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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘posti’

La mancanza di posti di sostegno sta diventando un problema per la scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Piove sul bagnato. Come sottolineato anche nell’ultimo dossier di Tuttoscuola sugli insegnanti di sostegno, ben 170 mila ragazzi, infatti, dovranno cambiare quest’anno l’insegnante di sostegno, che potrebbe essere tra l’altro non specializzato sul sostegno. Una roulette del tutto casuale che nemmeno l’avvio ormai prossimo del concorso straordinario voluto dalla ministra dell’istruzione Lucia Azzolina e avversato dai sindacati (con l’appoggio di una parte della maggioranza) potrebbe riuscire a influenzare positivamente. L’avvisaglia viene dai primi dati dei calendari delle prove scritte del concorso straordinario della scuola secondaria, pubblicati in queste ore dagli Uffici Scolastici regionali soprattutto con riferimento agli scritti che si svolgeranno il prossimo 22 ottobre, primo giorno delle prove. I candidati dei posti di sostegno sono molti meno dei posti a concorso.Gli scritti del concorso straordinario per il sostegno di scuola secondaria di I e di II grado si svolgeranno a metà novembre, ma due USR, quelli dell’Emilia Romagna e del Lazio, hanno già pubblicato l’intero calendario di tutte le prove, consentendo di conoscere il numero di candidati che sosterranno la prova del concorso straordinario per il sostegno. In Emilia per i 322 posti del concorso straordinario per il sostegno nella secondaria di I grado i candidati sono soltanto 74 (23%); per i 205 posti di sostegno a concorso nella secondaria di II grado i candidati sono soltanto 68 (33%). Nel Lazio per 564 posti di sostegno nella secondaria di I grado i candidati sono soltanto 173 (30%); per i 43 posti di secondaria di II grado, invece, i candidati sono 346. Alla fine del concorso straordinario, se tutti i 141 candidati dell’Emilia conseguiranno almeno 56 punti su 80 nello scritto diventando tutti vincitori, rimarranno scoperti ben 385 posti dei 527 a concorso: un vuoto del 73%. Nel Lazio per il I grado, analogamente rimarranno scoperti 391 posti. I posti di sostegno in questo concorso straordinario sono in tutto 5.669 (soprattutto al nord), di cui 4.069 nel I grado e 1.600 nel II grado. C’è il timore che il caso dell’Emilia e del Lazio non sia diverso da quello delle altre regioni. Se sarà così, una notevole quantità di quei posti rimarranno scoperti, acuendo la crisi di un settore particolarmente in sofferenza a causa della mancanza di personale specializzato. Del resto la carenza di insegnanti di sostegno non si riscontra solo per il i concorsi ma anche nelle nomine di supplenza. Per esempio ad Arezzo su 400 posti di sostegno si sono presentati solo 8 supplenti. “Vengono nominati tardi e sanno fare poco” dice Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, degli insegnanti di sostegno, che propone un modello diverso: meno insegnanti di sostegno, ma altamente qualificati, che sappiano coinvolgere in nuove pratiche inclusive i colleghi curricolari, a loro volta adeguatamente formati e incentivati. Il nuovo dossier di Tuttoscuola sulla scuola per gli alunni con disabilità racconta di un contingente di 185 mila insegnanti di sostegno, quasi come tutti i militari dell’Esercito e gli agenti della Polizia di Stato messi insieme; un grande investimento (6 miliardi e 250 milioni di euro l’anno e 44 miliardi di euro spesi solo per gli stipendi nell’ultimo decennio) nel Paese che per primo oltre 40 anni fa ha creduto nell’integrazione scolastica degli studenti con disabilità, superando le ghettizzanti classi differenziate: tutto in buona parte vanificato dall’avvicendamento e dalla non riconferma degli insegnanti, che peraltro in molti casi non sono specializzati, tanto meno nella patologia specifica. Quest’anno si sta toccando la vetta dello scandalo: ben 170 mila alunni con disabilità (il 59% del totale) all’apertura della scuola non hanno trovato il docente di sostegno che li seguiva l’anno scorso. In molti casi ne cambieranno nei prossimi mesi anche più di uno. Un’insensata girandola di cattedre che si ripete ogni anno, di Governo in Governo, che aumenta invece di diminuire. Tutti gli approfondimenti, i numeri e i dettagli saranno nel nuovo dossier di Tuttoscuola sul sostegno, in uscita nei prossimi giorni.

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Scuola: Docenti, nell’anno del Covid si va dritti verso il record di posti vacanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Il nuovo anno parte con il record di posti vacanti e disponibili: come confermato dallo stesso ministero dell’Istruzione, sono 66.654 i posti liberi, più altri 51.351 in deroga su sostegno, quindi circa 118 mila da assegnare o già assegnati in questi giorni a personale supplente. Una parte, quasi 80 mila, saranno destinati ai vincitori dei futuri concorsi (“le prove partiranno nel mese di ottobre”), ad iniziare da quello straordinario della scuola secondaria di primo e secondo grado. Ma il numero dei contratti annuali da sottoscrivere in questi giorni non finisce qui: ci sono i posti in organico di fatto, ad iniziare dalle cosiddette COE, le cattedre orario composte su due o più istituti, che secondo le stime del sindacato non sono meno di altre 50-60 mila. A cui vanno aggiunti i 50 mila docenti-Covid, da integrare all’organico tradizionale per meglio affrontare l’emergenza epidemiologica.“A fronte di questi numeri – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – l’unica soluzione possibile, sempre se si vuole vincere la supplentite cronica che caratterizza la scuola pubblica italiana, è quella di assumere dall’unica graduatoria dove sono presenti tantissimi docenti già pronti, con titoli adeguati e disponibili: la Gps. Dopo che la Call veloce non ha obiettivamente funzionato, queste risultano le uniche liste d’attesa che garantirebbero l’incontro tra i posti disponibili da parte degli Uffici scolastici con la disponibilità dei precari. Questo, tuttavia, dovrà avvenire solo con una adeguata rivalutazione dei titoli e dei servizi svolti, come indicato più volte dall’Anief che ha messo a disposizione appositi reclami e successivi ricorsi qualora i primi non fossero accolti”.Il 2020 non è solo l’anno del Coronavirus, ma anche l’anno delle supplenze record nella scuola. Sommando i posti vacanti con quelli di fatto, le deroghe su sostegno e le cattedre-Covid, si arriva a circa 230 mila contratti a tempo determinato da sottoscrivere, con scadenza fine lezioni, 30 giugno o 31 agosto 2021. Di cifra altissima parla oggi anche la stampa specializzata: “se prendiamo come spartiacque il piano straordinario di assunzioni del Governo Renzi (con tutte le problematiche che ha comportato) anche se negli anni successivi – scrive Orizzonte Scuola – si è avuto un decremento di ruoli, il 2020/21 ha segnato il record. Gli insegnanti ci sono, i posti anche, ma in luoghi diversi. Il numero maggiore di cattedre scoperte è nelle regioni del nord, mentre le graduatorie sono più piene di insegnanti in attesa del ruolo nelle regioni del sud. Domanda e offerta non si incontrano”.

