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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘popolare’

Festival della Canzone Popolare e d’Autore

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

Macerata. E’ Rai 2 il partner televisivo di Musicultura 2020. Il programma, con la conduzione di Enrico Ruggeri, andrà in onda in seconda serata sulla rete diretta da Ludovico Di Meo. Il collocamento in palinsesto cadrà a pochissimi giorni dalla conclusione della manifestazione marchigiana, le cui serate di spettacolo, aperte al pubblico, sono in programma il 28 e il 29 agosto all’Arena Sferisterio di Macerata. Novità importanti giungono anche sul fronte del cast. Confermata la partecipazione a Musicultura 2020 di Massimo Ranieri: l’artista partenopeo salirà sul palco nella serata di apertura del festival, venerdì 28 agosto. Ad oggi, oltre a quella di Massimo Ranieri, sono confermate le presenze di Asaf Avidan, Tosca, Francesco Bianconi, Salvador Sobral, Antonio Rezza, Bruno Tognolini, BandaKadabra, GOB (Gruppo Ocarinistico Budriese), Lucilla Giagnoni. Protagonisti delle due serate di spettacolo saranno inoltre i giovani artisti vincitori del concorso Fabio Curto, Miele, Blindur, I Miei Migliori Complimenti, H.E.R., Senna, Hanami e La Zero.Le telecamere di Rai 2 completano sul fronte televisivo il ricco quadro di partnership crossmediali, targate Rai. Accanto alla rete televisiva spiccano infatti la consolidata sinergia con Rai Radio1 e la collaborazione con Rai Isoradio, il canale h24 di Pubblica Utilità. La crossmedialità del binomio “Musicultura-Rai” si caratterizzerà anche per la spiccata propensione alla condivisione di azioni sia in ambito web, con le dirette streaming, sia sui social, con contenuti editoriali confezionati ad hoc.I biglietti per assistere, nel rispetto delle prescrizioni vigenti a contenimento di Covid.19, alle serate di spettacolo di Musicultura 2020 sono in vendita sul circuito Vivaticket.

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Roma L’editoria popolare in Italia fra XVI e XVII secolo

Posted by fidest press agency su martedì, 12 dicembre 2017

Mercoledì 13 Dicembre 2017, ore 14:30 / 14 Dicembre 2017 Dipartimento di Studi Umanistici, Sala del Consiglio Via Ostiense 234/236 si terrà la prima delle due Giornate di Studio sul tema: “L’editoria popolare in Italia fra XVI e XVII secolo”. La seconda delle due Giornate di studio, si terrà giovedì 14 dicembre 2017, con inizio alle ore 9.15, presso la Fondazione Marco Besso – Palazzo Besso – Largo di Torre Argentina, 11 Roma.

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Il Brexit nell’immaginario popolare

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2016

montecitorio“Mano a mano che passano le ore va aumentando la consapevolezza di alcune delle conseguenze possibili non solo a livello europeo, ma anche a casa nostra. In questa prospettiva le paure si mescolano all’ignoranza e le interpretazioni di quanto accaduto assumono toni di malcelata insoddisfazione rispetto all’intero sistema politico, economico e sociale. Direi che lo stato d’animo più diffuso, l’emozione globalizzata che si tocca con mano è proprio una ansia diffusa, che crea insicurezza e che non intravvede soluzioni nè a breve nè a basso costo, nè delegabili a qualcuno. La diffidenza verso chi governa in Inghilterra va ben oltre Cameron e in Italia ben più in là di Renzi, si spinge fino alla Merkel, a Junker, e considera tutti i governanti nazionali ed internazionali inadeguati al compiti che sono chiamati a svolgere”.
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di area popolare, che continua: “Non sarà facile lunedi tornare a lavorare in Aula a Montecitorio; o in altri luoghi, che siano le banche o l’università, gli ospedali e perfino i campi di calcio, sembra che tutti dovranno fare i conti con qualcosa che fino alla fine hanno voluto evitare di considerare come possibile. A Roma non ci si è ancora ripresi dal tornado Cinquestelle e già si piomba in un’altra prospettiva che cambia i punti di riferimento. A cominciare dai due assiomi di questo governo: la riforma elettorale e la riforma costituzionale, sostanzialmente intrecciate tra di loro. I No al referendum italiano sulle riforme sono argomento di conversazione che trae forza anche dal referendum inglese; la stagione d’oro di Renzi sembra avviarsi ad una fase assai più conflittiva e su chi vincerà le prossime elezioni in Italia si fanno ipotesi tutt’altro che allettanti. La gente è confusa, non vuole ricette facile, non accetta soluzioni scontate. E’ arrivato il momento dello studio serio, delle ipotesi verificate, dei dati non manipolati, dell’ascolto delle realtà scomode. Forse a queste condizioni si può anche ricominciare a crescere”, conclude la Binetti. (n.r. Quanto scrive l’on.le Binetti lo considero un atto di onestà intellettuale che le rende merito. Lo dico riflettendo su ciò che sono e che pretendono d’essere i politici nostrani anche se il discorso ci farebbe facilmente scivolare su una piattaforma territorialmente più ampia. E’ che anche noi da cronisti avvertiamo in giro un’aria “pesante” dove le persone per lo più non ci manifestano il loro scontento con le parole ma a volte lo fanno con un’espressione del volto e ancora peggio non volendone parlare come se a farlo si sminuisse tutta la loro amarezza. E’ che l’Italia, come sistema, sta andando allo sbando: ognuno cerca di arrangiarsi a modo suo, diffida persino del vicino o del parente. E’ che abbiamo una classe politica incapace d’intercettare il malessere che dilaga e cerca di distrarci con gli argomenti che interessano meno la gente ma sono capaci di far riempire le pagine dei giornali e permettere ai soliti parolai d’occupare ore intere a blaterare nei meeting televisivi. Il vero punto debole, a mio avviso, è la mancanza di certezze dalla sicurezza, con una delinquenza che dilaga e si fa sempre più violenta, al lavoro che manca di là della solita presa in giro dei decimi di percentuali che le statistiche rilevano un po’ su e un po’ giù. Ora ci si mettono anche le banche ad essere percepite non più sicure mettendo a rischio i pochi risparmi di una vita. A questo punto la riflessione c’indurrebbe a ritenere che non dovremmo più pensare con la logica degli schieramenti politici che tradizionalmente li definiamo di destra, di centro e di sinistra in quanto non esistono più nel sentire popolare. Essi sono stati sostituiti da chi ha e da chi è con una minoranza che comanda e vive con il superfluo e una maggioranza sempre più amplia che elemosina il necessario.)

