Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘possesso’

Sharing Economy: dal possesso all’accesso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Milano 26 marzo 2018 17:30 – 19:30 Aula Magna Carassa Dadda, edificio BL.28, via Lambruschini 4b, campus Bovisa. L’incontro è il secondo “Digital Innovation Talks”, il ciclo di eventi su temi “trasversali” rilevanti e legati al fenomeno digitale. Negli ultimi anni, la combinazione di trend di business e tecnologici, uniti ad una condizione economica congiunturale, ha determinato la nascita e lo sviluppo di un nuovo trend: la “Sharing Economy” o economia della condivisione. Si assiste quindi al passaggio da un’economia ove il possesso degli asset (tangibili e intangibili) determina i vantaggi a esso correlati, a una dove l’accesso agli asset ne garantisce la fruibilità del valore. Il fenomeno, potenzialmente pervasivo, coinvolge non solo startup, ma incumbent e PA, senza tuttavia aver ancora delineato una chiara direzione evolutiva. Il Digital Innovation Talk vuole essere l’occasione per discutere cosa si celi dietro la definizione del concetto di Sharing Economy, anche in funzione dei trend e fattori che ne hanno determinato sviluppo e diffusione, e quali siano gli impatti possibili per la collettività e le imprese, alla luce di casi rilevanti di imprese consolidate e startup operanti nel contesto Sharing Economy.
17.30 Apertura lavori
Alessandro Perego (Direttore, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
17.40 Sharing Economy: come definirla e classificarla
Antonio Ghezzi (Professore di Strategy & Marketing, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
18.00 Implicazioni macroeconomiche del passaggio dalla proprietà all’accesso
Fabio Sdogati (Professore di Economia Internazionale, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
18.20 Tavola rotonda – La parola ai protagonisti Giuseppe Macchia (Responsabile Smart Mobility Services, Eni Fuel S.p.A.) Federico Sargenti (Country Manager, Supermercato24) Andrea Saviane (Country Manager, Blablacar)Paolo Terranova (Presidente, Agenquadri CGIL)
Modera Alessandro Perego (Direttore, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
19.30 Termine lavori
La partecipazione al Convegno è gratuita.

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Paga canone Rai chi ha tv, anche la radio, ma non altri device

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

televisori“Rimane l’impianto della normativa in vigore. E’ il possesso di un televisore il requisito per il pagamento del canone, non degli altri device. Nella norma abbiamo solo aggiunto una presunzione del possesso del televisore che è il contratto di fornitura elettrica per l’abitazione in cui si è residenti. Questo è il presupposto, in futuro vedremo per prendere in esame l’evoluzione tecnologica” Lo ha detto il sottosegretario Antonello Giacomelli a 24Mattino su Radio 24 e ha aggiunto “Secondo i dati Istat – ha sottolineato – il 97% degli italiani possiede un televisore. Eppure questo non emerge dai dati sul pagamento del canone”.
Alla domanda del conduttore di Radio 24 Alessandro Milan se anche chi ha una radio debba pagare il canone, Giacomelli risponde: “Secondo me non è importante quello che uno ascolta e come fruisce. Il requisito rimane lo stesso, il possesso di un apparecchio atto a ricevere. Sono esclusi, al momento, computer, tablet e smartphone”

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Protestare a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2011

Manifestare il proprio pensiero è bello e rend...

