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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

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La sfida del digitale, un ponte verso il futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

In un momento storico di transizione spiegare un po’ meglio il concetto di innovazione. Sono stati gli intenti di Marco Degli Angeli, consigliere del M5s di Regione Lombardia, che presso palazzo Pirelli, sede del consiglio regionale, ha fatto il punto della situazione: “L’emergenza sanitaria – ha spiegato il consigliere – ha spinto le persone ad avere un approccio più smart nei confronti dell’innovazione digitale. La vera sfida, adesso, è quella di non fare un passo indietro”.Infatti, se la parola d’ordine è trasformazione digitale, l’obiettivo è quello di avviarsi verso un’evoluzione tecnologica continua, capace di abbracciare le esigenze dei cittadini, ma soprattutto di ogni modello di business. In tal senso è necessario che la Politica intervenga con azioni mirate per questo motivo, chiosa il consigliere “regione Lombardia deve farsi promotrice di una innovazione etica, sostenibile e alla portata di tutti”.Questi sono i tre punti cardine su cui Degli Angeli pone l’accento e che, soprattutto, si pongono alla base della metamorfosi digitale: costruire un ecosistema dell’innovazione che sappia valorizzare talento, risorse economiche e sia in grado di lavorare con efficacia sui fattori Abilitanti. Accelerare la realizzazione di banda ultra larga, del cloud nazionale e accentramento dei data server della PA.Innovazione non è solo tecnologia, In tal senso il consigliere Degli Angeli, ci tiene, pone l’accento su un punto fondamentale: “Quando si parla di innovazione – spiega – si parla prima di tutto di cultura dell’innovazione, intesa con il termine latino di colere, coltivare”. Un concetto trasversale, che declinato nella sua accezione pratica, per Degli Angeli significa far nascere all’interno delle coscienze dei cittadini, ma soprattutto delle pubbliche amministrazioni, la consapevolezza dei vantaggi che l’innovazione può portare. “Per far si che questo si avveri – specifica il consigliere pentastellato – è importante che si mettano in campo tutti gli strumenti necessari per ultimare questa trasformazione”.Più che un’assioma, quella di Degli Angeli è una verità per niente scontata. Fare Innovazione Digitale, infatti, non significa solo utilizzare le nuove tecnologie in quanto tali, ma partire da queste per ripensare e semplificare un processo produttivo e creativo. Significa, soprattutto, erogare nuovi beni e servizi con lo scopo di migliorare e ridisegnare la declinazione della parola innovare. “Sotto questo punto di vista – spiega Degli Angeli – fondamentale, in Lombardia, sarà l’istituzione dei Soggetti aggregatori per il Digitale, i SAD, uno degli obiettivi della nostra azione politica”.Una strategia di sviluppo, oltre che una semplice azione politica che, va specificato, è stata ben accolta dalla Giunta lombarda tramite la recentissima approvazione dell’ordine del giorno a firma di Degli Angeli. Un risultato, quest’ultimo, che accompagnerà le pubbliche amministrazioni verso l’attuazione dell’Agenda Digitale, secondo i piani dell’Unione Europea.
Migliorare e migliorarsi. Scoprire soprattutto nuove pratiche inerenti ai sistemi produttivi e ad una gestione più fluida delle amministrazioni pubbliche. “Innovare – precisa Degli Angeli – significa non guardarsi allo specchio, ma guardare al di fuori della finestra creando nuove opportunità”Riassumendo il concetto, innovare significa creare il diritto all’innovazione. “Un diritto fondamentale – asserisce Degli Angeli – che deve passare attraverso una semplificazione burocratica e del sistema normativo. Dobbiamo – conclude Degli Angeli – sfidare l’innovazione e soprattutto il futuro”. Come? Attraverso un sistema normativo moderno capace di semplificare, notarizzare e rendere la vita dei cittadini più semplice.

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Governo. Il Ponte torna nelle mani di Autostrade

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2020

Il Ponte san Giorgio (ex Morandi) torna nelle mani della società Autostrade.Ma come, si chiedono in molti, non si era annunciata la revoca della concessione? Conte, Di Maio, Toninelli e il M5S non avevano tuonato contro Autostrade e data la revoca come imminente?Sono passati due anni dalla tragedia e due governi, Conte1, con il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli (M5S), e Conte2, con la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli (PD), e siamo all’impasse.
E’ necessario, ancora, valutare il modello tariffario, poi si dovrà sentire il parere dell’Avvocatura di Stato, poi quello dei vari organismi tecnici, dal Cipe alla Cassa depositi e prestiti ma, soprattutto, c’è un problema che si chiama manleva, che possiamo tradurre in esonero della responsabilità.Vediamo di capire
La Cassa depositi e prestiti (Cdp) è una società controllata all’83% dal Ministero dell’Economia, in pratica è una istituzione pubblica. La Cdp dovrebbe entrare nel capitale di Autostrade, il che significa lo Stato dentro Autostrade.
Già, ma chi assumerà la responsabilità penale e civile della rete autostradale dopo quello che è successo al ponte Morandi?
La Cdp, cioè lo Stato, vorrebbe essere sollevata da tale responsabilità ma Atlantia, che controlla Autostrade, non è d’accordo.
Insomma, tutto è fermo dopo due anni e due governi, però siamo “un popolo di eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori, di colonizzatori e di trasmigratori.”Basta crederci. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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La filiera del ponte di Genova

