Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘posti lavoro’

Nel 2019 Amazon creerà 1.000 nuovi posti di lavoro in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 luglio 2019

Amazon ha annunciato oggi che creerà in Italia più di 1.000 posti di lavoro a tempo indeterminato entro la fine dell’anno: una crescita che porterà la forza lavoro dell’azienda a un totale di 6.500 dipendenti, rispetto ai 5.500 di fine 2018.
Queste nuove opportunità di lavoro sono destinate a persone con ogni tipo di esperienza, istruzione e livelli di competenza, dagli ingegneri e sviluppatori di software, dagli operatori di magazzino agli esperti di marketing, fino a coloro che sono alla ricerca della prima esperienza lavorativa.
Molti dei ruoli saranno disponibili anche nel nuovo centro di distribuzione che è stato aperto a Torrazza Piemonte (TO). Ulteriori posizioni saranno disponibili presso i centri di distribuzione già esistenti di Castel San Giovanni (PC), Passo Corese (RI) e Vercelli, presso il centro di smistamento di Casirate d’Adda (BG), il customer service di Cagliari, nei depositi di smistamento distribuiti in tutto il Paese e nel centro direzionale di Milano.Mariangela Marseglia, Country Manager Amazon Italia e Spagna, ha dichiarato: “I nostri investimenti in Italia stanno crescendo rapidamente e siamo entusiasti di poter creare nuovi posti di lavoro in tutto il Paese. Questi 1.000 nuovi colleghi ci supporteranno per migliorare ulteriormente l’esperienza dei nostri clienti: offrendo una selezione più ampia, maggiore convenienza e consegne più veloci sia per i prodotti venduti direttamente da Amazon, sia per quelli venduti dalle migliaia di PMI italiane e dagli artigiani che si affidano ad Amazon per espandere le proprie vendite in Italia e all’estero. Per raggiungere questi obiettivi, siamo impegnati a investire in un’infrastruttura logistica sempre più ampia, e a trovare talenti per le nostre diverse aree di business, inclusa la ricerca e sviluppo. Sappiamo di essere ancora al Day 1 e questo ci porta a moltiplicare il nostro impegno a innovare per i clienti e le piccole e medie imprese italiane”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

A Milano 80 nuovi posti di lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 25 settembre 2018

Arcole. Lidl, catena di supermercati premiata Best Workplace dal Great Place to Work Institute, annuncia un recruiting day a Milano finalizzato all’assunzione di 80 persone. La Catena della GDO, che conta più di 600 punti vendita su tutto il territorio nazionale e oltre 14.000 collaboratori, amplierà infatti ulteriormente la sua grande squadra in zona Milano entro l’anno. I colloqui one to one, si svolgeranno nella giornata del 6 ottobre con il team di selezione di Lidl Italia.L’evento Lidl è a numero chiuso e per partecipare è necessario compilare un form entro il 2 ottobre sul sito lavoro.lidl.it. Tra tutti coloro che si iscriveranno, verranno convocati i candidati più in linea con i profili ricercati, che riceveranno personalmente una mail con le indicazioni dell’orario e del luogo dell’evento.Questo recruiting day è orientato alla ricerca di persone motivate ad entrare a far parte del team Lidl, nello specifico saranno impiegate all’interno degli store Lidl del milanese e saranno responsabili di alcune attività operative, oltre a contribuire a rendere piacevole l’esperienza di acquisto della clientela. Tre sono le figure ricercate, nel dettaglio: assistant store manager, addetto vendite, e operatore di filiale. Per i potenziali candidati l’evento del 6 ottobre a Milano sarà l’occasione per entrare direttamente in contatto con l’Azienda e sostenere un colloquio conoscitivo. Al termine dell’iter di selezione i più meritevoli saranno assunti con un contratto iniziale a tempo determinato e concrete possibilità di assunzione a tempo indeterminato.In Lombardia Lidl è in espansione ed è attualmente presente con circa 110 supermercati, oltre ad un centro logistico a Somaglia (LO) che complessivamente impiegano più di 2300 dipendenti. http://www.bcw-global.com

