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Previsti in Italia + 24.683 nuovi posti di lavoro nel settore fotovoltaico

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

SMA investe nei giovani e punta alle professioni del futuro in vista della crescente richiesta di competenze qualificate e nuovi posti di lavoro nel mercato fotovoltaico.Valerio Natalizia, Regional Manager SMA South Europe ha commentato: “Le professioni del futuro saranno sempre più green: informatico ambientale, green building, chimico verde, esperti del marketing ambientale, economista ambientale, esperto di acquisti verdi. Questo è ancora più vero nel mercato fotovoltaico, che prevede una crescita costante fino al 2021 in tutta Europa e specialmente in Italia in cui si stima che la capacità di installato annuale crescerà di 4 volte, arrivando a quota 2.266 MW l’anno. E anche la creazione di posti di lavoro registra una crescita a doppia cifra, posizionando il nostro Paese secondo solo dopo la Germania. Crediamo fortemente nel futuro del fotovoltaico, per questo vogliamo aiutare i giovani a sviluppare competenze sempre più qualificate e idonee al mercato del lavoro futuro”.SMA, infatti, ha recentemente annunciato di aver siglato una partnership con In-Presa, la Cooperativa sociale che si occupa di formazione professionale e accompagnamento al lavoro per ragazzi in situazione di dispersione scolastica e a rischio di disagio sociale. L’azienda si occuperà di impartire ore di lezione in aula da parte di un tecnico specializzato per insegnare agli studenti le caratteristiche, l’uso e l’installazione dell’inverter, donerà alla struttura un inverter Sunny Boy 2.0 AV41 e farà visitare ai partecipanti impianti fotovoltaici in esterna. L’iniziativa nata nel 2006, è un’esperienza innovativa che in questi ultimi anni ha mostrato una sorprendente efficacia per gli oltre 350 ragazzi che hanno aderito, con tassi di successo molto elevati. Basti pensare che l’80% di coloro che hanno terminato il percorso ha trovato un lavoro stabile e duraturo.Secondo lo studio di EY ‘Solar PV Jobs & Value Added in Europe’, tra il 2008 e il 2011 il mercato del lavoro nel settore fotovoltaico è stato protagonista di una crescita costante, raggiungendo il livello più alto sia in termini di posti di lavoro che di VAL (valore aggiunto economico creato producendo un bene o fornendo un servizio espresso in milioni di Euro). Secondo le stime, entro il 2021 si raggiungeranno 174.700 FTE e un VAL di € 9.500M. Ciò significa un aumento rispettivamente del 145% per i posti di lavoro e del 105% per il VAL rispetto al 2016. Tale aumento si spiega principalmente con l’aumento della nuova potenza installata nella maggior parte dei Paesi europei.Entro il 2021 i posti di lavoro creati e il VAL raddoppieranno rispetto al 2016 sia per le attività a monte (lavorazione delle materie prime), che quelle a valle (servizi forniti dall’industria fotovoltaica e manutenzione) della catena del valore. Per i primi, la maggior parte dei posti di lavoro e del valore aggiunto lordo saranno creati dai componenti di balance of system (BoS) pari al 44% del totale, mentre per i secondi la maggior richiesta di manodopera sarà assorbita dalle attività di Operations & Maintenance.
Conclude Valerio Natalizia: “Il mercato fotovoltaico è relativamente giovane e il ciclo di vita medio di un impianto, secondo lo studio condotto da EY, è di circa 25-30 anni. I costi unitari della messa fuori servizio per kW sono relativamente bassi, ma lo sviluppo di processi di rigenerazione e di riciclaggio richiederanno una forza lavoro specializzata e più qualificata. A partire dal 2020, quindi, le attività di riutilizzo e riciclaggio degli impianti fotovoltaici avranno ulteriori effetti positivi sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Crediamo, però, che tale crescita necessiti anche di un impegno fattivo da parte delle nostre istituzioni. La creazione di nuovi posti di lavoro non può prescindere da un supporto in termini di semplificazione dei processi che riguardano l’installazione e l’utilizzo di sistemi di energie rinnovabili, nonché di provvedimenti che ne facilitino lo sviluppo”.

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Scuola: Sostegno, migliaia di posti spuntano solo ora

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2019

Novembre è ormai finito e fanno capolino, come “funghi”, diverse migliaia di nuovi posti di sostegno: gli uffici scolastici pubblicano, infatti, l’esigenza di coprire tantissime cattedre, che senza la burocrazia e le leggi sbagliate si sarebbero potute tranquillamente materializzare prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, dal momento che le diagnosi funzionali degli alunni vengono presentante già pima di giugno e quindi con notevole anticipo. Accade, invece, che solo in questi giorni diversi Uffici Scolastici hanno pubblicato gli elenchi dei tanti posti da assegnare: i più recenti sono quelli di Cuneo, Bari, Milano, Brindisi, Sassari, Ferrara, Taranto, Messina e Lecce. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è giunta l’ora di garantire ai nostri studenti docenti specializzati, con corsi regolari e con posti equamente distribuiti, non di certo come accaduto nell’ultimo ciclo specializzante, rispettando i tempi e le quantità fissate nelle esigenze certificate dal Pei, assegnando con sollecitudine posti in deroga ogni volta che la scuola lo richieda senza ricorrere ai tribunali. Se il ministro Lorenzo Fioramonti dovesse decidere di convocarci al Miur per un confronto sul tema, saremmo ben lieti di spiegare come si fa a non arrivare a Natale con tanti alunni che ancora attendono il loro docente di didattica speciale”. Con colpevole ritardo, gli uffici periferici del Miur fanno sapere che ci sono da coprire tanti posti in deroga sul sostegno. “In questo modo – scrive Orizzonte Scuola – il fabbisogno stimato con l’organico di diritto regione per regione non corrisponde alle esigenze reali e ad essere penalizzati sono non soltanto gli alunni, ma anche gli insegnanti, che non possono usufruire di quelle cattedre per i trasferimenti e le assunzioni. Tutto ciò, nonostante una recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale abbia imposto al Ministero dell’Istruzione di rivedere la consistenza dell’organico di sostegno in Sicilia e di conseguenza un’assunzione di responsabilità e una revisione degli organici tale da garantire effettivamente la copertura del reale fabbisogno di docenti specializzati sul sostegno in tutto il territorio nazionale trasformando, finalmente, i posti attivati “in deroga” in posti in organico di diritto”.

