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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

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Negoziati UE-Regno Unito: fermo sostegno dei deputati alla posizione dell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2020

È necessario il consenso del PE per un accordo su condizioni di parità e sulla pesca. Visto il poco tempo a disposizione per raggiungere un accordo, il Parlamento si rammarica che le differenze sulle future relazioni UE-Regno Unito rimangano sostanziali.In una risoluzione approvata giovedì con 572 voti favorevoli, 34 contrari e 91 astensioni, il Parlamento ha fatto un bilancio dei risultati dei negoziati UE-Regno Unito su un nuovo partenariato e preso atto della richiesta delle parti negoziali di intensificare i colloqui durante il mese di luglio.Inoltre, Il Parlamento deplora che, a seguito di quattro cicli di negoziati, non siano stati conseguiti reali progressi e che sussistano divergenze sostanziali.I deputati sottolineano che un accordo globale è nell’interesse di entrambe le parti. Tuttavia, esprimono profonda preoccupazione per l’insistenza del governo britannico nel voler negoziare solo nei settori che sono di suo interesse ed è “inaccettabile” per l’UE che il Regno Unito possa scegliere a suo piacimento alcune politiche e spingere per accedere al mercato unico dopo la Brexit.Nella risoluzione si ribadisce inoltre il pieno e fermo sostegno del Parlamento al capo negoziatore dell’UE, Michel Barnier, nelle trattative con i negoziatori britannici, in base al mandato politico conferitogli dagli Stati membri dell’Unione e dal Parlamento.Si chiede poi al Regno Unito di rispettare gli impegni assunti nella Dichiarazione politica, firmata dal Primo Ministro Boris Johnson e ratificata sia dall’UE che dal Regno Unito.
La rigorosa applicazione del Protocollo su Irlanda e Irlanda del Nord e la fedele attuazione dell’Accordo di recesso, anche per quanto riguarda i diritti dei cittadini, sono prerequisiti ed elementi fondamentali per garantire la fiducia necessaria per la corretta conclusione di un accordo.L’approvazione da parte del Parlamento di qualsiasi futuro accordo commerciale con il Regno Unito è subordinata al fatto che il governo britannico accetti condizioni di parità (disposizioni e norme comuni), tra l’altro nel campo della protezione ambientale, delle norme sul lavoro e degli aiuti di Stato, e che venga concluso un accordo soddisfacente sulla pesca. Tale esigenza è dovuta alla prossimità geografica del Regno Unito, al grado di interconnessione e al già elevato livello di allineamento e interdipendenza con le norme UE. Infine, nella risoluzione si osserva come finora il governo britannico non abbia avviato trattative su delle disposizioni che garantiscano condizioni di concorrenza eque.

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Covid-19 e M&A nei mercati energetici: come tutelare la propria posizione negoziale

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

A cura di Avv. Lorenzo Parola, Partner dello Studio legale internazionale Herbert Smith Freehills. I mercati azionari di tutto il mondo hanno registrato movimenti significativi da metà febbraio 2020 a causa dell’impatto di Covid-19 e del calo dei prezzi del petrolio. A marzo 2020, in particolare, i mercati dei capitali hanno registrato livelli molto elevati di volatilità e subito i cali quotidiani peggiori dal 1987, nonostante le azioni intraprese dalle banche centrali. Anche in Italia, il principale indice della borsa di Milano, il FTSE MIB, lo scorso 12 marzo ha perso il 17 per cento del suo valore, il peggior calo giornaliero mai avvenuto nella sua storia.
Una recessione economica generalizzata viene ormai data per scontata e appare sempre più evidente che le aziende debbano agire rapidamente per tutelare il proprio business da possibili interruzioni della catena di fornitura, da chiusure forzate, da restrizioni alla circolazione e dalla possibilità che parte della forza lavoro si ammali o venga messa in quarantena. Per quanto riguarda, in particolare, le aziende del comparto energetico, il leverage e il rischio default delle società statunitensi produttrici di shale oil hanno innescato un sell off sui bond high yield e dei mercati emergenti, in particolare nel settore energy.Il crollo del prezzo del petrolio aumenta il rischio che le compagnie petrolifere e del gas non siano in grado di portare a compimento iniziative già pianificate di gestione e dismissione del portafoglio – aggravato dall’impatto del Covid-19 sull’organizzazione e sulla gestione dei processi di vendita. Inoltre, le società oil & gas potrebbero anche riscontrare maggiori difficoltà a finanziare anche gli investimenti programmati in energie rinnovabili così ritardando i propri piani di energy transition.In questo scenario le società di exploration and production soffriranno, in quanto la diminuzione dei ricavi in un ambiente ad alta intensità di costi mette a dura prova i profitti. Le società con una base di costo più elevata (ad esempio scisto, artico, acque profonde) ne risentiranno più significativamente e potrebbe non essere possibile deliberare alcuni nuovi progetti a prezzi correnti. La rideterminazione dei finanziamenti basati sulle riserve (Reserves Based Lending – RBL) può anche comportare una riduzione della capacità di indebitamento. Anche le società di servizi petroliferi (come le società di drilling e gli appaltatori di piattaforme petrolifere) subiranno un forte calo delle entrate.Gli acquirenti di private equity con disponibilità di dry powder possono già intravedere opportunità di investimento, mentre gli importatori di gas (shipper) e i produttori di energia elettrica beneficeranno, nel breve, di prezzi gas più bassi.Attuare una riduzione immediata dei costi, attingere i propri finanziamenti, ripensare la propria strategia di investimento, valutare le opzioni di M&A: questi sono solo alcuni degli strumenti che le aziende metteranno in campo per mitigare gli effetti della crisi sul proprio business.In ambito contrattuale è lecito attendersi impatti significativi in fase di esecuzione, tra cui il ricorso al rimedio della eccessiva onerosità sopravvenuta e la necessità di fornire garanzie aggiuntive. Liti di origine contrattuale particolarmente aggressive sono spesso un tentativo di cercare una giustificazione come base per la revisione dell’accordo commerciale. In presenza di clausole di cross default le conseguenze dell’inadempimento possono avere effetti più ampi. Nei contratti commerciali conclusi o modificati in questo periodo, è necessario valutare la previsione di clausole volte a determinare l’impatto dell’emergenza Covid-19.
Nel contesto dell’attuale pandemia, gli operatori di mercato stanno incontrando diversi ostacoli nella conduzione di operazioni di M&A in corso.Tali difficoltà hanno, innanzitutto, una natura organizzativa, posto che il management delle società è, a buona ragione, impegnato ad analizzare e cercare di contenere l’impatto del virus sulle proprie aziende, con un conseguente passaggio in secondo piano delle operazioni di M&A.Vi sono anche ostacoli logistici, dovuti all’impossibilità di prendere parte a riunioni, sia nell’ambito dell’attività di due diligence (come, ad esempio, site visit e management presentation), sia nel corso delle negoziazioni e, in particolare, nelle fasi finali delle medesime, quando incontri di persona dei key decision maker risultano imprescindibili per risolvere i punti più critici del deal.Tutto ciò porterà inevitabilmente ad una dilatazione dei tempi delle operazioni, se non addirittura ad una loro interruzione; in questo secondo caso, è di cruciale importanza per le parti tutelarsi da eventuali responsabilità pre-contrattuali, argomentando per iscritto l’impossibilità di portare avanti (anche se solo temporaneamente) le negoziazioni.
L’impatto del virus sull’attività della target e sul mercato di riferimento (con conseguente difficoltà di applicare i normali modelli valutativi) e la difficile reperibilità di equity e debito necessari per finanziare un’acquisizione costituiscono altrettanti ostacoli all’approvazione di un deal da parte di un board.Anche in fase di closing, pur ammettendo la reperibilità di notai in base alla legge notarile del 1913, si riscontrano comunque difficoltà pratiche a causa dell’accesso limitato agli uffici preposti all’espletamento delle formalità necessarie per il perfezionamento delle cessioni di partecipazioni societarie.

