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Posts Tagged ‘popolazione mondiale’

La popolazione mondiale e i mutamenti del pensiero logico

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Ciò che appariva logico in passato, in fatto di popolazione e di credo religioso, oggi non lo è più. Pensiamo alla proliferazione delle nascite. Le conseguenze gravi che derivano ci fanno, probabilmente, comprendere meglio del perché, ad esempio, nel 13° o 14° secolo si dovevano fare le “guerre sante” per uccidere i barbari ed i miscredenti anche se tali infedeli in realtà esprimevano la loro religiosità in nome di una fede altrettanto rispettabile rispetto a quella dei loro detrattori. E il XX secolo non è da meno se constatiamo i danni provocati dagli “integralismi” religiosi che si traducono facilmente in odi razziali e accesi e irragionevoli fanatismi. E se la terra si metteva a ruotare su se stessa diventava un altro delitto contro la lesa maestà di un creato modellato secondo tradizioni empiriche pianificate per diventare immutabili in ogni epoca e in ogni cultura.Oggi ci troviamo a che fare con l’ingegneria genetica, il culto di una natività pianificata e perfetta dove non è permesso l’accesso all’handicappato o al ritardato mentale. Dovremmo anche in questo caso prendere per buoni gli aspetti esaltanti di queste scelte tecnologiche nell’impianto dei soggetti umani e non intravederne solo e comunque i pericoli e le insidie. Essi, ovviamente, non mancano, ma non è certo in una acritica ripulsa che si fa cultura e si scelgono le strade del nostro divenire.A questo riguardo ci sembra opportuno richiamare l’attenzione del lettore sulle iniziative condotte dalla Fondazione Lanza di Padova indirizzate alla ricerca di un confronto interdisciplinare sui principi conduttori che regolano i rapporti interumani dagli antichi paradigmi filosofici, e la loro costellazione classica, a quelli odierni con l’avvento della tecnologia e le sue applicazioni ai confini della vita e della morte. Si tratta anzitutto di processi dinamici, se stiamo alle parole del prof. Corrado Viafora coordinatore del progetto Etico della Fondazione, dove i confini consueti della nascita e della morte subiscono una diluizione, se non una indeterminazione. Sembra proprio che quanto più la medicalizzazione si impossessa dei limiti dell’esistenza, tanto più quei limiti tendono a divenire incerti. Non ultimo è il paradosso di un “progresso scientifico – osserva Giancarlo Zizola – che rischia nella secolarizzazione estrema del nascere e del morire, di smarrire il significato ontologico, ma anche l’anagrafe obiettiva.” Dobbiamo arguire che la qualità della persona può essere riconosciuta solo per l’autocoscienza di cui è dotata, per la razionalità e per un minimo senso di moralità, insomma per l’autonomia. E poiché non tutti gli esseri umani sono autocoscienti, razionali e capaci di concepire la possibilità di biasimare e di lodare, la conclusione è che i feti, i neonati, i ritardati mentali gravi e coloro che sono in coma senza speranza costituiscono esempi di non persone umane.
Il rischio che ne deriva l’ha tracciato il teologo Francesco Compagnoni osservando che in questa misura noi costruiamo un modello di società “dominata solo dai più forti, scaltri, intelligenti, astuti, magari coalizzati in una specie di mafia eugenetica. E’ gente che accetta un neonato e scarica il nonno in una casa di cura per lungo degenti dichiarandolo non più persona”. Ma è anche un presente e un futuro che si abbevera nel passato sia pure riscrivendolo secondo i canoni delle nostre convenienze. Non ci hanno insegnato, ad esempio, gli spartani che i figli generati male andassero gettati in un dirupo dal sommo di una montagna? Ed ancora che il ramo cadetto, di una numerosa famiglia nobile, venisse sterilizzato attraverso una obbligata vocazione religiosa? Due facce, una crudele e l’altra ipocrita, per assicurare un avvenire a danno degli altri. E la logica dei trapianti, se esasperata, ci porta ad analoghe, sconsiderate prestazioni, dove si mutilano e si uccidono “ragazzi di strada” ritenuti dalla società ingombranti e fonte di turbativa dell’ordine pubblico, per assicurare qualche anno di vita in più al benestante. Anche in questo caso ci troviamo davanti a delle scelte fondamentali proprio perché la tecnologia ha permesso miracoli di questo genere.
Si possono, infatti, sostituire integralmente le funzioni cardiorespiratorie, quelle omeostatiche del tronco encefalico e molte altre ancora assicurando il funzionamento dell’organismo come un tutto, anche dopo la distruzione dell’encefalo. Nonostante ciò la morte della persona non verrà mai impedita, essa resta solo una questione di….. tempo! La bioetica vorrebbe a questo punto stemperare le azioni dell’uomo davanti a situazioni contingenti anticipandole il più possibile per cercare di prevederle e scongiurarle. Il progresso, dunque, tende a queste finalità. Nello stesso tempo siamo indotti a porci problemi in modo diverso rispetto alla tradizione. Osservava a questo riguardo il prof. Sebastiano Maffettone, bioetico di chiara fama internazionale, che “Come risultato delle nuove ricerche sugli embrioni potremo raggiungere traguardi impensati: coppie non fertili potranno avere figli e qualcuno di noi sarà curato con l’uso di tessuti prenatali.” Ma operare sugli embrioni implica però decidere di sacrificarne alcuni. E’ moralmente lecito farlo e fin dove? Parlare in questa circostanza di bioetica significa fissare i limiti entro i quali essa deve muoversi. Si deve, ad esempio, dare risalto ai casi di “frontiera” nella fissazione dei codici genetici e del loro uso strumentale oppure limitarsi ad affrontare i problemi più generali come la prevenzione e le condizioni del malato negli ospedali? Sono interrogativi che implicano, senza meno, una risposta etica che esce dai ristretti ambiti delle rispettive coscienze professionali degli addetti ai lavori e diventa costume di vita e di civiltà per l’intera umanità. Ma non sono le sole frontiere che possono essere attraversate o meno dall’uomo. Pensiamo più in generale all’evoluzione scientifica dettata dall’accresciuto potenziale tecnologico che di continuo perfezioniamo ed affiniamo. (Riccardo Alfonso)

