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Posts Tagged ‘Pordenone’

Treno storico a vapore viaggia alla scoperta della città

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 maggio 2019

Pordenone da scoprire foto Renzo Daneluzzipordenone Alfio e FioccoPordenone Sabato 18 maggio ci sarà la possibilità di scoprire le meraviglie storico, culturali e naturalistiche della città di Pordenone, con il treno storico a vapore con carrozze degli anni Venti “Centoporte”, nell’ambito del programma dei treni storici realizzati da Fondazione Fs e Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Il programma è stato illustrato questa mattina a Trieste dall’assessora Guglielmina Cucci durante la presentazione dell’iniziativa alla stampa. “Il turismo slow , esperienziale ed emozionale, che caratterizza l’iniziativa dei Treni storici – afferma l’assessora – corrisponde alla nostra idea di di turismo per la città e il territorio contermini al quale stiamo lavorando in sinergia con tutti gli stakeholder. Per questo abbiamo aderito con entusiasmo e siamo pronti a sfidare il maltempo in agguato con una proposta molto ricca e diversificata. I viaggiatori infatti, non solo avranno un programma di visite dedicato, ma troveranno in più anche le iniziative della manifestazione #Pordenoneviaggia. Abbiamo scelto la data di sabato 18 maggio, anche perché giornata che in città ospita diverse manifestazioni come Fiori a Pordenone, Musicainfiore, Idee che divertono (con la conferenza di Adrian Fartade), Primavera in piazza e Naso rosso (con iniziative per bambini e famiglie). In questo modo i visitatori potranno apprezzare il brio e il fermento di una città vivace e dinamica, ma sempre a misura di persona”.
treno a vapore 2I viaggiatori che saliranno alle stazioni di Trieste (8.30), Monfalcone (9.26), Gorizia (10.04) e Udine (10.50) a Pordenone troveranno un programma di visite a loro dedicato con possibilità di scegliere diverse attività. Durante il viaggio in treno verranno date informazioni e approfondimenti di storia, tecnica e cultura ferroviaria da parte di componenti dell’Associazione Museo-Stazione Trieste Campo Marzio, mentre l’intrattenimento musicale itinerante sarà a cura di Pablo Despeyroux, chitarra e Piero Cozzi, sax, che proporranno musica spagnola e brasiliana, tango e temi Manouche.
Dopo l’accoglienza in stazione con un’esibizione della scuola di Tango Argentino Alma Negra Tango Club diretta da Chiara Del Savio, i viaggiatori potranno gustare un aperitivo/degustazione nel Chiostro dell’ex Convento S. Francesco. Anche qui la musica farà da cornice con il blues di Noiduo (Alberto Celia & Martina Dal Cin). Rimando in tema di sapori dalle 13 alle 14 si potranno gustare le proposte Streed Food – specialità provenienti da diverse parti del mondo – al Parco IV Novembre oppure scegliere fra i locali cittadini convenzionati che, esibendo il biglietto di viaggio, proporranno una scontistica dedicata. Alle 14 avranno inizio le visite guidate a due luoghi simbolo di cultura, spettacolo e arte: il moderno Teatro comunale Giuseppe Verdi o il Museo civico d’Arte con sede nell’antico palazzo Ricchieri.Dalle 15 alle 16/16.15 con partenza dalla Loggia del Municipio, ci sarà una visita guidata alla Città in collaborazione con Rotary Pordenone.
treno a vapore 5.jpgDalle 16 alle 17.15 si potrà visitare la mostra Femmes 1900 in Galleria Harry Bertoia (con ingresso ridotto a 5 €) dedicata alla donna Art Nouveau. Chi lo desidera potrà usufruire anche degli appuntamenti organizzati da #pordenoneviaggia, come la visita naturalistica negli ambiti verdi del Noncello con l’asino Fiocco (una vera celebrità) e le escursioni sul fiume. E per chi sceglierà lo shopping i negozi convenzionati con la Fiera (elenco consultabile su http://www.sviluppoeterritorio.it) offriranno le stesse agevolazioni anche ai viaggiatori del treno storico. Ma non solo. I visitatori potranno assaporare l’atmosfera di una città briosa e vivace, che proprio sabato 18 maggio ha un ricco carnet di manifestazioni in calendario: Fiori a Pordenone (mostra mercato di fiori, piante, semi e bulbi che adornerà il centro storico di colori e profumi); la Giornata del naso rosso a cura di vipclaunando che vivacizzerà piazza XX Settembre con attività adatte alle famiglie (giochi, balli, truccabimbi e mercatino); Musicainfiore, concerto al Paff in occasione dei “Giardini aperti in Friuli Venezia Giulia” (ore 16), con possibilità di visitare nel Parco Galvani il Mira, Museo itinerario della Rosa Antica; Idee che divertono, evento sempre al Paff!, dedicato al divertimento intelligente (alle 15.30 in particolare ci sarà la conferenza Back to the Moon Scienza e fantascienza della colonizzazione spaziale di Adrian Fartade), Primavera in piazza XX Settembre (laboratorio alle 16 per creare giochi con materiali di riciclo, al coperto in caso di maltempo). Tutte le informazioni dettagliate sono reperibili sul sito del Comune di Pordenone e sul sito Fondazione Fs. (by Clelia Delponte) (tutte le foto copyright Renzo Daneluzzi, Elio e Stefano Ciol e firmate)

