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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘poteri’

Nuovo perimetro di poteri per Roma Capitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2021

“Da tempo il Parlamento è impegnato in un’azione trasversale, fra maggioranza e opposizione, con numerose sensibilità nella delineazione di un nuovo perimetro di poteri per Roma Capitale. E’ necessario, anche nel periodo elettorale, lasciare che le diplomazie parlamentari lavorino e raggiungano una sintesi fra i testi presentati, così da dotare Roma di più fondi e più poteri – così il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, vicepresidente dell’Osservatorio parlamentare per Roma, già presidente della commissione Cultura di Roma Capitale, nel corso della seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina sulla riforma dei poteri di Roma Capitale e sul decentramento amministrativo – 
La “competizione” globale si è spostata sempre più dal livello degli Stati a quello dei territori. Le “Città globali” sono i nuovi attori sulla scena geopolitica ed economica. 
L’articolo 114 della Costituzione, al terzo comma, stabilisce che « Roma è la capitale della Repubblica » e che « La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento ». 
Roma, come noto, è più capitali insieme, che caratterizzano il suo diverso modo di essere «città globale». Oltre a essere capitale politica d’Italia, è anche la capitale di un altro Stato, il Vaticano, e più in generale è la capitale della cristianità. È poi una capitale culturale, nella misura in cui detiene un patrimonio archeologico e storico-artistico unico al mondo, capace di attrarre notevoli flussi turistici che si sommano a quelli del turismo religioso.
Oggi è sicuramente unanime l’esigenza di riformare l’assetto amministrativo, di governo e gestionale di Roma capitale. 
Come previsto dalla nostra proposta di legge costituzionale, presentata con le prime firme di Giorgia Meloni e Fabio Rampelli, con il capogruppo Francesco Lollobrigida e la collega Maria Teresa Bellucci, oggi appare indifferibile attribuire uno status costituzionale a Roma capitale, così che possa divenire un nuovo ente autonomo costitutivo della Repubblica con un proprio statuto e con propri poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione, pur rimandando alla legge ordinaria la disciplina del suo ordinamento. Riteniamo, inoltre, che alcune specifiche materie debbano essere attribuite a Roma, quali la valorizzazione e gestione dei beni culturali e ambientali e la promozione e organizzazione di attività culturali, la protezione civile, l’agricoltura, il governo del territorio e i rapporti internazionali. Roma deve essere la protagonista di una rivoluzione gentile, dettata da semplificazione e flessibilità.”

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De Vito e i poteri per Roma Capitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2021

“Colgo con favore e rispondo con disponibilità e soddisfazione all’invito della sindaca Raggi ad avviare un tavolo strategico – in sinergia con tutte le forze sociali e politiche della città – sul tema delle risorse, dei poteri e delle funzioni da attribuire alla nostra Capitale. Un invito che mi ha sollecitato a depositare in data odierna una mozione urgente con la quale si chiede alle forze politiche presenti in Aula Giulio Cesare di impegnarsi nella direzione proposta dalla sindaca”. E’ quanto dichiara in una nota il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito. “Sono convinto infatti – e ho avuto modo di ribadirlo più volte – che una Capitale non possa essere amministrata con i poteri che il Testo Unico degli Enti Locali riserva agli altri 8800 comuni italiani. Sostengo da tempo la necessità che il governo si impegni affinché la nostra città venga dotata degli strumenti che le permettano di adeguarsi al rango delle grandi Capitali, destinando a Roma tutte le risorse necessarie per migliorarne i servizi e la qualità della vita” ha proseguito De Vito.“Spiace constatare che, ad oggi, siano mancate le condizioni politiche per la realizzazione del ‘Forum Sviluppo Roma’ che avrebbe contribuito all’avvio di un percorso su temi come il Recovery Fund, il Giubileo 2025 e l’Expo 2030 ma sono certo che la proposta della sindaca rappresenti l’importante opportunità di realizzare quella progettualità di medio/lungo periodo necessaria per condurre la nostra Capitale nella direzione di quel processo di internazionalizzazione cui Roma dovrà necessariamente andare incontro” ha concluso il presidente.

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Poteri e risorse per Roma Capitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2020

«Grazie alla determinazione di Fratelli d’Italia, la Camera ha approvato all’unanimità delle forze politiche l’ordine del giorno, a nostra prima firma, per chiedere poteri e risorse adeguati per Roma Capitale. Oggi il Parlamento e il Governo si assumono un impegno solenne per dare alla Città Eterna l’attenzione che attende da troppo tempo. Noi continueremo a vigilare e a lavorare in ogni sede affinché si raggiunga questo obiettivo storico nel più breve tempo possibile. Siamo orgogliosi di questo risultato e ogni italiano deve esserlo. Ogni Nazione degna di questo nome considera la sua Capitale il biglietto da visita da presentare al mondo ed è finalmente arrivato il momento, anche in Italia, di riconoscere a Roma lo status che merita». Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. L’ordine del giorno “impegna il governo: ad attivare in tempi immediati ogni misura necessaria a garantire il completamento del trasferimento dei poteri a Roma Capitale ai sensi delle disposizioni di cui all’articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, e del decreto legislativo 17 settembre 2010, n. 156, destinando le risorse e i beni necessari per il miglioramento della qualità della vita e dei servizi e il raggiungimento degli standard delle altre capitali europee, anche con lo scopo di arrestare la fuga di alcune storiche filiere produttive cui si legano il suo equilibrio socio economico e la sua vocazione; a investire su infrastrutture materiali e immateriali capaci di moltiplicare particolarmente il Pil proveniente da turismo, commercio, terziario e adoperarsi, nell’ambito delle proprie competenze, affinché quota parte degli incassi generati dal patrimonio artistico e monumentale vengano destinati al bilancio della Capitale per finanziare i costi sostenuti dagli eccezionali afflussi esterni quotidiani che ne compromettono decoro, viabilità, trasporti, sicurezza;ad individuare le risorse per organizzare e promuovere eventi celebrativi del 150° anniversario della proclamazione di Roma Capitale d’Italia;ad attuare quanto prima un piano strategico per la realizzazione delle opere straordinarie per l’organizzazione e la realizzazione del Giubileo del 2025. Di particolare rilievo il punto 5, inizialmente bocciato dal governo ma poi oggetto di ripensansamento, che impegna il governo a individuare le risorse finanziarie per: potenziare i servizi di ordine pubblico e sicurezza per contrastare la criminalità organizzata, in special modo nelle aree periferiche; accelerare i processi di messa in sicurezza ed efficientamento energetico del patrimonio edilizio e affrontare l’emergenza abitativa incentivando la pratica della sostituzione edilizia nelle aree urbanisticamente degradate secondo una tendenza ormai diffusa nelle aree di bordo delle grandi città europee e occidentali; ad accelerare i processi di riforma della legge urbanistica e delle norme che regolamentano la trasformazione del territorio al fine di rianimare e ristrutturare i borghi e i piccoli comuni investendo su linee di trasporto di area vasta utili al decongestionamento delle aree metropolitane”.

