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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

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2020: un anno positivo per gli investimenti

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2020

A cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm. Sui mercati abbiamo sicuramente vissuto un anno particolare, a tratti difficile, ma che tutto sommato possiamo definire positivo per gli investimenti, con tutte le linee Moneyfarm che chiudono con il segno più davanti, preservando i rendimenti accumulati durante lo scorso ciclo. Anche se oggi questo esito può sembrare scontato, non lo era affatto qualche mese fa, quando la reale portata dell’emergenza era ancora ignota e siamo stati chiamati a compiere scelte impegnative per proteggere il capitale degli investitori, fronteggiando un’incertezza senza precedenti nella Storia recente.Siamo entrati nel 2020 alla fine di un ciclo di espansione durato 12 anni, un periodo che ha dato enormi soddisfazioni agli investitori che avevano partecipato ai mercati e che un anno fa, di questi tempi, celebravamo come il “mercato toro” più duraturo di sempre. Il ciclo cominciava, tuttavia, a mostrare alcuni segnali di maturità, con la profittabilità di molte asset class che sembrava limitata e la volatilità in crescita negli ultimi mesi dell’anno a causa di notizie che mettevano in dubbio le prospettive di crescita dell’economia. Questa situazione ci aveva già portati a ridurre il rischio dei portafogli nella seconda metà del 2019, una scelta che ha aiutato i nostri portafogli ad essere più resilienti nelle settimane della crisi. Quando, nei primi mesi dell’anno, hanno cominciato a diffondersi le notizie sull’epidemia, i mercati, così come le autorità mondiali, hanno sottovalutato il problema. Fino a che la situazione è esplosa a livello globale. Per oltre un mese si è ritenuto che il virus potesse essere confinato nella città di Wuhan, un’idea che oggi sembra assurda, ma che ben ci aiuta a ricostruire il livello di incertezza che ha contraddistinto quei giorni. Quando si sono cominciati a registrare i primi casi in tutto il mondo, la reazione dei mercati è stata violentissima: non possiamo dimenticare che, per alcune settimane a marzo, ci siamo trovati con la sgradevole sensazione di trovarci di fronte a un ventaglio di scenari davvero molto ampio e decisamente non tutti migliori di quello che poi effettivamente si è verificato. Quella a cui abbiamo assistito a marzo è stata una delle correzioni più violente della Storia recente dei mercati finanziari. Bisogna però ricordare che i mercati sono rimasti liquidi e che le negoziazioni sono continuate anche nei giorni più difficili, in cui abbiamo agito per alleggerire i portafogli di alcune delle asset class più rischiose. Quella di marzo è stata una prova interessante per strategie come la nostra, che utilizzano gli ETF per costruire la propria allocazione: questi strumenti si sono dimostrati liquidi anche in una situazione di mercato estrema, permettendoci di operare con sicurezza. L’intervento della Federal Reserve, che ha agito con un tempismo senza precedenti abbassando i tassi e aprendo nuovi canali di liquidità è stato provvidenziale. In poche settimane il bilancio del prestatore di ultima istanza americano (e globale, a tutti gli effetti) si è espanso del 70%, di ben tre trilioni di dollari. Più incerta è stata la risposta in Europa, dove alcuni errori di comunicazione della Bce hanno contribuito a gettare i mercati nel panico, prima che Francoforte facesse frettolosamente marcia indietro, seguendo in grande stile l’esempio della Banca Centrale Americana. In ogni caso, anche da questa sponda dell’Atlantico, l’intervento è stato massiccio, con il bilancio della BCE ormai pari al 60% del PIL europeo (prima del Covid era intorno al 40%). Macro-trend di cambiamento industriale ed evoluzione dei comportamenti di aziende e consumatori hanno indicato la direzione portando i mercati, per il momento, fuori dalla crisi. Ora che siamo all’inizio di un nuovo ciclo economico e, forse, finanziario bisogna chiedersi in che direzione andranno i mercati. Nel medio periodo prevediamo che restino ancora rilevanti i fattori macroeconomici di base: abbondanza di liquidità, tassi bassi e inflazione sotto controllo. Questo nuovo ordine economico che si è costruito negli ultimi dieci anni è stato in qualche modo testato dall’evento della pandemia e continuerà a esserlo, ma siamo convinti che, se la politica farà le mosse giuste, nel medio termine l’economia globale saprà ancora generare sviluppo e progresso e gli investitori potranno contribuire e beneficiarne investendo sui mercati finanziari. (abstract http://www.moneyfarm.com)