Image by Geomangio via Flickr

“Ho deciso di andare a  Roma per fare anch’io la mia protesta. Si tratterà di una manifestazione “sui generis”, in quanto  sarò solo ad elevare il mio dissenso. Protesterò contro la legge di gravità; questo governo legifera su tutto, senza badare ai vari contenuti, essendo stato eletto dal popolo e, quindi, in possesso di un potere assoluto. Ritengo quindi che abbia l’autorità e l’autorevolezza per bandire tale ignominiosa legge che troppo spesso ci fa ruzzolare a terra. Peraltro sono certo del sostegno del premier in quanto, in assenza di tale legge, non avrebbe ricevuito quella famosa “duomata” in faccia. Ovviamente presenterò al Ministro degli interni una fidejussione bancaria a garanzia dei danni che potrei provocare nella concitata manifestazione che andrò a fare. E’  chiaro che intendo rispondee solo dei danni fatti da me, non posso rispondere di ciò che altri potrebbero fare. Da solo, scortato dalle forze dell’ordine, con traffico bloccato e cittadini penalizzati, ma si tratta di un mio diritto al quale non intendo rinunziare. Il problema sorge se dovessero presentarsi degli infiltrati; essendo da solo non potrei occuparmi del servizio d’ordine, specialmente se dovessero presentarsi in centinaia o migliaia: contrari alla legge di gravità devono essercene parecchi, per cui il mio timore di spontanee adesioni risulta quanto mai possibile. Penso ai portuali di Genova, agli scaricatori dei mercati generali, gente dai muscoli efficienti  che solo con uno sguardo sfondano una vetrina. Lo dico a-priori, non intendo rispondere del comportamento altrui; la mia protesta è motivata e intendo esercitare il mio diritto, peraltro garantito dalla Costituzione. Mi piacerebbe che l’attuale ministro degli interni prendesse atto di questo problema ed elaborasse un emendamento alla sua proposta di legge di chiedere garanzie reali a chi protesta, in grado di salvaguardare i diritti di tutti, anche di chi, come me, intende protestare da solo contro una legge iniqua che mi perseguita da 68 anni.(Rosario Amico Roxas)

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Roma: ordinanza antialcol

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Continuano i controlli del I Gruppo di Polizia Municipale per l’applicazione della ordinanza anti-alcol e il rispetto delle norme di sicurezza durante la movida notturna. Tra venerdì e sabato notte, il primo Gruppo, guidato da Stefano Napoli, ha contestato 6 violazioni dell’ordinanza 165 del 2011 a carico di consumatori di bevande alcoliche, trovati bere in strada dopo le 23, mentre sono stati 141 i controlli effettuati sui pubblici esercizi ed attività di somministrazione. 128 i controlli svolti per verificare il rispetto dell’orario e il possesso del dispositivo alcol-test nelle zone di Monti, San Giovanni e Colosseo. Un laboratorio in via di San Giovanni in Laterano è stato multato per protrazione dell’orario di esercizio. Tredici sono stati i controlli per disturbi della quiete e occupazioni di suolo pubblico irregolare con una violazione contestata in Piazza della Quercia per occupazione abusiva e una violazione accertata in via Monserrato. Riguardo al possesso del precursore per il controllo dello stato di ebrezza, si sono svolti 91 controlli nel rispetto della legge 120/2010. Controlli effettuati anche a contrasto dell’abusivismo commerciale tra Colosseo e Tridente per 30 sequestri amministrativi a carico di ignoti e un totale di 513 pezzi confiscati; un sequestro amministrativo nominativo per 50 pezzi confiscati e 5 sequestri penali a carico di ignoti per 83 pezzi sequestrati. Infine, la polizia municipale ha sanzionato 310 veicoli per soste irregolari e soste in area pedonale, in particolar modo nelle zone di Trastevere e Campo de Fiori.

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Canone/Imposta Rai e i suoi esattori