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Pensare al futuro partendo da consenso popolare

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2015

“Spesso mi trovo a fare delle riflessioni su come poteva essere il nostro Paese se al Governo ci fosse stato mago Merlino il quale, sicuramente, con un tocco magico sarebbe riuscito a risolvere i problemi che affliggono l’Italia da tanti anni”. Lo scrive in una nota Denis Nesci, membro della direzione nazionale di Ncd.“Poi ritorno con i piedi per terra e inizio a meditare sulle tante discussioni della politica nostrana e, con mio grande stupore, mi trovo a leggere dichiarazioni alquanto incoerenti da parte di “amici” con i quali si era tracciato e condiviso un percorso, che il Nuovo Centrodestra avrebbe dovuto attuare e le idee che si era prefissato di inserire nell’agenda di Governo.
Oggi leggo- continua Nesci- che quattro dei fondatori di Ncd hanno dichiarato che, o si fa come dicono loro, oppure non si voterà per la stabilità, una legge “scritta con la sinistra”, allora, penso che il lavoro fatto finora sia stato vano e non sia servito a nulla il dialogo, il confronto e la condivisione di ideali su aspetti importanti del nostro Paese portati avanti da tutti gli uomini e le donne che fanno parte della squadra di NCD. Dopo due anni di legislatura nel corso della quale abbiamo ricevuto attacchi feroci e incessanti indirizzati al nostro partito – conclude Nesci – oggi che si doveva serrare i ranghi, troviamo al nostro interno persone che buttano all’aria il progetto e che chiudono le possibilità di confronto imponendo il loro pensiero con il ricatto.
Fino a pochi giorni fa sentivo dire che Ncd ha salvato il Paese, che senza Ncd si consegnava il tutto nelle mani del Movimento 5 stelle e tanto altro, oggi che si intravede uno spiraglio di ripresa, grazie anche al costante lavoro del Nuovo Centrodestra, ci facciamo un autogol che può incidere sul risultato finale. Basta polemiche, basta minacce, lavoriamo insieme per dare risposte ai cittadini e riconquistiamo la fiducia che circa due anni fa è stata confermata dall’adesione di centinaia di migliaia di cittadini al partito, ripartendo proprio dal ruolo fondamentale svolto dai circoli”.

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Rassegna di Teatro Popolare

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2015

caviale e lenticchieIvrea, Sabato 21 Novembre 2015, alle ore 21,00 e Domenica 22 Novembre alle ore 15.30, presso l’Auditorium Mozart di Ivrea avrà luogo il secondo appuntamento della nona edizione della Rassegna di Teatro Popolare organizzata dalla Cittadella della Musica e della Cultura di Ivrea e del Canavese. La compagnia teatrale “Gambrinus” , al suo debutto sul palco del Mozart, presenta la commedia in tre atti di Scarnicci e Tarabusi “Caviale & Lenticchie”.
La commedia ci parla di Liborio Lamanna che convive con i figli Fiorella e Filippo, con sua sorella Caterina e con la sua compagna Maddalena, donna disillusa ed amareggiata che sfoga nel sarcasmo le sue frustrazioni. Il protagonista, per sfamare e mantenere la famiglia non si è inventato di meglio che intrufolarsi in banchetti e cerimonie, fingendosi un invitato, per poi allontanarsene dopo avere fatto incetta di bevande e cibarie da rivendere alle varie osterie della zona. Egli si serve del furbo Vincenzo, che fa la corte a donna Maddalena che però non ricambia. Un giorno la famiglia si vede arrivare a casa un vecchio bersagliere, che darà vita a diverse gag. Liborio mette in atto un imbroglio, spacciandosi per ricco fonderà un comitato benefico, nel quale coinvolge, con inganno, la facoltosa Donna Agnese ed il Barone Chioccia. Scopo del comitato è quello di aiutare le persone meno fortunate e tra le famiglie da aiutare, al primo posto, ha furbamente individuato la propria. Per una serie di equivoci Liborio, suo malgrado, sarà costretto a far credere al comitato che Vincenzo sia il marito di Maddalena, dando così origine ad intrecci e colpi di scena in un’ esilarante chiave comica…
“Caviale e lenticchie“ titolo come metafora di una condizione sociale nell’Italia degli anni cinquanta, di chi cerca di sopravvivere alla miseria ricorrendo a furbizie, fantasia ed espedienti vari. Liborio Lamanna ne è un tipico esempio: dotato di naturale capacità oratoria e di stringente dialettica, apprezzato e rispettato per la sua innegabile intraprendenza ed inventiva tutta napoletana, maestro nell’arte dell’arrangiarsi.
L’ingresso all’Auditorium Mozart è consentito solo ai possessori della tessera associativa dell’Associazione Cittadella della Cultura di Ivrea e del Canavese. Abbonamento a 8 spettacoli: sabato (ore 21,00) – posto numerato € 75 (comprensivo di quota associativa) domenica (ore 15,30) – posto numerato € 70 (comprensivo di quota associativa) Coloro che presenteranno il coupon ritirato presso gli uffici dell’Azienda Energia e Gas in via Palestro n. 35 potranno acquistare gli abbonamenti con uno sconto di euro 10. Biglietti singoli: sabato (ore 21) – posto numerato € 12 (comprensivo di quota associativa) domenica (ore 15,30) – posto numerato € 10 (comprensivo di quota associativa) (foto: caviale e lenticchie)

