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Melik Ohanian: portrait of duration

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

melik-ohanianLugano (CH) opening 13 Ottobre, 2016 dalle ore 18.00 mostra dal 14 Ottobre 2016 al 6 Gennaio 2017 Contemporary Art via dufour 21 (ang. via vanoni)In occasione della sua apertura a Lugano, [dip] Contemporary Art invita l’artista Melik Ohanian, vincitore nel 2015 del Prix Marcel Duchamp e del Leone d’oro per miglior partecipazione nazionale alla 56. Biennale di Venezia, per il primo appuntamento del suo programma espositivo.La ricerca artistica di Melik Ohanian indaga il mondo dell’immagine e il suo potere allegorico, tornando a riflettere costantemente su temi quali le zone desertiche, la classe lavoratrice, la fine delle utopie, la scienza, la storia e la società.La dimensione spaziale e quella temporale possono essere identificate quali nodi centrali di tutta la sua poetica. Per la mostra Portrait of Duration, l’artista riflette in particolare sul concetto di tempo – inseparabile da quello di spazio- che qui diventa il vero e proprio contesto.Invitando il pubblico a esperire il tempo attraverso il suo scorrere e quindi la sua misurazione, Ohanian propone uno scenario cosmico sospeso tra poesia e scienza, dove i due estremi dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande interagiscono su scale diverse.
Portrait of Duration include 10 fotografie prodotte in una nuova versione a partire dalla più ampia serie in bianco e nero di cui fanno parte, intitolata “Portrait of Duration – Cesium Series”, 2015/2016 e presentata a Parigi durante la FIAC 2015.
Forthisexhibitionat [dip] Contemporary Art, 10 photographsarepresented in a large, new version La serie – 60 variazioni selezionate dalle prove fatte per “Portrait of Duration – Cesium Series” – presenta i passaggi dallo stato solido a quello liquido del Cesio 133, elemento il cui decadimento radioattivo è stato usato a partire dal 1967 per stabilire la durata del secondo universale negli orologi atomici. Registrando il suo processo di trasformazione, ciascuna fotografia rappresenta il tempo attraverso la materia, e restituisce in modo speculare lo stato della materia a un certo tempo T.
Melik Ohanian investiga così l’osservazione e la rappresentazione della misura del tempo, e in particolare della sua unità di riferimento: il secondo. Sebbene il tempo rimanga un concetto relativo e astratto, queste immagini ne costituiscono “un ritratto attraverso la rappresentazione della materia che lo definisce” in una sorta di “tautologia fotografica”, come l’ha definita l’artista. Invece che semplicemente indicare o misurare il tempo, ce lo mostrano. È “una ricerca di uno stato di consapevolezza”: un’oscillazione tra scenari cosmici e mentali, che richiamano i paesaggi surrealisti di Max Ernst.
Nato in Francia nel 1969, vive tra Parigi e New York. La sua ricerca indaga l’immagine, al di là dei suoi normali confini, investendone la dimensione temporale e spaziale, e il suo potere allegorico. Lavorando con diversi media tra cui fotografia, video e installazione, la sua opera si inscrive in territori fisici e concettuali che si focalizzano sulla nozione di tempo. Ohanian fa parte della generazione di artisti cresciuti in concomitanza con l’inizio dell’attività espositiva del Palais de Tokyo dove nel 2002 ha esposto il suo progetto Island of an Island in occasione dell’inaugurazione del museo. Il suo lavoro è stato presentato in numerosi musei, esposizioni internazionali e biennali. Ha rappresentato l’Armenia (paese d’origine della sua famiglia) alla 56. Biennale di Venezia nel 2015, insieme con quindici altri artisti della diaspora armena. Il padiglione è stato premiato con il Leone d’Oro per la migliore partecipazione nazionale. Ha esposto, tra gli altri, presso: Utah Museum of Contemporary Art, Salt Lake City, USA(2013); Mumbai Art Room, India(2012); Musée National Picasso, Vallauris, Francia (2012); 10a Biennale di Sharjah, Emirati Arabi (2011); Matucana 100, Santiago, Cile (2008); Le Plateau/FRAC Ile-de-France, Parigi, Francia (2008), e CCA Kitakyushu, Giappone (2007). Per la varietà del suo programma espositivo, [dip] si pone sia come spazio d’incontro con artisti riconosciuti sia come spazio per la scoperta di nuovi.

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