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“Il Giappone innalza il suo tasso di crescita potenziale”

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

A cura di Daisuke Nomoto, Gestore di portafoglio senior di Columbia Threadneedle Investments Sebbene le prospettive per la crescita globale stiano diventando più incerte a causa degli attriti commerciali sino-americani e della forza gravitazionale esercitata dal rialzo dei tassi d’interesse, riteniamo che il continuo programma di riforme del Giappone finirà probabilmente per innalzare il tasso di crescita di lungo termine. Col tempo, ciò dovrebbe spingere al rialzo anche le quotazioni azionarie.Il Giappone sta introducendo tre corpus di riforme concepite per risolvere le debolezze strutturali e quelle attinenti al governo societario. Si tratta di:Riforma dell’immigrazione
Riforma dello stile di lavoro, Riforma della corporate governance.Per contestualizzare, riepiloghiamo brevemente la storia economica e i successi recenti del Giappone. Possiamo suddividere gli ultimi 40 anni in tre periodi: la straordinaria crescita degli anni ‘80, l’opprimente deflazione degli anni ‘90 e il periodo da fine 2012 ad oggi, caratterizzato dalle riforme strutturali della “Abenomics”. Dopo la lunga fase di deflazione seguita alla rapida crescita degli anni ‘80, molte società giapponesi si sono ripiegate su sé stesse. Piuttosto che investire nella crescita futura per generare rendimenti superiori, hanno fatto di tutto per proteggere le prerogative acquisite, prestando scarsa attenzione all’efficienza dell’allocazione del capitale. Tuttavia, dopo i 15 anni di crescita zero dal 1998 al 2013, le riforme del Presidente Shinzō Abe stanno finalmente dando i loro frutti e il PIL si sta avvicinando all’obiettivo del governo di JPY 600.000 miliardi.Le pressioni inflazionistiche non sono state abbastanza forti da oltrepassare il target del 2% della Bank of Japan (BoJ), ma gli indicatori economici suggeriscono chiaramente che la deflazione è stata sconfitta. Pur non escludendo la possibilità che la BoJ modifichi la sua politica monetaria per consentire al rendimento dei titoli di Stato giapponesi (JGB) decennali di salire lievemente, crediamo che rimarrà accomodante ancora per qualche tempo, mantenendo il tasso di riferimento a breve termine sul -0,1%. Ciò è in netto contrasto con la politica di inasprimento della Fed.
Il PIL è funzione sia delle dimensioni della forza lavoro che della produttività. Il Giappone è storicamente diffidente nei confronti dell’immigrazione, ma l’invecchiamento della sua popolazione rende urgente un potenziamento della forza lavoro tramite gli immigrati. In un primo momento, le politiche governative hanno cercato semplicemente di aumentare la partecipazione delle donne e dei cittadini più anziani al mercato del lavoro. Ma tali misure non sono bastate a colmare l’ampio divario tra domanda e offerta, ragion per cui il Giappone ha aperto sempre più le porte ai lavoratori provenienti dall’estero. Benché l’immigrazione sia sempre una questione controversa, per un paese che necessita immediatamente di più lavoratori per sostenere la crescita economica la deregolamentazione è uno sviluppo positivo.
Negli ultimi cinque anni, il numero di lavoratori esteri è aumentato dell’87% a 1,3 milioni, ma si tratta ancora del 2% appena della forza lavoro totale, contro il 17% circa degli Stati Uniti e l’11% del Regno Unito, a indicazione di un notevole margine di crescita residuo. A giugno 2018, il governo ha annunciato permessi di soggiorno per lavoratori qualificati con l’obiettivo di attrarre 500.000 nuovi lavoratori entro il 2025.

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Scuola e bambini ad alto potenziale cognitivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 ottobre 2018

Roma 26 ottobre dalle 16 alle 18,30 nell’Aula Valori della Lumsa, in Via di Porta Castello 44 presentazione a Roma del Master, organizzato con l’Università Lumsa, dal titolo ‘Gifted. Didattica e psicopedagogia per gli alunni con alto potenziale cognitivo e plusdotazione’.
Molti bambini ad alto potenziale cognitivo (Apc) sono equilibrati, hanno trovato una loro via e canalizzano le loro capacità in modo adeguato senza sviluppare difficoltà comportamentali. Ma ci sono alcuni bambini ‘gifted’ in cui emergono difficoltà nella sfera emozionale e comportamentale. La loro fragilità emotiva si rintraccia spesso in una bassa tolleranza alla frustrazione, nella difficoltà a gestire qualsiasi tipo di ingiustizia o nel ricorrere a strategie emotivo relazionali che ci si aspetta da bambini più piccoli. Ad aiutare gli insegnanti a cogliere gli aspetti emotivi dei gifted sarà Laura Sartori, psicoterapeuta dell’età evolutiva e coordinatrice del Progetto Alto Potenziale dell’Istituto di Ortofonologia (IdO).
La nuova offerta formativa si propone di far acquisire ai corsisti un insieme strutturato di conoscenze, capacità e competenze in ambito didattico e psicopedagogico per l’alto potenziale cognitivo relativo alla Scuola dell’infanzia, alla Scuola primaria, alla Scuola secondaria di primo e di secondo grado. I destinatari sono i docenti, sia curriculari che di sostegno, delle scuole statali e paritarie; i referenti per la disabilità e coordinatori del sostegno presso scuole statali e paritarie; i dirigenti scolastici delle scuole statali e i coordinatori didattici delle scuole statali e paritarie. Potrà essere pagata interamente con la Carta docente entro il 31 ottobre, termine ultimo delle iscrizioni, e le lezioni partiranno il 15 novembre.
Alla base di tutto c’è l’individuazione precoce dell’elevato livello cognitivo. “Il rischio di un mancato riconoscimento è che i bambini dotati disinvestano sugli apprendimenti qualora percepiscano quello che fanno come poco stimolante o non ne comprendano l’utilità. In alcuni casi- avverte Sartori- vengono inquadrati in profili diagnostici parziali o errati, come Dsa, Adhd o Dop. Purtroppo l’insegnante non riesce sempre ad interpretare la loro apparente mancanza di concentrazione, di competenza e la loro scarsa voglia di lavorare”. L’obiettivo del master è garantire al soggetto plusdotato “il diritto ad essere individuato e ad avere una programmazione didattica volta a potenziare le sue capacità e a compensare le sue difficoltà, rendendolo di supporto al gruppo classe”.
L’IdO ha preparato un protocollo per la realizzazione di un piano didattico personalizzato (PDP) specifico per l’Apc, che include delle aree di solito assenti per gli altri tipi di Bisogni educativi speciali: l’ampliamento e approfondimento di alcune parti del programma e la compattazione dei contenuti già padroneggiati, le strategie di didattica inclusiva e di potenziamento, l’adozione di strumenti digitali più complicati sono solo alcuni esempi. Ogni PDP deve essere ovviamente gestito caso per caso, in base alle risorse del ragazzo e alle possibilità della scuola.
Al convegno prenderanno la parola anche Maria Cinque, professore di Didattica e pedagogia speciale dell’Università Lumsa e direttrice del Master; Raffaele Ciambrone, dirigente tecnico presso la Direzione Generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione del Miur; Simona De Stasio, docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione dell’Università Lumsa e direttrice del Master; Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’IdO; Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva e responsabile del servizio di Psicoterapia dell’IdO; Rossella Sonnino, dirigente scolastico dell’IC Regina Elena.

