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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘ponte sullo stretto’

Ritorna il ponte sullo stretto

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

ponte sullo stretto“Il Ponte sullo Stretto non può non essere una priorità strategica per il Paese. Per Alternativa popolare si tratta di un punto chiave del proprio programma. Le parole del ministro Franceschini guardano in faccia la realtà: il Ponte si deve fare, in linea anche con i propositi dell’ex premier Renzi. E a quanti sostengono che prima viene l’Alta velocità, rispondiamo che le due cose non sono affatto alternative, né l’una esclude l’altra. Come lo stesso Franceschini ha spiegato bene: l’Av deve arrivare in Sicilia e il Ponte è parte organica di questo progetto. In questi mesi se n’è discusso molto, noi stessi abbiamo depositato una proposta di legge, abbiamo presentato emendamenti nell’ultima legge di Bilancio. Ma ora si passi una volta per tutte ai fatti: si dia in maniera ufficiale alle due aziende dello Stato Ferrovie e Anas il compito di definire un aggiornato quadro economico oltre che tecnico per dare un segnale concreto. Basta con i continui stop and go”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Commissione trasporti della Camera dei deputati, Vincenzo Garofalo, di Ap.

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Ponte SI Ponte NO!

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 settembre 2016

messinaE’ un dilemma ormai pluridecennale; le ragioni di entrambe le esigenze si frappongono, segnando un sostanziale pareggio, praticamente vince il “Ponte NI”. Tony Zermo, giornalista di frontiera de “La Sicilia”, merita un plauso individuale, infatti risulta essere un coerente di ferro, in una Italia dove la coerenza convive con l’opportunismo, per cui non è azzardato parlare di una novella transumanza tra chi diceva Ponte SI, e oggi rinnega se stesso aderendo a Ponte NO.
Tony Zermo ha esordito con il Ponte SI, e tale è rimasto in questi ultimi trenta anni, esempio di coerenza a tutti i costi.
Personalmente mi sento un vittorioso, avendo da sempre, optato per il “Ponte NI”, anticipando quella che è diventata una nuova maggioranza. Mi sento, però, in grado di aggiungere una mia previsione, pur senza rinnegare la mia iniziale scelta del Ponti NI.
Mettiamo pure che i lavori vengano iniziati entro il 2017…. è mia convinzione che finirà con il costare ALMENO 30 miliardi; quindi la costruzione durerà ALMENO 30 anni, per suddividere un miliardo l’anno tra mafia, politici corrotti, corruttibili e corruttori, e costruttori, con una presenza ingombrante di fornitori di cemento depotenziato. In pratica il 70% del costo globale di 30 miliardi, andrà in spesucce concordate all’interno di una SPA con sede nelle isole Cayman, mentre il 30% sarà centellinato per la costruzione, badando bene a mantenere vivo quel 70% che fa gola ai soliti notissimi.
Con quest’ultima sortita del Ponte, Renzi si è guadagnato i “SI” di tutte le mafie, ormai esondate in tutto il territorio nazionale. Personalmente rimango per il NI! (Rosario Amico Roxas)

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Ponte sullo stretto: arma di distrazione di massa

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2016

messina“Noi eravamo fautori non solo del Ponte sullo Stretto ma anche delle infrastrutture che servono al Paese. Quando abbiamo cominciato a governare l’Italia ci siamo detti che era il momento di colmare il gap di infrastrutture che abbiamo nei confronti degli altri Paesi. La sinistra ci ha fatto una battaglia furibonda, sempre e comunque, con un ‘no’ alle grandi opere, ‘no’ alla legge obiettivo”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Radio Cusano Campus”.
“Molte cose le abbiamo fatte, pur se rallentate, per altro le stesse che va a inaugurare Renzi, avviate, finanziate da noi. Una di queste grandi opere che volevamo realizzare era il Ponte sullo Stretto di Messina, con una feroce opposizione da parte della sinistra. Tra questi lo stesso Renzi che nel 2012 dichiarava ‘altro che Ponte sullo Stretto, facciamo la manutenzione delle scuole, le cose utili per il Paese’. Renzi ha una faccia tosta, una faccia di bronzo che è fuori dalla grazia di dio.Adesso Renzi e parte dei suoi, perché gli altri del Pci-Pds-Ds-Pd si vergognano, non fanno una piega e dicono: ‘Ponte sullo Stretto di Messina’. In realtà è un’arma di distrazione di massa per cercare di imbrogliare un po’ di siciliani, di uomini del Sud, o coccolare i poteri forti dell’imprese. In realtà Renzi non è credibile ed è stato ridicolizzato dalla stampa di ieri e di oggi. Viene trattato come un piccolo bluffatore di provincia, che dice tutto e il contrario di tutto”, ha sottolineato Brunetta.