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Scuola Dsga, 1.500 posti rimangono liberi anche dopo i concorsi

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2020

A seguito dell’ultimo concorso per Direttori dei servizi generali e amministrativi, di cui una scuola italiana su due è sprovvista, si prevedono al massimo 1.500 assunzioni a tempo indeterminato. Ma ad oggi ne mancano più di tremila. Così l’anno scolastico inizierà con un facente funzione/reggente ogni quattro scuole autonome. “Ci aspettiamo – ha detto a Teleborsa il sindacalista Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – un numero di idonei che sarà escluso, ma non è giusto fare questo nelle graduatorie di merito dopo che hanno superato tutte le prove concorsuali. Anief in passato ha sempre vinto questa battaglia concorsuale, ma stavolta speriamo che il Parlamento possa intervenire nel decreto di agostano n. 104 per sanare questa posizione”. Il sindacalista è quindi tornato a rivendicare la pubblicazione di una procedura straordinaria urgente specifica per i facenti funzione”.Le stabilizzazioni che si stanno completando nelle cento province d’Italia riguardano tutti i profili professionali. “È tempo di immissioni in ruolo anche per i Direttori dei servizi generali e amministrativi – ha detto Marcello Pacifico, leader dell’Anief – : sono terminati in alcune regioni i concorsi, pure le prove orali, sono state pubblicate anche le graduatorie di merito. In 1.500 prenderanno il ruolo, ma sono meno della metà dei posti liberi, anche se bisogna contare che in alcune Regioni – come Campania, Toscana ed Emilia Romagna – non ci sono le graduatorie di merito finali. Con Anief, assieme ad Eurosofia, abbiamo predisposto dei corsi rivolti ai neo-assunti. Perché quello che inizierà a settembre è un anno complicatissimo, per i nuovi finanziamenti che sono arrivati, come per le nuove norme anti-covid: è quindi importante essere seguiti durante l’anno per svolgere al meglio l’anno di prova”.Ma il sindacato farà anche dell’altro per i tanti Dsga messi all’angolo, dopo avere mostrato tutto il loro valore. “Poi bisogna lottare perché tutte le graduatorie di merito vengano utilizzate, con tutti gli idonei – ha spiegato Pacifico – : in questo momento la situazione non è grave, ma per esempio in Campania il numero di ammessi all’orale era più del doppio dai posti banditi a concorso”. “Nel frattempo – conclude il sindacalista autonomo – una scuola su due su quei posti vacanti purtroppo sarà data ancora una volta a reggenza: per questo chiediamo di bandire un concorso straordinario rivolto ai ‘facenti funzione’. Da anni lavorano in questo nuovo profilo per tanti assistenti amministrativi e tecnici: hanno il loro diritto ad essere confermati nel ruolo di Dsga, se lo meritano”.

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Sociale. Campidoglio, 57 nuovi posti per lavori di pubblica utilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

L’Amministrazione Capitolina ha ampliato i posti a disposizione per i lavori di pubblica utilità a Roma: sono 57 i nuovi posti assicurati, grazie alle nuove convenzioni firmate con Biblioteche di Roma e il consorzio Il Melograno.I lavori di pubblica utilità svolti a Roma nel 2019 hanno coinvolto circa 700 persone.Le nuove convenzioni, che permetteranno lavori di pubblica utilità legati alle attività delle biblioteche oppure ad azioni di sfalcio, potatura e cura del verde, sono state firmate nell’ambito delle attività scaturite dal rinnovo della Convenzione con il Tribunale Ordinario di Roma per l’inserimento di persone sottoposte a misure riparative.La convenzione con Biblioteche di Roma prevede 41 posti disponibili. Le persone coinvolte si potranno occupare di ricollocazione volumi e riordino scaffali, registrazione quotidiani e periodici, ma anche supporto ad attività e promozione della biblioteca attraverso mezzi grafici, scritti, digitali, collaborazione alla prima accoglienza di persone fragili o inesperte e piccola manutenzione ordinaria delle aree verdi di pertinenza.Le persone che svolgeranno lavori di pubblica utilità con Il Melograno saranno coinvolte in diverse attività, tra cui sfalcio e potatura del verde, allestimento e riordino degli ambienti, supporto alle attività di segreteria o archivio e assistenza.“Un ulteriore passo in avanti nel percorso che stiamo portando avanti per contribuire ad offrire alle persone sottoposte a misure riparative sempre più occasioni di riscatto”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Scuola: Rientro a settembre, anche l’on. Gallo (M5S) chiede 9 miliardi e 100 mila posti in più