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Il Centro Italia registra il più alto potenziale imprenditoriale

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2016

munichSono stati presentati i dati del sesto Rapporto Globale sull’Imprenditorialità che Amway, azienda leader mondiale nel settore della Vendita Diretta, realizza in 44 Paesi in collaborazione con l’Università Tecnica di Monaco (TUM) e GfK con lo scopo di promuovere il dibattito sulla cultura imprenditoriale in Italia e nel mondo. Secondo quanto emerso dalla ricerca, il Centro Italia registra il più alto potenziale di imprenditorialità: sono il 46% degli intervistati coloro che riescono a immaginare di poter avviare un’attività in proprio, risultato che supera di ben 4 punti percentuale la media italiana (42%). Il potenziale più basso viene registrato nel Nord Ovest (39%), seguito dal Sud (41%), Nord Est (42%) e Isole (44%).Sono per lo più gli uomini a immaginarsi imprenditori al Centro (49% vs 43% donne) ma il potenziale di imprenditorialità si impenna quando si parla di giovani, raggiungendo quota 56%. Per quanto riguarda le motivazioni che spingono all’imprenditorialità, il lavoro autonomo viene visto come una valida strada per meglio conciliare lavoro, famiglia e tempo libero per il 29% degli intervistati del Centro Italia (vs 21% media italiana), con una percentuale nettamente più alta tra gli under 35 (35%). Il desiderio di indipendenza dal datore di lavoro rimane tuttavia la leva motivazionale principale che spinge al lavoro autonomo, con un risultato anche in questo caso più marcato tra i giovani del Centro (50% rispetto alla media italiana del 46%), seguito dalla volontà di autorealizzazione (43% giovani Centro vs 41% media nazionale).Se il Centro fa registrare il più alto potenziale di imprenditorialità in Italia è qui che si concentra anche la più bassa fiducia nei confronti del sistema Paese in materia di lavoro autonomo: solo il 34% degli intervistati del Centro, contro il 43% della media nazionale, ritiene infatti l’Italia un Paese favorevole all’imprenditorialità, in grado di tutelare e incentivare la libera iniziativa. Gli under 35 del Centro Italia sono ancora meno fiduciosi, con una percentuale che si abbassa ulteriormente al 32%.Nell’analisi degli ostacoli che scoraggiano l’iniziativa imprenditoriale, al primo posto si trova la paura di fallire, freno all’iniziativa imprenditoriale per il 97% dei giovani del Centro Italia, ben 7 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale (90%), risultato che colloca l’Italia all’apice della classifica mondiale, seconda solo al Giappone, dove la paura di fallire frena il 94% degli intervistati. Al Centro la minaccia del fallimento è influenzata da diversi fattori che ne accrescono la percezione e la gravità, soprattutto tra i giovani: in primis gli alti oneri finanziari (63%), seguiti dal timore della crisi economica (62%), dalla paura di ricevere una delusione personale (35%) e dalle conseguenze legali (25%).Secondo quanto emerso dal Rapporto Globale Amway l’istruzione sembra giocare un ruolo rilevante nello sviluppo dello spirito imprenditoriale in Italia: tra i giovani laureati l’attitudine positiva nei confronti del lavoro autonomo sale all’88% (vs 80% media nazionale giovani) e coloro che si immaginano di poter avviare un’attività in proprio sono ben il 57% (vs 52% media nazionale giovani). Alla domanda “L’imprenditorialità può essere insegnata” hanno risposto SI il 64% degli italiani, con un ruolo primario per le Camere di Commercio (35% Italia vs 33% media europea) e per le aziende (34% Italia vs 27% media europea).
“L’alto potenziale di imprenditorialità rilevato dall’indagine nel Centro Italia trova conferma nella nostra esperienza aziendale: è proprio in questa area che si concentra infatti circa il 30% dei nostri Incaricati alle Vendite, che contribuiscono per la stessa importante percentuale al totale del nostro fatturato italiano” – commenta Fabrizio Suaria, Amministratore Delegato di Amway Italia.