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Magistratura popolare

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2013

Magistratura Popolare è un’Associazione di liberi cittadini ideata e voluta dal Partito delle Aziende. Ad essa aderiscono cittadini, intellettuali, ex magistrati provenienti da qualunque ordine e grado della Magistratura Italiana, ex appartenenti alle forze dell’ordine, avvocati, esperti di diritto provenienti anche da altri Paesi, titolari dei diritti politici, anche non iscritti al Partito delle Aziende, che siano determinati a contribuire alla rigenerazione dello Stato di diritto in Italia.Attualmente l’Italia è assestata in una condizione di non-Stato. La pletora delle fonti normative, regolamentari e interpretative di leggi, norme, regolamenti e usi (Parlamento, Governo, Presidenza della Repubblica, ministeri, Regioni, Autonomie Locali di vario ordine e grado, a partire dalle Regioni fino alle Circoscrizioni, Enti Statali, Enti di prossimità, Agenzie, Autorità) ha privato la Nazione del proprio ruolo sovrano. Il cittadino o qualsiasi altro soggetto, anche sociale e plurale dotato di personalità giuridica è sottoposto a un numero elevato di centri di potere che sono sormontanti la libertà di fatto e sottratti al potere di controllo esercitabile attraverso l’espressione del voto politico.Per maggior danno, tale contesto, unitamente alle condizioni di cronica insufficienza strutturale e organizzativa in cui è trattenuta imprigionata la Magistratura Italiana, rende di fatto inefficiente, quando non del tutto assente, l’esercizio del controllo di legalità assegnato dalla Costituzione della Repubblica all’ordine sovrano giudiziario, contribuendo all’attuale stato di fatto, in cui una pletora di norme e assimilabili opprime gli individui e le loro opere, rende incerto il presente, impastoia e soffoca il diritto di esprimere in libertà e nel rispetto della Legge ogni progetto di vita, costituisce l’habitat ideale per furbi e parassiti, stabilmente annidati nel non-Stato, a un tempo virtualmente e sostanzialmente irresponsabili dei propri atti. In questo contesto, come inevitabile in qualsiasi soggetto plurale e collettivo, anche all’interno della Magistratura possono manifestarsi comportamenti impropri, talora illeciti, come sancito da sentenze passate in giudizio, possono germogliare interessi obliqui, essere rese inefficienti le risorse di autogoverno. Per maggior danno, la debolezza della politica contemporanea genera vuoti che sospingono la magistratura a ruoli vicari della politica, che le sono impropri e contrari alla separazione dei poteri sancita dalla Costituzione nonché affatto nocivi alla credibilità della magistratura stessa come soggetto terzo delle contese.Magistratura Popolare nasce per interferire con l’esistente e contribuire al processo rivoluzionario pacifico che dovrà condurre dal non-Stato a un rinnovato Stato di diritto. In primo luogo essa vigilerà affinché la Costituzione della Repubblica sia rispettata e attuata in ogni sua declinazione. Articolandosi parallelamente all’organizzazione attuale della giustizia, eserciterà un potere indiretto di controllo, attraverso lo sviluppo di ogni forma possibile di dibattito pubblico e di pubblicistica scritta, monitorando e denunciando quando necessario le condizioni materiali in cui avviene l’esercizio della magistratura, l’assetto organizzativo e il rispetto dei piani di lavoro di ogni Tribunale della Repubblica o di qualsiasi Corte o istanza di giudizio, per ogni ordine dell’attività giudiziaria, da quello civile a quello penale, dalla giustizia amministrativa a quella contabile e fiscale, monitorerà il carico di lavoro dei magistrati, ivi compreso quello extragiudiziale, denuncerà qualsiasi situazione in cui la norma permetta di sostituire una giustizia formale a quella sostanziale, si farà promotrice di “class actions” per il risarcimento di qualsiasi danno derivi alla comunità nazionale dall’esercizio improprio della attività giudicante e/o funzionariale, per qualsiasi livello di organizzazione del non-Stato, svilupperà il dialogo con qualsiasi organizzazione sindacale collettiva rappresentativa nel mondo giudiziario che ne manifesti la volontà.Tutto quanto sopra nella luce del seguente principio ispiratore: l’esercizio della democrazia, dei suoi diritti e doveri, è la forza inarrestabile che può portare luce anche dove il buio abbia potuto insinuarsi. E dal momento che il controllo di legalità è condizione non negoziabile per un effettivo esercizio delle libertà democratiche, Magistratura Popolare nasce come strumento a fianco e a disposizione dei giudici che, non avendo sopito il proprio senso civico nella degradazione del non-Stato, sono determinati ancora e sempre a servire la libertà di ognuno attraverso il rispetto e l’attuazione della Legge.

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Mediazione civile sempre più popolare