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2020

Ripartire con le lezioni in presenza prevedendo una rinascita della scuola attraverso una serie di interventi, come le sovvenzioni pubbliche importanti, l’eliminazione delle classi pollaio, l’aumento di un congruo numero di lavoratori, l’integrazione con il territorio, la cancellazione della povertà educativo-culturale e l’innovazione tecnologiche degli istituti: a proporlo è l’on. Luigi Gallo, presidente della commissione Cultura del Movimento 5 Stelle della Camera.
“Lo stanziamento rivendicato dall’on. Luigi Gallo – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è in linea con le nostre richieste, perché tornare in classe senza mantenere distanziamenti fisici e senza poter contare su aule capienti, collocate in strutture scolastiche complessivamente adeguate, sarebbe un sicuro autogol. Ben venga, inoltre, la cancellazione delle classi con numeri eccessivi di alunni, ancora di più perché la scuola è attesa da un periodo che non potrebbe essere breve di convivenza con il rischio contagio. Sull’incremento di 100.000 mila docenti, personale ATA e Dirigenti Scolastici siamo ovviamente d’accordo, anche se ne abbiamo chiesti il doppio, ricordando però che già ne mancano ancora di più come posti vacanti e occorre quindi assumere subito da graduatorie d’istituto sapientemente trasformate in provinciali sempre tramite il Decreto Scuola. Allo stesso modo, riteniamo utile la realizzazione di progetti didattici con il coinvolgimento dei primi cittadini, all’interno di teatri, musei e centri culturali, a partire dai territori più deprivati e svantaggiati, al piano nazionale per la povertà educativa e all’ammodernamento digitale delle scuole”.Sei punti per far ripartire l’istruzione pubblica in Italia. Secondo l’on. Luigi Gallo “la scuola ha bisogno di rilancio e non può trasformarsi in un ospedale da campo. Per garantire la ripartenza a settembre dobbiamo investire una quantità pari di risorse ai miliardi stanziati per la sanità, soldi per una nuova rinascita della scuola”, con un programma ben definito. Il progetto, come riporta Orizzonte Scuola, prevede un piano investimenti di circa 9 miliardi; la cancellazione delle classi pollaio, sul quale è stato presentato anche un emendamento al Decreto Rilancio e approvato un ordine del giorno al Decreto Scuola, ormai alle battute finali alla Camera; 100.000 mila docenti, ATA e Dirigenti Scolastici in più; la realizzazione di progetti didattici, in stretta collaborazione con le scuole e i sindaci, che comprendano teatri, musei e centri culturali; un piano nazionale per la povertà educativa; la realizzazione di una scuola realmente innovativa.

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Azienda Italia: Posti lavoro bruciati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

“I numeri della crisi che abbiamo calcolato sono impressionanti”: si apre così una nota stampa di Azienda Italia, associazione tra imprenditori, professionisti e lavoratori impegnati per dare risposte e soluzioni alla crisi. “Le imprese artigiane in Italia sono 1,3 milioni, con 2,8 milioni di lavoratori interessati. E’ un settore già sfiancato da 10 anni di crisi, ed è a rischio chiusura un terzo delle imprese artigiane con una perdita potenziale di 750.000 posti di lavoro. Nel primo trimestre hanno già chiuso 35.000 imprese di questo tipo”, aggiunge il Segretario di Azienda Italia, Andrea Minazzi. Non va meglio per il Commercio. “Il 2020 che avrebbe dovuto essere l’anno della speranza è diventato anno della disperazione. Con 1,35 milioni di aziende coinvolte, 600.000 delle quali con obbligo di chiusura durante il lockdown, le imprese commerciali annoverano 1milione di posti a rischio a fronte di 300.000 aziende che non riapriranno o chiuderanno entro l’anno. Il 60%degli occupati nell’impresa trova lavoro nelle micro e piccole imprese (sotto 20 occupati) che sono quelle più a rischio per la difficoltà che sussistono per accedere ai finanziamenti, malgrado le rassicurazioni del governo”, prosegue Minazzi. “Abbiamo calcolato che sono 2.2 milioni in tutto gli italiani che hanno già perso o che stanno correndo oggi il serissimo rischio di perdere il lavoro. E’ a questo punto indispensabile mettere insieme le migliori energie in un grande progetto di coesione nazionale per ridare al sistema-Paese un orizzonte di certezza, agendo concretamente per snellire i processi e dare ossigeno alle imprese. Non c’è più un solo giorno da perdere”, conclude Minazzi, per Azienda Italia.

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Organizzarsi per la sicurezza sui posti di lavoro e per il migliorare il SSN!

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Per far fronte alla vera emergenza, contro il Coronavirus l’unica via è organizzarsi nelle aziende, negli ospedali e su tutto il territorio nazionale. Sono numerosi gli esempi di operai, lavoratori, organizzazioni popolari all’opera in queste settimane a mobilitarsi perché a pagare la crisi sanitaria, economica e politica in corso nel nostro paese non siano le masse popolari ma chi questa crisi ha generato, i padroni.L’emergenza sanitaria in corso nel nostro paese è, infatti, un effetto della crisi generale del sistema capitalista e della deriva in cui sta trascinando i servizi pubblici, i diritti a una vita dignitosa e un ruolo attivo nella società, patrimonio della prima ondata delle rivoluzioni proletarie che seppur non affermandosi in nessun paese imperialista hanno dato impulso anche in questi paesi a conquiste di civiltà e benessere.La pandemia in corso ha solo mostrato una volta di più il fianco scoperto della borghesia, la sua incapacità di dirigere la società se non con la devastazione, la concorrenza spietata e gli interessi individuali di ciascun gruppo di capitalisti al profitto anche se questo significa povertà, precarietà, morte. In queste settimane gli operai, i lavoratori e le masse popolari di ciò stanno facendo scuola, a un livello ancora superiore di quanto fatto finora e in vari modi si stanno muovendo per porvi un argine.Non bastano le minacce dei padroni di licenziare gli operatori sanitari che si rifiutano di lavorare a queste condizioni o che fanno partire denunce pubbliche e azioni di protesta, gli ospedali e le strutture sanitarie a macchia di leopardo in tutto il paese stanno diventando luogo in cui la sfiducia, la rabbia e l’insubordinazione verso la borghesia e i suoi rappresentanti politici trova forme di organizzazione.

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Scuola: Sostegno, a metà anno migliaia di posti ancora non assegnati