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Agenda del Messico per la riduzione della povertà rurale

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 novembre 2017

messicoGilbert F. Houngbo, presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), il 24 novembre incontrerà alti funzionari del governo messicano per discutere del sostegno dell’IFAD all’agenda programmatica del Messico per la riduzione della povertà rurale e delle varie fasi del cammino da percorrere per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030. È la prima visita ufficiale in Messico di Houngbo, da quando ha assunto la carica di presidente del Fondo ad aprile di quest’anno, e questa missione, parte di un viaggio più ampio nella regione dell’America Latina e dei Caraibi, con tappe in Argentina, Brasile e Repubblica Dominicana, sottolinea l’importanza del ruolo che l’IFAD – un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite – può avere nei paesi a reddito medio-alto.“Il Messico e l’IFAD hanno costruito un partenariato solido, nel corso degli anni, aiutando le popolazioni rurali più povere a partecipare più attivamente all’economia rurale. I progetti sostenuti dall’IFAD mettono gli abitanti delle aree rurali in contatto con mercati e servizi. Operano per trasformare la struttura economica e sociale delle comunità rurali e per promuovere l’inclusione. Si tratta di un’agenda che stiamo cercando di riprodurre su scala più ampia in tutta la regione latinoamericana, attraverso prestiti per finanziare investimenti e donazioni destinate alla ricerca applicata e al dialogo sulle politiche”, ha dichiarato Houngbo.L’IFAD ha con il Messico una collaborazione di lunga data e di recente ha appoggiato l’agenda programmatica del paese a favore dell’inclusione produttiva, incentrata su programmi di protezione sociale per i più poveri, in particolare trasferimenti condizionati di contante. Attualmente, l’IFAD si sta avvalendo dell’esperienza del Messico come modello di approccio innovativo per l’intera regione. Nel corso degli anni, il ruolo del Messico nella cooperazione internazionale allo sviluppo è andato evolvendosi, nel doppio ruolo di beneficiario di assistenza e di donatore. Durante la sua visita, Houngbo incontrerà Miguel Ruiz Cabañas, Sottosegretario per gli Affari multilaterali e i Diritti umani, per discutere con lui di una prossima valutazione del Programma di opportunità strategiche dell’IFAD nel paese, che sarà condotta dall’Ufficio Indipendente di Valutazione dell’IFAD nel 2018. Durante l’incontro, si parlerà anche della partecipazione attiva del Messico a iniziative di cooperazione Sud-Sud e triangolare.Houngbo incontrerà anche alti funzionari della Segreteria delle Finanze e del Credito pubblico, per valutare il ruolo dell’IFAD come istituzione finanziaria internazionale con il mandato di combattere la povertà rurale.In un incontro con Luis Enrique Miranda Nava, Segretario per lo Sviluppo Sociale (SEDESOL), Houngbo discuterà di un prossimo progetto finanziato dall’IFAD, incentrato sull’economia sociale e sull’inclusione produttiva, la cui esecuzione sarà affidata all’Istituto Nazionale di Economia Sociale (INAES), diretto da