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

Nella grande opera di costruzione del nuovo ponte di Genova, che nei prossimi giorni sarà consegnato alla città, sono tre le regioni che hanno messo a disposizione il numero più elevato di imprese, nel grande gioco di squadra dove la partnership e la collaborazione per il raggiungimento di un obiettivo comune hanno svolto un grande ruolo. Liguria, Lombardia e Piemonte, tre regioni che anche per vicinanza geografica raccolgono oggi il numero più significativo di aziende presenti nella filiera di fornitura del Ponte. Così, in un’opera che ha coinvolto in partnership 330 imprese tra fornitori e subfornitori, provenienti praticamente da ogni regione italiana, dal Trentino alla Calabria, la storia delle aziende liguri, lombarde e piemontesi racconta molto delle eccellenze e della storia di questo cantiere, con oltre 170 imprese coinvolte.
È il caso della Drafinsub, incaricata proprio nella prima fase esplorativa della bonifica di eventuali ordigni bellici, un’operazione obbligatoria in qualunque cantiere di una grande infrastruttura. Sono le cosiddette lavorazioni propedeutiche alla cantierizzazione, alle quali ha lavorato anche la EMI. Specialità differenti che hanno previsto anche il contributo dell’Ente Scuola e Sicurezza in Edilizia di Genova – Esseg -, incaricata dei corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro, altra voce fondamentale in questo cantiere che è stato segnato da un numero bassissimo di incidenti.Liguri sono anche le aziende che hanno ricevuto e gestito i materiali provenienti dagli scavi (Edicalcave Liguria) e i servizi di ispezione della rete fognaria e di smaltimento dei rifiuti (Ediliguria), così come l’azienda (Seastema Spa in associazione con Cetena Spa) che ha realizzato un complesso sistema di monitoraggio proprio in cantiere.Contratti di fornitura che sono stati assegnati al territorio ligure, coinvolgendo anche chi ha offerto servizi culturali. È il caso dell’Associazione Festival della Scienza che all’interno dello Spazio Ponte (il museo sul nuovo ponte allestito al Porto Antico in città) ha garantito un’attività di mediazione culturale nei confronti dei cittadini che hanno visitato il museo.
Aziende altamente specializzate, come la Akron srl con sede in Lombardia incaricata del servizio delle indagini georadar in cantiere per le analisi del sottosuolo, un lavoro essenziale per l’analisi del sottosuolo e la verifica di idoneità al posizionamento e movimentazione delle carpenterie pesanti e delle autogrù. Molte aziende lombarde hanno invece fornitori materiali: l’acciaio sagomato della Alto Lago srl e il calcestruzzo della Calcestruzzi Spa, una delle più grandi aziende italiane nel settore. Anche pali per i plinti di fondazione del ponte, giganti alti 50 metri che si sviluppano interamente nel sottosuolo, sono stati in parte realizzati da un’azienda lombarda, la Fondamenta srl, che proprio in questi giorni sta realizzando anche le fondazioni in mare della mega isola con la quale verrà ampliata Montecarlo. Il Gruppo Stg invece ha fornito i pannelli fotovoltaici (allestiti invece da un’azienda piemontese, la Bosco Italia) che permetteranno al ponte di autoalimentarsi. Lombarda è anche la Mosconi srl, che sta realizzando le opere di impermeabilizzazione dell’impalcato lungo 1.067 metri che attraversa la valle del Polcevera.
Trentacinque le aziende piemontesi ai piedi del nuovo ponte di Genova; 35 eccellenze della regione tra le 330 che costituiscono la filiera dei fornitori dell’opera.
I lavori procedono a ritmi sostenuti anche questi giorni, ormai vicini alla conclusione dell’opera. E al lavoro c’è la Bosco Italia, società piemontese che sta allestendo tanto le barriere in vetro che bloccheranno il vento sul ponte, quanto i pannelli fotovoltaici che lo renderanno autosufficiente dal punto di vista energetico. Un’altra eccellenza in partnership con tutto il team del ponte per un’opera unica che nei prossimi giorni sarà consegnata alla città.

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Un ponte con l’Albania

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

«Giffoni ha un grande merito, quello di creare ponti, ponti nuovi tra le persone e le Nazioni. La nuova Europa si costruirà proprio su questi ponti. Giffoni forma classe dirigente e quando i Giffoners saranno leader ciascuno nel proprio settore, allora non dimenticheranno questi ponti». Sono le parole di Erion Veliaj, giovanissimo sindaco di Tirana, in Skype call con il direttore di Giffoni Opportunity, Claudio Gubitosi, per un talk che si inserisce nella campagna #GiffoniaUnMetroDaTe. Ed un ponte solidissimo è quello che proprio in questi giorni unisce l’Italia e l’Albania con l’arrivo dei trenta medici albanesi a sostegno dell’emergenza Coronavirus italiana e le parole accorate del premier Edi Rama che resteranno tra i segnali più potenti di solidarietà di questa pandemia. Il talk, messo in rete su tutti i canali di Giffoni, ha visto dopo soli pochi minuti migliaia di visualizzazioni.Erion Veliaj è un volto noto di Giffoni dove è stato molto apprezzato per il suo dinamismo. E l’Albania è nel cuore di Giffoni: nel lontano 1985 è stata presentata al mondo proprio da Giffoni la prima rassegna di cinema albanese per dare una vetrina internazionale alla creatività e alla cultura cinematografica di questo Paese.«In questi giorni- ha dichiarato Claudio Gubitosi – L’Albania ci ha dato una bellissima lezione di civiltà e di umanità. Quanto tutto questo sarà finito, terremo a Tirana una delle tappe più importanti del nostro tour #Giffoni50. L’ho già comunicato al ministro degli Esteri, Di Maio. Lo faremo nella bellissima piazza Scanderbeg con il coinvolgimento delle università e delle scuole. Sarà un evento bellissimo. E proprio perché tra noi e l’Albania c’è un ponte che ci unisce, l’Albania sarà a Giffoni. Inviteremo il premier Edi Rama e sarà anche l’occasione per presentare una mostra d’arte con le sue opere. Rama è un apprezzatissimo artista che vogliamo conoscere ancora di più».Gli fa eco il sindaco Veliaj: «Sono consapevole – ha detto in collegamento Skype con Giffoni – che il nostro è un Paese dalle possibilità limitate ma credo che non esista altro Paese con un’italofilia come il nostro. Ricordo molto bene la caduta del Comunismo in Albania e quelle navi grandi come montagne che solcavano le acque di Puglia. Non possiamo dimenticare l’accoglienza e l’ospitalità che abbiamo ricevuto dall’Italia. In questa guerra che stiamo vivendo contro il virus la decisione di inviare trenta medici è stato voler dare un’evidenza pubblica a questo sentimento che nutriamo. Tutti gli albanesi ne sono molto fieri. E’ un po’ come la parabola dell’obolo della povera vedova: abbiamo fatto il massimo di quello che è nelle nostre possibilità. Quando vedo che Paesi grandissimi non fanno praticamente nulla e Nazioni modeste fanno tutto quello che possono mi ricorda proprio questa storia della Bibbia. Abbiamo questo rapporto con l’Italia: quello che abbiamo non lo risparmiamo in nome di questa amicizia».Cosa ci resterà di questa vicenda mondiale? Per Erion Veliaj resteranno gli slanci creativi che questa fase sta sollecitando: «Quella che stiamo vivendo – ha spiegato – è una crisi ma può essere anche una grande opportunità. Registro una straordinaria crescita di creatività online. Dopo questa guerra vedremo opere fantastiche suggerite proprio da questa fase così complicata. Il consiglio che mi sento di dare è di usare questa opportunità perché la creatività possa trovare libero sfogo perché questa pandemia entrerà nei libri di storia e la potremo ricordare proprio per questo, come opportunità creativa. E poi come grande momento di solidarietà che vede coinvolto tutta la popolazione. Dobbiamo aiutare soprattutto i nostri nonni. Per i giovani è una grande occasione di diventare protagonisti di questa guerra che insieme stiamo affrontando».

