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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘poteri’

Previsti nuovi e maggiori poteri sanzionatori per Autorità a difesa dei consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

La Commissione Europea ha proposto un nuovo accordo europeo in tema di tutela del consumatore (New Deal for Consumers) che prevede, tra l’altro, l’avvio di una class action di stampo europeo, avviabile esclusivamente dalle Associazioni dei consumatori e contestualmente maggiori poteri, d’intervento e sanzionatori, per le Autorità di ogni Stato membro. “Mentre in Italia la class action è stata ostracizzata e affossata, l’Europa non solo lancia una proposta innovativa che la nobilita e le dà nuova forza, ma valorizza il ruolo strategico delle Associazioni dei consumatori– dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – nel contesto di mercato attuale, dove i diritti dei consumatori sono sempre più compressi, violati e sacrificati, è fondamentale la presenza delle Associazioni dei consumatori al loro fianco. Come Adoc sosteniamo con forza la proposta della Commissione Europea, che prevede l’introduzione di un’azione di classe europea, avviabile solo da un’Associazione di consumatori, per chiedere un risarcimento, come anche una compensazione, una sostituzione o una riparazione, per conto di un gruppo di consumatori che sono stati danneggiati da una pratica commerciale illegale. Dopo lo scandalo Dieselgate, questa è la giusta risposta da parte dell’Unione Europea. Apprezziamo anche la proposta di estendere il potere sanzionatorio delle Autorità nazionali a difesa dei consumatori. In futuro avranno il potere di imporre sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive in modo coordinato: per le infrazioni diffuse che colpiscono i consumatori in diversi Stati membri dell’UE l’ammontare massimo elevabile corrisponderà al 4% del fatturato annuale dell’azienda in ciascuno Stato membro. Per i consumatori sono previsti inoltre maggiori diritti e garanzie in occasione di acquisti online, in particolare sul diritto di recesso, che verrà potenziato. Ci auguriamo che la proposta superi il vaglio del Parlamento e del Consiglio Europeo, la formalizzazione del nuovo accordo per i consumatori segnerebbe una svolta nella difesa e nella tutela dei diritti dei consumatori italiani e europei”.

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Più poteri alle regioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

“Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha quest’oggi convocato i parlamentari veneti per discutere in merito alla questione dell’Autonomia regionale, dopo il referendum dello scorso autunno e dopo dei primi accordi intercorsi tra il governo centrale e le Regioni prima del voto del 4 marzo.
Il presidente Zaia ha chiesto a noi parlamentari impegni concreti per far sì che anche le restanti materie dell’Autonomia possano presto essere oggetto di nuovi accordi tra governo e Regioni, per dare seguito a quanto indicato dagli elettori con la consultazione referendaria.Forza Italia ha voluto fortemente il referendum sul cosiddetto regionalismo differenziato in Veneto, abbiamo da sempre sostenuto le ragioni di una maggiore autonomia responsabile per le Regioni, un vero e realizzato federalismo. Meno Stato invadente al Nord, più Stato efficiente al Sud. Gli articoli 116, 119 e 120 della Costituzione consentono un regionalismo con competenze e risorse variabili, e la sussidiarietà tra Stato e governi locali. Non faccia il livello superiore di governo ciò che può fare meglio un livello inferiore, non faccia il pubblico ciò che può far meglio il privato.Per realizzare tutto questo nel più breve tempo possibile i parlamentari veneti di Forza Italia propongono l’immediata costituzione di un intergruppo Camera-Senato sui temi dell’autonomia. Un intergruppo che potrebbe essere presieduto da una figura autorevole come quella del presidente Renato Brunetta, per dare risposte celeri alle Regioni e ai cittadini che chiedono con forza più poteri per i territori”. Lo affermano, in una dichiarazione congiunta, Piergiorgio Cortelazzo e Dario Bond, deputati di Forza Italia.

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Sicurezza: più poteri ai sindaci e problematiche della polizia locale

