alla stampa del progetto della Regione Campania, promosso e realizzato dalla Scabec, “Campania by night. Archeologia sotto le stelle”, 80 aperture serali nei siti di Pompei, Ercolano, Paestum, Villa Arbusto a Lacco Ameno d’Ischia e Villa marittima romana di Minori.
Dopo la presentazione si inaugureranno i percorsi di Pompei, che prevedono la visita guidata con percorso illuminato e un concerto, a cui seguiranno nei prossimi giorni le inaugurazioni di Paestum (22 luglio), Villa Arbusto (23 luglio), Ercolano (24 luglio), Villa Romana (30 luglio)
Interverranno:
il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca
il Soprintendente di Pompei Massimo Osanna
la Presidente della ScabecPatrizia Boldoni
Saranno inoltre presenti il Direttore del parco archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel, i rappresentanti degli altri siti archeologici e Comuni coinvolti, il curatore della rassegna di Pompei Luigi Gallo, la curatrice della rassegna di Villa Arbusto Laura Valente.

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