Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘potere acquisto’

Scuola: Stipendi docenti, potere d’acquisto fermo da 4 anni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2020

Per Anief è arrivato il momento di adeguarli all’inflazione con una salario minimo di cittadinanza, di prevedere per il personale della scuola indennità minima di dieci euro giornaliere per rischio biologico in tempo di Covid-19, di stabilire risorse nella legge di bilancio per aumenti di ulteriori 50 euro rispetto ai cento euro già stanziati. In questo modo, conclude Pacifico, nel prossimo contratto potremmo dare aumenti di 450 euro mensili a ogni dipendente dei nostri istituti.Il gap di mille euro medi in meno al mese rispetto alla media UE rimane intatto. Si confermano significative le differenze tra i paesi europei negli stipendi tabellari iniziali degli insegnanti: i compensi possono infatti variare, a seconda del paese, da 5 a 80 mila euro lordi all’anno. Scorrendo il Rapporto Eurydice 2020, risultano infatti decisamente più alti gli stipendi iniziali degli insegnanti in Belgio, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Austria, Finlandia, Svezia e Scozia. Stipendi ancora più maggiori si registrano in paesi con PIL pro-capite alto: Danimarca, Germania, Lussemburgo, Svizzera, Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Le stime europee indicano che gli stipendi dei nostri prof possono aumentare di circa il 50% solo dopo 35 anni di servizio. Secondo Bruxelles, i nostri insegnanti hanno bisogno di una significativa anzianità di servizio per raggiungere aumenti salariali modesti, poiché gli stipendi possono aumentare di circa il 50% solo dopo 35 anni di servizio. Per contro, in Irlanda, Paesi Bassi e Polonia, gli stipendi tabellari iniziali dei docenti possono addirittura aumentare di oltre il 60% già nei primi quindici anni di servizio, e ancor di più negli anni successivi. Infine, va rilevato che in Spagna, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, esattamente come in Italia, il potere di acquisto degli insegnanti è rimasto più o meno lo stesso negli ultimi 4 anni.Ma perché il disavanzo stipendiale si mantiene così alto? Ad oggi, l’unica certezza è quella dell’aumento stipendiale del 3,48% del 2018, giunto dopo quasi un decennio di blocco; gli stipendi dei docenti italiani hanno subito gli influssi di un nuovo stop contrattuale che perdura ormai da un biennio. A ben vedere, c’è anche una recente novità in busta paga, che ha avuto effetto la scorsa estate, a partire dalla mensilità di luglio 2020: è quella del taglio del cuneo fiscale, quindi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (con trattamento integrativo di importo pari a 600 euro nel 2020 e di 1.200 euro a decorrere dal 2021, ma solo se il reddito annuo complessivo individuale non supera i 28.000 euro), introdotto per tutti i dipendenti pubblici, compresi i docenti e il personale Ata. A fronte di questa situazione, Anief reputa indispensabile avviare al più presto la trattativa per il rinnovo del contratto del comparto scuola, al fine di procedere con l’assegnazione di aumenti stipendiali “veri” a tre cifre, come accordato dai ministri Marco Bussetti prima (aprile 2019) e Lorenzo Fioramonti (nella seconda parte dello stesso anno): si ricorda che se in media lo stipendio di docenti e Ata non supera i 30 mila euro, guardando alle stime ufficiali della PA la media è di 34.491 euro. Anche i dipendenti ministeriali (con 30.140 euro annui medi) superano il personale docente. Nella presidenza del Consiglio gli stipendi medi annui sono di 64.611 euro e nelle Autorità indipendenti superano i 91.259 euro. Per non parlare dei magistrati, che sforano i 140 mila euro.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Consumi e potere d’acquisto ancora al palo

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2019

Secondo l’Istat, nel 2018 la crescita del Pil in volume è stata pari allo 0,8%, con una revisione al ribasso di 0,1 punti percentuali rispetto alla stima diffusa ad aprile, che dava il Prodotto interno lordo in aumento dello 0,9%.”Di male in peggio. Cala il Pil e si aggrava il rapporto deficit-Pil, dal 2,1% al 2,2%. Ma quello che ci preoccupa di più, è che sia la spesa per consumi finali delle famiglie che il potere d’acquisto sono ancora al palo, agli zero virgola, rispettivamente +0,8% e +0,9%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Considerato che la spesa della famiglie residenti rappresenta il 60% del Pil, stando ai dati di oggi il 59,78%, è evidente che fino a che non si ridà capacità di spesa agli italiani non ci potrà essere nemmeno una crescita significativa” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scuola– Stipendi: in Italia persi mille euro di potere d’acquisto negli ultimi sette anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Negli anni trenta, un maestro guadagnava il triplo di un operaio, la metà di un senatore. Oggi, lo stipendio base di un professore è più basso di un dipendente del settore privato, dieci volte inferiore a quello di un deputato. Ecco le ragioni della perdita di un prestigio sociale che deve essere recuperato. Pacifico: Il Governo provveda subito stanziando gli 8 miliardi di risparmi di spesa realizzati sulla scuola per il rinnovo del contratto, come prevede la legge, così da cominciare a invertire la rotta. I numeri, desolanti, sono stati pubblicati in queste ore con il rapporto della Fondazione Di Vittorio, think tank, che ha messo a confronto le retribuzioni medie dei lavoratori dipendenti italiani con quelle del passato, paragonandole agli altri grandi Paesi europei: è tutto dire che in Germania, nello stesso periodo, la media d’incremento è positiva, pari a 3.825 euro. Marcello Pacifico (Anief): Oltre tre milioni di dipendenti pubblici non possono attendere un altro anno per vedere in busta paga un aumento degno di questo nome. Se, davvero, vuole essere quello attuale il Governo del Cambiamento, il Ministro Bongiorno convochi il tavolo per segnale l’accordo quadro, certificare la nuova rappresentatività, e stanzi il 30% dei risparmi di spesa sulla scuola previsto dalla legge 133/08 (circa 8 miliardi) per rinnovare il contratto a un milione di insegnanti. Noi come Anief siamo pronti a firmare a queste condizioni subito. Mille euro di potere d’acquisto negli ultimi sette anni: è la perdita degli stipendi dei lavoratori italiani per effetto del blocco contrattuale tra il 2008 e il 2016 e del mancato recupero dell’inflazione nell’ultimo triennio per più di 3 milioni di dipendenti pubblici, cifra che fa ancora più rabbia quando si scopre che nello stesso periodo in Germania e Francia gli stipendi medi già più alti sono invece ulteriormente saliti. E a nulla giova fare paragoni con il passato quanto al tempo del ventennio un maestro guadagnava dalle 9 alle 14 mila lire, rispetto alle 4 mila di un operaio e alle 24 mila di un senatore. Oggi un insegnante neo-assunto nella scuola media prende 1.250 euro a fronte di un salario di 1.650 di un operaio specializzato e di uno stipendio onnicomprensivo di indennità e rimborsi dieci volte tanto di un onorevole. Per questo, i docenti italiani ritengono di aver perso prestigio sociale dal dopoguerra ad oggi. Entrando nel dettaglio, scrive La Repubblica sul rapporto nazionale, nella nostra Penisola dal 2001 al 2017 c’è stata una sostanziale “stazionarietà” dei salari, mentre dal 2010 al 2017 si è verificata una perdita di 1.059 euro, circa il 3,5 per cento. Basta dire che se nel 2010 la retribuzione media in Italia era di 30.272 euro nel 2017 è scesa a quota 29.214. Così, possiamo comprare 1.000 euro di beni e servizi in meno.In Germania e in Francia le cose sono andate ben diversamene. Il lavoratore dipendente tedesco nel 2010 godeva già in media di una retribuzione lorda più alta di quello italiano, collocandosi a quota 35.621 e nel 2017 è salito di ben 3.825 euro quota 39.446 euro. Anche il lavoratore francese nel 2010 guadagnava di più del nostro – era a quota 35.724 – e nel 2017 porta a casa il 5,3 per cento in più collocandosi a 37.622 euro.Ma perché questo gap? A parte la presenza dei cosiddetti contratti “pirata” che tengono i salari sotto al minino, l’analisi della Fondazione Di Vittorio ha puntato l’indice soprattutto sul part time e i lavori discontinui, che la metodologia Ocse include nella rilevazione sommandoli e riconducendoli “virtualmente” a prestazioni full time. Inoltre, scende la quota di dirigenti e di professioni tecniche: nell’ultimo ventennio, le alte qualifiche si sono ridotte di 7 punti percentuali, mentre sono aumentate di 2 punti percentuali le professioni di livello più basso.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Istat: potere acquisto famiglie fermo in II trimestre

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 ottobre 2017

istatSecondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il potere d’acquisto delle famiglie nel secondo trimestre del 2017 è rimasto fermo rispetto al trimestre precedente, mentre è sceso dello 0,3% su base annua.
“Il dato di oggi dimostra che la deflazione, certo preoccupante per le sue cause, dipendenti dalla recessione, non era affatto negativa come sostenuto dalla stragrande maggioranza degli osservatori. Il suo effetto, infatti, è stato quello di preservare, in questi anni di crisi, il potere d’acquisto delle famiglie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ora il rischio è che, con gli attesi futuri aumenti dei prezzi, la situazione peggiori ulteriormente. Per questo urge una seria riforma fiscale che riporti il sistema tributario ai criteri di progressività fissati dall’art. 53 della Costituzione ed una politica dei redditi, adeguando all’inflazione sia gli stipendi che le pensioni” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Istat: famiglie non hanno fiducia

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

istatL’Istat conferma di dati secondo i quali il potere di acquisto ed il reddito disponibile delle famiglie nel 2016 sono aumentati dell’1,6%, mentre la spesa per consumi finali è salita dell’1,3 per cento.
“Il fatto che la spesa per consumi sia salita in misura inferiore rispetto al reddito disponibile, dimostra che anche le famiglie che riescono ad arrivare a fine mese sono restie a mettere mano al portafoglio, non avendo fiducia nel futuro. L’incertezza per la propria condizione economica ed il rischio di manovre correttive non facilita la ripresa, riducendo la propensione al consumo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Quanto al rialzo del potere d’acquisto, è merito solo della deflazione, che non si registrava dal 1959. La cosa più grave, comunque, è che la situazione peggiora invece di migliorare: la spesa per consumi finali, infatti, scende dal +1,5% del 2015 al + 1,3% del 2016” conclude Dona.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Istat e potere d’acquisto

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2011

“Il potere d’acquisto sceso dello 0,6%, la capacità di risparmio delle famiglie erosa, la povertà in aumento. I dati economici diffusi questa mattina dall’Istat certificano quanto affermiamo da tempo: il governo non ha posto in essere mezzi seri per sostenere le famiglie italiane colpite dalla crisi che ha messo in ginocchio i risparmiatori, proprio quelli che fino a poco tempo fa erano la forza e il vanto del Paese. La verità è che esecutivo e maggioranza navigano a vista, schiacciati tra il lassaiz faire del presidente gaudente e le tentazioni di un ritorno all’interventismo veterostatalista da cui sembra attratto il ministro Tremonti. A farne le spese – e l’ISTAT, appunto, lo conferma – sono sempre le classi già disagiate, come gli anziani che alla fine del mese, dopo anni di lavoro, ricevono una pensione irrisoria,  e le famiglie “a rischio di povertà relativa” per le quali il  potere d’acquisto è doppio rispetto alla media nazionale. In una condizione del genere, come pretende, il nostro governo di rimettere in piedi l’economia, far partire nuove imprese, sostenere un recupero di competitività? Come si può chiedere agli italiani una spinta a fare di più, se il governo per primo, da tempo, non agisce?”. Così Paola De Micheli, deputato e responsabile PMI del PD, dal sito di TrecentoSessanta l’Associazione di Enrico Letta.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Famiglie, immigrati e rom

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2011

Secondo l’Istat, il reddito disponibile delle famiglie italiane ha risentito molto della crisi che ha ridotto il potere d’acquisto del 2,5% nel 2009. La povertà assoluta è cresciuta in due anni dal 4,1 al 4,7% delle famiglie (oltre 3 milioni di persone), con una particolare incidenza nel Mezzogiorno, dove è aumentata di quasi 2 punti percentuali arrivando al 7,7%. La crisi ha colpito anche gli immigrati. Tuttavia, le poche risorse disponibili sono state investite nel contrasto all’immigrazione illegale invece di essere impiegate per favorire una maggiore integrazione. L’Italia continua a trattare gli oltre quattro milioni di stranieri che vivono sul nostro territorio come ospiti indesiderati. In questa direzione vanno misure come il permesso di soggiorno a punti e la regolarizzazione selettiva del 2009. Inadeguate sono anche le politiche abitative adottate per le comunità rom, in molti casi discriminate e costrette a subire demolizioni e sgomberi forzati che violano i loro diritti umani, mettendole a rischio di ulteriori abusi.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cala il potere d’acquisto delle famiglie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

“Il calo del potere d’acquisto delle famiglie è un dato molto grave, cui bisogna rimediare con un intervento immediato ed efficace”. Lo dice in una nota il vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, Antonio Borghesi. “Con le spese in aumento ed il potere d’acquisto in calo – aggiunge borghesi – le famiglie rischiano di non farcela e di conseguenza il sistema economico del Paese rischia il collasso vero e proprio”. “Il ministro Tremonti – conclude – che finalmente sembra essere approdato sul pianeta terra, ammettendo che la crisi non è finita, la smetta di mettere le mani nelle tasche dei cittadini, come sta accadendo per il trasporto pubblico e si muova subito per un pacchetto di riforme destinate all’aumento del potere d’acquisto delle famiglie”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Rivalutazione pensioni ed evasioni