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Consenso unanime su poteri e risorse per Roma Capitale

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2020

“Ringrazio tutte le forze politiche per il consenso unanime con cui oggi, alla Camera dei Deputati, sono passati due ordini del giorno che impegnano il Governo a dotare Roma Capitale di risorse e poteri speciali”.Lo dichiara la sindaca di Roma, Virginia Raggi.“Il consenso bipartisan riconosce quanto ho sempre sostenuto: lo status della Capitale d’Italia non deve essere terreno di scontro politico ma un riconoscimento delle sue specificità e del ruolo che Roma ricopre, anche a livello internazionale. Non a caso, proprio i gruppi politici presenti in Assemblea Capitolina sono stati i promotori di una proposta bipartisan sull’assetto istituzionale e i poteri di Roma Capitale, trasmessa in Parlamento diversi mesi fa”, aggiunge Raggi.“Quello di oggi è però solo un primo passo. Ora ci aspettiamo che il Governo dia seguito, quanto prima, all’impegno assunto e largamente condiviso. Il Campidoglio è sempre disponibile a favorire qualunque confronto per arrivare all’elaborazione di un provvedimento concreto che finalmente riconosca a Roma il ruolo che merita, al pari delle altre capitali europee e mondiali”, conclude la sindaca.

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Pandemia e maggiori poteri all’Unione europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha già proposto la istituzione dell’Unione sanitaria europea, attraverso la quale attivare maggiore coordinamento e misure per lo sviluppo, lo stoccaggio e gli appalti di prodotti medici necessari a affrontare le crisi sanitarie (1). Ma gli Stati comunitari sono riluttanti a cedere le proprie competenze. Risultato: risposta negativa alla richiesta della Commissione di sottoporre a verifica, nel periodo estivo, i sistemi sanitari nazionali, in vista della seconda ondata pandemica, che ora è in corso.E’ di oggi un sondaggio comunitario che ci dice che 4 italiani su 5 (il 78%) vorrebbero maggiori poteri dell’Ue per affrontare la crisi pandemica. Percentuale che scende al 66 nel complesso del territorio dell’Unione (2). Viste le percentuali (in Italia in modo particolare) dei voti/consensi degli italiani nei confronti di tutti coloro (maggioranza di governo inclusa) che non ne vogliono sentire di aiuti comunitari (Next Generation Eu in primis)… è evidente che la situazione è molto cambiata da quando la pandemia dilaga. In termini popolari si potrebbe dire che “la paura fa 90”. E, come spesso accade, quando le persone sono chiamate ad esprimere il proprio pensiero senza doversi schierare dietro una bandiera o un filtro ideologico, vengono fuori delle sorprese. Nel secolo scorso fu così per importanti conquiste di civiltà come divorzio e aborto, che hanno cambiato il nostro Paese. In questo secolo lo sperimentiamo oggi in un momento fondamentale per il futuro della nostra economia, della nostra società, della nostra salute, della nostra vita. Certo, è “solo” un sondaggio, ma non abbiamo altri strumenti per capirlo e, siccome sarebbero impensabili alcuni strumenti di consultazione popolare per saperlo in modo insindacabile, è a questo sondaggio che occorre riferirsi. Di conseguenza, spetta a chi ci governa e ci amministra di farne tesoro. Soprattutto per coloro che hanno fin ad oggi tentennato stando dietro agli equilibri dei vari schieramenti politici. Il messaggio che ci arriva è chiaro e, per tutti coloro che hanno sempre paura di diventare impopolari nel decidere, oggi non si corre il rischio di diventare impopolari: Più poteri all’Unione Europea, lo chiede il 78% degli italiani e il 66% degli europei (inclusi quelli di paesi come Polonia e Ungheria che boicottano dalla mattina alla sera ogni decisione che possa in qualche modo compromettere la loro sovranità).Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Quattro italiani su cinque vogliono un’UE con più poteri per affrontare la pandemia