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Gualtieri abusa in tv della propria posizione

Posted by fidest press agency su domenica, 2 febbraio 2020

“Gualtieri abusa della propria posizione dominante in qualità di componente del governo, imperversando nelle emittenti senza nessun contradditorio, in assenza di par condicio.Lancio un appello al presidente della Vigilanza Barachini affinchè sia convocata urgentemente la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi per stabilire motu proprio il regime di par condicio nelle elezioni suppletive, garantendo cosí il pluralismo nei mezzi di informazione e il rispetto dei cittadini a formarsi liberamente un’opinione. Le emittenti garantiscano la parità di accesso a Maurizio Leo e agli altri candidati.” Così il deputato FDI componente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Federico Mollicone.

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Brexit: nuovo Parlamento europeo riafferma pieno sostegno alla posizione dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2019

In una risoluzione che ribadisce il sostegno del PE a una Brexit “ordinata”, i deputati hanno affermato che l’accordo di recesso è equo, equilibrato e garantisce la certezza del diritto.
Il Parlamento europeo continua a sostenere una “Brexit ordinata” basata sull’accordo di ritiro già negoziato, come ribadito dai deputati nella risoluzione approvata mercoledì con 544 voti favorevoli, 126 contrari e 38 astensioni.Inoltre, nel testo si sottolinea che l’attuale accordo di recesso tiene conto delle “linee rosse” del Regno Unito e dei principi dell’UE, fornendo una soluzione equa ed equilibrata.L’accordo salvaguarda i diritti e le scelte di vita di cittadini europei e britannici, offre un meccanismo di risoluzione rispetto agli obblighi finanziari del Regno Unito e risponde alla richiesta del Regno Unito di un periodo di transizione. Inoltre, fornisce il necessario meccanismo di backstop per salvaguardare lo status quo in Irlanda, proteggendo l’Accordo del Venerdì Santo e garantendo la cooperazione nord-sud. Nella risoluzione, i deputati confermano di essere pronti a ritornare alla proposta originaria dell’UE, per un dispositivo di protezione solo per l’Irlanda del Nord. Si dichiarano inoltre disponibili a esaminare “soluzioni alternative” che siano giuridicamente e operativamente credibili e in linea con i principi guida dell’UE. Tuttavia, I deputati sottolineano che non daranno il proprio consenso a un accordo di recesso che non preveda alcun meccanismo di salvaguardia.
Per quanto riguarda i recenti sviluppi, il Regno Unito dovrebbe assumersi la piena responsabilità di un’uscita senza accordo e delle gravi conseguenze che ciò comporterebbe.
Inoltre, uno scenario “no deal” non eliminerebbe gli obblighi e gli impegni del Regno Unito in materia di transazioni finanziarie, protezione dei diritti dei cittadini e rispetto dell’Accordo del Venerdì Santo. Tali condizioni preliminari sono necessarie per l’approvazione da parte del Parlamento di qualsiasi relazione futura tra l’UE e il Regno Unito. In quest’ottica, i deputati accolgono con favore la pianificazione di misure di preparazione e di emergenza in caso di un recesso senza accordo, adottate dalle istituzioni e dagli Stati membri. La salvaguardia dei diritti e delle scelte di vita dei cittadini UE nel Regno Unito e dei cittadini britannici nell’UE resta la massima priorità del Parlamento europeo, mentre i deputati esprimono preoccupazione per l’attuazione del regime del Regno Unito in materia di registrazione di residenza. I deputati incoraggiano gli altri 27 Stati membri ad adottare un approccio coerente e generoso al riguardo e a fornire la certezza del diritto ai cittadini britannici residenti in tutta l’UE. I deputati si dicono aperti a un’eventuale proroga del periodo di negoziazione di cui all’articolo 50, se richiesto dal Regno Unito, a condizione che sia giustificata e con uno scopo specifico, ad esempio per evitare un’uscita senza accordo, svolgere elezioni generali o un referendum, revocare l’articolo 50 o approvare un accordo di recesso. Tuttavia, tale proroga non dovrebbe incidere sul lavoro e sul funzionamento delle istituzioni UE. A seguito della decisione del Vertice straordinario del Consiglio europeo del 10 aprile 2019 di accettare la richiesta del Regno Unito di prorogare il termine di cui all’articolo 50, il Regno Unito dovrebbe lasciare l’UE entro il 31 ottobre.Nella risoluzione viene confermato il sostegno del nuovo Parlamento all’attuale approccio dell’UE, in vista del decisivo Consiglio europeo di ottobre. Qualsiasi accordo di ritiro e futuro accordo di associazione o accordo internazionale con il Regno Unito dovrà essere approvato dal Parlamento europeo.