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2017

vigili-urbaniApprovato in Consiglio dei Ministri il decreto sicurezza urbana. Dispiace prendere atto ancora una volta, che il Decreto fortemente voluto dall’Anci e dal Ministero dell’Interno per dare più poteri ai Sindaci, stipulare i patti per la sicurezza tra Prefetti e Sindaci al fine di rendere più cogente, nelle aree urbane, l’attività di prevenzione e di controllo sul territorio non tiene minimamente in conto la necessità di dare risposte, in termini di tutele e diritti, ai 60.000 agenti e ufficiali della Polizia Locale.Lo dichiara in una nota il Segretario Nazionale UIL FPL Daniele Ilari.Nulla quaestio su maggiori poteri ai Sindaci in materia di lotta al degrado e all’illegalità, anche attraverso un rafforzamento del potere di emanare ordinanze contingibili e urgenti, e su un rapporto sinergico tra Stato e Amministrazioni Locali per garantire una maggiore sicurezza nelle aree urbane, ma – prosegue il Segretario Ilari – non si può continuare ad ignorare coloro che la lotta al degrado e all’illegalità la mettono in pratica tutti i giorni: le lavoratrici ed i lavoratori della Polizia Locale.La Polizia Locale continua ad essere trattata come una polizia di serie B rispetto agli altri corpi di polizia dello Stato. Sono sei anni che chiediamo a gran voce il ripristino della causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata in caso di infortunio o aggressione legata all’espletamento dei compiti d’istituto, benefici da cui gli appartenenti ai corpi e servizi di Polizia Locale sono stati “scippati” dal Decreto Monti.E che dire della ormai obsoleta legge quadro sulla Polizia Locale, che risale ad oltre trent’anni fa e non tiene in alcun modo in conto, le innuerevoli competenze trasferite agli operatori e il mutato quadro normativo e istituzionale di riferimento?Abbiamo chiesto al Ministro dell’Interno e al Presidente dell’ Anci l’apertura di un tavolo di confronto sulle problematiche della Polizia Locale. La UIL FPL è come sempre disponibile a ricercare soluzioni condivise non solo nell’interesse dei lavoratori che rappresenta, ma anche dei cittadini e del sistema paese. La Polizia Locale – conclude Ilari – continuerà, come sempre, a fare il proprio lavoro con serietà e abnegazione, malgrado le carenze d’organico, il blocco del turnover, la mancanza di tutele, svolgendo attività di prevenzione e garantendo sicurezza ai cittadini, ma i suoi sessantamila operatori meritano rispetto e non si può continuare ad ignorare le giuste rivendicazioni di un’intera categoria.

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Lettera aperta a Grillo

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2012

Grillo a distanza di 20 anni dall’outsider Silvio Berlusconi presenta, per il politologo, molte assonanze con quel percorso che riuscì a colmare un vuoto della politica determinato dalla falcidia di “mani pulite”, dall’ottusità dei poteri di allora e dalla mancanza di un progetto politico credibile.
Ma c’è anche chi va più a ritroso nel tempo ed evoca il ruolo svolto dal nuovo settimanale “L’uomo qualunque” fondato da Guglielmo Giannini. Tutto sembra assomigliare a quell’iniziativa: allora vi era la figura di un torchio inserito in una U a simboleggiare la striminzita immagine di un uomo schiacciato da una classe politica che opprime il piccolo borghese. Oggi Grillo nelle sue invettive ha come epicentro una classe politica inefficiente, avida, poco rappresentativa e una leadership mediocre. Lo strumento adottato per cogliere l’attenzione popolare è la satira, in entrambi i casi, anche se Giannini adoperava l’arma della carta stampata e Grillo il web. Giannini con il suo “Uomo qualunque”, lo “abbasso tutti” si confrontò con il voto amministrativo e politico riscuotendo un iniziale grande successo. Grillo sta ripercorrendo la stessa strada e Parma è diventata il suo “cavallo di Troia” capace, come per i greci, d’espugnare i palazzi del potere.
Ma ora che si stanno meglio definendo i contorni bisogna capire chi, a fronte di una debolezza elettorale dei due massimi partiti: il Pdl e il Pd, riesce meglio degli altri a fagocitare il consenso degli astenuti che stanno a guardare alla finestra. E su questo punto sappiamo bene che sia il Pdl sia il Pd nutrono la segreta speranza di recuperare, da questo bacino di potenziali voti, la debacle subita.
In questo frangente il Pdl rispolvera il solito rosario di promesse assicurando gli elettori che intende farlo rinnovandosi al suo interno ma guardandosi bene da appalesarsi, come lo è in effetti, il movimento che è solo in grado di puntare a tutto cambiare per nulla cambiare e la recente proposta del semipresidenzialismo va in questa direzione.
IL Pd è diventato una sorta di “asino di Buridano” che non sapendo scegliere i propri alleati in modo chiaro ed intellegibile finirà solo con il morire di fame e di sete.
Restano la destra “detta estrema” di Francesco Storace e tutto quello sciame di movimenti, a partire dal più consistente che è l’Idv di Di Pietro che si definisce di un centro che guarda a sinistra, e gli altri che si riconoscono con la sinistra anch’essa denominata “estrema” ma poco “accettati” e potrebbero correre il rischio di restare congelati all’opposizione con la Lega di Maroni come lo è stato con il Msi di Almirante.
A questo punto la palla ritorna a Grillo, ma quali possibilità ha di vincere le politiche, e ancora se le vince con chi potrà allearsi? E se stiamo all’esperienza del suo illustre predecessore Giannini il rischio che finisca con l’infrangersi contro gli scogli di una politica sempre più insidiosa è reale e traumatico per gli effetti che produrrebbe.
Resta la nostra proposta di azzerare il voto per il Pd, il Pdl e il Fli e di far convergere i voti sul movimento di Vendola, Di Pietro e Grillo e farli diventare una maggioranza assoluta. Significa che in un sol colpo gli italiani si liberebbero di tutti i leader carismatici che da anni calcano le scene e di riproporsi con nuovi volti e di liberarsi dei giochi e giochetti da mercato delle pulci. E questa, a mio avviso, è la vera rivoluzione democratica che potremmo aspettarci nell’interesse di tutti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Siti internet in pericolo?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2012