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Politiche per creare nuovi posti di lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

Il discorso è rivolto soprattutto per i giovani e per favorire la nascita di nuove imprese e politiche a favore dell’ambiente per invertire la tendenza verso la catastrofe ambientale del pianeta, le scommesse su economia del riciclo e mobilità green, una PA finalmente sburocratizzata, rapida ed efficiente, processi di formazione centrate sui nuovi saperi e sui lavori di domani.Queste alcune delle priorità che io vedo per la crescita del nostro paese; facile farne una lista, più difficile metterle in atto.C’è però un elemento unificante che rende la loro attuazione non certo facile ma sicuramente possibile: l’innovazione tecnologica.
Siamo alle soglie di una rivoluzione, innescata dallo sviluppo combinato di nuove tecnologie nel settore ICT: 5G, Intelligenza Artificiale e blockchain stanno già producendo effetti in tutti i settori economici e nella vita dei cittadini. Ma sarà la loro combinazione a dare il via ad un nuovo salto tecnologico che favorirà nuove opportunità di sviluppo.La rete capillare 5G ha caratteristiche quali la bassa latenza, la larghezza di banda e la capacità di gestire milioni di apparati per km2, grazie alle quali saranno realizzati servizi ad oggi solo immaginabili; gli algoritmi basati sull’intelligenza artificiale consentiranno di gestire e sfruttare la grande quantità di dati prodotta dall’Internet delle cose (IoT); la sicurezza in termini di integrità e proprietà dei dati sarà garantita dalla blockchain. Queste tecnologie sono in grado di rivoluzionare ogni aspetto economico e sociale e favorire uno sviluppo sostenibile, a patto però che non siano vissute come politiche settoriali. (By Antonello Giacomelli PD, Vicepresidente commissione vigilanza Rai e componente IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni – fonte agenda digitale)

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Il settore alimentare cerca 43mila posti di lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

Per le imprese del solo comparto alimentare italiano è stato stimato un fabbisogno occupazionale di 43.540 unità nei prossimi 5 anni, all’interno di un settore dal fatturato annuo pari a oltre 132 miliardi di euro cioè l’8% del Pil nazionale. Imprese che tuttavia in questo momento stentano a trovare profili adatti. Numeri, questi, che raccontano di un’emergenza ancora più significativa se si pensa che l’intero export italiano è dato da Sace Simest in crescita con oltre 540 miliardi di euro nel 2022, dopo un 2018 al +3,1%, una previsione del +3,4% per la fine di quest’anno, e di un +4,3% medio annuo nel triennio successivo 2020-2022. E in questa scalata di successo, i prodotti agroalimentari Made in Italy ricoprono un ruolo centrale. Le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona 2019 rispondo alla richiesta del comparto puntando sull’alta formazione e riunendo a CremonaFiere dal 23 al 26 ottobre 2019 alcuni dei più importanti enti, associazioni di categoria, centri di ricerca e università impegnate nel campo della formazione specialistica.
Il 23 ottobre l’unica manifestazione italiana internazionale specializzata all’agro-zootecnia ospiterà la Giornata della Formazione, una 24 ore nel corso della quale gli operatori del settore in visita alle Fiere potranno usufruire di una bussola per orientarsi nell’offerta formativa, grazie alla presenza e al contatto diretto con le migliori realtà impegnate nella formazione, mentre allo stesso tempo queste ultime potranno confrontarsi con interlocutori fortemente targettizzati per interessi, motivati ad approfondire le opportunità disponibili, e capaci di restituire un prezioso feedback sulle esigenze del mercato e delle realtà produttive, dove è in ascesa la richiesta di competenze digitali per certificazione, tracciabilità di filiera, blockchain. A CremonaFiere nei giorni scorsi si è già riunito un gruppo di soggetti che sarà presente all’edizione 2019, comprendente alcune delle migliori realtà impegnate nella formazione. L’incontro ha visto la partecipazione di Università degli Studi di Milano – Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali e Dipartimento di Medicina Veterinaria, Scuola Casearia di Pandino, Università Cattolica – Dipartimento Scienze e Tecnologie Alimentari, AITA – Associazione Italiana di Tecnologia Alimentare, Centro Formazione e Ricerca Merlo srl, PVI Formazione srl, Rota Guido srl, e il gotha della filiera agro-zootecnica sarà ancora più folto durante la fiera. Al mattino del 23 ottobre si terrà una tavola rotonda sullo stato della formazione nella filiera agroalimentare e sul suo valore strategico, mentre al pomeriggio sono previsti momenti di contatto “face-to-face” fra operatori ed enti di formazione pensati per fornire indicazioni su figure professionali già formate, sulle condizioni per accedere ai corsi, indicazioni sulle opportunità di formazione per le aziende richiedenti (come ad esempio corsi per specifiche figure professionali e aggiornamento, corsi presso le aziende, etc) e orientamenti dettagliati sulle richieste del mercato e dei trend per un’offerta didattica in linea su misura.

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Scuola: Il ministro annuncia concorsi per 65 mila posti, ma quelli vacanti sono il doppio