Posted by fidest press agency su martedì, 21 gennaio 2020

L’anno scolastico è al giro di boa, con tantissimi studenti alle prese in questi giorni con le verifiche di fine quadrimestre. Il paradosso è che ci sono diverse scuole che devono ancora definire i Consigli di Classe, perché ci sono ancora migliaia di cattedre di sostegno in deroga e in certi casi addirittura ancora affidate a supplenti temporanei, in attesa della stipula del contratto annuale da far sottoscrivere ad un altro collega precario. Molte cattedre, quindi, spuntano dall’organico di fatto o a seguito delle sentenze dei giudici. Eppure si aveva cognizione della loro consistenza già dalla scorsa estate. Con il risultato che gli Uffici scolastici continuano a produrre decreti con ulteriori posti di sostegno: in questi giorni di inizio 2020 hanno convocato, per la stipula di contratti fino al 30 giugno prossimo, gli Uffici di Torino, Bari, Brindisi e Taranto. A dicembre le convocazioni erano state prodotte da Pescara, Monza, Lodi, Lecco, Massa Carrara, Mantova. Marcello Pacifico (Anief): “Si continua a compiere un’ingiustizia di Stato. Le famiglie si rivolgono poi ai tribunali e vengono risarcite di mille euro per ogni mese in cui lo studente non ha avuto l’insegnante di sostegno. Ma i soldi non rincuorano le famiglie, con i soldi non viene ripristinato il diritto di un alunno ad avere l’istruzione come tutti gli altri”. Sul sostegno agli alunni disabili il ministero dell’istruzione continua a navigare a vista, con ritardi ingiustificati ed evidenti effetti negativi sulla qualità dell’insegnamento. Se partiamo dal fatto che parliamo di quasi 80 mila cattedre e che l’80 per cento dei docenti di sostegno è un precario senza specializzazione in didattica speciale, significa che oltre 60 mila posti vanno assegnati a supplenti privi a volte anche delle competenze necessari. “A fronte di un numero più basso di docenti in possesso della specializzazione per l’insegnamento a questi alunni, la supplenza può essere conferita anche ai docenti senza titolo”, scrive la stampa specializzata. Ecco perché occorre organizzare al meglio i corsi di specializzazione che il ministero dell’istruzione si presta a varare, non commettendo gli errori fatti in precedenza dall’ex ministro Marco Bussetti, come già chiesto a chiare lettere nei giorni scorsi dal sindacato Anief. Il problema, commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un’intervista ad Orizzonte Scuola, è che con questo andare viene leso il diritto allo studio “sia nella parte in cui le famiglie chiedono alle scuole di avere l’attribuzione delle ore in base al PEI, attribuzione che viene costantemente negata per il 50% dei casi, sia laddove i posti in deroga vengono attribuiti alle scuole per diversi anni, quindi non per esigenze straordinarie, e non vengono conteggiate nell’organico di diritto”. I numeri sono implacabili. “Siamo arrivati a 180 mila insegnanti di sostegno – continua il sindacalista – di cui 80 mila su posti in deroga. È evidente che bisogna adeguare la realtà dei fatti al servizio che lo Stato vorrebbe dare. Quando per anni si verifica che il numero degli studenti con un handicap certificato aumenta lo Stato non può fare finta di niente e tenersi quel numero di insegnanti, ma deve adeguare gli organici”, conclude Pacifico.
Intanto – rafforzata dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 25101, la quale ha confermato che non è possibile fare modifiche quando il Pei dello studente disabile è stato stabilito – l’associazione sindacale Anief continua a produrre l’iniziativa gratuita ‘Sostegno, non un’ora in meno!’, proprio per far rispettare le ore di sostegno indicate nelle diagnosi funzionali di ogni allievo.

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Previsti in Italia + 24.683 nuovi posti di lavoro nel settore fotovoltaico

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

SMA investe nei giovani e punta alle professioni del futuro in vista della crescente richiesta di competenze qualificate e nuovi posti di lavoro nel mercato fotovoltaico.Valerio Natalizia, Regional Manager SMA South Europe ha commentato: “Le professioni del futuro saranno sempre più green: informatico ambientale, green building, chimico verde, esperti del marketing ambientale, economista ambientale, esperto di acquisti verdi. Questo è ancora più vero nel mercato fotovoltaico, che prevede una crescita costante fino al 2021 in tutta Europa e specialmente in Italia in cui si stima che la capacità di installato annuale crescerà di 4 volte, arrivando a quota 2.266 MW l’anno. E anche la creazione di posti di lavoro registra una crescita a doppia cifra, posizionando il nostro Paese secondo solo dopo la Germania. Crediamo fortemente nel futuro del fotovoltaico, per questo vogliamo aiutare i giovani a sviluppare competenze sempre più qualificate e idonee al mercato del lavoro futuro”.SMA, infatti, ha recentemente annunciato di aver siglato una partnership con In-Presa, la Cooperativa sociale che si occupa di formazione professionale e accompagnamento al lavoro per ragazzi in situazione di dispersione scolastica e a rischio di disagio sociale. L’azienda si occuperà di impartire ore di lezione in aula da parte di un tecnico specializzato per insegnare agli studenti le caratteristiche, l’uso e l’installazione dell’inverter, donerà alla struttura un inverter Sunny Boy 2.0 AV41 e farà visitare ai partecipanti impianti fotovoltaici in esterna. L’iniziativa nata nel 2006, è un’esperienza innovativa che in questi ultimi anni ha mostrato una sorprendente efficacia per gli oltre 350 ragazzi che hanno aderito, con tassi di successo molto elevati. Basti pensare che l’80% di coloro che hanno terminato il percorso ha trovato un lavoro stabile e duraturo.Secondo lo studio di EY ‘Solar PV Jobs & Value Added in Europe’, tra il 2008 e il 2011 il mercato del lavoro nel settore fotovoltaico è stato protagonista di una crescita costante, raggiungendo il livello più alto sia in termini di posti di lavoro che di VAL (valore aggiunto economico creato producendo un bene o fornendo un servizio espresso in milioni di Euro). Secondo le stime, entro il 2021 si raggiungeranno 174.700 FTE e un VAL di € 9.500M. Ciò significa un aumento rispettivamente del 145% per i posti di lavoro e del 105% per il VAL rispetto al 2016. Tale aumento si spiega principalmente con l’aumento della nuova potenza installata nella maggior parte dei Paesi europei.Entro il 2021 i posti di lavoro creati e il VAL raddoppieranno rispetto al 2016 sia per le attività a monte (lavorazione delle materie prime), che quelle a valle (servizi forniti dall’industria fotovoltaica e manutenzione) della catena del valore. Per i primi, la maggior parte dei posti di lavoro e del valore aggiunto lordo saranno creati dai componenti di balance of system (BoS) pari al 44% del totale, mentre per i secondi la maggior richiesta di manodopera sarà assorbita dalle attività di Operations & Maintenance.
Conclude Valerio Natalizia: “Il mercato fotovoltaico è relativamente giovane e il ciclo di vita medio di un impianto, secondo lo studio condotto da EY, è di circa 25-30 anni. I costi unitari della messa fuori servizio per kW sono relativamente bassi, ma lo sviluppo di processi di rigenerazione e di riciclaggio richiederanno una forza lavoro specializzata e più qualificata. A partire dal 2020, quindi, le attività di riutilizzo e riciclaggio degli impianti fotovoltaici avranno ulteriori effetti positivi sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Crediamo, però, che tale crescita necessiti anche di un impegno fattivo da parte delle nostre istituzioni. La creazione di nuovi posti di lavoro non può prescindere da un supporto in termini di semplificazione dei processi che riguardano l’installazione e l’utilizzo di sistemi di energie rinnovabili, nonché di provvedimenti che ne facilitino lo sviluppo”.

