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Posts Tagged ‘popolarità’

La popolarità di Mélenchon continua a crescere a vista d’occhio nella corsa presidenziale francese

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 aprile 2017

Luc MélenchonLa trasmissione interattiva in 3D e in tempo reale in diverse località del 18 aprile è stata preceduta dall’acclamatissimo “Doppio comizio” di Lione e Parigi del 5 febbraio, quando Mélenchon era apparso in versione ologramma. Benché agli inizi fosse ritenuto l’outsider di queste presidenziali, questa campagna strabiliante ha dato a Mélenchon quell’impulso che nelle scorse settimane gli ha consentito di guadagnare rapidamente 19 punti in un mese, e lo ha portato per la prima volta molto vicino ai due principali candidati, Emmanuel Macron e Marine Le Pen.L’ultimo utilizzo da parte di Mélenchon della tecnologia Musion Eyeliner™ gli ha consentito di raggiungere un vasto pubblico anche dal punto di vista geografico, infatti ha presenziato fisicamente a un raduno pubblico a Digione e, in versione ologramma, è apparso in live streaming in altre cinque città francesi: Clermont-Ferrand, Grenoble, Montpellier, Nancy, Nantes, e sull’isola di La Reunion nell’Oceano Indiano.La singolare trasmissione politica di Mélenchon in versione ologramma in tempo reale è stata un evento senza precedenti al mondo.LaForceDuPeople ha iniziato a fare tendenza subito dopo che, dal suo account ufficiale di Twitter, Mélenchon aveva annunciato che 65.000 persone stavano seguendo l’evento live su Facebook e Twitter.Ian O’Connell, Direttore di Musion Events Limited, ha dichiarato: “Il successo del primo Doppio comizio e l’ascesa della popolarità di Jean-Luc Mélenchon ha portato a questa entusiasmante prima mondiale. Le nostre tecniche brevettate, implementate correttamente dai nostri partner francesi Videlio e Adrenaline, danno la chiarezza, la stabilità e la dimensione necessarie per un evento così ambizioso. Siamo orgogliosi del nostro ruolo in questa entusiasmante campagna elettorale”.Il know-how della tecnologia brevettata di proiezione olografica utilizzato per l’acquisizione dell’ologramma e la Lamina brevettata Eyeliner™, ignifuga e invisibile a occhio nudo, impiegate per questo evento, sono stati forniti da Musion Events Limited in collaborazione con il partner licenziatario Adrenaline Studio. Della fornitura tecnica per l’evento si sono occupati i project manager di Videlio, azienda francese leader nel settore della produzione di eventi e audiovisivi. Insieme, i tre team hanno creato per la campagna di Mélenchon un trampolino di lancio politico che gli permetterà di guadagnare ulteriori posizioni su diversi social media.Musion Events è leader nello sviluppo, nella commercializzazione, produzione e trasmissione di spettacoli video olografici in 3D interattivi, a grandezza naturale e incredibilmente realistici.Le tecnologie 3D brevettate da Musion consentono ai suoi clienti di creare presentazioni multimediali coinvolgenti e spettacolari per mezzo di ologrammi tridimensionali talmente reali da essere virtualmente indistinguibili dai presentatori o dagli artisti in carne e ossa. La telepresenza immersiva di Musion rende possibile la trasmissione simultanea in diversi luoghi del mondo di eventi olografici, a cui presenziano VIP in carne e ossa o in versione digitale. Questa innovazione spalanca le porte di un nuovo settore del digitale ricco di opportunità, per la creazione di qualcosa di nuovo a livello digitale di cui il pubblico avverte il bisogno. Tra le celebrità che sono apparse fisicamente o mediante telepresenza olografica in 3D pre-registrata da Musion ricordiamo: Sua Altezza Reale il Principe Carlo, Tupac, Sir Richard Branson, David Beckham e Madonna. (foto: luc Mélenchon)

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Susy Fuccillo in Rai con Carlo Conti

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

E’ diventata una grande professionista in tre anni di lavoro e grazie ad una crescente popolarità che ne fa uno dei personaggi più noti di ‘Amici’ di Maria De Filippi , ‘la più bella di Amici di sempre’, l’incantevole Susy Fuccillo è  ora nel cast de ‘I Migliori Anni’ di Carlo Conti, come ballerina.
Sul sito del fotografo, http://www.albertomagliozzi.com, Susy si destreggia in tutta le sua incredibile carica sensuale, tra dive consumate come Mirina Trevisan e Stefania Orlando, Eva Henger e la stessa Arcuri.
Gli ultimi tre anni per Susy sono stati fondamentali: ‘Tre anni meravigliosi. Ho lavorato tanto. Centinaia di serate ed eventi. Un calendario di grande successo internazionale ‘Angeli 2009′ dedicato all’attrice Lucia Bose’. Due premi come ballerina dell’anno a Sanremo per ‘Danzare per laVita-Unicef’ di Deyla e Tony Del Core, tanto teatro da attrice e ballerina con Portamitanterose.it di Maurizio Costanzo e Natale al Reality. Un’esperienza teatrale come ballerina con ‘I Ditelo Voi’ di Colorado. E poi questo prestigioso lavoro fotografico ‘Italian Beauty for Haiti’ con il grande Alberto Magliozzi, un fotografo che mi ha fatta sentire protetta ed amata. Abbiamo girato nell’incantevole Sabaudia presso il complesso ‘Oasi di Kufra’, sotto Natale, in un’atmosfera da sogno (fonte Press Office Daniela Lombardi 3)