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nel 2018 Amazon creerà 1.700 nuovi posti di lavoro in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Amazon ha annunciato oggi che creerà 1.700 posti di lavoro a tempo indeterminato in Italia entro la fine dell’anno, permettendole di superare i 5.200 dipendenti, dai 3.500 di fine 2017. Queste nuove opportunità di lavoro sono destinate a persone con ogni tipo di esperienza, istruzione e livelli di competenza, dagli ingegneri e sviluppatori di software agli operatori di magazzino. Molti dei ruoli sono disponibili nei nuovi centri di distribuzione che sono stati aperti nell’autunno 2017 a Passo Corese (RI) e a Vercelli così come nel centro di distribuzione Amazon già esistente a Castel San Giovanni (PC), nel Customer Service di Cagliari, nel Centro di Sviluppo di Torino e nella nuova sede direzionale a Milano. Dal 2010 Amazon ha investito oltre 1,6 miliardi di euro per sviluppare le sue attività in Italia.
Recentemente Amazon si è trasferita nella nuova sede di Milano che ospiterà oltre 600 dipendenti a tempo indeterminato entro la fine dell’anno. Il nuovo edificio, composto da due strutture – di 9 e 6 piani per un totale di 17.500 mq nel cuore del distretto di Porta Nuova – offre un ambiente ideale per attrarre e trattenere i migliori talenti e supportare la crescita. Amazon è alla ricerca di un’ampia molteplicità di posizioni corporate e Amazon Web Services, dagli account manager retail, agli specialisti del cloud, fino agli account manager che aiutano le piccole e medie imprese (PMI) ad aumentare le loro vendite su Amazon; così come ingegneri, solution architect, tech evangelist e molti altri.
Amazon continua, inoltre, ad assumere per il suo Centro di Sviluppo a Torino focalizzato sulla ricerca sul riconoscimento vocale e la comprensione del linguaggio naturale che supporterà la tecnologia già utilizzata per l’assistente vocale Alexa per servizi e prodotti come Amazon Echo, Echo Dot, Amazon Fire TV e i tablet Amazon Fire.
Dopo l’apertura di due nuovi centri di distribuzione a Passo Corese e Vercelli e di cinque depositi di smistamento in tutta Italia nel 2017, Amazon ha aperto quest’anno tre nuovi depositi di smistamento – a Buccinasco (Milano), Burago (Monza e Brianza) e Roma – e aprirà un nuovo centro di smistamento a Casirate (Bergamo). Oltre all’assunzione di responsabili operativi, ingegneri, specialisti nelle risorse umane, specialisti IT e di operatori che prelevano, imballano e spediscono gli ordini dei clienti, l’azienda sta assumendo anche ruoli altamente qualificati per il Tech Center di Vercelli focalizzati sul l’implementazione di processi tecnologici dei nostri centri di distribuzione.
Fred Pattje, Amazon Operations Director per l’Italia e la Spagna, ha dichiarato: “La continua creazione di posti di lavoro a tempo indeterminato nei nostri centri di distribuzione e il nuovo Tech Hub a Vercelli sono una dimostrazione dell’impegno di Amazon in Italia. Questa espansione ci consentirà di migliorare ulteriormente il nostro servizio ai clienti e alle piccole imprese italiane che utilizzano il nostro sito web per far crescere i loro ricavi in Europa. Allo stesso tempo, Amazon si impegna a garantire un ambiente di lavoro ottimale per i dipendenti, con opportunità di sviluppo professionale, retribuzioni competitive e benefit”.Tutti i dipendenti Amazon che lavorano nei centri di distribuzione, nel customer service o negli uffici corporate ricevono una retribuzione competitiva e un pacchetto completo di benefit, compresa l’assicurazione medica privata dal primo giorno di lavoro, assicurazione sulla vita, uno sconto per acquisti su Amazon e un piano pensionistico aziendale. Amazon offre inoltre ai dipendenti dei centri di distribuzione un programma innovativo chiamato Career Choice che copre per quattro anni fino al 95% dei costi della retta e dei libri per corsi di formazione scelti dal personale, fino ad un massimo di 8.000 euro. Venditori indipendenti offrono su Amazon una varietà di prodotti nuovi, usati, rinnovati e da collezione. Gli artigiani possono vendere le proprie creazioni originali alle centinaia di milioni di clienti Amazon in tutto il mondo, utilizzando il negozio Handmade. Il negozio Made in Italy apre le porte dei laboratori artigiani in Toscana, Sardegna, Calabria, Campania, Piemonte, Sicilia e nelle province di Bergamo e Vicenza ai clienti di Amazon.it, Amazon.fr, Amazon.es, Amazon. de, Amazon.co.uk, Anmazon.com e Amazon.jp.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuovo appello al governo per tutela dei posti di lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

montecitorio

Roma “Nel corso dell’iter di approvazione alla Camera della cosiddetta Manovrina, Sapar ha avanzato proposte concrete e assolutamente responsabili per una riorganizzazione del settore orientata ai principi di equità e tutela delle piccole e medie imprese di gestione e dell’intero indotto occupazionale. Così come richiesto a gran voce dai nostri associati nel corso delle due manifestazioni indette a Montecitorio, e così come ribadito al Sottosegretario Pier Paolo Baretta, facciamo di nuovo appello al Governo affinché il senso di responsabilità e la difesa dell’occupazione prevalgano su tutto il resto. Vorremmo scongiurare l’ipotesi dell’astensione dalla raccolta, ma evidenziamo che le aziende con questi aumenti di tassazione «scellerati» non riescono più a sostenere i costi della raccolta. I margini sono esauriti”. È quanto dichiara Raffaele Curcio, Presidente di SAPAR, l’Associazione Nazionale Servizi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative, la principale sigla associativa che riunisce e rappresenta le aziende di gestione degli apparecchi da intrattenimento del gioco pubblico e legale.”Se davvero l’obiettivo che si vuol raggiungere è la tutela delle persone più esposte e il contrasto ai fenomeni patologici, è necessario – aggiunge Curcio – che la riduzione del numero delle AWP avvenga con una contestuale riduzione del numero delle VLT. D’altra parte, proprio l’installazione delle VLT è stata autorizzata e definita in proporzione al numero della AWP, in particolare per il 14% di esse. Tutto questo può essere fatto entro il 31 dicembre 2017, attraverso un nuovo contingentamento che renda equa e sostenibile la riduzione degli apparecchi, senza prevaricazioni fra concessionari e gestori proprietari degli apparecchi, anzi arrivando ad un riconoscimento giuridico del ruolo stesso del Gestore. Allo stesso modo è necessario riequilibrare il livello della tassazione, spostando il prelievo sul cassetto degli apparecchi e incidendo anche su tutte le altre offerte di gioco”.E conclude: “L’associazione è sempre disponibile ad un confronto costruttivo con le istituzioni, a valutare osservazioni e contributi in termini di idee e proposte da tutti i protagonisti del settore. Ma Sapar rimarrà sempre fedele alla sua linea associativa orientata ad un unico obiettivo: la difesa delle piccole e medie aziende di gestione e la tutela degli uomini e delle donne che onestamente, e alla luce del sole, ogni giorno vi lavorano”.