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

Il ministero dell’Economia non è aggiornato sull’attività di un proprio esattore. Non un dipendente dell’Agenzia delle Entrate di Rocca Cannuccia di Sopra che rincorre il fruttivendolo, ma la Rai, a cui è demandato il compito di riscossione dell’imposta piu’ odiata dagli italiani, cioe’ circa 1 miliardo e mezzo di euro che vengono pagati per il mero possesso di un apparecchio tv con cui non ci si sintonizza mai sulla tv di Stato. E’ successo che il ministero dell’Economia ha detto che nei primi due mesi del 2011 la Rai ha incassato il 37,5% in meno da canone/imposta. E subito dopo la Rai ha smentito dicendo che, invece, gli introiti sono aumentati di 15 milioni. Un “qui pro quo” che arriva dopo la mazzata della relazione di ieri della Corte dei Conti che ha detto alla Rai di spendere meno e meglio e di darsi una mossa per riscuotere l’imposta soprattutto dalle aziende (1 miliardo l’anno che, pur col ritmo attuale di spesa, basterebbe a colmare il disavanzo permanente). Un “qui pro quo” che la dice lunga su come tutta la riscossione e’ gestita: discrezionalita’ assoluta da parte dell’esattore, scarsa attenzione e cura da parte dell’Esecutivo. Ma perche’? Noi crediamo che cio’ accada perche’, se la legge fosse applicata, esploderebbe il tutto. L’esazione avviene in forza di una legge del 1938 (quando la tv non esisteva) che disciplina il pagamento dell’imposta per qualunque apparecchio atto o adattabile a ricevere trasmissioni. Legge che, nel 2011, se applicata comporterebbe il dovere di pagamento per i possessori di questi apparecchi: videoregistratore, registratore dvd, computer (con o senza scheda Tv e/o connessione Internet), videofonino, cellulari di nuova generazione, iPod e apparecchi mp3-mp4 provvisti di schermo, monitor a sé stante (senza computer annesso), monitor del citofono, modem, decoder, videocamera, macchina fotografica digitale, etc. E’ evidente che urgerebbe una modifica legislativa, ma… siccome sulla Rai, cosi’ com’e’, ci mangiano tutti i partiti, la sola idea di dover mettersi d’accordo per un nuovo assetto finanziario, fa venire i brividi a tutti, per cui e’ bene che rimanga cosi com’e’.Qui il nostro canale web dedicato al canone Rai: http://tlc.aduc.it/rai/ (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Sondaggio siti web

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2011

L’89% delle aziende e dei professionisti italiani sono in possesso di un sito web che illustri la loro attività, ma poco più della metà (51%) di loro è soddisfatta dell’investimento fatto e neanche la metà (48%) ha avuto un aumento della propria clientela grazie all’apertura del sito. Questo il panorama descritto da un sondaggio effettuato a gennaio 2011 da CarloVittorio Giovannelli, presidente dell’Osservatorio Giuornalistico Mediawatch, in occasione dell’inaugurazione del suo nuovo sito http://www.carlogiovannelli.it/. Il sondaggio è stato effettuato tramite mail e controllo dati su un campione di 1.052 Italiani possessori di siti web che illustrino la loro attività.   Queste le domande e i risultati del sondaggio:
Ha un sito internet che illustra la sua professione o azienda?  Sì 87%   No 13%
E’ soddisfatto dei contenuti del suo sito? Sì 73%   No 27%
L’apertura del suo sito ha aumentato i suoi clienti? Sì 48%   No 52%
E’ soddisfatto dell’investimento per il suo sito? Sì 51%   No49%
“I risultati di questo sondaggio descrivono un panorama che ha ancora grandi margini di miglioramento, – spiega Giovannelli – la conclusione che si trae è che avere un sito web, per quanto i contenuti possano essere ben curati, non è sufficiente, è infatti importante avvalersi di professionisti del settore e farsi canalizzare su questo mezzo per ottenere migliori risultati e posizionarsi sui motori di ricerca. Una campagna di comunicazione, affiancata da web marketing e da una strategia efficace, è la migliore soluzione per mettersi in evidenza nel mare della rete.”
(Claudio Bonato)