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Audipress 2018/III: segno positivo per la stampa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

I nuovi dati Audipress 2018/III, approvati dal Consiglio di Amministrazione presieduto da Ernesto Mauri, mostrano segnali positivi, registrando – a parità di testate considerate – un incremento dello 0.7% nei lettori della stampa nel complesso, con variazioni positive nei tre comparti: quotidiani + 0.2%, settimanali +1.2%, mensili +0.6%. Questa è un’importante inversione di tendenza dopo 4 anni di flessione.Nello scenario del consumo dei prodotti editoriali su carta o digitale, così come pubblicato dalla ricerca Audipress, la stampa si conferma dunque una risorsa importante per più di 40 milioni di italiani, che scelgono ogni mese contenuti di qualità attraverso la lettura delle principali testate.In un giorno medio, il 30.8% degli italiani (16.334.000 lettori) accede all’informazione attraverso la lettura di un quotidiano, superando ogni giorno 24 milioni di letture, con una quota predominante di letture (2 su 3) che si mantengono a frequenza alta, a testimonianza di un’effettività di consumo regolare. Nel comparto periodici, ogni settimana si raggiungono quasi 23 milioni di letture per le testate settimanali (per 13.599.000 lettori, cioè il 25.7% degli adulti + 14 anni) e ogni mese si raggiungono quasi 20 milioni di letture per le testate mensili (per 11.990.000 lettori, il 22.6% degli italiani).I dati Audipress 2018/III sono il risultato dell’indagine ufficiale per la lettura della stampa quotidiana e periodica in Italia, che consente di tracciare il profilo sociodemografico dei lettori e i loro comportamenti di lettura, permettendo di cogliere le caratteristiche proprie di ciascun segmento editoriale e dei vari target di popolazione. Su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 14 anni e oltre, per questa edizione sono state eseguite 39.206 interviste personali, condotte con il sistema CAPI Doppio Schermo, lungo un calendario di rilevazione di 38 settimane complessive, dal 15 gennaio 2018 al 9 dicembre 2018.
Gli Istituti esecutori del field sono Doxa ed Ipsos; il disegno del campione e l’elaborazione dei dati sono stati effettuati da Doxa; i controlli sono a cura di Reply. Ulteriori elaborazioni da nastro di pianificazione sono effettuate da Media Consultants, Memis, MediaSoft e recentemente Nielsen. (fonte: http://www.fieg.it)

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“Giappone economia: tre motivi di uno scenario positivo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 dicembre 2017