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Gemellaggio Pordenone-Poprad (Sk) nel segno di Slow Food

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 dicembre 2018

Un gemellaggio a tutta Slow Food, tra il Comune di Pordenone e la città slovacca di Poprad, basato sull’amicizia e la collaborazione consolidate dalla Condotta del Pordenonese di Slow Food e quella dei monti Tatra, ai cui piedi si estende la cittadina. Se il primo incontro ufficiale, con i delegati della condotta Slow Food e del Comune di Pordenone e in particolare l’assessore al turismo di Pordenone Guglielmina Cucci, si è tenuto a Poprad in ottobre, nei giorni scorsi la visita è stata ricambiata nella città del Noncello, dove è stata accolta la delegazione slovacca con il consigliere comunale incaricato Josefa Kosickeho e il fiduciario Slow Food Ladislav Racek. Gli ospiti sono stati accolti assaggiando le preparazioni speciali del “cuoco dell’alleanza” Federico Mariutti e del ristorante da Afro, quindi si sono tenuti tutti gli incontri istituzionali, a partire da una tavola rotonda realizzata in comune a Pordenone anche con una rappresentanza imprenditoriale e dei responsabili Cciaa e Ascom, del Consorzio Pordenone with love, Federalberghi e Rotary Club Pordenone. Una tavola rotonda che si è posta temi e obiettivi molto concreti, per il miglior scambio di progetti promozione turistica e promozione dei prodotti di entrambi i territori. Quindi si sono tenute visite guidate alla città e ad alcune imprese agroalimentari simbolo, quali la storica Distilleria Pagura di Cusano di Zoppola e la cantina Borgo delle Oche, e alla prestigiosa Scuola mosaicisti di Spilimbergo. Oltre all’assessore Cucci, una delle persone grazie a cui si è realizzato il gemellaggio, c’erano anche i referenti Slow Food, nonché Giacomo Urban, sindaco di Tramonti di Sopra, Gianpaolo Bidoli, ex sindaco di Tramonti di Sotto e consigliere regionale, e Anna Bidoli assessore del Comune di Spilmbergo.

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Primo Project Steering Committe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

Pordenone. Giovedì 7 giugno, presso la sede dell’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Pordenone Concentro, si terrà l’incontro di progetto ed il primo Project Steering Committee fra i partner del progetto BEAT. Il progetto intende rafforzare l’innovazione e la cooperazione fra le imprese e i centri di ricerca operanti nell’area di programma Interreg V Italia-Croazia 2014-2020. In particolare BEAT punta a stimolare lo sviluppo della creazione di un cluster transfrontaliero nelle tecnologie della Blue Economy, comprendente il settore della cantieristica nautica, e migliorare la competenza delle imprese nell’innovazione ed organizzazione dei processi manageriali interni.L’importanza dell’innovazione per la competitività delle imprese è imprescindibile. Ma l’attitudine all’innovazione non si genera automaticamente, richiede un appropriato clima aziendale nel quale formarsi e crescere, oltre ovviamente a uno stile di direzione adeguato che incoraggi le persone a contribuire con le proprie idee. Spesso, anche se in maniera inconsapevole, le imprese commettono errori nel gestire il clima aziendale generando noia e senso di frustrazione nei collaboratori.L’attività del progetto BEAT prevede il coinvolgimento di 30 imprese (20 italiane e 10 croate) nella valutazione della situazione aziendale. In particolare l’obiettivo del servizio “Misurazione e benchmarking della capacità innovativa dell’azienda”, offerto da BEAT alle imprese, è quello di aiutare le aziende a gestire meglio il clima e l’attitudine all’innovazione. Ricercatori dell’Università degli Studi di Trieste, Università di Padova e Centro di Trasferimento Tecnologico dell’Università di Fiume si confronteranno direttamente con le aziende raccogliendo dati dai dipendenti e forniranno ai partecipanti un report di benchmarking unito a qualche suggerimento pratico. Grazie ai risultati raccolti, le imprese avranno la possibilità di capire quali sono i problemi principali che le affliggono e comparare i risultati ottenuti con quelli di aziende a loro simili.