Posted by fidest press agency su sabato, 6 agosto 2011

Opportune e necessarie le modifiche e le integrazioni al D.M. 180/2010 di prossima pubblicazione. Lo abbiamo detto e scritto da tempo che il D.M. citato doveva essere rivisto e dobbiamo costatare che il legislatore, anche se in parte, ha cominciato con modifiche sostanziali a mettere mano ai correttivi. Cosa chiedevamo e cosa ha previsto il legislatore nel nuovo D.M. di prossima pubblicazione?. Il D.L.vo 28/2010 ha previsto che l’entrata in vigore della legge è senza aggravi a carico dello Stato Non si capisce perchè far esercitare la vigilanza avvalendosi dell’ispettorato generale del ministero di Giustizia. Sarebbe stato più opportuno, come richiesto ai ministri interessati, dal presidente Pecoraro dell’A.N.P.A.R., istituire una commissione di vigilanza, composta da personale MINISTERIALE, che avrebbe dovuto svolgere una funzione di vigilanza, di verifica, di controllo e accertamento – unitamente al RESPONSABILE – sugli organismi di conciliazione, sugli enti formatori e sui mediatori professionali, già iscritti e da iscrivere. La Commissione, che non prevede nessun aggravamento di oneri per lo Stato, dovrebbe essere costituita da cinque componenti: uno del ministero di giustizia, uno del ministero attività produttive, un rappresentante di associazioni regolamentate ai sensi dell’art. 26 d.lgs. 206/2007 art 2 comma 2, un rappresentante degli organismi pubblici ed un rappresentante di organismi privati, operante nel settore dell’A.D.R. e con almeno cinque anni di iscrizione alla camera di commercio. Va bene anche il tirocinio dei mediatori in almeno 20 casi di mediazione svolti presso organismi iscritti, a condizione che sia corrisposta al tirocinante almeno il 50% dell’indennità l’altra metà al mediatore senior. Non siamo per niente d’accordo sulla gratuità della prestazione del patrocinante. L’ A.N.P.A.R proporrà ricorso al T.A.R. nel caso in cui si intenda per l’ennesima volta mortificare la dignità dei mediatori. Professionalità si, ma gratuità della prestazione del mediatore mai. Bene anche le modifiche da apportare obbligatoriamente nel regolamento dell’organismo. In base ad esse il mediatore deve svolgere l’incontro con la parte istante anche in mancanza di adesione della parte chiamata in mediazione, con il rilascio del verbale solo all’esito della mancata partecipazione della medesima. Accettata anche la regola – già esposta dal presidente Pecoraro alla commissione Giustizia del Senato nell’audizione dello scorso mese di giugno – che, nell’assegnazione degli affari di mediazione, si deve tener conto di criteri predeterminati, nel rispetto della professionalità dei mediatori designati e della specifica competenza. Per esempio, in un caso di controversia riguardante la responsabilità medica è opportuno che la stessa sia risolta da un medico piuttosto che un ingegnere. Accolto con soddisfazione dal presidente Pecoraro l’obbligo degli organismi a consentire gratuitamente l’attività di tirocinio. Gli organismi devono essere a disposizione dei giovani mediatori, non questi ultimi a disposizione degli organismi. In tal maniera si mette fine alle speculazioni, ribadendo che nella mediazione civile sono necessari comportamenti lineari e trasparenti. Benissimo anche la riduzione delle tariffe, così come concepita, almeno in questa prima fase. Con le modifiche tariffarie si è voluto dare un ulteriore impulso al cittadino a risolvere le proprie controversie attraverso la mediazione, con un risparmio ulteriore di costi, almeno per le controversie obbligatorie. Buona anche la derogabilità della tariffa per la risoluzione di controversie facoltative. (A.IANNO)

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150 anni dell’Unità d’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

Giorgio Napolitano

Image via Wikipedia

Nel giorno della ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia la Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa – movimento astensionista per il rilancio della sovranità popolare, festeggia la ricorrenza che fu l’epilogo dei moti risorgimentali che unirono nel tricolore il sacrificio dei Popoli e delle Genti d’Italia.Il senso giovane dell’unione degli italiani è nella virtù del loro rispetto reciproco, ampiamente attestato dal corso dei numerosi eventi che hanno caratterizzato, a tratti in maniera difficile e tormentata, la loro lunga storia di solidarietà e fratellanza. L’Italia sia sempre unica e plurale, pur nell’accurata evidenziazione delle sue più nobili tradizioni e differenziazioni culturali. Al Capo dello Stato Giorgio Napolitano va la nostra più sentita gratitudine e il più nobile apprezzamento per avere speso ogni giorno del suo mandato nella costante ed effettiva opera di rappresentanza di ogni italiano, nella vigilanza e nel rispetto supremo dei principi costituzionali della Repubblica. In questo grande giorno di gioia per l’Italia e per tutti gli italiani, non può tuttavia mancare un pensiero commosso al Popolo giapponese, e a tutti quegli Uomini liberi vittime di guerre e sofferenze in ogni angolo del pianeta, che quotidianamente lottano per l’affermazione della democrazia e della libertà.

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Università: protesta popolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2010

“Le violente manifestazioni di protesta alla riforma Gelmini che si sono svolte in queste ore in numerose città italiane, sottoponendo le nostre Forze dell’Ordine ad assalti e aggressioni di ogni tipo, sono il segno tangibile dello stato di confusione in cui vessa il Paese. Gli estremisti che sono scesi nelle piazze, causando gravissimi incidenti, non hanno certamente contribuito a migliorare il nostro sistema accademico, peraltro molti di essi erano soltanto dei facinorosi che poco o nulla c’entrano con il mondo universitario. Per questo esprimo la mia solidarietà alle Forze dell’Ordine a cui va, senza alcun dubbio, la gratitudine di tutti  italiani”. Quanto dichiara l’on. Roberto Menia (FLI).

