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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘posti letto’

Università: posti letto più cari

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

casa-vivaSecondo l’analisi sulle locazioni a studenti universitari di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nelle locazioni con 350 agenzie (50 in Spagna), il costo dei posti letto è aumentato mediamente del 4%, con punte più elevate a Genova (+29%) e Bologna (+11%) e cali anche del 20% al Sud.
Il costo dei posti letto per studenti universitari è cresciuto nell’ultimo anno del 4%, specie le stanze singole (+5%), ma mentre al Nord si toccano incrementi del 30%, nel Centro Sud i prezzi scendono fino al 20%. È quanto emerge da un’analisi sugli affitti agli studenti universitari condotta da Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 350 agenzie (50 in spagna), che rileva un costo medio dei posti letto di 234 euro. Solo Affitti ha rilevato una crescita record del costo dei posti letto a Genova (+29%) e incrementi a 2 cifre anche Bologna e Torino (+11% ciascuna). I cali più significativi si sono registrati a Catania (-17%), Perugia (-11%), Palermo (-10%) e Roma (-10%). “Quest’andamento dei prezzi – spiega Isabella Tulipano dell’ufficio studi di Solo Affitti – rispecchia gli spostamenti della popolazione studentesca nel nostro Paese, che sempre più spesso lascia le città del Sud per trasferirsi nei centri universitari del Nord, facendo crescere la domanda di posti letto e di conseguenza i prezzi”.Solo Affitti ha rilevato i posti letto più cari d’Italia a Milano, dove a fronte di un costo medio di 419 euro (+6%), si arrivano a pagare 525 euro per la stanza singola e circa 313 euro per una doppia. A Roma, dove il costo medio del posto letto è sceso di 36 euro, una stanza singola costa agli studenti universitari 398 euro. Nella Capitale si pagano attorno ai 240 euro per un posto letto in stanza doppia e circa 200 per uno in tripla.L’esborso richiesto per una stanza singola a Bologna è di 342 euro, poco più che a Firenze (333 euro), dove rispetto allo scorso anno il costo medio del posto letto è cresciuto dell’8% a 272 euro. Secondo Solo Affitti a Siena per una stanza si pagano mediamente 260 euro a studente (-5%), con una punta massima di circa 300 euro per la singola e una minima di 220 euro per la doppia. Una stanza in affitto per gli studenti fuori sede di Torino costa circa 245 euro, con una spesa che arriva attorno ai 303 euro per la singola e ai 203 euro per la stanza doppia. Nessuna variazione rilevante di prezzo è stata riscontrata a Bari, dove il costo della stanza singola è di 250 e quello del posto letto in stanza doppia di 150 euro.Il contratto a canone concordato è il più utilizzato nelle locazioni per studenti universitari: si applica in quasi un caso su 2 (46%) ma non in quelle città dove gli accordi territoriali tra rappresentanti di inquilini e proprietari non sono stati aggiornati o in quelle dove i canoni concordati risultano troppo bassi rispetto alle medie di mercato, come avviene ad esempio a Milano. Il contratto transitorio è utilizzato in quasi un caso su 5 (17%), con punte massime del 90% a Perugia e del 70% a Catania e Palermo. Trova applicazione solo nel 14% dei casi il contratto libero 4+4, che continua a essere particolarmente apprezzato a Milano (75%). Trascurabile l’utilizzo del contratto di posto letto (7%), anche se a Bari sembra andare per la maggiore (70%). Secondo quanto rilevato da Solo Affitti, per gli studenti alla ricerca di un posto letto la vicinanza dell’appartamento all’università (81%) è più importante della vicinanza ai mezzi pubblici e della disponibilità della stanza singola (62% ciascuna). L’arredamento moderno è richiesto nel 44% dei casi, mentre non è ritenuta fondamentale la presenza nell’appartamento di inquilini dello stesso sesso (12%) o la disponibilità del condizionatore (3%).