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Sottoscritto a Pordenone un protocollo tra sette università ed enti di ricerca Viticoltura

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

enotrendRinnovo della piattaforma varietale e del miglioramento delle tecniche di coltivazione della vite, con l’obiettivo primario di migliorare la sostenibilità della viticoltura dal punto di vista ambientale, economico e sociale. È questo l’obiettivo dell’accordo sottoscritto dalle Università degli studi di Padova, Verona e Udine, la Libera Università di Bolzano, l’IGA Udine, la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige e il CREA Viticoltura ed Enologia di Conegliano. Il protocollo, firmato il 14 dicembre a Pordenone, nell’ambito di Expo Rive 2017, il Salone internazionale dedicato alla viticoltura e all’enologia, è preliminare ad una raccolta di fondi che vedrà tutti gli stakehoder, pubblici e privati, coinvolti nel finanziamento di un piano di lavoro di durata almeno quinquennale. Con questa firma, le università e gli enti di ricerca sulla vite e sul vino del Triveneto hanno dichiarato il loro comune impegno verso lo sviluppo di un progetto di ricerca dal titolo “Viticoltura 4.0”. Le 7 istituzioni rappresentano eccellenze a livello nazionale ed internazionale che hanno già dato importanti contributi nella ricerca in viticoltura che si sono anche già tradotti in applicazioni con un notevole impatto sul settore vitivinicolo del Triveneto e nazionale. Dieci anni dopo l’importante risultato ottenuto dalla ricerca italiana con il sequenziamento del genoma della vite, che ha visto protagonisti i “magnifici 7” della ricerca, questo accordo rappresenta un’altra pietra miliare su cui costruire il futuro della viticoltura. Lavorare da ora in poi congiuntamente su questi temi di ricerca consentirà di mettere a fattor comune risorse intellettuali e strumentali e grazie a ciò accelerare il processo di trasferimento dei risultati della ricerca dai laboratori ai vigneti con benefici per i viticoltori, per i consumatori e per l’ambiente. (foto:enotrend)