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Scuola: Sostegno, migliaia di posti spuntano solo ora

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2019

Novembre è ormai finito e fanno capolino, come “funghi”, diverse migliaia di nuovi posti di sostegno: gli uffici scolastici pubblicano, infatti, l’esigenza di coprire tantissime cattedre, che senza la burocrazia e le leggi sbagliate si sarebbero potute tranquillamente materializzare prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, dal momento che le diagnosi funzionali degli alunni vengono presentante già pima di giugno e quindi con notevole anticipo. Accade, invece, che solo in questi giorni diversi Uffici Scolastici hanno pubblicato gli elenchi dei tanti posti da assegnare: i più recenti sono quelli di Cuneo, Bari, Milano, Brindisi, Sassari, Ferrara, Taranto, Messina e Lecce. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è giunta l’ora di garantire ai nostri studenti docenti specializzati, con corsi regolari e con posti equamente distribuiti, non di certo come accaduto nell’ultimo ciclo specializzante, rispettando i tempi e le quantità fissate nelle esigenze certificate dal Pei, assegnando con sollecitudine posti in deroga ogni volta che la scuola lo richieda senza ricorrere ai tribunali. Se il ministro Lorenzo Fioramonti dovesse decidere di convocarci al Miur per un confronto sul tema, saremmo ben lieti di spiegare come si fa a non arrivare a Natale con tanti alunni che ancora attendono il loro docente di didattica speciale”. Con colpevole ritardo, gli uffici periferici del Miur fanno sapere che ci sono da coprire tanti posti in deroga sul sostegno. “In questo modo – scrive Orizzonte Scuola – il fabbisogno stimato con l’organico di diritto regione per regione non corrisponde alle esigenze reali e ad essere penalizzati sono non soltanto gli alunni, ma anche gli insegnanti, che non possono usufruire di quelle cattedre per i trasferimenti e le assunzioni. Tutto ciò, nonostante una recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale abbia imposto al Ministero dell’Istruzione di rivedere la consistenza dell’organico di sostegno in Sicilia e di conseguenza un’assunzione di responsabilità e una revisione degli organici tale da garantire effettivamente la copertura del reale fabbisogno di docenti specializzati sul sostegno in tutto il territorio nazionale trasformando, finalmente, i posti attivati “in deroga” in posti in organico di diritto”.

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Politiche per creare nuovi posti di lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

Il discorso è rivolto soprattutto per i giovani e per favorire la nascita di nuove imprese e politiche a favore dell’ambiente per invertire la tendenza verso la catastrofe ambientale del pianeta, le scommesse su economia del riciclo e mobilità green, una PA finalmente sburocratizzata, rapida ed efficiente, processi di formazione centrate sui nuovi saperi e sui lavori di domani.Queste alcune delle priorità che io vedo per la crescita del nostro paese; facile farne una lista, più difficile metterle in atto.C’è però un elemento unificante che rende la loro attuazione non certo facile ma sicuramente possibile: l’innovazione tecnologica.
Siamo alle soglie di una rivoluzione, innescata dallo sviluppo combinato di nuove tecnologie nel settore ICT: 5G, Intelligenza Artificiale e blockchain stanno già producendo effetti in tutti i settori economici e nella vita dei cittadini. Ma sarà la loro combinazione a dare il via ad un nuovo salto tecnologico che favorirà nuove opportunità di sviluppo.La rete capillare 5G ha caratteristiche quali la bassa latenza, la larghezza di banda e la capacità di gestire milioni di apparati per km2, grazie alle quali saranno realizzati servizi ad oggi solo immaginabili; gli algoritmi basati sull’intelligenza artificiale consentiranno di gestire e sfruttare la grande quantità di dati prodotta dall’Internet delle cose (IoT); la sicurezza in termini di integrità e proprietà dei dati sarà garantita dalla blockchain. Queste tecnologie sono in grado di rivoluzionare ogni aspetto economico e sociale e favorire uno sviluppo sostenibile, a patto però che non siano vissute come politiche settoriali. (By Antonello Giacomelli PD, Vicepresidente commissione vigilanza Rai e componente IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni – fonte agenda digitale)

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Il settore alimentare cerca 43mila posti di lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

Per le imprese del solo comparto alimentare italiano è stato stimato un fabbisogno occupazionale di 43.540 unità nei prossimi 5 anni, all’interno di un settore dal fatturato annuo pari a oltre 132 miliardi di euro cioè l’8% del Pil nazionale. Imprese che tuttavia in questo momento stentano a trovare profili adatti. Numeri, questi, che raccontano di un’emergenza ancora più significativa se si pensa che l’intero export italiano è dato da Sace Simest in crescita con oltre 540 miliardi di euro nel 2022, dopo un 2018 al +3,1%, una previsione del +3,4% per la fine di quest’anno, e di un +4,3% medio annuo nel triennio successivo 2020-2022. E in questa scalata di successo, i prodotti agroalimentari Made in Italy ricoprono un ruolo centrale. Le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona 2019 rispondo alla richiesta del comparto puntando sull’alta formazione e riunendo a CremonaFiere dal 23 al 26 ottobre 2019 alcuni dei più importanti enti, associazioni di categoria, centri di ricerca e università impegnate nel campo della formazione specialistica.
Il 23 ottobre l’unica manifestazione italiana internazionale specializzata all’agro-zootecnia ospiterà la Giornata della Formazione, una 24 ore nel corso della quale gli operatori del settore in visita alle Fiere potranno usufruire di una bussola per orientarsi nell’offerta formativa, grazie alla presenza e al contatto diretto con le migliori realtà impegnate nella formazione, mentre allo stesso tempo queste ultime potranno confrontarsi con interlocutori fortemente targettizzati per interessi, motivati ad approfondire le opportunità disponibili, e capaci di restituire un prezioso feedback sulle esigenze del mercato e delle realtà produttive, dove è in ascesa la richiesta di competenze digitali per certificazione, tracciabilità di filiera, blockchain. A CremonaFiere nei giorni scorsi si è già riunito un gruppo di soggetti che sarà presente all’edizione 2019, comprendente alcune delle migliori realtà impegnate nella formazione. L’incontro ha visto la partecipazione di Università degli Studi di Milano – Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali e Dipartimento di Medicina Veterinaria, Scuola Casearia di Pandino, Università Cattolica – Dipartimento Scienze e Tecnologie Alimentari, AITA – Associazione Italiana di Tecnologia Alimentare, Centro Formazione e Ricerca Merlo srl, PVI Formazione srl, Rota Guido srl, e il gotha della filiera agro-zootecnica sarà ancora più folto durante la fiera. Al mattino del 23 ottobre si terrà una tavola rotonda sullo stato della formazione nella filiera agroalimentare e sul suo valore strategico, mentre al pomeriggio sono previsti momenti di contatto “face-to-face” fra operatori ed enti di formazione pensati per fornire indicazioni su figure professionali già formate, sulle condizioni per accedere ai corsi, indicazioni sulle opportunità di formazione per le aziende richiedenti (come ad esempio corsi per specifiche figure professionali e aggiornamento, corsi presso le aziende, etc) e orientamenti dettagliati sulle richieste del mercato e dei trend per un’offerta didattica in linea su misura.