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Il nuovo Ponte di Genova prosegue la sua corsa contro il tempo

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Dopo la consegna di tutte le pile, il cantiere si concentra sulle prossime operazioni di sollevamento del terzo impalcato da 100 metri, che porterà a 750 metri la lunghezza del ponte e scavalcherà la linea ferroviaria, con il completamento dei lavori propedeutici per la realizzazione delle aree dove dovranno muoversi i grandi semoventi che sposteranno l’impalcato, e sulla preparazione delle lavorazioni per la soletta delle sezioni già completate.Il modello fast track, che permette di lavorare in parallelo nei diversi cantieri creati nell’area, per sottofondazioni, fondazioni delle pile, elevazione delle pile, sollevamento degli impalcati e completamento delle sovrastrutture, viene in questa fase utilizzato per preparare l’area per la fase conclusiva di sollevamento del nuovo impalcato. L’allestimento di una sorta di “stabilimento mobile” nell’area del cantiere, che ancora durante la realizzazione delle pile ha consentito di accogliere le porzioni di impalcato e quindi il suo assemblaggio per renderlo pronto per l’innalzamento, viene adesso utilizzato per gestire le delicate operazioni di movimentazione e sollevamento in quota.Le attività, gestite dalla joint venture Pergenova costituita da Salini Impregilo e Fincantieri, sono svolte in un contesto inurbato molto complesso, interessato da quattro strade principali di collegamento nord-sud oltre che dalla linea ferroviaria in esercizio e dal torrente Polcevera, che durante la costruzione del ponte ha richiesto la gestione di quasi 80 interferenze con sottoservizi preesistenti. Ogni lavorazione deve essere quindi accuratamente analizzata e pianificata con la precisione di un cronometro svizzero, così da ridurre al minimo il potenziale rischio di errore.In parallelo, mentre si pianifica il completamento della nuova attività in quota, Salini Impregilo sta organizzando le complesse operazioni per la preparazione della soletta del ponte: 8.000 metri cubi di calcestruzzo che saranno lavorati in contemporanea, dalle estremità del viadotto verso il suo centro, a getto continuo 24 ore su 24 in circa 7-8 giorni, più che dimezzando i normali tempi di realizzazione. Una gestione accuratamente pianificata anche a livello logistico.Sulla soletta completa e finita si procederà quindi con l’allestimento finale della piattaforma stradale e di tutte le opere a corredo dell’infrastruttura e della sicurezza del suo esercizio, completando le attività di un cantiere in cui il modello fast track ha permesso di iniziare la prima fondazione il 24 giugno 2019 ed eseguire in pochi mesi le sottofondazioni, le fondazioni e le elevazioni, con una media di circa 3 pile al mese.

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Libro. Ilaria Rossetti: Le cose da salvare

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Il Ponte è appena crollato. È venuto giú in un vortice di calce e blocchi di cemento. Affacciato alla finestra della cucina, il sessantaquattrenne Gabriele Maestrale osserva incredulo la voragine che si spalanca ai piedi del suo condominio, un edificio scheletrico con cinque balconi su cui incombe l’ombra spezzata del Ponte. Dal baratro si levano grida, deboli, incredule. Voci angosciate echeggiano nella tromba delle scale. Durante la loro corsa a precipizio, alcuni si fermano a picchiare alla sua porta: «Forza, raccolga quel che può e scenda, qui potrebbe venire giú tutto!». Gabriele, però, non riesce a muoversi, preda di un dilemma che non lo fa respirare: quali sono le cose da salvare? Gli oggetti utili, prima di tutto: il portafogli, i documenti, la giacca cerata, un paio di scarpe… Poi, forse, le fotografie, il cellulare, il libretto degli assegni, quel romanzo di Pavese appartenuto a Elisabetta, prima che se ne andasse… Che cosa salvare di una vita intera, quando tutto crolla, quando il mondo è ingombro di rovine prive di senso? Incapace di decidere che cosa portare con sé, Gabriele si lascia cadere sul divano; non si alzerà. Non si alzerà nemmeno all’arrivo dei vigili del fuoco, della polizia, di chiunque venga a intimargli di abbandonare la sua casa e mettersi al sicuro. Un anno dopo, la giornalista Petra Capoani viene incaricata dal direttore della Voce, una piccola testata di provincia, di scrivere la storia dell’uomo che dal crollo del Ponte vive asserragliato nella propria casa, circondato dalla desolazione e dalla solitudine. Da poco rientrata in Italia dopo diversi anni di lavoro a Londra, Petra accetta l’incarico senza entusiasmo, ma dovrà ricredersi quando Gabriele Maestrale le aprirà la porta della sua casa e, insieme, della sua esistenza. Tra quelle mura pericolanti, la giovane apprenderà, incontro dopo incontro, quanta vita è racchiusa in un appartamento e come la memoria di «tutta la tragica bellezza di ciò che è passato» – come scrive Cristina Campo nella frase che fa da esergo a queste pagine – sia piú importante dell’insensatezza della Storia.
Romanzo vincitore della quarta edizione del Premio Neri Pozza, Le cose da salvare tratta di un tragico evento reale come soltanto la letteratura può fare: mostrando le crepe e le ferite, e le vie di salvezza, che lascia nell’anima degli individui e nel cuore di una comunità.Collana: Bloom Pagine: 208 Prezzo: €17,00
Ilaria Rossetti è nata nel 1987. Ha vinto il Premio Campiello Giovani 2007 con il racconto La leggerezza del rumore (Marsilio Editore). Con Giulio Perrone Editore ha pubblicato Tu che te ne andrai ovunque (2009) e Happy Italy (2011). Con Le cose da salvare ha vinto la quarta edizione del Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza 2019.