Narcedalia Ramírez. Da questo progetto trarranno particolare beneficio le popolazioni di Guerrero, Oxaca, Puebla e Chiapas, stati gravemente colpiti dagli uragani e dai terremoti che si sono abbattuti sul paese nei mesi scorsi.Il sostegno che i paesi richiedono per raggiungere i loro obiettivi di sviluppo spesso va oltre i finanziamenti e comprende assistenza tecnica, competenze per la definizione delle politiche pubbliche, capacità analitiche e servizi di consulenza. A tale proposito, Houngbo incontrerà José Calzada, Segretario dell’Agricoltura, dell’Allevamento, dello Sviluppo rurale, della Pesca e dell’Alimentazione (SAGARPA) per discutere del ruolo dell’IFAD nel ridurre le diseguaglianze tra gradi diversi di sviluppo nelle aree rurali e nell’aiutare i piccoli agricoltori ad aumentare le loro capacità di resilienza nei confronti del cambiamento climatico.
Dal 1980, l’IFAD ha finanziato in Messico, per un valore complessivo di 185,2 milioni di dollari, 10 programmi e progetti di sviluppo rurale, a beneficio di 143.205 famiglie.

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Giornata mondiale dell’acqua 2009

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2009

22 marzo 2009 – Nella Giornata mondiale dell’acqua 2009 viene lanciato un appello per un’azione collettiva per affrontare il problema dell’accesso all’acqua potabile e per la condivisione delle risorse idriche. Il tema di quest’anno – le acque transfrontaliere – mira ad accrescere la comprensione a livello mondiale delle necessità di gestire le risorse idriche in modo integrato.   “La buona notizia – ha detto il Presidente dell’UNICEF Italia Vincenzo Spadafora –  è che l’87% della popolazione mondiale, cioè circa 5,7 miliardi di persone nel mondo, sta oggi utilizzando acqua potabile proveniente da fonti migliorate. Tuttavia, ci deve far riflettere il fatto che al mondo più di 125 milioni di bambini sotto i cinque anni di età vivono in famiglie senza accesso ad acqua potabile. Un numero ancora maggiore di persone si trova senza servizi igienici, un totale di 2,5 miliardi di persone nel mondo, e questo mette a repentaglio la loro salute e la qualità delle acque di cui si servono”.   L’UNICEF sostiene programmi per acqua, servizi sanitari e igiene (WASH) in oltre 90 paesi in tutto il mondo, con una particolare attenzione per gli interventi semplici, economici e accessibili a livello di comunità e famiglie. I programmi UNICEF WASH si concentrano sullo sviluppo sostenibile, soluzioni a lungo termine attraverso l’utilizzo di tecnologie a basso costo come la raccolta di acqua piovana, latrine igieniche e la promozione di semplici prassi a livello familiare come il lavaggio delle mani con sapone e il trattamento dell’acqua potabile.  L’UNICEF riconosce l’importanza degli effetti del cambiamento climatico su risorse idriche, servizi sanitari e igiene. Proteggere i bambini più vulnerabili del mondo non sarà possibile senza misure adatte e specifiche per proteggere dalle conseguenze del cambiamento climatico, compresi adeguamenti nelle modalità di utilizzo delle risorse idriche e nella progettazione dei servizi igienici.

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