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Posti letto in carcere: la matematica fai da te

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 agosto 2014

carceri-cella-affollataL’Italia è veramente uno strano paese dove la matematica non è una scienze esatta.E nei carceri italiani si usa la matematica fai da te. A secondo del governo di destra, di centro o di sinistra, e il ministro della giustizia che lo rappresenta, i posti letti in carcere aumentano e diminuiscono come per magia.Fino a poco tempo fa i posti letto erano 38.000 (Fonte: Associazione Antigone, confermati dall’allora Ministra della Giustizia, Annamaria Cancellieri).Dopo qualche mese i posti letto erano diventati 43.000 (Fonte dall’inchiesta di “Reporter”per Rai 3).E con meraviglia l’altro giorno ho letto che i numeri dei posti letto erano di nuovo cambiati: “(…) I dati, aggiornati al 31 luglio, del Ministro della Giustizia indicano nei 204 penitenziari 54.414 detenuti a fronte di 49.402 posti”(Fonte: Il Gazzettino, domenica 3 agosto 2014)Penso che neppure Gesù riuscirebbe a moltiplicare i posti letto come fanno i funzionari del Dipartimento Amministrativo Penitenziario.Credo che gli italiani siano famosi nel mondo per la loro creatività ma penso che negli ultimi tempi la maggioranza dei posti letto in carcere si siano moltiplicati facendo diventare doppie le celle singole e quintuple quelle triple.Bugie e semplificazioni sul carcere se ne sentono tante e ancora l’altro giorno ho letto “Detenuto suicida con la bombola a gas Il sindacato degli agenti di Polizia ha chiesto che siano vietate”.Come se uno non si potesse suicidare impiccandosi con le lenzuola, o con le maniche di una camicia.E come proporre di non costruire più automobili perché nelle strade italiane ci sono troppi decessi per incidenti di macchine.Se si levassero i fornellini a gas nelle prigioni come farebbero i detenuti a mangiare?Non lo sa il sindacato degli agenti della Polizia penitenziaria che il cibo che passa l’Amministrazione dell’istituto non basterebbe neppure per i topi che vivono in carcere?
Quante cose inesatte si dicono e si leggono sul carcere, ma è normale perché parlano tutti fuorché i carcerati.
Sempre l’altro giorno sull’ultimo suicidio che è accaduto nel carcere di Padova, ho letto che il segretario generale del sindacato autonomo di Polizia penitenziaria denuncia carenze negli organici: “Come può un solo agente controllare 80 o 100 detenuti?”.A parte che sono i detenuti che controllano la Polizia penitenziaria-perché non potrebbe essere altrimenti- come farebbe un solo agente da solo a controllare ottanta o cento detenuti senza l’aiuto e il consenso degli stessi prigionieri?Se e carceri non scoppiano, e i detenuti preferiscono ammazzarsi piuttosto che spaccare tutto come facevano nel passato, è merito della crescita interiore dei detenuti, o forse della loro rassegnazione, o, quasi certamente, della quantità di psicofarmaci e tranquillanti che vengono erogati.E trovo di pessimo gusto approfittare dei morti ammazzati di carcere per chiedere miglioramenti sindacali di organico e finanziari.Noi non abbiamo bisogno di agenti penitenziari piuttosto abbiamo necessità di educatori, psicologi, magistrati di sorveglianza e di pene alternative.Ricordo a proposito che per i detenuti che scontano l’intera pena la recidiva sale al 70%, invece per chi sconta pene alternative al carcere la recidiva non supera il 12%.Solo così aumenterebbero realmente i posti letto e diminuirebbero i detenuti nelle carceri italiane, non certo con la matematica fai da te. (Carmelo Musumeci) (foto carcerli cella affollata)

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Roma: mancano posti letto al S. Camillo