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

Bruxelles. Secondo un sondaggio dell’Unione europea, svolto durante la seconda ondata di coronavirus, il 78% degli italiani chiede maggiori competenze a livello europeo.La percezione positiva dell’Unione è aumentata di undici punti rispetto alla scorsa primavera. In generale i cittadini europei vogliono un bilancio comunitario con mezzi sufficienti per affrontare la crisi e un’erogazione dei fondi legata al rispetto dello stato di diritto.Il Parlamento europeo ha pubblicato oggi i risultati finali del suo terzo sondaggio di quest’anno in cui chiede ai cittadini europei il proprio punto di vista sulla crisi legata al coronavirus e sull’Unione europea. Anche se il 50% degli europei ritiene che l’incertezza sia ancora lo stato d’animo principale quando si parla dell’impatto economico della pandemia, oggi più persone hanno una visione positiva dell’Europa rispetto a primavera.Mentre aumenta il numero dei cittadini europei che si sentono incerti del proprio futuro, il 66% degli intervistati concorda sul fatto che l’UE dovrebbe avere più competenze per affrontare la pandemia. In Italia il dato sale al 78%. Inoltre, la maggioranza degli intervistati (54%) pensa che l’UE dovrebbe avere strumenti finanziari più forti per fronteggiare le conseguenze della crisi. In Italia è il 64% a chiedere una maggiore capacità finanziaria. In ogni caso, i cittadini europei sostengono che sia fondamentale che i fondi comunitari vadano solo agli stati membri che abbiano un sistema giudiziario valido e rispettino i valori europei condivisi. Più di tre quarti degli intervistati (77%) è d’accordo sul fatto che l’UE debba finanziare solo gli stati che rispettano lo stato di diritto e i principi democratici. La salute pubblica dovrebbe essere la priorità di spesa, seguita dalla ripresa economica e da nuove opportunità per le imprese (42%), dal cambiamento climatico e dalla protezione dell’ambiente (37%) e dal lavoro e welfare (35%).Il sentimento nei confronti dell’UE è migliorato rispetto al primo sondaggio di aprile/maggio 2020. La percentuale di intervistati che ha un’idea positiva dell’UE è aumentata costantemente, dal 32% di aprile al 41% di oggi. La maggioranza degli intervistati rimane comunque insoddisfatta per via della mancanza di solidarietà tra gli stati membri. Poco meno della metà degli intervistati (49%) dice di essere invece soddisfatto delle misure intraprese dai propri governi.In Italia si registra una crescita dell’opinione favorevole verso l’UE: in particolare, in confronto alla scorsa primavera l’incremento è stato di 11 punti percentuali. Anche in Italia una netta maggioranza degli intervistati (78%) vorrebbe che l’Unione europea avesse più competenze. Sui sentimenti provati in questa fase, gli intervistati sono sostanzialmente allineati al resto d’Europa, con una differenza più rilevante sulla “speranza”: il 46% degli italiani si sente speranzoso (UE: 37%). È alta la consapevolezza degli italiani sulle misure messe in campo dall’Unione per il sostegno alla situazione creata dalla pandemia (sono conosciute dal 42% degli intervistati italiani, a fronte di una media UE al 30%. Infine l’81% vuole che i fondi siano legati al rispetto dello stato di diritto e dei principi democratici.In tutta Europa, il 39% degli intervistati dice che la pandemia ha già avuto un impatto sul reddito personale. Un ulteriore 27% dice che si aspettano un impatto simile nel futuro. I giovani e le famiglie con figli sembrano essere i più colpiti dalla crisi: il 64% dei cittadini tra i 16 e i 34 anni ha subito qualche forma di difficoltà finanziaria, e il 27% degli intervistati con figli hanno attinto ai risparmi personali prima del previsto. In cinque stati membri, più della metà degli intervistati dice che la pandemia ha già colpito il reddito personale: Cipro, Grecia, Spagna, Romania e Bulgaria. In Italia sono il 46%. (n.r. L’Europa che non vorrei vedere è quella che da una parte offre e dall’altra ritira la mano. E lo spettacolo odierno ce lo offre proprio il balletto intorno al “recovery fund” con una comunità ostaggio di due o tre stati che, per altro, già dimostrano palesemente d’essere già fuori dalle regole di convivenza civile e democratiche della Comunità).

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Roma capitale e poteri speciali

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2020

“Sempre più frequentemente mi chiedono una valutazione sulla proposta del Sottosegretario alle politiche ambientali del Governo Conte Roberto Morassut di indire un referendum per il conferimento di poteri speciali a Roma in quanto capitale d’Italia. Pur confermando la mia stima lo ritengo personalmente un errore perché in questa maniera si provincializzerebbe il dibattito sulla Capitale che invece deve avere dignità nazionale e non rischiare di essere derubricato a canea campanilistica. Sono gli Stati nazionali che, ovunque, si occupano dello status delle loro Capitali, dei loro poteri, delle risorse, dei beni… e il nodo mai sciolto in questi vent’anni è rappresentato da una spaccatura che sembra insanabile tra lo Stato italiano e Roma, dopo la famosa e proficua legge voluta da Craxi su Roma Capitale che aveva l’intenzione di renderla competitiva con le principali capitali europee e non con altre città italiane. Legge dormiente e definanziata da oltre dieci anni. Con i più recenti epiteti di Roma ladrona, parassita, fannullona, fino all’epilogo vergognoso del titolo di Mafia capitale dato all’inchiesta per corruzione e malaffare ‘Terra di mezzo’ Roma è stata lasciata in stato d’abbandono, priva di strumenti operativi, discarica di problemi sociali ed economici irrisolti altrove, disconosciuta nelle sue funzioni nazionali e internazionali, orfana di una visione e di un ordinato supporto da parte della Regione che la contiene. Il M5S come è noto esprime allo stato attuale il Capo del governo, i 2/3 dell’esecutivo e il sindaco di Roma nonché presidente dell’area metropolitana Virginia Raggi. Il PD ha i ministri del MEF e del MIT oltre al Governatore regionale Nicola Zingaretti. Facessero dunque decreti, leggi, delibere e mettessero le risorse necessarie per risollevare Roma dall’abisso, altro che referendum…”. È quanto scrive il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia sulla sua bacheca Facebook.