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Replica del presidente Anief, Marcello Pacifico, alle vaghe risposte fornite ai sindacati dal numero uno del Miur Marco Bussetti: “Basterebbe riaprire le GaE per l’imminente aggiornamento e autorizzare corsi abilitanti per i precari con 36 mesi e i docenti di ruolo immobilizzati per cominciare ad affrontare il problema del precariato, senza nulla togliere al canale ordinario di reclutamento nel rispetto del diritto dell’Unione contro l’abuso dei contratti a termine, così da evitare anche una denuncia della Commissione Ue”
La denuncia dell’Anief sull’inconsistenza degli stipendi dei docenti e Ata italiani e sullo stallo del rinnovo del contratto è al centro dell’attenzione di tutto il mondo sindacale, ma non fa parte dell’agenda del Governo e nemmeno del Miur: nel corso dell’ultimo incontro con i sindacati, sollecitato sull’ultima pubblicazione dell’Ocse, “Regard de l’éducation”, che registra come gli aumenti stipendiali italiani siano, in media, più leggeri e distanziati (ogni 4-5 anni) rispetto ai maggiori Paesi europei, il ministro dell’Istruzione non replica. E cambia argomento, presentando, scrive La Repubblica, “il piano di assunzioni che svilupperà attraverso i prossimi due concorsi, parlando degli “atti preparatori per il bando ordinario per la primaria e l’infanzia, per un totale di 16.959 posti. Quindi ha offerto la prima cifra per il grande concorso autunnale per la scuola media e superiore: Bussetti ha chiesto al Mef di poter assumere 48.536 docenti, 8.491 sul sostegno”. Dopo le risposte evasive del ministro, i sindacati hanno immediatamente confermato lo sciopero generale unitario del prossimo 17 maggio al quale ha aderito anche Anief. Il giovane sindacato, inoltre, ritiene del tutto sbagliata la scelta di creare un unico canale di reclutamento, perché le sequenze storiche delle selezioni nazionali svolte negli ultimi anni ci dicono che le procedure sono lente, macchinose e piene di errori nei bandi. A completare il quadro negativo, ci si mette anche l’inerzia del Miur che, per via di laccioli creati da se stesso in modo inopinato, non ha ancora assunto tutti gli idonei dei concorsi svolti benché vi sia un numero altissimo di cattedre libere. Così, nel frattempo i precari da assumere con supplenza annuale sono diventati oltre 120 mila, rendendo sempre più necessaria l’apertura delle GaE a tutti i docenti già peraltro selezionati e abilitati all’insegnamento oppure l’utilizzo della seconda fascia d’istituto come base per arrivare al ruolo. Come “ciliegina” sulla torta, la Lega sta infine spingendo per la regionalizzazione, sebbene sia opinione comune, e anche dei giudici sinora interpellati, che mini l’unità nazionale e il rispetto della Costituzione. In attesa di capire come si andrà avanti con l’iter, fermo al Consiglio dei ministri dello scorso 14 febbraio, alcuni parlamentari del Carroccio si stanno dimenando per far approvare una norma che, imponendo il domicilio professionale come requisito imprescindibile per partecipare a tutti i nuovi concorsi, bloccherebbe sul nascere qualsiasi tentativo di far cambiare sede ai neo-assunti per ben 5 anni. Anche in presenza di posti vacanti e disponibili. Pure su questo punto i giudici hanno più volte espresso il loro no. Come hanno posto il disco rosso, sia il Quirinale che il Senato, facendo decadere l’emendamento governativo al ddl n. 989 che era stato già approvato a Montecitorio. “Il tutto avviene – ricorda il presidente Anief – sempre lasciando chiuse le graduatorie ad esaurimento ed eludendo la clausola 5 della Direttiva 70/99 UE: siamo di fronte ad una palese mancata applicazione del diritto comunitario che ha convinto la stessa Commissione Europea a valutare se vi siano i presupposti per comminare all’Italia una sanzione: così, alla fine, il reiterato ricorso dei precari, anche dopo che questi hanno svolto i tre anni canonici di servizio su posti liberi e privi di titolare, come avviene ormai in modo smaccato ogni anno per diverse migliaia di docenti di sostegno, costerà molto caro allo Stato. Con buona pace di chi – conclude Pacifico – voleva fare cassa sulle spalle dei precari”.

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“Posti e percorsi: il lavoro tra mappa e territorio”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Roma Giovedì 28 marzo, dalle 10.00 alle 13:30, presso il CNEL (Viale Davide Lubin, 2) si tiene l’evento “Posti e percorsi: il lavoro tra mappa e territorio”, organizzato da Assolavoro, l’Associazione nazionale delle Agenzie per il Lavoro.Al convegno intervengono Tiziano Treu, Presidente del CNEL, Bettina Schaller, Presidente WEC Europa, e Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos, che illustrerà le principali evidenze di una indagine sul settore delle Agenzie per il Lavoro. Segue una tavola rotonda a cui partecipano il Presidente di Assolavoro Alessandro Ramazza e i Segretari Confederali Tania Scacchetti (Cgil), Luigi Sbarra (CISL) e Ivana Veronese (UIL). Modera Giorgio Pogliotti, Sole 24 Ore.
L’incontro è volto ad indagare l’evoluzione del mercato del lavoro in Italia e su scala globale e a fare il punto sui profondi processi di trasformazione in atto e sui principali macrotrend che impattano sulle dinamiche del lavoro.E’ inoltre l’occasione per presentare i risultati di un’indagine commissionata all’Istituto di ricerca Ipsos sui percorsi dei lavoratori in somministrazione in Italia e per lanciare una campagna di informazione sul ruolo e i servizi delle Agenzie per il Lavoro.

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Edilizia: persi 539 mila posti di lavoro in 10 anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

Dal 2008 al 2017 sono oltre 3,4 milioni i posti di lavoro persi nel settore delle costruzioni a livello europeo, di cui 539 mila solo in Italia. E mentre gli altri Paesi dell’area euro hanno visto, dopo la crisi, un aumento degli occupati nel settore edile, il Belpaese ha continuato a perdere posti di lavoro registrando un esiguo aumento di 5 mila unità nel 2017. La flessione di mezzo milioni di occupati ha coinvolto principalmente i lavoratori italiani (-498 mila), specie i più giovani, mentre è nettamente inferiore tra gli stranieri extra-comunitari (-41 mila) e soprattutto tra gli stranieri comunitari, in gran parte romeni, che registrano una flessione di sole mille unità (-0,8%). Allo stesso tempo il lavoro irregolare nel settore è passato dall’11,4% del 2008 al 15,8% del 2016, rendendo l’edilizia il secondo settore produttivo, dopo quello agricolo, con il più alto livello di irregolarità. Un fattore registrato soprattutto nel Mezzogiorno dove quasi un edile su quattro lavora in nero (23,7%); quota che scende al 27,9% nelle regioni del Centro e al 10,4% in quelle del Nord. A causare il crollo dei posti di lavoro la flessione degli investimenti: negli anni presi in considerazione si registra una diminuzione di oltre 70 miliardi di euro, di cui 65 solo nel comparto delle costruzioni. È la fotografia scattata dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro nel report “Edilizia, una crisi inarrestabile” sugli effetti della crisi nel settore edile negli anni 2008-2018, che sarà presentato domani a Genova in occasione di “Verso il Festival del Lavoro 2019”, l’evento di anteprima della decima edizione del Festival del Lavoro, che si terrà a Milano dal 20 al 22 giugno 2019.

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L’Anief ottiene 400 nuovi posti per strumento musicale

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

Il Ministero dell’Istruzione dovrà attivare la seconda ora di primo strumento già dal corrente anno scolastico e a beneficio di tutti gli alunni del biennio dei Licei Musicali e aumentare, dunque, le dotazioni di organico di almeno 400 posti. Questo quanto si legge a chiare lettere nella sentenza del TAR Lazio emanata lo scorso 13 febbraio e ottenuta dai legali Anief Walter Miceli e Denis Rosa. Marcello Pacifico (Anief): il Miur non ha più scuse, esegua la sentenza e rispetti il pieno diritto all’istruzione di migliaia di alunni. Quei 400 posti devono essere attribuiti sin da subito e utilizzati anche per la prossima mobilità.