Posted in Politica/Politics, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sono più di 11 milioni i posti di lavori persi nel mondo dal 2008 ad oggi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

alistairUn gap occupazionale, tra il numero delle persone che oggi lavorano e quelle che avevano un impiego prima della crisi, pari a 1 su 20 dell’attuale forza lavoro. A lanciare l’allarme la nuova edizione dell’Hays Global Skills Index 2015, il report pubblicato ogni anno da Hays, società leader a livello globale nel recruitment specializzato, in collaborazione con Oxford Economics. L’analisi, intitolata “Labour markets in a world of continuous change”, prende in esame i mercati del lavoro di 31 economie (tra cui l’Italia) per individuare i principali trend del mondo del lavoro qualificato.Ma c’è di più. Si allarga anche il divario tra competenze disponibili ed esigenze del mercato del lavoro globale. Secondo il report, a registrare le maggiori carenze di specializzazioni, sono soprattutto quei Paesi che nell’ultimo anno hanno visto ripartire la propria economia come gli Stati Uniti, il Regno Unito e alcuni Stati del Nord Europa. Mentre, i mercati dei cosiddetti BRIC – una volta motore della crescita globale – stanno vivendo una fase di stallo che ha rallentato la domanda di professionisti qualificati. Lo squilibrio tra la domanda e l’offerta di competenze sul mercato del lavoro spinge sempre più aziende ad offrire stipendi comprensivi di benefit e bonus ai profili maggiormente specializzati determinando un’inflazione sui salari.La carenza di competenze, soprattutto nei settori altamente specializzati, ha un impatto negativo sia sulla produttività con professionisti sotto o sovra qualificaticarlos per il ruolo svolto, sia sulla qualità del lavoro finale.La mancanza di competenze specializzate mette in evidenza l’urgenza di un adeguato ambiente regolatorio che permetta sia la crescita economica delle aziende, sia la creazione di nuove opportunità di lavoro per i professionisti. È fondamentale, quindi, l’intervento dei Governi per favorire da un lato la ripresa economica, dall’altro l’accesso da parte delle imprese alle competenze di cui hanno bisogno.“L’economia mondiale è tornata a crescere – commenta Alistair Cox, CEO di Hays – .Tuttavia, la ripresa ha accentuato il divario tra le competenze disponibili sul mercato del lavoro e quelle richieste dalle aziende e, in molti Paesi, si registrano ancora alti tassi di disoccupazione. Imprese e Governi devono lavorare insieme per trovare soluzioni efficaci per colmare questo gap e non compromettere la futura crescita economica”.“È necessario che politiche e servizi all’educazione siano allineati con le reali esigenze economiche delle aziende. Questo, però, richiede tempo, con effetti a lungo termine – continua Cox – . Nel breve periodo occorre, invece, adottare politiche del lavoro e dell’immigrazione che permettano alle imprese di selezionare professionisti specializzati al di fuori del proprio mercato. In caso contrario, la domanda di competenze qualificate continuerà a non essere soddisfatta”.
E in Italia? “Dopo anni di recessione l’economia del nostro Paese mostra i primi deboli segnali di ripresa, ma aumenta la pressione sul mercato del lavoro con un aumento della domanda di professionisti qualificati – spiega Carlos Soave, Managing Director Hays Italia -. La mancanza di competenze specializzate è, infatti, la sfida più grande per le aziende italiane: l’aumento del tasso di disoccupazione acuirà ancora di più le difficoltà nella ricerca di professionisti qualificati nel lungo periodo”. (foto: alistair, carlos)

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La disoccupazione in Usa

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2011

President Barack Obama and Warren Buffett in t...