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Mostra elettromesticità

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2016

allestimento-fotograficoPordenone Galleria Harry Bertoia 10 settembre 2016 – 22 gennaio 2017 inaugurazione: sabato 10 settembre ore 18.00. Nell’ambito del centenario Zanussi Electrolux, il fulcro delle iniziative predisposte dal Comune di Pordenone assieme a Electrolux – col patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e del Ministero dello Sviluppo Economico e col sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Pordenone, Unione Industriali di Pordenone e FriulAdria Crédit Agricole – è costituito dalla mostra Elettrodomesticità. Design e innovazione nel Nord Est da Zanussi a Electrolux.
L’esposizione – curata da Angelo Bertani con la collaborazione di Roberto Pezzetta, direttore dell’Ufficio Disegno Industriale di Zanussi dal 1982 e poi direttore creativo del Gruppo Electrolux fino al 2005 – è incentrata sul disegno industriale e sui fattori di innovazione, di funzionalità e di estetica che esso ha saputo esprimere, e rappresenta un’indagine che considera al tempo stesso aspetti storici, sociologici, progettuali ed estetici: un vero e proprio viaggio che parte dalla presentazione del prodotto per arrivare, attraverso la progettazione, al fulcro della sua nascita, dall’idea iniziale alla sua concretizzazione. Seguire l’evoluzione nel tempo dei diversi aspetti peculiari di un prodotto di massa come l’elettrodomestico, diffuso in tutte le case, ci permette così di cogliere pure i segni di un’epoca, del gusto e della concezione del vivere sociale, oltre che di una precisa visione industriale. Nei due piani della Galleria Harry Bertoia verrà esposta una selezione dei prodotti più significativi (compresi alcuni prototipi) realizzati dalla Zanussi a partire dalla sua fondazione (1916) fino alla sua confluenza nel Gruppo Electrolux (1984) per arrivare ai nostri giorni.
Oltre a quelli storici realizzati nella prima metà del ‘900, saranno presentati i prodotti disegnati da Gino Valle, Gastone Zanello, Andries Van Onck, Roberto Pezzetta e Luigi Molinis: autorevoli designer che di volta in volta hanno caratterizzato con grande originalità il disegno industriale dell’azienda. Grazie all’integrazione tra esigenze tecnico-commerciali e l’estetica, nel corso dei decenni il Gruppo Zanussi prima ed Electrolux dopo hanno saputo esprimere originali contenuti industriali ed estetici, arrivando a livelli di eccellenza in tutti i settori: dalle cucine, alle lavatrici, ai televisori (concepiti quasi come sculture quelli di Molinis), ai frigoriferi, al settore Professional. L’accostamento con i rendering mostra-foto-simonella(provenienti dall’Archivio Electrolux di Porcia e dai Musei Civici di Udine) evidenzia le varie tappe, che dallo schizzo preliminare conducevano al progetto vero e proprio e infine al prodotto finito. In alcuni casi gli elettrodomestici sono affiancati da opere d’arte (la maggior parte delle quali prestate dal Centro Culturale Casa A. Zanussi di Pordenone e dalla Fondazione Concordia 7) con cui si intende mettere in luce il confluire di alcuni elementi della ricerca artistica contemporanea nell’ambito del design industriale. Inoltre una sala è dedicata ai progetti architettonici di Gino Valle, famoso architetto e designer che negli anni ’50 – ’70 lavorò anche per la Zanussi.
Una sezione della mostra non poteva non essere dedicata inoltre alle migliaia e migliaia di operai e impiegati che hanno lavorato nelle aziende del Gruppo Zanussi / Electrolux, contribuendo al suo successo. Così come l’introduzione e la diffusione degli elettrodomestici nelle case ha segnato un cambiamento nell’organizzazione e nell’economia familiare (cambiamento che ha coinvolto in primis la figura femminile), la loro stessa produzione ha accompagnato un importante processo di gino-valle-uffici-zanussitrasformazione sociale. La maggior parte dei lavoratori proveniva infatti dall’ambito agricolo ed essi, passando anche attraverso una fase intermedia che li ha visti nel doppio ruolo di metalmezzadri, furono progressivamente proiettati nella condizione sociale odierna. Un processo di trasformazione rappresentato simbolicamente in mostra da due videoproiezioni fotografiche che evidenziano il passaggio dal lavoro contadino a quello industriale. Un sala, infine, è interamente rivestita da pannelli fotografici con immagini “storiche” rappresentative dei vari aspetti della vita aziendale nei cento anni di riferimento.
In definitiva, così come le altre iniziative collaterali già realizzate o in programma per il centenario – cui hanno preso parte Circolo Anziani del Lavoro Electrolux Zanussi (anche prestatori per la mostra), Università di Udine, I Papu, Associazione Teatro Pordenone, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Pordenone, Circolo della Cultura e delle Arti, Circolo Fotografico La Finestra, Comune di Porcia, Coop Alleanza 3.0, Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone – anche la mostra Elettrodomesticità si muove in parallelo sia sul binario storico, sia su quello dell’attualità, con l’intento di promuovere una corretta analisi dei lasciti positivi di questo significativo ambito di storia industriale e di poterne farne tesoro, oggi e in futuro. Un futuro dove la bellezza dovrà coniugarsi sempre più con la tecnologia, seguendo le nuove frontiere del design, come l’innovazione sociale, nella prospettiva di un futuro sostenibile.
Grazie a un approccio articolato e multidisciplinare – corredano l’esposizione alcune videoproiezioni, un video a carattere storico sulla figura di Lino Zanussi e un video di Electrolux dedicato alla sostenibilità – questa mostra dedicata all’oggetto elettrodomestico assume dunque una molteplicità di valori e significati, che sicuramente ci farà guardare una lavatrice o un frigorifero con occhi diversi. (foto: Allestimento fotografico foto Simonella, mostra foto Simonella, Gino Valle)