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Roma deve essere dotata dei poteri speciali

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

“E soprattutto con le risorse che hanno le altre capitali mondiali. Come Fratelli d’Italia siamo stati i primi a portare questa battaglia in Assemblea capitolina, in Regione Lazio e in Parlamento perché è una priorità che la Capitale d’Italia sia trattata come tale e abbia tutti gli strumenti necessari per dare risposte ai problemi concreti dei romani. Per questo, è irritante vedere il Pd e i Cinquestelle che discutono dell’istituzione di una poltrona da sottosegretario, con l’obiettivo di salvare la carriera politica di qualcuno e puntellare la malconcia alleanza giallorossa di governo. Roma non merita questo dibattito, ma che ci si metta subito al lavoro per dare alla Città Eterna i soldi e le competenze che il suo status richiede. Basta con i giochi di palazzo, basta perdere tempo». È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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I cittadini chiedono che l’UE abbia più poteri e risorse per affrontare la crisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

In un nuovo sondaggio commissionato dal Parlamento europeo, una larga maggioranza degli europei e degli italiani afferma che l’UE dovrebbe avere più competenze per affrontare la crisi.Quasi otto cittadini italiani su dieci (78%) vorrebbero un ruolo più incisivo dell’UE nella lotta alle conseguenze del COVID-19. Un dato decisamente più alto della media europea (68%) e che vede l’Italia al settimo posto nella classifica dell’opinione pubblica che chiede più Europa nello sforzo per la ripresa. Più della metà degli intervistati italiani (64%) ritiene inoltre che questa richieda maggiori mezzi finanziari per l’UE, che dovrebbero essere diretti principalmente ad affrontare l’impatto della pandemia sul settore sanitario e sull’economia. Anche in questo caso gli italiani sono più ambiziosi della media dei concittadini degli altri stati membri (56%).Il sondaggio è stato condotto nella seconda metà di giugno. Nella lista delle priorità dei cittadini italiani figurano la ripresa economica in primis, seguita dalla sanità pubblica e dagli investimenti in ricerca e innovazione. Perdita di reddito, consumo dei risparmi accumulati nel tempo e disoccupazione sono invece le tre principali conseguenze economiche della pandemia indicate dagli intervistati in Italia.Commentando i risultati del sondaggio, il Presidente del PE David Sassoli, ha dichiarato: “I risultati di questo sondaggio mostrano chiaramente che i cittadini europei si aspettano che l’Unione dia prova di maggiore solidarietà e intraprenda più azioni per favorire la ripresa. Riconoscono anche la necessità di un bilancio UE più ampio per affrontare l’impatto senza precedenti che la pandemia ha avuto sulla nostra economia e società. Nel contesto degli attuali negoziati sul bilancio, il Parlamento è al fianco dei cittadini nella loro richiesta di una Unione europea più efficace e ambiziosa”.Quasi nove cittadini italiani su dieci (86%) hanno sentito parlare delle varie misure proposte dall’UE per combattere le conseguenze della pandemia di COVID-19. E il 50% degli intervistati sa anche quali siano queste misure. Di coloro che hanno sentito parlare delle misure dell’UE contro il COVID-19, il 32% si dichiara soddisfatto, con un aumento di 9 punti rispetto al sondaggio precedente.
Per circa due terzi degli intervistati (68%) “l’UE dovrebbe avere maggiori competenze per affrontare crisi come la pandemia del Coronavirus”. Questa opinione è sostenuta da una maggioranza assoluta in 26 Stati membri. I paesi più a favore di maggiori competenze dell’Unione sono il Portogallo e il Lussemburgo (entrambi 87%), Cipro (85%), Malta (84%), l’Estonia (81%), l’Irlanda (79%), l’Italia e la Grecia (entrambi 78%), nonché la Romania (77%) e la Spagna (75%).

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Parlare bene e razzolare male

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

Oggi ci siamo riempiti la bocca di concetti quali la libertà e la democrazia per sostenere i diritti dell’uomo, ma, in effetti, abbiamo cercato solo una copertura ideologica per disattendere, in pratica, tali principi. Abbiamo reso inconcepibile l’atteggiamento di un monarca o di un despota che intende governare concentrando nella sua persona tutti i poteri, ignorando i naturali diritti inerenti alla persona e oramai acquisiti anche dagli strati più bassi della popolazione urbana e agricola, ma siamo stati bravissimi ad aggirare le posizioni acquisite con dittature dall’acre sapore di giustizia proletaria, di governo del popolo, di popolo sovrano. Così siamo passati dai traditori della corona ai traditori del popolo. Abbiamo decapitato Luigi XVI e con lui centinaia di teste di cittadini sospettati di ordire trame contro la rivoluzione e abbiamo continuato a farlo passando dalla rivoluzione d’Ottobre in Russia a tutte le rivoluzione che hanno scosso il mondo sino ad oggi per un ideale di popolo o supposto tale. Un popolo che fu considerato ora l’artefice, spesso a sua insaputa, di una rivolta corale e ora il destinatario naturale per liberarlo dal bisogno e per riscattarlo dalle sue miserie. Sta di fatto che è rimasto povero, allora e lo è tutt’oggi. Partimmo con l’abolizione dei titoli nobiliari, con l’abrogazione dei diritti feudali e dei privilegi e ci ritrovammo a dover difendere le riforme annunciate e timidamente attuate pagandole con il prezzo del sangue spesso d’innocenti o di gente pacifica o in buona fede. La storia ha i suoi ideologi, i suoi detrattori, i suoi limiti, le sue leggi, i suoi ritmi e spesso i fatti che non possono essere smentiti sono talvolta ingigantiti o minimizzati o sottaciuti o forzati, mostrando, machiavellicamente, le finalità che si vogliono raggiungere, vanificando o giustificando i mezzi che alla fine si rivelano in contrasto con la nobiltà di un fine votato alla tutela dei valori e dei principi di una democrazia compiuta.
Su di essa oggi pesa il giudizio dei cronisti sulla politica e sugli uomini che la gestiscono in nome del “popolo sovrano” come lo fu per gli storici della Rivoluzione francese. Allora come oggi non tutti i pareri sono concordi. Allora si trattò di personaggi quali De Torqueville, Blanc, Taine, Burke, Bloch, Fichie e Hegel per citare i più noti. Nel loro insieme ho tratto la convinzione che gli ideologi della rivo-luzione avevano finito con il calpestare, in nome degli stessi diritti, i valori universali.
La contraddizione in termini in cui erano e continuano a cadere i difensori della libertà sta in questo, che la libertà stessa veniva negata a chi non vedeva nella rivoluzione garantiti tutti i diritti. E ancora di più: con la condanna a morte di coloro che la pensavano diversamente, era eliminato il presupposto su cui detta libertà necessariamente si fonda la vita.
La storia, nel frattempo, deve ancora emettere l’ultimo verdetto sulla verità della Rivoluzione francese e sui reali influssi esercitati sulle generazioni che ne seguirono, che già altri verdetti l’attendono in tempi più recenti. Quante sono state le vittime innocenti, o che hanno avuto il coraggio delle proprie opinioni, contro i cosiddetti difensori della libertà, che gridano da due secoli a questa parte che sia fatta giustizia nei confronti di coloro che in nome di vaghi sospetti hanno operato delle vere e proprie carneficine? (Riccardo Alfonso)