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festival Time in Jazz

Posted by fidest press agency su sabato, 14 agosto 2010

Ittireddu (Olbia) 14 agosto  nel sagrato della chiesa bizantina di Santa Croce a Ittireddu (a una trentina di chilometri da Berchidda), alle 11, tiene banco la versatile voce di Cristina Zavalloni, cantante e compositrice bolognese, raffinata e solenne nel campo della musica colta, spregiudicata e moderna quando affronta generi popolari come il jazz, la dance o l’etno-pop (le sue collaborazioni spaziano infatti da Stefano Bollani a Nicola Conte, da Roy Paci e Vinicio Capossela al compositore olandese Louis Andriessen). A Ittireddu porterà un recente progetto in cui propone pagine di musica del Novecento storico e contemporaneo (John Cage, Bartok, Stravinsky, Louis Andriessen) in duo con il pianista pesarese Andrea Rebaudengo (classe 1972), apprezzato nelle migliori istituzioni concertistiche nazionali ma anche oltre confine
Nel pomeriggio, alle 18, un’altra interprete femminile, Teresa De Sio, è la protagonista di uno degli eventi più attesi del festival, un appuntamento che si rinnova per la sesta volta consecutiva: il concerto in omaggio a Fabrizio De André, come di consueto ospite dei giardini dell’Agnata, lo stazzo vicino a Tempio Pausania che il cantautore elesse a “buen retiro” (oggi è un rinomato agriturismo). Il tributo di Time in Jazz, reso come sempre possibile dalla preziosa collaborazione della Fondazione De André, vedrà la cantautrice napoletana proporre un repertorio di brani propri, ispirati alla musica popolare, ma anche quattro o cinque canzoni dell’indimenticabile Faber, accompagnata da Egidio Marchitelli alla chitarra acustica, Her al violino e Upapadia alle percussioni.
Ed è in rosa anche il primo dei due concerti in programma nella serata a Berchidda sul palco di Piazza del Popolo: alle ore 21.30, riflettori puntati sulla cantante portoghese Maria Joao in duo col pianista Mario Laginha. Maria Joao è nota per la sua notevole capacità di improvvisazione e l’attitudine all’evoluzione, nodo centrale del suo fare artistico. Pochi interpreti hanno esplorato,
Il secondo set della serata, intorno alle 23, vede in scena Enrico Rava alla guida del suo New Quintet featuring il trombonista Gianluca Petrella. Al pianoforte siede il venticinquenne Giovanni Guidi, scoperto durante i Seminari estivi di Siena, e in seguito inserito nel gruppo Rava Under 21. Nonostante l’ancora giovane età (è del 1975), Gianluca Petrella è invece già da tempo uno dei migliori trombonisti jazz del mondo.
Accanto alla musica proseguono come sempre gli appuntamenti con le altre iniziative di Time in Jazz. Alle 16.30, al Nuovo Cinema Santa Croce, il tema dell’Aria che connota questa edizione del festival verrà  indagato grazie a uno dei film proposti all’interno della rassegna “I talk to the wind” curata da Gianfranco Cabiddu.
Dalle 15.30 alle 17.30 negli spazi della ex-cooperativa “La Berchiddese”, continua l’incontro con la danza grazie al laboratorio “Arie Mobili” tenuto dalla coreografa Ornella D’Agostino e dalla danzatrice-acrobata Elena Annovi. Da domani il lavoro svolto durante le ore di laboratorio proseguirà con  le incursioni di “Movimenti Urbani”, un progetto di formazione artistica a cura di Carovana S.M.I, diretto da Ornella D’Agostino in collaborazione col light designer Gianni Melis.
Domenica 15, giornata di ferragosto, ancora musica ed eventi dal mattino alla notte fonda per Time in Jazz. A partire dalle 11 appuntamento alla chiesa di San Michele, nelle campagne di Berchidda, per il concerto di Maria Joao e Mario Laginha; prima del concerto sarà dedicato un momento di riflessione alle politiche ambientali, in un incontro col direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio, nell’ambito del progetto di sensibilizzazione ecologica Green Jazz. A seguire, si rinnova la consuetudine ferragostana  del pranzo tipico berchiddese (per informazioni e prenotazioni: +393203874759). Nel tardo pomeriggio (ore 18.00) la chiesetta campestre di S.Caterina a Berchidda aprirà i battenti alla Gara poetica in lingua sarda sul tema dell’aria. A sfidarsi in rime e versi estemporanei, i poeti improvvisatori Salvatore Scanu e Bruno Agus, accompagnati dal coro Santa Sarbana di Silanus. Più tardi (ore 21.30) il palco di Piazza del Popolo ospiterà le sonorità arabe del virtuoso dell’oud Dhafer Youssef, alla testa del suo Acoustic Quartet. Poi intorno alle 23, ingresso libero per la festa finale del festival, in cui il leader Cesare Dell’Anna unirà le formazioni di Girodibanda e Opa Cupa in una miscela esplosiva.

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L’utopia popolare…

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

Di Rosario Amico Roxas La gente non legge più i giornali, perché è diventato necessario una interpretazione che prevede un livello culturale di gran lunga superiore alla media nazionale. Così si preferisce l’informazione TV, magari in attesa del Grande Fratello. Nessuno ha capito l’esigenza della legge sulle intercettazioni telefoniche, tranne che i padroni del vapore esigono rispettata la loro privacy, specialmente quando dialogano con le escort di turno, in una sorta di masturbazione mentale…. in mancanza di altro. L’utopia popolare sarebbe la chiarezza, velata com’è da nubi tempestose verso bassa quota, quella popolare, nubi che si aprono in un cielo luminosissimo quando si sale verso l’alto livello dei redditi, dove tutto segna “calma piatta”. La chiarezza utopistica popolare desidererebbe un presidente del consiglio che non chiede di immedesimarsi a lui, ma capace di immedesimarsi a quanti non arrivano a fine mese. Manca l’uomo capace di attirare i consensi…!  Almeno così viene cantata la giustificazione. Direi piuttosto che di uomini come li si vorrebbe al vertice della Cosa pubblica  (diventata cosa privata o privatissima, quando non è Cosa Nostra !)  ce ne sono tantissimi. Basterebbe un bravo ragioniere esperto in partita doppia: entrate-uscite; padre di famiglia con figli a carico e moglie casalinga. Capace di gestire la sua famiglia secondo i bisogni necessari, evitando i vezzi del modernismo consumistico; in grado di valutare le capacità dei figli e indirizzare ciascuno verso la migliore utilizzazione delle capacità  (quante oneste braccia vengono oggi sottratte all’agricoltura, per indirizzarle, come minimo, al consiglio regionale della Lombardia !); così oculato da riuscire a creare un fondo-famiglia per affrontare con onestà e decoro i momenti più difficili o imponderabili; ecco, un personaggio del genere sarebbe un eccellente Presidente del Consiglio  (da scrivere con le maiuscole) (Rosario Amico Roxas)