Nomoto_DaisukeNelle ultime settimane abbiamo ulteriormente incrementato la nostra esposizione alle azioni giapponesi, alla luce di catalizzatori di breve periodo quali: l’accelerazione degli utili societari bottom-up; indicazioni che la riforma a livello aziendale in atto accresce il rendimento per gli azionisti; aspettative economiche solide; il calo dei rischi politici in seguito alla netta vittoria del premier Abe alle recenti elezioni anticipate; e il fatto che il settore privato nipponico sia fortemente esposto, da un punto di vista operativo, al miglioramento generalizzato della congiuntura mondiale.
In prospettiva, intravediamo tre trend principali che, a nostro giudizio, favoriranno le azioni giapponesi nel 2018 e negli anni successivi.
1) La riforma della corporate governanceI temi di discussione con i dirigenti delle società giapponesi sono cambiati significativamente nell’ultimo decennio, spostandosi verso la strategia aziendale a lungo termine, le relazioni mandante/mandatario, ecc. Questo sviluppo positivo è il risultato dell’introduzione della riforma della corporate governance due anni fa e ha gradualmente contribuito a incrementare la redditività del capitale proprio (Return on Equity, ROE) delle società nipponiche. Crediamo che una migliore corporate governance continuerà a contribuire a liberare il valore inespresso nelle azioni giapponesi.Due dei principali obiettivi degli incentivi di corporate governance sono: 1) eliminare i conflitti d’interesse che esistono tra il management e gli azionisti; 2) assicurare che gli asset della società vengano utilizzati in modo efficace nel migliore interesse degli stakeholder. Vi è una correlazione positiva tra il livello della governance societaria migliorata e il ROE delle società giapponesi. La Figura 1 indica che il ROE medio delle aziende nipponiche è stato decisamente inferiore a quello delle società statunitensi ed europee nel 2011, ma il divario risulta nettamente ridotto nel 2017.La Financial Services Agency giapponese ha proposto uno “Stewardship Code”, che intende promuovere una crescita sostenibile delle aziende in aggiunta al conseguimento di rendimenti d’investimento equi per i clienti e i beneficiari. Stiamo quindi osservando un netto incremento dei dividendi da parte delle società nipponiche nonché il lancio di programmi di riacquisto di azioni proprie. A fronte di una liquidità totale nei bilanci delle aziende giapponesi pari a un livello senza precedenti di oltre 250.000 miliardi di yen (2.300 miliardi di dollari), è probabile che queste ultime continueranno a incrementare i dividendi, effettueranno maggiori operazioni di fusione e acquisizione (M&A) e avvieranno ulteriori programmi di riacquisto di azioni proprie per attenuare l’impatto negativo sul ROE dell’eccessiva liquidità in bilancio.
Redditività del capitale proprio2) Il miglioramento della produttività: la riforma del mercato del lavoro. La produttività è un concetto molto più importante per l’economia giapponese e le sue aziende rispetto alla semplice crescita sostenuta. Il premier Abe ha portato avanti riforme del mercato del lavoro con l’obiettivo di incentivare le donne e i pensionati a tornare al lavoro, incrementando il tasso di partecipazione alle forze di lavoro. Le diverse iniziative del governo stanno iniziando a portare i frutti sperati: circa 1,5 milioni di donne giapponesi si sono aggiunte alle forze di lavoro negli ultimi quattro anni e il tasso di partecipazione femminile è salito al 68%, ossia di otto punti percentuali negli ultimi 15 anni, colmando il divario con gli Stati Uniti, stando ai dati OCSE. Inoltre, il numero totale di dipendenti è cresciuto di oltre 2,4 milioni negli ultimi quattro anni.
La deregolamentazione della struttura del lavoro in Giappone è in atto e ha l’obiettivo di incrementare i salari e fornire migliori opportunità di carriera ai lavoratori non a tempo pieno. Nell’ambito delle riforme strutturali di Abe, il governo ha introdotto il concetto di “pari remunerazione a parità di lavoro”, chiamato “Hatarakikata-Kaikaku” con l’obiettivo di migliorare la produttività del lavoro. Stando al rapporto di McKinsey intitolato “The Future of Japan: Reigniting Productivity and Growth” (“Il futuro del Giappone: rilanciare la produttività e la crescita”), se il Giappone riuscirà a raddoppiare il suo tasso di produttività, potrebbe spingere la crescita del PIL a circa il 3% e ottenere un incremento del PIL che potrebbe arrivare fino al 30% entro il 2025. Si noti che l’obiettivo del governo giapponese consiste nell’incrementare il PIL a 600.000 miliardi di yen (attualmente è pari a 546.000 miliardi), ossia 5.500 miliardi di dollari, entro il 2020. 3) Le società riusciranno a mantenere la loro competitività? (foto: Redditività del capitale proprio, Nomoto_Daisuke)

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On. Tassone: non basta un cambiamento se non è vero e positivo!