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Truffe online. Castelli: “Presto nuovi poteri alla Consob”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

Roma – “La Stampa non manca occasione per descrivere la dimensione del preoccupante fenomeno delle truffe connesse al trading online. Con il Decreto Crescita abbiamo dato alla Consob il potere di chiedere l’oscuramento dei siti internet abusivi, sprovvisti dell’autorizzazione a prestare servizi di investimento. Si è trattato di uno strumento a tutela dei risparmiatori che funziona: ad oggi ha oscurato 107 siti in soli 5 mesi. Ora il Movimento 5 Stelle, con il Decreto “Mille proroghe”, vuole incrementare quei poteri, per essere più incisivi in via preventiva, consentendo alla Consob di chiedere l’oscuramento dei siti anche in presenza di offerta abusiva di prodotti finanziari, prestata in assenza del prescritto prospetto informativo. E chiederemo anche di oscurare i siti stranieri che vengono utilizzati per truffare i cittadini italiani, nei casi in cui le autorità locali non diano seguito alle richieste formulate dall autorità italiana.
È necessario tutelare i risparmiatori preventivamente, proteggendoli da tutte le potenziali truffe cui sono esposti”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post su Facebook.

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Con il “si” del Senato il governo ottiene pieni poteri

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Con 169 si il governo passa in Senato. I no sono stati 133 e 5 astenuti. “E’ stato un voto sofferto e ricco d’incognite. A differenza della camera dei deputati le opposizioni avrebbero potuto, con una manciata di voti, ribaltare la situazione. Gianmarco Corbetta sul social dichiara: “Abbiamo appena approvato in Senato la fiducia al nuovo Governo! Da oggi si riparte a lavorare per i temi per cui ci siamo sempre battuti: legalità, lotta alle diseguaglianze, tutela dell’ambiente e uno sviluppo inclusivo, partecipato, solidale”.

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Maggiori poteri a Roma capitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

“Sono pronto a battermi al fianco del sindaco Virginia Raggi e al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti affinché nel dibattito sulle autonomie s‘inserisca quello su Roma Capitale, come fossi in maggioranza. Perché le ragioni di appartenenza comunitaria sono più forti delle ragioni di appartenenza a un partito. Sul declino di Roma, c’è sicuramente un problema di parziale capacità e di competenze, ma c’è un gigantesco problema di poteri e di risorse e questo problema sta in capo al governo italiano”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia, intervenendo alla presentazione del Comitato Roma150 presieduto da Andrea Costa, insieme al deputato di Leu Stefano Fassina e allo scrittore Vittorio Emiliani.“Roma è patrimonio dell’umanità- ha aggiunto- Bisogna interrompere questa fustigazione che vede Roma vittima autentica di un’ostilità diffusa e ingiustificata. Si parla di romanocentrismo in assenza di uno Stato centrale. e in un contesto in cui oggi le Regioni sono gli enti più farraginosi e spendaccioni di quanto non lo siano i ministeri. La loro istituzione, negli anni ’70, ha contribuito ad aumentare il debito pubblico, basti pensare alla spesa sanitaria. Dovevano rappresentare enti di programmazione e svolgere piani coordinamento anche interregionale, ora sono diventate enti di gestione, l’opposto di cui c’era bisogno. Con la richiesta di maggiori poteri da parte della Regione Veneto e Regione Lombardia, si vuole accentuare la caratteristica di enti di gestione. La prospettiva del 150^ di Roma Capitale si colloca all’interno di questa notizia. Nell’ambito della trattativa sulle autonomie differenziate noi dobbiamo dire che esiste anche Roma. E se la partita si gioca sulla richiesta aggiuntiva residuo fiscale è bene che si sappia che Roma ha un residuo fiscale: cioè dà allo Stato più di quanto riceve dallo Stato”. “Gli interlocutori di Roma – ha concluso Rampelli – non sono gli altri Comuni, e non è Milano. L’interlocutore di Roma sono le altre capitali europee ciascuna delle quali riceve dal proprio Stato fior fiore di miliardi. L’interlocutore di Roma è il governo”.