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Un ponte con la Cina sul tumore gastrico

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Como. L’esperienza della medicina moderna cinese può essere molto utile per curare in Italia il tumore gastrico: è questo l’obiettivo della collaborazione con il dottor Jian Gong (Decimo Ospedale del Popolo di Shanghai e Università Tongji di Shanghai, una delle più antiche e autorevoli del Paese) che nei giorni scorsi si è confrontato a Roma con il dottor Andrea Porta, direttore di Chirurgia Generale dell’Ospedale Sacra Famiglia di Erba (Como), esperto di interventi di chirurgia laparoscopica dell’Upper GI (distretto sovramesocolico), nell’ambito del congresso di chirurgia dell’apparato digerente (Radisson Hotel, 15 ottobre).
Un enorme bagaglio culturale. «L’apertura della Cina al mondo occidentale – dichiara – ci ha consentito di accedere al loro enorme bagaglio culturale; assistiamo infatti alla continua immissione in letteratura scientifica di studi realizzati in Cina. Questo fenomeno è reso possibile dall’enorme popolazione cinese e dal loro sistema di centralizzazione della patologia. In questo modo, i centri di ricerca dispongono di una enorme mole di dati sulla quale elaborare i nuovi progetti per il futuro della medicina e dell’oncologia».
Il tumore gastico. Nello specifico, il lavoro del Professor Gong si focalizza sul tumore gastrico, che rappresenta un entità a media incidenza. «Il sistema di centralizzazione della patologia ha consentito al team del Professor Gong di portare avanti un lavoro innovativo validato da una casistica molto rilevante. La possibilità di condurre studi scientifici su grandi popolazioni consente di poter trarre rapidamente delle conclusioni clinicamente rilevanti e quindi rapidamente disponibili per la cura dei nostri pazienti» osserva Porta.
Gli studi del Professor Gong mirano a migliorare la sopravvivenza dei pazienti affetti da tumore gastrico. Il punto cruciale su cui si basa questo ambizioso risultato è, osserva il medico italiano, «una rigorosa metodica chirurgica atta ad asportare il tumore en bloc con tutte quelle strutture anatomiche ed embriologiche che rappresentano le vie di comunicazione per la diffusione della malattia. L’attuale disponibilità di strumenti tecnologici che consentono una migliore visione dell’anatomia del paziente e la padronanza delle tecniche di laparoscopia avanzata, sono i cardini dell’applicazione pratica delle ricerche del Professor Gong».
La ricaduta in Italia. Anche in Italia, sottolinea, «abbiamo la possibilità di identificare degli aspetti anatomici che rappresentano i confini naturali della malattia. Asportando il tumore lungo queste vie, abbiamo la possibilità di eseguire un’asportazione ancor più radicale rispetto a quello che poteva essere fatto fino a pochi anni fa con le tecniche standard. Sembra che questa nuova tecnica possa garantire un miglior controllo locale della malattia che in parole povere significa una miglior sopravvivenza. Attendiamo con interesse i risultati degli studi randomizzati in corso».
Il congresso. A fine novembre si terrà un congresso a Roma, con interventi chirurgici in laparoscopia eseguiti dal dottor Porta e trasmessi in diretta (Live Surgery).

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Un ponte che attraversa il Mediterraneo con la musica, l’arte, il teatro

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2019

E’ questa l’anima del progetto “I Fari culturali del Mediterraneo” sostenuto dal Ministero per i beni e le attività culturali per la direzione artistica di Maurizio Stammati, promosso dall’Associazione Culturale Collettivo Teatrale Bertolt Brecht di Formia diretta da Stammati, dall’associazione culturale Errare Persona di Frosinone con la direzione artistica di Damiana Leone e dal Centro R.A.T- Teatro dell’Acquario di Cosenza con la direzione artistica di Antonello Antonante.
Si accenderanno da marzo a novembre sei Fari in luoghi diversi del Mediterraneo: Manouba in Tunisia (29-30-31 marzo), Siviglia in Spagna (8-9-10 novembre), Patrasso in Grecia (10-11-12 maggio), Formia (24-25-26 agosto), Frosinone (25-26-27 ottobre) e Cosenza (11-12-13 luglio). Prenderanno vita, così, sei festival interculturali in cui gli artisti dei partner stranieri, l’associazione Il Faro di Patrasso, A.C.POR La Investigation Y Desarollo del Teatro Profesional en Andalucia di Siviglia e Maraya di Tunisi, si alterneranno agli artisti delle compagnie italiane.
I Festival in rete prevedono letture all’alba nei luoghi archeologici più suggestivi della città, tavoli di incontro multiculturali sulle arti mediterranee, work shop con studenti , spettacoli serali dei soggetti italiani e della compagnia straniera. Un ponte che si traduce in occasioni di formazione, in promozione di progetti ed iniziative comuni volti allo sviluppo di una cultura di integrazione e di pace, di diversità come ricchezza ed occasione di crescita.Una comunità ideale e concreta come quella del Mediterraneo, fucina secolare di tradizioni e arte in tutte le sue forme, un “marchio” distintivo tra cibo, paesaggio e costumi, un patrimonio da preservare. Anche il Mediterraneo come terra di conflitti, di focolai sempre accesi, come un mare maledetto è al centro del progetto che investe nella cultura come unione, nella conoscenza come un ponte tra popoli e Paesi.

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Sei petizioni in reazione alla caduta del ponte Morandi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

Nelle ore successive alla tragedia del ponte Morandi in cui si contano, ad oggi, 43 vittime, sulla piattaforma CHANGE.ORG sono nate sei petizioni in reazione al drammatico evento, con cui i cittadini vogliono portare all’attenzione della politica alcuni interrogativi legati a sicurezza e infrastrutture. In primis quella in cui i cittadini chiedono al Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, l’annullamento governativo della concessione ad Autostrade per l’Italia S.p.A., il subentro statale e la proposta di passare ad una gestione simile al modello svizzero, dove ogni automobilista paga un abbonamento fisso annuale per usufruire della rete autostradale.
Un’iniziativa di solidarietà, lanciata da un sedicenne, per chiedere ad Autostrade per l’Italia di istituire subito un fondo in memoria delle vittime innocenti di questo dramma.
Anche se precedente al drammatico evento, è in corso anche una petizione che si lega alle emergenze per chiedere al Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e al Presidente della Regione Liguri, Giovanni Toti, il rinnovo della convenzione tra la Liguria e i Vigili del Fuoco per l’elisoccorso nella regione, poiché non sarà più valida dal 1° gennaio 2019.
Infine, sulla scia della preoccupazione legata alle disastrose condizioni del ponte Morandi e al successivo crollo, sono nate altre petizioni per chiedere la messa in sicurezza di alcuni ponti per cui si teme un’altra tragedia analoga: il ponte Preti di Strambinello a Torino e il ponte di Catanzaro (peraltro progettato anch’esso dall’ing. Morandi). Mentre alcuni cittadini in Sicilia chiedono la chiusura di un ponte di cui denunciano le pessime condizioni sulla SP 74 di Palermo, tra Ficarazzi e Bagheria, dove da mesi il limite è 10 km/h per evitare che le vibrazioni possano farlo crollare. A questo link tutte le petizioni di cui sopra https://www.change.org/m/italiainsicurezza-le-proposte-dei-cittadini-per-mettere-in-sicurezza-il-paese

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Genova crollo ponte. FDI chiede nazionalizzazione rete autostradale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

“Il governo annuncia di voler probabilmente revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia spa. Alla ripresa dei lavori parlamentari Fratelli d’Italia presenterà una mozione per chiedere al governo maggiore coraggio: chiediamo la nazionalizzazione della gestione della rete autostradale e la revoca di tutte le concessioni, perché è intollerabile che ci siano dei privati che si stiano arricchendo a dismisura su autostrade costruite con soldi pubblici senza reinvestire quanto dovrebbero nell’ammodernamento della rete autostradale. La gestione nazionale è quello che accade in quasi tutta la civilissima Europa ed è quello che accade in Germania”.
E’ quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un video pubblicato su Facebook.