Avaaz comunica: “Da un momento all’altro il governo Monti potrebbe approvare una legge che ucciderebbe la libertà di Internet così come la conosciamo oggi: mancano pochi giorni e solo una grande mobilitazione pubblica può fermarlo. Alcuni quotidiani hanno fatto trapelare la bozza di una legge scritta in segreto dal governo che darebbe all’Autorità delle Comunicazioni (AGCOM) il potere di chiudere qualunque sito internet per il semplice sospetto di violazione del diritto d’autore. Le potenti lobby dell’industria e dei media stanno facendo pressione sul governo affinché la legge sia adottata il prima possibile, ma oltre 30 parlamentari hanno lanciato l’allarme e se saremo in tanti ad agire ora potremo convincere il Presidente Monti ad abbandonare la legge bavaglio e a proteggere la nostra libertà della Rete. Lo scorso anno la campagna di Avaaz ha generato un ciclone mediatico enorme e fermato AGCOM dall’adottare di nascosto un regolamento bavaglio simile a questa legge: possiamo farlo di nuovo. Monti è sempre più sensibile all’opinione pubblica man mano che la sua popolarità scende: ora è il momento di farci ascoltare. Clicca sotto per firmare la petizione per chiedergli di abbandonare il bavaglio e salvare Internet: le nostre firme saranno consegnate agli uffici del Presidente, ai ministri chiave e ai media: http://www.avaaz.org/it/monti_save_our_internet/?vl
Senza un effettivo sistema di pesi e contrappesi, AGCOM può diventare una vera minaccia alla nostra democrazia. Nominati dai maggiori partiti, i suoi membri operano con pochissima trasparenza e rispondono ai diktat di potenti interessi politici e industriali, spesso senza alcun controllo parlamentare. Ora, con la nuova legge, i suoi poteri di censura potrebbero crescere pericolosamente. La bozza di legge trapelata permetterebbe ad AGCOM di chiudere, nell’arco di poche ore e senza l’intervento di un giudice, interi siti d’informazione e d’interesse pubblico, come WikiLeaks, portali di software libero e siti di video come Youtube, solo perché uno specifico contenuto o una canzone è sospettata di violare il diritto d’autore. Il paladino della nuova legge bavaglio è il sottosegretario di stato, Antonio Catricalà, sotto l’enorme pressione di giganti dell’informazione come Mediaset e della potente industria dell’intrattenimento. Ma tanto l’influente sottosegretario Paolo Peluffo quanto il Presidente Monti sono molto preoccupati per le possibili conseguenze di una nuova mobilitazione popolare a causa della posizione sempre più instabile del governo. Non ci rimane molto tempo. Il governo potrebbe approvare la legge in uno dei prossimi Consigli dei Ministri, rendendo definitivi i nuovi poteri di censura di Agcom, proprio ora che il suo mandato sta per scadere. Uniamoci alle voci dei parlamentari e chiediamo lo stop dell’approvazione in extremis di questa legge bavaglio che mette in pericolo Internet libero. Firma ora la petizione e condividila con tutti: http://www.avaaz.org/it/monti_ save_our_internet/?vl”

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Nuovi poteri d’inchiesta per gli eurodeputati