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Le frontiere del “popolare”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 maggio 2010

Bologna  24 maggio ore 14.30-19 e martedì 25 maggio ore 9.30-18, in Palazzo Marescotti – via Barberia 4  Il convegno Media Mutations, giunto alla seconda edizione (prima edizione:  Cortocircuito: il cinema contemporaneo nella rete, 25-26 maggio 2009), vuole ridefinire le frontiere del “popolare” nei media. In programma, venti relatori dalle principali università italiane, ma anche Jane Feurer (Università di Pittsburgh) che analizza psicanaliticamente le serie “The Sopranos” e “In Treatment” in Internet; Roberta Patterson (Università di Nottingham) interviene su “Stelle, Star Trek e new media”. Alberto Pezzotta del Corriere della Sera analizza il popolare nella critica cinematografica, Roy Menarini il caso Avatar. Interventi anche su “Pop e finto pop nella comunicazione politica sul Web 2.0” (Giovanna Cosenza, Unibo), dal popolare al peer-to peer (Giuglielmo Pescatore, Unibo), La nostalgia del ‘popolare’ come tratto distintivo della upper-middle culture italiana nelle commedie di Virzì (Giacomo Manzoli, Presidente del corso di laurea in DAMS – Unibo), fino al ruolo della pirateria digitale nella diffusione dei prodotti audiovisivi (Roberto Braga, Unibo).
I new media aprono nuovi scenari culturali e politici. Con la diffusione di saperi e comportamenti attraverso il web, è necessario riarticolare il rapporto tra locale e globale nei processi di trasmissione culturale. Inoltre diventa sempre più urgente monitorare i processi di rilocazione tra media di massa e new media. Nello scenario attuale è vero che il cinema come del grande archivio delle immagini in movimento, ma la de-istituzionalizzazione dei luoghi di visione e il superamento della sala filmica hanno reso la circolazione sociale del cinema più intensa che mai. Questioni simili si impongono per la televisione: il mercato televisivo sta  seguendo lo stesso percorso descritto nel noto slogan (relativo all’economia di mercato) che recita “dal mercato di massa alla massa si mercati”? L’audience televisiva non è realmente più un’audience generalista? Queste sono alcune delle questioni che faranno da sfondo alle relazioni presentate nei due giorni del convegno.“ (frontiere popolare)

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Festival musica popolare

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Formia 18 Aprile alle ore 21 allo Yacht Village (Molo S.Maria) del Yacht Med Festival di Formia. In attesa del grande concerto dell’1 Maggio “Si canta Maggio – La festa del Lavoro all’Auditorium”,   l’OPI – Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica chiuderà la prima edizione del Festival della musica popolare e tradizionale del mediterraneo.  In programma un classico del repertorio dell’ensemble diretto da Ambrogio Sparagna, il “concerto pizzicato ballabile” Taranta d’amore.  L’Orchestra, caratterizzata dalla presenza di strumenti musicali tipici della tradizione popolare italiana, costituisce un’espressione alta di vitalità culturale. L’organico, composto prevalentemente da giovani musicisti provenienti da varie regioni, prevede una nutrita rappresentanza di elementi scelti, tra cantanti e strumentisti, nel panorama della musica popolare italiana. Insieme al concerto saranno proposti anche 3 laboratori a tema: – Venerdì 16 laboratorio di danza popolare – Sabato 17 laboratorio di organetto – Domenica 18 laboratorio di tamburello

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Alemanno frena sulle centrali nucleari

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

“Finalmente il sindaco di Roma si è deciso a pronunciarsi sulla questione del nucleare a Montalto di Castro. Prendiamo atto con piacere delle dichiarazioni di Alemanno contro la riconversione dell’impianto laziale, ma in ogni caso, si tratta di una presa di posizione tardiva”. Interviene così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, in merito alle parole con cui il primo cittadino della capitale ha, di fatto, posto il proprio veto alla costruzione di nuove centrali nel Lazio. “Ovviamente – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – l’Italia dei Valori è per lo sviluppo delle energie alternative e, allo stesso tempo, fermamente contraria alla politica del governo che vorrebbe riportarci indietro di vent’anni, infischiandosene della volontà popolare e di un referendum sulla materia che in questo paese c’è già stato e di cui tutti conosciamo il risultato. Per quanto riguarda la nostra regione – continua Tortosa – il sindaco di Roma farebbe bene a dire al governo di pensare alla Lombardia o al Piemonte, le aree a maggiore densità industriale, per nuovi siti nucleari. Auspichiamo quanto prima – conclude Tortosa – un ‘no’ chiaro, che chiuda le porte del Lazio alla politica energetica di Berlusconi, anche da parte della neoletta presidente Renata Polverini”.

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Sicilia: Rilancio della edilizia popolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2010