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Scuola: Il ministro annuncia concorsi per 65 mila posti, ma quelli vacanti sono il doppio

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Replica del presidente Anief, Marcello Pacifico, alle vaghe risposte fornite ai sindacati dal numero uno del Miur Marco Bussetti: “Basterebbe riaprire le GaE per l’imminente aggiornamento e autorizzare corsi abilitanti per i precari con 36 mesi e i docenti di ruolo immobilizzati per cominciare ad affrontare il problema del precariato, senza nulla togliere al canale ordinario di reclutamento nel rispetto del diritto dell’Unione contro l’abuso dei contratti a termine, così da evitare anche una denuncia della Commissione Ue”
La denuncia dell’Anief sull’inconsistenza degli stipendi dei docenti e Ata italiani e sullo stallo del rinnovo del contratto è al centro dell’attenzione di tutto il mondo sindacale, ma non fa parte dell’agenda del Governo e nemmeno del Miur: nel corso dell’ultimo incontro con i sindacati, sollecitato sull’ultima pubblicazione dell’Ocse, “Regard de l’éducation”, che registra come gli aumenti stipendiali italiani siano, in media, più leggeri e distanziati (ogni 4-5 anni) rispetto ai maggiori Paesi europei, il ministro dell’Istruzione non replica. E cambia argomento, presentando, scrive La Repubblica, “il piano di assunzioni che svilupperà attraverso i prossimi due concorsi, parlando degli “atti preparatori per il bando ordinario per la primaria e l’infanzia, per un totale di 16.959 posti. Quindi ha offerto la prima cifra per il grande concorso autunnale per la scuola media e superiore: Bussetti ha chiesto al Mef di poter assumere 48.536 docenti, 8.491 sul sostegno”. Dopo le risposte evasive del ministro, i sindacati hanno immediatamente confermato lo sciopero generale unitario del prossimo 17 maggio al quale ha aderito anche Anief. Il giovane sindacato, inoltre, ritiene del tutto sbagliata la scelta di creare un unico canale di reclutamento, perché le sequenze storiche delle selezioni nazionali svolte negli ultimi anni ci dicono che le procedure sono lente, macchinose e piene di errori nei bandi. A completare il quadro negativo, ci si mette anche l’inerzia del Miur che, per via di laccioli creati da se stesso in modo inopinato, non ha ancora assunto tutti gli idonei dei concorsi svolti benché vi sia un numero altissimo di cattedre libere. Così, nel frattempo i precari da assumere con supplenza annuale sono diventati oltre 120 mila, rendendo sempre più necessaria l’apertura delle GaE a tutti i docenti già peraltro selezionati e abilitati all’insegnamento oppure l’utilizzo della seconda fascia d’istituto come base per arrivare al ruolo. Come “ciliegina” sulla torta, la Lega sta infine spingendo per la regionalizzazione, sebbene sia opinione comune, e anche dei giudici sinora interpellati, che mini l’unità nazionale e il rispetto della Costituzione. In attesa di capire come si andrà avanti con l’iter, fermo al Consiglio dei ministri dello scorso 14 febbraio, alcuni parlamentari del Carroccio si stanno dimenando per far approvare una norma che, imponendo il domicilio professionale come requisito imprescindibile per partecipare a tutti i nuovi concorsi, bloccherebbe sul nascere qualsiasi tentativo di far cambiare sede ai neo-assunti per ben 5 anni. Anche in presenza di posti vacanti e disponibili. Pure su questo punto i giudici hanno più volte espresso il loro no. Come hanno posto il disco rosso, sia il Quirinale che il Senato, facendo decadere l’emendamento governativo al ddl n. 989 che era stato già approvato a Montecitorio. “Il tutto avviene – ricorda il presidente Anief – sempre lasciando chiuse le graduatorie ad esaurimento ed eludendo la clausola 5 della Direttiva 70/99 UE: siamo di fronte ad una palese mancata applicazione del diritto comunitario che ha convinto la stessa Commissione Europea a valutare se vi siano i presupposti per comminare all’Italia una sanzione: così, alla fine, il reiterato ricorso dei precari, anche dopo che questi hanno svolto i tre anni canonici di servizio su posti liberi e privi di titolare, come avviene ormai in modo smaccato ogni anno per diverse migliaia di docenti di sostegno, costerà molto caro allo Stato. Con buona pace di chi – conclude Pacifico – voleva fare cassa sulle spalle dei precari”.