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Enrico Cisnetto sul dramma che ha colpito Genova

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

Scrive Enrico Cisnetto su Lettera 43 e che noi riportiamo: Caro direttore, è con le lacrime agli occhi e la rabbia che mi sale dentro che, rispondendo ad una tua cortese sollecitazione, ti scrivo questa personale testimonianza sulla tragedia – che considero assolutamente annunciata – di Genova, la mia città. Sono di Sampierdarena, quel ponte l’ho visto nascere, ci sono passato milioni di volte e sotto ci sono le strade della mia infanzia e gioventù. Via Walter Fillak è dove stava la mia scuola. Ricordo l’orgoglio con cui da ragazzo consideravo – consideravamo tutti – quello che abbiamo sempre chiamato il «ponte di Brooklyn» come uno dei segni più tangibili della conquistata modernità della città e del Paese, percependo quanto fosse grande nel mondo l’ammirazione per quel viadotto in cemento armato così avveniristico. Mi piange il cuore per le vittime e le loro famiglie, ma la tristezza lascia il passo ad una rabbia irrefrenabile per Genova, brutalizzata da uno stupro inaccettabile, e per l’Italia, ancora una volta schiacciata sotto il peso di tragedie drammatiche come questa”. E soggiunge: “Sono convinto che si tratti di una tragedia annunciata. Ma attenzione, non perché abbia elementi specifici su eventuali deficienze nella manutenzione del viadotto. No, ciò che è annunciato, direi urlato da tanto che è evidente, sta nella deresponsabilizzazione diffusa ad ogni livello, nella cultura del non fare, nella ideologia del «no a tutto». Genova tagliata in due da 200 metri di ponte autostradale crollato è la fotografia, che più nitida non si può, dell’Italia che ha perso l’orgoglio di Paese che vuole stare sul confine della modernità, che vuole creare avanguardia e innovazione, e che invece rincula e si rinchiude autarchicamente in se stesso, dedito ora al rancore nichilista ora a leccarsi le ferite, morali e fisiche, della propria condizione vieppiù regressiva. Un Paese che si scandalizza per ciò che accade – dando sempre la colpa a qualcun altro – e che non si accorge, per ignoranza e idiosincrasia al senso di responsabilità, di ciò che sta per accadere.” E conclude amaramente: “Ma lo sai, caro direttore, che sono passati più di nove anni dal terribile sisma dell’aprile 2009 a l’Aquila e che, a proposito di autostrade, in questi 3.400 giorni che sono trascorsi non si è trovato il modo di approvare burocraticamente, nonostante che i finanziamenti ci siano, i progetti per la messa in sicurezza della A24 e A25 – lì i viadotti sono 170 – che pure la Protezione civile ha definito come collegamenti indispensabili per eventuali azioni di soccorso, considerato che da allora si sono succedute circa 50 mila scosse di terremoto all’anno? E non ti sfugga che se ora Genova rimarrà paralizzata per mesi è perché la famosa Gronda non solo non è stata ancora realizzata, ma continua ad essere oggetto di campagne di ripensamento di cui il “partito del No” porta la totale responsabilità.Secondo i dati dell’Ance, ci sono 270 opere pubbliche bloccate, per un valore di 21 miliardi che si aggiungono alle 670 che sono state certificate dal ministero dei Trasporti come definitivamente «incompiute». E come si fa a pensare che siano messe in sicurezza le tante strutture del nostro territorio se per terminare un’opera del valore di 100 milioni ci vogliono in media 15,7 anni? In queste ore esponenti del governo parlano dell’impellente necessità di una mappatura delle opere grandi e piccole e del loro stato di salute, ma in questi primi mesi di tutto si è sentito parlare, dall’emergenza migranti che non c’è (almeno non nei termini di cui si dice) ai vaccini passando per il ritorno della naia, e di altro ci si è occupati, a cominciare dai vertici della Rai, meno che di quello che ora, sull’onda dell’emozione e dell’attenzione mediatica, si definisce come prioritario. Inutile, anzi criminoso, piangere dopo, senza aver fatto nulla prima”. (fonte: Roma InConTra)

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Genova. Ucoii: “Invitiamo i membri della comunità islamica a donare sangue”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

In seguito al crollo del ponte Morandi sull’autostrada A10, l’U.CO.I.I – Unione delle Comunità Islamiche d’Italia – esprime il Suo vivo cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime e augura una pronta guarigione alle persone ferite in questa immane tragedia.
Si invitano i fratelli e le sorelle membri della comunità islamica di Genova e Liguria e donatori di sangue a recarsi presso le strutture sanitarie della Regione per donare sangue e sostenere campagne di sensibilizzazione al riguardo all’interno delle proprie comunità.
In questo momento di dolore, preghiamo perché la comunità di Genova nel suo insieme possa ritrovare forza ed unità e superare questa grave ferita.