Image via Wikipedia

Il dibattito fra il presidente Obama e i leader repubblicani per l’innalzamento del tetto al debito pubblico è terminato con una vittoria per gli avversari dell’inquilino alla Casa Bianca. Nonostante l’innalzamento al tetto del debito avvenuto all’ultimo momento Obama ha perso perché invece di concentrarsi sulla creazione di posti di lavoro tutto il discorso è stato indirizzato alla riduzione del deficit. Come se la disoccupazione non fosse così importante. Gli ultimi dati del mese di agosto rivelano però che l’enfasi sul deficit era sbagliata. Per la prima volta in undici mesi l’economia non ha creato nuovi posti di lavoro. Quattordici milioni di americani sono disoccupati.
Obama vuole adesso fare un discorso al Congresso per spiegare il suo piano per stimolare l’economia. Non si sa esattamente che cosa dirà ma le sue idee sono già trapelate in un modo o nell’altro. Si tratta di piani timidi che continuano a insistere sul cammino bipartisan invece di forti investimenti pubblici che la situazione attuale richiede. Obama vuole offrire sgravi fiscali ad aziende che assumono nuovi impiegati. Il costo sarebbe di 30 miliardi di dollari e creerebbe 900.000 nuovi posti di lavoro secondo alcuni. Il presidente ridurrebbe inoltre l’aliquota sul reddito dei lavoratori del 2 percento ed estenderebbe i benefici ai disoccupati che scadono alla fine di dicembre di quest’anno.
Il presidente intende anche creare una “banca” per l’infrastruttura che userebbe 30 miliardi per riparare ponti, strade, tunnel e porti che sono in pessime condizioni. Troppo pochi soldi che avranno un effetto positivo ma insufficiente. In realtà si tratta di misure molto timide che riflettono l’ideologia repubblicana eccetto per le spese sull’infrastruttura. Il limitato successo del presidente di cooperare con i repubblicani che controllano la Camera dei rappresentanti lascia poco da sperare considerando soprattutto l’intransigenza del Tea Party.
Obama si è rivelato un presidente abbastanza titubante, incapace di dirigersi direttamente al popolo americano con un solido piano simile alla New Deal di Roosevelt con investimenti pubblici che non solo creerebbero posti di lavoro ma eventualmente ridurrebbero il deficit come era successo durante la presidenza di Bill Clinton. Come si ricorda, quando Clinton uscì dalla Casa Bianca nel 2001 consegnò un surplus a George Bush che il nuovo inquilino ed i repubblicani sprecarono quasi immediatamente. Obama ha cercato di stimolare l’economia con gli ottocento miliardi di dollari spesi l’anno scorso considerati insufficienti dagli analisti ma visti dalla destra come conferma del presidente di essere spendaccione e di affibbiargli la responsabilità del deficit. La conquista della Camera dei repubblicani nel 2010 è stata interpretata dalla destra come un messaggio che gli elettori vogliono controllare il deficit e sono stanchi delle spese sfrenate di Washington. I sondaggi però rivelano un’altra cosa. La maggioranza degli americani crede, per esempio, che il deficit dovrebbe essere ridotto mediante tagli ma anche con aumenti delle tasse ai benestanti. Gli ultraricchi in America (ed anche in Europa) sono d’accordo che loro potrebbero contribuire di più come ha indicato anche Warren Buffett, il terzo uomo più ricco al mondo. I repubblicani però sono stati molto efficaci a proteggere i ricchi non toccandogli le tasche lasciando all’iniziativa privata il compito di creare i posti di lavoro. La realtà si è vista e continua a diventare più palese: in mancanza dell’iniziativa privata spetta al governo di creare posti di lavoro mediante investimenti a lavori pubblici. Questi investimenti sono indispensabili per il Paese considerando la brutta situazione dell’infrastruttura. Allo stesso tempo queste spese pubbliche creano posti di lavoro e stimolano l’economia anche per le aziende private. Rimodernare gli edifici scolastici, per esempio, urge non solo come investimento alla pubblica istruzione ma anche come immediata occupazione in un ambito in cui gli Stati e gli enti locali, a corto di soldi, non possono investire. Si calcola che per ogni dollaro speso dal governo si crea attività economica che equivale a un dollaro e quarantaquattro centesimi. Obama ha scelto di concentrarsi su ciò che ha possibilità di essere approvato dai repubblicani. Forse sarebbe ora che lui spiegasse al Paese un piano ambizioso per stimolare l’economia anche se i repubblicani non lo accetterebbero. Offrirebbe al Paese una visione costruttiva che gli elettori potrebbero accettare spronando i repubblicani ad implementarla. In caso contrario alle prossime elezioni gli americani potrebbero eleggere parlamentari e senatori che implementerebbero questa visione di investimenti oppure scegliere di mettere un repubblicano alla Casa Bianca. L’elezione presidenziale dell’anno prossimo potrebbe facilmente essere determinata dalla disoccupazione. Se Obama non riesce a creare sufficienti posti di lavoro anche lui potrebbe trovarsi disoccupato dato che un repubblicano entrerebbe alla Casa Bianca. (Domenico Maceri )

Posted in Confronti/Your opinions, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Contratti e posto di lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

“Con la scelta della via giudiziaria mirata a bloccare contratti di lavoro e accordi produttivi, in realtà si sta dando più importanza al proprio posto al “tavolo” che non alla salvaguardia dei posti di lavoro e di interi settori produttivi, quei pochi rimasti in Italia”. Lo afferma Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, per il quale “non si può fare finta di non vedere i problemi che siamo chiamati a fronteggiare e dovuti ad una crisi estenuante con la minaccia sempre presente delle delocalizzazioni che, ad esempio, abbiamo scongiurato con gli accordi per Pomigliano, Mirafiori ed Ex Bertone, perché la Fiat ormai è una multinazionale e da multinazionale sceglie. Ma non c’è solo Fiat, ci sono Fincantieri, la Chimica, le Telecomunicazioni e non possiamo perdere tempo prezioso a litigare tra organizzazioni sindacali, cioè proprio tra coloro che sono chiamati a rappresentare e a difendere gli interessi di lavoratori e pensionati”. “Ci auguriamo – conclude il sindacalista – che il giudice di Torino riconosca la validità del primo accordo con cui abbiamo dato la possibilità di salvaguardare decine di migliaia di posti di lavoro, tra operai e impiegati diretti e dell’indotto, solo per quel che riguarda il territorio campano. Perché in caso contrario non solo verrebbe messo in ginocchio un intero sistema di relazioni ma si smonterebbe il progetto Fabbrica Italia e renderemmo il Paese incapace di attirare investimenti di qualsiasi provenienza, soprattutto estera”.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Usa: fra stimolo all’economia e posti di lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 17 agosto 2010