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I posti ben pagati che nessuno vuole

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Milano. Negli ultimi tempi parla tanto di disoccupazione e povertà in Italia, relativamente al reddito di cittadinanza, ma nessuno dice, o sa, che ci sono tanti posti di lavoro vacanti perché nessuno vuole occuparli.
A cominciare dal digitale visto che le aziende italiane hanno un grandissimo bisogno di profili digital, in grado dunque di sfruttare al meglio le nuove tecnologie e le nuove possibilità, a partire per esempio dai Big Data, Data scientist, Data architect, Sviluppatori software, Chief digital officer, Ingegneri informatici. Insomma, tutte figure che, almeno per ora, il nostro Paese sembra non essere in grado di offrire abbastanza.
Proprio per questo motivo, le aziende si affidano sempre di più ai servizi delle agenzie di selezione di personale, come ad esempio la società milanese di head hunting Adami & Associati, specializzate nella ricerca di figure poco presenti sul mercato.Come sottolinea la CEO e founder Carola Adami, infatti, «esiste un concreto e non trascurabile gap tra la domanda e l’offerta di lavoro, soprattutto per quanto riguarda le professioni tecnologiche». Questo significa che il fabbisogno delle aziende di determinate figure – come per esempio quello dei laureati in Information and Communications Technology – supera molto spesso l’effettiva disponibilità di tali figure.
Sarebbe però sbagliato pensare che le aziende italiane facciano fatica a individuare i soli laureati. «Si parla spesso della difficoltà delle imprese nell’assumere profili altamente qualificati, soprattutto per quanto riguarda le nuove professioni digitali». Ciononostante, spiega Adami, «va evidenziato il fatto che le aziende arrancano talvolta anche nell’individuare delle figure più tradizionali, che spesso tra i requisiti minimi non contemplano un titolo di laurea. Parliamo infatti di ruoli come il perito tecnico e l’elettrotecnico, o ancora, il falegname, il cablatore, l’idraulico, il manutentore, l’elettricista, l’estetista, il camionista e il panettiere».Proprio così: nonostante la recente crisi economica dal quale il Paese sta lentamente uscendo, permangono molti lavori che poche persone sono disposte a fare. Molto spesso, si tratta di ruoli che non richiedono particolari titoli accademici, e che garantiscono retribuzioni più che dignitose. Per molte professioni artigiane e per alcune professioni tecniche, infatti, le retribuzioni annue toccano i 40mila euro.Per quale motivo, dunque, gli italiani non sono disposti ad accettare questi lavori, e dunque a rispondere alle richieste delle aziende in cerca di manodopera?«Nella maggior parte dei casi le aziende hanno delle forti difficoltà nell’assumere tecnici, artigiani o lavoratori operativi perché, per molti giovani, il lavoro manuale corrisponde a un’occupazione umile, dal valore medio basso, e che in ogni caso richiede sforzi e sacrifici eccessivi. Per questo motivo, tali proposte di lavoro non vengono prese in considerazione, rimangono inascoltate, rallentando pesantemente i processi di recruiting delle aziende». Da qui, dunque, la necessità di affidarsi ai servizi delle agenzie di ricerca personale anche per la selezione di figure non altamente qualificate, per le quali, fino a qualche tempo fa, alcune imprese potevano pensare di agire in autonomia.«Sbaglia chi pensa che, con la rivoluzione digitale, le professioni artigiane siano destinate a scomparire. É vero il contrario: il bisogno di artigiani professionisti da parte delle imprese continuerà a essere impellente.
Tutt’al più questi stessi profili saranno chiamati a rinnovarsi e ad acquisire nuove skills, trasformandosi pian piano nei cosiddetti artigiani 4.0» conclude l’head hunter Adami.

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Scuola: Anno al via, allarme posti vacanti

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2018

La carenza di docenti si fa sentire in tutte le regioni: in quella piemontese preoccupa il primo ciclo, per il quale le nomine dei supplenti registrano moltissimi assenti, forse scoraggiati dalla prospettiva della cancellazione dalle GaE decisa a sorpresa a dicembre dal Consiglio di Stato. Si tratta della stessa sentenza che nel corso dell’anno scolastico rischia di far licenziare un alto numero di docenti, sia su posto comune che su sostegno. Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, promette: il sindacato tenterà fino all’ultimo di convincere gli onorevoli parlamentari che l’emendamento al decreto Milleproroghe apri-GaE non può essere soppresso. Lo sciopero di martedì prossimo, con manifestazione contestuale davanti al Parlamento, servirà proprio a ricordare che i precari non possono continuare ad essere usati e gettati all’occorrenza.

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Roma: Circa 2mila posti bici distribuiti nei Municipi

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Roma. Partono il 20 giugno i lavori per il posizionamento di oltre 400 rastrelliere, circa 2mila posti bici distribuiti fra siti interni ed esterni in tutti i Municipi di Roma presso nodi di scambio, metro, scuole, uffici pubblici, università e biblioteche. Le operazioni di installazione e verifica dureranno fino a settembre e i primi interventi riguarderanno istituti scolastici e uffici pubblici comunali.
Secondo la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, l’arrivo in città dei nuovi posteggi punta a incentivare l’utilizzo delle biciclette, rendendo più facili gli spostamenti e favorendo l’inter-modalità, soprattutto per gli utenti del trasporto pubblico locale. Intenzione dell’Amministrazione è dotare la Capitale di più parcheggi per le due ruote, dalla periferia al centro, in modo da dare servizi migliori ai cittadini, che quotidianamente scelgono di muoversi con questo mezzo di trasporto.Per l’Assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo, promuovere la ciclabilità significa ideare una strategia complessiva sul territorio. Con le nuove rastrelliere ridisegniamo gli spazi urbani della nostra città, a favore della mobilità pubblica, ciclabile e pedonale. Compito dell’amministrazione è potenziare la rete di ciclabili attraverso una puntuale progettazione e la realizzazione di nuove opere, come la pista di via Nomentana i cui lavori proseguono come da programma.Il presidente della Commissione Mobilità e Trasporti, Enrico Stefàno, ha sottolineato l’importanza dell’installazione di posteggi vicino alle metro e ai nodi di scambio. Inoltre la Commissione, nei giorni scorsi, ha verificato l’avanzamento dei progetti relativi bike park, ovvero hub multimodali che verranno realizzati grazie a fondi europei presso le stazioni ferroviarie e metropolitane e nei principali nodi del trasporto pubblico a partire dal prossimo anno.