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Mostra Luigi Boille: Il segno infinito

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2016

boilleRoma martedì 14 giugno 2016 alle ore 17.30 Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (Viale delle Belle Arti 131) presentazione del catalogo della Mostra Luigi Boille: Il segno infinito che si tiene a Pordenone PArCo – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato Viale Dante, 33 fino al al 2 ottobre 2016 Orari: Mercoledì-sabato: 15.30 – 19.30; domenica: 10.00 – 13.00 e 15.30 – 19.30; Ingresso: Intero € 3,00, ridotto € 1,00.
Luigi Boille, protagonista tra i maggiori dell’Informale europeo, romano d’adozione, e per molti anni vissuto a Parigi, era pordenonese di nascita, e la sua città d’origine gli dedica, a un anno dalla scomparsa, la prima grande retrospettiva (a cura di Silvia Pegoraro). La monografia che documenta l’esposizione verra presentata martedì 14 giugno prossimo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, che conserva nelle sue collezioni alcune opere di Boille: due tele dal titolo Composizione, del 1957, e il grande olio su tela Elementare Complesso, del 1965, esposto in occasione della mostra Palma Bucarelli. Il Museo come Avanguardia, tenutasi alla GNAM nel 2009.
Nel volume, testi di Tullio De Mauro, Angelo Bertani, Antonio Carnevale, Lea Mattarella, Silvia Pegoraro, e dello stesso artista, oltre a una corposa antologia critica, dagli anni ‘50 al 2015.Un’ampia e attenta selezione di opera di Boille, oltre ottanta, è esposta dal 16 aprile al 2 ottobre 2016 alla Galleria d’arte moderna e contemporanea “Armando Pizzinato” (PArCo) di Pordenone, per iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune friulano. La mostra è curata da Silvia Pegoraro. Come ha scritto Giulio Carlo Argan, il segno di Boille “svolgendosi e modulandosi come pura frase pittorica, realizza e comunica uno stato dell’essere, di immunità o distacco o contemplazione“. E fu proprio Argan ad andare a scovarlo nel suo studio parigino, per ricondurlo in Italia, attraverso una serie di rassegne sempre più fitte.Allontanatosi da Pordenone, dove era nato nel 1926, Boille si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove si laurea che in Architettura. Salvo uscirne a scoprire l’Europa. Dopo un soggiorno in Olanda, nel 1951 sceglie Parigi dove resterà per 16 anni. Informale per scelta e per istinto, vicino alle esperienze francesi di quegli anni, Boille si avvicina al gruppo della Jeune Ecole de Paris, con cui espone in numerose collettive in Francia e in Italia. È di questi anni la sua partecipazione a mostre ormai mitiche come l’International Festival Osaka-Tokyo con il gruppo Gutai, a cura di Michel Tapié, La Jeune Ecole de Paris II, a cura di Pierre Restany, e Nuove tendenze dell’arte italiana, a cura di Lionello Venturi, partita dalla Rome-New York Art Foundation di Roma nel 1958 e poi approdata in altre sedi prestigiose. È Michel Tapié che lo accompagna nelle sue ricerche sull’Art autre, apprezza di Boille il dinamismo e l’irrazionalismo permeati da un rigore formale.
Nel 1964 Luigi Boille è invitato da Lawrence Alloway a rappresentare l’Italia, insieme a Capogrossi, Castellani e Fontana, al Guggenheim International Award di New York. Il 1964 è anche l’anno della visita di Giulio Carlo Argan nel suo studio parigino, che portò al rientro dell’artista a Roma e al formarsi di un sodalizio che condusse Boille alla Quadriennale e nel, 1966, alla Biennale di Venezia.
Questa grande mostra retrospettiva di Pordenone si propone come un percorso significativo attraverso l’arte di Luigi Boille: 65 anni di ricerca – dal 1950 al 2015, anno della scomparsa dell’artista – testimoniati da oltre 140 opere (olii e tecniche miste su tela, tempere, grafiche). Tra di esse, molti i lavori inediti o esposti solo in mostre internazionali in anni lontani, e da allora non più visibili, come la grande tela Empreinte structure, realizzata per l’ormai mitico International Festival Osaka/Tokio del 1958, a cura di Michel Tapié e Jiro Yoshihara. L’esposizione è promossa e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pordenone con il patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. http://www.artemodernapordenone.it/parco (foto boille)