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Imposta-canone Rai

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2010

Il piano straordinario che il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ha presentato ieri al Consiglio di amministrazione prevede di recuperare 100 milioni di euro dall’evasione dei canoni speciali, cioè il possesso di uno o piu’ televisori usati “fuori dall’ambito familiare nell’esercizio di un’attività commerciale e a scopo di lucro diretto o indiretto”.Per esempio, alberghi, bar, ristoranti, uffici, enti e amministrazioni pubbliche, imprese. I canoni speciali hanno vari importi, che arrivano fino a 6510,13 euro. A questo scopo la Rai usera’ la struttura gia’ esistente, composta da 120 accertatori, che sara’ potenziata con ulteriori 50 agenti mandatari, a costo zero per l’azienda in quanto verranno retribuiti a provvigione. Era ora che la Rai si accorgesse anche degli apparecchi tv che sono in luoghi diversi dalle abitazioni private: sono anni che denunciamo questa evasione fiscale, che era tale per esplicita mancanza di iniziativa della Rai stessa, iniziativa che, invece, e’ sempre stata continua nei confronti delle famiglie. A differenza, pero’, delle varie fantasie che vengono utilizzate per gli apparecchi domestici (dove intimano -non sempre, ma spesso- che si paghi anche per il pc, etc…. fantasie che noi puntualmente invitiamo a contestare), in questo caso si parla di apparecchi televisivi. Probabilmente perche’ non vogliono far esplodere il maleodorante -e diffusamente odiato- pentolone in cui cucinano quel minestrone che chiamano canone o abbonamento (pur trattandosi di vera e propria imposta…): ve l’immaginate gli uffici che devono pagare un’imposta per ogni computer e per ogni telefonino? Ma, nonostante le “miti” pretese e gli scarsi mezzi (170 accertatori per tutta Italia…), bisogna fare molta attenzione perche’ il direttore Masi ha precisato che queste persone verranno pagate a provvigione. Visto come questi signori -spesso da codice penale- si comportano con le abitazioni domestiche, perche’ non dovrebbero fare altrettanto per gli uffici? E’ frequente cioe’, che a persone che abbiano solo parlato con questi signori dopo aver aperto loro la porta di casa, sia stato chiesto di firmare un foglio che attestava il colloquio.. e poi si sono trovati una dichiarazione in cui ammettono di possedere un apparecchio tv oppure non firmano e poi si ritrovano su quella dichiarazione uno scarabocchio che la Rai dice essere la loro firma. Situazione di illegalità e truffa che ovviamente viene incentivata dal fatto che gli accertatori fiscali vengono pagati a provvigione…. Continuiamo a farci male continuando a mantenere questa imposta sempre piu’ odiata ed evasa? (fonte Aduc)

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Air Comet sospende attività di volo

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2010

La Air Comet ha sospeso tutte le attività di volo dopo che, su istanza della banca tedesca Nord Bank, creditrice della compagnia, un tribunale britannico ha ordinato la confisca degli aerei e le Autorità spagnole hanno provveduto a ritirare la licenza di volo alla stessa compagnia.    Tutti i passeggeri in possesso di biglietto aereo o di una valida prenotazione su un volo Air Comet, che non abbiano potuto usufruire di tale titolo di viaggio in conseguenza della sospensione delle attività della compagnia o che abbiano già presentato una richiesta di risarcimento, possono inviare un reclamo formale sia alla Air Comet che al “Ministerio de Fomiento” spagnolo, attraverso la compilazione di appositi moduli.  I consumatori coinvolti possono visitare il sito del Centro Europeo Consumatori Italia http://www.ecc-netitalia.it per ottenere informazioni, istruzioni pratiche e scaricare moduli e documenti di supporto per la compilazione.