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2011

El Parlamento Europeo aprueba la Tasa Robin Hood

Image by Gaiux via Flickr

Bruxelles. Parlamento europeo. La Commissione Affari Costituzionali ha approvato nuove norme per rafforzare l’esercizio del diritto d’inchiesta del Parlamento europeo includendovi il diritto di condurre indagini sul campo, citare testimoni, richiedere documenti e relazioni di esperti. Traendo spunto dalle nuove competenze politiche conferitigli dal Trattato e dalle sue precedenti commissioni d’inchiesta, i deputati ritengono che gli attuali poteri d’inchiesta del Parlamento siano limitati e che, quindi, dovrebbero essere estesi per permettergli di esaminare approfonditamente le presunte violazioni o i casi di cattiva amministrazione nell’applicazione del diritto comunitario. Il rapporto, redatto da David Martin (S&D, Regno Unito), invita il Consiglio e la Commissione a concordare una serie di modifiche dell’attuale diritto di inchiesta del Parlamento europeo, includendo nuove disposizioni in materia di sanzioni e di cooperazione con le autorità locali.
Il diritto d’inchiesta è un elemento importante dei poteri di sorveglianza e, a tal fine, secondo gli eurodeputati, alle commissioni d’inchiesta dovrebbe essere consentito di condurre indagini sul campo, anche ricevendo aiuto e assistenza da parte delle autorità nazionali, chiedere documenti, citare testimoni, sentire funzionari e altri agenti dell’Unione o degli Stati membri e chiedere relazioni di esperti. Se lo ritiene necessario, la commissione d’inchiesta deve poter citare come testimone chiunque sia residente nell’Unione europea. Ai testimoni, preventivamente informati dei loro diritti e obblighi, potrà essere richiesto di prestare giuramento pur mantenendo sia il diritto di rifiutare, sia le altre forme di tutela garantite, in casi analoghi, dalla propria legislazione nazionale.
Secondo le nuove norme, gli Stati membri dovranno prevedere sanzioni per chi si rifiuta di testimoniare o di fornire, senza giustificato motivo, i documenti richiesti, chi fornisce falsa testimonianza e chi corrompe i testimoni.
Secondo le nuove disposizioni introdotte dal Trattato di Lisbona, la nuova proposta di regolamento del Parlamento europeo, per entrare in vigore deve ricevere l’approvazione della Commissione europea e del Consiglio. Una volta completata tale procedura, il regolamento diviene immediatamente applicabile in tutti i Paesi membri.
Dal 1995, quando l’esercizio del diritto di inchiesta è stato introdotto, il Parlamento ha istituito tre commissioni di inchiesta: per indagare sulle frodi in materia di IVA e di dazi doganali in regime di transito comunitario (1995), per la crisi dovuta alla malattia della mucca pazza (ESB) (1997), e per la debacle finanziaria della compagnia di assicurazione “Equitable Life”.

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Sindaci sceriffo

Posted by fidest press agency su domenica, 17 aprile 2011

Addio ai Sindaci sceriffo. Questo in sostanza quello che dice la Corte Costituzionale nella sentenza n. 115 dello scorso 7 aprile. I poteri riconosciuti ai primi cittadini dal d.l. n. 92/08 sono costituzionalmente illegittimi. Nell’affermare cio’ i giudici sono categorici: i Sindaci possono vietare determinati comportamenti e sanzionare la trasgressioni solo in casi contingibili e urgenti. In sostanza niente piu’ ordinanze che vietino indiscriminatamente i piu’ svariati modi di fare. O c’e’ un motivo realmente indifferibile per farlo o l’ordinanza e’ illegittima. Sono tante le citta’ italiane (Roma, Milano, Firenze, Bari, Lecce, Venezia, Treviso, per citare le piu’ note) dove i Sindaci, per i piu’ disparati motivi hanno deciso di vietare una serie di comportamenti altrimenti leciti. Le ordinanze spesso si sono rivelate buone solo a fini propagandistici e per mascherare l’incapacita’ di governare il territorio. Si vieta tutto f inendo per non sanzionare quasi nulla se non per far cassa. Nulla di tutto cio’ sara’ piu’ possibile. Non solo: chiunque, d’ora in poi, venisse multato sulla base di quei provvedimenti amministrativi potrebbe fare giustamente ricorso. Caduti i poteri dei Sindaci, infatti, anche le ordinanze sono da considerarsi illegittime. Dobbiamo entrare in un ginepraio di ricorsi e relativo intasamento della giustizia gia’ di per se’ moribonda? L’Aduc -in virtu’ di certezza del diritto e della sanzione- e’ disponibile, ma vogliamo sperare che le amministrazioni comunali interessate sapranno fare di meglio annullando, nell’interesse dei propri cittadini, quei provvedimenti illegittimi. (Alessandro Gallucci, legale Aduc)

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Per un governo forte dell’Ue

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2011

Roma 3, 4 e 5 marzo. XIV Congresso dell’Associazione Piazza di Trevi 86 sul tema “Il sistema dei Poteri locali e regionali può costituire la base del cambiamento nella cornice dell’Europa Unita e Federale”. Perché  il cambiamento sia sostanziale è necessario − secondo i dirigenti dell’AICCRE − un “Governo sopranazionale, federale, dell’Unione europea che risponda ad un Parlamento eletto a suffragio universale e diretto ed a un Senato degli Stati anche rappresentativo dei Poteri locali e regionali”. In secondo luogo

“occorre una Costituzione dell’Unione europea che fissi in maniera inequivocabile i principi e i valori della nostra tradizione culturale a partire dal rispetto della persona umana”. Per Menna e Verrengia il Congresso sarà “non solo, dunque, un momento di riflessione per l’Associazione ma un luogo che andrà oltre l’autoreferenzialità e si porrà come soggetto attivo nel dibattito politico intorno all’Europa e agli Enti locali”. L’AICCRE inoltre conferma l’esigenza di uno stretto rapporto con le Organizzazioni federaliste, MFE, CIME, AEDE, CIFE, necessario per rendere più efficace e sinergica l’azione per la costruzione di una Unione europea su basi federali che ciascuno di questi soggetti esercita nel proprio ambito.L’Aiccre è la Sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (Ccre), Associazione che raggruppa gli amministratori di oltre 100.000 enti territoriali in 26 paesi dell’Unione europea, dell’Europa centrale e orientale e di Israele. Il Ccre si è costituito a Ginevra nel gennaio 1951 ed è dal 5 maggio 2004 la Sezione europea della CGLU (Città e governi locali uniti)

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Berlusconi al di sopra della legge?