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2016

respect-costituzioneSul referendum ho registrato opinioni le più varie. Un argomento che prevale fra i sostenitori del Sì sarebbe che la riforma della Costituzione, varata dal Parlamento, è il primo cambiamento che si fa dopo decenni di tentativi e promesse. Si dice, votiamo Sì perché c’è “finalmente” qualcosa di nuovo. Questo non è assolutamente vero. La legge elettorale nel 1994 (Mattarellum) avviò una sostanziale e di fatto modifica costituzionale. I fautori presentarono il nuovo sistema elettorale come la panacea di tutti i mali che avrebbe interrotto la proliferazione dei governi, assicurato la stabilità e l’alternanza. Un sistema ingessato, quindi, sarebbe andato, dopo la caduta del muro di Berlino. verso la normalizzazione agganciandosi alle democrazie più evolute. Sappiamo come è andata a finire. Dal ’94 si sono succeduti più governi e quella legislatura si esaurì dopo due anni. Non è andata meglio con il “Porcellum” anzi tutto è naufragato nella instabilità e nella girandola degli esecutivi. La riforma formale della costituzione attraverso la legge elettorale (indicazione attraverso la scheda del presidente del consiglio, un premio di maggioranza smisurato ecc.) ha prodotto un mostro. È un mostro fu prodotto dalla riforma della Costituzione del 2001, auspice le sinistre (i “genitori” di Renzi e compagni), in vigore fino ad oggi. Nel 2005 fu varata una riforma che prevedeva il superamento del bicameralismo perfetto, la riduzione dei parlamentari ma fu respinta dal corpo elettorale nel referendum. Non è vero quindi che non ci siano state “novità”. Quando si dice che dopo tanti anni di mancate riforme costituzionali oggi si fa qualcosa non è giusto. È vero che le commissioni parlamentari costituite “ad hoc” sono saltate ma riforme ci sono state. Ma i cambiamenti non presuppongono il meglio e le modiche hanno prodotte il peggio. La legge oggi sottoposta a referendum chiude definitamente gli spazi della politica e assottiglia la democrazia. Ma tutti i malanni del nostro sistema non possono essere guarite attraverso scorciatoie. Il dato è politico. Riguarda i processi di partecipazione che vanno rafforzati. Il cambiamento vero e positivo si assicura attraverso un recupero culturale dove una Nazione si ritrovi con la forza del suo passato e nella volontà di andare avanti senza iattanza. Altrimenti la stabilità è solo desiderio. Se non c’è volontà politica e coscienza non si va da nessuna parte. Per questo ci battiamo per il No perché la Politica non scompaia!

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Roma turismo: trend positivo

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2012

Castel Sant' Angelo, Roma.

Castel Sant' Angelo, Roma. (Photo credit: Wikipedia)

«Continua il trend positivo del turismo a Roma che registra nel settore alberghiero, per il mese di febbraio, un +4,48% di arrivi e +3,47% di presenze, secondo i dati elaborati dall’Ente Bilaterale per il turismo» Lo annuncia Antonio Gazzellone, delegato al turismo del Sindaco, a Mosca per promuovere l’offerta turistica della Capitale. «Nonostante la crisi internazionale il settore a Roma registra un andamento positivo; sempre più importanza, ovviamente, riveste il ruolo della promozione, soprattutto in un momento congiunturale così delicato. La missione a Mosca è stata un successo; in tutti gli incontri istituzionali ho riscontrato un grande interesse da parte dei russi per la nostra Città e la sua offerta, che peraltro scelgono sempre più numerosi. Anche il nostro stand promozionale in fiera è stato uno dei più visitati». Gazzellone, che oggi ha ritirato per Roma, a nome del sindaco Alemanno, il premio “Zvezda Travel.ru”, quale migliore destinazione tra le Città d’arte, affermandosi al primo posto tra 68 destinazioni a livello mondiale, ha espresso soddisfazione per la notizia del successo della mostra di D’Alì, in programmazione a Roma, che in soli 13 giorni è stata visitata da 28mila persone. «Solo ieri il portale Trivago.it ha incoronato la Caput Mundi regina delle vacanze di Pasqua ed oggi Roma ha ricevuto la statuetta a forma di stella, il prestigioso riconoscimento organizzato dal portale turistico russo, Travel.ru, che conta 1.7milioni di contatti al mese. Sono conferme e stimoli a proseguire nella direzione intrapresa – ha concluso il delegato al turismo – per implementare i servizi ai turisti e per dotare Roma di nuovi strumenti di attrazione turistica, come quelli rappresentati dai diversi sistemi che compongono il Secondo Polo turistico della Capitale».