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Canone Rai

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2010

Il Canone RAI è non solo la tassa più evasa dalle famiglie italiane ma lo è incredibilmente anche per le imprese.  Questo è risultato dallo studio sulle imposte più evase dagli Italiani, condotto da KRLS Network of Business Ethics, per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente monitora costantemente l’evasione fiscale in Italia. Dalla ricerca è emerso che l’evasione del Canone RAI nelle imprese si attesta intorno al 96%. In Italia esistono due canoni: quello ordinario, dovuto dalle famiglie, e quello speciale, dovuto dalle imprese, lavoratori autonomi, enti pubblici, enti pubblici non economici, enti privati. Ma se il canone ordinario e’ dovuto per il possesso di “apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”, il canone speciale si paga anche per il possesso di computers e/o monit ors e altri apparecchi multimediali (videofonino, videoregistratore, iPod, sistemi di videosorveglianza, ecc.) posseduti dalle imprese o enti pubblici o privati. Secondo i dati di Contribuenti.it in Italia esistono circa 4,5 MLN di imprese di cui il 98% collegata con Internet con almeno un computer, per cui almeno 4,4 MLN di imprese dovrebbero pagare il canone speciale. Ma dai dati pubblicati dalla RAI risulta che i canoni speciali riscossi ogni anno sono meno di 180 mila, per cui almeno 4,2 MLN di imprese, non pagano il canone con un 95% di evasione. Limitandosi ad applicare il canone speciale base di 195,31 euro a 4,2 milioni di imprese, l’evasione e’ di 820 MLN di euro. E se si considera che oltre alle imprese devono pagare il canone anche i lavoratori autonomi, i circoli, le associazioni, le fondazioni, le sedi di partiti politici, gli istituti religiosi, gli artigiani, le scuole e gli enti pubblici e che il canone speciale va pagato per ciascuna sede o ufficio, e che lo stes so varia da 195,31 a 6.510,13 euro l’anno a seconda della tipologia commerciale, Lo Sportello del Contribuente stima che l’evasione del canone speciale supera il miliardo di euro l’anno.  Tra i maggiori evasori del Canone Rai figurano le imprese con sede nelle province di Milano, Venezia, Torino e Roma dove l’evasione sfiora il 98% delle imprese. All’opposto le province più virtuose sono quelle di Aosta, Napoli, Pescara e Firenze dove l’evasione si attesta al 92%. In assoluto i contribuenti più fedeli restano quelli della Valle d’Aosta, Campania, Emilia-Romagna e Puglia ma in buona posizione si piazzano anche aventi sede nelle regioni meridionali dell’ Abruzzo, Molise, Puglia e Sicilia.
Perché le imprese evadono il canone? Dall’ indagine di Contribuenti.it è emerso che il 83% evade perché l’Amministrazione finanziaria, durante la verifica fiscale non richiede il pagamento del canone RAI, ne lo sanziona, l’11% non paga il canone perché c’è la pubblicità sulla TV pubblica ment re solo il 6% perché non ha soldi. “Neanche la pubblicità effettuata in questi giorni dall’ente pubblico aiuta le imprese a capire che l’abbonamento alla RAI è una tassa e come tale va pagata – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Ed è incredibile che l’amministrazione finanziaria dimentichi di richiedere il pagamento della tassa di concessione governativa durante le verifiche generali, incentivando indirettamente l’evasione fiscale del canone RAI”.

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Le 10 imposte più odiate dagli italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2009

1. TARSU/TIA 2. Tassa concessione televisiva (canone Rai) 3. Accise su benzina, energia elettrica e metano 4. Canone depurazione acque reflue 5. Tassa di possesso auto 6. ICI 7. Ticket sanitari 8. IVA 9. IRAP 10. Imposte sui redditi Lo studio, commissionato dal Tribunale dei diritti del contribuente, è stato condotto da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, attraverso Lo Sportello del Contribuente, su un campione casuale di cittadini maggiorenni residenti in Italia, intervistati telefonicamente nel mese scorso. Come si evidenzia nella classifica, le tasse più invise agli Italiani sono le imposte indirette che si pagano senza tener conto del reddito pro capite. Se, infatti, sembra logico da parte del cittadino partecipare al prelievo fiscale collettivo in maniera progressiva rispetto al reddito percepito durante l’anno, non sembra altrettanto accettabile vedersi tassare ripetutamente in base ai consumi. Tale imposizione colpisce il cittadino senza tener contro della propria capacità contributiva in dispregio al dettato costituzionale. Infatti, paradossalmente, le imposte indirette incidono maggiormente sulle famiglie più povere anziché su quelle più benestanti. In alcuni casi, poi, addirittura si assiste ad una doppia imposizione indiretta come nel caso dell’applicazione dell’IVA sulle accise presente sull’acquisto di carburante o nel consumo di energia elettrica. Solo un cittadino su cinque capisce perché paga le tasse. Quattro su cinque si considerano sudditi di una amministrazione finanziaria troppo burocratizzata che molto spesso viola i diritti dei contribuenti. Ciò che incentiva maggiormente l’evasione fiscale, che ad oggi ha raggiunto l’astronomica cifra di 331 miliardi di euro all’anno, è l’inefficienza nella riscossione dei tributi, la scarsa qualità dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione ed i condoni fiscali. Ogni anno gli enti impositori riscuotono meno del 10% di quanto accertato. Dallo studio emerge anche l’Italia ha il tasso di evasione più alto in Europa: su 100 euro di reddito dichiarato sfuggono al fisco ben 51 euro. Perché si evade? Dall’indagine condotta da Contribuenti.it è emerso che il 35% dei cittadini evade per ignoranza delle norme o per la complessità delle stesse, il 37% per la scarsità dei controlli e solo il 28% per l’insoddisfazione verso i servizi pubblici erogati dallo stato e la scarsa cultura della legalità.