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Brexit: è giunto il momento che il Regno Unito chiarisca la sua posizione

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

Nel dibattito che ha fatto seguito al voto della Camera dei Comuni del Regno Unito, i deputati hanno sottolineato che la difesa dei i diritti dei cittadini UE resta la priorità del PE. Dopo la bocciatura dell’accordo di ritiro da parte della Camera dei Comuni del Regno Unito ieri sera, spetta ora al governo e al Parlamento britannico di comunicare all’UE dove si trova una maggioranza positiva e che tipo di relazione vogliono con l’Unione europea, hanno sottolineato i deputati.L’accordo di ritiro è il miglior e unico compromesso possibile nell’ambito delle ‘linee rosse’ stabilite dal governo britannico, ha sottolineato Michel Barnier, negoziatore capo dell’UE per la Brexit, poiché garantisce la certezza del diritto nei casi in cui la Brexit crea incertezza. L’UE non accetterà che gli orientamenti già stabiliti siano indeboliti, in particolare per quanto riguarda il processo di pace e il confine con l’isola d’Irlanda e i diritti dei cittadini, ha poi aggiunto Frans Timmermans per la Commissione europea.
Guy Verhofstadt (ALDE, BE), coordinatore Brexit del PE, ha chiesto un dialogo fra i partiti nel Regno Unito al fine di costruire una maggioranza positiva per sbloccare la situazione di stallo ed eventualmente ridefinire le ‘linee rosse’ del Regno Unito. Ha anche sottolineato che una nuova posizione negoziale da parte del Regno Unito potrebbe consentire di prendere in considerazione un rapporto futuro più profondo tra il Regno Unito e l’UE.Un’uscita senza condizioni non sarebbe nell’interesse di nessuno, concordano i deputati europei. L’UE intensificherà i lavori di preparazione con gli Stati membri e il PE, ha aggiunto Melania Ciot, a nome della presidenza rumena del Consiglio.

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Libia: Urso (FdI), governo evasivo e ondivago, serve posizione chiara con risoluzione del Parlamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 settembre 2018

“La posizione del governo espressa in Commissione dai ministri Moavero e Trenta è evasiva, ondivaga, priva di reali scelte e prospettive, serve una posizione netta e condivisa che riaffermi il ruolo dell’Italia nell’area di nostro prioritario interesse nazionale, soprattutto in vista della Conferenza internazionale che speriamo si tenga davvero in Sicilia”. E’ quanto ha sostenuto il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, intervenendo nelle Commissione riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. “Quali sono state le assicurazioni che furono date a Conte dal presidente Trump e prima ancora dal presidente Macron? Quali sono state le intese in merito nell’incontro tra Di Maio e Al Sisi di pochi giorni fa? In questi cento giorni il governo è sembrato muoversi con grande ingenuità sulla materia, fidandosi di assicurazioni poi rivelatesi prive di fondamento, ed ora i rischi sono evidenti a tutti. Non si può derubricare gli scontri a Tripoli di questi giorni a fattori interni, non politici. È necessario chiarire dinanzi al Parlamento, con un dibattito in Aula che definisca la nostra politica estera tanto più a fronte di quanto stanno facendo gli altri attori internazionali che hanno interessi diversi e conflittuali dai nostri” conclude il senatore Urso.

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Biocarburanti a base di olio di palma: La posizione dell’U.E.

