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Posts Tagged ‘potenziamento’

La prima inchiesta italiana sul potenziamento cerebrale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Nelle università americane dal 7 AL 25% degli studenti percorre i corridoi con un portatile in mano e un blister di compresse nell’altra. Dai laboratori di ricerca e dal mondo accademico si diffonde la cultura del potenziamento cognitivo: studenti, militari, piloti, medici, scienziati si trasformano in individui ad ‘alto funzionamento’, capaci di scrivere o lavorare per 20 ore consecutive senza accusare fatica. Si tratta di sostanze legali, niente a che fare con gli stupefacenti, spesso si tratta di farmaci nati per curare patologie neurologiche come Disturbo da Deficit dell’attenzione, narcolessia, Alzheimer che in soggetti sani hanno mostrato effetti desiderabili come aumento della capacità di attenzione e memoria, motivazione e diminuzione del senso della fatica. Rendono possibile studiare e lavorare meglio e più a lungo e sono entrate di diritto a far parte della ricerca scientifica che ne indaga gli effetti sulle persone sane e a lungo termine. Farmacologicamente, le sostanze che potenziano i componenti dei circuiti di memoria e apprendimento (dopamina, glutammato, noradrenalina) possono migliorare la funzione cerebrale in individui sani oltre il loro limite fisiologico. Queste permettono di alzare l’asticella un po’ più in alto. «Il Potenziamento cognitivo (o brain enhancement come lo chiamano gli anglosassonI) é un fenomeno di cui abbiamo preso consapevolezza negli ultimi dieci, quindici anni» spiega la giornalista medico scientifica Johann Rossi Mason. «Era il 2007 quando mi sono imbattuta nell’articolo che ha scoperchiato questo vaso di Pandora: Barbara Sahakian e Morein-Zamir lanciano un sondaggio tra ricercatori e accademici che si diffonde in tutto il mondo e svela un utilizzo significativo di sostanze attive sul sistema nervoso centrale, i risultati si guadagnano la pubblicazione su Nature. Niente a che fare con quello che i ragazzini usano per lo sballo in discoteca o per allentare i freni inibitori e aumentare la capacità di socializzazione. Con queste sostanze ci vai in biblioteca, non in discoteca. Sono ricercate da soggetti ambiziosi, che vogliono spostare un po’ più in là i propri limiti, essere più produttivi. Ma attenzione, chi crede che aiutino ad ottenere risultati brillanti senza sforzo rimarrà deluso e non aumentano nemmeno l’intelligenza. Sono come un additivo per motori già performanti, non una scorciatoia». Vengono chiamate anche ‘smart drug’: “In questo caso la definizione è impropria, quelle sono sostanze che dopo essere state analizzate e classificate possono essere dichiarate illegali e indicate nei nomenclatori dell’Istituto Superiore di Sanità, ma sino a quel momento circolano in un sottobosco senza regole. Negli Stati Uniti sono invece sostanze non sottoposte alla severa normativa della Food and Drug Administration che regolamenta i farmaci e quindi con questo termine vengono indicati integratori naturali o sintetici venduti singolarmente o in combinazione (i cosiddetti stack)” prosegue l’autrice.
Un sondaggio condotto all’Università di Oxford nel 2016 ha svelato che il 15,6 per cento degli studenti dell’ateneo ha assunto sostanze nootropiche (legali) anche senza prescrizione medica tanto da spingere l’università a organizzare dei laboratori informativi sul tema. E in Svizzera la ricercatrice Larissa Maier dell’università di Zurigo ha stimato con un’indagine che tra il 15 e il 20% degli studenti ha provato a migliorare le sue performance scolastiche affidandosi a farmaci o alcol. In Italia non ci sono dati precisi, ma è stato appena lanciato un sondaggio online per indagare il fenomeno e quantificarlo. I risultati saranno diffusi tra qualche mese, appena raggiungiamo un campione significativo. Il sondaggio è disponibile sul sito http://www.cervellosenzalimiti.it
Come è nata l’idea di trattare questo argomento? «Tra il 2007 e il 2009 – ricorda Rossi Mason – ho raccolto e seguito le ricerche su questo fenomeno che mi aveva incuriosita, poi la vita mi ha portata ad accantonare il progetto, ma capivo che le ricerche andavano avanti, insieme ai dubbi etici, alle polemiche e alle maggiori conoscenze. Il dibattito che era sempre più maturo. Nel 2017 l’inchiesta premeva nella mia testa come un bambino che dovesse nascere, mi sono chiusa un mese in campagna, ho organizzato il materiale e ho scritto circa 11-12 ore al giorno. Ero motivata firmare quella che è la prima inchiesta italiana sul potenziamento. Alla fine di agosto sono tornata con una sacca che conteneva il manoscritto». «Tutti vorrebbero un super cervello – spiega l’autrice – e la prima cosa che mi chiedono quando racconto l’argomento del libro è che tipo di sostanza assumere. Ovviamente non posso rispondere, consiglio di leggere il volume e capire quali sostanze o combinazioni di integratori potrebbero fare al caso loro e offro consigli per provare senza rischi, è il mio compito di divulgatore scientifico, informare correttamente. Le persone soffrono i vuoti di memoria che attribuiscono inevitabilmente all’avanzare dell’età, e vorrebbero combattere la fatica. Le sostanze nootropiche* (integratori o farmaci) aiutano, ma non fanno miracoli. I primi possono essere assunti anche per periodi prolungati, mentre sui farmaci è necessaria maggiore cautela, non ci sono infatti studi sull’uso a lungo termine». No assoluto invece all’assunzione da parte di ragazzini sino a 18-20 anni: il cervello è ancora in formazione e non è possibile sapere quali effetti possono sortire in una fase evolutiva così delicata.Ma è facile procurarseli? «Tutt’altro e questo apre una questione importante. I farmaci di cui parliamo sono con obbligo di ricetta medica e siccome non è possibile ottenerla per un uso sui sani le persone si rivolgono al mercato nero o al web. I rischi sono notevoli: dal pagare per ricevere farmaci che non contengono affatto quel principio attivo, sino al rischio di assumere un farmaco contraffatto che contiene sostanze pericolose».

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Scuola – Operazione verità: Anief invita le Rsu a informarsi sul potenziamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Sono passati 4 anni dalla riforma della cosiddetta “Buona Scuola” che ai sensi del comma 68 della l. 107/2015 istituiva l’organico dell’autonomia in cui far confluire i posti comuni, i posti per il sostegno e i posti per il potenziamento dell’offerta formativa, di cui all’art. 1, comma 63, L. 107/2015. #OperazioneVerità6 lanciata da Anief è volta a indagare sul numero delle unità del personale docente utilizzato sui posti di potenziamento, i criteri di assegnazione alle attività di potenziamento dell’offerta formativa prevista nel PTOF e soprattutto a verificare per quanti giorni il personale di potenziamento è stato impiegato finora in attività di supplenza. Marcello Pacifico (Anief): “Invitiamo le Rsu a richiedere all’indirizzo rsu@anief.net la lettera con la quale rivolgersi al dirigente scolastico, così da avere informazioni dettagliate” Con l’introduzione della Buona Scuola viene superata la logica binaria tra organico di diritto e organico di sostegno e viene creata la figura del potenziatore. Sono tanti gli epiteti con cui il docente potenziatore viene denominato: tappabuchi, docente depotenziato, docente di serie B e purtroppo la faccenda nasconde un fondo di verità. Il dirigente scolastico non può arbitrariamente assegnare un docente dell’organico di diritto spostandolo su quello di potenziamento, ma deve necessariamente seguire dei precisi criteri che vengono stabiliti dal Consiglio d’Istituto e successivamente deliberati dal Collegio dei Docenti. Se gli organi deliberanti approvano progetti legati all’ampliamento dell’offerta formativa che rientrano nel PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa), allora il DS può decidere quali docenti assegnare alle classi e quali affidare al cosiddetto organico di potenziamento. In realtà, benché la situazione descritta dovrebbe essere la regola, non sempre ciò avviene; infatti le stesse mansioni dei docenti possono essere messe in discussione dai dirigenti scolastici che talvolta possono snaturare l’essenza delle indicazioni normative contenute a partire dal comma 63 della Legge 107/2015. Infatti i potenziatori non fanno parte del consiglio di classe e, conseguentemente delle commissioni d’esame, non svolgono un insegnamento curricolare, ma attività rivolte a gruppi di alunni o anche a un’intera classe, al fine di ampliare l’offerta formativa (obiettivi indicati nei commi 7-85 della L. 107), per cui in sede di scrutinio non possono esprimere un’autonoma valutazione attinente a una disciplina curricolare. Numerosissime le segnalazioni arrivate al nostro sindacato, poiché le attività di potenziamento previste dal PTOF sono state messe da parte a vantaggio delle supplenze e di attività non previste dalla legge, come la partecipazione ai consigli di classe/interclasse e gli scrutini ai quali, su indicazione del dirigente scolastico, i docenti potenziatori hanno partecipato nel primo quadrimestre, ma non nel secondo. A parere del nostro sindacato è sempre più evidente il fallimento della riforma della scuola. Il potenziamento degli istituti, uno dei punti più importanti della Buona Scuola, che doveva servire a rendere gli istituti autonomi non più solo sulla carta e a produrre progetti e attività deliberate dai collegi dei docenti attraverso il PTOF, si sta rivelando nella sua vera veste, cioè un contenitore da riempire a piacimento. Per questo motivo #OperazioneVerità6 si propone di lanciare un’accurata indagine per visionare, attraverso la lente del diritto, il numero delle unità di personale docente utilizzato sui posti di potenziamento, i criteri di assegnazione alle attività di potenziamento dell’offerta formativa prevista nel PTOF e soprattutto per capire quanti giorni il personale di potenziamento è stato impiegato in attività di supplenza negli anni scorsi. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, esorta tutte le Rsu a richiedere all’indirizzo rsu@anief.net la lettera con la quale rivolgersi al dirigente scolastico così da avere informazioni dettagliate. Lo scopo di questa azione sindacale è perfezionare i servizi scolastici per una piena valorizzazione professionale del personale docente, mettendo sempre al centro la formazione e la sicurezza dei nostri giovani. Si tratta di una battaglia fondamentale che vuole migliorare il livello dell’attività didattica dopo i maldestri progetti riformatori che hanno accelerato l’immiserimento della scuola e l’abbandono ad un destino di spesa improduttiva da tagliare in continuazione”.

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Incontro con il ministro Barbara Lezzi

Posted by fidest press agency su sabato, 27 ottobre 2018

Trapani. L’Associazione “V Ateneo – Università del Mediterraneo” di Trapani torna ad occuparsi di Università e lo fa con un importante incontro a Palazzo Chigi, a Roma, con il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi. L’associazione ha illustrato al Ministro un progetto per il potenziamento del ruolo del Polo Universitario di Trapani. Presenti all’incontro il presidente dell’associazione Orazio Mistretta, accompagnato da Floriana Carlino, componente dell’Associazione e rappresentante dell’Ordine dei Commercialisti, Antonino Sparla, consigliere dell’Ordine dei Medici di Trapani e Filippo De Vincenzi, dirigente scolastico dell’ Istituto d’istruzione superiore Liceo “Fardella-Ximenes” di Trapani. “L’ incontro è stato reso possibile grazie all’intervento del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Vincenzo Santangelo, che ha voluto dare una concreta dimostrazione di attenzione verso un progetto che riguarda il territorio trapanese” – così afferma Orazio Mistretta. Importante, nel corso dell’incontro, la testimonianza di un giovane trapanese, Vito Genna, ricercatore in materia di Genetica a Barcellona, che ha condotto una ricerca sul territorio nazionale sui temi dello spostamento degli studenti da Sud a Nord e sulla fuga dei cervelli.“E’ una direzione di marcia importante, vogliamo mettere in campo strategie per implementare l’offerta formativa del Polo universitario con nuove facoltà e con Master di livello. Questo è un primo passo. L’obiettivo è quello di creare fermento culturale, consentire di restare sul territorio d’origine alle giovani menti brillanti e, anche, attrarre studenti di altre regioni. Parlare di università sul territorio non significa soltanto crescita culturale ma anche sociale, significa sviluppo economico, dei servizi connessi, dell’indotto: significa rilanciare il nostro territorio” – così continua Orazio Mistretta, presidente dell’Associazione “V Ateneo – Università del Mediterraneo”.

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Sir annuncia il potenziamento del centro studi

Posted by fidest press agency su martedì, 29 novembre 2016

Promuovere la ricerca in reumatologia, proponendo, supportando, eseguendo e diffondendo progetti di ricerca no-profit di interesse nazionale e internazionale sulla base delle priorità scientifiche identificate dal Consiglio Direttivo SIR. Questo il ruolo del Centro Studi della Società Italiana di Reumatologia, nato nel 2011, che sarà ampliato e potenziato.Le principali attività includono: sviluppo di studi di popolazione (studi di prevalenza, incidenza, mortalità); conduzione di studi osservazionali multicentrici e di farmaco-epidemiologia; assistenza metodologica ai Soci (disegno dello studio, gestione e analisi dei dati); formazione in metodologia della ricerca; assistenza nello sviluppo di raccomandazioni evidence-based.Il Dr. Carlo Alberto Sciré, reumatologo con formazione in biostatistica ed epidemiologia, coordinatore del Centro, ne ripercorre la storia: “Inizialmente si è trattato di un piccolo gruppo pilota che operava all’interno di SIR supportandone la ricerca, in linea con le tematiche prioritarie per la Società. Nel corso degli anni c’è stata una notevole crescita dell’attività e al momento il Centro gestisce più di 10 studi in contemporanea, che coinvolgono mediamente dai 30 ai 50 centri sul territorio italiano. Inoltre, sono all’attivo collaborazioni internazionali importanti nell’ambito della ricerca in reumatologia”.In particolare, il Centro segue anche i Progetti Strategici SIR 2015-2019 – studi multicentrici finalizzati alla diagnosi e trattamento precoce delle malattie reumatiche, guidati da sperimentatori di riferimento del panorama reumatologico nazionale (studi ATTACk, ESORT, MITRA, LIRE, SPRING) , attraverso un supporto tecnico (definizione protocollo, monitoraggio dei dati, sintesi dei risultati), oltre che sviluppare direttamente studi di tipo epidemiologico (es. Studio RECORD e studio KING), o dare supporto a Gruppi di Studio (es. Studio STARTER, studio UPSTREAM e studio Early LES). “C’è inoltre un nuovo studio, lo Studio RAFTING, per il quale SIR ha ricevuto un significativo finanziamento da AIFA. Un grande segnale per la ricerca in ambito reumatologico in Italia, che segna così un importante riconoscimento della rilevanza istituzionale di questi lavori, oltre che una sfida per la Società stessa – prosegue Sciré – Si tratta di uno studio clinico randomizzato, controllato in aperto, promosso in collaborazione con l’Istituto Mario Negri di Milano e che sarà coordinato dal centro di reumatologia del Policlinico di Siena. Lo studio ha l’intento di valutare l’efficacia della terapia biologica di seconda linea, in pazienti con artrite reumatoide che abbiano avuto una risposta inadeguata al trattamento con anti-TNF”.Tra gli obiettivi futuri del Centro Studi c’è dunque quello di ampliamento e potenziamento, con un maggiore coinvolgimento che possa dare sempre più supporto sia in termini di studi clinici sia in termini di elaborazione di raccomandazioni e linee guida. Un ruolo di supporto strategico e statistico-epidemiologico di grande rilevanza. “Il Centro rappresenta un fiore all’occhiello per il panorama della ricerca Italiana in reumatologia – afferma il Prof. Mauro Galeazzi, Presidente Eletto SIR – Un ampliamento e potenziamento del Centro sono dunque previsti nell’ottica di poter fornire evidenze, in modo scientificamente rilevante, non solo a SIR ma anche a enti regolatori o al Ministero, che sempre più richiedono la collaborazione delle Società Scientifiche come partner strategici nella definizione delle best practice.”

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Piano vaccini in Gu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2012

A sette anni dall’ultimo, datato 2005-2007, è stato pubblicato in gazzetta il nuovo Piano nazionale prevenzione vaccinale 2012-2014 con allegato un nuovo calendario nazionale delle vaccinazioni offerte a tutta la popolazione. Tre le novità riguardanti i vaccini raccomandati: la prima riguarda il vaccino contro l’Hpv che entra ufficialmente nel piano. La seconda riguarda altri due vaccini già offerti in molte regioni: l’antimeningococco e l’antipneumococco, che sono quindi calendarizzati a livello nazionale. L’ultima novità riguarda invece il vaccino contro la varicella: se ne posticipa l’introduzione universale in tutte le Regioni al 2015 (attualmente fa parte dei programmi vaccinali pilota di Basilicata, Calabria, P.A Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto), ma è raccomandata nei soggetti a rischio e negli adolescenti (11-18 anni) suscettibili. Si tratta di un piano articolato, che comprende obiettivi generali, «volti all’armonizzazione delle strategie vaccinali in atto nel nostro paese, al fine di garantire equità nella prevenzione delle malattie suscettibili di vaccinazione, superando ritardi e insufficienze e assicurando parità di accesso alle prestazioni vaccinali da parte di tutti i cittadini». Oltre alla vaccinazione riservata all’età pediatrica, inserisce anche la copertura vaccinale per l’influenza negli over 65 enni, anche se di fatto era già garantita. In particolare, rispetto al Piano nazionale della prevenzione 2010-2012, il nuovo documento punta al mantenimento delle coperture vaccinali già in essere, al miglioramento delle coperture nei soggetti ad alto rischio, all’informatizzazione delle anagrafici vaccinali e al potenziamento della sorveglianza epidemiologica. «Il piano rappresenta i Lea dei vaccini, cioè ciò che tutte le Regioni devono garantire a tutti i cittadini anche se hanno problemi di bilancio» ha commentato Carlo Signorelli, coordinatore del gruppo vaccini della Società italiana di igiene.(fonte farmacista33)

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Potenziamento del ruolo del Polo Universitario di Caltanissetta

Posted by fidest press agency su domenica, 22 gennaio 2012

La Giovane Italia della Provincia di Caltanissetta, rappresentata in Consiglio Comunale del Capoluogo dal Coordinatore Provinciale e Capogruppo del PDL, Oscar Aiello, torna ad occuparsi dell’Università, chiedendo a gran voce di puntare al potenziamento del ruolo del Polo Universitario di Caltanissetta nei confronti di tutto il territorio provinciale.“Adesso – dichiara Oscar Aiello – è passato circa un anno da quando il Sindaco Campisi ha provveduto a rinnovare i rappresentati del Comune di Caltanissetta in seno al Consorzio Universitario e non si capisce il perché, ad oggi, l’Asp e la Camera di Commercio non abbiano anche loro provveduto, determinando così una condizione di difficile prorogatio degli organismi statuari con la conseguenza, e loro eventuale responsabilità, che il Consorzio sta proseguendo nelle proprie funzioni nell’alveo delle linee programmatiche e progettuali che erano state definite nel contesto del triennio precedente alla dimissioni del Presidente Prof. Carta, avvenute nel Giugno 2009.In questo modo – ribadisce il Consigliere Aiello – , e per responsabilità che si potrebbero probabilmente attribuire ai soci inadempienti, si sta verificando una forma di marginalizzazione della realtà territoriale della Provincia di Caltanissetta rispetto al sistema universitario regionale.Occorre invece – suggerisce il Capogruppo del PDL – potenziale il ruolo del Polo Universitario di Caltanissetta nei confronti del territorio nisseno, ma per far ciò il Sindaco Campisi non può continuare ad essere lasciato solo da parte degli altri soci. Occorre anche il loro interessamento affinchè si possa arrivare alla definitiva adozione del nuovo Statuto del Consorzio in modo tale che si realizzi il pieno coinvolgimento dei Soci, l’ampliamento degli stessi e soprattutto la rimodulazione del piano finanziario di partecipazione al Consorzio, da anni infatti le quote contributive dei Soci maggioritari sono rimaste le stesse e ciò determina un ridimensionamento delle sue attività.Sarebbe infatti opportuno – continua Oscar Aiello – incrementare la quota di partecipazione annuale dei singoli soci per poter avere un Polo Universitario di qualità che sappia rispondere alle aspettative dei numerosi giovani, non solo della Provincia nissena, che hanno deciso di investire culturalmente ed anche economicamente a Caltanissetta e che in futuro potrebbero continuare a farlo.Oltre che su Caltanissetta – continua a suggerire il Capogruppo del PDL – dove un maggior e serio interesse del’ASP sarebbe determinante per istituire sul Capoluogo il Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche, che potenzierebbe insieme a Medicina e Scienze Biologiche il settore della professione sanitaria, bisognerebbe riconoscere il giusto valore all’adesione al Consorzio del Comune di Gela prendendo seriamente in considerazione la possibilità, per il rilancio anche del territorio gelese, della localizzazione del Corso di Laurea in Ingegneria Chimica presso la città di Gela.Purtroppo – conclude Aiello – il fatto che il discorso Università a Caltanissetta sia diventato un tabù, anche per alcuni politici impegnati solo a parlare di mozione di sfiducia, fa pensare che probabilmente non ci si vuole interessare di questo importante problema per evitare che alla fine sia il Sindaco Michele Campisi ad incassare il risultato del potenziamento del progetto universitario nisseno”.

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Mobilità a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2011

«Roma è una città cresciuta urbanisticamente in modo non coerente con il potenziamento delle infrastrutture. Per questo oggi ci troviamo a dover recuperare in venti mesi quello che non è stato fatto in vent’anni». È quanto dichiara l’assessore alle Politiche della Mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma, a margine dell’incontro avuto questo pomeriggio con il presidente di Confcommercio Lazio, Cesare Pambianchi. «Per farlo – sottolinea l’Assessore – oltre a portare avanti i grandi progetti infrastrutturali, che cambieranno nei prossimi due anni il modo di pensare la mobilità nella Capitale, ho avviato una serie di tavoli tecnici per dare, con metodo e scadenze certe, le risposte concrete che questa città aspettava da tempo».«La politica – conclude l’Assessore – deve riappropriarsi del suo ruolo di mediazione e di condivisione, troppe volte non è intervenuta per dare il proprio indirizzo».

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Il risparmio passa dalle farmacie

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

La Regione citata dagli esperti come esempio di virtù si ritrova, stando alle ultime indiscrezioni, con un servizio sanitario in deficit. La Federfarma locale ribadisce il ruolo di monitoraggio essenziale delle farmacie. Dal quale non si può prescindere. Anche se mancano ancora dati certi sull’entità del deficit della Sanità veneta, sui giornali si è già cominciato a parlare di tagli e manovre a base di lacrime e sangue. Le prime anticipazioni di stampa ripropongono il menù classico di queste situazioni: taglio di posti letto, chiusura delle piccole strutture e, ovviamente, potenziamento della distribuzione diretta. Un’ipotesi alla quale Federfarma replica con un perentorio “non ci sto”. «Grazie anche al monitoraggio assicurato dalle farmacie» ricorda Marco Bacchini, presidente dei titolari veneti «la spesa territoriale della Regione è addirittura al di sotto della media nazionale. È la dimostrazione che il risparmio si ottiene passando dalle farmacie anziché escludendole». Il sindacato ha da tempo in corso un confronto con l’assessorato per arrivare a un accordo regionale sulla Dpc che metta termine alla frammentazione oggi esistente: «Ci sono Asl che distribuiscono direttamente e altre che hanno firmato un’intesa con le farmacie, ma le differenze sono profonde per modalità di remunerazione ed elenco dei medicinali interessati. Serve un accordo quadro che rimetta ordine e dia certezze». In più, nei prossimi giorni dovrebbe partire il confronto sulla proposta di Federfarma per la dispensazione di alcuni presidi nelle farmacie: «Per ora ci concentriamo su pannoloni e prodotti per stomie» prosegue Bacchini «l’obiettivo è quello di far capire a chi governa che servirsi delle farmacie del territorio significa controllare e governare la dispensazione».

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Farmacia dei servizi

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2010

La Lombardia punta sulle Uccp, le Unità complesse delle cure primarie che la Convenzione dei medici di famiglia designa eredi dirette di Utap e medicine di gruppo. L’indicazione arriva dal Piano sociosanitario 2010-2015, approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale su proposta del presidente, Roberto Formigoni, e dell’assessore alla Sanità, Luciano Bresciani. Tra le linee portanti del piano, che detta gli indirizzi programmatici del servizio sanitario lombardo per gli anni a venire, spiccano il «potenziamento dei servizi territoriali di assistenza per la cura della cronicità», allo scopo di ridurre i ricoveri in ospedale, e l’istituzione di «strutture di ricovero intermedie», tra ospedale e domicilio, attraverso la riconversione di posti letto già esistenti. Ed è proprio al capitolo relativo alle cure territoriali che il Piano gioca la carta delle Uccp, che serviranno a «valorizzare il ruolo dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta» e garantire «assistenza sanitaria di base, diagnostica e prestazioni ambulatoriali di primo livello». Il tutto con l’obiettivo di ridurre «l’accesso improprio al Pronto soccorso e realizzare la continuità dell’assistenza sul territorio, garantendo le cure ai pazienti cronici e in assistenza post-acuta». Va detto subito che Uccp non necessariamente è sinonimo di Utap: nella convenzione per la medicina di famiglia firmato l’anno scorso, infatti, le Unità complesse di cure primarie possono vestire panni differenti in base ai progetti delle singole Regioni: chi vorrà farle assomigliare alle vecchie Utap, chi preferirà la medicina in rete e via di seguito.. Non a caso, nel capitolo dedicato alla medicina generale, il Piano auspica «accordi con i comuni e/o altre istituzioni pubbliche e private per favorire la disponibilità di locali o strutture che permettano la realizzazione» di tali forme aggregate. E le farmacie? Nel documento programmatico della Regione c’è spazio anche per loro: si cita la legge 69 sui nuovi servizi (ma mancano accenni alla convenzione regionale), si parla di coinvolgimento dei presidi nell’assistenza domiciliare, nella distribuzione diretta e nel monitoraggio dei farmaci e infine si promette «l’integrazione nella rete territoriale per fare in modo che le farmacie «eroghino cure nel rispetto dell’equilibrio di bilancio». (fonte farmacia33)

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Carico di medicinali per bambini libanesi

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

I volontari di ANGELS Onlus hanno consegnato , all’esercito italiano impegnato in Libano, un carico di medicinali per le patologie legate all’infanzia. Nel Paese infatti si sta registrando una preoccupante carenza di medicine pediatriche e per questo motivo l’Italia, attraverso l’Associazione umanitaria ANGELS onlus, è scesa in prima linea per far fronte all’emergenza.    La richiesta d’aiuto è pervenuta ad ANGELS dai militari della missione libanese denominata ‘Leonte’ che ha preso il via con la Risoluzione n. 1701 dell’11 agosto 2006 attraverso la quale il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha previsto il potenziamento del contingente militare Unifil da schierare nel Paese a sud del fiume Litani. L’Associazione Nazionale Giovani Energie Latrici di Solidarietà (www.loveangels.it), con sede a Roma, è nata allo scopo di garantire cure mediche salvavita in Italia a bambini e giovani provenienti da Paesi in guerra o dove le cure di cui hanno bisogno non sono praticabili. “Il carico che abbiamo consegnato serve soprattutto alle cure delle patologie diabetiche infantili, purtroppo molto diffuse nel territorio. Le medicine – ha dichiarato Benedetta Paravia, portavoce di ANGELS – verranno distribuite in quattro basi mediche militari e un ospedale civile”. Questa è stata solo la prima di altre spedizioni che la Onlus effettuerà nei prossimi mesi anche grazie alla disponibilità del gruppo Farmacrimi che ha assicurato il massimo impegno nel tentativo di coinvolgere anche altri gruppi farmaceutici. “Vorrei ringraziare l’Esercito italiano della missione Leonte 8 per l’accoglienza e il coordinamento eccellente di tutte le operazioni”, ha concluso Paravia”.

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Ulteriori tagli alla sanità abruzzese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 Mag 2010

“La sanità abruzzese, nell’occhio del ciclone per i recenti scandali che hanno visto protagonista la Giunta Del Turco e il direttore di Villa Pini, versa già in una condizione al limite del disastro”. E’ il primo commento di Barbara Del Fallo, viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, in merito alla notizia di ulteriori tagli al settore sanitario. Entro il 2012 è, infatti, prevista una riduzione dei nosocomi abruzzesi che, come dichiarato dal Ministro per la Salute Ferruccio Fazio, passeranno dalle attuali 22 a 9 unità. “Un ridimensionamento di questa portata equivale ad uccidere il servizio, in particolare nelle zone dell’entroterra. Vedo ardua la possibilità di un potenziamento e di un rafforzamento delle strutture che sopravvivranno alla cesoia del Governo, come assicurato dal Ministro della Salute. Bisognerebbe, anziché ridurre gli ospedali, lavorare per limitare gli sprechi di denaro pubblico. Nella nostra regione è assai elevato il numero di anziani, bisognosi di cure. Mi domando – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – come farà una di queste persone a percorrere 200 chilometri per arrivare all’ospedale più vicino”.

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Roma: Potenziamento rete ferroviaria

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2010

È stato firmato oggi l’accordo operativo tra Comune di Roma e Gruppo Ferrovie dello Stato in vista del potenziamento della rete su ferro della città di Roma. L’atto, siglato dal direttore del Dipartimento Mobilità (VII), Alessandro D’Armini, e dall’amministratore delegato dei Sistemi Urbani (Gruppo FS), Carlo De Vito, alla presenza dell’assessore alle Politiche della Mobilità, Sergio Marchi, prevede, tra l’altro, la chiusura dell’anello ferroviario e il potenziamento dei collegamenti per Fiumicino, anche in vista della candidatura olimpica di Roma per il 2020. «L’accordo operativo siglato oggi – dichiara l’assessore Marchi – è un primo passo importante verso la revisione dell’accordo quadro tra Ferrovie dello Stato, Ministero dei Trasporti, Comune di Roma, Regione Lazio e gli altri Enti locali interessati, che consentirà un rilancio importante delle infrastrutture su ferro. Un ringraziamento particolare va al Dipartimento VII, a Roma Servizi per la Mobilità, al Gruppo Ferrovie dello Stato e al gruppo tecnico di lavoro, che, grazie agli obiettivi condivisi, hanno permesso questo primo risultato importante dando nuova linfa vitale a una sinergia di intenti che consentirà la realizzazione di un sistema integrato di trasporto per Roma degno di una capitale euopea».

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Dati Istat sulla disoccupazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

«I dati drammatici sulla disoccupazione, diffusi dall’Istat, impongono una reazione immediata. Mentre altri paesi hanno già avviato la ripresa, l’Italia rischia di avvitarsi in una stagione di progressivo declino. È il momento di unire le forze e attuare subito un piano straordinario per le famiglie e le imprese che consenta di invertire la rotta. Per quanto riguarda il PD, ribadiamo alla maggioranza la massima collaborazione per attuare misure che puntino al potenziamento del reddito delle famiglie attraverso una minore tassazione su retribuzioni e pensioni e alla ripresa della produzione attraverso incentivi alle realtà virtuose». Così Alessia Mosca, segretario della Commissione Lavoro e vicepresidente di TrecentoSessanta.

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Migliora il trasporto romano

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2009

«L’amministrazione capitolina non può che essere soddisfatta dei risultati positivi sulla mobilità pubblica, registrati dall’indagine condotta nella primavera 2009 dall’ Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma. L’ennesimo segnale che si sta lavorando bene, per una Capitale che ogni giorno di più si vuole mettere al passo con le reali esigenze dei cittadini, che finalmente iniziano a percepire i risultati di un quotidiano lavoro di recupero delle criticità ereditate. E’ significativo che l’agenzia abbia espresso un parere positivo sul nostro piano strategico per la mobilità sostenibile,  documento quadro che ora dovremmo tradurre in azioni concrete sui territori della città. Di prioritaria importanza nelle scelte strategiche da avviare nel breve periodo: il potenziamento del trasporto pubblico locale, su gomma e su ferro, la riduzione dell’inquinamento, la creazione di parcheggio di scambio e il potenziamento del car sharing». E’ quanto dichiara l’assessore alla Mobilità e ai Trasporti del Comune di Roma, Sergio Marchi.

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Bergamo: Nuovo ospedale, accordo con i sindacati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

E’ stato siglato nella sala consiliare degli Ospedali Riuniti un accordo tra la Direzione dell’Ospedale di Bergamo e le tre sigle sindacali confederali CGIL, CISL e UIL per potenziare la sicurezza nel cantiere del nuovo ospedale dopo l’incidente dello scorso 15 luglio, in cui ha perso la vita Mario Soggiu, operaio 56enne della Ildocat, una delle aziende al lavoro alla Trucca. Da entrambe le parti sono stati confermati e ribaditi tutti gli impegni assunti negli accordi precedenti, con una novità importante: il potenziamento delle attività di controllo dell’effettivo rispetto delle norme sulla sicurezza in cantiere, grazie ad operatori degli Ospedali Riuniti appositamente formati, che saranno operativi dal 1 settembre. La Direzione degli Ospedali Riuniti di Bergamo ha confermato anche le risorse già concordate affinché venga garantita una formazione aggiuntiva a tutte le maestranze attive nel cantiere, tramite l’accordo con ATS, società specializzata nella formazione in questo settore. Presenti i segretari generali con delega alla sicurezza sul lavoro di Cgil Cisl Uil, che hanno confermato il loro impegno per contrastare gli infortuni e le malattie professionali a tutela della sicurezza di tutti i lavoratori. “E’ una prospettiva nuova, quanto importante, quella messa in campo dalla Direzione Generale degli Ospedali Riuniti – ha commentato Pierangelo Mariani, rappresentante della CISL -. Sicuramente importante poichè si colloca nel momento forse più difficile della costruzione di questa importante opera della sanità bergamasca, quella cioè che vede coinvolti un numero elevato di operatori dedicati alla realizzazione degli impianti, alle dipendenze di una pluralità di micro imprese con conseguenti difficoltà di coordinamento. Ma anche nuova – questa prospettiva – poichè apre strade sinora non percorse dalle pubbliche amministrazioni che, nell’appaltare lavori anche importanti, appaltavano pure la responsabilità di ciò che succede dentro i cantieri; non è così per la Direzione degli Ospedali Riuniti che – con questa scelta – dimostra di voler presidiare direttamente la sicurezza nel cantiere.” “Questo accordo va verso un maggiore potenziamento della sicurezza in cantiere a tutela della salute dei lavoratori – ha commentato Amerigo Cortinovis, rappresentante della UIL -. La disponibilità dimostrata oggi dai Riuniti è un’importante assunzione di responsabilità da parte dell’ospedale rispetto al tema della sicurezza e trovo molto utile la decisione di mettere a disposizione degli operatori per verificare il rispetto delle norme di sicurezza. Da parte nostra vigileremo sul concreto rispetto degli impresi presi.”

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