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Italia in armi

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 aprile 2012

Il nostro Paese spende per la Difesa lo 0,83% del Pil (Il Messaggero del 1 aprile 2012) e Rosario Amico Roxas commenta: “0,83% corrisponde all’ 8 per mille che l’Italia elargisce al Vaticano; per cui, anche ad abolire totalmente le forze armate, l’Italia non resterebbe scoperta nel campo della difesa, potendo disporre degli armigeri della Guardia Svizzera, armati di alabarda a loro volta affiancati dagli armigeri celti della Padania, con spadone e pentola, fornita di corna, in testa. Nessun esercito al mondo resisterebbe a queste forze armate, verrebbero sopraffatti da isteriche crisi di risate a crepapelle. Provare per credere: basterebbe mandare un contingente in Afghanistan.
Volendo superare l’ironia che suggerisce la notizia, sarebbe opportuno selezionare le forze armate (ma non secondo il metro di La Russa e con le intenzioni recondite del medesimo !) e mantenere una forza efficiente prevalentemente nel campo della protezione civile. L’esercito di difesa, privo delle ipocrisie delle missioni di pace o delle guerre preventive, dovrà essere un esercito europeo senza mire di controllo nell’ambito della sicurezza nazionale, a quella devono essere adibite le forze dell’ordine, opportunamente potenziate.
La tentazione di far intervenire le forze armate al controllo di manifestazioni deve essere neutralizzata a monte per evitare derive autoritarie. (Rosario Amico Roxas)

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Giochi della gioventù

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Al via i Giochi della Gioventù 2010/2011. Si sono aperti con la presentazione agli insegnanti, i termini per le iscrizioni. Le scuole hanno tempo fino al 30 ottobre per aderire all’iniziativa che è stata profondamente rivoluzionata negli ultimi anni. “Non selezioniamo i migliori – spiega il presidente del Coni Franco Bertoli – ma partecipa tutta la classe e ogni ragazzo porta punti alla propria squadra”. Un’iniziativa, dunque, in grado di educare sul campo ai valori dello sport e all’importanza di fare sport e nutrirsi in modo equilibrato per una vita migliore. “Lo sport – sottolinea il presidente del Coni – ha un potenziale enorme anche sul fronte dell’integrazione, tra ragazzi provenienti da Paesi diversi, ma non solo. Il fatto che tutti i ragazzi della classe partecipino, anche i disabili, dà un messaggio concreto e soprattutto aiuta tutti a mettersi in gioco, ad uscire da situazioni di isolamento, a sentirsi parte di un tutto a cui dare il proprio contributo. In questo modo l’attività fisica sprigiona tutto il potenziale educativo, che troppe volte abbiamo sottovalutato o relegato a una funzione secondaria”.

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Felice Varini: Personale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2010

Napoli fino al 27/11/2010 via Riviera di Chiaia, 215 Studio Trisorio Lo Studio Trisorio inaugura la stagione espositiva con due installazioni site specific di Felice Varini, il 6 ottobre a Napoli, in via Riviera di Chiaia, 215 e l’8 ottobre a Roma, in Vicolo delle vacche 12, alle ore 19.00. L’opera di Felice Varini consiste in interventi pittorici realizzati su pareti e superfici diverse. I molteplici segni convergono nella costruzione prospettica di una forma geometrica semplice e rigorosa che appare allo spettatore solo quando la si guardi da un determinato punto di vista, quello che lo stesso Varini definisce un “punto di partenza potenziale”.
Il lavoro di Varini e’ volto ad indagare molteplici possibilità percettive dello spazio nell’intento di restituire allo spettatore nuove dimensioni pittoriche non solo da guardare ma anche da attraversare. Muovendosi nello spazio l’osservatore puo’ sperimentare infiniti punti di lettura ed essere sorpreso dall’apparire di geometrie effimere e allo stesso tempo reali.
Immagine: “Cinq ellipses ouvertes” Exposition “Costellation” En attendant l’ouverture du centre Pompidou-Metz, Metz 2009. Photo: Andre’ Morin.

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Energie alternative: decolla l’energia geotermica

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

E’ una fonte energetica permanente generata dal calore naturale inesauribile del pianeta. Puo’ essere considerata energia pulita, ed è superiore per capacita’ produttive rispetto al solare e all’eolico. E’ l’energia geotermica che sta assumendo un ruolo sempre piu’ di rilievo nella sfida per la ricerca di fonti energetiche alternative. Oggi, dalla geotermia si produce soltanto l’1% dell’energia globale. Tuttavia, c’e’ da dire che in oltre 20 Paesi ci sono progetti di produzione in cantiere. E l’Italia ha un grande potenziale. In particolare, il Nord Ovest della Penisola e la costa centro occidentale sono considerati aree di grande interesse. D’altra parte, l’Italia e’ il Paese in cui l’energia geotermica fu scoperta e utilizzata per la prima volta. Fonte naturale e inesauribile, ma allora qual e’ la ragione per cui la produzione e’ cosi’ limitata? Secondo Frost & Sullivan, lo si deve soprattutto agli esorbitanti costi iniziali. Tuttavia, visti i prezzi elevati del petrolio e la preoccupazione per i gas serra, l’energia geotermica e’ oggi oggetto di grande interesse. Inoltre, c’e’ da dire che i costi di questa nuova fonte di energia sono oggi comunque in calo, in controtendenza con le forme di energia convenzionale. I costi maggiori sono dovuti alle spese di trivellazione del suolo per l’estrazione dei getti di acqua calda. Tuttavia, recenti ricerche dimostrano che i costi sono comparabili a quelli delle industrie del petrolio e del gas. Non soltanto. I costi di generazione dell’energia geotermica sono destinati a diminuire. Erano compresi tra i 50 e i 150 euro per MWh nel 2005 e si prevede che scendano tra i 40 e 100 euro per MWh nel 2010 e tra i 40 e gli 80 euro per MWh nel 2020. L’interesse nei confronti dell’energia geotermica continuera’, ovviamente, a crescere man mano che i costi di produzione scenderanno.Gia’ presenti in Europa, gli impianti geotermici sono infatti una realta’ in Islanda, Grecia, Italia, Turchia, Germania e Austria. Per l’Italia, come accennato, le aree a maggiore potenzialita’ sono il Nord Ovest e la costa centro occidentale. Interessanti anche le regioni occidentali della Turchia e diverse aree di Portogallo, Spagna, Francia e Germania.In Islanda, l’85% delle case sono riscaldate grazie all’energia, che e’ anche responsabile della produzione del 30% dell’elettricita’. Il mercato italiano dell’energia geotermica e’ anche in fase di maturazione, con una capacita’ installata che si stima debba raggiungere i 1200 – 1550 MWe nel 2020. In Germania le stime piu’ recenti suggeriscono che ci siano quasi 150 impianti di generazione e piu’ di 4 miliardi di euro investiti nelle condutture. Lo Stato tedesco sta cercando di stimolare l’industria con una serie di pacchetti legislativi tesi a favorire il finanziamento dei progetti di creazione degli impianti.
I benefici del calore geotermico sono stati riconosciuti perfino da antiche culture in molte parti del pianeta. La sua capacita’ di produrre energia elettrica fu pero’, scoperta soltanto un secolo fa dal principe Piero Minori Conti. Da allora, con l’evoluzione della scienza e della tecnologia, due metodi di produzione d’energia si sono distinti, permettendo di generare sia elettricita’ sia calore.
Il primo metodo, Engineered Geothermal Systems (EGS), produce energia grazie alla trivellazione di due linee parallele verso il centro della terra. Una linea spinge acqua verso il centro della terra mentre l’altra linea e’ usata per estrarre l’acqua e il vapore risultanti dal riscaldamento a piu’ di 200°C. Il vapore e’ usato per far funzionare una turbina, mentre l’acqua calda e’ usata per riscaldare case e unita’ industriali.Il secondo metodo, Organic Rankine Cycle, usa invece un sistema di pozzi di profondita’ che separano il vapore dall’acqua calda pressurizzata. Il vapore e l’acqua calda sono separati e usati per far funzionare le turbine degli impianti di generazione. Una volta che il fluido geotermico si e’ raffreddato, questo viene immesso di nuovo nel sistema, dove viene riscaldato e pronto a essere riutilizzato