“È una ricompensa per i sindacati”. Ecco come Judd Gregg, senatore repubblicano dello Stato del New Hampshire ha caratterizzato il nuovo disegno di legge approvato dal Senato e dalla Camera che salverebbe il posto di lavoro a 160.000 insegnanti, vigili del fuoco e agenti di polizia. Oltre a ciò il disegno di legge stanzierebbe sedici miliardi di dollari per supportare Medicaid, il sistema federale di sanità per i più poveri.  Il costo totale di questo stimolo, parte due quando si considera l’altro approvato all’inizio dell’anno, sarebbe di ventisei miliardi di dollari. Questi soldi saranno destinati a sostenere i bilanci statali che sono tutti in serie difficoltà. Nel caso della California si tratta di un deficit di diciannove miliardi. La nuova legge aiuterebbe anche se non coprirebbe totalmente il buco al bilancio. Come era da prevedere la nuova legge è stata approvata dal Senato con cinquantanove voti democratici e due repubblicani. La stessa storia alla Camera dove la stragrande maggioranza dei voti sono stati forniti dai democratici.  L’opposizione repubblicana è stata quasi compatta e dovuta alla preoccupazione per il deficit. Se gli Stati hanno problemi col bilancio, il governo federale non si trova certo in una situazione migliore. C’è ovviamente la differenza che il governo federale può permettersi il lusso di vivere con i deficit mentre gli Stati devono approvare un bilancio annuale senza deficit. I promotori della nuova legge hanno anche chiarito che i fondi per il mini stimolo non aggiungeranno al deficit. La loro fonte si baserà su dei limiti ad alcuni provvedimenti fiscali alle aziende che operano all’estero. Nonostante l’opposizione della stragrande maggioranza dei senatori repubblicani non pochi governatori del Gop hanno applaudito la nuova misura. Il governatore della California Arnold Schwarzenegger è uno di questi. Il Golden State riceverà 1,2 miliardi di dollari che salveranno 13.000 posti di lavoro.
Per le scuole americane che apriranno le porte per il nuovo anno accademico verso la terza o quarta settimana di agosto si tratta di buone notizie. Non ce ne sono molte di questi giorni.
I fondi per le scuole vengono principalmente da fonti locali e statali dove aumentare le tasse è quasi impossibile. In alcuni Stati l’aumento delle tasse richiede non una semplice maggioranza ma il due terzi dei voti favorevoli. In effetti, la minoranza riesce spesso a limitare le spese.
La retorica antitasse degli ultimi trent’anni ha creato una cultura miope che non riconosce il bene comune. Svuotare le tasse del governo statale o federale si traduce in una mancanza di servizi eccetto per coloro che possono permettersi il lusso di pagarli da se. La campagna di disinformazione della destra sulle tasse come nient’altro che sprechi ha funzionato a tal modo da intimidire i politici di sinistra e creare una destra che deve adorare all’altare di niente tasse in nessuna maniera. Le tasse vanno dunque sempre ridotte secondo i repubblicani. Se si riducono le tasse ai ricchi si ottiene anche uno stimolo all’economia, secondo il mito della destra. I ricchi che pagano meno tasse spenderanno questi soldi per creare posti di lavoro. In realtà cìo non avviene come afferma Paul Krugman, vincitore del premio Nobel per l’economia l’anno scorso. Salvando i posti di lavoro di un maestro, un poliziotto o un vigile del fuoco invece, secondo Krugman, aiuta di più perché questi spenderanno quasi tutti i soldi per potere vivere. Queste spese entreranno nell’economia e serviranno da stimolo ed eventualmente creeranno altri posti di lavoro.
“Questo non è altro che un salvataggio” ha dichiarato il parlamentare repubblicano dell’Indiana Steve Buyer cercando di convincere i suoi colleghi a votare contro lo stimolo. Buyer ha continuato dicendo che lui spera che gli americani ricorderanno il voto nelle elezioni di midterm a novembre.
Ha ragione. Se i democratici sono politicamente astuti potranno fare una campagna dicendo che i repubblicani hanno votato contro i poliziotti ed i vigili del fuoco. Sarà interessante vedere quanti americani sceglieranno di sostenere i poliziotti o il Partito Repubblicano che da quando è stato eletto Obama non fa altro che dire di no a tutto. (Domenico Maceri)

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Posti di lavoro e discriminazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2010

La Commissione europea ha inviato all’Italia una richiesta formale di porre fine alla discriminazione nei confronti dei candidati a posti nella pubblica amministrazione nella provincia di Bolzano, poichè tale discriminazione viola gli obblighi dell’Italia in merito alla libera circolazione dei lavoratori e alla non discriminazione in base alla nazionalità sanciti nella legislazione dell’UE. Secondo la legislazione italiana, applicabile nella provincia di Bolzano, l’unico documento accettato per comprovare la conoscenza della lingua per accedere ai posti nella pubblica amministrazione locale e’ un certificato specifico rilasciato nella provincia. Inoltre, i candidati che risiedono nella provincia da almeno due anni hanno la priorita’.  In mancanza di una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrebbe decidere di adire la Corte di giustizia dell’UE. Alla memoria ci torna la battaglia che l’ecologista Alex Langer condusse per anni contro la discriminazione etniche, lui che era un bolzanino doc. L’iniziativa della Commissione europea e’ anche un ammonimento alla Lega che propone iniziative analoghe nelle regioni del nord, in sostanza, posti nella pubblica amministrazione o per l’accesso ai servizi con priorità per i locali. Si ricordi, a tal proposito, la richiesta di Umberto Bossi che reclamava la presenza di soli insegnanti del nord dopo l’ennesima (tre se ricordiamo bene) bocciatura agli esami di maturita’ del figlio Renzo. Oggi Renzo Bossi e’ consigliere regionale in Lombardia e, sembra, futuro segretario dei Giovani Padani. Altri due figli sono stati assistenti di parlamentari europei. Insomma, più che alla Padania e ai suoi abitanti si pensa al proprio casato. Anche Bossi tiene famiglia. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Polemica Italcementi