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2011

Comunicato L  Luis Morago – Avaaz.org: “La prossima settimana la Corte costituzionale deciderà se Berlusconi potrà ottenere l’immunità dai processi fintanto che avrà un incarico di governo: la prova del nove per la nostra democrazia. Attualmente imputato per corruzione giudiziaria, falso in bilancio e frode fiscale, il Presidente insieme ai suoi alleati sta esercitando una pressione enorme sui membri della Corte, nel tentativo  d’influenzare la sentenza e di garantire così che la decisione lo metta al di sopra della legge. Questo è un assalto sfrontato al caposaldo della nostra democrazia: la separazione fra i poteri giudiziario, legislativo ed esecutivo. Un enorme grido pubblico in sostegno della Corte costituzionale e della sua autonomia potrebbe respingere l’eccessiva intromissione della politica e garantire che la Corte costituzionale implementi lo stato di diritto. Costruiamo la più grande petizione on-line della storia italiana per proteggere la nostra democrazia: https://secure.avaaz.org/it/in_ difesa_dei_giudici/?vl Negli ultimi anni indagini e processi hanno screditato una grossa parte della classe politica, immischiata in affari di mafia, appalti truccati ed episodi di corruzione. I politici coinvolti si sono chiusi a riccio, promulgando leggi ad personam per evitare i processi e votando contro l’autorizzazione a procedere all’arresto dei parlamentari colpevoli. Nel disperato tentativo di silenziare o ottenere sentenze favorevoli, gli stessi politici indagati o condannati hanno addirittura avviato una pericolosa propaganda contro i giudici, minacciando di avviare commissioni d’inchiesta sul loro lavoro, accusandoli di essere politicamente schierati e addirittura ipotizzando la loro insanità mentale”.
“Berlusconi, attualmente imputato in 3 processi, sta tentando nuovamente di ottenere l’immunità per essere al di sopra della legge. La Corte costituzionale, dopo aver bocciato due tentativi simili in passato, dovrà decidere sulla legittimità di una legge controversa che garantirebbe l’immunità di fatto al Presidente del Consiglio e a tutti i ministri. E la pressione sulla Corte sta raggiungendo il punto di ebollizione. In questa guerra del potere esecutivo contro quello giudiziario, la vittima sacrificale è la salute della nostra democrazia”.

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I ministeri via da Roma?

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2010

«Ho protestato con Gianni Letta per questa grottesca trovata del ministro Calderoli. La mia risposta è molto semplice. Primo: i Ministeri non possono andare via da Roma perché da 140 anni è Capitale d’Italia, così come sancito dalla Costituzione. Secondo: il Natale è una festa troppo importante per le tradizioni religiose e culturali del nostro popolo per trasformarla in uno spunto per uno scherzo di carnevale di pessimo gusto. Nella legge sul federalismo fiscale c’è l’articolo che attua i poteri speciali di Roma Capitale. Quindi Calderoli non può permettersi di associare questa legge a un depotenziamento del ruolo istituzionale della nostra città. Altrimenti tutti i parlamentari del Pdl, e in particolare quelli della nostra Regione, non potranno non trarne le dovute conseguenze nella commissione bicamerale che dovrà esprimere il parere obbligatorio sui decreti legislativi sul federalismo fiscale». È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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I poteri dello stato alla sbarra

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Una democrazia che l’occidente ha sposato si poggia soprattutto sulla logica dei pesi e contrappesi tra i vari poteri dello stato. In tutto questo riecheggia sempre forte il contributo dato da Montesquieu nella sua opera più importante: Lo spirito delle leggi (L’esprit des lois), frutto di 14 anni di riflessioni e di studi. Eravamo a cavallo del XVIII secolo e vi dominavano ancora incontrastate le logiche di una monarchia che stava difendendo con le unghie e i denti le sue prerogative sovrane e assolutiste.  In quei 32 volumi sono stati racchiusi un concentrato della storia del pensiero politico che pur guardando al passato cercava di proiettare una nuova visione della società che stava diventando sempre più complessa e, di pari tempo, conflittuale tra i suoi vari poteri e il primato che ciascuno di essi voleva rivendicare rispetto agli altri. Da qui generazioni di studiosi, studenti, critici (pensiamo ai gesuiti e giansenisti che misero all’indice l’opera “Index Librorum Prohibitorum” nel 1751) lessero quelle pagine sino a farle ingiallire. Oggi diamo per scontato che una società evoluta e una democrazia compiuta debba, innanzitutto, salvaguardare l’autonomia e scongiurare le interferenze autoritarie dei tre poteri dello stato: legislativo (fare le leggi), esecutivo (farle eseguire) e giudiziario (giudicarne i trasgressori) per assicurare la libertà del cittadino e che tutti, compresi i rappresentanti dei poteri legislativi, esecutivi e giudiziari, possano essere giudicati se contravvengono alle leggi alla pari di tutti gli altri. Da qui la logica dei contrappesi dalla Corte Costituzionale, alla Corte dei Conti, al Consiglio superiore della magistratura, ecc.
Ora cosa sta accadendo in Italia? E’ che il legislatore avvalendosi delle sue prerogative cerca di mettere dei limiti ad un altro potere dello stato: quello giudiziario affermando che se i politici che rivestono cariche importanti risultano aver trasgredito alle leggi in tempi precedenti al mandato attuale non possono essere giudicati al pari degli altri cittadini. Non solo. Giustificano questa iniziativa dal fatto che sono stati proprio certi giudici ad interferire nell’esercizio degli altri poteri inquisendo politici e amministratori pubblici in maniera pretestuosa. Se a questo punto non vogliamo fare torto a nessuno perché invece di ricorrere a forzature legislative non si ricorre ad una autorità internazionale, tecnicamente qualificata, che possa valutare l’accusa e la difesa delle parti in conflitto e valutare la loro gravità o inconsistenza? Qui non parliamo, ovviamente, di illeciti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, dove è previsto il tribunale dei ministri. Potremmo, a questo punto, anche pervenire ad una soluzione più immediata e risolutiva. Permettiamo agli eletti al parlamento, se inquisiti dalla magistratura, di veder celebrati i loro processi in tempi brevissimi e con giudizio definitivo affinchè in sei mesi, al più, si possa dire: l’accusa era inconsistente e va archiviata oppure è colpevole e va condannato perdendo automaticamente l’immunità di cui gode. Quindi non rinviare sine die un processo ma celebrarlo subito e in tempi ristretti. E’ questa la nostra proposta che rigiriamo ai politici sebbene nutriamo seri dubbi che possano accettarla e, a questo punto, non ci rimane altro che un dubbio atroce… (Riccardo Alfonso direttore dei centri studi politici e sociali della Fidest)

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Roma capitale: opportunità per tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

«Chi ti dimostra che ad avere le idee confuse è lui, come si evince dalle sue dichiarazioni, che altro non sono che un calderone di accuse senza fondamento e di luoghi comuni. La Legge sul federalismo fiscale stabilisce con grande chiarezza che ci sia raccordo istituzionale, coordinamento e collaborazione tra Roma Capitale con lo Stato, la Regione Lazio e la Provincia di Roma, per la determinazione dei nuovi poteri amministrativi di Roma Capitale. Quella del Sindaco non è affatto una visione angusta, come dichiara l’esponente del Partito Democratico, ma rappresenta semplicemente l’attenersi al dettato della legge votata dal Parlamento. Come sempre l’opposizione cerca di “buttarla in caciara”, invece di comprendere che Roma Capitale è una grandissima opportunità di sviluppo per la città, per la stessa Regione e quindi per tutte le province del Lazio. Chiti sembra invece voler, per puro spirito demagogico, fomentare le province del Lazio ancora una volta contro Roma. Ma basta!». Lo dichiara in una nota il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo.

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Magistrati: poteri senza limiti?

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

A proposito delle dichiarazioni del premier Berlusconi a Mosca dove, tra le altre, lamenta “un potere senza limiti dei magistrati”, l’on. Razzi ha commentato: «facesse il concorso in magistratura se invidia così tanto il potere senza limiti dei magistrati, considerando che ha dichiarato di vivere 150 anni, – ha continuato il deputato eletto all’estero – il cavaliere avrebbe un’altra vita davanti a sé  e se il Presidente Antonio Di Pietro sarà altrettanto longevo, potrebbe sperare anche di processarlo per vendetta un giorno – ha chiuso-».

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Cutrufo su morte Cossiga

Posted by fidest press agency su martedì, 17 agosto 2010

«La grande Storia degli statisti della Repubblica italiana perde un altro protagonista, assimilabile ai padri fondatori ed i loro discendenti da De Gasperi a Moro a Fanfani».  A parlare il senatore Mauro Cutrufo, Vicesindaco di Roma, appresa la notizia della morte del Presidente emerito Francesco Cossiga.  «Con la sua azione Francesco Cossiga, sia nella prima repubblica, sia da precursore negli ultimi tre anni del suo settennato, ha segnato il tempo avendo capito prima di altri la necessità di rivedere la Carta costituzionale, soprattutto in relazione all’equilibrio dei poteri tra le Istituzioni. Gli storici non mancheranno di ricordarlo per la sua profonda conoscenza della cosa pubblica, sia tecnica che umana. Un pensiero – conclude Cutrufo – va al figlio Giuseppe, impegnato nel Governo ed alla famiglia tutta».

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Disegno legge Intercettazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 maggio 2010

Il disegno di legge sulle intercettazioni non ha le carte in regola per essere discusso e votato dal Parlamento, poichè contrasta con i dettami della Corte europea dei diritti dell’uomo e dall’uso che il legislatore nazionale deve fare di questi dettami, cosi’ come indicato dalla nostra Corte Costituzionale. Per questo ho presentato, coi senatori Emma Bonino e Marco Perduca, una questione pregiudiziale di costituzionalità sull’art.1 del ddl 1611 in relazione all’art.117 della Costituzione. Pregiudiziale che se fosse accolta comporterebbe il rinvio del ddl in commissione per rimediare a questo impedimento. La Corte europea dei diritti dell’uomo (art. 10 Convenzione del 1950, recepita nella legge 848/1955) riconosce ai cronisti vasti ampi poteri di valutazione delle notizie corredate da fotografie, equiparandole e classificandole come notizie dal moderno diritto dell’informazione. Le notizie possono riguardare pure la divulgazione del nome dell’imputato prima dell’udienza e dei capi d’imputazione relativi a un processo penale ancora pendente. La Corte Costituzionale e’ intervenuta in passato specificando che nel caso in cui si profili un contrasto tra una norma interna e una norma della Convenzione europea, il giudice nazionale comune deve procedere ad una interpretazione della prima conforme a quella convenzionale.

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Riforme e i chiacchiericci del centro-destra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2010

“Mentre il centrodestra si trastulla con proposte di riforme istituzionali che cambiano ogni giorno e che alla sera sono diverse da quelle del mattino, Italia dei Valori mantiene la propria posizione: le riforme  si fanno in Parlamento e sono quelle che servono agli italiani, quelle che affrontano i problemi veri dei cittadini, fisco, sviluppo economico, occupazione, e quelle comunque che rispettano l’equilibrio fra i poteri ed il sistema democratico e costituzionale” lo dichiara in una nota l’on. Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV. “Tutti il resto, è il solito chiacchiericcio e depistaggio di chi non vuole affrontare i problemi del paese ma di continuare a garantire privilegi alla casta e l’impunità al premier e ai suoi amici” conclude Orlando.

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Lettera aperta al Presidente della Repubblica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

Di Luca Marco Comellini (segretario politico del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia) “le scrivo in forma pubblica nella speranza che quanto segue possa stimolare un più ampio dibattito fra le Istituzioni, le parti politiche e i cittadini, che vedono nei recenti accadimenti una preoccupante regressione nel nostro Stato di diritto e della democrazia. Ho letto con stupore la risposta pubblica che tramite il sito ufficiale del Quirinale Lei ha voluto dare a tutti coloro che nei giorni scorsi hanno sollecitato un suo autorevole intervento o le hanno chiesto di non firmare una norma che per molti versi appare solo idonea ad evidenziare, l’estrema arroganza, di chi è abituato ad interpretare liberamente le regole e le leggi di questo Stato, per soddisfare gli interessi di gruppi di potere secondo le necessità del momento. Dispiace il dover rilevare, nelle parole del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei componenti dell’Organo di governo, evidenti contraddizioni con quanto avvenne solo pochi mesi or sono quando le scrissi per chiederle di non firmare il Decreto Legge 4 novembre 2009, n. 152 che all’articolo 3, comma 7, nel prorogare i mandati dei membri dei consigli della rappresentanza militare in carica ha, di fatto, privato del diritto di voto oltre quattocentomila cittadini militari. Non voglio entrare nel merito delle scelte a cui fa riferimento nella Sua autorevole lettera e che, nella Sua autonomia, ha voluto effettuare.  Tuttavia, come cittadino mi sento offeso dall’agire di un governo poco rispettoso di quelle regole che tutti, indistintamente, siamo tenuti ad osservare e non posso, quindi, fare a meno di esprimere liberamente il mio pensiero circa quanto accaduto, sottolineando a Lei, con estrema preoccupazione, il profondo mutamento di quel senso di giustizia, imparzialità e terzietà che devono essere garantiti ad ogni livello istituzionale nell’unico interesse dello Stato. Come parte politica mi sento in dovere, nell’interesse di tutti i cittadini militari, di porre in evidenza che l’atto con il quale Lei in queste ore ha inteso assicurare il diritto di voto dei cittadini laziali e lombardi fa emergere, per quanto ci riguarda, l’uso di pesi e misure differenti che mai mi sarei aspettato.  È, quindi, con il più grande rispetto, in ragione delle Sue costanti affermazioni sull’indipendenza e imparzialità del Suo ruolo, secondo le prerogative e i limiti stabiliti dalla Costituzione, che Le chiedo di intervenire affinché il nostro Paese possa ritrovare in Lei quelle ragioni e quei valori che oggi sembrano essere definitivamente smarriti, sminuiti, perché relegati a mero fatto di circostanza che gli eventi impongono a secondo della necessità di tutela degli interessi di chi governa. È con questo spirito che le scrivo, a nome del partito e dei tanti cittadini in divisa che oggi, con questa lettera, intendo rappresentare Nella certezza che questo appello non resterà inascoltato, in attesa di poter essere ricevuto per un formale colloquio, le porgo i miei più rispettosi saluti.

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Europa: più poteri al parlamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2009

“E’ un momento storico per le istituzioni europee”. Sono le parole di Vincenzo Menna ed Emilio Verrengia, rispettivamente Segretario Generale e Segretario generale aggiunto dell’Aiccre dopo l’approvazione al Parlamento europeo di  una serie di riforme per recepire i cambiamenti che saranno introdotti con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. In Particolare,  il Parlamento di Strasburgo avrà più ampi poteri legislativi: la quasi totalità delle politiche europee sarà  soggetta alla ‘procedura legislativa ordinaria’ che pone il Consiglio ed il Parlamento sullo stesso piano in quanto legislatori. Anche i provvedimenti relativi alla procedura di bilancio sono rivisti, poiché il Parlamento ha ora gli stessi poteri del Consiglio anche quando si tratta di decidere il bilancio dell’UE. Ulteriori cambiamenti riguardano le ricadute legislative della Carta dei diritti fondamentali, il diritto del Parlamento di proporre modifiche al trattato e l’accresciuta influenza dei parlamenti nazionali. “L’Aiccre,  che dalla propria fondazione aveva auspicato prima la creazione del Parlamento, poi all’elezione diretta dei suoi componenti, si rallegra del nuovo regolamento. Più poteri all’Europarlamento – aggiungono i dirigenti dell’Associazione-  vuol dire procedere verso una sempre maggiore democrazia e ad un avvicinamento all’Europa unita, democratica e federale che vogliamo”.

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Piano sanitario regionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2009

Roma. «Più che rivoluzione, si tratta di calma piatta. Del resto proprio la mancanza d’azione ha contraddistinto questi quattro anni e mezzo di amministrazione Marrazzo ». E’ quanto dichiara Luigi Celori, presidente della Commissione per la Riforma del Sistema sanitario della Regione, commentando le dichiarazioni del presidente Marrazzo sul nuovo  Piano sanitario regionale. «Questo piano sanitario – prosegue –  è un libro dei sogni da utilizzare unicamente come clava con il Governo nazionale che finora è stato fin troppo tollerante nei confronti del centrosinistra regionale asservita ai poteri forti, a cominciare dalla casta dei direttori generali che utilizzano presunte competenze solo per tutelare non si sa bene quali interessi. Chiediamo con forza una sanità diversa che veda al centro i legittimi interessi dei malati e non quelli delle case farmaceutiche e di un mondo sindacale corporativo che, invece di valorizzare le tante professionalità, ha favorito e coperto solo raccomandati. Al contrario, bisogna cominciare dalla valorizzazione del ruolo dei medici di famiglia, per poi passare a presidi territoriali dislocati sul territorio in maniera strategica che possano fare da filtro per i pronti soccorsi per le tante strutture di eccellenza che abbiamo nella nostra regione».  «All’iniziativa del Forlanini– conclude Celori –  ne seguiranno altre per fare in modo di portare le nostre proposte dove devono essere recepite, perché crediamo che sia inutile parlare ad un commissario ma soprattutto ai colleghi di maggioranza esautorati da  qualsiasi ruolo sulle scelte future che l’amministrazione regionale dovrà fare».

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Sapori colti

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2009

Roma, 20 ottobre 2009 ore 12.00 Complesso del Vittoriano Via San Pietro in Carcere Passaggi di cultura tra osterie, ristoranti e trattorie di Roma. il Complesso del Vittoriano ospita una mostra che vuole raccontare Roma attraverso le tracce che personaggi illustri hanno lasciato in osterie, taverne e ristoranti della città. Il percorso inusuale dell’esposizione si snoda attraverso documenti inediti di varia natura, dipinti, schizzi, caricature, dediche, appunti, considerazioni, poesie, fotografie, oggetti, rime, versi e pensieri lasciati da artisti, poeti e musicisti, attori, uomini di cultura e di potere, scrittori e saggisti, caricaturisti, disegnatori, intellettuali, figure dello spettacolo, ballerine e registi ma anche gente comune. Intervengono: Paolo di Giannantonio, Giornalista e curatore della mostra Alessandro Nicosia, Presidente di Comunicare Organizzando e curatore della mostra Giulia Rodano, Assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio Sono previsti ulteriori interventi di protagonisti e personaggi legati alla mostra. La mostra, che sarà inaugurata alle ore 18.00 dal Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, è promossa dalla Regione Lazio ed è a cura di Paolo Di Giannantonio e Alessandro Nicosia. L’organizzazione e la realizzazione sono a cura di Comunicare Organizzando.

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