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Previsti nuovi e maggiori poteri sanzionatori per Autorità a difesa dei consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

La Commissione Europea ha proposto un nuovo accordo europeo in tema di tutela del consumatore (New Deal for Consumers) che prevede, tra l’altro, l’avvio di una class action di stampo europeo, avviabile esclusivamente dalle Associazioni dei consumatori e contestualmente maggiori poteri, d’intervento e sanzionatori, per le Autorità di ogni Stato membro. “Mentre in Italia la class action è stata ostracizzata e affossata, l’Europa non solo lancia una proposta innovativa che la nobilita e le dà nuova forza, ma valorizza il ruolo strategico delle Associazioni dei consumatori– dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – nel contesto di mercato attuale, dove i diritti dei consumatori sono sempre più compressi, violati e sacrificati, è fondamentale la presenza delle Associazioni dei consumatori al loro fianco. Come Adoc sosteniamo con forza la proposta della Commissione Europea, che prevede l’introduzione di un’azione di classe europea, avviabile solo da un’Associazione di consumatori, per chiedere un risarcimento, come anche una compensazione, una sostituzione o una riparazione, per conto di un gruppo di consumatori che sono stati danneggiati da una pratica commerciale illegale. Dopo lo scandalo Dieselgate, questa è la giusta risposta da parte dell’Unione Europea. Apprezziamo anche la proposta di estendere il potere sanzionatorio delle Autorità nazionali a difesa dei consumatori. In futuro avranno il potere di imporre sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive in modo coordinato: per le infrazioni diffuse che colpiscono i consumatori in diversi Stati membri dell’UE l’ammontare massimo elevabile corrisponderà al 4% del fatturato annuale dell’azienda in ciascuno Stato membro. Per i consumatori sono previsti inoltre maggiori diritti e garanzie in occasione di acquisti online, in particolare sul diritto di recesso, che verrà potenziato. Ci auguriamo che la proposta superi il vaglio del Parlamento e del Consiglio Europeo, la formalizzazione del nuovo accordo per i consumatori segnerebbe una svolta nella difesa e nella tutela dei diritti dei consumatori italiani e europei”.

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Più poteri alle regioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

“Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha quest’oggi convocato i parlamentari veneti per discutere in merito alla questione dell’Autonomia regionale, dopo il referendum dello scorso autunno e dopo dei primi accordi intercorsi tra il governo centrale e le Regioni prima del voto del 4 marzo.
Il presidente Zaia ha chiesto a noi parlamentari impegni concreti per far sì che anche le restanti materie dell’Autonomia possano presto essere oggetto di nuovi accordi tra governo e Regioni, per dare seguito a quanto indicato dagli elettori con la consultazione referendaria.Forza Italia ha voluto fortemente il referendum sul cosiddetto regionalismo differenziato in Veneto, abbiamo da sempre sostenuto le ragioni di una maggiore autonomia responsabile per le Regioni, un vero e realizzato federalismo. Meno Stato invadente al Nord, più Stato efficiente al Sud. Gli articoli 116, 119 e 120 della Costituzione consentono un regionalismo con competenze e risorse variabili, e la sussidiarietà tra Stato e governi locali. Non faccia il livello superiore di governo ciò che può fare meglio un livello inferiore, non faccia il pubblico ciò che può far meglio il privato.Per realizzare tutto questo nel più breve tempo possibile i parlamentari veneti di Forza Italia propongono l’immediata costituzione di un intergruppo Camera-Senato sui temi dell’autonomia. Un intergruppo che potrebbe essere presieduto da una figura autorevole come quella del presidente Renato Brunetta, per dare risposte celeri alle Regioni e ai cittadini che chiedono con forza più poteri per i territori”. Lo affermano, in una dichiarazione congiunta, Piergiorgio Cortelazzo e Dario Bond, deputati di Forza Italia.

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Sicurezza: più poteri ai sindaci e problematiche della polizia locale

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2017

vigili-urbaniApprovato in Consiglio dei Ministri il decreto sicurezza urbana. Dispiace prendere atto ancora una volta, che il Decreto fortemente voluto dall’Anci e dal Ministero dell’Interno per dare più poteri ai Sindaci, stipulare i patti per la sicurezza tra Prefetti e Sindaci al fine di rendere più cogente, nelle aree urbane, l’attività di prevenzione e di controllo sul territorio non tiene minimamente in conto la necessità di dare risposte, in termini di tutele e diritti, ai 60.000 agenti e ufficiali della Polizia Locale.Lo dichiara in una nota il Segretario Nazionale UIL FPL Daniele Ilari.Nulla quaestio su maggiori poteri ai Sindaci in materia di lotta al degrado e all’illegalità, anche attraverso un rafforzamento del potere di emanare ordinanze contingibili e urgenti, e su un rapporto sinergico tra Stato e Amministrazioni Locali per garantire una maggiore sicurezza nelle aree urbane, ma – prosegue il Segretario Ilari – non si può continuare ad ignorare coloro che la lotta al degrado e all’illegalità la mettono in pratica tutti i giorni: le lavoratrici ed i lavoratori della Polizia Locale.La Polizia Locale continua ad essere trattata come una polizia di serie B rispetto agli altri corpi di polizia dello Stato. Sono sei anni che chiediamo a gran voce il ripristino della causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata in caso di infortunio o aggressione legata all’espletamento dei compiti d’istituto, benefici da cui gli appartenenti ai corpi e servizi di Polizia Locale sono stati “scippati” dal Decreto Monti.E che dire della ormai obsoleta legge quadro sulla Polizia Locale, che risale ad oltre trent’anni fa e non tiene in alcun modo in conto, le innuerevoli competenze trasferite agli operatori e il mutato quadro normativo e istituzionale di riferimento?Abbiamo chiesto al Ministro dell’Interno e al Presidente dell’ Anci l’apertura di un tavolo di confronto sulle problematiche della Polizia Locale. La UIL FPL è come sempre disponibile a ricercare soluzioni condivise non solo nell’interesse dei lavoratori che rappresenta, ma anche dei cittadini e del sistema paese. La Polizia Locale – conclude Ilari – continuerà, come sempre, a fare il proprio lavoro con serietà e abnegazione, malgrado le carenze d’organico, il blocco del turnover, la mancanza di tutele, svolgendo attività di prevenzione e garantendo sicurezza ai cittadini, ma i suoi sessantamila operatori meritano rispetto e non si può continuare ad ignorare le giuste rivendicazioni di un’intera categoria.