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2010

Roma. “Prendo atto delle richieste avanzate dai primari dell’ospedale San Camillo di Roma, ma sono convinto che per disporre di un servizio sanitario efficiente, è necessario operare sulla redistribuzione degli organici e dei posti letto,  tagliando opportunamente dove si è in esubero”.  Il responsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti, Manlio Caporale, risponde con queste parole all’allarme lanciato in questi giorni da sette primari dell’azienda ospedaliera romana autori di una lettera indirizzata al direttore generale Luigi Macchitella, alla governatrice Renata Polverini e al sub commissario alla Sanità per la Regione Mario Morlacco, nella quale viene denunciata la grave situazione di collasso della struttura. Il documento in questione mette in evidenza la mancanza di infermieri e di anestesisti e la drastica riduzione dei posti letto nelle Unità operative di Neurochirurgia, Neurologia, Neurorianimazione e Neuroradiologia, con conseguenti difficoltà nel rispondere alla crescente affluenza dei ricoveri e codici rossi.  L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro si dice pienamente comprensivo degli ingenti problemi che attanagliano le strutture pubbliche, ma ritiene opportuna un’analisi oggettiva della situazione sanitaria: “Nell’organizzazione della rete ospedaliera a livello nazionale sono previsti 4 posti letto per acuti (pazienti in regime ordinario e day hospital) ogni 1000 abitati. Nei termini, Roma è indubbiamente in sovrabbondanza nel numero di posti letti attribuiti, mentre le province al contrario, ne sono carenti. I cittadini delle periferia sono costretti a recarsi nella Capitale per fare una ecografia e non con pochi disagi. Lo stesso vale per il personale organico preposto, in esubero a Roma e scarso in provincia. L’ipotesi più auspicabile – conclude Caporale – sarebbe quella di una mediazione tra Roma e le altre province laziali,  indubbiamente dolorosa a causa dei tagli da fare, ma in grado di assicurare, attraverso la promozione di un tavolo comune d’incontro con tutte le professionalità del Lazio, una più adeguata redistribuzione. Così facendo, a mio avviso, le grandi aziende verrebbero sollevate da un eccessivo carico di lavoro mentre quelle piccole in periferia, opererebbero finalmente a pieno regime”.

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Posti letto disomogenei tra regioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

In Italia oggi si calcolano in media 3,8 posti letto ogni mille abitanti. I numeri più bassi si registrano in Campania e Piemonte, con 3,3 e 3,4 posti letto per mille rispettivamente. In cima alla lista si piazza invece il Molise, con 5,2 posti letto ogni mille abitanti. I dati emergono dal VII Rapporto Ceis Sanità, relativo all’anno 2009, presentato a Roma e realizzato dal Centro studi economici e internazionali della Facoltà di economia dell’università Tor Vergata. La disomogeneità territoriale – si legge nel Rapporto – è significativa anche nel caso dei posti letto per riabilitazione e lungodegenza. A fronte di una media nazionale pari a 0,6 posti letto per non acuti ogni mille abitanti, a livello locale si registrano dotazioni che variano da 1,3 posti letto nella Provincia autonoma di Trento sino alla completa assenza di questa tipologia nella Valle d’Aosta. Passando ai presidi ospedalieri, la tendenza è a una riduzione degli stessi e anche dei posti letto, ma con velocità, modalità e livelli difformi fra le Regioni. Circa due terzi delle Regioni e Province autonome, nel periodo 2000-2007, hanno, infatti, ridotto contemporaneamente numero di strutture e di posti letto, e di queste circa metà ha ridotto i posti letto in una percentuale maggiore rispetto a quella delle strutture. (fonte doctor news)

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Lazio: Taglio 3000 posti letto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Maggio 2010

Il vicesegretario regionale dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, torna a chiedere spiegazioni alla presidente del Lazio, Renata Polverini, in merito alla grave crisi sanitaria della regione. Si parla, infatti, di un piano di rientro da presentare entro il 31 maggio ai Ministeri dell’Economia e della Salute che presumerebbe il taglio di tremila posti letto, da riconvertire successivamente in Residenze sanitarie assistenziali (Rsa), nonché il licenziamento di circa diecimila dipendenti in esubero.“La situazione è talmente drammatica da non meravigliarmi affatto – ha ribadito Tortosa –, considerato che l’ipotesi ventilata dalla Polverini era o il taglio dei posti letto o l’aumento delle aliquote Irap e Irpef.  In realtà, si sta andando verso entrambe le cose. Inoltre – ha aggiunto –, la riconversione dei piccoli ospedali in Rsa, che si occupano di anziani e malati cronici, non si sa bene quanto venga a costare e soprattutto se si tratti di una misura in grado di assicurare un risparmio effettivo”. Per quanto concerne i presunti tagli alle strutture convenzionate nei settori della psichiatria (-10%) e della riabilitazione (-5%), il rappresentante laziale del partito fondato da Antonio Di Pietro ha esortato a “fare molta attenzione quando si operano interventi sottrattivi nei riguardi degli istituti di igiene mentale, in quanto poi determinati problemi rischiano di ricadere sulle famiglie dei pazienti”.