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Saet group si espande negli Usa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2009

SAET Group, azienda leader mondiale nella produzione di impianti speciali per il trattamento termico ad induzione con sede a Leinì (TORINO), ha acquisito la maggioranza della società Engineering Design & Manufacturing Services Inc. (EDMS) società statunitense specializzata in processi e sistemi integrati per la tempra sotto pressa con sede a Surgoinsville in Tennessee. Advisor dell’operazione è stato Arietti & Partners, il membro italiano di M&A International Inc., gruppo mondiale di mergers & acquistions leader nel settore mid-market.  EDMS è stata selezionata dal Gruppo SAET per lo specifico know-how ed il possesso di importanti brevetti legati al marchio Epic™. Nel giugno 2009 è stato firmato il contratto vincolante di compravendita ed il patto parasociale che lega il Gruppo SAET all’attuale proprietà per un periodo di 5 anni, al termine del quale potrà essere esercitata l’opzione di acquisto delle rimanenti quote. EDMS prevede di conseguire nel 2009 un fatturato di circa 5 milioni di dollari ed un EBITDA di oltre il 20% del fatturato. L’obiettivo di EDMS è aiutare i clienti a realizzare le soluzioni più efficaci per i loro problemi manifatturieri, fornendo il più efficiente processo di riscaldo ad induzione disponibile, attraverso lo sviluppo, la progettazione e la costruzione di sistemi completi. EDMS utilizza i processi più avanzati nella tecnologia del riscaldo e della tempra avvalendosi dell’integrazione dei processi e dell’automazione per trarre i migliori risultati. Questi sistemi sono sviluppati usando tecniche di riscaldo ad induzione e sono tipicamente combinati con il processo di tempra sotto pressa il quale garantisce il contenimento delle distorsioni; tale tecnologia può anche essere combinata a tecniche di riscaldo tradizionali in sistemi ibridi.
Saet Group  Fondata nel 1966 da Pietro Canavesio e con sede a Leinì, in provincia di Torino, SAET Group è oggi il leader italiano nella produzione di tecnologia, nella progettazione e realizzazione di soluzioni e impianti “su misura” per il trattamento termico a induzione. Con la guida di Davide Canavesio in qualità di Amministratore Delegato, oltre 300 dipendenti ad alta specializzazione, sedi in Italia, in India (a Pune), Saet Group è un vero e proprio partner tecnologico per i propri clienti e si distingue per la capacità di supportarli a 360 gradi, dalla nascita dell’esigenza allo studio, progettazione e fornitura di una soluzione personalizzata, alla consulenza e assistenza in ogni singola fase del processo. La strategia di espansione, gli investimenti in innovazione e Ricerca & Sviluppo, e la stretta collaborazione con le Università italiane e con UCLA, contribuiscono quotidianamente alla crescita di Saet Group.

