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Interrogazione su Ponte Arci (Tivoli)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 dicembre 2018

Insieme agli altri due componenti del gruppo FdI, Volpi e Silvestroni, ho presentato oggi alla Città Metropolitana di Roma Capitale un’istanza urgente alla Sindaca Raggi, per fare chiarezza sul nuovo viadotto degli Arci a Tivoli, fresco di doppia inaugurazione. Dico doppia non per ironia, ma per le dichiarazioni bellicose che si son scambiati in settimana Zingaretti e la Raggi (assente al battesimo del’opera) per rivendicare la paternità dell’impresa. Qualcuno avrà pensato anche ad un taglio del nastro ad entrambe le estremità del viadotto, come si faceva il secolo scorso con le gallerie di confine… La cosa drammatica, lo dico anche per esperienza di studi e professionale, sta però nel fatto che con l’apertura del nuovo collegamento stradale, il vecchio tracciato sormontato dai famosi resti di acquedotto romano non sarà chiuso al traffico: potrà essere percorso a senso unico dai veicoli provenienti da Tivoli – direzione Arci e Castel Madama… Dal km 2+100 al km 1+900 il tratto del nuovo collegamento stradale sarà invece aperto al transito a senso unico per i veicoli provenienti da Castel Madama in direzione Tivoli e per chi svolta in direzione Arci. Stando così le cose di poco verrebbe alleggerito il carico sul vecchio tratto viario e parimenti minimo sarebbe il beneficio per le condizioni degli archi romani e del vicino ponte settecentesco, finora utilizzato a senso alternato! Non solo: la viabilità locale risulterebbe paradossalmente aggravata, essendo obbligata a seguire i due sensi di marcia unici, creando una gigantesca rotatoria per i residenti… Immagino poi che sull’opera sussistano allo stato attuale rilevanti prescrizioni e vincoli della Soprintendenza comunicati alla Regione ed alla Città metropolitana di Roma Capitale.
Dalla Sindaca, noi di Fratelli d’Italia vogliamo sapere anche se, stante la pericolosità dei ruderi romani per il traffico veicolare e pedonale (caduta masso su autoveicolo recentemente registrata) e al fine di preservare l’integrità e migliorare la fruibilità turistica del sito, non sia da interdire la viabilità del tratto sull’Empolitana esistente, sfruttando la nuova opera con il doppio senso di marcia; se non sia da istituire, per le criticità sovraesposte, il doppio senso di marcia almeno temporaneo finché non sia realizzata una rotatoria prima e una dopo il viadotto, tale da alleggerire e semplificare il traffico veicolare e, infine, se l’impianto di illuminazione di cui è stata dotata l’opera – di spropositata potenza per una strada locale (peraltro prossima ad un cimitero), tale da impattare in maniera irrispettosa della naturalità e della storicità del sito – sia stato approvato dal competente ufficio del Mibac prima di essere installato e collaudato.
In assenza, come temiamo, di risposte convincenti, il costo dell’opera, interamente sostenuto dalla Regione Lazio, superiore ai 10 milioni di euro, apparirà eccessivo per un manufatto che non è a doppio senso di marcia, complica la viabilità locale (vista anche l’inspiegabile assenza di rotatorie), non mette in sicurezza gli archi romani ed il vecchio ponte né tutela l’integrità paesaggistica del sito, esposto ad illuminazione simile a quella della Roma-Fiumicino o di una pista di atterraggio! Forse dopo la frenetica contesa sulla paternità dell’opera e l’euforia dell’inaugurazione, comincerà un altrettanto rapido disconoscimento di paternità dell’opera da parte del PD e del M5S.

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