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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

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Trasmissione Porta a Porta: Vespa nella bufera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2016

Bruno VespaIl presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interrogazione al presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, in merito ad alcuni episodi avvenuti durante la puntata speciale del programma “Porta a Porta”, andata in onda su Rai Uno lo scorso 23 giungo per commentare i risultati del referendum sulla Brexit.
“Il conduttore della trasmissione Bruno Vespa – scrive il capogruppo azzurro a Montecitorio – non ha tenuto conto dei princìpi cardine su cui dovrebbe basarsi il servizio pubblico radiotelevisivo, cioè la correttezza, la completezza, l’imparzialità e il pluralismo dell’informazione, e non ha rispettato alcuna deontologia professionale, riguardo agli ospiti politici, presenti in trasmissione”.
“In particolare, il conduttore non ha presentato correttamente il finanziere Davide Serra, omettendo di dichiarare la sua vicinanza al premier Renzi. Ne è scaturito uno scontro nel quale il giornalista Vespa, mancando completamente di rispetto al sottoscritto, ospite della trasmissione, dichiarava quanto segue: ‘Onorevole Brunetta sta impazzendo? Sta parlando una persona, stia al suo posto … lei non ha il diritto…, che titolo ha…, chi è lei per decidere chi parla e chi no…?!’. Il sottoscritto aveva semplicemente rilevato che il conduttore non aveva evidenziato la vicinanza politica al premier Renzi del finanziere Davide Serra (suo finanziatore, relatore in varie edizioni della Leopolda e consulente finanziario molto discusso), chiedendo quindi a Vespa una maggior trasparenza e chiarezza in tal senso, nei confronti del pubblico. Vespa ha ulteriormente replicato, offendendo il sottoscritto e parlando di ‘propaganda politica’, quando invece, il suo comportamento è stato in completa violazione delle più elementari norme proprie della deontologia giornalistica, oltreché del buonsenso”.
“La senatrice Barbara Lezzi del M5S, interrotta nel suo intervento dal direttore del Tg1 Orfeo, lo definiva direttore di Pd1. Orfeo, chiedeva sostanzialmente a Vespa di essere difeso; a quel punto il conduttore si avvicinava alla postazione di Orfeo, affermando, ‘Che devo fare? La prendo a schiaffi?’. Si sono verificati una serie di comportamenti inaccettabili da parte del conduttore, completamente irrispettosi degli ospiti presenti in studio e in violazione dei princìpi, già richiamati, di pluralismo, imparzialità e completezza dell’informazione”.
Il presidente dei deputati azzurri chiede di sapere se i vertici Rai (Campo Dall’Orto e Maggioni) siano a conoscenza dei fatti esposti e se non ritengano urgente fornire gli opportuni chiarimenti circa la gestione della puntata in questione di ‘Porta a Porta’, anche attraverso un’audizione del giornalista Rai Bruno Vespa presso la Commissione parlamentare di vigilanza, organo di controllo del servizio pubblico radiotelevisivo.

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Non siamo ancora un Paese normale

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2011

Italiano: Bruno Vespa alla presentazione del s...

Image via Wikipedia

“Queste son cose che nemmeno Monti potrà riformare. Questo Paese ha odio verso i moderati e l’informazione moderata. Siamo un Paese ideologicamente violento, purtroppo”. Così Bruno Vespa, ospite di “24 Mattino” su Radio 24, reagisce alle polemiche sulla presenza a “Porta a Porta” del premier Mario Monti, alla prima apparizione in un talk-show da quando è premier. “I moderati sono la maggioranza nel Paese, ma l’informazione moderata è in larghissima minoranza – continua Vespa – e si fa questa guerra. Non si capisce perché il presidente del Consiglio non possa venire in una trasmissione nella quale son venuti cinque premier in 16 anni, nella quale ha telefonato il Papa e nella quale lo stesso Monti ha partecipato a settembre con Napolitano”.
Per Vespa le polemiche di questi giorni sono dettate in parte dall’invidia: “Questa componente c’è, la vedo da quando sono nato – ha detto -. Quando scrissi il primo libro di successo a qualche collega venne anche un colpo. Lasciamo stare, dovrei fare il nome di persone che non ci sono più. Ebbi incoraggiamenti per scrivere il primo libro, ma quando scrissi il secondo e vendetti 100mila copie alcuni miei grandi illustri colleghi non apprezzarono molto. Qualcuno arrivò a togliermi il saluto. Qual è stata la mia colpa? Fare un invito, e la colpa di Monti è stata di accettarlo. Io e Mario Monti ci conosciamo da tantissimi anni, è stato ospite varie volte, come tutti si è trovato bene perché a ‘Porta a Porta’ nessuno potrà mai dire di essere stato imbrogliato, di avere avuto trappole o di essere cascato nel fosso, non è un caso che sono venuti tutti”.
Vespa risponde a Corrado Stajano che sul Corriere della Sera ha lanciato un appello a Monti perché rinunci ad apparire stasera in tv: “Corrado Stajano vive ancora nel clima della guerra civile, dunque peggio per lui – ha replicato Vespa -. Perché dovrebbe esserci discontinuità? Se uno dà un’intervista al Corriere della Sera non dà l’intervista a un giornale che esiste da 120 anni? In America i presidenti sono andati nei talk-show con gli stessi conduttori. Jay Leno, che fa un programma da 17 anni come me, ha abbracciato e baciato Obama e applaudiva alle sue battute. Immagini cosa succederebbe in Italia se facessi una cosa del genere. Siamo ipocriti, siamo ideologicamente violenti e questa è una delle anomalie del Paese”.
Vespa ha replicato piccato anche alle accuse di voler proseguire la politica-show, come nel caso della puntata del 2001 in cui Berlusconi firmò il celebre contratto con gli italiani: “Tutti i conduttori avrebbero fatto la fila per farsi firmare il contratto con gli italiani. Fu un colpo giornalistico notevolissimo. C’è bisogno di spiegarlo? Berlusconi aveva deciso di fare un’uscita mediatica e non fu facile convincerlo a farla in seconda serata, invece che in prima. Quella è un’immagine di dieci anni fa, dopo venne Prodi che mi pare non abbia avuto nessun disagio a entrare in uno studio profanato dal contratto con gli italiani. Nello stesso studio facemmo il confronto Prodi-Berlusconi. Se non li ha avuti Prodi questi problemi perché dovrebbe averli un signore garbato come Monti? La discontinuità deve entrare nella testa di certa gente. La politica show – ha proseguito Vespa – nacque nel 1994 con Berlusconi che disse ‘l’Italia è il Paese che amo’, fece un partito in tre mesi, decretò la fine della prima Repubblica. E appena nominato segretario del Pds D’Alema chiamò un istituto di sondaggi, la Swg, per mettersi sulla stessa linea. La Swg lavora dal ’94 con il Pds e le sue successive evoluzioni. Lì è stato il cambio di passo, non nel 2001”.
Infine una replica a chi accusa Vespa di non fare le domande incisive: “Sto sempre aspettando che mi suggeriscano le domande che non ho fatto. La prima domanda che farò a Monti? Non ne ho la più pallida idea, certe volte penso alla prima domanda sulla sigla del programma”. (Maria Luisa hioda)