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2010

Dopo settimane di dichiarazioni più o meno strumentali e articoli di giornale, che per quello che noi conosciamo sono poco rispondenti alla realtà, abbiamo deciso ora, per non entrare in polemiche politiche che poco interessano i lavoratori e i cittadini, di rendere nota la nostra posizione nella vicenda Italcementi, che ormai dopo le giuste deliberazioni del Consiglio Comunale e la opportuna visita della delegazione dei consiglieri comunali in fabbrica, appare definitivamente conclusa. Le OOSS, le RSU ed i lavoratori sono preoccupati per il fatto che le polemiche politiche, gli articoli dei giornali e gli eventuali, ma sempre possibili, tentativi speculativi (in specie date le prossime elezioni amministrative) mettano in pericolo i circa 200 posti di lavoro e le centinaia di posti di lavoro dell’indotto, in una situazione che potrebbe aggravare, sia dal punto di vista economico che sociale, le già serie condizioni del territorio di Colleferro. In un area già duramente colpita da una crisi industriale senza precedenti, che vede molte famiglie sopravvivere con i pochi soldi della cassa integrazione, la salvaguardia del lavoro e della salute di lavoratori e cittadini sono, per noi, al primo posto.  Per questo motivo, attraverso i molti accordi firmati negli anni, rispettivamente da noi e dall’Amministrazione Comunale con l’Italcementi, si è ottenuto un monitoraggio continuo delle condizioni ambientali, attraverso i controlli che gli enti preposti fanno costantemente in fabbrica. Riconosciamo il diritto-dovere di cittadini ed istituzioni di controllare e pretendere che l’intero ciclo produttivo dello stabilimento Italcementi venga fatto, utilizzando tutti gli accorgimenti e gli strumenti tecnologici affinché la possibilità di danni alle persone e all’ambiente si riducano a zero, ma questo non significa creare falsi allarmi. Siamo certi che con il contributo di tutti i cittadini, dell’Amministrazione Comunale, delle associazioni, delle realtà produttive e delle parti sociali, il territorio di Colleferro possa tornare ad essere una delle realtà produttive più importanti della nostra regione. Ribadiamo che  il sindacato non sarà spettatore, come non lo è stato in queste settimane, ed è pronto a mobilitarsi se qualcuno, per motivazioni più o meno lecite, decidesse di riprendere questa polemica sterile che ha dimostrato di non portare vantaggio a nessuno. (Gianni Lombardo, Segretario Fillea Cgil Pomezia-Castelli-Colleferro Fabrizio Franceschilli, Feneal Uil Augusto Pallante, Filca Cisl)

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Lazio settore edile: perdite posti lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 maggio 2010

“Non ci dobbiamo sorprendere, da quando all’euro si è aggiunta la crisi siamo entrati in una situazione di paradosso. Da una parte gli appartamenti sono davvero troppo cari, dall’altra le banche stentano a concedere mutui. È ovvio, quindi, che il mercato delle case sia in una fase di stallo”. Interviene così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, in merito agli ultimi dati relativi allo stato di salute delle aziende laziali del settore edile. Cifre a dir poco preoccupanti, quelle diffuse ieri nella conferenza stampa per la nascita della nuova newsletter bimestrale dei costruttori, che parlano di una perdita di ben seimila posti di lavoro. “Con gli stipendi attuali – continua Tortosa – comprarsi un appartamento è quantomeno problematico. Nel caso specifico del Comune di Roma, bisogna anche considerare che l’amministrazione Alemanno continua da mesi a rinviare l’individuazione delle aree da destinare all’edilizia agevolata. Il primo cittadino della Capitale – conclude l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – dovrebbe darsi una mossa, anche perché il progetto è stato finanziato dalla vecchia amministrazione regionale”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Barese: nuovi posti lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2010

232 nuovi posti di lavoro nelle piccole e medie imprese della Terra di Bari grazie agli incentivi messi a disposizione dalla Camera di Commercio.  Si è conclusa con successo l’iniziativa dell’ente camerale barese per favorire l’occupazione e la qualificazione professionale, attraverso due bandi per uno stanziamento complessivo di 1 milione di euro.  Due i bandi – da 500mila euro ciascuno – pubblicati lo scorso anno dalla Camera di Commercio quale misura anticrisi. Il primo era stato rivolto alle imprese che assumono giovani con contratto di apprendistato professionalizzante, così come previsto dal D. Lgs. n. 276/2003 e dalla L.R. n. 13/2005 e successive modifiche. Obiettivo: favorire l’assunzione di giovani apprendisti di età compresa fra i 18 ed i 29 anni, al fine di farli divenire, attraverso la formazione sul campo, lavoratori qualificati.  Centoventicinque le aziende ammesse all’incentivo. La misura massima del contributo fornito a ciascuna azienda è di € 4.000, a titolo di compartecipazione per i costi sostenuti per l’assunzione di un giovane con contratto di apprendistato professionalizzante, per un periodo pari ad almeno 12 mesi continuativi.
Il secondo intervento è stato finalizzato invece a favorire le imprese per l’occupazione e l’inserimento di soggetti di età compresa tra 30 e 50 anni, che: non avessero ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito; fossero disoccupati di lungo periodo, ossia persone senza lavoro per 12 dei 16 mesi precedenti; che avessero perso il posto di lavoro a seguito di licenziamento nei 12 mesi precedenti.  Centosette le imprese ammesse.  La misura massima del singolo contributo è per azienda è di 4mila euro (per contratti full time) ed 2mila euro (contratti part time per almeno 20 ore di lavoro settimanali), a titolo di compartecipazione per i costi sostenuti per l’assunzione di tali soggetti per un periodo non inferiore a 12 mesi continuativi.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Roma: 100 mila posti lavoro in biennio 2010-2011