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“Posti e percorsi: il lavoro tra mappa e territorio”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Roma Giovedì 28 marzo, dalle 10.00 alle 13:30, presso il CNEL (Viale Davide Lubin, 2) si tiene l’evento “Posti e percorsi: il lavoro tra mappa e territorio”, organizzato da Assolavoro, l’Associazione nazionale delle Agenzie per il Lavoro.Al convegno intervengono Tiziano Treu, Presidente del CNEL, Bettina Schaller, Presidente WEC Europa, e Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos, che illustrerà le principali evidenze di una indagine sul settore delle Agenzie per il Lavoro. Segue una tavola rotonda a cui partecipano il Presidente di Assolavoro Alessandro Ramazza e i Segretari Confederali Tania Scacchetti (Cgil), Luigi Sbarra (CISL) e Ivana Veronese (UIL). Modera Giorgio Pogliotti, Sole 24 Ore.
L’incontro è volto ad indagare l’evoluzione del mercato del lavoro in Italia e su scala globale e a fare il punto sui profondi processi di trasformazione in atto e sui principali macrotrend che impattano sulle dinamiche del lavoro.E’ inoltre l’occasione per presentare i risultati di un’indagine commissionata all’Istituto di ricerca Ipsos sui percorsi dei lavoratori in somministrazione in Italia e per lanciare una campagna di informazione sul ruolo e i servizi delle Agenzie per il Lavoro.

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Edilizia: persi 539 mila posti di lavoro in 10 anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

Dal 2008 al 2017 sono oltre 3,4 milioni i posti di lavoro persi nel settore delle costruzioni a livello europeo, di cui 539 mila solo in Italia. E mentre gli altri Paesi dell’area euro hanno visto, dopo la crisi, un aumento degli occupati nel settore edile, il Belpaese ha continuato a perdere posti di lavoro registrando un esiguo aumento di 5 mila unità nel 2017. La flessione di mezzo milioni di occupati ha coinvolto principalmente i lavoratori italiani (-498 mila), specie i più giovani, mentre è nettamente inferiore tra gli stranieri extra-comunitari (-41 mila) e soprattutto tra gli stranieri comunitari, in gran parte romeni, che registrano una flessione di sole mille unità (-0,8%). Allo stesso tempo il lavoro irregolare nel settore è passato dall’11,4% del 2008 al 15,8% del 2016, rendendo l’edilizia il secondo settore produttivo, dopo quello agricolo, con il più alto livello di irregolarità. Un fattore registrato soprattutto nel Mezzogiorno dove quasi un edile su quattro lavora in nero (23,7%); quota che scende al 27,9% nelle regioni del Centro e al 10,4% in quelle del Nord. A causare il crollo dei posti di lavoro la flessione degli investimenti: negli anni presi in considerazione si registra una diminuzione di oltre 70 miliardi di euro, di cui 65 solo nel comparto delle costruzioni. È la fotografia scattata dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro nel report “Edilizia, una crisi inarrestabile” sugli effetti della crisi nel settore edile negli anni 2008-2018, che sarà presentato domani a Genova in occasione di “Verso il Festival del Lavoro 2019”, l’evento di anteprima della decima edizione del Festival del Lavoro, che si terrà a Milano dal 20 al 22 giugno 2019.

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L’Anief ottiene 400 nuovi posti per strumento musicale

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

Il Ministero dell’Istruzione dovrà attivare la seconda ora di primo strumento già dal corrente anno scolastico e a beneficio di tutti gli alunni del biennio dei Licei Musicali e aumentare, dunque, le dotazioni di organico di almeno 400 posti. Questo quanto si legge a chiare lettere nella sentenza del TAR Lazio emanata lo scorso 13 febbraio e ottenuta dai legali Anief Walter Miceli e Denis Rosa. Marcello Pacifico (Anief): il Miur non ha più scuse, esegua la sentenza e rispetti il pieno diritto all’istruzione di migliaia di alunni. Quei 400 posti devono essere attribuiti sin da subito e utilizzati anche per la prossima mobilità.

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I posti ben pagati che nessuno vuole

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Milano. Negli ultimi tempi parla tanto di disoccupazione e povertà in Italia, relativamente al reddito di cittadinanza, ma nessuno dice, o sa, che ci sono tanti posti di lavoro vacanti perché nessuno vuole occuparli.
A cominciare dal digitale visto che le aziende italiane hanno un grandissimo bisogno di profili digital, in grado dunque di sfruttare al meglio le nuove tecnologie e le nuove possibilità, a partire per esempio dai Big Data, Data scientist, Data architect, Sviluppatori software, Chief digital officer, Ingegneri informatici. Insomma, tutte figure che, almeno per ora, il nostro Paese sembra non essere in grado di offrire abbastanza.
Proprio per questo motivo, le aziende si affidano sempre di più ai servizi delle agenzie di selezione di personale, come ad esempio la società milanese di head hunting Adami & Associati, specializzate nella ricerca di figure poco presenti sul mercato.Come sottolinea la CEO e founder Carola Adami, infatti, «esiste un concreto e non trascurabile gap tra la domanda e l’offerta di lavoro, soprattutto per quanto riguarda le professioni tecnologiche». Questo significa che il fabbisogno delle aziende di determinate figure – come per esempio quello dei laureati in Information and Communications Technology – supera molto spesso l’effettiva disponibilità di tali figure.
Sarebbe però sbagliato pensare che le aziende italiane facciano fatica a individuare i soli laureati. «Si parla spesso della difficoltà delle imprese nell’assumere profili altamente qualificati, soprattutto per quanto riguarda le nuove professioni digitali». Ciononostante, spiega Adami, «va evidenziato il fatto che le aziende arrancano talvolta anche nell’individuare delle figure più tradizionali, che spesso tra i requisiti minimi non contemplano un titolo di laurea. Parliamo infatti di ruoli come il perito tecnico e l’elettrotecnico, o ancora, il falegname, il cablatore, l’idraulico, il manutentore, l’elettricista, l’estetista, il camionista e il panettiere».Proprio così: nonostante la recente crisi economica dal quale il Paese sta lentamente uscendo, permangono molti lavori che poche persone sono disposte a fare. Molto spesso, si tratta di ruoli che non richiedono particolari titoli accademici, e che garantiscono retribuzioni più che dignitose. Per molte professioni artigiane e per alcune professioni tecniche, infatti, le retribuzioni annue toccano i 40mila euro.Per quale motivo, dunque, gli italiani non sono disposti ad accettare questi lavori, e dunque a rispondere alle richieste delle aziende in cerca di manodopera?«Nella maggior parte dei casi le aziende hanno delle forti difficoltà nell’assumere tecnici, artigiani o lavoratori operativi perché, per molti giovani, il lavoro manuale corrisponde a un’occupazione umile, dal valore medio basso, e che in ogni caso richiede sforzi e sacrifici eccessivi. Per questo motivo, tali proposte di lavoro non vengono prese in considerazione, rimangono inascoltate, rallentando pesantemente i processi di recruiting delle aziende». Da qui, dunque, la necessità di affidarsi ai servizi delle agenzie di ricerca personale anche per la selezione di figure non altamente qualificate, per le quali, fino a qualche tempo fa, alcune imprese potevano pensare di agire in autonomia.«Sbaglia chi pensa che, con la rivoluzione digitale, le professioni artigiane siano destinate a scomparire. É vero il contrario: il bisogno di artigiani professionisti da parte delle imprese continuerà a essere impellente.
Tutt’al più questi stessi profili saranno chiamati a rinnovarsi e ad acquisire nuove skills, trasformandosi pian piano nei cosiddetti artigiani 4.0» conclude l’head hunter Adami.