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Luigi Boille: Il segno infinito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 aprile 2016

luigi boillePordenone, 16 aprile – 2 ottobre 2016 PArCo – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato. Vernice per la stampa: venerdì 15 aprile alle ore 11.30. (Dal 16 aprile al 2 ottobre 2016 Orari: Da mercoledì a domenica: 15.00 – 19.00; Ingresso: Intero € 3,00, ridotto € 1,00) Romano d’adozione, Luigi Boille, protagonista tra i maggiori dell’Informale europeo, era pordenonese di nascita ed è la sua città d’origine a volergli dedicare la prima grande retrospettiva a pochi mesi dalla sua scomparsa. La mostra è curata da Silvia Pegoraro.Boille è “l’artista che piegò l’Informale a una scrittura calligrafica e che mai si discostò dalla pittura purissima”, annotò Arianna Di Genova in un articolo pubblicato all’indomani della sua scomparsa.
Di lui sottolinea “la pittura seminale alla Michaux, i filamenti di colore che intersecano la superficie e procedono oltre, spinti da forze centrifughe misteriose. E ancora, il guizzo gestuale che riporta tracce, orme, percorsi iniziatici, traiettorie solo in apparenza caotiche ma ben ‘sistemate’ dentro un processo creativo che opera per via di addizioni materiche e non di sottrazioni, riempiendo ogni vuoto”. Come ha scritto Giulio Carlo Argan, il segno di Boille “svolgendosi e modulandosi come pura frase pittorica, realizza e comunica uno stato dell’essere, di immunità o distacco o contemplazione“. E fu proprio Argan ad andare a scovarlo nel suo studio parigino, per ricondurlo in Italia, attraverso una serie di rassegne sempre più fitte. Allontanatosi da Pordenone, dove era nato nel 1926, Boille si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove si laurea anche in Architettura. Salvo uscirne a scoprire l’Europa. Dopo un soggiorno in Olanda, nel 1951 sceglie Parigi dove resterà per 16 anni.
Informale per scelta e per istinto, vicino alle esperienze francesi di quegli anni, Boille si avvicina al gruppo della Jeune Ecole de Paris, con cui espone in numerose collettive in Francia e in Italia. È di questi anni la sua partecipazione a importanti mostre come l’International Festival Osaka-Tokyo con il gruppo Gutai, a cura di Michel Tapié, La Jeune Ecole de Paris II, a cura di Pierre Restany, e Nuove tendenze dell’arte italiana, a cura di Lionello Venturi, partita dalla Rome-New York Art Foundation di Roma nel 1958 e poi approdata in altre sedi prestigiose. È Michel Tapié che lo accompagna nelle sue ricerche sull’Art autre, apprezza di Boille il dinamismo e l’irrazionalismo permeati da un rigore formale. Nel 1964 Luigi Boille è invitato da Lawrence Alloway a rappresentare l’Italia, insieme a Capogrossi, Castellani e Fontana, al Guggenheim International Award di New York. Il 1964 è anche l’anno della visita di Giulio Carlo Argan nel suo studio parigino, che portò al rientro dell’artista a Roma e al formarsi di un sodalizio che condusse Boille alla Quadriennale e nel, 1966, alla Biennale di Venezia. Le innumerevoli mostre personali e collettive a cui ha partecipato in tutta Europa e nel mondo tracciano un profilo di Boille che è quello di uno dei maestri storici della pittura astratto-informale europea, la cui ricerca è sempre originale e stimolante, ma anche fedele a una cifra stilistica ben precisa ed inconfondibile. Come emerge anche dalle parole del critico francese Pierre Restany, che per molti decenni ha seguito il lavoro del pittore italiano: “Boille è l’eroe di un’avventura organica, unitaria, gelosa della sua individualità. (…) il mistero di questa creazione si collega alle leggi segrete che regolano la vita stessa dell’universo. In questa pittura che non ha paura di smarrirsi né di perdersi, l’osservatore ispirato potrà avvertire il richiamo o il passaggio delle forze oscure che animano il mondo. Tali sensazioni sono rare. Più rare ancora sono le opere che ce ne danno il pretesto.” Questa grande mostra retrospettiva di Pordenone si propone come un percorso significativo attraverso l’arte di Luigi Boille: 65 anni di ricerca – dal 1950 al 2015, anno della scomparsa dell’artista – testimoniati da oltre 140 opere (olii e tecniche miste su tela, tempere, grafiche). Tra di esse, molti i lavori inediti o esposti solo in mostre internazionali in anni lontani, e da allora non più visibili, come la grande tela Empreinte structure, realizzata per l’ormai mitico International Festival Osaka/Tokyo del 1958, a cura di Michel Tapié e Jiro Yoshihara.