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Crollo ponte Genova, geologi: necessaria una politica di prevenzione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

“Il crollo del ponte autostradale Morandi avvenuto oggi a Genova, che si sarebbe verificato per cause di natura strutturale, conferma ancora una volta la necessità di dare avvio a una svolta culturale che veda finalmente l’adozione di un vero piano nazionale di manutenzione dell’edificato e di controllo del territorio”. Questo il commento del Consiglio Nazionale dei Geologi in merito al cedimento del viadotto sul torrente Polcevera. “Molte delle infrastrutture viarie italiane – prosegue la nota del CNG – sono state costruite negli anni ‘60 e ‘70 e si rifanno dunque a normative tecniche non adeguate agli utilizzi e ai carichi di esercizio attuali, ma molte di esse sono anche carenti dal punto di vista della sicurezza geologica e sismica, perché il contributo di queste discipline non era contemplato dalle allora vigenti normative. E in tutto il Paese sono migliaia i ponti e i viadotti che rientrano in questa casistica. Per evitare che si ripetano tragedie simili, secondo i geologi è indispensabile attuare una seria politica di prevenzione dai rischi, finalizzata alla sicurezza e alla pubblica incolumità dei cittadini e a un sicuro risparmio economico solo attraverso un piano straordinario di manutenzione e messa in sicurezza delle opere esistenti e del territorio, richiamato dopo ogni tragedia ma subito dopo sempre finito nel dimenticatoio.“La manutenzione è stata normata solo con la legge quadro sui lavori pubblici del 1994, – afferma il CNG – in cui trova una prima esplicita definizione e risulta parte integrante della progettazione, esecuzione ed esercizio delle opere pubbliche. Anche le successive discipline dei lavori pubblici (D.Lgs 163/2006 e relativo regolamento attuativo e l’attuale D.Lgs 50/2016) riportano integralmente la disciplina sulla manutenzione contenuta nella precedente legge quadro. Lo sforzo del legislatore a partire dal ‘94, apprezzabile dal punto di vista culturale e giuridico, è stato di fatto vanificato dalla carenza di cultura della manutenzione nella pubblica amministrazione, i cui decisori ne hanno sottovalutato l’importanza, facendo sì che il piano di manutenzione e/o di monitoraggio strutturale e geotecnico fossero eseguiti dal progettista e dai progettisti specialisti, ma spesso senza previsione del finanziamento per l’attuazione, come prevede la legge” concludono i geologi.

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“Una drammatica sciagura oggi si è abbattuta su Genova”

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

“Il mio pensiero va alle vittime, ai loro cari e agli eroi dei Vigili del Fuoco che, sfidando le intemperie, svolgono attività di soccorso. Non è più procrastinabile la ricerca di efficaci e concrete soluzioni per affrontare l’atavico problema del dissesto idrogeologico in Italia, unitamente ad una intensa attività manutentiva delle nostre strade; si creino le condizioni affinché simili nefasti eventi non abbiano più a ripetersi”. Lo afferma, in una nota, Marta Fascina, deputata di Forza Italia.

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Genova: “Il pensiero, triste e addolorato, va alle vittime, ai feriti e ai loro familiari”

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

“Un pensiero grato va a chi sta lavorando per evitare che la tragedia di Genova comporti un bilancio ancor più doloroso. Il tema, al di là di ogni meschina polemica, che certamente sarà da tutti evitata, resta quello della manutenzione ordinaria e straordinaria di opere importanti come il ponte Morandi di Genova. Il Parlamento, per quanto riguarda le Commissioni competenti, sia di aiuto al governo nelle azioni che intenderà promuovere in ordine al censimento delle infrastrutture a rischio, all’attuazione di un vasto ed indispensabile piano di manutenzione ordinaria e straordinaria, in questo caso, della rete viaria. Fratelli d’Italia valuterà se presentare la proposta di costituzione di una commissione d’inchiesta sullo stato delle infrastrutture”. E’ quanto dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Alessio Butti, vicepresidente commissione territorio ambiente e Ll.pp. della Camera dei Deputati, Paolo Trancassini, capogruppo Fdi nella stessa Commissione, e Tommaso Foti, vicecapogruppo di Fratelli d’Itallia alla Camera dei Deputati. Gli fa seguito Giorgia Meloni che dichiara su facebook: “Grande apprensione per il crollo di un ponte a Genova. Insieme all’Italia con il fiato sospeso”.‬

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Ponte dell’Immacolata in mongolfiera: una panoramica a 360° sul Friuli Venezia Giulia

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 novembre 2017

MongolfieraOrario e punto di ritrovo: – 07:00 – Campo Volo Always, Povoletto (UD)- 15:00 – Bastioni di Porta Aquileia, Palmanova (UD) Gli orari definitivi verranno comunicati durante la settimana dell’evento.
Tempo di volo stimato in base alle correnti: – Alba: 45-65 minuti – Tramonto: 30-35 minuti In occasione del Ponte dell’Immacolata, nelle giornate di venerdì 8 e sabato 9 dicembre 2017, un nuovo appuntamento con la mongolfiera in Friuli Venezia Giulia. I voli, organizzati da Visitait.it – Sport & Adventure Booking, si svolgeranno come da tradizione nei due momenti più romantici della giornata: l’alba (con partenza da Primulacco – Povoletto – UD) e il tramonto (con partenza da Palmanova – UD).
Ancora una volta il gigante pallone colorato che si muove lento e maestoso sarà il protagonista indiscusso dei cieli. Le prime settimane di dicembre sono il periodo ideale per i voli: l’aria è frizzante ma all’interno della cesta i partecipanti sono riscaldati dal tepore proveniente dal bruciatore che fa volare alta la mongolfiera, il cielo è incredibilmente limpido e dona uno spettacolo grandioso dalle montagne innevate fino al mare in una panoramica a 360° sul Friuli Venezia Giulia. Un primo assaggio di atmosfera natalizia da condividere con la propria dolce metà, con gli amici o con la famiglia. A bordo sono disponibili fino a 12 posti per cesta. L’attività inizia con il gonfiaggio del pallone, durante il quale è possibile seguire tutti i preparativi e dare sfogo a ogni curiosità. Prima della partenza, viene effettuato il briefing pre-volo e poi si inizia a salire per ammirare l’alba o il tramonto ed il panorama come se si fosse “posati su una nuvola”.
Prenotazione: – web: http://www.visitait.it/attivita/volo-libero-in-mongolfiera-friuli-venezia-giulia/ (foto: mongolfiera)

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Un ponte tra i poveri e le Nazioni Unite