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La Val di Vara ha il suo candidato

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2010

Alessandro Mainardi dichiara: “Dopo anni di ‘latitanza’, finalmente anche la Val di Vara ha un candidato di centro-sinistra che ha la possibilità di entrare a far parte del Consiglio regionale. Da troppi anni, infatti, il centro sinistra non si è reso conto del potenziale che la mia terra può esprimere. Un potenziale in termini turistici, naturalistici, produttivi. Aspetti relativamente curati ma perché no, anche con una loro veste elettorale. La Val di Vara, con i suoi 575 km quadrati di estensione ed i suoi oltre 30.000 abitanti, è il territorio più esteso della provincia della Spezia. L’impegno è  quello di lavorare sui problemi reali della Valle durante tutto l’arco dell’anno e non solo a mezzo di spot nel breve periodo della campagna elettorale. Dove prima vi era l’abbandono politico, oggi è entrata a pieno titolo la bandiera dell’Italia dei Valori di Antonio Di  Pietro e di tutti quegli uomini e quelle donne che, giornalmente, si interessano dei problemi della collettività.”

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Riduzione di inquinamento da CO2?

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Milano. Domeniche a piedi, targhe alterne e altri provvedimenti a breve periodo da soli non bastano a contrastare la costante impennata del tasso di inquinamento delle nostre città. Servono provvedimenti a lungo termine che permettano di costruire un futuro sostenibile, per il quale ogni cittadino deve sentirsi responsabile. Non tutti sanno che i nostri edifici sono fra i maggiori responsabili degli sprechi: in Europa e in nord America rappresentano circa il 40% del consumo energetico e dell’inquinamento da CO2 prodotti dall’uomo e in paesi in grande sviluppo come la Cina iI potenziale in termini di possibili risparmi energetici è enorme e rimane largamente disatteso; grazie alle moderne tecnologie costruttive adottate negli edifici in classe A+, è possibile risparmiare fino al 90% dell’energia necessaria per riscaldare un edificio, oltre a ridurre al minimo la necessità di raffrescamento. L’isolamento è uno dei metodi più economici e documentati grazie a cui ridurre le emissioni di CO2. Oggigiorno, anche attraverso semplici interventi di isolamento termico fai da te è possibile ottenere in poco tempo e con estrema semplicità un significativo risparmio energetico, oltre al miglioramento del comfort interno! Basta digitare http://www.rockwool.it/faidate. Video intuitivi e spiegazioni dettagliate mostrano passo a passo, sia ai più esperti che agli appassionati alle prime armi, come isolare sottotetti abitabili e non, al fine di ridurre le dispersioni di calore limitando gli sprechi di energia. Oltre agli interventi fai da te, questo è un buon momento per sfruttare gli incentivi fiscali che la finanziaria ha confermato per tutto il 2010, ovvero le detrazioni al 55% per gli interventi mirati alla riqualificazione energetica degli edifici. Tra i possibili interventi, quale ad esempio la sostituzione degli infissi, l’isolamento a cappotto rappresenta una delle soluzioni più efficaci per risparmiare energia. Quando si sta valutando il rifacimento o il ripristino della facciata, sia per un condominio che nel caso di una villa singola, è opportuno sapere che intervenendo con un isolamento a cappotto è possibile risparmiare energia e detrarre tutte le spese relative a materiali e posa in opera (inclusi i ponteggi) aumentando inoltre il valore del proprio immobile. I pannelli in lana di roccia Rockwool garantiscono, oltre a un elevato risparmio energetico, anche un miglioramento del comfort acustico e una grande durabilità e stabilità nel tempo.
Il Gruppo Rockwool, fondato nel 1937, è il più grande produttore mondiale di lana di roccia, materiale eco-compatibile utilizzato per l’isolamento termo-acustico e la protezione incendio.  Con sede centrale in Danimarca (vicino a Copenhagen), conta ad oggi circa 8.000 dipendenti in oltre 30 Paesi e stabilimenti produttivi dislocati tra Europa, Nord America e Asia.Il Gruppo è presente da oltre 10 anni nel mercato dell’isolamento termico e acustico in Italia, dove ha raggiunto nel 2008 un fatturato di circa 46,6 milioni di Euro. La mission del gruppo consiste nel fornire soluzioni esclusive e convenienti ai propri clienti, mettendo a disposizione l’esperienza maturata in oltre 70 anni di attività, per aiutarli a migliorare l’efficienza energetica, la sicurezza antincendio, l’acustica e il clima interno degli edifici.