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Ospedali Lazio: precisazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2010

“Vorrei sottolineare che quanto affermato da Romolo Del Balzo, ex dirigente della Asl di Latina e consigliere comunale di Minturno e consigliere in Regione Lazio (Pdl), riguardo l’affermazione di Emma Bonino che “i posti letto negli ospedali laziali siano troppi”, non è corretto. Emma Bonino ha invece dichiarato che utilizzare l’ospedale per qualsiasi tipo di cura è non solo un dramma per i pazienti, per i quali spesso sarebbe meglio avere delle cure a domicilio, ma è anche inutilmente costoso per gli ospedali che li ospitano. Nel gioco all’ospedalizzazione forzata di tutti i pazienti ci rimettono la salute dei pazienti e le tasche dei cittadini. Ma chi ci guadagna? In un paese democratico (quindi non qui da noi) questa è la domanda che ci si dovrebbe porre: Chi ci guadagna? Ci guadagna forse proprio quella commistione tra sanità e politica che con la Bonino presidente dovrebbe fare posto alla meritocrazia anche negli ospedali laziali? (Luca Placidi, candidato nella Lista Bonino-Pannella alle Regionali del Lazio nella circoscrizione della Provincia di Latina)

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“A rischio i lavoratori del gruppo Ini”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2009

Il Gruppo INI chiede al sindacato un incontro per il 15 Gennaio 2010 a seguito della volontà di avviare la procedura di collocazione in mobilità ex L.223/91 con conseguente licenziamento del personale. Lo dichiarano in una nota il Dirigente Regionale Ugl Sanita Lazio Pietro Bardoscia e il Segretario Provinciale Ugl Sanità di Roma Antonio Cuozzo. Il motivo, si evince dal fax, dipende dal Piano Sanitario 2010 -2012 firmato dal Commissario Guzzanti che prevede un ulteriore riduzione dei posti letto. Questo  Piano Sanitario – proseguono i sindacalisti – è l’atto finale di una politica sanitaria Laziale che la Ugl Sanita di Roma definisce fallimentare: dai licenziamenti avvenuti nella sanità privata, dal Gruppo Tosinvest a Valle Fiorita, al decreto commissariale a firma dell’allora Presidente Piero Marrazzo sul Recup che ha comportato il rischio di licenziamento per centinaia di lavoratori Capodarco molti dei quali disabili, alla chiusura del San Giacomo che oggi si vuole riconvertire, alla grave situazione della Fondazione Santa Lucia, Polo di Eccellenza nazionale, che rischia di mandare a casa circa il 50% del personale, alla situazione drammatica in cui versano i lavoratori della Ri.rei e cosi via. Non si deve parlare di tagli di posti letto degli ospedali – concludono i sindacalisti – ma di razionalizzazione ed eliminazione degli sprechi; occorre pertanto rinegoziare con il Governo il Piano di rientro.

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Roma: senza fıssa dımora

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2009

“A Roma, ormai, siamo in una situazione scandalosa  per quanto riguarda l’assistenza ai senza fissa dimora che non ha eguali in altre grandi città europee. Infatti, nonostante nessuno né parli, neanche l’inesistente opposizione presente in Campidoglio, da oltre un mese e mezzo l’amministrazione comunale non riesce neanche a garantisce i posti letto nei famigerati e poco allettanti dormitori pubblici della capitale, quelli in cui si accede tramite la sala operativa del Comune di Roma, in quanto sarebbero già al completo. Né finora sono state approntate dall’Assessorato del Comune di Roma soluzioni alternative per dare assistenza a coloro che sono costretti a vivere per strada, soprattutto in questo periodo in cui le temperature iniziano ad abbassarsi. È quanto dichiara in una nota Giovanni Barbera,  presidente del Consiglio del XVII Municipio ed esponente romano del Prc. “Tutto ciò, mentre la Giunta del Comune di Roma, per promuovere l’immagine della Città Eterna, non bada a spese e sprechi, permettendosi anche il lusso di finanziare uno spot omaggio alla città di Roma, un cortometraggio di circa 20 minuti girato da Franco Zeffirelli, che sarebbe costato ai contribuenti romani la modica somma di circa 550 mila euro. Un vero e proprio insulto al buon senso, vista l’incapacità conclamata di questa amministrazione a dare un contributo alla risoluzione dei problemi di quel popolo di diseredati che affollano le nostre strade e piazze”.