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Alla ricerca di una “tregua d’armi”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2010

Perduta la battaglia sulla credibilità personale, documentata dal crollo verticale della fiducia e della popolarità presso gli elettori, il presidente del consiglio cerca una tregua d’armi, per evitare un possibile scontro diretto che segnerebbe definitivamente la sua fine personale, coincidente con la fine del berlusconismo, del PdL, dell’economia della finanza, della mortificazione del lavoro, del capitalismo senza capitali, delle scalate abusive, delle cordate finanziate con denaro pubblico, delle apparenze che coprono con un sottile velo pietoso il disastro provocato da 15 interminabili anni di soprusi e di leggi ad personam, di progetti di grandi opere utili solo alle varie mafie colluse.
Lo scontro si profila nei prossimi giorni. Le affermazioni a garanzia che la crisi è finita e si trova alle nostre spalle, si dovranno confrontare con la realtà delle fabbriche costrette a non riaprire i battenti e conseguente perdita di posti di lavoro, ulteriore crollo del PIL, ennesimo aumento del debito pubblico, il tutto condito con il rinnovo dei contratti di lavoro della PA che già preannuncia un autunno caldo o caldissimo. Il vero nodo gordiano che vorrebbe dirimere lo coinvolge personalmente con l’attesa pronuncia della Consulta sulla costituzionalità sulla legittimità dell’impedimento, alla quale tiene molto più che alla ricostruzione in Abruzzo, più che alla chiusura delle fabbriche, più che alla perdita dei posti di lavoro, più che al crollo del PIL,  più che all’aumento del debito pubblico e al moltiplicarsi dell’evasione fiscale. La ricerca della “pace sociale”, sotto forma di tregua d’armi, ma solo unilaterale, si tradurrebbe in due ipotesi possibili:
a)  attribuire alle opposizioni la responsabilità dei suoi fallimenti, provocati dal diffuso panico del quale ha da sempre accusato gli analisti della crisi, alternativi al suo invito ai consumi che, da soli, avrebbero risolto il problema della economia di mercato;
b) condividere con le opposizioni e le parti sociali le sue responsabilità, al solo scopo di salvaguardare la sua persona e le posizioni arbitrariamente conquistate nell’ordine dell’interesse privato.
Oggi come non mai torna perentorio l’invito di Borrelli: “resistere, resistere, resistere”: il re è nudo e sconfitto, la tregua d’armi serve solo a lui per salvare il salvabile del suo privato interesse; anche nella sua stessa maggioranza è atteso l’irrigidimento delle posizioni a contrasto, per risolvere definitivamente il problema a monte, per trasformare l’invito “se ne deve andare” in un perentorio “deve essere cacciato”. (Rosario Amico Roxas)

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La stabilità instabile della centralità democristiana

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2009

Gli storici, non tanto di oggi, ma di certo quelli che si formeranno fra 10 ed anche 30 anni avranno la possibilità di esprimere un giudizio più ponderato su ciò che ha rappresentato negli anni postbellici della seconda guerra mondiale la Dc per gli italiani  e, soprattutto, la sua centralità e se essa si può definire una necessità imprescindibile del sistema politico di ieri come lo può essere oggi e, probabilmente, anche un domani. La Dc, è bene ricordarlo, ha avuto un momento di grande popolarità con le elezioni politiche del 1948 ma anche un severo ridimensionamento nelle successive del 1953. In questi cinque anni cosa può essere cambiato nell’elettorato nazionale da spostare in misura significativa l’asse della bilancia verso le opposizioni? Di certo la maggiore consapevolezza di una svolta epocale tra l’Italia monarchica e costituzionale prima e quella fascista poi. Siamo entrati in un’area di maggiore consapevolezza sociale e dei diritti umani che non si appagava solo delle promesse ma attendeva risultati. Ma per il partito dei cattolici stava giungendo anche un’altra stagione: quella di un elettorato più votato al laicismo pur senza abbandonare del tutto la sua radice confessionale. E il tutto si è incrociato tra la scelta e l’ambizione dell’uomo e al suo attaccamento al potere. Fu il tempo, è bene ricordarlo, in cui Rossetti lasciava il partito e la politica mentre Fanfani scelse di restare aumentando il suo impegno. La Pira e Fanfani avvertirono che non si doveva abbandonare la lotta. Ma dietro l’angolo vi era anche una profonda sofferenza della Chiesa e che si riverberò con le conseguenze del Vaticano II e sulle quali si interrogarono sia Fanfani sia Rumor (ricordiamo il Congresso DC del 1964) ed ancora al convegno di Lucca sui tempi nuovi della cristianità nel 1967 con la bella relazione di Gabriele De Rosa. In altri termini si avvertiva un profondo cambiamento sociale, culturale e persino antropologico, prima che politico. E questa consapevolezza non tradotta da subito in un messaggio politico chiaro e lineare nei fatti è stata la conseguenza diretta di una più profonda crisi dell’intero sistema politico italiano che come tutti noi sappiamo era bloccato da ragioni di politica internazionale e tale alibi servì più per frenare il progresso che per stimolarne la crescita.  Da qui una crisi del partito della Dc dalla quale non trovò di meglio per sottrarsene che deciderne lo scioglimento nel 1994. (da un saggio di Riccardo Alfonso: “Le memorie della storia”)

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