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Contro le libertà in rete

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2010

Dichiarazione del segretario dell’associazione radicale Agorà Digitale Luca Nicotra e dei senatori radicali Marco Perduca e Donatella Poretti. È urgente denunciare l’esistenza di un tavolo segreto che coinvolge da più di un anno Unione Europea e diversi altri paesi tra cui Australia, Canada, Corea del Sud e Stati Uniti per raggiungere un nuovo accordo (ACTA, Anti-Counterfeiting Trade Agreement) sui diritti di proprietà intellettuale, e che, se non verrà fermato in tempo, rappresenterà con ogni probabilità un nuovo giro di vite per le libertà su Internet. Le indiscrezioni sui contenuti dell’accordo stanno suscitando la preoccupazione delle associazioni a difesa dei consumatori e delle aziende tecnologiche per il potenziale impatto che l’accordo avrebbe sull’innovazione tecnologica e sui diritti degli utenti della Rete. Non solo ribadiamo la nostra contrarietà a questo nuovo tentativo di chiudere ulteriormente una già troppo restrittiva legislazione sul copyright, affidando ai service provider nuovi poteri di monitoraggio della Rete, ma riteniamo inaccettabile che dei dettagli di questo accordo non sia messa al corrente solo l’opinione pubblica, mentre con ogni probabilità sono le industrie interessate ai diritti di proprietà intellettuale a dettarne i
contenuti. Abbiamo perciò depositato oggi una interrogazione che chiede al Governo Italiano di indicare le misure che verranno prese affinché tutto ciò che riguarda lo sviluppo di ACTA sia liberamente accessibile ai cittadini italiani, e, in secondo luogo, indichi la posizione dell’Italia su tale questione.

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“La terra si scalda, è tempo di cambiare”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2009

bolognaBologna 28 novembre, ore 9.00 presso il Cinema Galiera  convegno della rete interdiocesana dei nuovi stili di vita. La conferenza stampa di presentazione del Convegno si terrà mercoledì 25 novembre alle ore 12,00 presso il Centro San Domenico (Piazza San Domenico, 15). Ore 12,00. La rete, coordinata da p. Adriano sella, unisce ora 24 diocesi italiane e ha lo scopo di diffondere i nuovi stili di vita nelle parrocchie come strumento di cambiamento e conversione.  I nuovi stili di vita vogliono far emergere il potenziale della gente comune e la loro adozione diventa giorno dopo giorno lo strumento più efficace per cambiare la propria vita e influire sui cambiamenti strutturali che devono accadere mediante le scelte dei responsabili della realtà politica e socio-economica. «costruire stili di vita, nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono, e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune, siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti» (giovanni paolo ii, centesimus annus, n. 36). Gli obiettivi principali della rete sono quelli di recuperare un sano rapporto con gli aspetti che rendono piena la vita. Il rapporto con le persone ad esempio: le diocesi lavorano perché si recuperi la ricchezza delle relazioni umane, fondamentali per la felicità e il gusto della vita; lavorano per ristabilire il giusto valore delle cose materiali, per passare dalla dipendenza alla sobrietà e al consumo critico; lavorano nelle commissioni di salvaguardia del creato per ristabilire un nuovo rapporto con la natura e si impegnano nelle comunità parrocchiali per ridare slancio alla cultura della mondialità, passando dall’indifferenza alla solidarietà e dall’assistenzialismo alla giustizia sociale. La rete interdiocesana promuove i nuovi stili di vita sia attraverso attività culturali negli angoli culturali nei circoli  delle acli e durante il mese del creato che attraverso dei laboratori per adulti e ragazzi (nuovistilidivitapadova.wordpress.com/attivita/). Partecipano: Mons. Karl gosler (vescovo di bolzano e bressanone) P. Adriano sella   (coord. Rete) Don gianni fazzini      (membro  rete – brescia) Francesco panigadi (membro  rete – modena) Francesco grasselli       (membro  rete – bologna) Fulvio bucci  (membro  rete – reggio emilia) (bologna)

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Che fine ha fatto la materia oscura?

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2009

Su Nature una scoperta sorprendente che mette in discussione le attuali conoscenze sulla formazione delle galassie e l’esistenza stessa della materia oscura Costituisce circa il 90% della materia dell’Universo ma non è possibile osservarla direttamente, perché non emette luce visibile né altre radiazioni elettromagnetiche. Viene rilevata attraverso il moto “anomalo” della materia luminosa: stelle e atomi di idrogeno, infatti, ruotano a una velocità molto maggiore di quella dovuta alla loro auto-gravità a causa di un potenziale gravitazionale invisibile. È la materia oscura, la cui natura resta ancora un enigma, una sfida che impegna da circa trentanni gli astronomi e i fisici delle particelle di tutto il mondo. Un gruppo di astrofisici (da Belgio, Francia, Germania, Olanda, Italia), tra cui Paolo Salucci della Sissa di Trieste, ha pubblicato sul numero di questa settimana della rivista Nature una sorprendente scoperta che mette in discussione l’esistenza stessa della materia oscura e le conoscenze finora acquisite sulla formazione delle galassie. Attraverso l’osservazione astronomica di diversi tipi di galassie, con telescopi (in Usa e Cile) e radiotelescopi (in Olanda e Australia), il team di ricercatori europei ha scoperto una nuova inaspettata proprietà di questi mattoni dell’Universo: la materia oscura e la materia ordinaria (stelle e gas di idrogeno) sono distribuite nelle galassie, di ogni tipo e grandezza, in modo molto più complesso di quanto finora si supponeva e sono intimamente collegate, a differenza di quanto predetto dalle attuali teorie. Alla luce della cosiddetta Teoria della materia oscura fredda, l?unica forza cosmologica è quella gravitazionale e la materia oscura è formata da una nuova particella fondamentale, il neutralino, che interagisce con la materia ordinaria (elettroni, neutroni, protoni) solo attraverso la forza di gravità. Ed è proprio la materia oscura la responsabile delle strutture dell’Universo che osserviamo, essendo responsabile di gran parte della forza di gravità che tiene insieme le galassie. Secondo questa teoria la materia oscura gioca un ruolo determinante nella formazione stessa delle galassie: gli aloni di materia oscura si formano per instabilità gravitazionale e su questi successivamente collassano gli atomi di idrogeno che poi formeranno le stelle. Alle fine di  questo processo, la  distribuzione della materia oscura è uguale in tutte le galassie, mentre la distribuzione della materia luminosa è  molto diversa da galassia a galassia: “in altre parole le due componenti sono disaccoppiate” L’insospettata intima correlazione tra la densità della materia visibile e le proprietà dell’alone di materia oscura apre nuovi scenari sulla conoscenza dell’Universo e la sua  evoluzione. Con nuovi interrogativi: come si formano effettivamente le galassie? La legge della gravitazione  universale, formulata da Newton ed Einstein, riesce a spiegare il dialogo registrato tra materia ordinaria e materia oscura o è opportuna una sua riformulazione? Esiste davvero questa forma misteriosa di materia? Gli esperimenti condotti in tutto il mondo per la sua rivelazione, anche quelli in corso al Cern di Ginevra con LHC, sono quindi veramente destinati a risolvere uno dei più profondi misteri dell?astronomia? Universality of galactic surface densities within one dark halo scale-length Nature (1 Ottobre) Gianfranco Gentile, Benoit Famaey, HongSheng Zhao & Paolo Salucci (in sintesi)

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Gioco online

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2009

Nell’ambito dello studio realizzato a livello globale da Ernst & Young sul settore del gioco, Ernst & Young Italia ha presentato i risultati di un’indagine sul mercato del gioco nel nostro paese, distintosi come una delle industrie italiane più dinamiche e rilevanti.  Infatti, con un giro di affari di 48 miliardi di euro, pari al 2,7% del PIL, il settore del gioco ha registrato una crescita del 13% l’anno; è quanto emerge dall’indagine “Online Gambling: analisi del mercato e degli assetti competitivi” di Ernst & Young, che analizza le modalità di crescita dei diversi segmenti e gli impatti sulla struttura del mercato.  All’interno di questo ampio settore, il segmento che dimostra la maggiore dinamicità e le più ampie potenzialità di sviluppo è costituito dal gioco online (“online gambling”), ossia quell’insieme di giochi che sfruttano i canali interattivi, ed in particolare internet, sia per la raccolta delle giocate che per lo svolgimento del gioco stesso. Il gioco online, reso possibile dalla liberalizzazione introdotta dal decreto Bersani e ulteriormente ampliata con il decreto legge Abruzzo, ha raccolto nel 2008 giocate pari ad 1,5 miliardi di euro, in crescita del 45% rispetto all’anno precedente.  Lo studio conferma l’accelerazione dello sviluppo dell’online gambling, che, rispetto all’anno precedente, ha registrato un tasso di crescita della raccolta pari al 186% nei primi sei mesi del 2009, principalmente dovuto al lancio dei giochi di abilità (i cosiddetti “skill games”), operativi dal 2 settembre 2008. L’offerta di skill games è molto varia e comprende rompicapi come il sudoku, giochi di strategia come il Mahjong, giochi “sportivi” come scacchi e biliardi e, i più tradizionali giochi di carte come il poker online. Nei primi 6 mesi del 2009 gli skill games rappresentano il 59% delle giocate. Il secondo segmento è costituito dai concorsi a pronostici (“Totocalcio”, “il9” e “Totogol”) e scommesse a totalizzatore (“Big Match”e “Big Race”), che contribuiscono al 36% della raccolta complessiva. Ippica, gratta e vinci virtuali ed altre scommesse sportive costituiscono il restante 5% della raccolta.  L’ analisi Ernst & Young mette in luce anche importanti evoluzioni per quanto riguarda la struttura del mercato. Dal 2006 al 2008 il numero dei principali player sul mercato è aumentato da 9 a 16: i player storici si muovono dal modello solo fisico verso modelli di business multi-canale (Lottomatica, Codere, Atlantis), mentre fanno il loro ingresso operatori unicamente online quali Gioco Digitale e Microgame. Nel 2009, 8 nuovi operatori hanno lanciato piattaforme di poker online: Leonardo Service Provider, Lottomatica, Bwin, Snai, SISAL, Cogetech ed Eurobet, Intralot. Questi ultimi due sono la filiale italiana di operatori internazionali: Intralot è uno dei leader greci nel settore dei giochi e delle scommesse ed Eurobet è parte del gruppo inglese Gala.  Lo studio  si basa su un’analisi approfondita dei dati di mercato, delle “best practice” italiane ed internazionali e dei player presenti sul mercato italiano.
Ernst & Young è leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, fiscalità, transaction e advisory. Il network Ernst & Young fornisce anche consulenza legale, nei paesi ove è consentito. In tutto il mondo le nostre 135.000 persone sono unite da valori condivisi e da un saldo impegno costantemente rivolto alla qualità. Facciamo la differenza aiutando le nostre persone, i nostri clienti e la nostra comunità di riferimento ad esprimere pienamente il proprio potenziale.

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Afghanistan: Sei militari italiani uccisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2009

L’attacco è avvenuto alle 12 locali. Secondo quanto afferma lo Stato Maggiore della Difesa, ”alle ore 12 locali di oggi, le 9,30 in Italia, un convoglio formato da due Vtlm ‘Lince’ del contingente italiano ‘Italfor XX’, mentre stava percorrendo la rotabile dall’aeroporto internazionale di Kaia (International Kabul Airport) al Quartier Generale delle Forze della Coalizione, è rimasto coinvolto nell’esplosione di un autoveicolo bomba” a circa 300 metri dalla sede dell’ambasciata americana. Da altre fonti apprendiamo che si è trattato di due kamikaze che a bordo di un veicolo civile, imbottito di esplosivo ad alto potenziale sono riusciti a superare i controlli esplodendo subito dopo. Sei dei militari italiani che viaggiavano nei mezzi blindati sono morti sul colpo. Sono tutti appartenenti al 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore. Altri quattro risultano feriti gravemente, ma si assicura non in pericolo di vita. Per l’inviato della tv araba ‘Al Jazeera’, Walihullah Shahin, che ha raccolto la dichiarazione del portavoce talebano Dabihullah Mujahid, “nell’azione sarebbero stati uccisi dieci soldati italiani”. Altre dieci vittime vi sono state tra i civili afghani. I militari uccisi sono 4 caporalmaggiori: Davide Ricchiuto, nato in Svizzera, Giandomenico Pistonami di Orvieto, Matteo Mureddu di Solarussa, Massimiliano Randino di Pagani, il Sergente maggiore Roberto Valente di Fuorigrotta e il tenente Antonio Fortunato di Lagonegro. Tra i quattro militari rimasti feriti tre appartengono al 186° Reggimento dell’Esercito e uno all’Aeronautica Militare. Per il generale Zahir Azimi portavoce del ministero della Difesa afghano “l’esplosione ha distrutto almeno cinque mezzi e provocato danni a diversi edifici. Si tratta del più grave attacco contro le nostre truppe dalla strage di Nassiriya del 12 novembre 2003, in cui morirono 19 italiani”. Altri particolari sono emersi dall’audizione del Ministro La Russa in Senato che ha precisato trattarsi di una Toyota bianca che sarebbe riuscita ad infilarsi tra i mezzi  militari prima di esplodere”. L’esplosione è stata così forte che si è alzata una densa nube di fumo nero visibile a chilometri di distanza.

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La crescita della produttività nella new economy

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

Di Riccardo Alfonso edizioni Fidest. Associare il rapido aumento della produttività aziendale con la contestuale introduzione delle tecnologie informatiche e delle comunicazioni (TIC), è un dato di fatto che va, tuttavia, analizzato con la crescita dell’economia nel suo complesso. Perché questo avvenga è necessario che le Tic abbiano il carattere di una tecnologia pervasiva (general purpose technology) per avere la certezza che il suo uso possa generare un aumento più rapido dell’efficienza complessiva del processo economico, ovvero del più elevato tasso di crescita del prodotto potenziale. Non va dimenticato che il mutamento tecnologico ha delle subordinate dipendenti dalla qualità delle politiche che lo accompagnano e da un insieme di altri fattori tra cui la liberalizzazione dei mercati finanziari nazionali e la loro progressiva integrazione internazionale.

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I distretti industriali nelle realtà locali

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

La migliore strada per proiettare l’economia regionale e con essa quella nazionale, nel suo insieme, è nel sommare le intelligenze locali con lo spirito imprenditoriale e la ricerca attenta delle risorse finanziarie. Sta proprio nella fisiologia dei distretti industriali guardare più all’innovazione dei singoli processi produttivi piuttosto che ad una progettualità ad ampio respiro. E’ necessaria dunque la classica politica dei piccoli passi, per accedere alle nuove frontiere attraverso una riflessione ed un impegno che coinvolge parallelamente tutti i soggetti del territorio, istituzionali ed economici. Ciò si rende attuabile in quanto le realtà locali italiane sono animate da uno straordinario potenziale, si tratta ora di convogliarle in modo intelligente e creativo per poter entrare dalla porta principale nei nuovi scenari sociali ed economici, partendo proprio da quelle che sono le eccellenze del territorio. Se dobbiamo prevedere nell’arco, diciamo di un decennio, il passaggio delle imprese locali nella new economy  diventa vitale attivare progetti mirati, come convegni, seminari, guide, mappe dei servizi ed una informazione costante e precisa. Per questo motivo le Università locali diventano uno dei poli più attivi per riversare l’impegno intellettuale nella realtà operativa e nella ricerca di nuove risposte per lo sviluppo organico ed intelligente dell’imprenditoria e delle risorse umane “prodotte” sul territorio o da esso acquisiste. E’ ovvio che una progettualità di questo genere richiede un flash back attraverso i dati storici, le “vocazioni” artigiane ed i già sperimentati punti forti e deboli del passato. D’altra parte il sistema economico non può non misurarsi con le risorse umane che hanno tratto dall’esperienza e dalla tradizione il loro elemento portante per proiettarsi con più efficacia ed efficienza verso i nuovi obiettivi creativi di una comunità credibile e capace di reggere alle nuove sfide imprenditoriali. Le innovazioni di prodotto e di processo sono punti intersecanti tra di loro sebbene molti aspetti sono segnati a favore sulla qualità della combinazione produttiva fra l’elemento umano e le macchine e con esse le tecnologie più avanzate. Queste ultime, infatti, costituiscono qualcosa di più di un valore aggiunto se usate con intelligenza: si pensi alle piattaforme di knowledge management. Esse potrebbero arricchire i tradizionali canali di scambio delle conoscenze. Un altro aspetto da non sottovalutare nella fattispecie è l’efficacia comunicativa assicurata da un sito rappresentativo dell’intero distretto, che, per esempio, utilizzi un marchio distrettuale per promuovere la qualità dei prodotti di quel distretto nelle reti del commercio elettronico.

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L’Helicobacter pylori

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2009

E’ uno dei più comuni agenti patogeni umani e colonizza la mucosa dello stomaco provocando gastrite cronica, ulcera peptica, adenocarcinoma dello stomaco distale e linfoma del tessuto linfatico associato alla mucosa (MALT). Le ricerche volte all’isolamento di nuovi fattori responsabili della virulenza dell’Helicobacter pylori sono incominciate intorno al 2002 nel laboratorio del Dipartimento di Medicina Sperimentale, Sezione di Patologia Generale C. Golgi, e proprio di recente hanno permesso di evidenziare per  L-asparaginasi un potenziale ruolo nel generare le malattie correlate a questo batterio. In realtà, l’interesse prevalente delle L-asparaginasi batteriche consiste attualmente nel loro impiego come farmaci anti-cancro. Le caratteristiche di questa nuova L-asparaginasi, studiate in collaborazione con il Dipartimento di Biochimica A. Castellani, hanno suggerito un suo potenziale impiego in diversi ambiti, tra cui principalmente quello terapeutico, dove potrebbe affiancare l’attuale L-asparaginasi in uso che è ottenuta da Escherichia coli,  e che provoca sfortunatamente reazioni allergiche e altri effetti collaterali. Il progetto ha visto e vede il coinvolgimento di diverse istituzioni nazionali e internazionali, tra cui le Università di Genova, Padova e Napoli, la Uniformed Services University of the Health Science (USA), l’Università di Cambridge (GB), il Centro Analisi Monza e la ditta tedesca Eurofins MWG Operon. Ulteriori settori di applicazione della molecola sono quello diagnostico e alimentare. I dati preliminari mostrano che nel primo caso la L-asparaginasi potrebbe rivelarsi un nuovo reagente utile per rilevare l’infezione, nel secondo, invece, potrebbe essere un mezzo per ridurre il contenuto in L-asparagina dei cibi da sottoporre a cottura ad alta temperatura (come quella impiegata per produrre le patatine fritte), dato che tale aminoacido è il principale precursore dell’acrilammide, una sostanza cancerogena che si produce durante questo processo.

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Sviluppo e potenziamento dell’imprenditoria

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2009

Pontoise (Parigi) 1 luglio, alle 19.30, al 34 rue de Rouen Bruno Bouniol, presidente dell’organismo direttivo del gruppo ESSEC assegnerà delle borse ai candidati dei programmi «Riprendere un’azienda» e «L’imprenditoria al femminile» L’iniziativa è promossa dall’Essec Business School di Parigi, insieme ai partner della Camera di Commercio, l’Industria di Versailles Val d’Oise/Yvelines, siglando un accordo per l’assegnazione di 30 borse di studio destinate all’imprenditoria femminile e alla ripresa d’impresa. Numerose azioni saranno intraprese al fine di creare presso l’ESSEC una rete di aziende che contribuiranno allo sviluppo del lavoro nella Val d’Oise e nel dipartimento dell’Yvelines. I due partner uniranno le loro forze cosí da rassemblare le finanze in un grosso incubatore di 1500m2 che permetterà di creare delle aziende a forte potenziale d’innovazione, i cui progetti saranno il frutto del lavoro di giovani studenti e giovani laureati dell’ESSEC o delle scuole della CCIV. Da parte sua , ESSEC Ventures , il polo imprenditoriale dell’ESSEC, vedrà le proprie risorse umane rinforzarsi. Un concorso «Giovani imprenditori della Val d’Oise/Yvelines » sarà lanciato prossimamente.
L’institut de la Transmission d’Entreprise : L’ITE è stato creato dall’ESSEC in partenariato con Intercessio e costituisce un luogo unico per l’acquisizione di competenze imprenditoriali specifiche : il saper trasmettere e il saper riprendere l’attività imprenditoriale. Il programma « ITE-ESSEC-Intercessio » viene proposto ogni trimestre ad un gruppo di una quindicina di imprenditori interessati a rilevare un’azienda. Il tasso di rilevamento di attività tra i candidati che hanno seguito questo corso di formazione dell’ESSEC è del 40%, un tasso eccezionalmente alto grazie anche al sostegno della CCIV che contribuisce all’ampliamento del numero di candidati. La CCIV offre 20 borse dell’ammontare di 3000 euro a ogni candidato.
Il programma «Imprenditoria al femminile” creato dall’ESSEC ed è destinato a  donne che hanno un proprio progetto imprenditoriale, individuale o collettivo, concreto o ancora in fase di progettazione. Concepito grazie alla partnership di più imprese femminili , la formazione propone i principi fondamentali in ambito giuridico, di marketing e di contabilità, oltre che le strategie per creare e perpetuare i progetti imprenditoriali. Questo corso dura 6 mesi e si svolge part-time, al fine di lasciare spazio allo sviluppo della propria attività professionale.   La CCIV assegna 10 borse di 3000 euro all’anno ai partecipanti al programma. Nell’ambito dell’accordo comune, l’ESSEC e la CCIV si impegnano in altre azioni comuni a favore del sostegno dei giovani imprenditori.

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Puntare sul Far East per uscire dalla crisi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 Mag 2009

«La ripresa economica mondiale partirà dai Paesi asiatici, trainati dallo sviluppo della Cina. È a questi mercati che si deve puntare, ora, per rilanciare la produttività». Lo ha affermato Alessandro Terzulli, economista di Sace (gruppo italiano che si occupa della gestione del credito), nel corso del seminario rivolto alle imprese e organizzato dall’Azienda Speciale Imprese e Territorio-I.Ter della Cciaa di Udine in occasione della prima settimana europea delle Pmi. Evento promosso dalla Direzione generale Imprese e Industria della Commissione europea per promuovere lo spirito imprenditoriale in tutta Europa, la “Sme Week” «si prefigge di fornire – ha specificato il vicepresidente della Cciaa di Udine, Marco Bruseschi – un’informazione puntuale alle piccole e medie imprese, stimolandone il potenziale. È importante che il piccolo tessuto produttivo, che caratterizza la nostra regione, sia efficacemente preparato ad affrontare i mercati internazionali». Un concetto, quello dell’internazionalizzazione, «su cui la Cciaa sta investendo parecchio – ha sottolineato il direttore dell’Azienda Speciale I.Ter, Maria Lucia Pilutti -. Le imprese provinciali possono anche contare sui contributi a fondo perduto (i cosiddetti voucher per l’internazionalizzazione), messi a disposizione dalla Camera di Commercio, per “abbattere” fino al 70% le spese sostenute per la partecipazione alle attività di apertura ai mercati esteri». L’approccio internazionale, però, deve seguire un’attenta pianificazione: secondo il consulente Nicola Minervini, direttore dell’International Marketing Consulting di Bergamo, «le Pmi devono innovare il prodotto e l’immagine aziendale, puntare a nuovi mercati con un approccio creativo e aggregarsi il più possibile nei rapporti con l’estero. Solo così si può uscire dalla crisi e migliorare la propria capacità operativa nelle esportazioni». «Sono 4 le leve fondamentali da seguire – ha concluso l’esperto – : promozione dell’immagine aziendale e qualificazione della rete di vendita; informazione preventiva sulle dinamiche del commercio estero; selezione creativa del mercato di riferimento; gestione personalizzata degli ordini». Pietro Petrucci, di Sace Mestre, ha concluso l’incontro illustrando le soluzioni offerte dal gruppo per reagire alla crisi.

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