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Ospedalizzazione appropriata per ottimizzare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2009

Meno ospedale, più territorio: “E’ l’obiettivo a cui sta lavorando il Governo, insieme alle Regioni, per modernizzare il servizio sanitario italiano. E non semplicemente per risparmiare” spiega il sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio, illustrando il Patto per la salute 2010-2012, tra Governo e Regioni, in fase di definizione. Si fanno, infatti,  largo le prime ipotesi per razionalizzare la spesa di ASL e ospedali e quella del taglio dei posti letto è una ricetta indicata, nelle linee generali, dall’anticipo della Finanziaria 2009 che ora comincia a arricchirsi di contenuti. Il quotidiano Il Sole 24 Ore, riferisce un’ipotesi di ventisettemila posti letto in meno negli ospedali entro cinque anni, e già la metà tagliati nel 2011. Entro il 2014-2015 il tasso di ospedalizzazione dovrà essere abbattuto dagli attuali 160 ricoveri ogni mille abitanti a 130. Il progetto per l’efficienza e il risparmio nel Servizio sanitario nazionale è pensato in nome dell’appropriatezza dei ricoveri. “Si può dire – afferma Fazio che la dimensione della riconversione che riguarderà le strutture ospedaliere, è questa. Ma l’entità sarà quantificata ai tavoli politici – chiarisce – che non sono partiti, essendo ancora al lavoro i tecnici”. In merito ai tagli, si spiega che i posti letto per pazienti acuti dovranno passare entro il 2014-2015 da 3,5 a 3 ogni mille, con un passaggio intermedio dal 2011 di 3,3 posti letto per mille abitanti. Gli obiettivi da raggiungere, scrive ancora Il Sole 24 Ore, sono attualmente rispettati da pochissime Regioni: solo Toscana e Veneto. Alcune Regioni hanno già raggiunto concreti risultati di efficienza: la Lombardia ha cancellato in 10 anni, dal 1997 al 2006, il 59% delle strutture; Veneto e Puglia il 50%, l’Emilia il 47%, Toscana e Umbria avevano gi operato tagli negli anni precedenti. Il panorama al Sud è stato invece del tutto insufficiente, come dimostrano i piani di rientro che ora devono essere applicati, dalla Calabria alla Sicilia, alla Campania e al Lazio.

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Nuovi posti letto al Pertini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2009

Roma. Il segretario romano dell’Italia dei Valori: “Benvenga una maggiore capacità di accoglienza del Pertini purché non si accompagni a tagli in altri ospedali della capitale.” Il segretario romano dell’Italia dei Valori Roberto Soldà si riferisce all’incremento di duecento posti letto annunciato dal presidente dell’Agenzia di Sanità Pubblica Lucio D’Ubaldo per l’ospedale Sandro Pertini. A suscitare la  perplessità del segretario romano del partito guidato da Antonio Di Pietro è invece lo stop dei progetti per nuovi ospedali alla Bufalotta o  a Cinecittà, oltre alla previsione di ridurre i posti per il ricovero negli ospedali del nord-ovest della Capitale. “I tagli alla sanità – commenta Soldà – sono difficili da accettare se rischiano di compromettere uno dei diritti fondamentali della persona, quello alla salute. Non mi perderei in matematici rapporti tra numero di abitanti e letti ospedalieri che peraltro non tengono conto del fatto che le strutture sanitarie Romane servono un bacino ben più esteso rispetto a quello costituito dai soli residenti. Per garantire un corretto funzionamento del sistema sanitario locale – conclude – servono soluzioni di più ampio respiro.”

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