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Vietnam, partner affidabile e hub ideale per l’area Asean e l’Asia

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 marzo 2012

Il Vietnam ha operatori economici seri e corretti nei rapporti commerciali, è Paese stabile e in grande crescita, hub ottimale per l’accesso all’Asean e, più in generale, al mercato asiatico, esportando praticamente duty free, per esempio, verso Cina, Corea del Sud e Giappone. Con 2500 aziende – e 250 mila occupati – nel settore del legno, il Vietnam è primo esportatore di mobili del sud-est asiatico, pronto per partnership con imprese straniere che gli permettano di migliorare il know-how produttivo, la logistica e i processi d’innovazione. Lo hanno confermato gli interventi di relatori e aziende oggi intervenuti a presentare il Paese asiatico, in Camera di Commercio a Udine, tappa di un ciclo nazionale di seminari che ha visto la presenza del Consigliere Commerciale dell’Ambasciata del Vietnam in Italia, Bui Vuong Anh, accolto dal vicepresidente Cciaa Marco Bruseschi. Un’occasione per gli imprenditori friulani presenti anche per un confronto con gli 11 colleghi vietnamiti che stanno frequentando il master “Production Engineering and Management of Woodworking Industry” a Pordenone. L’appuntamento in Cciaa ha permesso anche di approfondire il progetto per lo sviluppo dei distretti di Pmi del settore in Vietnam, gestito dall’Unido, finanziato dal Ministero degli Esteri e realizzato in Vietnam sempre da Unido con il locale Ministero per la programmazione e gli investimenti. Oltre al legno-arredo, altri due cluster promettenti sono quelli del tessile e del calzaturiero, ha precisato Dino Fortunato di Unido. «Dopo la crisi finanziaria – ha aggiunto il consigliere Bui Vuong Anh – abbiamo recuperato soprattutto grazie alla nostra produzione di mobili in legno e prodotti d’artigianato: il valore delle esportazioni dei settori ha raggiunto una crescita annuale del 20%. I nostri prodotti in legno sono esportati in oltre 120 paesi, per il 44% negli Usa e per il 29% in Ue, nostri mercati riferimento». «Consideriamo il Vietnam il partner istituzionalmente più stabile di un’area strategica, con grandi potenzialità per le nostre aziende», ha precisato Giorgio Simonetto, Direttore Generale di Veneto Innovazione, mentre dopo gli interventi di Enrico Sartor, Direttore del Consorzio Universitario di Pordenone, e di Elisabetta Vignando, Advisor Woodworking Cluster di Unido, significativa è stata la testimonianza di Dario D’Antoni per l’azienda Gervasoni Spa, che ha una trentennale collaborazione con il Vietnam. «Lì – ha confermato – si respirano euforia, entusiasmo, forte dinamismo, così importanti per la piccola impresa, che qui non si respirano più da anni. Considero i vietnamiti molto vicini all’Europa: ciò significa avere relazioni più semplici, ma anche più umane di altri Paesi asiatici». Per il manager di Gervasoni, azienda che, come ha rimarcato, continua a mantenere saldamente la produzione in Friuli collaborando con il Vietnam per alcuni specifici tipi di lavorazioni, non bisogna avere paura di trasferire il know how, perché è ciò che consente la crescita nei rapporti e nell’affidabilità, oltre che nella qualità generale del lavoro. Il Vietnam va poi considerato, come sottolineato anche da Massimo Di Nola, giornalista di Radiocor Il Sole 24 Ore, una piattaforma ideale per arrivare al resto dell’Asia e dell’Asean in particolare. Area, quest’ultima, verso cui l’export dal Fvg, dopo un 2008 e un 2009 difficili, sta crescendo notevolmente: ben dell’11% nel 2010 e di un ulteriore 20% nel 2011.

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