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Organici docenti, meno posti al Sud e poche assunzioni su sostegno: continua la guerra nei tribunali

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Nel corso dell’incontro tenuto poche ore fa al Miur, i sindacati hanno sconfessato le promesse di innalzamento dei posti: quelli da consolidare in organico di diritto su tutti i posti comuni sono appena 3.530; solo 800 posti dell’attuale organico potenziato saranno destinati all’Infanzia (meno ancora dei mille annunciati solo qualche settimana fa dal partito di maggioranza uscente); 1.162 saranno i posti aggiuntivi per la riforma degli Istituti Professionali. Ma soprattutto, prendendo a pretesto la riduzione, a livello nazionale di alcune migliaia di alunni iscritti, dalle previsioni del Miur pare che verranno tagliati posti al Sud e non saranno stabilizzati posti di sostegno. Secondo il sindacato Anief, tutto questo è inaccettabile. Per vari motivi.
Come si fa, ad esempio, a portare in organico di diritto appena 3.530 posti, dal momento che ammontano a 80 mila, di cui la metà su sostegno, quelli assegnati con l’organico di fatto ogni anno, di cui la grande maggioranza vacanti a tutti gli effetti? Perché per la scuola dell’Infanzia arriva un ‘contentino’ di 800 posti da assegnare al potenziamento che già i presidi danno nell’organico dell’autonomia? Cosa se ne fanno gli istituti professionali di soli 1.162 posti in più, dal momento in cui la personalizzazione dei curricola, incentivata con la scuola dell’autonomia e soprattutto con la Legge 107/2015, avrebbe dovuto aumentare sensibilmente le cattedre degli Insegnanti Tecnico Pratici e gli organici sul sostegno, invece sempre bloccati al 70 per cento?Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Rimaniamo sbalorditi da queste ennesime operazioni di facciata, finalizzate esclusivamente ad assicurare pochi esborsi per l’amministrazione, ma continuando a far pagare un prezzo salatissimo agli alunni, alle loro famiglie e a tutto il personale scolastico. Rimane incomprensibile, infatti, il motivo per cui non si tiene conto, nella formazione delle cattedre, di parametri oggettivamente più importanti del numero di alunni, a partire degli alti tassi di abbandono e migratori. Ciò accadrà subito dopo che il sindacato avrà ricevuto un’informativa sugli organici non confacenti alle regole. Occorre ripartire da una seria revisione e integrazione degli organici, con tutto quello che ne consegue. Nel frattempo, continua la battaglia legale del sindacato, sempre pronto a contrastare in tribunale, attraverso ricorsi mirati, questa politica al risparmio e contro i cittadini.

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Scuola – Concorso a cattedra: persi il 42% dei posti per colpa del Miur

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cSarebbero 22mila su 52mila le cattedre che non andranno a ruolo per mancanza di aspiranti nelle GaE e nelle graduatorie di merito: rispetto alle immissioni in ruolo previste dal Ministero, mancano 10mila docenti di sostegno, più altri 12mila su cattedra comune, di cui circa 1.500 abilitati solo in matematica. Scarseggiano poi i docenti di lingue straniere della secondaria di secondo grado, soprattutto di spagnolo e al Nord. Sempre nella parte alta della Penisola mancano tanti docenti di lettere alle superiori. Questo significa che questi posti andranno tutti a supplenze annuali, per le quali erano previsti già 85mila contratti. Per la Ministra dell’Istruzione “se quest’anno ci saranno cattedre vuote in alcune discipline è perché non ci sono più docenti nelle graduatorie, soprattutto al Nord. Anche per questo abbiamo disegnato, con i decreti attuativi della riforma, un nuovo modello di reclutamento per la scuola secondaria”. Si va avanti, quindi, con la soluzione che porterà docenti in cattedra a tempo indeterminato solo dopo un lungo periodo, che varia tra i 3 e i 5 anni. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): E nel frattempo? Continueranno a ingrossarsi i numeri delle supplenze annuali. Con chi si è già formato chiamato a iscriversi all’ennesimo corso, con l’aggravante che dovranno pure lavorare per un certo periodo con lo stipendio più che ridotto. Altro che precariato messo alle spalle. Chi governa la scuola italiana ha agito all’opposto di quello che si doveva fare: assumere gli abilitati e pagarli da professionisti. Con l’aggravante di volere scaricare le responsabilità non su amministratori, politici e Parlamento, ma sui giudici che applicano la legge e difendono i principi della Costituzione. E il rimedio al problema non può essere certo quello di attuare un concorso a cattedra ogni anno, visto che sarebbe motivo di creazione di ulteriori graduatorie. C’è da fare solo una cosa: assumere subito chi è abilitato a questa professione, dovunque sia posizionato in graduatoria e ancora di più laddove vi sono posti vacanti che andranno a supplenza.

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Scuola: bandito posti per poi destinarli alla mobilità straordinaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 agosto 2017

pacifico-marcelloSvelato il mistero dei posti scomparsi e sottratti ai vincitori dell’ultimo concorso a cattedra: il CCNI 2016 sui trasferimenti, firmato dai sindacati, nell’interpretare la norma sulla mobilità come lex specialis ha occupato tutti i posti vacanti e disponibili, anche quelli da accantonare perché da trasformare a tempo indeterminato. Finalmente il Miur risponde alle reiterate richieste di istruttoria dei giudici amministrativi e ammette di non aver accantonato i posti dell’ultimo concorso a cattedre, autorizzati con D.P.C.M. del 24 dicembre 2015 e banditi con DD.DD. GG. nn. 105-107 del 23 febbraio 2016, prima della firma del CCNI sulla mobilità del 4 aprile 2016 e della relativa Ordinanza ministeriale n. 241. Da Viale Trastevere ci si trincera dietro l’art. 1, c. 108 della legge n. 107/2015 laddove è disposto il 100% dei posti vacanti e disponibili per il piano di mobilità straordinaria; ma per lo studio legale dell’Anief, i posti già banditi non potevano essere annoverati tra quelli vacanti e disponibili. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Quando si bandisce un concorso c’è chi vince e c’è chi perde, ma a Roma non la pensano così da parecchio. Già nel precedente concorso 2012, dal Miur sbagliano a fare i conti e dopo il triennio di vigenza delle graduatorie di merito – entro il quale dovevano essere assunti tutti i vincitori di infanzia e primaria secondo una previsione del Miur, certificata dal Mef e bollinata dalla Presidenza del Consiglio – il Parlamento mette una pezza e consente il rinnovo della vigenza delle stesse graduatorie e la possibilità di essere assunti fuori regione. Ancora oggi, alcuni vincitori di quel concorso sono fuori, decaduti o sono stati assunti in regioni diverse da quelle dove hanno vinto, tanto che hanno chiesto all’Anief giustizia, nel silenzio delle altre organizzazioni sindacali. Anief, a tal proposito, ricorda che è ancora possibile aderire al contenzioso per i vincitori del concorso 2012 infanzia-primaria rimasti senza posto, decaduti dopo la pubblicazione delle graduatorie del concorso 2016 o assunti in una regione diversa da quella per la quale hanno concorso.

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Scuola: Assunzioni 51mila docenti, delude la suddivisione dei posti

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

scuolaE’ stata resa pubblica la ripartizione tra i vari livelli scolastici, classi di concorso e aree geografiche per le immissioni in ruolo con decorrenza 1° settembre 2018: non è stato dato seguito agli impegni assunti dall’amministrazione scolastica centrale per tutelare determinati insegnamenti, da anni penalizzati, ma anche determinate province, di territori a rischio, dove occorreva incrementare il numero di posti e di docenti di ruolo per contrastare gli abbandoni ed elevare la qualità dell’offerta formativa. Disattendere quanto accordato risulta grave, perché si aggiunge alla miseria dei 15mila posti spostati dall’organico di fatto a quello di diritto.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): la coperta utilizzata per coprire i posti era già piccola ma è stata anche messa male. Perché c’erano dei precisi impegni da parte del Miur che sono stati anche stavolta disattesi. Pensiamo al sostegno che dovrà accontentarsi di poco più di 13mila posti: in questo modo, un docente di sostegno su quattro continuerà ad essere precario. Rimane tanta amarezza perché le aliquote adottate per le assunzioni non hanno tenuto conto delle difficoltà in cui versano il Sud, le Isole e le aree disagiate o ad alto rischio dispersione e con difficoltà di assorbimento dell’offerta formativa. Come penalizzati risultano i maestri della scuola dell’infanzia: se ne assumono appena 2.733. Eppure, sono stati esclusi prima dal piano straordinario della Legge 107/2015 e poi dal potenziamento. Tanto che ve ne sono oltre 20mila unità nelle GaE. A rendere ancora più difficile la situazione è anche l’ostinazione nel blindare le stesse GaE, spostando l’aggiornamento al 2019, e di alzare i muri contro i docenti abilitati della seconda fascia d’istituto, anche laddove le GaE risultano esaurite. Si è agito in modo pessimo: è stato come avere a disposizione una medicina per curare un malato, ma non averla potuta usare per una questione di principio. Tuttavia, siccome quando si parla di princìpi noi siamo ancora più determinati, la questione per 13mila ricorrenti ora passa nelle mani del Tar.Ad aver presentato ricorso al Tar, tramite l’Anief, sono diverse tipologie di docenti precari: 3mila per chiedere l’inserimento dalla seconda fascia d’istituto; altri 10mila per mancato aggiornamento. All’interno di questi ricorrenti, è alta la presenza, circa 5mila unità, di chi ha conseguito il diploma magistrale e ancora si ritrova fuori; poi ci sono altrettanti Insegnanti Tecnico Pratici, il cui diploma è stato improvvisamente non considerato abilitante non dando però loro nemmeno la possibilità di svolgere concorsi pubblici.

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Inaugurato il volo Milano-Santiago di LAN Airlines membro di LATAM Airlines Group

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2015

boing787Day One del nuovo volo Milano Malpensa-Santiago del Cile, via San Paolo, operato da LAN Airlines. LAN Airlines, compagnia aerea parte di LATAM Airlines Group, gruppo di compagnie aeree leader nel Sud America, comincia oggi a trasportare i passeggeri italiani verso Santiago del Cile, via San Paolo. Un ulteriore passo avanti nell’ottica di una strategia di espansione e consolidamento sul mercato per LATAM Airlines Group, con un ampliamento dell’offerta di posti del 13%.Il volo sarà effettuato su aeromobile Boeing 787, rispettoso dell’ambiente, con motori più silenziosi e con un consumo di combustibile del 20% in meno rispetto ad altri di simili caratteristiche, garantendo una riduzione del 20 % nelle emissioni di CO2. Dispone di un design innovativo, all’avanguardia e armonioso, rendendo la cabina accogliente, confortevole ed elegante. Inoltre, grazie ad una miglior pressurizzazione della cabina e ad un’ideale umidificazione dell’aria, la sensazione di fatica e di altri sintomi legati ai lunghi viaggi vengono sensibilmente ridotti, garantendo un maggior benessere. In più, vanta un sistema elettronico di oscuramento dei finestrini e, grazie all’innovativo sistema di illuminazione interna, il viaggiatore viene accompagnato gradualmente alla fascia oraria di arrivo a destinazione, dato che le fasi di luce (alba, giorno, tramonto e notte) vengono ricreate all’interno della cabina.Oltre a ciò, i passeggeri avranno la possibilità di godere di un’esperienza di viaggio ancora più confortevole: dai sedili completamente reclinabili nella cabina Premium Business, all’offerta di intrattenimento a bordo, con un’ampia scelta di contenuti video on demand (film, serie tv, documentari ecc…), pensata per garantire a chi vola uno svago variegato e senza limiti, da godersi nello schermo LCD posto di fronte al proprio sedile; dall’eccellente gastronomia alla selezione di vini premiati a livello internazionale, selezionati da Héctor Vergara, l’unico Master Sommelier dell’America Latina, elementi dominanti propri della cura e dell’attenzione che le compagnie di LATAM Airlines Group rivolgono nei confronti dei passeggeri.Il nuovo volo è atterrato a Milano Malpensa oggi e ripartirà per Santiago del Cile via San Paolo alle ore 20:20, con una capienza di 217 passeggeri in cabina Economy e 30 in Premium Business. Il suo arrivo è stato salutato con il tradizionale battesimo del volo.“Siamo orgogliosi di poter offrire ai nostri clienti un’esperienza di volo ancora migliore, grazie all’utilizzo del Boeing 787, un aeromobile di ultima generazione dotato di confort e servizi ineguagliabili” – ha affermato Joao Murias, Direttore Commerciale Italia & Middle East. Che ha così continuato: “La scelta di destinare uno dei più moderni aeromobili della flotta di LATAM Airlines Group all’Italia è segno dell’importanza strategica del nostro mercato per il Gruppo. Tale scelta rispecchia inoltre Il nostro impegno costante volto a migliorare l’esperienza di viaggio dei nostri passeggeri e rafforzare la connettività per il Sud America aumentando del 13% l’offerta di posti”.“Apprezziamo molto gli investimenti di LATAM Airlines Group su Malpensa e la decisione di utilizzare il nostro aeroporto come palcoscenico per la presentazione del nuovo collegamento per Santiago del Cile con l’utilizzo dell’ aeromobile 787 della Boeing” – afferma il Direttore Aviation Business Development di SEA Andrea Tucci – “Siamo particolarmente orgogliosi di vedere sul nostro aeroporto gli sforzi dei vettori in termini di qualità e soddisfazione del Cliente. In questo contesto possiamo parlare di un percorso comune di SEA e LATAM Airlines Group come testimoniano i recenti investimenti sull’aeroporto per renderlo sempre più fruibile ed attraente ai Vettori e ai passeggeri.” (boing 787)