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Aic, voto europeo positivo per i celiaci

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 marzo 2012

La commissione Ambiente e salute del Parlamento europeo, il primo marzo, ha votato a favore dell’inserimento dei prodotti per celiaci all’interno della categoria di alimenti contemplati dal nuovo regolamento comunitario COM 353. Si tratta di un «primo importante successo», commenta l’Associazione italiana celiachia, ottenuto dalla stessa Aic in collaborazione con numerosi europarlamentari dopo aver combattuto insieme contro la proposta di declassamento degli alimenti gluten-free a cibi salutari comuni, al pari di quelli “senza grassi aggiunti”. L’Aic aveva subito contestato questa posizione, spiegando che i prodotti senza glutine dovevano rientrare tra quelli «essenziali» di cui hanno vitale bisogno solo determinate fasce «vulnerabili» della popolazione alle quali il COM 353 dedica un’apposita disciplina. Ne consegue che, come sottolinea l’Aic in una nota, le persone affette da intolleranza al glutine sono considerate dei soggetti vulnerabili ai quali va necessariamente riservata un’attenzione diversa da quella posta a tutela di altri consumatori. E ciò anche con un’apposita regolamentazione comunitaria.(fonte farmacista33)

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Liberalizzare ci porta fuori dall’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2011

Positivo il commento della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani sui pareri espressi da Guido Rasi ora a capo dell’Ema e Luca Pani nuovo direttore generale dell’Aifa che hanno ribadito la contrarietà degli enti regolatori alle ipotesi di liberalizzazione della vendita dell’etico di Fascia C. «È la conferma che questa scelta metterebbe l’Italia fuori dall’Europa» ha commentato Andrea Mandelli presidente Fofi. «Creare un circuito parallelo a quello delle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale» ha chiarito Mandelli in una nota «significherebbe diminuire il monitoraggio del consumo dei medicinali e depotenziare il servizio pubblico nel momento in cui le farmacie si stanno organizzando per offrire sempre maggiori prestazioni ai cittadini». Secondo il presidente Fofi, «È importante che chi ha la responsabilità di vigilare sulla sicurezza, la qualità e la costo-efficacia del farmaco, come i vertici di Aifa ed Ema, si siano pronunciati contro la possibilità che farmaci soggetti a prescrizione possano uscire dal circuito del servizio farmaceutico ed essere distribuiti negli esercizi commerciali».

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Artigianato con il segno positivo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2009

Bari E’ di 93 imprese il saldo positivo del secondo trimestre 2009 (1.o aprile-30 giugno) fra le iscrizioni e le cessazioni alla Commissione Provinciale dell’Artigianato di Bari, che ha sede presso la Camera di Commercio del capoluogo di regione. “Numeri – commenta il presidente Nicolò Campo – che testimoniano volontà, vigore e iniziativa imprenditoriale, nonostante il difficile momento che sta attraversando l’economia reale. La piccola e media impresa si sta dimostrando ancora una volta risorsa strategica del territorio e volano di sviluppo”. Il dato positivo della Commissione Provinciale dell’Artigianato di Bari va quindi in controtendenza rispetto a quello diffuso nei giorni scorsi nella rilevazione nazionale di Movimprese e che riguardava anche Bari e provincia. “Si era parlato di un saldo negativo di 500 aziende nel secondo trimestre del 2009”, continua il presidente della CPA di Bari, Nicolò Campo, che chiarisce:  “Il numero viene smentito dalle domande da noi protocollate in un senso e nell’altro. Alla Cpa di Bari in quello stesso periodo ci sono state 550 iscrizioni e 457 cancellazioni, da cui il saldo positivo di 93 imprese artigiane. Il saldo negativo diffuso da Movimprese ha una spiegazione di tipo amministrativo: le richieste di cancellazione presentate a fine anno vengono meccanizzate nei primi mesi dell’anno successivo e questo altera lo scenario reale che è ben diverso ed invece positivo”.

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