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 maggio 2017

Onu palace“I diritti umani sono in pericolo ogni giorno. Proteggerli e promuoverli è la missione e la ragione di essere di Franciscans International”. Così scrive fra Joseph Rozansky OFM, Presidente del Comitato di Amministrazione di Franciscans International, nella lettera che introduce il Report annuale dei programmi sostenuti e realizzati nel 2016 dall’organizzazione che si impegna a portare i valori del Vangelo a livello locale, nazionale e in seno alle Nazioni Unite.È stato proprio di fra Joseph il primo intervento dell’incontro tenutosi ieri pomeriggio per far conoscere l’impegno e l’operato di una organizzazione che appartiene a tutto il “mondo francescano”. Fra Joseph si è detto particolarmente lieto di tenere l’incontro in Assisi, nel Refettorietto del Convento Porziuncola, cuore del francescanesimo.Dopo di lui ha preso la parola padre Claudio Durighetto, Ministro provinciale dei Frati Minori dell’Umbria, per rivolgere un saluto – soprattutto in qualità di Presidente del Mofra (Movimento francescano) dell’Umbria – ai numerosi presenti che hanno risposto all’invito per conoscere i nostri fratelli che rappresentano il volto e la voce francescana presso le Nazioni Unite. “Mentre ancora si stava svolgendo a Roma il Concilio ecumenico Vaticano II, circostanze provvidenziali ci portarono a rivolgerci direttamente all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. E davanti a quel vasto areopago ci facemmo l’avvocato dei popoli poveri”: ricordando questa affermazione di Paolo VI, contenuta nell’Enciclica Populorum progressio di cui ricorrono i 50 anni dalla pubblicazione, ha indicato una sintesi profetica di quello che oggi è e fa Franciscans International a nome della Chiesa e dei francescani.Un saluto è stato rivolto anche dal vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, che ha ripreso l’espressione “farsi avvocato dei poveri” ritenendola realizzabile solo “vestendo i panni dei poveri”: in tal senso il nuovo Santuario della Spogliazione, che verrà inaugurato con un ricco programma dal 14 al 21 maggio, suggerisce la modalità – di essere prima che di annuncio – che Francesco d’Assisi fece sua proprio all’inizio del suo cammino nella Chiesa alla sequela di Cristo povero e crocifisso.
L’incontro è stato patrocinato dal Comune di Assisi che si mostra attenta a queste tematiche, sia per la forte impronta francescana che la caratterizza da otto secoli, sia per la presenza del sindaco Stefania Proietti, impegnata personalmente nel proprio cammino nella Chiesa e in ambito professionale su questioni ambientali. La Proietti si è detta commossa di ospitare l’evento, di ricevere in città una così numerosa rappresentanza di Franciscans International invitando i vari membri a sentirsi a casa ed auspicando che altre loro iniziative possano nascere in Assisi, patrimonio Unesco, e dalla cittadina serafica “spiccare il volo” per il mondo intero.All’incontro era presente anche p. Michael A. Perry, Ministro generale dei Frati Minori e Presidente di turno CIF-TOR, che ha sottolineato la necessità, particolarmente urgente in questo momento storico, di organizzazioni come Franciscans International che si spendano per la pace nel mondo, e perché la nostra sia una società fondata sulla solidarietà ed il rispetto della dignità umana, insieme al rispetto e alla cura dell’ambente. P. Michael, riportando alcune recenti esperienze fatte di persona in seguito ad alcune visite ai frati minori che vivono in Siria, Kenia e Papua Nuova Guinea, ha ribadito come si debba superare un possibile scetticismo circa un coinvolgimento dei francescani nei “luoghi di potere”, per passare dal chiedersi se dobbiamo essere anche in quei posti, alla consapevolezza di doverci essere per parlare per coloro che non possono farlo, che non hanno voce e che pure soffrono! Un’ultima provocazione, molto efficace, del Ministro generale è stata quella di indicare Franciscans International non localizzata negli uffici di Ginevra o di New York, e nemmeno rappresentata solo da coloro che fattivamente vi operano, ma viva in tutti i francescani presenti francescani, di qualunque “colore o appartenenza”: presbiteri, terziari, suore, frati minori, conventuali, cappuccini. L’intervento conclusivo è stato di fra Markus Heinze, Direttore esecutivo di Franciscans International, che ha ripreso dall’ultima provocazione lanciata dal Ministro generale e aggiungendo che da circa 30 anni questa organizzazione è attiva e ancora quasi del tutto sconosciuta, persino in ambito francescano. La Comunità internazionale in qualche modo riconosce i diritti umani, ma è sotto gli occhi di tutti come e quante situazioni di discriminazioni persistano nel mondo, quanta gente vive in condizione di povertà estrema oppure non vede tutelati i diritti base che prescindono dal credo, dalla nazionalità, … e il creato, la nostra casa, è spesso abusato, sfruttato per un profitto. È necessario, dunque, che ci siano persone desiderose di spendersi in una continua “traduzione” dei valori evangelici per promuoverli nelle sedi delle decisioni politiche, con modalità e linguaggi ad essi appropriati. Senza perdere il contatto con le situazioni concrete di coloro che vivono, insieme alla gente, le situazioni disagiate nelle varie zone del mondo: e così essere un ponte tra loro e le Nazioni Unite, senza mai arrendersi davanti agli insuccessi o agli ostacoli, perché questo chiede la carità.L’incontro, molto più ricco di quanto è stato possibile riportare in questa sintesi, è stato anche incredibilmente contenuto nei tempi. È seguito un rinfresco durante il quale si è voluto favorire l’ulteriore conoscenza derivante dal contatto personale con i membri di Franciscans International presenti in Refettorietto. Al termine i presenti si sono recati nella Basilica papale di Santa Maria degli Angeli per la preghiera del Vespro.

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Destinazioni preferite per il ponte dell’Immacolata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2016

VvacanzeForse per paura dell’assenza di neve, che lo scorso anno si è fatta attendere, gli italiani sembrano preferire le capitali europee e le città d’arte per il ponte dell’Immacolata, evitando invece le destinazioni di montagna più celebri per le loro piste da sci. Questo è quanto emerge da un’indagine sulle ricerche degli italiani condotta dagli esperti di prenotazioni di Hotels.comTM. Nella prima posizione della classifica delle destinazioni più ricercate per il ponte dell’Immacolata troviamo Roma, che conferma la propria leadership nel cuore dei nostri connazionali. Al secondo poso c’è invece la prima destinazione internazionale, Londra, che ha guadagnato due posizioni rispetto al 2015. Gli italiani sembrano voler programmare un’ultima fuga nella capitale inglese prima della tanto temuta Brexit. Chiude la Top 3 Firenze, che difende la propria posizione sull’ultimo gradino del podio.
Milano, che durante il ponte dell’Immacolata ospiterà il celebre Artigiano in Fiera e il mercatino natalizio degli Obej Obej, è arrivata quarta, guadagnando ben tre posizioni rispetto all’anno scorso, mentre Napoli è riuscita a mantenere la propria quinta posizione. Amsterdam, che a dicembre si riempie di luci e colori grazie all’Amsterdam Light Festival, è riuscita a salire in sesta posizione, mentre l’anno scorso si era attestata in fondo alla Top 10. Al settimo posto si è posizionata Torino, che l’anno scorso era rimasta fuori dalla classifica, seguita da altre tre destinazioni internazionali: Vienna, Parigi e Monaco di Baviera.
Hotels.com L.P. gestisce Hotels.com, uno dei siti leader nella prenotazione di hotel online, con strutture disponibili in tutto il mondo, che includono catene alberghiere e resort all inclusive, ma anche hotel indipendenti e bed & breakfast. Hotels.com fornisce tutte le informazioni necessarie per organizzare un soggiorno perfetto.
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Ponte di Ognissanti: Forte di Bard sempre aperto

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2016

bard1bardIn occasione del Ponte di Ognissanti, il Forte di Bard (Valle d’Aosta) e i suoi spazi espositivi saranno sempre aperti al pubblico. Prevista per lunedì 31 ottobre l’apertura straordinaria dalle ore 10 alle 18.00. La giornata di martedì 1° novembre osserverà l’abituale orario dei giorni festivi, dalle ore 10.00 alle 19.00.
Il Forte si propone come meta ideale per una gita fuori porta. Ben cinque le mostre temporanee a disposizione del pubblico: gli oltre 260 capolavori della mostra Marc Chagall. La Vie, gli scatti unici della retrospettiva dedicata ad Elliott Erwitt, l’esposizione dedicata al dietro le quinte del film Avengers: Age of Ultron, la mostra dedicata alle opere premiate al 63° concorso dell’artigianato di tradizione della Valle d’Aosta e la personale dell’artista Marco Del Re – Madri italiane.
L’offerta permanente comprende il Museo delle Alpi, il percorso interattivo Le Alpi dei Ragazzi, il percorso delle Prigioni dedicato ai grandi personaggi del Forte e alla sua evoluzione architettonica. Da scoprire anche l’itinerario FdB Modern, che presenta oltre 40 opere di arte moderna e contemporanea lungo i camminamenti del Forte e in alcune sale dell’Opera Carlo Alberto.
E da non perdere una visita al Borgo medievale ai piedi della rocca, tra antiche dimore del Cinquecento, piazze e vicoli tutti da scoprire. (foto: bard)

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Ponte del 2 giugno: le prime vacanze

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2016

Con l’estate alle porte e il lungo ponte del due giugno, molti italiani programmano qualche giorno di relax al mare o alla scoperta dell’Europa. Anticipando le vacanze estive, una buona parte di loro, come emerge dalle analisi dell’Osservatorio Volagratis.com, ha deciso di concedersi un’intera settimana di ferie. Per il primo viaggio lungo dell’anno si scelgono soprattutto le isole: Tenerife è in testa nelle prenotazioni dei pacchetti completi mentre la Sicilia sbaraglia la concorrenza per quanto riguarda i soli voli. Anche le crociere si allungano oltre il ponte, con un viaggio nel Mediterraneo che supera nella maggioranza dei casi i sette giorni.
Il ponte del 2 giugno, con il suo clima perfetto per visitare le città d’arte, è scelto sempre più spesso dagli italiani per partire alla scoperta di qualche capitale europea. Nel generale aumento del 7,5% delle prenotazioni dei voli per l’estero, Londra, Parigi, Barcellona e Amsterdam rimangono – come nel 2015 – le mete più gettonate. La vera novità è Bucarest che, anche grazie ai prezzi competitivi dei voli (il costo medio di prenotazione è di soli 67 euro), vede un incremento delle presenze del 41% rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda le tratte a lungo raggio, l’aumento è ancora più marcato (+77%): a crescere sono in particolare le prenotazioni di voli per New York: per la Grande Mela il prezzo medio del volo è di 490 euro, più basso di 70 euro rispetto allo scorso anno, e la permanenza media è di 5 giorni. In seconda posizione San Pietroburgo con un costo medio di 320 euro per 4 giorni e, sorpresa di questa stagione, Mosca che è passata in terza posizione dalla sesta dello scorso anno con un costo medio del volo di 310 euro e una permanenza di 4 notti.Nelle tratte interne vince, e di molto, la Sicilia, con Catania e Palermo che totalizzano assieme quasi l’11% delle partenze complessive. I prezzi medi dei voli da Milano per questo ponte si aggirano intorno ai 140 euro, 107 euro per chi parte da Roma. Chi sceglie una città siciliana, vi rimane in media 4 giorni, sfruttando tutto il lungo ponte. La Sardegna è la seconda isola più prenotata dagli italiani per questo ponte con un costo medio per il volo su Olbia di circa 150 euro per una durata della vacanza di 4 giorni.Nella maggioranza dei casi, sia per le vacanze all’estero che per quelle all’interno dei confini nazionali, si sceglie di partire il giovedì o il venerdì e di tornare il lunedì o il martedì, in modo da sfruttare i prezzi più bassi infrasettimanali.
Chi sceglie i pacchetti che comprendono volo e hotel punta in modo deciso verso le isole: nella top 10 delle destinazioni più prenotate compaiono infatti Tenerife, Majorca, Ibiza e la Sardegna. Tenerife in particolare, la più popolosa delle Canarie, con le sue spiagge vulcaniche e il clima mite tutto l’anno, vede un vero e proprio boom nelle prenotazioni, piazzandosi in terza posizione dopo Barcellona e Amsterdam. Si tratta in molti casi di un consistente anticipo delle canoniche vacanze estive, che non si limita ai giorni del ponte ma dura tutta la settimana, per un costo medio di 490 euro a persona (ci si ferma più di 7 giorni a Tenerife e circa 5 in Sardegna per un costo medio di 334 euro a persona). Barcellona è sempre la più prenotata con la perfetta combinazione di divertimento, mare e vita culturale e un prezzo medio molto conveniente di 360 euro per il volo e 3 notti in hotel mentre Amsterdam, in seconda posizione, raggiunge il prezzo di 370 euro per il volo e 3 notti di vacanza.
Il 2 giugno è anche un’ottima occasione per partire per una crociera, preferita soprattutto dalle coppie (il 57% del totale delle prenotazioni) che vogliono ritagliarsi qualche momento di relax. La meta scelta è soprattutto il Mediterraneo occidentale (56%) dove si punta verso Barcellona, Palma di Maiorca, Ibiza, Valencia e Marsiglia. C’è anche chi si spinge a oriente (37%) e nel Nord Europa (8%), che vengono esplorati, attaccando qualche giorno al ponte, per una media di 7/8 giorni (il 79% delle prenotazioni, per un costo di circa 590 euro) o anche di più (il 18% sceglie la prima vacanza lunga, con un viaggio di 9 o più giorni). Il porto preferito, in questo periodo d’inizio estate, è quello di Venezia (che totalizza ben il 46% delle partenze), seguito da Genova e Civitavecchia.
http://www.volagratis.com

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