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Lettera aperta a Grillo

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 Maggio 2012

Grillo a distanza di 20 anni dall’outsider Silvio Berlusconi presenta, per il politologo, molte assonanze con quel percorso che riuscì a colmare un vuoto della politica determinato dalla falcidia di “mani pulite”, dall’ottusità dei poteri di allora e dalla mancanza di un progetto politico credibile.
Ma c’è anche chi va più a ritroso nel tempo ed evoca il ruolo svolto dal nuovo settimanale “L’uomo qualunque” fondato da Guglielmo Giannini. Tutto sembra assomigliare a quell’iniziativa: allora vi era la figura di un torchio inserito in una U a simboleggiare la striminzita immagine di un uomo schiacciato da una classe politica che opprime il piccolo borghese. Oggi Grillo nelle sue invettive ha come epicentro una classe politica inefficiente, avida, poco rappresentativa e una leadership mediocre. Lo strumento adottato per cogliere l’attenzione popolare è la satira, in entrambi i casi, anche se Giannini adoperava l’arma della carta stampata e Grillo il web. Giannini con il suo “Uomo qualunque”, lo “abbasso tutti” si confrontò con il voto amministrativo e politico riscuotendo un iniziale grande successo. Grillo sta ripercorrendo la stessa strada e Parma è diventata il suo “cavallo di Troia” capace, come per i greci, d’espugnare i palazzi del potere.
Ma ora che si stanno meglio definendo i contorni bisogna capire chi, a fronte di una debolezza elettorale dei due massimi partiti: il Pdl e il Pd, riesce meglio degli altri a fagocitare il consenso degli astenuti che stanno a guardare alla finestra. E su questo punto sappiamo bene che sia il Pdl sia il Pd nutrono la segreta speranza di recuperare, da questo bacino di potenziali voti, la debacle subita.
In questo frangente il Pdl rispolvera il solito rosario di promesse assicurando gli elettori che intende farlo rinnovandosi al suo interno ma guardandosi bene da appalesarsi, come lo è in effetti, il movimento che è solo in grado di puntare a tutto cambiare per nulla cambiare e la recente proposta del semipresidenzialismo va in questa direzione.
IL Pd è diventato una sorta di “asino di Buridano” che non sapendo scegliere i propri alleati in modo chiaro ed intellegibile finirà solo con il morire di fame e di sete.
Restano la destra “detta estrema” di Francesco Storace e tutto quello sciame di movimenti, a partire dal più consistente che è l’Idv di Di Pietro che si definisce di un centro che guarda a sinistra, e gli altri che si riconoscono con la sinistra anch’essa denominata “estrema” ma poco “accettati” e potrebbero correre il rischio di restare congelati all’opposizione con la Lega di Maroni come lo è stato con il Msi di Almirante.
A questo punto la palla ritorna a Grillo, ma quali possibilità ha di vincere le politiche, e ancora se le vince con chi potrà allearsi? E se stiamo all’esperienza del suo illustre predecessore Giannini il rischio che finisca con l’infrangersi contro gli scogli di una politica sempre più insidiosa è reale e traumatico per gli effetti che produrrebbe.
Resta la nostra proposta di azzerare il voto per il Pd, il Pdl e il Fli e di far convergere i voti sul movimento di Vendola, Di Pietro e Grillo e farli diventare una maggioranza assoluta. Significa che in un sol colpo gli italiani si liberebbero di tutti i leader carismatici che da anni calcano le scene e di riproporsi con nuovi volti e di liberarsi dei giochi e giochetti da mercato delle pulci. E questa, a mio avviso, è la vera rivoluzione democratica che potremmo aspettarci nell’interesse di tutti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Siti internet in pericolo?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2012

Avaaz comunica: “Da un momento all’altro il governo Monti potrebbe approvare una legge che ucciderebbe la libertà di Internet così come la conosciamo oggi: mancano pochi giorni e solo una grande mobilitazione pubblica può fermarlo. Alcuni quotidiani hanno fatto trapelare la bozza di una legge scritta in segreto dal governo che darebbe all’Autorità delle Comunicazioni (AGCOM) il potere di chiudere qualunque sito internet per il semplice sospetto di violazione del diritto d’autore. Le potenti lobby dell’industria e dei media stanno facendo pressione sul governo affinché la legge sia adottata il prima possibile, ma oltre 30 parlamentari hanno lanciato l’allarme e se saremo in tanti ad agire ora potremo convincere il Presidente Monti ad abbandonare la legge bavaglio e a proteggere la nostra libertà della Rete. Lo scorso anno la campagna di Avaaz ha generato un ciclone mediatico enorme e fermato AGCOM dall’adottare di nascosto un regolamento bavaglio simile a questa legge: possiamo farlo di nuovo. Monti è sempre più sensibile all’opinione pubblica man mano che la sua popolarità scende: ora è il momento di farci ascoltare. Clicca sotto per firmare la petizione per chiedergli di abbandonare il bavaglio e salvare Internet: le nostre firme saranno consegnate agli uffici del Presidente, ai ministri chiave e ai media: http://www.avaaz.org/it/monti_save_our_internet/?vl
Senza un effettivo sistema di pesi e contrappesi, AGCOM può diventare una vera minaccia alla nostra democrazia. Nominati dai maggiori partiti, i suoi membri operano con pochissima trasparenza e rispondono ai diktat di potenti interessi politici e industriali, spesso senza alcun controllo parlamentare. Ora, con la nuova legge, i suoi poteri di censura potrebbero crescere pericolosamente. La bozza di legge trapelata permetterebbe ad AGCOM di chiudere, nell’arco di poche ore e senza l’intervento di un giudice, interi siti d’informazione e d’interesse pubblico, come WikiLeaks, portali di software libero e siti di video come Youtube, solo perché uno specifico contenuto o una canzone è sospettata di violare il diritto d’autore. Il paladino della nuova legge bavaglio è il sottosegretario di stato, Antonio Catricalà, sotto l’enorme pressione di giganti dell’informazione come Mediaset e della potente industria dell’intrattenimento. Ma tanto l’influente sottosegretario Paolo Peluffo quanto il Presidente Monti sono molto preoccupati per le possibili conseguenze di una nuova mobilitazione popolare a causa della posizione sempre più instabile del governo. Non ci rimane molto tempo. Il governo potrebbe approvare la legge in uno dei prossimi Consigli dei Ministri, rendendo definitivi i nuovi poteri di censura di Agcom, proprio ora che il suo mandato sta per scadere. Uniamoci alle voci dei parlamentari e chiediamo lo stop dell’approvazione in extremis di questa legge bavaglio che mette in pericolo Internet libero. Firma ora la petizione e condividila con tutti: http://www.avaaz.org/it/monti_ save_our_internet/?vl”

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Nuovi poteri d’inchiesta per gli eurodeputati

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2011

El Parlamento Europeo aprueba la Tasa Robin Hood

Image by Gaiux via Flickr

Bruxelles. Parlamento europeo. La Commissione Affari Costituzionali ha approvato nuove norme per rafforzare l’esercizio del diritto d’inchiesta del Parlamento europeo includendovi il diritto di condurre indagini sul campo, citare testimoni, richiedere documenti e relazioni di esperti. Traendo spunto dalle nuove competenze politiche conferitigli dal Trattato e dalle sue precedenti commissioni d’inchiesta, i deputati ritengono che gli attuali poteri d’inchiesta del Parlamento siano limitati e che, quindi, dovrebbero essere estesi per permettergli di esaminare approfonditamente le presunte violazioni o i casi di cattiva amministrazione nell’applicazione del diritto comunitario. Il rapporto, redatto da David Martin (S&D, Regno Unito), invita il Consiglio e la Commissione a concordare una serie di modifiche dell’attuale diritto di inchiesta del Parlamento europeo, includendo nuove disposizioni in materia di sanzioni e di cooperazione con le autorità locali.
Il diritto d’inchiesta è un elemento importante dei poteri di sorveglianza e, a tal fine, secondo gli eurodeputati, alle commissioni d’inchiesta dovrebbe essere consentito di condurre indagini sul campo, anche ricevendo aiuto e assistenza da parte delle autorità nazionali, chiedere documenti, citare testimoni, sentire funzionari e altri agenti dell’Unione o degli Stati membri e chiedere relazioni di esperti. Se lo ritiene necessario, la commissione d’inchiesta deve poter citare come testimone chiunque sia residente nell’Unione europea. Ai testimoni, preventivamente informati dei loro diritti e obblighi, potrà essere richiesto di prestare giuramento pur mantenendo sia il diritto di rifiutare, sia le altre forme di tutela garantite, in casi analoghi, dalla propria legislazione nazionale.
Secondo le nuove norme, gli Stati membri dovranno prevedere sanzioni per chi si rifiuta di testimoniare o di fornire, senza giustificato motivo, i documenti richiesti, chi fornisce falsa testimonianza e chi corrompe i testimoni.
Secondo le nuove disposizioni introdotte dal Trattato di Lisbona, la nuova proposta di regolamento del Parlamento europeo, per entrare in vigore deve ricevere l’approvazione della Commissione europea e del Consiglio. Una volta completata tale procedura, il regolamento diviene immediatamente applicabile in tutti i Paesi membri.
Dal 1995, quando l’esercizio del diritto di inchiesta è stato introdotto, il Parlamento ha istituito tre commissioni di inchiesta: per indagare sulle frodi in materia di IVA e di dazi doganali in regime di transito comunitario (1995), per la crisi dovuta alla malattia della mucca pazza (ESB) (1997), e per la debacle finanziaria della compagnia di assicurazione “Equitable Life”.

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Sindaci sceriffo

Posted by fidest press agency su domenica, 17 aprile 2011

Addio ai Sindaci sceriffo. Questo in sostanza quello che dice la Corte Costituzionale nella sentenza n. 115 dello scorso 7 aprile. I poteri riconosciuti ai primi cittadini dal d.l. n. 92/08 sono costituzionalmente illegittimi. Nell’affermare cio’ i giudici sono categorici: i Sindaci possono vietare determinati comportamenti e sanzionare la trasgressioni solo in casi contingibili e urgenti. In sostanza niente piu’ ordinanze che vietino indiscriminatamente i piu’ svariati modi di fare. O c’e’ un motivo realmente indifferibile per farlo o l’ordinanza e’ illegittima. Sono tante le citta’ italiane (Roma, Milano, Firenze, Bari, Lecce, Venezia, Treviso, per citare le piu’ note) dove i Sindaci, per i piu’ disparati motivi hanno deciso di vietare una serie di comportamenti altrimenti leciti. Le ordinanze spesso si sono rivelate buone solo a fini propagandistici e per mascherare l’incapacita’ di governare il territorio. Si vieta tutto f inendo per non sanzionare quasi nulla se non per far cassa. Nulla di tutto cio’ sara’ piu’ possibile. Non solo: chiunque, d’ora in poi, venisse multato sulla base di quei provvedimenti amministrativi potrebbe fare giustamente ricorso. Caduti i poteri dei Sindaci, infatti, anche le ordinanze sono da considerarsi illegittime. Dobbiamo entrare in un ginepraio di ricorsi e relativo intasamento della giustizia gia’ di per se’ moribonda? L’Aduc -in virtu’ di certezza del diritto e della sanzione- e’ disponibile, ma vogliamo sperare che le amministrazioni comunali interessate sapranno fare di meglio annullando, nell’interesse dei propri cittadini, quei provvedimenti illegittimi. (Alessandro Gallucci, legale Aduc)

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