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Scuola: Anno al via, allarme posti vacanti

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2018

La carenza di docenti si fa sentire in tutte le regioni: in quella piemontese preoccupa il primo ciclo, per il quale le nomine dei supplenti registrano moltissimi assenti, forse scoraggiati dalla prospettiva della cancellazione dalle GaE decisa a sorpresa a dicembre dal Consiglio di Stato. Si tratta della stessa sentenza che nel corso dell’anno scolastico rischia di far licenziare un alto numero di docenti, sia su posto comune che su sostegno. Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, promette: il sindacato tenterà fino all’ultimo di convincere gli onorevoli parlamentari che l’emendamento al decreto Milleproroghe apri-GaE non può essere soppresso. Lo sciopero di martedì prossimo, con manifestazione contestuale davanti al Parlamento, servirà proprio a ricordare che i precari non possono continuare ad essere usati e gettati all’occorrenza.

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Roma: Circa 2mila posti bici distribuiti nei Municipi

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Roma. Partono il 20 giugno i lavori per il posizionamento di oltre 400 rastrelliere, circa 2mila posti bici distribuiti fra siti interni ed esterni in tutti i Municipi di Roma presso nodi di scambio, metro, scuole, uffici pubblici, università e biblioteche. Le operazioni di installazione e verifica dureranno fino a settembre e i primi interventi riguarderanno istituti scolastici e uffici pubblici comunali.
Secondo la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, l’arrivo in città dei nuovi posteggi punta a incentivare l’utilizzo delle biciclette, rendendo più facili gli spostamenti e favorendo l’inter-modalità, soprattutto per gli utenti del trasporto pubblico locale. Intenzione dell’Amministrazione è dotare la Capitale di più parcheggi per le due ruote, dalla periferia al centro, in modo da dare servizi migliori ai cittadini, che quotidianamente scelgono di muoversi con questo mezzo di trasporto.Per l’Assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo, promuovere la ciclabilità significa ideare una strategia complessiva sul territorio. Con le nuove rastrelliere ridisegniamo gli spazi urbani della nostra città, a favore della mobilità pubblica, ciclabile e pedonale. Compito dell’amministrazione è potenziare la rete di ciclabili attraverso una puntuale progettazione e la realizzazione di nuove opere, come la pista di via Nomentana i cui lavori proseguono come da programma.Il presidente della Commissione Mobilità e Trasporti, Enrico Stefàno, ha sottolineato l’importanza dell’installazione di posteggi vicino alle metro e ai nodi di scambio. Inoltre la Commissione, nei giorni scorsi, ha verificato l’avanzamento dei progetti relativi bike park, ovvero hub multimodali che verranno realizzati grazie a fondi europei presso le stazioni ferroviarie e metropolitane e nei principali nodi del trasporto pubblico a partire dal prossimo anno.

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Organici docenti, meno posti al Sud e poche assunzioni su sostegno: continua la guerra nei tribunali

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Nel corso dell’incontro tenuto poche ore fa al Miur, i sindacati hanno sconfessato le promesse di innalzamento dei posti: quelli da consolidare in organico di diritto su tutti i posti comuni sono appena 3.530; solo 800 posti dell’attuale organico potenziato saranno destinati all’Infanzia (meno ancora dei mille annunciati solo qualche settimana fa dal partito di maggioranza uscente); 1.162 saranno i posti aggiuntivi per la riforma degli Istituti Professionali. Ma soprattutto, prendendo a pretesto la riduzione, a livello nazionale di alcune migliaia di alunni iscritti, dalle previsioni del Miur pare che verranno tagliati posti al Sud e non saranno stabilizzati posti di sostegno. Secondo il sindacato Anief, tutto questo è inaccettabile. Per vari motivi.
Come si fa, ad esempio, a portare in organico di diritto appena 3.530 posti, dal momento che ammontano a 80 mila, di cui la metà su sostegno, quelli assegnati con l’organico di fatto ogni anno, di cui la grande maggioranza vacanti a tutti gli effetti? Perché per la scuola dell’Infanzia arriva un ‘contentino’ di 800 posti da assegnare al potenziamento che già i presidi danno nell’organico dell’autonomia? Cosa se ne fanno gli istituti professionali di soli 1.162 posti in più, dal momento in cui la personalizzazione dei curricola, incentivata con la scuola dell’autonomia e soprattutto con la Legge 107/2015, avrebbe dovuto aumentare sensibilmente le cattedre degli Insegnanti Tecnico Pratici e gli organici sul sostegno, invece sempre bloccati al 70 per cento?Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Rimaniamo sbalorditi da queste ennesime operazioni di facciata, finalizzate esclusivamente ad assicurare pochi esborsi per l’amministrazione, ma continuando a far pagare un prezzo salatissimo agli alunni, alle loro famiglie e a tutto il personale scolastico. Rimane incomprensibile, infatti, il motivo per cui non si tiene conto, nella formazione delle cattedre, di parametri oggettivamente più importanti del numero di alunni, a partire degli alti tassi di abbandono e migratori. Ciò accadrà subito dopo che il sindacato avrà ricevuto un’informativa sugli organici non confacenti alle regole. Occorre ripartire da una seria revisione e integrazione degli organici, con tutto quello che ne consegue. Nel frattempo, continua la battaglia legale del sindacato, sempre pronto a contrastare in tribunale, attraverso ricorsi mirati, questa politica al risparmio e contro i cittadini.

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