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2010

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha inviato una lettera ufficiale al prefetto di Roma, dott. Giuseppe Pecoraro, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo di emergenza per affrontare gli effetti della crisi economica e occupazionale. A questo tavolo, secondo il Sindaco, dovrebbero essere convocati Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio e i rappresentanti dei Ministeri dello Sviluppo Economico, del Welfare e dei Beni e delle Attività culturali, oltre che i rappresentanti dei sindacati e delle categorie imprenditoriali.  «Dobbiamo reagire all’aumento della disoccupazione – ha detto il sindaco Alemanno – effetto finale della grave crisi economica che ha investito tutto l’occidente. A Roma e nel Lazio si può lanciare un grande piano straordinario per l’occupazione che produca 100 mila posti di lavoro nel biennio 2010-2011. Per fare questo servono solo in misura ridotta nuove risorse pubbliche, mentre è necessario sbloccare tutti i progetti che sono già finanziati da risorse pubbliche già stanziate o possono attrarre investimenti privati o ancora attivare finanziamento dell’Unione Europea. L’elenco è lungo: si va dal progetto “della nuova Rinascente” che attende solo la firma della Regione Lazio all’accordo di programma per produrre quasi mille posti di lavoro, alle torri dell’Eur, al ponte della Scafa, alla Roma-Latina fino ai progetti del secondo Polo turistico e quelli per il litorale di Ostia. Ci sono risorse europee bloccate e non impiegate dalla Regione e dagli Enti Locali, c’è tutto il Piano casa da cantierizzare insieme alle nuove centralità, agli investimenti all’Eur e per le nuove infrastrutture di trasporto fino alla realizzazione di Fiumicino 2 per la cui partenza si attende il varo delle nuove tasse aeroportuali».  «La realizzazione di gran parte di questi progetti – spiega il Sindaco – dipende soltanto dalla volontà di tutte le autorità pubbliche, dalle Sovraintendenze alle autorizzazioni ministeriali, dalle intese tra i diversi Enti Locali al coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti e del sistema bancario. Ovviamente il mondo imprenditoriale e gli investitori privati devono fare la loro parte, ma devono avere certezza dei tempi, univocità e celerità nelle decisioni. Un tavolo di emergenza che raccolga tutti gli attori pubblici e privati dello sviluppo può essere il luogo dove compiere questa profonda accelerazione. In questo modo pensiamo di rispondere concretamente per la nostra città all’appello lanciato da Papa Ratzinger per tutelare l’occupazione “assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie”».

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

24.000 posti di lavoro nell’artigianato

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2010

“Il Piano ‘Italia 2020′ è finalmente l’occasione per rilanciare l’apprendistato, offrendo ai giovani uno strumento formativo fondamentale per entrare nel mondo del lavoro². E’ quanto ha sottolineato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli al convegno organizzato oggi a Roma dalla Confederazione per approfondire i contenuti del ‘Piano di azione per l’occupabilità dei giovani attraverso l’integrazione tra apprendimento e lavoro’  messo a punto dal Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L’apprendistato rappresenta il principale strumento di inserimento lavorativo nelle imprese artigiane attraverso un percorso di formazione e lavoro. Nel 2008 (ultimo dato disponibile) gli apprendisti nelle imprese artigiane erano 218.344, vale a dire circa un terzo rispetto al totale dei 640.863 apprendisti. La valorizzazione dell’apprendistato, secondo Confartigianato, puòconsentire a giovani di acquisire quelle competenze che le imprese non trovano sul mercato del lavoro. Secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato, infatti, nel 2009, nonostante la crisi, 1 impresa artigiana su 4 ha avuto difficoltà a reperire personale qualificato. Con il risultato che lo scorso anno, rispetto ad un fabbisogno occupazionale di 93.410 persone, i piccoli imprenditori hanno dovuto rinunciare ad assumere il 25,1% della manodopera necessaria, pari a 23.446 persone. Occasioni di lavoro perse in un Paese come l’Italia che, tra settembre 2008 e settembre 2009, ha visto crescere il tasso di disoccupazione dei giovani under 25 dal 19,5% al 23,5%. Senza dimenticare che siamo al terzo posto in Europa per il più alto tasso di disoccupazione dei giovani under 25, preceduti soltanto da Spagna e Grecia. Ancora più negativo il record italiano per il tasso di occupazione dei giovani under 29: siamo al penultimo posto tra i Paesi Ue con un valore del 39,3%, rispetto alla media europea del 51,2%. Per i giovani l’inserimento nelle piccole imprese, rappresenta un’opportunità di formazione e di occupazione stabile e qualificata. Secondo le rilevazioni di Confartigianato, negli ultimi 4 anni, gli imprenditori artigiani hanno speso molto tempo e denaro per insegnare il mestiere ai giovani: hanno dedicato alla formazione sul lavoro 64 milioni di ore, con un investimento di 1,8 miliardi l’anno e il 53% degli apprendisti, concluso il percorso di formazione, ha continuato a lavorare nell’azienda.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

U.S.A.: Fra deficit e posti di lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2009