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Ponte sullo stretto: Renzi smetisce se stesso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2016

PonteSfodi Beppe Grillo Il MoVimento 5 Stelle è riuscito, grazie a Virginia Raggi, a bloccare le irresponsabili Olimpiadi del 2024 a Roma, ma non siamo ancora riusciti a frenare gli appetiti malsani di chi vuole fare a tutti i costi grandi opere inutili con i soldi dei cittadini. Il Menomato Morale oggi ha detto che è pronto ad aprire i cordoni della borsa (di soldi pubblici dei cittadini) per far ripartire il progetto del Ponte sullo Stretto, un’opera costosissima, inutile e in piena zona sismica.
Un’opera che non vedrà mai la luce, già costata circa 600 milioni di euro ai contribuenti, per il quale Monti stanziò 300 milioni per il pagamento delle penali per la NON realizzazione del progetto. Secondo il piano economico, approvato dal consiglio d’amministrazione della Stretto di Messina Spa il costo dell’opera sarebbe di 8,5 miliardi di euro, mezzo Reddito di Cittadinanza con cui il M5S salverebbe 10 milioni di italiani dalla fame. Un ponte di 3.000 metri con profilo aerodinamico non è mai stato fatto prima d’ora. Non c’è la sicurezza che regga, in particolare in una zona altamente sismica (ricordate il terremoto di Messina?) e con correnti fortissime. Non gli basta il record di 80 miliardi di aumento del debito pubblico nei primi sei mesi di quest’anno, ne vuole creare altro senza portare alcun beneficio ai cittadini. Qualche anno proprio Renzi diceva “Continuano a parlare dello Stretto di Messina, ma io dico che gli otto miliardi li dessero alle scuole per la realizzazione di nuovi edifici e per renderle piu’ moderne e sicure”. La sua parola non vale nulla. Il 4 dicembre si avvicina.

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Crisi economica e ponte sullo stretto

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Alla crisi economica, politica, occupazionale, in corso, alla quale la Sicilia assiste come Oggetto passivo, non si può, – a giudizio degli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu, – porre rimedio con la proposta ossessiva del ponte-imbuto; con la proposta ossessiva del ponte-antisicilia; con la proposta ossessiva del ponte capace di porsi come alternativa (immaginaria) ad ogni reale esigenza di collegamenti fra la Sicilia e l’Europa e fra la Sicilia ed il Mondo; con la proposta ossessiva del Ponte Faraonico, che, nella migliore delle ipotesi, funzionerebbe qualche settimana l’anno esclusivamente per le ferrovie; con la proposta ossessiva del ponte che potrà collegare stabilmente la mafia con la ‘ndrangheta; con la proposta ossessiva del ponte che farà arricchire tutti gli speculatori. Ed infine: con la proposta ossessiva del ponte come panacea di tutti i mali della Sicilia …. Ed i recenti terremoti ancora in corso nel Merssinese semberano darci ragione. Ma la classe politica dominante, – a maggioranza “Pontista”, – forse per non contraddirsi sulla presunta utilità del ponte della vergogna, non ha ancora approntato un piano di emergenza per le popolazioni ed i Comuni più direttamente interessati. Vergogna! (Giuseppe SCIANO’ Segretario Politico FNS)

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Il ponte sullo stretto? Una iattura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 febbraio 2011

Gli Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu – “ Sicilia Indipinnenti” rimandano al mittente l’ennesimo, ultimo tentativo di taluni “settori pontisti” di riconquistare una qualche credibilità all’ipotesi ponte sullo Stretto di Messina. Si tratta del tentativo di rinviare la realizzazione del ponte ad un futuro prossimo più propizio. Noi du F.N.S. non abbocchiamo alla “esca”. Sosteniamo, infatti, che il NO AL PONTE deve essere, sempre e comunque, chiaro, netto, argomentato e senza se e senza ma. L’attendismo di questi “settori pontisti” è e resta un mero escamotage tattico, frutto della cognizione che tra i Siciliani cresce e matura la consapevolezza sia dell’irrealizzabilità che della complessiva inutilità di questa costosissima, invasiva opera. Preso coscienza di ciò, questi pontieri, credono sarebbe meglio posticipare, rinviare l’avvio dei lavori, sperando in congiunture più propizie e cercando di “conquistare” al loro “scopo” altri settori della “politica politicata”. Un siffatto “ragionamento” mostra di tenere quasi in nessun conto la maturazione etica e politica del nostro Popolo. I Siciliani hanno,infatti oramai, in maggioranza, compreso e metabolizzato quanti e quali sono i danni ecologici, economici, culturali, etici e politici che il Ponte sullo Stretto involverebbe e trascinerebbe con sé se realizzato. A questi strateghi pro-ponte Noi diciamo che le Siciliane, i Siciliani non cambieranno idea e che non sottrarranno speranza e futuro a Messina e alla Sicilia appunto come i Calabresi non ne sottrarranno a Reggio e alla Calabria tutta. Il NO AL PONTE se ne facciano una ragione i Pontisti non può essere, non deve essere oggetto di mere valutazioni tattiche, Oggi essere contrari alla IATTURA PONTE, infatti, significa, in buona sostanza, assolvere ad una necessità politico-culturale e parimenti economico-sociale. Attualmente solo piccole, limitate, potenti èlite restano abbarbicate testardamente, irragionevolmente al MOLOCH PONTE, speranzose che la faraonica e costosissima opera pubblica produca vantaggi e/o nuovi “carrozzoni” politico-burocratici come le invocate ed evocate “Città dello Stretto” e/o collegata “Regionicchia dello Stretto”, con il prevedibile codazzo di posti di nuovo sottogoverno anche se ciò significherebbe, in concreto, immiserire e necroscopizzare sia Reggio di Calabria che Messina.

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Il ponte sullo stretto di Messina

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2009

Elisabetta Zamparutti, deputata radicale e componente la Commissione Ambiente, ha così commentato le parole del Premier sul rilancio delle grandi opere infrastrutturali, tra cui il Ponte sullo Stretto di Messina e sulla riduzione ad un terzo i tempi necessari per l’avviamento dei lavori infrastrutturali e l’adempimento delle pratiche burocratiche: “E’ folle ed irresponsabile parlare del Ponte dello Stretto come la grande opera prioritaria per il Paese all’indomani della tragedia di Messina che testimonia come l’Italia, alle prime piogge, frana e causa morti. L’unica Grande Opera che serve al Paese e ai cittadini è la messa in sicurezza del territorio e la rottamazione dell’edilizia priva di qualità e non antisimica. Bertolaso parla di 25 miliardi per la messa in sicurezza del territorio. Presidente Berlusconi, non è il caso che a questo siano destinati i 6,3 miliardi preventivati (secondo i dati ANAS) per la realizzazione del Ponte dello Stretto? Dopo il caos normativo del Piano Casa per il rilancio dell’edilizia ora dobbiamo sentire anche lo slogan della semplificazione nell’ambito di un settore delicato come quello delle infrastrutture, per il quale servirebbe invece una nuova normativa sull’affidamento dei lavori con prezzi e tempi certi per la loro realizzazione. Come Radicali e mondo ambientalista vogliamo responsabilmente una nuova politica per il governo del territorio, non slogan degni solo del declino di un Paese e di una classe politica totalmente scollegata con i problemi che vive la gente.”

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Il ponte sullo stretto e l’ambiente

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2009

Giuseppe Scianò Segretario FNS  ha dichiarato: “A giudizio di lu Frunti Nazziunali Sicilanu “Sicilia Indipinnenti”, è vergognosamente indecente e poco rispettosa dell’intelligenza e dei diritti fondamentali del Popolo Siciliano la presa di posizione, a favore della realizzazione del Ponte sullo Stretto, ribadita in questi giorni dai rappresentanti del Governo Italiano, da alcuni Ministri, da buona parte dei Componenti del Governo Regionale e da non poche “autorità” locali; tutti accorsi in provincia di Messina per predicare solidarietà e per “piangere” sui danni provocati dall’alluvione. Anche se ben pochi di loro si sono ricordati di stigmatizzare il fatto che il disastro è conseguenza di vari fattori, tra i quali il gravissimo dissesto idro-geologico, il disboscamento selvaggio, il clientelismo, il voto di scambio, il saccheggio delle risorse e del territorio (senza trascurare il malgoverno e la mala-amministrazione). Ed è, questo, un modo per dimostrare al mondo che la classe politica dominante, – a tutti i livelli ed in modo trasversale, – è peggiore dello Tsunami. Il Popolo Siciliano farebbe bene a liberarsene al più presto. E per sempre!

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Franza: Positive le decisioni del Cipe

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2009

“Le notizie di oggi sulla decisione del CIPE sono assolutamente positive”. Così Pietro Franza, amministratore delegato del Gruppo Franza, ha commentato lo stanziamento dei fondi per le grandi opere durante il Dibattito sulla crisi del sistema finanziario e il settore immobiliare quale possibile leva per la crescita del Paese promosso da Confindustria Palermo. “La decisione del CIPE  – afferma – consente non solo di dare avvio ad importanti lavori infrastrutturali come il Ponte sullo Stretto e il completamento della Salerno Reggio Calabria, ma anche, attraverso queste opere, di attirare in Sicilia gli investitori stranieri”. Pietro Franza auspica anche “lo sblocco in tempi brevi dei bandi per il POR Sicilia, fondamentale per l’avvio delle gare, un altro pilastro dell’attività imprenditoriale dell’isola”.“Il Sud – ha poi aggiunto Franza.- può rappresentare un’area di investimento e sviluppo particolarmente florida, soprattutto per il settore immobiliare turistico e commerciale, nonostante le incertezze e le attuali difficoltà che il mercato immobiliare italiano sta attraversando. Sebbene il meridione possa rappresentare una nuova frontiera di business development soprattutto per lo sviluppo di grandi progetti che valutino con attenzione le nuove esigenze del mercato ed in particolare l’impatto ambientale, la maggior parte degli investitori nazionali ed internazionali viene però spesso scoraggiata dalle lungaggini e dalle difficoltà burocratiche, che non consentono una rapida realizzazione delle opere”.Secondo Franza le soluzioni ai problemi organizzativi si individuano nel “fare massa critica, sia in termini di servizi offerti che in dimensione finanziaria” e portando avanti azioni di lobby sui temi più delicati. “Agire singolarmente – sostiene – non consente di affrontare, purtroppo, gli ostacoli citati in precedenza e, soprattutto, di mettere in campo azioni di lobby finalizzate a una risoluzione condivisa dei problemi” “Anche l’ultimo Rapporto Assoimmobiliare – afferma Franza – evidenzia come gli investitori continuino ad essere attratti dal settore della grande distribuzione, della logistica e del turismo, puntando l’attenzione all’aumento del numero dei progetti turistici di ampio respiro in fase di avviamento al Sud. Se solo si riuscisse ad avere una visione d’insieme,  puntando su partnership strategiche e internazionali, si potrebbero dare risposte efficaci a tutti i potenziali investitori che puntualmente mostrano interesse per un territorio dalle risorse ancora scarsamente messe a frutto”.

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