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Roma Asili nido: più 4mila posti in 2 anni

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

«Per la prima volta le liste d’attesa degli asili nido sono scese sotto gli 8 mila posti. Allo stato attuale, infatti, i dati ufficiali indicano una lista d’attesa di 7.558 posti, che arriverà a 7.131 con i nuovi 427 posti che saranno disponibili grazie all’apertura, a settembre, dei quattro asili nido pubblici, di via Conti nel IV Municipio, via Perlasca nel VII Municipio, via Romero nell’VIII e di via Serafini nel X, e agli ampliamenti di sei strutture nel territorio del II, VI, X, XI e XIX Municipio, a cui si aggiungeranno  i due nidi in concessione, di via Valcannuta e Selva Nera nel XVIII e XIX Municipio, nel mese di  dicembre 2010».E’ quanto dichiara l’assessore alle Politiche Educative Scolastiche del Comune di Roma, Laura Marsilio.  «Questo a conferma del forte impegno dell’amministrazione Alemanno che in questi due anni ha creato circa 4mila nuovi posti, di  cui oltre 2mila in più rispetto allo scorso anno educativo scolastico. E’ un risultato importante che ci spinge a proseguire nel percorso di sostegno alle famiglie,  attraverso azioni concrete che rispondono alle primarie esigenze, tra cui la richiesta di servizi per la prima infanzia».  «L’apertura dei nuovi asili nido in concessione, prevista per dicembre del 2010 e nel 2011 – spiega l’assessore – consentirà di rafforzare il sistema integrato tra pubblico e privato. E’ un modo, dunque, per rispondere alle richieste delle famiglie, in linea con quanto già avviato in altre città d’Italia come Milano, Bologna e Firenze, o anche in Comuni più piccoli come quello di Marino, attraverso nuove forme sperimentali di gestione del servizio, diversificate, in alcuni casi in partnership con il privato, che permetteranno di coniugare qualità del servizio e razionalizzazione della spesa. Verrà inoltre garantita la massima tutela del servizio sia con un puntuale sistema di verifica della qualità, che con un costante monitoraggio del progetto educativo, che farà capo al dipartimento Servizi educativi e scolastici del Comune di Roma. Voglio pertanto rassicurare il personale che l’apertura dei nuovi asili in concessione non esclude il mantenimento e l’espansione del servizio pubblico».

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Debito familiare in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 agosto 2010

Secondo l’indagine della CGIA di Mestre la media del debito familiare in Italia è  di € 15.930, la Calabria in questa speciale classifica è  agli ultimi posti con Catanzaro all’87° posto con una media di € 10.050 per famiglia, segue al 90° posto Crotone con un debito di 9.863 €, Cosenza 93° posto con 9.511 € , Reggio al 98 posto con la cifra di 8.121 €uro e Vibo al 101° posto con un debito famigliare di 7.739 €uro. Scorrere a prima vista questa graduatoria in cui le famiglie calabresi sono agli ultimi posti come debito e quindi fra le più virtuose  in Italia  potrebbe  sembrare molto soddisfacente per tutti quanti noi e d’altra parte dovrebbe essere così. Registrare questo dato “positivo” per coloro i quali gestiscono le risorse della nostra Regione è un dato confortante in quanto si amministrano nuclei familiari che non sono stressati da debiti importanti e di conseguenza  dovrebbero avere dei capi famiglia tranquilli che navigano nel benessere per non dire nell’oro.  Ma approfondendo la disamina di questa graduatoria ci convinciamo che  bisogna interpretare questi dati in modo diverso. Le province più indebitate per esempio sono quelle che hanno i livelli di reddito più elevati. E’ chiaro che le famiglie di queste province con più redditi hanno investito di più, hanno avuto un sistema finanziario che li ha sostenuti ed oggi presentano un indebitamento più congruo. Sicuramente ci saranno pure famiglie in grande difficoltà, tuttavia, la forte esposizione di queste realtà, soprattutto dovuta ai cospicui  investimenti effettuati negli anni scorsi, ci deve preoccupare poco. Questi dati confermano quello che noi diciamo da anni, ossia un sistema bancario e finanziario che ha chiuso da tempo i rubinetti del credito a Famiglie e PMI  ha relegato i nostri corregionali  fra i  meno indebitati in Italia per la mancata concessione di credito a qualsiasi livello, salvo naturalmente rare eccezioni. Sappiamo invece benissimo che queste graduatorie  si rifereiscono a dati collegati  rinvenienti del sistema finanziario-bancario, non sono compresi, invece,  quelle operazioni a rischio usura di cui tanti nostri corregionali ne sono, purtroppo,  vittime. Occorrerebbe che tutti gli addetti ai lavori riflettessero attentamente su questo dato: E’ possibilie che  delle province apparentemente cosi virtuose abbiano poi tassi di disoccupazione così elevati e siano territori dove l’usura è dilagante? Se ci fosse, nel sistema economico-sociale calabrese, da parte dell’isituzioni finanziarie  un’immissione di liquidità più giusta ed equa, certamente saremmo un po’ più indebitati, ma ciò significherebbe   maggior benessere per le  famiglie in difficoltà,  possibilità di crescita per le imprese e nuove opportunità di lavoro per tutti i nostri disoccupati. Paradossalmente un dato che da una lettura superficiale può apparire positivo,  nasconde invece  delle preoccupanti realtà che se non gestite oculatamente possono portare ad una situazione ancor più difficile per il nostro martoriato territorio. (Salvatore Lucà segretario   generale Confartiogianato Crotone)