Gli Indipedentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che sia necessaria ed opportuna la ripresa della politica di costruzione di nuove (belle, adeguate, rispettose dell’ambiente e del paesaggio), case popolari nelle Città e nei Paesi della Sicilia, nei quali maggiore è la richiesta di alloggi, maggiore è il numero di famiglie costrette a vivere in abitazioni fatiscenti, inadeguate e pericolose dal punto di vista della sicurezza e della sanità. L’impulso alla edilizia popolare, peraltro, ha una sua intrinseca qualità e cioè quella di dare una forte risposta al diritto ad avere una propria “casa” da parte di ogni cittadino, da parte, soprattutto, di ogni nucleo familiare. Una buona politica per la casa popolare avrebbe anche ricadute certe, di carattere economico ed occupazionale. Provocherebbe un immediato ribasso dei canoni di locazione sul libero mercato. E, quindi, offrirebbe, anche al ceto medio, nuove possibilità di case in affitto. Va da sè che il ribasso dei canoni di affitto frenerebbe la corsa all’inflazione, fino ad oggi agevolata.  Ciò, ovviamente, non ostacolerebbe, anzi agevolerebbe, le iniziative ed i progetti di recupero dei Centri Storici, che ha un valore in sè. E soltanto in minima parte può essere utilizzato per creare maggiore disponibilità di alloggi popolari. L’importante è che una scelta non sia subordinata all’altra, con la prevedibile conseguenza che, alla fine, non si realizzino nè l’uno nè l’altro intervento.  La corruzione, l’inefficienza, l’incompetenza, il clientelismo e la lottizzazione, unitamente alla lentezza burocratica, in questo come in altri settori, andrebbero eliminati.  L’FNS auspica, altresì, procedure più snelle, se non eccezionali, per l’assegnazione di case popolari, soprattutto per i casi di emergenza.

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Sacro arcaico in Gallura

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

Religiosità popolare in Gallura di Raimondo Satta Collana Antropologia e Liturgia Con prefazione di Aldo Natale Terrin Edizioni Messaggero Padova Pagg. 240 Euro 22,00 Il fascino della religiosità popolare della Gallura con le sue preghiere antiche, le filastrocche, i riti primitivi e misteriosi e la partecipazione sentita dei fedeli, fa capire come la realtà vera è sempre qualcosa che assomiglia a un processo visionario che precede ogni tipo di intellettualizzazione. Il passato e il presente si intrecciano in un unico riconoscimento nostalgico del sacro liturgico che porta le tracce di una storia arcaica e indelebile per la vita degli uomini e in particolare per la vita degli abitanti della Gallura di ieri e di oggi. L’autore di questo libro è consapevole di questo intreccio profondo tra antropologia e religiosità popolare e si rende testimone di alcune delle pagine più belle della storia antica e sempre viva della pietà popolare della Gallura dove il sacro, espresso attraverso l’esperienza di Dio, fa ancora da sentinella di un mondo parallelo e invisibile, che tuttavia vive e palpita nella ricerca di senso, nella lotta al maligno e nella fiducia incondizionata della fede cristiana del popolo. Il libro prende l’avvio da alcune importanti tracce della storia plurimillenaria della Sardegna, ed in particolare della Gallura, inquadrando l’esperienza vissuta dagli aborigeni locali. Poi si concentra sulle grandi tesi sviluppate soprattutto negli anni Settanta e Ottanta intorno alla religiosità popolare.
Raimondo Satta, nato a Olbia nel 1960, è dottore in teologia all’Istituto di Santa Giustina in Padova. Insegna liturgia all’Istituto superiore di scienze religiose di Sassari ed è direttore dell’Ufficio liturgico della diocesi di Tempio-Ampurias. Tra i suoi scritti Stella Maris. Icona del cielo e del mare, (Milano 2000), una lettura architettonico-simbolica della chiesa di Porto Cervo, in Costa Smeralda, di cui è parroco. Collabora come autore di saggi e articoli con riviste di liturgia e altri periodici del settore teologico-liturgico.

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143° Anniversario della rivolta del “sette e mezzo”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2009

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ricordano che il 15 Settembre del 1866, a Palermo e nel circondario, iniziò la grande sommossa popolare che sarebbe stata denominata “Rivolta del sette e mezzo” per la sua durata di oltre sette giorni. La “Rivolta”, com’è risaputo, dopo il successo iniziale, fu domata soltanto il giorno 22 ed in modo tragico, soffocata nel sangue dai massicci “bombardamenti” sulla Città, effettuati con i cannoni della Flotta Militare Italiana e con le artiglierie del’Armata di 40.000 soldati, agli ordini del Commissario Regio, Generale Raffaele Cadorna. Il Governo fu costretto a proclamare lo Stato d’assedio e ad adottare, contro il Popolo Siciliano, procedure repressive di sapore colonialista. Furono adottate rappresaglie, persecuzioni, violenze, torture ed esecuzioni sommarie. In gran parte, comunque, documentate e sopravvissute alla censura (come nel caso degli 80 progionieri fucilati per ordine dell’Ufficiale dei Granatieri Antonio Cattaneo). Alla fine si contarono migliaia e migliaia di vittime. Quella Rivoluzione “nazionale” Siciliana non è ricordata neppure nella toponomastica cittadina. Una sola volta è stata ricordata all’ARS. Partendo da queste considerazioni, l’FNS continua a fare della Rivoluzione del “Sette e Mezzo” la “Denunzia simbolo” di quel delitto orrendo che è la cancellazione della memoria storica del Popolo Siciliano.  L’FNS ha intenzione, infatti, di portare all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale, oltre che notizie ed aggiornamenti sulla persistenza della Questione Siciliana, anche la rivendicazione del Diritto alla Verità e alla Memoria Storica del Popolo Siciliano. L’FNS ricorda, con l’occasione, anche le vittime di Misilmeri, di Adrano e di altri Centri della Sicilia che in quel periodo si ribellarono.

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“Volvera ricorda…”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2009

Volvera. Sabato 26 settembre: alle 20,30 “Volvera ricorda…”, spettacolo teatrale dedicato ai tempi della pace e della guerra, con attori non professionisti e volontari dell’Associazione “J Pajsan ‘dla Marsaja”. Contemporaneamente alcuni gruppi storici bivaccano e pattugliano le vie del paese, mentre i soldati stanno attorno al falò e pensano all’imminente battaglia.  Domenica 27 settembre: dalle 10 in avanti attraverso le antiche porte si entra nella ricostruita Volvera del 1600, dove i visitatori trovano un mercatino con prodotti dell’epoca; dalle 14 giochi d’epoca, antichi mestieri, musiche, danze e scene di vita popolare; alle 16,30 rievocazione della battaglia, con scontri a colpi di fucile e di cannone tra gruppi storici militari, mentre i gruppi storici dei popolani e dei nobili e gli sbandieratori si esibiscono nel centro storico e intervengono nella rappresentazione teatrale al campo. Nel corso della giornata vengono allestite mostre, si tengono intrattenimenti d’epoca per bambini ed iniziative di pace, che fanno da cornice ai ricordi della vicenda storica.  A sera la “Locanda del Buon Ritorno” propone i piatti dell’antica tradizione contadina.

