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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘posti vacanti’

Scuola: Docenti, allarme posti vacanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Dopo i trasferimenti, dal dicastero di Viale Trastevere giunge la disponibilità residua totale nazionale per i quattro ordini e gradi scolastici: si tratta di 64.149 posti liberi accertati (di cui 47.770 di posto comune e 16.379 di sostegno), a cui vanno però aggiunti gli oltre 50 mila del sostegno in deroga e decine di migliaia ancora “mascherati” in organico di fatto. E solo una minima parte andranno alle immissioni in ruolo. Senza un intervento normativo celere e straordinario, mai come stavolta si rischia davvero di compromettere il regolare avvio dell’anno scolastico. Marcello Pacifico (Anief): Tutto si è fatto e si sta tentando di fare fuorché puntare sulle strategie più logiche e che Anief sostiene da tempo: riaprire il doppio canale reclutante, con utilizzo delle graduatorie d’istituto laddove non vi siano più candidati docenti nelle GaE, assumere tutti gli aspiranti docenti risultati idonei ai concorsi, anche in regioni, e stabilizzare i 35 mila che hanno conseguito positivamente i corsi-concorsi formativi Fit.Sugli organici dei docenti continuano ad arrivare segnali di chiaro pericolo. Dopo che l’Ocse ha bacchettato il Governo, qualche giorno fa, sostenendo che l’età media è avanzata ed entro un decennio almeno 400 mila andranno in pensione, ora giungono numeri allarmanti sui posti liberi già dal prossimo 1° settembre. La disponibilità residua totale nazionale per i quattro ordini e gradi scolastici è pari a 64.149 (di cui 47.770 di posto comune e 16.379 di sostegno), così ripartiti: infanzia: 2.939 (comuni) e 1.143 (sostegno) per un totale di 4.082; primaria: 6.897 (comuni) e 5.502 (sostegno) per un totale di 12.399; I grado: 17.317 (comuni) e 7.269 (sostegno) per un totale di 24.586; II grado: 20.617 (comuni) e 2.465 (sostegno) per un totale di 23.082. Il problema è che i posti effettivamente liberi sono più del doppio di quelli indicati dal Miur. Perché prima di tutto ci sono le oltre 50 mila cattedre di sostegno, assegnate in deroga; poi, vanno collocati nell’organico di diritto anche tantissime cattedre oggi furbescamente collocati in organico di fatto, pur di risparmiare sulle mensilità estive e sulle mancate immissioni in ruolo su quei posti, perché siccome vengono volutamente assegnati con supplenze al 30 giugno non valgono né ai fini della mobilità né della stabilizzazione. Il computo totale reale di posti vacanti si aggira quindi sulle 150 mila unità. Mentre con le supplenze annuali a 30 giugno dell’anno successivo, si arriva a sfiorare quota 200 mila. “Sono numeri altissimi, da record, che dimostrano il fallimento su tutta la linea delle politiche condotte negli ultimi anni e anche dall’attuale esecutivo – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché si è passati da un nuovo reclutamento incentrato solo sui concorsi, alla recente virata pre-elezioni europee verso un nuovo ciclo di Pas abilitanti e di concorsi riservati con numeri di posti a bando ristretti, che lasceranno fuori due precari storici su tre”.

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Scuola: Posti vacanti fino al 30 giugno?

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

Mentre la scuola pubblica italiana si avvia a vivere il record delle supplenze annuali, come confermato nei giorni scorsi dalla Corte dei Conti, per colpa del Miur che continua ad ignorare la riapertura delle GaE e lo scorrimento del doppio canale di reclutamento, gli uffici scolastici continuano ad applicare norme tese a risparmiare sui costi del bilancio pubblico, ma a spese degli interessi del personale precario. Una di queste adozioni illegittime che continua a perpetrarsi, in modo palesemente illegittimo, è la riduzione ingiustificata della supplenza di due mesi, collocando la scadenza al 30 giugno anziché al 31 agosto dell’anno successivo. Marcello Pacifico (Anief): Il Miur e i suoi uffici scolastici continuano a far finta di non sapere che la natura della cattedra non cambia a seconda di chi la conferisce. Se un posto è libero,va assegnato in supplenza annuale fino al 31 agosto dell’anno successivo, come prevede la legge 124/99. La Cassazione lo ha già confermato più volte. Chi ricorre dimostrando la vera natura del suo posto nel rispetto della normativa interna, non può essere penalizzato.Per giustificare il “giochino” che porta via al supplente due stipendi pieni, l’amministrazione non sa più cosa inventarsi. Soprattutto dopo che anche il diritto comunitario e le direttive di Bruxelles sono indirizzate in difesa del diritto leso al lavoratore precario. Una delle spiegazioni più bizzarre è stata fornita ad un assistente tecnico precario della rivista Orizzonte Scuola, subentrato ad un collega di I fascia con un contratto di supplenza annuale scadenza 31 agosto, al quale l’ufficio scolastico e il dirigente interpellato hanno detto che “sul motivo per cui al precedente assegnatario venga stipulato un contratto di supplenza annuale (scadenza 31 Agosto) mentre a chi segue di supplenza temporanea (scadenza 30 Giugno), ritengono che essendo il posto già stato in precedenza assegnato (anche se da un precario) il successivo contratto debba essere stipulato secondo la lettera B (e non A) del summenzionato decreto”.

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Scuola–Precari: parte la macchina organizzativa per coprire oltre 150 mila posti vacanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 Maggio 2019

Al ministero dell’Istruzione si stanno individuando le graduatorie da cui attingere candidati, abilitati e vincitori di concorso, in vista delle immissioni in ruolo da conferire in corrispondenza dell’inizio del nuovo anno scolastico. Si va dalle GaE (che andrebbero riaperte senza ombra di dubbio) a quelle di merito, derivanti dagli esiti delle procedure concorsuali. Il giovane sindacato chiede particolare attenzione all’immissione in ruolo per i docenti che hanno partecipato al concorso riservato DDG 85 del 2018, fatto salvo il diritto all’assunzione dei docenti inseriti nelle GM 2016. Marcello Pacifico (Anief): La situazione di caos in cui si trovano gli Uffici Scolastici tra vecchie e nuove regole, graduatorie non pubblicate e procedure concorsuali non concluse, non fa che aumentare la confusione; se il Ministero non troverà una soluzione adeguata, la salvaguardia del diritto dei docenti all’assunzione a tempo indeterminato passerà tra le mani dei giudici. La scuola italiana si appresta ad affrontare un’estate contrassegnata da un’alta percentuale di posti vacanti, per tutti i ruoli professionali, ma soprattutto tra i docenti visto che a settembre ne mancheranno all’appello tra le 150 mila e le 200 mila. Per Anief è prioritario che si proceda alla stabilizzazione progressiva dei docenti che hanno partecipato al concorso riservato DDG 85 del 2018: si tratta di circa 35 mila insegnanti precari che meritano ora di essere collocati nei ruoli dello Stato senza più indugi o attese inutili. Ancora di più perché i posti vacanti e disponibili abbondano come non mai. Inoltre, sempre partendo dall’alto numero di cattedre libere e dai problemi enormi che deriveranno a livello di offerta formativa e continuità didattica, vanno assolutamente salvaguardati gli idonei degli altri concorsi, ad iniziare da quello del 2016. Il problema, scrive Orizzonte Scuola, è che sindacati maggiori, per i docenti inseriti nelle graduatorie di merito del concorso 2016, non hanno sinora avanzato proposte ma hanno solamente chiesto una ricognizione che verifichi, a livello di singola regione, la capienza e la validità delle stesse.

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Scuola: – Concorso a cattedra 2016, un danno più vasto di quanto si pensasse

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

ministero pubblica istruzioneBen il 61,43% dei posti è concentrato, invece, nell’area Centro-Nord, tra la Lombardia, il Piemonte, il Veneto. Come se non bastasse, i posti che il Miur ha individuato per le assunzioni, in alcuni casi, risultano in misura inferiore rispetto a quelli effettivamente liberi: sembra che l’accantonamento sia stato attuato, in modo cautelativo, laddove vi sono dei contenziosi in corso, relativi principalmente ai ricorsi al giudice del lavoro presentati dai docenti di ruolo collocati dall’algoritmo impazzito su ambiti con ogni probabilità errati. Inoltre, dal Lazio in giù, fino alla Sicilia compresa, non è rimasto nemmeno un posto di scuola elementare. Lo stesso vale per le cattedre riservate ai docenti specializzati per l’insegnamento ai disabili: in 14 regioni, con migliaia di posti in origine messi a concorso, sono rimaste la miseria di tre cattedre libere.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è un disastro, da un incrocio delle disponibilità e dei docenti vincitori di concorso o rimasti in GaE risulta che vi sono anche posti disponibili in province dove non figurano candidati della stessa classe di concorso. In pratica, poiché non c’è stato uno straccio di programmazione ministeriale risulta che dove ci sono i posti mancano i docenti e, dove ci sono insegnanti vincitori di concorso o inseriti in GaE, non ci sono più cattedre. Il futuro non promette nulla di buono, perché abbiamo un turn over fortemente rallentato, per colpa della riforma Fornero. Senza contare che i posti che si libereranno, anche nei prossimi anni, saranno ad appannaggio di chi chiede trasferimento: un’operazione che precede sempre le immissioni in ruolo. La verità è che anche la partita delle stabilizzazioni dei docenti è stata gestita in modo pessimo; sempre a spese dei docenti, stavolta pure vincitori del concorso, ai quali non rimane altro che fare ricorso al Tar.

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