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 gennaio 2018

olio di palma“La decisione del Parlamento europeo di escludere i biocarburanti a base di olio di palma dal futuro delle energie rinnovabili dell’UE è un attacco del tutto ingiustificato nei confronti di agricoltori, famiglie e comunità malesi. Il Governo malese ha intenzione di proteggere i diritti di 650.000 piccoli coltivatori ed è suo compito assicurare un futuro ad un settore, come quello dell’olio di palma, che ha tolto dalla povertà milioni di malesi. La discriminazione protezionistica contro le esportazioni di olio di pama malese non sarà tollerata”. Così in una nota il ministro dell’Industria delle Piantagioni e delle Materie Prime, Mah Siew Keong, a seguito della decisione di oggi del Parlamento Europeo a Strasburgo che ha votato il divieto di utilizzare l’olio di palma nella produzione di biocarburanti, come parte della Direttiva UE sulle energie rinnovabili (RED).
“L’olio di palma verrà bandito creando un caso di discriminazione verso i paesi produttori di olio di palma e così facendo l’UE dimostra di portare avanti un’apartheid delle colture, una barriera commerciale inaccettabile e protezionistica, e nondimeno, una violazione degli impegni dell’UE in sede OMS. Il nostro Governo – puntualizza il ministro – non esiterà a prendere le opportune misure correttive. La decisione del Parlamento Europeo di discriminare i biocarburanti dell’olio di palma avrà un impatto negativo, non solo sul commercio e sulla cooperazione tra Unione Europea e Malesia, ma anche verso i più importanti paesi del Sud Est asiatico”.
“Esortiamo i governi europei a respingere la posizione del Parlamento sui biocarburanti da olio di palma. Il blocco imposto dal Parlamento Europeo metterà anche a rischio l’impegno del Consiglio Europeo e relativamente alla creazione di posti di lavoro e alla crescita e sviluppo di rapporti commerciali con il Sud-Est asiatico. Le affermazioni del Parlamento, circa l’impatto ambientale dell’olio di palma prodotto in Malesia, sono palesemente false. La Malesia – continua la nota – ha uno dei regimi di protezione delle foreste più avanzati al mondo, come riconosciuto dalle Nazioni Unite e dalla Banca Mondiale. La capacità della Malesia di proteggere le proprie foreste è di gran lunga superiore a quella di molti paesi europei”.
“L’olio di palma proveniente dalla Malesia è in grado di soddisfare i rigorosi standard di sostenibilità richiesti ed è certificato come sostenibile dai principali schemi europei, tra cui l’ISCC tedesco (Certificazione Internazionale di Sostenibilità e Carbonio), esattamente come riconosciuto dalla Commissione Europea. Il tentativo di denigrazione da parte Parlamento europeo – conclude il ministro – è offensivo e senza presupposti”.

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Stadio Roma, Legambiente: “La nostra posizione è chiara”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

stadio-romaRoma “Come già ampiamente ribadito, dopo l’accordo tra amministrazione capitolina e As Roma per la costruzione di Business Park e Stadio di Tor di Valle, e in attesa di verificare le specifiche del progetto, Legambiente rimane contraria al progetto immobiliare legato allo Stadio della Roma.”Il taglio delle torri e la riduzione delle cubature in variante al piano regolatore è un piccolo passo avanti, rispetto a un progetto immobiliare da oltre 500mila metri cubi in variante al Piano Regolatore, che nulla ha a che fare con lo Stadio della Roma. Si conferma l’errore dell’area scelta che rimarrà irraggiungibile con i mezzi pubblici, in particolare con la metropolitana, visto che il progetto sembra finanziare solo la riqualificazione della stazione di Tor di Valle ma continueranno a passare i soliti pochi, vecchi treni di una linea che funziona malissimo. Inoltre, a confermare l’errore nella scelta dell’area, è proprio il fatto che gran parte della cubatura da realizzare viene motivata con la spesa per la messa in sicurezza idrogeologica”
Questa è la posizione di Legambiente, che non deve essere confusa con quella espressa nell’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica da Roberto Della Seta, ex presidente dell’associazione, che in questa vicenda è coinvolto direttamente in quanto consulente del costruttore Luca Parnasi per l’operazione immobiliare dello Stadio.

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La Cina si prepara a consolidare la propria posizione nel mercato crocieristico globale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2016

shanghai-chinaSHANGHAI /PRNewswire/L’Asia Pacific Cruise Congress 2016 si svolgerà al Lake Malaren International Convention Center nel distretto di Baoshan, Shanghai, Cina, il 12 e 13 ottobre 2016. Quest’anno, il congresso sarà dedicato al consolidamento della Cina nel mercato crocieristico globale. L’evento è organizzato dal Governo distrettuale di Baoshan, Shanghai, e dal dipartimento di scienze ingegneristiche dell’Università di Shanghai, affiancati da Shanghai Wusongkou International Cruise Terminal Development Co., Ltd., Seatrade UBM e Shanghai International Cruise Business Institute. A Baoshan si riuniranno un centinaio tra i più importanti dirigenti delle maggiori compagnie di crociera del mondo, insieme a ufficiali governativi, esperti di settori e rappresentanti di altre parti interessate di rilievo del settore crocieristico, provenienti da oltre dieci diversi paesi e aree geografiche del mondo. Gli intervenuti parteciperanno a diverse conferenze di alto livello, incentrate sull’impatto della Cina nei mercati crocieristici nazionali e mondiali, oggi e in futuro.Punto di confluenza tra la Via della Seta marittima del 21° secolo (iniziativa del governo cinese per il nuovo sviluppo della vecchia rotta commerciale), e la Zona Economica del fiume Yangtze, Baoshan è diventata il nodo offshore e la stazione marittima con terminal passeggeri internazionale più importante di Shanghai. Grazie alla disponibilità del terminal crociere più capiente di tutta l’Asia, il distretto portuale si è trasformato da grande centro di produzione dell’acciaio a nodo portuale per arrivi e partenze di navi da crociera. In occasione di questa conferenza, addetti al settore di tutto il mondo sono stati invitati a partecipare a forum speciali, conversazioni sulle tecnologie, dibattiti sulle politiche e forum durante i quali i CEO dei terminal potranno aggiornarsi, scambiarsi informazioni, e parlare delle ultime novità del settore. Saranno soprattutto affrontati i temi che riguardano lo sviluppo dei mercati crocieristici in Cina e in tutta l’area geografica Asia-Pacifico, il potenziale del settore crocieristico cinese e l’impatto positivo che questo mercato è destinato ad avere sui più importanti terminal di quest’area geografica, ma anche le politiche di sviluppo che riguardano il settore crocieristico a Baoshan, Shangai, e in tutta la Cina. Il programma di forum, conversazioni e dibattiti della conferenza dovrebbe contribuire in modo determinante a promuovere lo sviluppo fiorente e sostenuto del mercato crocieristico in questa area geografica.(font: http://bsq.sh.gov.cn/)