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Concorso nazionale degli accampamenti storici

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2009

Sparone Sabato 11 e domenica 12 luglio a, nel Canavese, è in programma la prima edizione del Concorso Nazionale degli Accampamenti storici, organizzato dall’amministrazione comunale e dal gruppo storico “La Motta” (iscritto all’Albo del Gruppi Storici della Provincia di Torino e noto in tutta Italia in quanto promotore della rievocazione ”Alla corte di Re Arduino”), con il patrocinio ed il sostegno della Provincia. Il concorso riguarda ricostruzioni di accampamenti che vanno dall’epoca della civiltà pre-romana dei Taurini al 1.300 dopo Cristo. Il programma prevede per sabato 11 luglio alle 16 l’apertura degli accampamenti al pubblico presso l’area dell’ex campo sportivo lungo la ex Statale 460. Alle 22 si terrà un concerto di musica eseguita con strumenti storici, per iniziativa del gruppo “Le Masche Parpaje”. Il gruppo storico “Nocturna” proporrà invece uno spettacolo con il fuoco. Domenica 12 luglio saranno aperti al pubblico a partire dalle 10 gli accampamenti ed un mercatino di oggetti che rievocano il passato. Sarà possibile visitare, su prenotazione, i luoghi di interesse storico di Sparone: La Rocca Arduinica, la chiesa di Santa Croce, la chiesa di San Giovanni ai Peretti, il borgo di Onsino. Nel pomeriggio, dalle 14,30 in avanti, sono in programma dimostrazioni di combattimenti, giochi per il pubblico, stage di spada e tiro con l’arco per i bambini, gare di abilità (lancio del tronco, getto della pietra, ecc.). Alle 16 i gruppi storici partecipanti al concorso effettueranno dimostrazioni al pubblico. La manifestazione si concluderà alle 18,30 con la premiazione del concorso. La graduatoria sarà definita in base al voto di una giuria di esperti (ne fanno parte anche un funzionario della Provincia, un membro della Commissione tecnica che presiede all’Albo dei Gruppi Storici uno storico, uno sceneggiatore, un archeologo, un saggista ed un giornalista) e di una giuria popolare.

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L’era ghedaffiana

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2009

(Sesta parte) Ma procedo con ordine. Prima di tutto cerco di capire la dimensione culturale prodotta da questo vasto movimento d’opinione. Mi chiedo il perché sia uscito dai ristretti confini di una nazione e si è espanso un po’ ovunque. Mi sembra, in proposito, più confacente cogliere nelle parole espresse dal Sen. Giulio Andreotti, in una sua breve nota di presentazione del lavoro condotto da Abdelsalam Salh‘Arafa titolato “Le organizzazioni regionali arabe africane e islamiche” (Istituto per l’Oriente C. A. Ballino), il senso che intendo dare al mio lavoro. “Innanzi tutto – precisa Andreotti – credo che sia sempre più necessario per noi italiani, ma non solo per noi, conoscere non superficialmente il mondo islamico e specificamente l’arabo, anche nelle strutture collettive inter statali che ne coltivano le tradizioni e curano le convergenze. E’ inoltre più che evidente quanto questo sia utile per alimentare correnti di reciproca comprensione nell’area mediterranea e nel rapporto euro-africano, di cui avvertiamo l’indispensabilità e l’urgenza.” Questo sforzo è imposto dalla “crescente tendenza alla generalizzazione.” Essa sta creando un “clima di demonizzazione che dall’estremismo fondamentalista può scivolare in un atteggiamento di condanna dell’universo musulmano, con l’ag-gravante di veder confuso il contrasto socio-economico mondiale Nord-Sud con l’antitesi Cristianesimo-Islam.” Devo anche annotare, a questo punto, il “calo” della popolarità di Gheddafi nel mondo arabo in quest’ultimo decennio. Altre figure gli hanno rubato la scena, hanno cercato, e a volte con successo, di strappare un applauso in nome di una causa che vuole andare oltre il contingente e votarsi alla lotta per un primato, al tempo stesso, religioso e laico. Tutto ciò cosa significa? La risposta più ovvia, in specie per un occidentale, è che abbiamo aperto il classico vaso di Pandora e liberato le passioni in luogo della ragione, abbiamo messo da parte la dialettica per l’esercizio della forza e della violenza. In effetti si è trattato di altro. Noi oggi, tutti noi, stiamo pagando il debito lasciato dai nostri padri. Un peso, a volte, intollerabile. Abbiamo creato dei mostri per combattere quelli che ritenevamo i nostri nemici e ora si stanno rivolgendo ai loro creatori con la stessa famelica crudeltà. Mostri come il colonialismo, il post-colonialismo, i governi fantoccio, la corruzione, il consumismo, i facili arricchimenti, il potere elargito sulla punta delle baionette, il fanatismo e l’integralismo religioso. Abbiamo perso di vista la vera ragione che può condurci sulla strada giusta, quella maestra, quella dei valori consolidati, quella che può garantirci un futuro, quella che può riscattarci dalle miserie e dalle emarginazioni.  In quel tempo l’idea del grande documento verde dei diritti dell’uomo nell’era delle masse fermentava nella sua mente e nel suo cuore, era oggetto di profonde e serene discussioni e dibattiti nelle menti degli intellettuali, professori universitari e membri dei congressi e dei comitati popolari.

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