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Editoriale: Il porta a porta della politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2010

Editoriale fidest. C’è nell’aria tanta voglia di riscoprire i metodi di un tempo per parlare alla gente di politica intesa come strumento per raggiungere e migliorare la propria condizione sociale, il proprio rapporto con la società. Spesso mi capita di incontrare gruppi di anziani o anche di donne che accompagnano i loro pargoletti a sgranchirsi le gambe e a socializzare con i loro coetanei. Gli uomini, si sa, parlano per lo più di sport, ma anche di politica. Le donne parlano, invece, dei figli, della scuola e del carovita. I loro discorsi spesso finiscono lì e,semmai, riprendono il giorno dopo con i relativi aggiornamenti desunti dalle notizie catturate dalla televisione, dai conversari familiari e dalla lettura dei giornali. A tutti è sfuggito sino ad oggi il tema di fondo di ogni discussione che è quello della politica intesa come rapporto sociale, come calmieratore di conflitti corporativi, come strumento capace d’entrare nella vita di ciascuno di noi e di condizionarne l’esistenza. Lo fa quando la politica trascura gli anziani, quando umilia il welfare, quando si disinteressa della sicurezza, riduce l’istruzione alla logica del profitto e ci umilia privandoci di un tetto dove ripararsi o lasciandoci senza lavoro, nella precarietà o con retribuzioni da fame. A questo punto perché non ci chiediamo cosa fa scadere questo rapporto con la politica e, ancora di più, come possiamo recuperarlo? La logica vuole che il potere contrattuale dell’acquirente aumenta se egli riesce a condizionare l’offerente. Per la politica cosa significa? Significa che se il politico promette deve anche esserne conseguente. Se non lo fa coloro che si sentono vittime non devono dargli fiducia. Devono punirlo con il voto. In questo passaggio, tuttavia, occorre un meccanismo in grado di valutare il grado di affidabilità del politico e di farsene garante, se si impegna a rispettarlo. In questo modo senza ricercare grosse espressioni come quella del “popolo sovrano” i politici devono sentirsi vincolati ad esternare le loro posizioni e a sentirsi costantemente con il fiato sul collo da un giudizio che inesorabilmente lo premierà o lo condannerà. E allora incominciamo ad avvicinare i pensionati, le mamme, le massaie, gli studenti, i lavoratori e i disoccupati e gli immigrati e a dire loro cosa significa fare politica, cosa significa ottenere dei riscontri, cosa significa votare e l’importanza che solo noi, consapevolmente, possiamo conferire a quest’atto espressione di democrazia e di civiltà.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Vespa costa troppo per il CdA Rai

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2009

Il Consiglio d’Amministrazione della Rai ha rimandato a mercoledì prossimo la disamina del rinnovo contrattuale di Bruno Vespa, considerato dai vertici di viale Mazzini troppo oneroso. L’accordo che lega il giornalista alla società radiotelevisiva pubblica fino ad agosto 2010 prevede attualmente un minimo di un milione e duecentomila euro per cento puntate di Porta a Porta. Un compenso che per il nuovo contratto avrebbe dovuto subire un aumento del ventidue percento. I consiglieri Angelo Maria Petroni e Nino Rizzo Nervo hanno quindi chiesto il rinvio dell’esame del rinnovo contrattuale al direttore generale della Rai Mauro Masi, al fine di riconsiderarne i termini. Vespa si è giustificato sostenendo che l’adeguamento al rialzo è dettato dall’inflazione decennale di cui non si sarebbe tenuto conto in alcuni elementi dei vecchi contratti e alla presenza di ventisei trasmissioni in più rispetto all’accordo precedente. “Sono cifre da capogiro – ha commentato Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti -, soprattutto se si pensa che più volte a Porta a Porta lo stesso Vespa ha parlato del problema del precariato e della gente che stenta anche ad arrivare a fine mese. Sarebbe una cifra congrua e giusta – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – se si ricordasse di essere abruzzese devolvendo la metà del suo stipendio alle vittime del terremoto”.

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