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L’arte di arrangiarsi

Posted by fidest press agency su martedì, 10 agosto 2010

Da tempo gli italiani hanno affinato l’arte dell’arrangiarsi. Lo mettono in pratica nei momenti più difficili come lo è stato, tanto per restare ai tempi nostri, negli anni della seconda guerra mondiale. Allora la situazione si presentava drammatica eppure siamo riusciti ad alzare la testa, a rimboccarci le maniche ma anche a far frullare nella nostra mente quelle idee geniali che ci hanno permesso di superare le crescenti difficoltà esistenziali. E i nostri governanti non sono stati da meno. Il tasso di disoccupazione era elevato? E allora inventiamoci gli “ammortizzatori sociali” con la “moltiplicazione dei posti”. Hanno un costo. Nessun timore ci pensano gli alleati. L’Italia era nota per avere il più forte partito comunista dell’occidente. Val bene qualcosa. E per salvare l’Italia “dall’orda rossa” i nostri “amici” non badarono a spese e sull’altro versante lo fece anche l’Urss per una ragione opposta, evidentemente. Così arrivarono i soldi, gli anni delle vacche grasse, si diede il via alla stagione dei diritti, si umiliarono i doveri e i soliti “furbi” trovarono il loro “eldorado” e ci… bagnarono il pane. Ma, purtroppo, il presagio biblico si è ripetuto anche ai giorni nostri e sono arrivate le “vacchi magre”. La svolta l’abbiamo avuto con la caduta del muro di Berlino nel 1989. I nostri alleati e gli amici dell’Urss chiusero il rubinetto dei dollari e dei rubli, le bustarelle divennero un “peso intollerabile” e da qui iniziò la stagione di “mani pulite”. Eravamo giunti al capolinea? Assolutamente no. Fu riattivata in tutta fretta la nostra antica arte dell’arrangiarsi per metterla al servizio di una nuova logica di potere e di leadership. E’ cambiato il padrone del vapore e per offrirgli la possibilità di rendersi credibile occorreva, in politica, costruire due forze idonee a garantire l’alternanza. In questo modo si potevano creare le premesse per condizionarle, di volta in volta, per favorire il riprodursi di intrallazzi di varia natura tra il voto di scambio, le clientele, i comitati d’affari e persino il concorso della malavita organizzata. Ora quest’arte dell’arrangiarsi sta diventando sempre più raffinata, a fronte di oggettive difficoltà del bilancio dello stato che è costretto a tagliare i posti di lavoro eccedenti, a migliorare la produttività del lavoro eliminando le aree di privilegio, a mettere le imprese decotte di fronte alle logiche di mercato e a penalizzare la “stagione dei diritti”. Occorre, a questo punto, che alla dote innata dell’arrangiatore si aggiunga quella del “furbo di quartiere” e del “furbo di palazzo” per riuscire a spremere le esigue risorse del Paese a proprio uso e consumo. Ed ecco come una legione di mestatori è pronta, come tante cavallette, all’invasione e a fare, se necessario, terra bruciata pur di arraffare e a tenere per se le residue risorse del paese. Come dire? Mors tua vita mea. Ma per fare tutto questo occorre che la giustizia continui ad arrancare, che la scuola non funzioni per emungere soldi alle famiglie con i master sempre più costosi, ad avallare nell’immaginario della gente l’idea che la sanità pubblica è allo sfascio per lucrare su quella privata, a suscitare timori e preoccupazioni per l’ordine pubblico per disorientare i benpensanti, per trasformare il 20% della popolazione anziana e il 5% degli immigrati e il 2% dei “diversamente abili” in parassiti per spiegare l’inefficienza dei servizi, la carenza di mezzi e per quella logica che bisogna dare in pasto all’opinione pubblica una “vittima designata” per meglio intrallazzare e intobidire le acque. Così l’Italia del XXI secolo si avvia alla sua inevitabile decadenza proprio perché in tutto vi è un limite e non si può giocare a lungo con le parole e i valori che ad esse attribuiiamo come la giustizia, la libertà, la solidarietà senza imbatterci con la cruda realtà che nutre poco rispetto per chi a gettato alle ortiche la sua dignità e si umilia con operazioni di basso profilo. Finché non ci convinciamo che non è più il tempo di arrangiarci per vivere alla giornata. Che non è più il tempo per le “furbate” per sfruttare il prossimo. Che si può costruire una società solo con la forza delle idee, nel rispetto delle regole comuni e condivise senza compromessi indegni e artificiosi giochi di parole e di promesse disattese. Quello che ci attende per crescere e diventare cittadini del mondo è una rivoluzione culturale. (A.R.)

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Taglio di 4mila posti nelle scuole campane

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

“Il calo dei posti per docenti comporta accorpamenti degli insegnanti, riduzione dell’orario di cattedra, aumento del carico di insegnamento e scarsa qualità del lavoro fornito. Questi disagi si sono già verificati nella scuola primaria e media inferiore a partire dall’anno scorso e ora cominciano ad evidenziarsi anche nella scuola secondaria”. Commenta così la responsabile per la Scuola e l’Istruzione dell’Italia dei Diritti, Annalisa Martino, riferendosi ai quattromila tagli realizzati nelle scuole campane, che fanno registrare un elevato aumento dei docenti senza sede. “Il problema vero è che si assegnano meno ore a ciascuna materia, facendo lavorare lo stesso docente in più classi – prosegue l’esponente del movimento di cui è leader Antonello De Pierro -, a questo si aggiunge che prima si avevano ore a disposizione per eventuali supplenze, mentre oggi la Gelmini ha dato l’assoluto divieto dell’uso di queste durante l’orario di cattedra. Tutto ciò costringeil preside a dividere le classi, situazione che danneggia la formazione degli alunni, in quanto tali ore libere sono vuote ed inutili. Un’altra possibile soluzione per il preside è quella di chiamare supplenti, ai quali però non si garantisce di essere pagati, questi quindi in seguito rivendicheranno i soldi delle lezioni tenute. In Campania, come altrove – conclude la Martino –  ci sono classi numerose, che limitano un lavoro di buona qualità ed inoltre spesso e volentieri le strutture non sono nemmeno adeguate ad un simile quantitativo di ragazzi. La Gelmini insomma ha fatto una manovra subdola per chi lavora nella scuola.”

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