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Abolire la tassa di possesso dell’auto

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2009

E’ un tributo iniquo, perché colpisce indiscriminatamente tutti i possessori di automobili, in base alla cilindrata ed indipendentemente dal loro effettivo valore (un’auto nuova fiammante paga lo stesso tributo di un vecchio catorcio, anche se la capacità economica di un proprietario non è la stessa dell’altro); E’ iniquo perché viene pagato in egual misura sia da chi con un tipo di auto percorre centinaia di migliaia di chilometri l’anno che da chi ne percorre poche centinaia. E’ facile dimenticarsene, perché cade una volta l’anno ed in periodi diversi, a seconda dell’immatricolazione dell’auto, con conseguente rischio di ritardi nei pagamenti e quindi mora. E’ oneroso per i contribuenti conservare le ricevute, che a volte vengono richieste anche a distanza di anni. Tutto ciò, per un tributo che ben potrebbe essere sostituito con un piccolo incremento sul prezzo della benzina, il che consentirebbe di raggiungere una vera equità fiscale (ciascuno pagherebbe in proporzione con la quantità di carburante consumato) senza nessun problema burocratico di scadenze, calcoli, pagamenti e ricevute.  Il Componente del Dipartimento nazionale Tutela del Consumatore dell’Italia dei valori, Giovanni D’agata, propone pertanto che, a partire dalla Regione Puglia, il tributo costituito dalla tassa di possesso delle automobili sia abolito, e sostituito da un piccolo incremento del prezzo della benzina, e propone che tale modifica sia inserita dai candidati Presidenti e dalle loro coalizioni nel programma elettorale per le prossime elezioni regionali. La nostra Costituzione prevede che tutti i cittadini paghino le tasse, concorrendo alla spesa pubblica, in ragione della capacità  contributiva di ciascuno. Tutta la normativa ed i principi generali hanno indirizzato l’azione degli Enti, dallo Stato ai Comuni, che devono curare il pagamento della tasse, nel senso di un sempre maggiore favore verso il contribuente: le tasse devono essere giuste, il loro pagamento deve essere agevole anche sotto il profilo delle procedure, in poche parole il pagamento delle tasse deve esser quanto più possibile sentito dal cittadino come un dovere civico e di solidarietà, e non come una condanna o una tortura. In realtà, molto spesso di troviamo dinanzi a situazioni diametralmente opposte, e perciò illegittime, in cui l’esazione dei tributi è operata in maniera farraginosa, complicata, tale da indurre facilmente il contribuente in errore, o da fargli dimenticare le scadenze, con conseguenti sanzioni. Una di queste tasse, in particolare, è la tassa di possesso dell’automobile, un tributo che in Italia ancora resiste ma che in molti altri Paesi civili è stato abolito senza che i rispettivi governi abbiano perso un centesimo.

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Canone Rai

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

Le campagne populiste servono a distrarre e non certo a difendere la libertà d’informazione. Ricordiamo all’on. Antonio Di Pietro che il canone Rai non si disdice e non si sostituisce con quello di Sky, forse l’ultimo telespettatore subissato dagli spot di “abbonamento” alla Rai può ancora credere di essere un abbonato alla tv di Stato, ma un ex ministro forse no. Il cosiddetto canone Rai è una tassa sul possesso di un apparecchio atto a ricevere trasmissioni televisive, perciò se l’on. Di Pietro possiede un televisore che sia per guardare Sky, filmini in dvd o la Rai poco importa, deve comunque pagare la tassa per non essere un evasore fiscale. Che l’on. Di Pietro sia anche un ex magistrato che induca a violare una legge dello Stato senza dirlo, stupisce ancora di più. Se infatti  vuole lanciare una campagna di disobbedienza civile e autodenuncia fiscale non la spacci per un cambio di abbonamento, se invece volesse far rispettare quel referendum radicale con cui gli italiani avevano chiesto la privatizzazione della Rai, e con questa la fine del carrozzone di Stato dove amici e parenti dei politici vengono sistemati, ne saremo ancora piu’ lieti! (n.r. abbiamo informato per una replica l’on.le Di Pietro già da qualche giorno ma non ci ha risposto. Non è la prima volta. Questo dimostra che le “campagne populiste” anche riguardo la libertà di stampa fanno parte del suo modo d’intendere il ruolo dell’informazione)

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