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Stabia: Villa Arianna amplia il percorso visite

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2015

villa ariannavilla arianna1Villa Arianna amplia il suo percorso di visita. Dalla prima domenica di agosto saranno aperti al pubblico, dopo gli interventi di restauro, alcuni ambienti della Villa, tra cui quelli termali, finora non visitabili. I lavori, iniziati nel 2010, a cura dell’équipe di restauratori dell’Hermitage di San Pietroburgo e dai restauratori dell’Ufficio scavi di Stabia, sono consistiti in interventi di scavo archeologico, restauro e rilievo. Da tali indagini è stato possibile individuare in maniera chiara l’organizzazione del settore termale della villa costituito da un ambiente porticato con al centro un piccolo spazio verde che fungeva da zona di disimpegno dei vari ambienti costituenti il settore termale (tepidarium, calidarium, laconicum, frigidarium). E’ stato evidenziato inoltre un corridoio che immette in un cubicolo, già identificato e saccheggiato in epoca borbonica, con una raffinata decorazione in tardo III stile e pavimento a mosaico. Per l’occasione saranno riaperti anche gli ambienti 44 e 45 recentemente restaurati dall’Accademia delle Belle Arti di Varsavia. Questi ambienti, originariamente aperti sull’atrio della villa, presentano una decorazione in II stile molto ben conservata.
Gli interventi rientrano nell’ambito degli accordi esistenti tra la Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia e la Fondazione RAS (Restoring Ancient Stabiae), fondazione Onlus culturale italiana costituita a Washington DC nel 2002, su iniziativa dell’Università del Maryland nell’ambito di un progetto di cooperazione in materia di beni culturali. Villa Arianna,è un complesso residenziale di epoca romana costruito sul ciglio del pianoro di Varano in posizione panoramica sul golfo. Deve il suo nome alla grande pittura a soggetto mitologico rinvenuta sulla parete di fondo di uno degli ambienti Si coglie l’occasione per ricordare che in occasione della prima domenica gratuita del mese di agosto, 2 agosto, l’accesso al pubblico al sito archeologico di Pompei avverrà nelle seguenti fasce orarie:
· dalle ore 9.00 alle ore 12,30
· e dalle 14,30 in poi e saranno adottate misure di controllo degli accessi anche ai siti di Ercolano, Oplontis e Boscoreale attraverso il contingentamento degli ingressi.

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Dal pacemaker alla cardiocapsula

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2015

pacemakerIl pacemaker più piccolo del mondo arriva in Italia. I primi impianti, iniziati nei giorni scorsi, proseguiranno nelle prossime settimane, coinvolgendo 12 aziende ospedaliere e cliniche nelle città di Bari, Bologna, Brescia, Cotignola, Milano, Pisa, Roma, Torino, Udine.Poco più grande di una pillola, un decimo della grandezza di un pacemaker convenzionale, il sistema di stimolazione intracardiaco transcatere Micra™ Transcatheter Pacing System (TPS) di Medtronicè una vera e propria cardiocapsula, pesa 2 grammi, misura poco più di 2 cm e ha una durata che può variare dai 7 ai 14 anni. Viene impiantato direttamente nella cavità cardiaca attraverso la vena femorale e non prevede l’impianto di elettrodi di stimolazione. Una volta posizionato, il sistema Micra™, ancorato al cuore attraverso piccoli ganci appositamente progettati, emette impulsi elettrici in grado di regolarizzare il battito cardiaco attraverso un elettrodo posto sul dispositivo.A differenza delle attuali procedure di impianto, quella del Micra™ TPS non necessita di alcun filo o catetere e non richiede incisioni nel torace, né la creazione di una tasca sottocutanea, eliminando, così, il rischio di potenziali complicanze legate alla procedura tradizionale.Il dispositivo ha ricevuto il Marchio CE nell’aprile 2015, sulla base dei risultati dei primi 60 pazienti arruolati nello studio clinico mondiale Micra™ Transcatheter Pacing Study, a distanza dei primi tre mesi dall’impianto.Lo studio, multicentrico, a singolo braccio, procede per completare il follow up con il coinvolgimento di 700 pazienti in 56 centri di 19 Paesi. Durante il 36° Annual Scienfic Session della Heart Rhythm Society svoltosi nel maggio scorso, sono stati presentati i risultati relativi a 140 pazienti, che hanno dimostrato il successo della proceduta nel 100% dei casi. Non si sono verificati episodi di infezione o eventi che abbiano richiesto un nuovo intervento. In tutte le visite di follow up dei pazienti (1-3 mesi), poi, i valori della stimolazione elettrica rientravano nei parametri previsti. I soggetti coinvolti coprivano un’ampia gamma di “profili”, dal punto di vista dell’età (da 21 a 94 anni), del peso corporeo (da 41 a 148 Kg), delle comorbilità (BPCO, ipertensione polmonare).La stimolazione del cuore senza elettrocateteri rappresenta un’innovazione rivoluzionaria che si posiziona come una pietra miliare nella storia dei pacemaker, che da circa sessant’anni ha visto numerose ed importanti evoluzioni.
Micra™ TPS, infatti, è uno dei segni tangibili dell’impegno profuso da Medtronic nell’innovazione tecnologica, mirata soprattutto alla miniaturizzazione dei dispositivi cardiaci impiantabili, che comporta notevoli vantaggi e benefici per il paziente. Elemento molto importante, se consideriamo le dimensioni del numero di device cardiaci impiantabili: nel 2014, in Italia, sono stati impiantati, infatti, circa 89.500 dispositivi cardiaci, di cui, 63.440 pacemaker per la bradicardia, circa 2.000 per la resincronizzazione cardiaca (nello scompenso cardiaco) e oltre 24.000 defibrillatori impiantabili.

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Saluggia: scorie nucleari

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2011

Saluggia 5 dicembre 2011, alle ore 10.30, presso la sede del Partito Democratico del Piemonte (Via Masserano 6/a), a Torino, conferenza stampa dell’On. Luigi BOBBA (Vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati), del Segretario regionale del PD Gianfranco MORGANDO e di Paola OLIVERO (Capogruppo PD Comune di Saluggia) sulla questione della realizzazione del deposito D2 a Saluggia (Vercelli) dove verranno concentrati i rifiuti nucleari presenti sul territorio. “Mercoledì la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti sarà a Saluggia per una serie di sopralluoghi – spiega l’On. Luigi BOBBA – Questa sarà l’occasione per ribadire al nuovo Governo la richiesta di procedere con urgenza all’individuazione del sito del deposito unico nazionale delle scorie nucleari e per illustrare le posizioni di contrarietà del Partito Democratico alla costruzione del deposito D2, che da ‘temporaneo’ rischia di diventare ‘definitivo’ e la cui realizzazione potrebbe comportare costi elevati per i cittadini e un grave danno erariale”.

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Manovra sui carburanti

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2011

Franco Ferrari Aggradi, Presidente di Assopetroli-Assoenergia, in merito alla bozza di manovra in cui è prevista all’art. 7 comma 4, la liberalizzazione dei carburanti attraverso l’eliminazione, per igestori, dell’esclusivita’ sui contratti di rifornimento nei confronti dei rivenditori e dei proprietari degli impianti, che giunge a distanza di pochi mesi dall’approvazione dell’art. 28 contenuto nella manovra di agosto e che non ha potuto dispiegare i propri effetti positivi, afferma che “La norma non solo e’ scritta male perche’ fa riferimento a non precistate <<violazioni di norma imperativa di legge>> che non esistono, ma e’ devastante per il settore, per i consumatori e per gli operatori in particolare per gli indipendenti fautori del fenomeno delle pompe bianche, oltre ad essere manifestamente incostituzionale perche’ “scipperebbe”, nella peggiore tradizione degli espropri senza corrispettivo attuati dai regimi totalitari, i proprietari dei loro impianti di distribuzione che gia’ li concedono gratis ai gestori in cambio di un contratto in esclusiva per il rifornimento del carburante. Contratto che – ricorda Ferrari Aggradi – e’ obbligatorio e l’unico previsto dalla legge 32/98. I proprietari degli impianti non potranno piu’ assicurare la qualita’ del prodotto servito alla pompa dai gestori restandone comunque responsabili. Il pericolo per i cittadini quindi e’ che non solo non ci sara’ nessun effetto in termini di riduzione del prezzo alla pompa, ma questi non potranno piu’ essere certi della qualita’ della benzina con cui riforniranno i loro mezzi di trasporto rischiando – se gli va bene – il blocco del motore nell’eventualita’ venga loro venduto del carburante scadente o impuro. Inoltre – prosegue Ferrari Aggradi – nella bozza di decreto si impedisce di fatto ogni modifica contrattuale tra le parti per mitigare la portata deflagrante di una norma sballata. Insomma siamo all’ennesimo tentativo di esproprio forzato che rischia di far chiudere bottega a migliaia di piccole e medie aziende che operano nella commercializzazione dei carburanti con pesantissimi effetti sull’occupazione. Da un Governo tecnico – conclude Ferrari Aggradi – ci saremmo aspettati ben altro: la revisione delle accise ad esempio che è l’unica via percorribile per incidere effettivamente sul costo finale dei carburanti e l’unica forma capace di garantire al consumatore finale un effettivo calo del prezzo alla pompa. Ci auguriamo quindi che il Governo, riveda la propria posizione al fine di non danneggiare ulteriormente un settore – quello della distribuzione dei carburanti – gia’ pesantemente colpito dalla Robin Tax, anche questa una norma incostituzionale figlia di una politica energetica incapace di guardare oltre l’immediata necessita’ di fare cassa”.

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(fidest) La repubblica romana delle due Sicilie

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2011

Il vantato secessionismo leghista che paventa la nascita dello Stato lombardo-veneto potrebbe diventare una sorta di licenza “politica-istituzionale” per dare il via ad un’altra scomposizione del sistema Paese lanciando l’idea della “repubblica romana delle due Sicilie”. In questo caso vi sono a sostenerne la causa non tanto, e non solo, ragioni di opportunità politica ma anche di natura storica e istituzionale. D’altra parte è già esistita la Repubblica romana come lo è stato il regno delle due Sicilie e sarebbero durate in prosperità se non avessero subito il vulnus dell’occupazione militare dei piemontesi e il suggestivo scenario dello sbarco dei mille in quel di Marsala. E’ una ferita, quella del Sud, che non tutti hanno digerito, e il comportamento della Lega non fa altro che rinfocolare un passato che si pensava in via di estinzione. Il tutto andrebbe a vantaggio del sud sia per estensione territoriale sia per la capacità di generare risorse oggi occluse da una politica incapace di risvegliare interessi e passioni in un’area dotata di grandi ingegni e di fertile immaginazione e anche di possibili risorse energetiche, turistiche, industriali e di sbocchi commerciali con i paesi che si affacciano nel Mediterraneo dalla sponda nord dell’Africa e dell’Asia. Non a caso queste opportunità sono state individuate da una grande nazione asiatica che avrebbe tutto da guadagnare consolidando la sua posizione economico-strategica nel meridione d’Italia tanto che ha già stabilito solidi legami finanziari con la Sicilia. A questo punto il secessionismo padano farebbe il gioco del meridione e lo solleverebbe da un asservimento subdolo e irragionevole se si pensa che persino i tedeschi hanno capito, con la loro riunificazione del paese, dopo il crollo del muro di Berlino, che una nazione non cresce se non cresce insieme allo stesso modo. D’altra parte non possiamo sentirci italiani solo per “sfruttare i più deboli”, ma se italiani dobbiamo essere facciamolo in modo che una mano sappia lavare l’altra e tutte e due lavino la faccia, alias Italia. Se si è insieme, insieme dobbiamo crescere e prosperare, altrimenti è meglio dividersi e subito. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Terzo podio stagionale per Tom Coronel

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2011

Valencia La lunga parentesi europea del FIA WTCC si è chiusa a Valencia (Spagna) con un podio e settimo posto per ROAL Motorsport e Tom Coronel. Sabato il pilota olandese con il nono tempo in Q1 (1’44.565) si era assicurato la prima fila di gara due, mentre in Q2 con la quinta prestazione assoluta (1’43.367) aveva gettato basi importanti per la prima corsa. In gara uno Coronel, uscito con esperienza indenne dalla bagarre delle prime due curve, già dal secondo giro ha iniziato a pressare Tiago Monteiro (Seat) per la quarta posizione. Nel corso del settimo passaggio prima l’attacco decisivo al portgohese e poi un problema tecnico alla vettura di Gabriele Tarquini (Seat) gli hanno consegnato il terzo posto, difeso poi senza problemi fino alla bandiera a scacchi.
Le grandi aspettative per la seconda corsa sono state inizialmente confermate da un ottima partenza che ha permesso a Coronel di prendere immediatamente il comando. La leadership è rimasta nelle sue mani fino a quattro giri dalla bandiera a scacchi, quando la BMW 320TC del pilota olandese è entrata in contatto con quella di Javier Villa dopo una attacco portato dal giovane pilota spagnolo per la conquistare la prima posizione. L’episodio è però costato tre posizioni a Coronel, quarto sotto la bandiera a scacchi ma settimo nella classifica finale dopo la penalizzazione di dieci secondi inflitta per l’accaduto dai commissari sportivi. In classifica Coronel è ora quarto con 158 punti ed una sola lunghezza di vantaggio su Tarquini.
Il FIA WTCC si trasferirà ora in Asia per i tre rounds conclusivi della stagione che prederanno il via da Suzuka (Giappone) il 23 Ottobre.

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Le province viste dal Pd

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

Dichiarazione dell’On. Giorgio MERLO (PD) “L’abolizione delle Province non può rispondere solo ad un disegno populista, demagogico e di pura propaganda. Perché se quella logica dovesse prevalere, non capisco il perché non debbano essere eliminati anche tutti i Comuni al di sotto dei 15 mila abitanti, e poi accorpare alcune Regioni e infine ridurre il Parlamento a 100 deputati e 50 senatori. E magari anche abolire una Camera. Visto che, come diceva il vecchio Nenni, c’è “sempre un puro più puro che ti epura”, anche sul superamento delle Province la posizione responsabile, equilibrata e realistica del PD non può essere venduta come conservatrice. Fuorché qualcuno pensi che la democrazia sia ormai un lusso di cui si può fare tranquillamente a meno. Colpire gli sprechi sì, quindi, ma senza ridicole e grottesche parole d’ordine”.(n.r. i tanti scrupoli di cui si sono fatti oggetto i parlamentari del Pd sono oggi fuori tempo massimo. La verità è che 51 anni fa si introdusse l’istituto regionale con il solenne impegno d’abolire le province. Allora funzionavano molto bene eppure furono sacrificate sull’altare dell’idea regionale. Dopo qualche anno ci si rese conto che erano diventate superflue eppure non furono capaci di abolirle. Ora altri pretesti si aggiungono a quelli del passato per continuare a tenerle in piedi. Ebbene oggi più di ieri vi sono 15 miliardi di ragioni per chiudere loro i battenti. Siamo alla ricerca disperata di risorse e 15 miliardi non si possono buttare dalla finestra per degli scrupoli da certosini. La verità è, ovviamente un’altra. La provincia è una fabbrica di clientele politiche e perderle significa alienarsi taluni potentati. Ma qui i partiti non ci dicono che vogliono fare gli interessi del popolo? E gli interessi del popolo vanno proprio per l’abolizione di un istituto superfluo. E’ durato fin troppo a lungo: oltre 50 anni.)

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Unicredit vita: ricerca personale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

La compagnia di bancassurance partner di UniCredit Group affianca al proprio canale diretto di recruiting, quello più innovativo e tecnologico creato dal marchio di Hr Network, per un legame di grande potenziale e in linea con gli sviluppi del Web 2.0. Tre, nello specifico, le posizioni ricercate da CNP UniCredit Vita, due riguardanti l’Ufficio Legale ed una all’interno delle Funzioni Acquisti, Logistica e Servizi Generali. Per quest’ultima posizione, tra coloro che si sono candidati a “metterci la faccia” è stato scelto un giovane milanese. Il suo caso dimostra come il plus generato dalle clip multimediali permetta l’esaltazione di caratteristiche personali che diventano determinanti nella valutazione dell’idoneità ad un profilo ricercato. Le ricerche di CNP UniCredit Vita sono rivolte a persone tecnicamente preparate che sappiano mettersi in gioco: due caratteristiche che FACECV è in grado di mettere in luce attraverso i propri strumenti, favorendo l’incontro con candidati propensi ad utilizzare le nuove modalità offerte dall’informatica.
Il sito FACECV.it garantisce infine alti livelli di accessibilità agli utenti, grazie alla propria interfaccia semplice ed intuitiva e collegamenti ad alcuni tra i social network più utilizzati, intesi sia come rafforzamento della propria presenza in rete sia, soprattutto, come canali di comunicazione messi a disposizione di aziende e candidati per moltiplicare la possibilità di incontro tra domanda ed offerta.
FACECV.it, nato nell’aprile dello scorso anno sulla scia delle ultime tendenze nazionali, è il portale dedicato al video-recruitment. Un nuovo sistema di ricerca lavoro e selezione on-line, il punto d’incontro per la ricerca e la selezione del personale, rapido ed efficace, studiato per far incontrare in modo immediato domanda ed offerta di lavoro, utilizzando in modo innovativo internet e webcam.

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Le credenze vanno tutte rispettate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

Lettera al direttore. Su D – La Repubblica del 4 giugno, Umberto Galimberti, rispondendo ad Attilio Doni che critica la posizione di molti cattolici riguardo al testamento biologico, scrive: “In ordine alla fede, ogni discussione è inutile perché le credenze vanno tutte rispettate”. Bella questa! Immagino me stesso e il filosofo Galimberti qualche secolo indietro, a Piazza Campo dei Fiori, tra la folla, mentre un altro filosofo, con la lingua serrata da una morsa, nudo, viene legato ad un palo ed arso vivo. Sapendo che Umberto è un amico e che non mi tradirà, gli sussurro all’orecchio: “Come si può fare questo in nome di Dio?”, e lui: “Le credenze vanno tutte rispettate!”. Caro filosofo, se ogni discussione in ordine alla fede fosse stata inutile, qualcuno ancora oggi rischierebbe d’essere bruciato vivo. Esistono credenze innocue, e credenze perniciose. Di queste ultime più si discute e meglio è. E quanto al rispetto verso alcune credenze, ho serie perplessità. Tralasciando l’argomento del testamento biologico, si pensi alla posizione attuale della Chiesa cattolica nei riguardi degli omosessuali, delle donne, delle coppie di fatto (Renato Pierri)

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Roma e spostamenti in bici

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2011

C’è un pezzo di romani disposto a mettersi alla prova in bicicletta: lo confermano i risultati del Giretto d’Italia diffusi oggi, a ridosso della seconda Giornata Nazionale della Bicicletta. Nel primo campionato della Ciclabilità Urbana, che a Roma è stato organizzato da Legambiente Lazio e Fiab Roma, in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Roma e con la partecipazione del Coordinamento Roma Ciclabile, la Capitale si è piazzata in sesta posizione nel girone delle Grandi città, con una percentuale di spostamenti in bici pari al 5%, dopo Torino (vincitrice con il 19%), Milano (18,7%), Verona (16,9%), Firenze (13,6%), Bari (5,4%), e subito prima di Genova (2,7%). Il monitoraggio del numero di biciclette in circolazione è stato effettuato dalle 8 alle 10 del mattino, il 3 maggio scorso, in tre check point posizionati in Viale Aventino, a Via Marcantonio Colonna e a Valle Giulia dal Comune di Roma, e ha calcolato anche il numero delle automobili, dei ciclomotori, dei bus e dei pedoni, fornendo un quadro generale della mobilitànella città. A viale Aventino sono state 178 le biciclette transitate, 1.158 le auto, 602 i ciclomotori, ben 400 i bus e 540 i pedoni; a Via delle Belle Arti 41 biciclette, 980 auto, 406 ciclomotori, 57 bus e 87 pedoni; a via Marcantonio Colonna 32 biciclette, 73 auto, 13 ciclomotori, 49 bus e 434 pedoni. In totale sommando i 3 check point i risultati hanno visto 251 biciclette conteggiate, 2.211 auto, 1.021 motocicli e ciclomotori, 506 bus e 1.061 pedoni. Per quanto riguarda gli altri gironi, tra le città piccole città ha trionfato Udine con il 39,8% degli spostamenti in bicicletta, mentre la maglietta rosa del girone delle città medie è andata a Ferrara, che ha superato di pochissimo Trento (38,2% e 36,7% i rspettivi risultati). In totale, nelle 27 cittàitaliane partecipanti alla speciale iniziativa, che ha visto anche la collaborazione di Cittainbici e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente,sono passati attraverso i check point circa 45mila ciclisti urbani. E’ d’obbligo ricordare il valore simbolico del monitoraggio, che in molti casi è stato effettuato in aree del territorio comunale dove spostarsi in bici è più agevole, ma proprio questo dimostra come contesti più favorevoli invoglino i cittadini a scegliere questa soluzione per i proprio spostamenti.

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Piemonte: no al nucleare

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

Saluggia (Vercelli) 16 aprile si terrà una Segreteria regionale sulla questione del nucleare, allargata ai Parlamentari e Consiglieri regionali del PD e aperta ai dirigenti del PD vercellese e ai cittadini interessati. In quell’occasione ribadiremo la nostra posizione di netta contrarietà al ritorno del nucleare in Italia e chiederemo al Governo di uscire dalla sua latitanza e di risolvere una volta per tutte il problema delle scorie nucleari ancora presenti nella nostra Regione. Abbiamo contestato la scelta del Governo di realizzare nuove centrali in quanto si tratta di una tecnologia obsoleta, molto costosa e non sicura come il grave incidente di Fukushima sta dimostrando. Sosteniamo la necessità di annullare il programma del nucleare italiano, e su questa linea ci impegneremo nella campagna referendaria.  Non solo non devono essere costruite nuove centrali, ma bisogna fare i conti con l’eredità del vecchio nucleare: Saluggia e Trino non possono continuare a ospitare le scorie a causa della mancata individuazione da parte del Governo del sito del deposito unico nazionale. Il Presidente Cota non può più limitarsi a generiche rassicurazioni sul fatto che in Piemonte non verranno realizzate nuove centrali, deve incalzare il Governo perché risolva il problema delle scorie e vari delle politiche serie sul versante del risparmio energetico e dello sviluppo delle energie rinnovabili”

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