Prima che lo stimolo per l’economia fosse firmato dal presidente Barack Obama nel mese di febbraio di quest’anno, l’economista Paul Krugman aveva scritto nelle pagine del New York Times che i 787 miliardi di dollari nella nuova legge erano insufficienti. Krugman, professore alla Princeton University e vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2008, aveva ragione.Nonostante alcuni bagliori della ripresa economica come dimostra anche l’ascesa di Wall Street, il numero dei disoccupati continua ad aumentare. Secondo il Bureau of Labor Statistics (l’ISTAT) sedici milioni di americani erano disoccupati nel mese di ottobre e tre milioni  e mezzo di posti di lavoro sono svaniti dal mese di gennaio quando Obama fu inaugurato. I fondi inclusi nello stimolo hanno aiutato ma non in modo sufficiente. Il Congresso dunque si sta preparando ad approvare una nuova legge che si concentrerebbe a creare nuovi posti di lavoro e cercherebbe anche di mantenere i posti di lavoro precari. C’è fretta di creare occupazione e si sta pensando a progetti  per costruire strade che si tradurrebbero in nuovi impieghi immediati. Inoltre, si cercherebbe di fornire prestiti a piccole aziende come pure incentivare le ditte di stimolare l’industria manifatturiera negli Stati Uniti e persino di pagare una parte dello stipendio di lavoratori in pericolo di essere licenziati. Da dove verranno i soldi? Un’idea sarebbe di utilizzare fondi non spesi dal salvataggio a Wall Street. Un’altra imporrebbe una tassa di 25 centesimi a tutte le transazioni in borsa. La preoccupazione verte naturalmente sui possibili aumenti al deficit come affermano membri del Partito Repubblicano. Il GOP inoltre rivendica la posizione contraria allo stimolo dicendo che non ha recato i benefici promessi. Spendere altri soldi per un programma che non ha funzionato sarebbe solo allargare la ferita. Il deficit disturba i repubblicani adesso che non sono al governo. Quando controllavano sia le due Camere che la Casa Bianca il deficit gli importava ben poco. Se i democratici hanno la reputazione di “tax and spend” (tassa e spendi), i repubblicani ne hanno una peggiore di spendi e taglia le tasse che non fa altro che aumentare il deficit. Per i repubblicani la risposta allo stimolo economico è la solita storia di ridurre le tasse. L’idea di prestarsi soldi per investire in posti di lavoro però ha merito dato che ciò stimolerebbe l’economia specialmente perché i soldi saranno spesi in America. In effetti, sarebbe un investimento. Se invece i prestiti saranno usati per una guerra non necessaria come quella in Iraq allora si tratta di null’altro che sprechi. Per l’americano medio l’idea del deficit vuol dire ben poco. Scegliendo fra un aumento al deficit ed un posto di lavoro sarebbe ben facile per i disoccupati. Ma anche quelli che sono già impiegati riceverebbero benefici dai nuovi posti di lavoro. La ridotta preoccupazione di perdere il lavoro li incoraggerebbe a spendere di più stimolando in tal modo l’economia. Negli ultimi mesi la Camera ed il Senato hanno fatto molti progressi sulla riforma sanitaria. Il Senato fra breve inizierà il dibattito sulla questione e si spera che la riforma divenga legge. Secondo il non-partisan Congressional Budget Office, il disegno di legge del Senato sulla riforma sanitaria ridurrebbe il deficit di 130 miliardi di dollari in dieci anni. L’altra patata bollente per l’amministrazione di Obama è ovviamente la guerra in Afghanistan. L’aumento delle truppe americane nella nazione asiatica richiederà altri sforzi umani ma anche economici che alcuni democratici vorrebbero risolvere mediante una tassa speciale. L’economia rimane però l’altro punto cardine per il Paese ma anche per la politica in vista delle elezioni di mid-term che non sono tanto lontane. Una ripresa economica vibrante con progressi significativi sulla creazione di nuovi posti di lavoro aiuterebbe in modo notevole Obama ed i democratici. Nel mese di febbraio di quest’anno Krugman aveva scritto sulla “buona probabilità” che Obama richiederebbe un altro pacchetto di stimolo. Aveva ragione. La prossima volta che Krugman parlerà Obama sarebbe saggio di ascoltarlo. (Domenico Maceri San Luis Obispo, CA, USA)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Elezioni del Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2009

Scrive José Manuel Durão Barroso  Presidente della Commissione europea: “Nei prossimi giorni il mondo sarà testimone di uno degli eventi più straordinari in materia di democrazia, che riguarderà direttamente 375 milioni di persone di ventisette paesi diversi e che avverrà proprio qui in Europa, a due passi da casa vostra. Sto parlando delle imminenti elezioni del Parlamento europeo, la più grande operazione di democrazia transnazionale del pianeta. Il vostro voto conta, perché la scelta che farete contribuirà a delineare l’azione dell’Unione europea per i prossimi cinque anni. Questa volta il vostro voto potrebbe essere più importante che mai, per due motivi soprattutto. Dapprima, perché il mondo sta attraversando la sua crisi economica più grave dagli anni ’30. Un’azione decisa e coordinata in tutta l’UE è indispensabile per ridurre al massimo le perdite di posti di lavoro e ricostruire le nostre economie affinché possano beneficiare dei settori di crescita del futuro. Per un’azione di questo tipo è indispensabile il sostegno dei cittadini europei. In secondo luogo, il vostro voto è estremamente importante perché il Parlamento europeo acquisterà un peso ancora maggiore per il futuro dell’Europa se, come spero, il trattato di Lisbona sarà ratificato e entrerà in vigore nei prossimi mesi. In definitiva, però, è il Parlamento europeo a fare le leggi insieme ai governi nazionali, compreso quello italiano, ed è al Parlamento europeo che la Commissione europea è chiamata a rispondere. Negli ultimi cinque anni ho lavorato con il Parlamento europeo quasi quotidianamente. Posso testimoniare dell’impegno e della competenza dei suoi membri e della qualità del loro operato. In effetti, il ruolo del Parlamento europeo sta acquistando sempre più importanza e continuerà a farlo in futuro. Scegliete i membri del Parlamento che rispecchino il vostro punto di vista su come affrontare le sfide che si pongono a tutti noi, perché l’operato dell’Europa inciderà molto sul vostro futuro e sulla vostra vita quotidiana”. (in sintesi)

Posted in Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Indesit apertura tavolo di confronto

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2009

Dichiarazione di Gianfranco MORGANDO (Segretario Regionale PD Piemonte): “La disponibilità da parte del Gruppo Indesit di non chiudere lo stabilimento di None e di aprire un tavolo di confronto rappresenta una notizia certamente positiva, uno spiraglio nel difficile momento che l’economia piemontese sta attraversando.  La compattezza con cui lavoratori, sindacati ed amministratori locali hanno reagito al rischio di una chiusura dell’Indesit, dimostra che è possibile difendere l’occupazione e non rassegnarci a subire le delocalizzazioni.  Per il PD la sorte dello stabilimento Indesit assume un significato emblematico nella più ampia battaglia di contrasto alla crisi e per questo apprezziamo la disponibilità ad assicurare la continuità della presenza Indesit a None. Una riorganizzazione del sito industriale dovrà comunque avere come obiettivo quello di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali nelle aree interessate”.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »