Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘potere’

Busta paga e potere d’acquisto

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2022

Inflazione e caro bollette sono sempre più al centro del dibattito. Se, da un lato, la preoccupazione va alla perdita di potere d’acquisto e agli effetti, anche a medio termine, sugli stipendi fissi, dall’altro, si guarda agli aiuti già messi in campo o a quelli che potrebbero arrivare dal nuovo Governo. Anche tra i farmacisti l’interesse è alto e da parte dei rappresentanti dei non titolari è partito un invito a non perdere le opportunità dei bonus stanziati e a prestare attenzione alla busta paga. Basta scorrere i Social e ci si rende conto di come, sia da parte dei farmacisti titolari, sia dei dipendenti, sia sempre più alta l’attenzione sulle ricadute di inflazione e crisi energetica. Sul fronte dei collaboratori, a tornare sul tema è stato di recente il Sinasfa, Sindacato Nazionale Farmacisti Non Titolari, che, in una nota, ha espresso preoccupazioni per una «gravissima crisi economica in atto» e un «potere d’acquisto destinato a crollare ancora di più». Il tutto a fronte di uno stipendio «rimasto fermo» troppo a lungo e un «rinnovo contrattuale», arrivato un anno fa dopo che era scaduto da oltre otto anni, che non ha visto risolvere il tema della sostenibilità. Diversi, a ogni modo, sono i bonus e gli aiuti messi in campo dal Governo Draghi, che possono, se utilizzati, costituire un sostegno. E non a caso l’invito, diretto a tutta la categoria, è quello di fruirne il più possibile.Una prima segnalazione da parte del Sinasfa riguarda l’esonero contributivo dello 0,8%, introdotto dalla legge di Bilancio 2022, per il primo semestre 2022, e che per il periodo dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022, è passato al 2%, come disposto dal Decreto Aiuti Bis. «La circolare INPS per lo sgravio del secondo semestre» scrive il Sinasfa «è stata emanata recentemente, quindi con la busta paga di ottobre saranno calcolati anche gli arretrati». Il bonus va «ai lavoratori dipendenti che hanno uno stipendio annuo lordo inferiore a 35mila».Nel dettaglio, secondo le indicazioni Inps, “a beneficiare dello sgravio contributivo sono i lavoratori dipendenti con retribuzione imponibile mensile non superiore a 2.692 euro, maggiorato del rateo di tredicesima per la competenza di dicembre. La riduzione della quota a carico del lavoratore, nel mese di dicembre 2022, potrà operare, distintamente, sia sulla retribuzione lorda (laddove sia uguale o inferiore al limite di 2.692 euro), sia sui ratei di tredicesima, qualora l’importo degli stessi non sia superiore a 224 euro”. A ogni modo, continua Sinasfa, «lo sconto contributivo sarà riportato in busta paga con apposita voce». L’invito è allora quello di «monitorare i dati». Il «contributo INPS a carico del lavoratore è del 9,19% in riferimento alla retribuzione lorda: per il primo semestre 2022 il contributo scende al’8,39%, mentre per il secondo semestre scende al 7,19%. Questo non significa che verranno versati meno contributi – non ci sarà quindi effetto per il calcolo delle prestazioni pensionistiche future – ma sarà lo Stato a farsi carico della differenza. Si tratta di un provvedimento temporaneo per l’anno 2022 e occorrerà vedere se sarà esteso anche per il 2023».(fonte Farmacista33)

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Istat: potere d’acquisto -0,1% per le famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2022

Secondo l’Istat, nel secondo trimestre 2022 il potere d’acquisto delle famiglie è sceso dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.”Dato grave e preoccupante. Anche se per ora la caduta è lieve, in futuro la situazione non può che peggiorare. L’inflazione alle stelle sta progressivamente erodendo potere d’acquisto delle famiglie e dopo averne rallentato la crescita, ora si è arrivati in territorio negativo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.“Urgono interventi che ripristino la capacità di spesa degli italiani, messi a dura prova dal caro bollette e dal carovita, provvedimenti sia di carattere strutturale, come la scala mobile all’inflazione programmata, che chiediamo da anni per adeguare gli stipendi al costo della vita senza innescare la spirale stipendi-inflazione, sia una tantum ed immediati, come la ripetizione del bonus di 200 euro del Governo Draghi per i redditi sotto i 35 mila euro, bonus che va triplicato e portato a 600 euro. Le famiglie, infatti, vanno aiutate subito, altrimenti molte non riusciranno a pagare le stangate della luce e del gas da qui a fine anno” prosegue Dona.“E’ certo meglio aumentare il reddito disponibile delle famiglie meno abbienti, che ridurre l’Iva al 4% sui soli alimentari, provvedimento che non solo teoricamente riguarderebbe tutti, anche i più benestanti, disperdendo così risorse scarse, ma che concretamente andrebbe a vantaggio solo dei commercianti, dato che se ne guarderebbero bene dal cambiare i prezzi per un ritocco così basso del 3,846%” conclude Dona.

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Gli italiani e il potere invisibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 settembre 2022

Già molti anni fa un celebre avvocato, Achille Battaglia, scrisse in un suo libro titolato “Il giudice e la politica”, che se si vuole conoscere una determinata società bisogna guardare, più che alle leggi che la regolano, alle sentenze dei suoi giudici. “A questo proposito oggi andrebbe aggiunto che il lasciare languire la giustizia impantanandola in un mare di processi in attesa di giudizio, o perseguendo in maniera “maniacale” alcuni aspetti formali ritenuti non del tutto tutelati sia nella fase istruttoria sia in quella giudicante, non si fa che rendere un pessimo servizio alla stessa giustizia. Inoltre, l’allentamento delle verifiche, sia burocratiche, per il venire meno dello stato accentra-to, sia politiche, per la particolare situazione italiana che ha visto l’opposizione politica spesso più impegnata nel tentativo di co-governo che nel ruolo di controllo, ha portato a concentrare nel giudice penale gli unici interventi di verifica della regolarità dell’azione amministrativa, cioè il potere di controllo. Oltre, naturalmente, a quello che l’opinione pubblica esercita soprattutto attraverso l’opera della stampa d’informazione: occorre però precisare la scarsa attenzione della pubblica opinione a fenomeni di corruzione e di malgoverno amministrativo, essendo la massa dei cittadini attestata su un atteggiamento passivo di rassegnazione, se non di acquiescenza. Infatti, per quanto vi siano stati dei sinceri moti d’entusiasmo per taluni operati della giustizia, come l’azione condotta brillantemente dai magistrati di “mani pulite” milanesi e dai pool palermitani e fiorentini o di altre procure, questa carica emotiva sembrava incapace di avere una tenuta di largo respiro e di sapersi tradurre in una continua e ininterrotta azione di stimolo in difesa del diritto e in odio alla sopraffazione dei poteri che mestano nel torbido. A tutto ciò si aggiunga quel grave fenomeno, denunciato principalmente da Bobbio, che è costituito da ciò che egli affermava essere la mancata realizzazione di una promessa fondamentale della democrazia. (Riccardo Alfonso)

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Salari e prezzi: peggiora il potere d’acquisto dei consumatori italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 agosto 2022

Il rincaro dei generi alimentari, dell’energia e delle materie prime ha colpito quasi tutti i settori nei paesi dell’Unione Europea e non solo in questi.Le conseguenze sul potere d’acquisto nonché sul tenore di vita dei cittadini e delle famiglie sono evidentemente pesanti, se pensiamo che anche la condizione retributiva per i lavoratori peggiora di pari passo, come mette in luce una ricerca della Fondazione Di Vittorio.In particolare, da questa si evince che il salario medio annuo lordo dei lavoratori italiani a tempo pieno, nel 2021, con 29.400 euro, non solo è inferiore dello 0,6% rispetto al periodo pre-pandemia, ma risulta uno tra i più bassi in Europa, secondo solo a quello dei dipendenti spagnoli, che ammonta a 27.400 euro medi lordi. Francia e Germania mostrano un quadro migliore, rispettivamente con 40.100 e con 44.500 euro. La discrepanza è notevole se si confrontano le condizioni dei lavoratori italiani con quelle dei paesi sopra elencati, in confronto ai quali essi ricevono paghe annuali più basse del 27% rispetto ai francesi e del -34 % rispetto ai tedeschi. Questo è dovuto soprattutto alla minore qualificazione professionale e, soprattutto, alla molto più forte precarietà della forza lavoro occupata nel nostro Paese.La congiuntura attuale si ripercuote sulle scelte di consumo dei cittadini (specialmente di coloro che hanno dei figli a carico), i quali stanno adottando atteggiamenti sempre più improntati al risparmio e alla prudenza, ma non per virtù previdenziali, bensì a causa delle aspettative negative che nutrono sul prossimo futuro. Infatti, è tendenza diffusa il ridimensionamento degli acquisti di beni e servizi non di prima necessità: il 60% della spesa è attualmente destinato a soddisfare bisogni essenziali.Alla luce di tali tendenze l’O.N.F – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha condotto un monitoraggio dei prezzi di un paniere standard di prodotti primari nei supermercati italiani, spagnoli, francesi e tedeschi, per analizzare l’impatto delle dinamiche inflazionistiche sui redditi netti nei diversi paesi. La Germania, in base alla ricerca effettuata, risulta la nazione in cui fare la spesa è più dispendioso (con una media di 131,43 euro), seguita da Francia (104,65 euro), Italia (93,72 euro) e Spagna (88,85 euro).Sebbene queste cifre sembrino seguire un andamento proporzionato a quello dei salari, in realtà è differente l’incidenza percentuale che la spesa-base alimentare, ipoteticamente sostenuta una volta alla settimana per dodici mesi, ha sul totale del salario medio annuo netto dei quattro paesi indicati: secondo gli studi dell’O.N.F., l’impatto più significativo si registra proprio nel nostro Paese. In Italia, infatti, la spesa alimentare incide sul reddito netto annuo per il 20,19%; segue la Spagna, con un impatto del 19,88%, quindi la Germania, con un impatto del 19,51%, e infine la Francia, con un’incidenza del 16,03%. Sono dati che evidenziano come gli incrementi su tali consumi indispensabili abbiano un impatto più marcato sui redditi meno elevati. Questo rende quanto mai necessaria e urgente l’adozione di misure di sostegno dei redditi delle famiglie, specialmente quelle meno abbienti, quali, da un lato, una riforma delle aliquote IVA e delle accise e oneri generali di sistema in bolletta, dall’altro, una riduzione del cuneo fiscale sulle retribuzioni, allo studio del Governo, insieme con il potenziamento degli interventi sociali, dall’ampliamento delle soglie Isee di accesso alle prestazioni fino all’incremento del loro valore economico. “Si tratta di misure indispensabili per contrastare il progressivo aumento dei numeri già preoccupanti della povertà nel nostro Paese, ma anche per scongiurare il rischio, oggi dietro l’angolo, che la crisi delle famiglie e la contrazione dei consumi inneschino una spirale negativa di riduzione delle produzioni e delle attività che porterebbe a conseguenze drammatiche sul fronte dell’occupazione. E per disinnescare tale concreta minaccia è necessario intervenire ora”, afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori.

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Il potere della prevenzione sugli esiti della nostra salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2022

A cura di Grégoire Biollaz, Senior Investment Manager, Pictet Asset Management. Grégoire Biollaz ha conseguito un Msc in biochimica e in biologia molecolare e ha completato un PhD in immunologia presso il Politecnico federale di Zurigo. Dopo avere lavorato nei settori del biotech e del private banking negli Stati Uniti e in Svizzera, nel 2016 è entrato in Pictet Asset Management come co-gestore del fondo Pictet Health. In questo paper illustra il potenziale ancora inesplorato della sanità preventiva. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), fino al 40% dei decessi che si verificano ogni anno negli Stati Uniti per ciascuna delle cinque cause principali potrebbero essere evitati con la prevenzione. Il numero delle condizioni croniche per le quali è possibile fare prevenzione mediante correzioni nel nostro stile di vita è molto elevato. Il diabete di tipo 2 è un esempio di malattia quasi interamente prevenibile tramite una dieta sana e uno stile di vita attivo. Lo stesso si può dire per l’ipertensione, alcune malattie respiratorie, molti disordini cardiovascolari e le malattie renali, tutti collegabili all’obesità e/o a complicazioni del diabete. Nella realtà le condizioni croniche sono spesso interconnesse. Per prima cosa, è importante guardare più in là del settore sanitario e considerare il tema della salute in modo olistico. Pensiamo alla prevenzione in termini sia di self care (la cura di sé: stili di vita sani, igiene e cura personale) che di diagnostica (diagnosi e screening medici effettuati per tempo), dove la sanità digitale gioca un ruolo sempre più importante. Riguardo alla cura di sé, un esempio è dato dai dispositivi indossabili, fitness tracker portati sulla propria persona per misurare e incoraggiare livelli di attività più elevati. La vita moderna spesso necessita di questi promemoria, poiché l’attività fisica non è più integrata in molte delle nostre azioni giornaliere come un secolo fa. In aggiunta, come è stato dimostrato un decennio fa da una testimonial come Angelina Jolie, è possibile individuare marcatori di DNA che indicano un rischio accentuato di tumore al seno, consentendo l’adozione di azioni preventive proattive. La prevenzione non eliminerà l’esigenza di servizi sanitari nella sua forma attuale. In molti casi, serviranno generazioni per determinare un cambiamento che possa avere un impatto reale sui numeri. Si consideri la pandemia di obesità, con incidenze in aumento tra le generazioni giovani in tutto il mondo. Una inversione di questa tendenza non avverrà dall’oggi al domani. Il miglioramento della qualità del sonno ha un enorme impatto sullo stato di salute delle persone. Alcuni studi hanno dimostrato che chi dorme solo cinque ore o meno per notte ha un rischio di mortalità aumentato di circa il 15%. La mancanza di sonno può influire su molti aspetti, dall’obesità ai disordini dell’umore all’aspettativa di vita. Cento anni fa facevamo molto più lavoro fisico e manuale nell’ambito della nostra vita quotidiana e la nostra dieta era meno ricca e più equilibrata; ora molti di noi vivono nelle città o nelle periferie urbane, stiamo seduti più a lungo e ci spostiamo in auto. Considerato questo stile di vita, gli individui possono prendere l’iniziativa di apportare correzioni attive, dato che non svolgiamo più attività fisica sufficiente durante il nostro trasferimento quotidiano verso e dal posto di lavoro o non dedichiamo tempo a preparare ciascun pasto da zero esclusivamente con alimenti integrali. Anzi, spesso cerchiamo scorciatoie per i pasti. Ma il cambiamento non avverrà senza che maturi prima la consapevolezza. (abstract)

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Potere e bellezza nel Rinascimento Caterina Sforza di Pierluigi Moressa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2022

La figura di Caterina Sforza si innalza sullo sfondo delle vicende rinascimentali che attraversarono l’Italia e l’Europa. A capo di uno Stato piccolo per superficie ma strategico negli equilibri di potere della penisola, Caterina apparve signora capace di strategie spietate, virago dagli appetiti erotici insaziabili, vedova di tre mariti, esperta di studi alchemici. Figura di donna guerriero, Caterina intese esaltare la bellezza e la salute secondo le prescrizioni di un ricettario che diede conto di lunghe sperimentazioni e di una cultura tradizionale tipica delle ricerche dell’epoca. La contessa seppe conservare il valore degli avi e lo spirito di suo padre, e fino al termine della propria vita volle proclamare il senso di fierezza della stirpe sforzesca e l’incarnazione di un valore destinato, forse per sempre, a far stupire il mondo. Pierluigi Moressa (Forlì, 1959), medico psichiatra, membro ordinario della Società psicoanalitica italiana e giornalista pubblicista, si interessa del rapporto tra processi di pensiero e attività creativa. Ha scritto saggi su figure appartenenti al mondo dell’arte e della cultura; si è dedicato all’approfondimento di temi locali, pubblicando alcune guide storico-artistiche riguardanti città e luoghi della Romagna. Tra i libri che ha pubblicato: Caterina Sforza. Il mistero della bellezza (2009), Gli alberi del Paradiso. Amore e potere alla corte di Caterina Sforza (2009), L’autoritratto. Scene dal Rinascimento romagnolo (2010), La Romagna di Dante. Percorsi del desiderio e della nostalgia (2020). By Gloria Pisana https://www.diarkos.it/

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Il potere del cane di Thomas Savage

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Montana, 1924. Tra le pianure selvagge del vecchio West, a cui fa da sfondo una collina rocciosa che ha la forma di un cane in corsa, sorge il ranch piú grande dell’intera valle, il ranch dei fratelli Burbank. Phil e George Burbank, pur condividendo tutto da piú di quaranta anni, non potrebbero essere piú diversi. Alto e spigoloso, Phil ha la mente acuta, le mani svelte e la spietata sfrontatezza di chi può permettersi di essere sé stesso. George, al contrario, è massiccio e taciturno, del tutto privo di senso dell’umorismo. Insieme si occupano di mandare avanti la tenuta, consumano i pasti nella grande sala padronale e continuano a dormire nella stanza che avevano da ragazzi, negli stessi letti di ottone, che adesso cigolano nella grande casa di tronchi. Chi conosce bene Phil ritiene uno spreco che un uomo tanto brillante, uno che avrebbe potuto fare il medico, l’insegnante o l’artista, si accontenti di mandare avanti un ranch. Nonostante i soldi e il prestigio della famiglia, Phil veste come un qualsiasi bracciante, in salopette e camicia di cotone azzurra, usa la stessa sella da vent’anni e vive nel mito di Bronco Henry, il migliore di tutti, colui che, anni addietro, gli ha insegnato l’arte di intrecciare corde di cuoio grezzo. George, riservato e insicuro, si accontenta di esistere all’ombra di Phil senza mai contraddirlo, senza mai mettere in dubbio la sua autorità. Ogni autunno i due fratelli conducono un migliaio di manzi per venticinque miglia, fino ai recinti del piccolo insediamento di Beech, dove si fermano a pranzare al Mulino Rosso, una modesta locanda gestita dalla vedova di un medico morto suicida anni prima. Rose Gordon, si vocifera a Beech, ha avuto coraggio a mandare avanti l’attività dopo la tragica morte del marito. Ad aiutarla c’è il figlio adolescente Peter, un ragazzo delicato e sensibile che, con il suo atteggiamento effeminato, suscita un’immediata repulsione in Phil. George, invece, resta incantato da Rose, al punto da lasciare tutti stupefatti chiedendole di sposarlo e portandola a vivere al ranch, inconsapevole di aver appena creato i presupposti per un dramma che li coinvolgerà tutti. Perché Phil vive il matrimonio del fratello come un tradimento e, proprio come il «cane sulla collina» lanciato all’inseguimento della preda, non darà tregua a Rose, a Peter e anche al suo amato George, animato dall’odio nella sua forma piú pura: l’odio di chi invidia. Pubblicato per la prima volta nel 1967, Il potere del cane è un’opera che depone i fronzoli della retorica e, con una prosa essenziale ma efficace, tratteggia con tinte livide una torbida vicenda familiare, capace di confermare la posizione centrale di Thomas Savage nella grande letteratura americana. Collana: Bloom Pagine: 288 Tradotto da: Luisa Corbetta Prezzo: €17,00

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Un uomo sottile: Un tributo a DDG e al potere salvifico della letteratura

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2021

Novara martedì 18 gennaio ore 18 il Circolo dei lettori, via F.lli Rosselli 20 presentazione del libro di e con Pierpaolo Vettori edito da Neri Pozza. Il protagonista cerca un uomo mai visto, un famoso scrittore da anni chiuso in un istituto di cura, ridotto a una vita assente. Citato come DDG, è di certo Daniele Del Giudice. E la sfida impossibile con il destino è provare a ritrovarlo, a dargli ancora consistenza. «In inglese l’espressione vanish into thin air significa all’incirca sparire nel nulla…». Non poteva che iniziare con queste parole Un uomo sottile. Il protagonista di questo libro cerca un uomo che non ha mai visto e che da anni ormai è chiuso in un Istituto di cura di Venezia, colpito da una grave malattia degenerativa. Si tratta di un famoso scrittore, ridotto ormai a una vita assente, privo di memoria, dimentico di chi è stato e di cosa ha rappresentato. Il narratore lo cita solo con il suo acronimo, DDG, ma è evidente si tratti di Daniele Del Giudice: di lui ha letto tutto quello che ha scritto. E in una sorta di sfida impossibile con il destino prova a ritrovarlo, a dargli ancora consistenza, consapevolezza, andando a domandare ai personaggi letterari inventati dall’autore di Atlante Occidentale la storia di quell’uomo, quell’uomo che sembra sparito nel nulla. Ma il protagonista di Un uomo sottile non dialoga soltanto con i personaggi dei romanzi di DDG, racconta in parallelo anche una storia privata: quella della malattia e della guarigione di sua moglie, una malattia che potrebbe apparire simile a quella che ha colpito DDG. Alla fine il narratore decide di andare a trovarlo a Venezia. Oserà aprire la porta di quella stanza ritrovandoselo davanti? Costruito come fossero scatole cinesi, questo romanzo ci mette in contatto con il mistero dell’identità, con la chiaroveggenza della letteratura, con il miracolo dei romanzi che in una forma inaspettata finiscono per custodire la memoria di chi li ha scritti anche quando l’autore non può piú ricordarli. Un omaggio, una dichiarazione d’amore verso il potere salvifico della letteratura, e verso uno scrittore che abbiamo tutti amato. Un tributo, un modo per prolungarne ricordo e memoria.

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La nuova classe dirigente e le scuole del potere

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2021

Di Antonio Galdo. Perché l’Italia ha una classe dirigente così liquida e poco preparata? Perché la politica deve affidarsi continuamente a una supplenza esterna? E perché in economia le prime linee si cercano nell’opaco universo delle società di consulenza? “I soldi non bastano. La ricostruzione dell’Italia, dopo decenni di impoverimento e di decadenza, non potrà avvenire solo grazie al denaro dell’Unione europea, un intervento che vale sette volte il piano Marshall con il quale furono gettate le basi del boom economico. Oltre alla benzina serve chi guida la macchina.”Si legge nell’introduzione del libro. E sono proprio queste le domande e le riflessioni alle quali Antonio Galdo cerca di dare delle risposte nel libro “Gli Sbandati. La nuova classe dirigente e le scuole del potere” in edicola con Il Sole 24 Ore per un mese da sabato 13 novembre.La risposta secondo l’autore parte dalla considerazione che, un nervo scoperto del sistema Italia, sono state azzerate le scuole del potere, i luoghi della formazione delle élites, dove hanno studiato e sono cresciuti i gruppi dirigenti che hanno accompagnato il Paese lungo la via del benessere di massa. Adesso le carriere si fanno, con estrema rapidità, attraverso l’ascensore di Internet, in sinergia con la televisione. Oppure nei partiti ad personam, privi di regole e di meccanismi di selezione tipici della democrazia. Tutto è diventato piuttosto casuale, e così abbiamo in campo una classe dirigente di Sbandati. Dei quali facciamo fatica a capire da dove vengono e dove vanno, al di là degli slogan recitati senza pause. Il volume è composto da tre capitoli: Il potere in politica; Il potere in economia; Il potere nella tecnocrazia. In edicola da sabato 13 novembre (€ 12,90) , sarà anche in libreria dal 25 novembre (€ 14,90) ed è disponibile anche in formato e-book (€ 9,99).

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Alter Eva. Natura Potere Corpo

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

Firenze, Palazzo Strozzi (28 ottobre-12 dicembre 2021). La Fondazione Palazzo Strozzi presenta Alter Eva. Natura Potere Corpo, una mostra che attraverso le opere di sei artiste italiane, innesca, partendo da un punto di vista femminile, una riflessione sul futuro fondato su nuovi principi di coabitazione naturale e sociale. Protagoniste della mostra Alter Eva. Natura Potere Corpo sono Camilla Alberti, Irene Coppola, Martina Melilli, Margherita Moscardini, Silvia Rosi, Marta Roberti, artiste nate tra gli anni Ottanta e Novanta, le cui opere, tra scultura, pittura, fotografia e installazione, vanno a comporre negli spazi della Strozzina una narrazione sfaccettata dove la natura decostruita o immaginifica si affianca a corpi esibiti o raccontati, e forti dichiarazioni politiche dialogano con le storie intime e personali di appartenenza culturale.La mostra è realizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi con la collaborazione di IED Firenze – Master in Curatorial Practice classe 2020/2021 ed è coordinata da Martino Margheri (Responsabile progetti educativi università e accademie Fondazione Palazzo Strozzi) e Daria Filardo (docente e coordinatrice Master IED Firenze). La classe del Master è stata coinvolta nella progettazione della mostra, nella realizzazione del catalogo e nella programmazione delle attività per il pubblico, con l’obiettivo di apprendere i fondamenti organizzativi e gestionali di un progetto espositivo. Questa tipologia di formato educativo rappresenta un‘importante occasione di formazione e offre ad aspiranti curatori l’opportunità di formarsi sul campo confrontandosi con i professionisti che lavorano in un’istituzione culturale. L’iniziativa è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Andy Bianchedi in memoria di Hillary Merkus Recordati con la collaborazione di IED Firenze. Sostenitori Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Fondazione CR Firenze, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi, Intesa Sanpaolo.

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“Il cuore del potere – dal signoraggio bancario alla desovranizzazione degli stati” di Andrea Breschi

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

E’ uscito a settembre in tutte le librerie e nei web stores Il cuore del potere. Dal signoraggio bancario alla desovranizzazione degli stati, opera di Andrea Breschi edita da Terre Sommerse. L’opera propone una ricostruzione dei più significativi eventi del secolo scorso legati alla progressiva affermazione della moneta a debito nelle economie dei popoli, risale a documenti storici ufficiali, dichiarazioni di economisti, uomini illustri e premi Nobel che negli ultimi decenni hanno dato importanti contributi a questi temi. Propone inoltre dichiarazioni di rappresentanti della politica e delle istituzioni che hanno avuto un ruolo determinante nei cambiamenti politici ed economici, in chiave globalista, di molte nazioni.Questo lavoro fa finalmente luce sul signoraggio bancario, con una trattazione comprensibile e svincolata dai tecnicismi tipici delle materie economiche e finanziarie, aprendo uno squarcio su un argomento taciuto dai media generalisti e trattato con reticenza anche dalla contro informazione; chiarisce nel contempo quali sono le dinamiche legate alla creazione della moneta, quali relazioni ci sono tra la perdita di Sovranità monetaria ed il crescente debito pubblico delle nazioni e lascia intuire quale sia il reale peso dei governi nazionali nelle decisioni di natura economica globale.Le argomentazioni presentate dall’Autore, accompagnano il lettore in un percorso di analisi e di scoperta al termine del quale risulterà naturale interrogarsi se la moneta vada ancora vista solo come mero e semplice mezzo di pagamento, o debba piuttosto essere concepita come strumento di dominio, particolarmente efficace per ridurre popoli e nazioni alla sottomissione.

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“Le aziende hanno capitalizzato il loro potere di mercato”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Ma secondo una fonte citata dal Financial Times, un altro fattore potrebbe aver giocato un ruolo in questa trattativa: “Le aziende hanno capitalizzato il loro potere di mercato e hanno messo in campo il solito argomento farmaceutico: i vaccini funzionano, quindi ne aumentiamo il ‘valore’. .”Questo potere di mercato (un’azienda può fissare un prezzo più alto del suo costo di produzione perché gli acquirenti non hanno scelta) è particolarmente visibile se prendiamo l’esempio dell’Italia (e non solo), dove la stragrande maggioranza di vaccinazioni avvengono con il Pfizer. Una situazione di monopolio a cui, se aggiungiamo le minori vaccinazioni di Moderna, Astrazeneca e Janssen è comunque un oligopolio che non può escludere accordi fra le varie aziende per aumentare insieme i prezzi (come è già avvenuto per Pfizer e Moderna).Alle informazioni sull’aumento del prezzo di Pfizer, un rappresentante della commissione, citato da Reuters, aveva spiegato che il costo avrebbe tenuto conto delle varianti.Ma poche settimane prima due dirigenti di Pfizer avevano annunciato in una conferenza con gli investitori che un aumento dei prezzi era possibile, ma per ragioni finanziarie: “Se si guarda a come vengono determinati domanda e prezzi attuali, è chiaro che non sono è da quelle che definirei normali condizioni di mercato o normali forze di mercato… Sono determinati dalla situazione pandemica in cui ci troviamo e dalla necessità che i governi ottengano dosi da vari fornitori di vaccini”, aveva detto il direttore finanziario del gruppo, Frank D’Amelio.“[Ma] le normali forze di mercato alla fine riprenderanno il controllo. Fattori come l’efficacia, la possibilità di richiamo della vaccinazione e l’utilità clinica diventeranno molto importanti. E francamente, la vediamo come un’opportunità, in termini di domanda e prezzo, visto il profilo del nostro vaccino”, concluse, citando una “significativa possibilità” di aumentare il prezzo per dose.Per capire meglio il contesto, è bene ricordare che l’Unione Europea aveva pagato meno di altri (come Uk, Usa o Israele) per i primi ordini di vaccini.Ci sembra evidente che le aziende (Pfizer come le altre, in testa) hanno a cuore prima di tutto il capitale dei propri azionisti. E che “l’appetito vien mangiando”. La salvezza dell’umanità? In fondo a destra. Aspettiamo le conseguenti iniziative dell’Ue, in ritardo visto che questo appetito era noto da marzo, oltre che insito nel nostro sistema economico capitalistico. Vincenzo Donvito, Aduc

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Governo. L’antiscienza al potere

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2021

“Anni fa, con un amico sostenitore della astrologia, feci una scommessa. Acquistai una rivista di astrologia e la conservai per un anno; al termine ci fu una verifica e quello che era stato previsto non si era avverato. Fiducioso, attendo che qualcuno dimostri che gli influssi astrali determinino la mia esistenza. Sull’argomento, l’Aduc ha lanciato una iniziativa sul proprio sito, per chiedere, al presidente della Commissione parlamentare sui servizi radiotelevisivi, che le trasmissioni astrologiche siano bandite dai programmi RAI, visto che il contribuente paga il canone, lasciando le previsioni sugli influssi astrali alle testate private. Purtroppo, l’antiscienza si insinua anche nelle più alte rappresentanze istituzionali, Senato e Camera, sicchè abbiamo il tentativo di riconoscimento della agricoltura biodinamica (da non confondere con quella biologica), perché ricongiunge le forze astrali cosmiche con quelle terrene. Previsione che va remunerata con fondi pubblici, cioè del contribuente. Fiducioso, attendo che qualcuno dimostri che il ricongiungimento astrale contribuisce alla fertilità della terra. Torneremo al sistema geocentrico? E perché no! D’altronde è assodato che il Sole nasce a est e tramonta a ovest, dal che si crede che è il Sole che gira intorno alla Terra.Sentiamo dei subbugli nelle tombe di Copernico e Galilei. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Libro: Il potere che sta conquistando il mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2021

Il vecchio ordine mondiale si sta rapidamente trasformando. Facendo seguito al fortunato volume Come si comanda il mondo in cui si dimostra la prevalenza dei leader della finanza su quelli della politica, gli autori analizzano il ruolo delle multinazionali cinesi, russe, brasiliane, indiane e islamiche. Vengono quindi approfonditi i rapporti con i fondi sovrani e la criminalità, i paradisi fiscali e la politica energetica. E fin qui, nulla di nuovo perché si replicano i modelli della democrazia liberale. Nel frattempo, però, la Cina sta diventando un gigante dell’intelligenza artificiale, egemonizzando l’Africa, il continente del futuro. In una situazione complessa più che il mercato è di nuovo lo Stato a essere protagonista nel XXI secolo, poiché queste multinazionali sono in gran parte subordinate ai governi nazionali. Il declinante Occidente riuscirà a individuare strategie per non soccombere nell’eterna lotta per il potere? È l’interrogativo fondamentale al quale cerca di rispondere questo libro.Di fronte al disordine mondiale scaturito dalla caduta del muro di Berlino e dagli attentati dell’11 settembre 2001, ci si chiede con sempre maggiore insistenza chi comandi il mondo. Nonostante i contributi sempre più numerosi, manca finora una visione d’insieme che unisca gli indispensabili presupposti teorici con gli inevitabili effetti pratici, in modo da individuare relazioni e intrecci, che il più delle volte sono davanti agli occhi di tutti. Con un approccio scientifico, gli autori si interrogano su questo tema, riunendo fili dispersi per creare un originale quadro di insieme. Emerge che le persone che influenzano le sorti del pianeta non sono le classi politiche che appaiono sugli schermi televisivi e contro cui si indirizza la protesta, ma i manager delle multinazionali che operano nel mercato globale. Il potere non è impersonale oppure determinato dalle selezioni di un algoritmo ma il nostro destino è deciso da nomi e volti ben individuabili. Il loro controllo è il problema decisivo della democrazia nel XXI secolo. (Editore Rubbettino)

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Loretta Goggi e i giochi di potere della politica italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2021

«Conscia delle difficoltà che affliggono molti di noi, della sofferenza che è entrata in decine di migliaia di case non risparmiando nessuno, dai bambini agli anziani, e dell’impegno costante profuso a rischio della vita di tutti coloro che si sono impegnati per salvare quella degli altri in questi giorni, costretta a restar ferma nella mia casa di Roma perché alcune persone sono risultate positive al Covid sul set del film a cui sto lavorando a Bari, mi sono fermata a riflettere ancora su questo 2020 giunto ormai alla fine e a chiedermi cosa augurarmi e augurarci per quello a venire». Così Loretta Goggi in una lettera aperta di auspicio per il 2021 che apparirà sul numero uno di Famiglia Cristiana. «Su tutto», prosegue la Goggi, «vincere la battaglia – ma sarebbe più giusto definirla guerra – contro il virus, senza però dimenticare con superficialità cosa abbia significato e ci abbia lasciato in eredità, e ritrovare la nostra salute fisica, psichica e spirituale, accompagnata da una ripresa dell’economia che distribuisca lavoro per tutti». Loretta Goggi invita, forti dell’esperienza della pandemia, «a guardare bene in profondità dentro di noi, rielaborare il senso della vita e impegnarci attivamente a scegliere per l’Italia chi possa guidarla, individuare e sostenere persone capaci di guardare ai reali bisogni del Paese mettendo fine alle ripicche e ai giochi di potere, divenuti insopportabili, indirizzando le energie ed esperienze verso quello che dovrebbe essere l’unico disegno di legge necessario: ridare vita ai sogni di tutti coloro che sono stati regolarmente privati dell’attenzione che le loro condizioni avrebbero richiesto e riconoscere il merito alle grandi professionalità di quei molti che sono stati in grado di sostenere e risolvere con il loro impegno il peso schiacciante di enormi difficoltà».

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Il potere che sta conquistando il mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2020

Di Giorgio Galli e Mario Caligiuri con i tipi della Rubbettino € 16. È il libro, parafrasando il titolo, indicato dagli autori, che sta “conquistando il lettore” per la sua prosa scorrevole e per gli argomenti che espone e per l’essere di grande attualità. Sembra proprio che la profezia di Francis Fukuyama sia proprio riuscita con il trionfo del capitalismo liberale su tutto il pianeta. Gli autori lo accostano al modello delle multinazionali con la sua fitta rete di connessioni, connivenze e intrecci tra economia e politica, tra una certa classe dirigente delle multinazionali e le agenzie di rating, la criminalità organizzata, i paradisi fiscali, le università e i media. È un potere, quello delle multinazionali, che è trasversale coinvolgendo stati e continenti con la ferrea logica del profitto. È una task force costituita da ben 50 grandi multinazionali che coprono tutti i settori dell’economia e della finanza e che per la loro stessa natura vanno a coesistere con le democrazie e le dittature del mondo e ad interagire con esse da predatore. Il loro successo aumenta le disuguaglianze “poiché vengono scaricati sui cittadini i costi della globalizzazione e limitano, di conseguenza, sempre di più i diritti: dalla sicurezza alla salute, dal lavoro all’istruzione,” E questo libro, scrivono gli autori nella loro chiusa finale, intende far assumere consapevolezza per una sfida decisiva che le democrazie del XXI secolo sono chiamate ad affrontare. Gli esiti dipenderanno sempre più dall’efficienza dei sistemi di governo e dalla loro capacità di porre un argine alla loro invadenza. Toccherà ai popoli e alla loro consapevolezza formare una classe dirigente capace d’invertire la tendenza dopo oltre mezzo secolo di decisioni discutibili che hanno accresciuto l’arroganza di questo potere sovranazionale e impedito la crescita delle politiche di sviluppo e di equa ripartizione delle risorse nell’interesse generale dell’umanità. (Riccardo Alfonso)

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“Il potere che sta conquistando il mondo. Le multinazionali dei paesi senza democrazia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

di Giorgio Galli e Mario Caligiuri Quanto conta il potere economico nello scacchiere della politica internazionale? Quali sono i rapporti che legano (e vincolano) le multinazionali agli stati nazionali? È vero i colossi dell’industria, ma ancor più della tecnologia e dell’informatica, sono strumenti nelle mani dei governi non democratici? Facendo seguito al fortunato volume “Come si comanda il mondo” del 2017 in cui si è dimostrata la prevalenza dei leader della finanza su quelli della politica, Giorgio Galli, il decano dei politologi italiani, e Mario Caligiuri, uno dei più autorevoli studiosi europei di intelligence, analizzano nel loro nuovo libro “Il potere che sta conquistando il mondo. Le multinazionali dei Paesi senza democrazia” il ruolo delle corporation cinesi e russe, brasiliane e indiane, arabe e turche.Vengono così approfonditi i rapporti con i fondi sovrani e la criminalità, i paradisi fiscali e la politica energetica, che replicano gli identici modelli occidentali. Nel frattempo, però, la Cina è diventata un gigante dell’intelligenza artificiale, egemonizzando l’Africa, il continente del futuro. In una situazione complessa più che il mercato probabilmente sarà di nuovo lo Stato a essere protagonista nel XXI secolo, poiché queste multinazionali sono in gran parte subordinate ai governi nazionali. Il declinante Occidente riuscirà a individuare strategie per non soccombere nell’eterna lotta per il potere? É l’interrogativo fondamentale al quale ha cercato di rispondere il libro di Galli e Caligiuri attraverso un’analisi documentata e rigorosa. Le conclusioni degli autori sono insieme un ammonimento e una profezia: “L’intento di questo libro è fare assumere consapevolezza che una sfida decisiva per le democrazie del XXI secolo è la competizione crescente con le multinazionali. Gli esiti di questo confronto dipenderanno principalmente dall’efficienza dei sistemi di governo, costretti ad affrontare una realtà che non si potrà più eludere con la disinformazione”.

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Tutto il potere al popolo sovrano

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

Quante volte queste parole sono state pronunciate con una certa enfasi in tutti gli angoli del mondo per consentire a chi le esprimeva di sentirsi figlio del popolo e popolano lui stesso. Quante volte, nella pratica di vita, sono suonate altrettanto false e demagogiche? Consideriamo gli eventi per quelli che sono. Come può esprimere un “potere” il popolo? Non può farlo in prima persona ma semmai delegarlo ad un suo rappresentante. Da qui parte in ugual misura la buona fede e l’inganno. Il “popolo” innanzitutto è un termine troppo generico per identificarsi con una sola anima e un ugual intento. Penso al datore di lavoro e al suo dipendente, penso agli sfruttati e agli sfruttatori, ai ricchi e ai poveri, a chi ha e a chi è. Parte dal saggio e va a finire al malandrino. Tutti insieme possono essere chiamati popolo ma in quanto a rappresentatività le loro differenziazioni diventano inevitabilmente marcate e a volte inconciliabili tra loro. Questo ci indurrebbe a chiedere a chi evoca il “popolo sovrano” a quale genere di “popolo” intende riferirsi. Se poi questa espressione la collega al collante dei diritti e dei doveri di un popolo non credo che un pensionato, un disoccupato, un diseredato possa sentirsi garantito da chi ha un buon impiego, ha una cospicua rendita, è un parvenu possa associare i suoi diritti e doveri a quelli che amano imporli agli altri ma non a sé stessi. È questo il popolo sovrano? Ma mi faccia il piacere. (Riccardo Alfonso)

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Gli italiani e il potere invisibile

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

Già molti anni fa un celebre avvocato, Achille Battaglia, scrisse in un suo libro titolato “Il giudice e la politica”, che se si vuole conoscere una determinata società bisogna guardare, più che alle leggi che la regolano, alle sentenze dei suoi giudici. “A questo proposito oggi andrebbe aggiunto che il lasciare languire la giustizia impantanandola in un mare di processi in attesa di giudizio, o perseguendo in maniera “maniacale” alcuni aspetti formali ritenuti non del tutto tutelati sia nella fase istruttoria sia in quella giudicante, non si fa che rendere un pessimo servizio alla stessa giustizia. Inoltre, l’allentamento delle verifiche, sia burocratiche, per il venire meno dello stato accentrato, sia politiche, per la particolare situazione italiana che ha visto l’opposizione politica spesso più impegnata nel tentativo di co-governo che nel ruolo di controllo, ha portato a concentrare nel giudice penale gli unici interventi di verifica della regolarità dell’azione amministrativa, cioè il potere di controllo. Oltre, naturalmente, a quello che l’opinione pubblica esercita soprattutto attraverso l’opera della stampa d’informazione: occorre però precisare la scarsa attenzione della pubblica opinione a fenomeni di corruzione e di malgoverno amministrativo, essendo la massa dei cittadini attestata su un atteggiamento passivo di rassegnazione, se non di acquiescenza. Infatti, per quanto vi siano stati dei sinceri moti d’entusiasmo per taluni operati della giustizia, come l’azione condotta brillantemente dai magistrati di “mani pulite” milanesi e dai pool palermitani e fiorentini o di altre procure, questa carica emotiva sembrava incapace di avere una tenuta di largo respiro e di sapersi tradurre in una continua e ininterrotta azione di stimolo in difesa del diritto e in odio alla sopraffazione dei poteri che mestano nel torbido. A tutto ciò si aggiunga quel grave fenomeno, denunciato principalmente da Bobbio, che è costituito da ciò che egli affermava essere la mancata realizzazione di una promessa fondamentale della democrazia. (Riccardo Alfonso)

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Unc: deflazione preserva potere d’acquisto delle famiglie

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

Secondo i dati provvisori di luglio resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un ribasso annuo dello 0,3%, mentre il carrello scende da +2,1% di giugno a +1,5%.”Una buona notizia. Anche se la ragione della deflazione è il crollo del Pil senza precedenti e la crisi drammatica che stiamo attraversando, non bisogna confondere le cause con gli effetti. Il rallentamento del carrello della spesa e la flessione dei prezzi consente di preservare il potere d’acquisto delle famiglie, contenendo la sua caduta dovuta alla riduzione del reddito disponibile. Una buona notizia per la casalinga di Voghera che va tutti i giorni a fare la spesa al mercato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, la deflazione consente una riduzione della spesa di 115 euro, anche se il carrello della spesa a +1,5% incide ancora sugli acquisti di tutti i giorni, che segnano in rialzo di 133 euro, nettamente inferiore, però, a maggio quando la maggior spesa era pari a 192 euro su base annua. Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il risparmio è di 113 euro, anche se il rialzo per le compere quotidiane è di 120 euro (era 174 a maggio), per una famiglia media la deflazione a 0,3% permette un ribasso del costo della vita di 96 euro, anche se 99 euro in più vanno spesi per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona. Nel mese precedente, comunque, erano 144 euro in più” conclude Dona.

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