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

La Corte costituzionale dichiara legittimo il blocco della perequazione per le pensioni superiori a otto volte il minimo (3.500 euro lordi e 2.200 netti) introdotto nel 2008 dal governo Prodi. Salta così la restituzione chiesta dai pensionati colpiti. Non ricconi, ma lavoratori a reddito medio alto che, dopo aver versato i contributi dovuti, vedono oggi falcidiato il loro potere d’acquisto da rivalutazioni parziali. Insomma, in un Paese dove solo l’1% dei cittadini dichiara più di 100mila euro all’anno a pagare sono sempre i soliti, soprattutto dirigenti in servizio e in pensione.
La Corte Costituzionale – con la sentenza n. 316 dell’11 novembre 2010 – ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata nell’aprile 2009 dal Tribunale di Vicenza sulla norma prevista dalla legge di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 che ha disposto per il 2008 il blocco della perequazione per le pensioni di importo superiore a 8 volte il minimo Inps. Il Tribunale di Vicenza era intervenuto su ricorso presentato da un dirigente pensionato. La Corte ha evidenziato la “chiara finalità solidaristica dell’intervento” che doveva servire a compensare la mini-riforma del sistema previdenziale voluta dal Governo Prodi che prevedeva l’introduzione di “scalini” graduali in luogo dello “scalone” introdotto dalla riforma Maroni. Tale finalità sarebbe giustificata dal fatto che i trattamenti pensionistici colpiti dal blocco godono di importi di “sicura rilevanza”. Ricordiamo – al contrario –  che i trattamenti interessati sono pari o (per quanto riguarda la maggioranza dei casi) di poco superiori a euro 3.539,72 euro lordi, che corrispondono a circa 2.200 euro netti. Non stiamo parlando certo di “maxi-pensioni” ma di prestazioni che sono frutto di una elevata contribuzione e di sacrifici di un’intera vita lavorativa.

Posted in Diritti/Human rights, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Reddito e potere acquisto famiglie

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2010

L’Istat ha stimato una perdita del potere d’acquisto delle famiglie pari a -1,6% su base annua. Per recuperare questa perdita lo strumento prioritario è la riduzione delle tasse. Nessuna delle proposte lette ha di per sé un’azione efficace di contrasto all’evasione fiscale che resta il problema numero uno nel nostro Paese condizionando pesantemente qualsiasi manovra di riduzione del carico fiscale. L’idea della Carta al contrario può coniugare una doppia finalità: ricostruire il potere d’acquisto e allo stesso tempo fungere da deterrente contro l’evasione fiscale che riguarda in particolare i lavoratori autonomi a partita Iva. Una proposta efficace potrebbe essere quella dell’emissione di una Carta del valore di  500 euro a famiglia da utilizzare esclusivamente per i pagamenti dei servizi forniti dalle partite Iva e quindi per visite specialistiche (oculista, dentista, ecc.), per la riparazione dell’auto (meccanico, carrozziere, ecc.) o della casa (idraulico, elettricista, ecc.). Essendo pagamenti tracciati l’obbligo della dichiarazione sul reddito è automatico. Così facendo si farebbe emergere una parte considerevole di lavoro professionale “nero”. In altre parole se lo Stato per l’emissione di tale Carta spende 5 miliardi di euro, ne potrebbe recuperare circa la metà attraverso le dichiarazioni dei redditi professionali aggiuntivi.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Stop alla perdita del potere d’acquisto delle pensioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

Milano,20 aprile 2009 ore 14,30 Hotel Michelangelo, Via Scarlatti 33.  L’attenzione dell’odierno convegno sarà rivolta al paniere ISTAT, al suo grado di attendibilità e alla sua capacità di rappresentare il reale andamento del costo della vita. E poi anche alla rivalutazione parziale delle pensioni e al blocco della perequazione del 2008. Su questi temi abbiamo inoltre fatto un sondaggio presso i pensionati nostri associati nel mese di marzo. I risultati raccolti saranno presentati alla manifestazione di Milano insieme alle nostre proposte . Al convegno parteciperanno tra gli altri Alberto Brambilla presidente del Nucleo di Valutazione Spesa Pubblica, gia’ Sottosegretario al Ministero del Lavoro, Nicola Quirino docente di Economia Pubblica presso la Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, Roberto Confalonieri segretario generale Confedir e Claudio Pasini presidente di Manageritalia. Intervento conclusivo di Maurizio Crozza.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »