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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘potassio’

Asparagi: Alcune sorprese

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

asparagiUna delle caratteristiche nutrizionali degli asparagi è l’alto contenuto di potassio, importante elemento che partecipa alla regolazione degli scambi idrici nel nostro organismo. La sorpresa e’ che mentre gli asparagi di bosco sono ricchi di potassio quelli di serra non ne contengono affatto. Trovare gli asparagi di bosco e’ un po’ difficile, mentre e’ comune la vendita di asparagi di serra, con quelle carenze di potassio che abbiamo evidenziato. Gli asparagi contengono, anche, una buona dose di vitamina C, peccato che con la bollitura il valore si dimezza abbondantemente e si azzerano il calcio e il fosforo.
Alcuni componenti dell’asparago vengono eliminati attraverso l’urina, conferendole un caratteristico odore. Nulla di preoccupante: si tratta dei derivati dell’acido asparagusico. Alcune persone usano gli asparagi come test di funzionalita’ renale: se dopo aver mangiato asparagi si fa la pipi’ con il relativo odore, significa che i reni funzionano bene. Non tutti, comunque, producono o sentono il caratteristico odore. L’assunzione di asparagi non e’ consigliata per coloro soffrono di problemi renali o di gotta.
Insomma, cosa rimane di questo ortaggio, visto che la parte edibile (quella che si puo’ mangiare) ne rappresenta il 52% e l’acqua il 92%? La fibra, utile per il transito intestinale e il gusto, per chi piace, ovviamente. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Mele: Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

melaLa mela ha avuto un posto di rilievo nella nostra cultura, come simbolo di tentazione e istigazione: da Adamo ed Eva, a Biancaneve e la Strega, a Guglielmo Tell e Isacco Newton. Nel mondo ci sono 7000 varieta’ di mele che maturano in climi e tempi diversi. In Italia il periodo di maggior raccolta va da agosto a novembre, per cui e’ meglio mangiarle in questi mesi che sono ancora fresche: nei prossimi mesi le troveremo sul mercato ma saranno quelle conservate a bassa temperatura e in atmosfera povera di ossigeno o di importazione. Un antico proverbio afferma che “una mela al giorno toglie il medico di torno”, in effetti, la mela e’ un concentrato di sostanze benefiche: fibre (per l’intestino e il colesterolo), vitamina C (ossidoriduzioni, sintesi del collagene, distribuzione del ferro), fruttosio (per diabetici e sportivi), potassio (contrazioni muscolari, conduzione nervosa), acido malico (sbianca i denti, protegge dalla carie). La mela svolge anche una moderata azione diuretica.
Le mele provengono da coltivazioni tradizionali (uso di fertilizzanti, pesticidi, cere esterne) o biologiche, biodinamiche e da lotta integrata (uso minimo di sostanze chimiche abbinato a tecniche biologiche). Noi consigliamo ovviamente queste ultime anche se sono un po’ piu’ care. Se badiamo al rendimento e’ ovvio che le mele piu’ grandi hanno una maggiore quantita’ di polpa rispetto allo scarto, costituito dal torsolo, e sono quindi piu’ convenienti. Quando invecchia la mela produce un gas, l’etilene, che ha un effetto deleterio sulle altre mele, di qui l’antico detto sulla mela marcia che rovina le altre, e in genere anche su frutta e verdura. Va quindi conservata al fresco e nella spesa al supermercato sarebbe opportuno scegliere quelle che sono tenute a bassa temperatura. Anche in casa e’ preferibile la conservazione in frigorifero. Spesso si trovano mele ….splendenti, tirare a lucido con la cera; il motivo non e’ estetico ma pratico: la cera rallenta l’ossidazione e quindi l’invecchiamento, conservando al frutto un bell’aspetto. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Capodanno e alcool

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2009

Dopo una nottata di feste, Capodanno compreso, ci si sveglia con un gran mal di testa, accompagnato da nausea e sudorazione. Poche ore di sonno, una grande abbuffata, e soprattutto una bella bevuta, e gli effetti negativi sono garantiti. Come si fa a togliere o a diminuire il mal di testa da alzata di gomito senza ricorrere ai farmaci? L’alcool  ha diversi effetti: * diuretico, con effetto disidratante, bocca secca ed eliminazione di elementi essenziali come il potassio seguito da senso di spossatezza; * ipoglicemico, con diminuzione dei livelli di glucosio e conseguente stanchezza; * dilatante, con aumento del lume dei vasi sanguigni, che da’ luogo all’effetto “occhi iniettati di sangue”; * tossico, per la formazione della aldeide formica e altre sostanze nocive che inducono mal di testa e nausea. Che fare il giorno dopo? Occorre idratare l’organismo con bevute di… acqua o si  puo’ ricorrere ad un frullato, la cui composizione e’ consigliata da alcuni scienziati: * Latte: e’ utile perche’, oltre alla notevole quantita’ di acqua, fornisce elementi minerali. * Uova: contengono un amminoacido, la cisteina, efficace nella eliminazione delle tossine. * Caffe’: vasocostrittore e tonico, aiuta a sentirsi meglio; * Banana: apporta potassio che contribuisce ad eliminare la spossatezza; * Gelato: contiene zuccheri che attenuano il senso di stanchezza. Insomma quando ci si sveglia con il mal di testa, e’ opportuno farsi un bel frullato di latte e gelato (acqua, zucchero e minerali), con banana (potassio), caffe’ (caffeina) e un uovo fresco (cisteina). Provare per credere! (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Frutta di stagione: il cocomero

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2009

Appartiene alla famiglia delle zucche ed forse il piu’ caratteristico frutto di stagione. Parliamo del cocomero noto fin dall’antichita’, addirittura dal periodo preistorico. Sicuramente il cocomero era mangiato dagli egiziani piu’ di 4000 anni fa. Ne parliamo perche’ il caldo di questi giorni induce ad una maggiore perdita di acqua e sali minerali che devono essere reintegrati. Il cocomero, o anguria, e’ praticamente una bibita, contiene, infatti, il 95% d’acqua e per questo in alcune regioni d’Europa e’ conosciuto come melone d’acqua. Ha un buon contenuto di potassio (che si perde con il sudore) e il sapore dolce e’ dovuto piu’ che agli zuccheri a particolari sostanze aromatiche, il che rende il cocomero un eccellente prodotto per le diete dimagranti, anche perche’ le stesse sostanze aromatiche danno un senso di sazieta’. Insomma mangiare una fetta di cocomero equivale e bere un bicchiere d’acqua. Occorre far attenzione ai semi perche’ contengono glucosidi che hanno una forte azione purgante, non vanno, quindi, deglutiti interi e tanto meno masticati. Un buon cocomero si riconosce dalla buccia, di color verde scuro o con venature grigie, che alla percussione con le nocche delle dita deve dare un suono “sordo”. Un metodo classico, che si usava tempo fa era quello di assaggiarne un tassello, una prova concreta insomma, oggi questo non e’ piu’ possibile ma si puo’ ricorrere ad un altro espediente pragmatico: grattare la buccia con l’unghia, se viene via facilmente il cocomero e’ maturo al punto giusto. (Primo Mastrantoni segretario dell’Aduc)

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